Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
Bob Dylan suona a Roma giovedì 5 novembre 2026 al Palazzo dello Sport, Piazzale Pier Luigi Nervi 1, 00144 Roma, nel quartiere EUR, unica data romana del Lights of Autumn Tour UK/EU 2026. Si arriva con la metropolitana linea B, scendendo a EUR Palasport o a EUR Fermi: entrambe le stazioni sono a circa mezzo chilometro a piedi dal palazzetto. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale dell'artista e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal pulsante Tickets della pagina ufficiale della data romana su bobdylan.com, dove compare anche un'opzione VIP. L'orario di apertura delle porte e di inizio del concerto è riportato sul biglietto e dal circuito di vendita: conviene controllarlo lì, a ridosso della data.
Bob Dylan a Roma il 5 novembre 2026: che concerto è
Il concerto del 5 novembre è la seconda delle tre date italiane del tour autunnale che Bob Dylan porta nel Regno Unito e nell'Europa continentale nel 2026. Il sito ufficiale lo elenca con tre informazioni essenziali, e nient'altro: la data, la città, la sala. Rome, Italy, Palazzo dello Sport. Non c'è un sottotitolo, non c'è la promessa di un «greatest hits», non c'è un ospite annunciato. È lo stile di Dylan da decenni: si presenta, suona, se ne va.

Chi va a sentirlo per la prima volta deve saperlo subito: non è una serata di nostalgia. Dylan non rifà i dischi, li riscrive sul palco. Le canzoni che conoscete arrivano con un altro passo e un altro arrangiamento. Chi entra aspettandosi la versione del 1965 di un classico esce deluso; chi entra curioso esce con la sensazione di aver ascoltato un autore vivo, che lavora ancora sul proprio materiale come un pittore torna su una tela.
Il nome del tour
L'immagine ufficiale pubblicata sulla pagina dei concerti di bobdylan.com porta una scritta chiara: Lights of Autumn Tour, UK / EU 2026. Il titolo è sobrio e stagionale, come il calendario che annuncia: da metà ottobre a inizio dicembre, dalla Norvegia a Londra. In rete e in qualche elenco il giro compare ancora con il nome del tour precedente, legato all'album Rough and Rowdy Ways; il nome che conta è quello scritto sulla grafica ufficiale.
Una sola sera a Roma
Roma ha una data sola. Non ci sono repliche annunciate e non c'è una seconda serata di riserva. Chi vuole esserci deve muoversi per tempo: la capienza di un palasport è grande, ma il pubblico di Dylan in Italia è trasversale, va dai ragazzi che lo hanno scoperto da poco ai sessantenni che lo inseguono dagli anni Ottanta, e le date singole nelle capitali tendono a riempirsi.
Il Lights of Autumn Tour 2026 di Bob Dylan: le date intorno a Roma
Il Lights of Autumn Tour 2026 conta sul sito ufficiale 28 concerti fra il 17 ottobre e l'8 dicembre, e Roma è la tappa più a sud dell'intero giro europeo. Leggere il calendario aiuta a capire che tipo di viaggio sia: date ravvicinate, spesso a un giorno di distanza, arene medie e qualche teatro storico, nessuno stadio.
Le tre date italiane
L'Italia ha tre concerti consecutivi: lunedì 2 novembre a Milano, all'Unipol Dome; giovedì 5 novembre a Roma, al Palazzo dello Sport; sabato 7 novembre a Bologna, all'Unipol Arena. Tre città, tre palasport, un'unica settimana. Per chi vive a Roma la scelta è ovvia; per chi viene dal centro Italia vale la pena confrontare con Bologna, che cade di sabato.
Prima e dopo Roma
Il giro parte il 17 ottobre dall'Oslo Spektrum, passa per Göteborg, Horsens in Danimarca, Flensburg, Brema, Düsseldorf, Anversa, Esch-sur-Alzette in Lussemburgo, Zurigo il 1° novembre e Milano il 2. Dopo Roma e Bologna, Dylan sale a Lubiana il 9 novembre, fa due sere a Vienna l'11 e il 12, poi Salisburgo, Monaco, Friburgo, Stoccarda, Francoforte il 22. Chiude in Inghilterra: Bournemouth, Birmingham, Sheffield, due sere all'Opera House di Blackpool e cinque sere alla Royal Festival Hall di Londra fra il 3 e l'8 dicembre.
Cosa dice il calendario
Cinque sere di fila in una sala da concerto londinese e una sola sera in un palasport romano: il contrasto dice molto sulle preferenze di Dylan negli ultimi anni, che cerca sale raccolte appena può. A Roma, nel 2018 e nel 2023, aveva scelto l'Auditorium. Questa volta si torna nel grande palazzetto dell'EUR, e chi lo ha seguito nelle sale piccole deve mettere in conto un'esperienza diversa: più pubblico, più distanza, un suono che riempie un volume ben più grande.
Biglietti, prevendita e opzione VIP
Sulla pagina ufficiale ogni data del tour ha due pulsanti, Tickets e Vip. I biglietti si acquistano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, che si raggiunge da lì; l'opzione VIP è venduta a parte. I prezzi per settore sono pubblicati dal rivenditore autorizzato: non compro, non consiglio e non indico altri canali. Per un concerto di questo peso i rivenditori secondari sono la via più rapida per pagare il doppio un posto che magari non esiste.
Chi è Bob Dylan: dal Minnesota al Nobel
Bob Dylan è un cantautore americano premiato con il Nobel per la Letteratura nel 2016, e da oltre sessant'anni incide per la Columbia Records. Detto così sembra una voce di enciclopedia; in realtà è la sintesi di una carriera che ha cambiato il modo di scrivere canzoni in lingua inglese, e di riflesso anche in molte altre lingue, italiano compreso.
Gli inizi fra Minnesota e Greenwich Village
La raccolta Through The Open Window, pubblicata il 31 ottobre 2025 come diciottesimo volume della Bootleg Series, racconta proprio gli anni dal 1956 al 1963: la nascita di Dylan come autore e interprete, dal Minnesota alla bohème del Greenwich Village. Le prime tracce sono quasi archeologia: una registrazione del 1956 in un negozio di musica di St. Paul, una registrazione informale a Hibbing nel 1959, poi Minneapolis e Madison nel 1960, East Orange nel New Jersey nel 1961. Poi New York: il Gaslight Cafe, il Gerdes Folk City, il Folklore Center, le radio come la WBAI. È il periodo in cui Dylan trasforma canzoni tradizionali e abbozzi di testo in brani come Blowin' in the Wind e The Times They Are A-Changin'.
Il primo disco e Carnegie Hall
Il primo album, intitolato semplicemente Bob Dylan, esce nel 1962; l'anno dopo arriva The Freewheelin' Bob Dylan. Il 26 ottobre 1963 Dylan suona alla Carnegie Hall di New York: quel concerto, pubblicato per intero nella raccolta del 2025, viene presentato dal sito ufficiale come il punto in cui si chiude l'inizio della sua lunga carriera. Nello stesso 1963 lo si trova alla marcia su Washington, al festival di Newport, in una manifestazione per i diritti civili a Greenwood, nel Mississippi.
Sessant'anni con la Columbia
Nel 2022 il sito ufficiale ha celebrato i sessant'anni di Dylan come artista della Columbia Records con un nuovo video di Subterranean Homesick Blues. È un dato che da solo misura la durata: pochi artisti hanno inciso per la stessa etichetta in sei decenni diversi, attraversando il folk acustico, la svolta elettrica, il country di Nashville, il gospel, il ritorno alle radici blues e agli standard americani.
Il Nobel per la Letteratura
Nel 2016 Dylan riceve il Premio Nobel per la Letteratura. Il 10 dicembre di quell'anno, alla cerimonia di Stoccolma, il discorso di presentazione è tenuto dal professor Horace Engdahl, membro dell'Accademia svedese e del Comitato Nobel per la Letteratura. Dylan non è in sala: il suo discorso per il banchetto viene letto dall'ambasciatrice degli Stati Uniti in Svezia, Azita Raji. La Nobel Lecture, la lezione che ogni premiato deve tenere, è stata poi pubblicata in volume.
Lo scrittore
Dylan scrive anche fuori dalle canzoni. Chronicles: Volume One, il primo volume di memorie, è del 2004. Nel 2022 esce The Philosophy of Modern Song, che il sito ufficiale presenta come la sua riflessione sulle idee contenute nella canzone popolare moderna e come il primo libro di scrittura nuova dopo Chronicles. Fra i titoli elencati come suoi c'è anche Tarantula, il libro di prosa sperimentale degli anni Sessanta, oltre alle raccolte dei testi delle canzoni.
Il pittore e il fabbro
Il Dylan meno noto al grande pubblico disegna, dipinge e lavora il ferro. Point Blank (Quick Studies) è la sua prima grande pubblicazione d'arte dopo più di dieci anni, con quasi cento schizzi inediti. Le bottiglie del whiskey Heaven's Door, sviluppato insieme a distillatori artigianali americani, riproducono i cancelli in ferro saldato che Dylan crea nel suo laboratorio di metallurgia, Black Buffalo Ironworks. E c'è la radio: il Theme Time Radio Hour, il programma in cui Dylan fa il disc jockey per temi, è tornato dopo oltre un decennio con una puntata di due ore dedicata proprio al whiskey.
La discografia di Bob Dylan in breve, per arrivare preparati
La pagina degli album di bobdylan.com elenca decine di titoli fra dischi in studio, dal vivo, raccolte e volumi della Bootleg Series. Non serve conoscerli tutti per godersi il concerto del 5 novembre; serve avere un'idea dei periodi, perché sul palco Dylan li mescola.
Gli anni Sessanta
Dopo i primi due album arrivano The Times They Are A-Changin' e Another Side of Bob Dylan nel 1964, poi il 1965 di Bringing It All Back Home e Highway 61 Revisited, e il 1966 di Blonde on Blonde. Sono i dischi della svolta elettrica, quelli che hanno cambiato il rock. Nel 1967 esce John Wesley Harding, nel 1969 Nashville Skyline, dove la voce cambia colore e la musica guarda al country.
Gli anni Settanta
Il decennio si apre con Self Portrait e New Morning nel 1970, passa per la colonna sonora di Pat Garrett & Billy the Kid nel 1973, per Planet Waves e il live Before the Flood nel 1974, e arriva a Blood on the Tracks nel 1975, uno dei dischi più amati dell'intera carriera. Poi Desire e il live Hard Rain nel 1976, Street-Legal nel 1978, Bob Dylan at Budokan e Slow Train Coming nel 1979.
Anni Ottanta e Novanta
Saved nel 1980, Shot of Love nel 1981, Infidels nel 1983, Empire Burlesque nel 1985, Knocked Out Loaded nel 1986, Down in the Groove e il live con i Grateful Dead nel 1988, Oh Mercy nel 1989. Negli anni Novanta arrivano Under the Red Sky, due dischi di brani tradizionali suonati da solo, Good as I Been to You e World Gone Wrong, e nel 1997 Time Out of Mind, uscito il 30 settembre, che il sito ufficiale definisce il capolavoro della maturità.
Dal Duemila a oggi
«Love and Theft» nel 2001, Modern Times nel 2006, Together Through Life e Christmas in the Heart nel 2009, Tempest nel 2012. Poi la lunga stagione degli standard americani: Shadows in the Night nel 2015, Fallen Angels nel 2016, il triplo Triplicate nel 2017. Nel 2023 esce la colonna sonora di Shadow Kingdom, il film concerto trasmesso in streaming nel luglio 2021, con nuove versioni di brani del catalogo.
Rough and Rowdy Ways, il disco da ascoltare prima
Se avete tempo per un solo disco prima del concerto, ascoltate Rough and Rowdy Ways, del 2020. Sono dieci canzoni, tutte scritte da Dylan: I Contain Multitudes, False Prophet, My Own Version of You, I've Made Up My Mind to Give Myself to You, Black Rider, Goodbye Jimmy Reed, Mother of Muses, Crossing the Rubicon, Key West (Philosopher Pirate) e, su un disco a parte, Murder Most Foul, la lunga ballata pubblicata come inedito nella primavera del 2020. In studio suonavano Charlie Sexton e Bob Britt alle chitarre, Donnie Herron a steel guitar, violino e fisarmonica, Tony Garnier al basso, Matt Chamberlain alla batteria, con ospiti come Fiona Apple, Benmont Tench e Blake Mills. La foto di copertina è di Ian Berry. Molte di queste canzoni sono ancora in scaletta: è il cuore del concerto che vedrete.
Cosa si ascolta a un concerto di Bob Dylan nel 2026
Per il concerto di Roma non esiste una scaletta ufficiale anticipata: il sito di Dylan pubblica la lista dei brani solo dopo ogni serata. L'unico modo serio per farsi un'idea è leggere le scalette più recenti già pubblicate, sapendo che Dylan cambia qualcosa quasi ogni sera.
L'ultima scaletta pubblicata
La più recente scaletta presente sul sito ufficiale è quella del 1° agosto 2026 a Nashville, all'Ascend Federal Credit Union Amphitheater, in una serata condivisa con Lucinda Williams e con Jimmie Vaughan and The Tilt-A-Whirl Band. Sedici brani: Watching the River Flow, Man in the Long Black Coat, It Ain't Me, Babe, Tryin' to Get to Heaven, False Prophet, I Can Tell, Black Rider, Share Your Love With Me, When I Paint My Masterpiece, I'll Make It All Up To You, Crossing the Rubicon, Soon After Midnight, Under the Red Sky, I've Made Up My Mind to Give Myself to You, Goodbye Jimmy Reed, I Shall Be Released.
Come leggere quella lista
Quattro brani su sedici vengono da Rough and Rowdy Ways. Accanto ci sono canzoni degli anni Sessanta e Settanta, un pezzo da Tempest come Soon After Midnight, Under the Red Sky dal disco del 1990, e cover di repertorio blues e soul americano. È un concerto costruito come un racconto, non come una raccolta di successi. Blowin' in the Wind e Like a Rolling Stone, che nel 2011 al palasport di Roma c'erano, a Nashville non c'erano.
Le costanti
Confrontando la scaletta di Nashville 2026 con quella romana del 9 luglio 2023 all'Auditorium, alcuni brani tornano: Watching the River Flow in apertura, False Prophet, Black Rider, When I Paint My Masterpiece, Crossing the Rubicon, I've Made Up My Mind to Give Myself to You, Goodbye Jimmy Reed. È probabile che una parte di questo nucleo resti anche in autunno; probabile, non certo. Chi pretende garanzie su una canzone precisa sbaglia artista.
Le date dell'estate 2026 negli Stati Uniti
Fra marzo e agosto 2026 Dylan ha suonato decine di serate negli Stati Uniti, da Omaha il 21 marzo a Nashville il 1° agosto, passando per teatri storici, anfiteatri all'aperto, due sere al Greek Theatre di Berkeley e due alla Filene Center di Wolf Trap. Tutte le scalette sono consultabili nella sezione setlist del sito ufficiale, anno per anno fino al 1960: è l'archivio più affidabile che esista sulla sua attività dal vivo.
Bob Dylan dal vivo negli archivi: cosa esce proprio in quei giorni
Il giorno dopo il concerto di Roma, venerdì 6 novembre 2026, Columbia Records e Legacy Recordings pubblicano The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings, un cofanetto di 39 CD dedicato alla seconda parte della celebre tournée del 1976. La coincidenza è gustosa: si esce dal palasport dell'EUR con il Dylan di oggi nelle orecchie e il mattino dopo arriva nei negozi il Dylan di cinquant'anni prima.
Rolling Thunder 1976
Quella seconda tranche del tour partì il 18 aprile 1976 da Lakeland, in Florida, e si chiuse il 25 maggio a Salt Lake City: ventisette date, quasi tutte rappresentate nelle 371 tracce inedite del cofanetto, che in tutto ne conta 381. Con Dylan c'erano Joan Baez per i duetti, Rob Stoner al basso, Scarlet Rivera al violino, Howie Wyeth alla batteria, e alle chitarre Mick Ronson, Steven Soles, David Mansfield e T Bone Burnett. Le note sono del giornalista Mikal Gilmore. Lo stesso giorno esce un triplo vinile con il concerto completo di Fort Worth del 16 maggio 1976.
Il 1974 con The Band
Due anni fa è uscito The 1974 Live Recordings, 27 CD per i cinquant'anni del ritorno di Dylan ai concerti, accompagnato da The Band: 417 tracce dal vivo inedite, di cui 133 rimixate dai nastri a 16 piste, con note della giornalista Elizabeth Nelson.
Budokan 1978
The Complete Budokan 1978 raccoglie due concerti interi registrati al Nippon Budokan di Tokyo il 28 febbraio e il 1° marzo 1978, per il quarantacinquesimo anniversario delle prime apparizioni di Dylan in Giappone: 36 esecuzioni inedite.
Perché conta per chi va al concerto
Ascoltare anche un solo disco di questi archivi prima del 5 novembre è il modo migliore per capire il concerto che vedrete. Si sente, anno dopo anno, lo stesso autore che smonta e rimonta le proprie canzoni. Quello che a Roma vi sembrerà un capriccio è un metodo che dura da mezzo secolo.
Bob Dylan e Roma: tutte le volte che è tornato
Bob Dylan ha già suonato nel palazzetto dell'EUR almeno cinque volte, secondo l'archivio ufficiale delle scalette: tre sere nel 1984 e una nel 1987, quando la sala si chiamava Palaeur, e una nel 2011, quando si chiamava PalaLottomatica. In mezzo e dopo, Roma lo ha visto in altre sale.
1984: tre sere al Palaeur
Il 19, 20 e 21 giugno 1984 Dylan suona tre sere consecutive al Palaeur di Roma, in un tour europeo fatto quasi tutto di stadi: San Siro a Milano tre giorni dopo, Wembley a Londra il 7 luglio. Roma è una delle poche città dove sceglie il chiuso e la ripetizione.
1987: una sera d'autunno
Il 3 ottobre 1987 torna al Palaeur. Quattro giorni prima era a Monaco, due giorni prima all'Arena di Verona, il giorno dopo all'Arena Civica di Milano. Quell'autunno, qualche settimana prima, aveva suonato anche a Berlino Est, alla Treptower Festwiese.
2011: il PalaLottomatica
Il 12 novembre 2011, fra Firenze e Milano, Dylan suona al PalaLottomatica: è lo stesso edificio del Palaeur e del Palazzo dello Sport, con il nome commerciale che portava in quegli anni.
2013: l'Atlantico
Il 6 e 7 novembre 2013 sceglie l'Atlantico, sala da concerti dell'EUR, fra tre sere al Teatro degli Arcimboldi di Milano e una data a Padova.
2018 e 2023: l'Auditorium
Il 3, 4 e 5 aprile 2018 suona tre sere all'Auditorium Parco della Musica; il 9 luglio 2023 torna nella Sala Santa Cecilia dello stesso Auditorium, in chiusura di una breve tournée italiana passata per Milano, Lucca e Perugia. Quella del 2023 è l'ultima volta di Dylan a Roma prima del 5 novembre 2026.
Il Palazzo dello Sport di Roma: la sala che ospita Dylan
Il Palazzo dello Sport è il grande palazzetto coperto dell'EUR, all'indirizzo Piazzale Pier Luigi Nervi 1, 00144 Roma, e nella sua storia ha cambiato più volte nome: Palaeur, PalaLottomatica, di nuovo Palazzo dello Sport. Chi ha più di quarant'anni a Roma lo chiama ancora Palaeur, e capisce subito di cosa si parla.
I nomi della sala
L'archivio di Dylan è un piccolo documento della toponomastica romana: nel 1984 e nel 1987 le serate sono registrate come Roma Palaeur, nel 2011 come PalaLottomatica, nel 2026 come Palazzo dello Sport. Il nome commerciale è cambiato con gli sponsor; l'edificio e la sua posizione sono rimasti gli stessi. Anche oggi, sul sito di un grande promoter, la foto che accompagna la scheda del Palazzo dello Sport di Roma è ancora etichettata «Palalottomatica».
Dove si trova esattamente
Il palazzetto è nella parte meridionale dell'EUR, poco a sud di Viale America, dove corre la metropolitana. L'indirizzo usato dalle biglietterie è Piazzale Pier Luigi Nervi 1; alcune mappe e alcuni promoter lo collocano in Piazzale dello Sport. Sono due indirizzi per lo stesso complesso: per il concerto vale quello stampato sul biglietto. Le coordinate sono circa 41,825 di latitudine e 12,467 di longitudine.
Che tipo di sala è per un concerto
È un palasport, non un teatro: il pubblico si distribuisce fra il parterre e le gradinate che salgono intorno al campo. La scheda del luogo, Palazzo dello Sport, racconta l'edificio nel dettaglio. Per il concerto di Dylan la differenza pratica è una: dalle gradinate alte si vede tutto il palco ma lo si vede piccolo; dal parterre si è vicini ma si guarda fra le teste. Scegliete in base a cosa vi importa di più, vedere o sentire.
Il calendario d'autunno
Dylan arriva in una stagione fitta per la sala. Nelle stesse settimane il Palazzo dello Sport ospita, fra gli altri, Nayt lunedì 9 novembre e Gigi D'Alessio sabato 14 novembre; a settembre c'è stata Giorgia, a ottobre i Pooh. Il pubblico di Dylan, per una sera, sarà molto diverso da quello abituale del palazzetto: più adulto, più silenzioso, più attento.
Come arrivare al Palazzo dello Sport per il concerto di Bob Dylan
Il modo più semplice per raggiungere il Palazzo dello Sport è la metropolitana linea B verso l'EUR, con discesa alla stazione EUR Palasport o alla stazione EUR Fermi. Da entrambe si arriva al palazzetto a piedi in pochi minuti, circa 500 metri.
In metropolitana
EUR Palasport ha gli accessi su Viale America e su Piazza Umberto Elia Terracini; EUR Fermi è su Viale America, all'altezza di Piazza della Stazione Enrico Fermi. Usciti, si scende verso sud: il palazzetto si vede, e la folla indica la strada. Dal centro calcolate un margine abbondante, perché la sera di un concerto i treni verso l'EUR si riempiono.
Il ritorno
Il problema dei concerti all'EUR non è l'andata, è il ritorno. Verificate sul sito di ATAC l'orario dell'ultima corsa della metropolitana per quel giovedì e confrontatelo con l'orario di fine concerto: se il margine è stretto, organizzate prima un'alternativa. Alla fermata EUR Fermi, su Piazza della Stazione Enrico Fermi, passano anche autobus di superficie; le linee in servizio notturno vanno controllate sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.
In auto
Sconsiglio l'auto. L'EUR è ben collegato dalla Cristoforo Colombo, ma le sere di concerto le strade intorno al palazzetto si intasano prima e soprattutto dopo, quando migliaia di persone escono insieme. Se proprio dovete, parcheggiate lontano dal piazzale e mettete in conto una passeggiata: si esce prima dall'ingorgo camminando dieci minuti che restando in fila mezz'ora.
In taxi
All'uscita i taxi scarseggiano e chi li aspetta davanti al palazzetto aspetta a lungo. Chi vuole tornare in taxi fa meglio a camminare fino a Viale America o verso la Colombo, lontano dal grosso della folla, e chiamarne uno da lì.
Una curiosità su Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
La curiosità più bella di questa data è un incastro di calendario: Bob Dylan suona a Roma giovedì 5 novembre 2026, e venerdì 6 novembre esce The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings, il cofanetto che documenta la parte primaverile di una delle sue tournée più leggendarie. È come se la stessa settimana mettesse uno accanto all'altro due Dylan separati da mezzo secolo.
Il Dylan del 1976 girava gli Stati Uniti con una compagnia di amici, un circo itinerante di musicisti, Joan Baez accanto a lui per i duetti, un chitarrista come Mick Ronson che veniva dagli Spiders from Mars di David Bowie. Suonava versioni furiose di Idiot Wind, cambiava le canzoni da una sera all'altra, e il 23 maggio a Fort Collins, in Colorado, fu ripreso per uno speciale televisivo della NBC intitolato Hard Rain, andato in onda una sola volta. Il Dylan del 2026 arriva invece in un palasport europeo con un gruppo compatto, una scaletta in cui le canzoni di Rough and Rowdy Ways pesano quanto i classici, e la stessa abitudine a non suonare mai due volte uguale.
C'è un filo che li lega, e chi va al concerto farebbe bene a notarlo: in tutti e due i casi il pubblico non riceve il disco, riceve una versione. Nel 1976 Dylan riscriveva canzoni di due anni prima; nel 2026 riscrive canzoni di sessant'anni prima. La differenza è nel tempo trascorso, non nel metodo. Un consiglio pratico che viene da qui: se avete in casa qualcuno a cui regalare qualcosa di Dylan, il giorno dopo il concerto è la data giusta per farlo, con il ricordo della sera prima ancora fresco. E chi ha una memoria lunga ricorderà che anche nel 1987, al Palaeur, Dylan chiuse con The Times They Are A-Changin', una canzone che nel 1976 cantava ancora quasi fedele all'originale.
Una cosa che non ti dice nessuno su Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
La cosa che nessuno dice apertamente è che il concerto di Dylan si ascolta, prima ancora di vederlo. In un palasport è una distinzione decisiva. Dylan non costruisce la serata sullo spettacolo visivo e sul dialogo con il pubblico fra un brano e l'altro: costruisce una sequenza di canzoni, una dopo l'altra, e lascia che parlino loro. Chi è abituato ai grandi concerti pop nella stessa sala, dove lo spettacolo è anche immagine, schermi e coreografie, si trova davanti a un'altra grammatica, e deve decidere subito di stare al gioco.
Per questo la scelta del posto conta più del solito. Dalle gradinate più alte il palco si riduce e l'artista diventa una figura lontana; la musica arriva, ma arriva dentro il volume di una sala costruita per lo sport. Dal parterre si è più vicini, ma se il settore non è a posti numerati può capitare di guardare fra le spalle di chi è davanti. Il compromesso migliore, se il settore lo consente, è una gradinata bassa in posizione frontale: si vede il gruppo intero, si sente l'equilibrio fra voce e strumenti, e si evita di passare la serata sulle punte dei piedi.
La seconda cosa che nessuno dice è che il silenzio del pubblico fa parte dello spettacolo. Il pubblico di Dylan tende ad ascoltare, e chi chiacchiera durante una ballata viene zittito. Arrivate preparati a stare zitti a lungo: è un piacere raro, in un palazzetto.
La terza è che molte canzoni si riconoscono solo al ritornello, a volte solo a metà brano. Non è un difetto di acustica: è il modo in cui Dylan le ha riscritte. Il gioco di indovinarle, per chi le conosce, è uno dei piaceri nascosti della serata.
Il consiglio che ti do per visitare Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
Il consiglio è semplice e netto: nei giorni prima del 5 novembre ascoltate Rough and Rowdy Ways dall'inizio alla fine, una volta sola, con attenzione. Non i grandi classici, che conoscete già, ma il disco del 2020. È il disco da cui Dylan pesca di più nei concerti di questi anni, ed è il disco che vi permetterà di seguire la serata invece di aspettare che arrivi la canzone famosa.
Chi arriva al palasport conoscendo False Prophet, Black Rider, Crossing the Rubicon e Goodbye Jimmy Reed vive un concerto diverso da chi le sente per la prima volta. Le prime sono canzoni lente, dense, costruite sulle parole; dal vivo cambiano meno dei classici degli anni Sessanta, e diventano i punti fermi della serata. Se avete poco tempo, bastano queste quattro, più I've Made Up My Mind to Give Myself to You, che nelle scalette recenti compare verso la fine ed è forse il momento più commovente del concerto.
Secondo consiglio, pratico: arrivate presto. Non per il posto, se il vostro è numerato, ma per entrare con calma, trovare il settore, sistemarvi prima che le luci si abbassino. Un concerto di Dylan comincia senza preamboli e il primo brano, che nelle scalette recenti è spesso Watching the River Flow, arriva mentre metà della sala sta ancora cercando la fila giusta. È un peccato perderlo.
Terzo consiglio: non affidate il ritorno all'improvvisazione. Decidete prima come tornate a casa, controllate l'ultima metropolitana, mettetevi d'accordo con chi è con voi su un punto d'incontro all'uscita. All'EUR, di giovedì sera, con migliaia di persone che escono insieme, la mezz'ora dopo il concerto è la parte più faticosa della serata. Organizzata bene, diventa una passeggiata nel quartiere.
Come organizzare la serata del concerto di Bob Dylan all'EUR
Una serata al Palazzo dello Sport per il concerto di Bob Dylan si organizza bene in tre tempi: un arrivo con margine nel quartiere, una cena leggera nei dintorni, un ritorno pianificato. L'EUR di sera è tranquillo e ordinato, con viali larghi e marciapiedi comodi.
Prima del concerto
Se arrivate con luce, prima del tramonto, fate due passi intorno al Laghetto dell'Eur, che è a pochi minuti a piedi dal palazzetto. A inizio novembre il buio arriva presto, verso le cinque del pomeriggio, e il quartiere cambia volto con l'illuminazione dei grandi edifici. È un buon modo per entrare nel clima senza fretta.
Dove mangiare prima o dopo
Intorno all'EUR si trovano bar, pizzerie, trattorie e ristoranti di vario livello, concentrati soprattutto lungo i viali principali e nella zona di Viale Europa, oltre che intorno alle stazioni della metropolitana. Per una sera di concerto consiglio una cena presto e semplice, una pizza o un piatto unico, prenotando se siete in gruppo: i locali vicini al palazzetto si riempiono prima degli spettacoli. Dopo il concerto molti chiudono le cucine, quindi non contate su una cena tardi in zona.
Dopo il concerto
All'uscita, invece di mettervi subito in coda alla metropolitana, lasciate defluire la folla per un quarto d'ora. Una passeggiata lungo Viale America verso le stazioni, a folla diradata, è più piacevole e alla fine non più lenta.
Cosa portare
Un documento, il biglietto a portata di mano sul telefono o stampato, uno strato caldo per l'uscita: a novembre, fra il calore della sala e l'aria della notte, la differenza si sente. Borse piccole: nei palasport i controlli all'ingresso sono più rapidi per chi ha poco con sé. Le regole precise su cosa si può portare dentro sono indicate dall'organizzazione sul circuito di vendita.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Bob Dylan ha vinto il Nobel per la Letteratura. Pochi ricordano come andò la cerimonia: il 10 dicembre 2016, a Stoccolma, Dylan non era presente. Il discorso di presentazione fu tenuto dal professor Horace Engdahl, membro dell'Accademia svedese e del Comitato Nobel per la Letteratura; il discorso che Dylan aveva scritto per il banchetto fu letto dall'ambasciatrice degli Stati Uniti in Svezia, Azita Raji. Il sito ufficiale dell'artista ha rilanciato entrambi i testi, pubblicati dalla Fondazione Nobel, pochi giorni dopo.
È un dettaglio che dice molto dell'uomo che salirà sul palco dell'EUR. Dylan tratta i riconoscimenti come tratta le canzoni: li accoglie, ma alle sue condizioni e con i suoi tempi. La Nobel Lecture, la lezione che ogni premiato deve tenere, arrivò in seguito, e fu poi pubblicata come volume a sé in un'edizione da collezione. Nel 2022, presentando The Philosophy of Modern Song, il suo sito lo chiamava semplicemente «il premio Nobel», con la naturalezza di chi ormai ha incorporato il titolo nel nome.
C'è un secondo fatto risaputo e poco citato, legato al primo: Dylan non è soltanto un autore di testi premiato come scrittore, è un musicista che ha passato gli anni fra il 2015 e il 2017 a incidere tre dischi di standard americani, Shadows in the Night, Fallen Angels e il triplo Triplicate, canzoni scritte da altri, cantate con una devozione quasi da apprendista. Chi lo ascolterà il 5 novembre sentirà nelle cover in scaletta, come Share Your Love With Me o I Can Tell nelle date americane di questa estate, l'eco di quella stagione. Il premio era per le parole, ma la sua lezione più lunga, dal vivo, è sulla musica degli altri.
Cosa vedere all'EUR intorno al Palazzo dello Sport
Il Palazzo dello Sport è dentro l'EUR, il quartiere razionalista nel sud di Roma, e chi arriva con qualche ora di anticipo o sceglie di dedicare la giornata alla zona ha molto da vedere a distanza di passeggiata. La guida EUR: cosa vedere nel quartiere razionalista di Roma è il punto di partenza.
Il laghetto
Il laghetto artificiale è il paesaggio più vicino al palazzetto, con i viali alberati intorno. Nelle ore di luce è il posto più piacevole per aspettare l'ora del concerto.
La Nuvola
Il centro congressi noto come Nuvola di Fuksas è l'architettura contemporanea più riconoscibile del quartiere, e merita una deviazione.
Il Colosseo Quadrato
Il Palazzo della Civiltà Italiana, per tutti il Colosseo Quadrato, è all'estremità opposta del quartiere: vale la pena vederlo illuminato, se avete tempo e una buona scarpa.
Musei e chiese
Per chi dedica la giornata al quartiere, il Museo delle Civiltà riunisce collezioni come quelle del Museo Preistorico Pigorini e del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo all'EUR è la grande chiesa del quartiere. Poco fuori dall'EUR c'è l'Abbazia delle Tre Fontane, un luogo di silenzio che fa da contrappunto ideale alla serata di musica.
Con i più giovani
Per le famiglie c'è anche il Luneur Park, nel quartiere: un'idea per il pomeriggio se nel gruppo ci sono ragazzi che al concerto non vengono.
La foto giusta da fare a Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
La foto giusta, in questa serata, non è quella del palco. È la domanda più frequente, e la risposta è chiara: in un palasport, di sera, il palco è lontano e le foto col telefono dal parterre o dalle gradinate vengono quasi sempre uguali, una macchia di luce con qualche sagoma. Inoltre, alle regole sulle riprese durante lo spettacolo pensa l'organizzazione, e vanno lette e rispettate sul circuito di vendita prima di entrare.
La foto che resta è quella fuori, prima dell'ingresso. Il palazzetto illuminato nella sera di novembre, con la folla che si raduna sul piazzale e il nome sul tabellone, racconta la serata meglio di qualunque immagine sfocata del palco. Mettetevi a qualche decina di metri dall'edificio, abbastanza lontano da prendere l'intera sagoma della copertura, e aspettate il momento in cui il cielo è ancora blu scuro e non nero, poco dopo il tramonto: a inizio novembre, a Roma, è la mezz'ora dopo le cinque. Più tardi il cielo diventa nero e la foto perde profondità.
Seconda foto, per chi colleziona ricordi: il biglietto accanto a un disco di Dylan, fotografato a casa la sera dopo. Sembra banale; fra vent'anni è la foto che cercherete. E se avete un vecchio biglietto del Palaeur del 1984 o del 1987, o del PalaLottomatica del 2011, metteteli vicini: stessa sala, tre nomi, stesso artista. Pochi possono farla, e vale più di cento foto del palco.
Ultimo consiglio: durante il concerto mettete via il telefono. Non per rispetto di una regola, ma per voi. Un concerto di Dylan senza schermo davanti agli occhi è la cosa più preziosa che vi porterete a casa.
Accessibilità, bambini e informazioni pratiche per il concerto
Per il concerto di Bob Dylan al Palazzo dello Sport, le condizioni di accesso per persone con disabilità, i posti dedicati e le eventuali regole sull'età minima sono stabilite dall'organizzazione e indicate sul circuito di prevendita autorizzato. Conviene leggerle prima dell'acquisto, non dopo.
Accessibilità
I posti riservati alle persone con disabilità e ai loro accompagnatori nei palasport sono in numero limitato e vanno richiesti con il canale indicato dall'organizzatore della singola data. Se ne avete bisogno, fatelo appena si apre la vendita: sono i primi a esaurirsi. Per raggiungere il palazzetto, verificate sul sito dell'azienda dei trasporti lo stato degli ascensori nelle stazioni della linea B il giorno stesso.
Con i bambini e i ragazzi
Un concerto di Dylan non è pensato per bambini piccoli: è lungo, lento, senza effetti spettacolari, e il volume di un palasport è impegnativo per orecchie giovani. Per un ragazzo che suona o che ha già scoperto Dylan, invece, può essere un'esperienza che segna. Se lo portate, preparatelo prima con qualche canzone di Rough and Rowdy Ways e un paio di classici, e date un'occhiata alle regole sull'età minima e sui biglietti per i minori indicate dall'organizzazione.
Il giorno della settimana
Il 5 novembre 2026 è un giovedì. Per chi lavora il giorno dopo, vale ancora di più la pena organizzare bene il ritorno; per chi viene da fuori Roma, vale la pena considerare di fermarsi a dormire in città.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di questa sala e quella di Bob Dylan si incrociano in tre momenti precisi, documentati dall'archivio ufficiale delle scalette. Il primo è il giugno 1984: il 19, 20 e 21 giugno Dylan suona tre sere di fila al Palaeur. È una scelta insolita in un tour europeo fatto quasi solo di stadi. La prima sera romana, il 19 giugno, la scaletta è lunga e generosa: ventidue brani, da Highway 61 Revisited in apertura a Jokerman, All Along the Watchtower, Just Like a Woman, Maggie's Farm, A Hard Rain's A-Gonna Fall, Tangled Up in Blue, Masters of War, Every Grain of Sand, Like a Rolling Stone, Mr. Tambourine Man, It Ain't Me, Babe, fino a Blowin' in the Wind in chiusura.
Il secondo momento è il 3 ottobre 1987. Dylan torna al Palaeur in un tour che quell'autunno lo aveva portato anche a Gerusalemme, a Tel Aviv e a Berlino Est. La serata romana si apre con Blowin' in the Wind e Like a Rolling Stone, attraversa Forever Young, The Wicked Messenger, Shelter from the Storm, Simple Twist of Fate, In the Garden, e si chiude con The Times They Are A-Changin'. Quattordici brani, più corta di quella del 1984, e con una scelta meno ovvia: accanto ai classici, canzoni come Heart of Mine, I and I, Seeing the Real You at Last, Shot of Love.
Il terzo è il 12 novembre 2011, al PalaLottomatica. Dylan apre con Leopard-Skin Pill-Box Hat e Don't Think Twice, It's All Right, suona Things Have Changed, Desolation Row, Highway 61 Revisited, Ballad of a Thin Man, e chiude con All Along the Watchtower, Like a Rolling Stone e Blowin' in the Wind. È l'ultima volta che il suo pubblico romano lo sente nel palazzetto dell'EUR prima del 2026: quindici anni di distanza, quasi esatti al giorno.
Messe in fila, queste tre serate sono anche un piccolo atlante della sala: nel 1984 e nel 1987 si chiamava Palaeur, nel 2011 PalaLottomatica, oggi Palazzo dello Sport. Il 5 novembre 2026 si aggiunge un quarto capitolo alla stessa storia.
Chi è passato da Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma — 5 novembre 2026
Dal palazzetto dell'EUR è passato, prima di tutto, lo stesso Bob Dylan, almeno cinque volte: le tre sere del giugno 1984, la sera del 3 ottobre 1987, la sera del 12 novembre 2011. Con lui, nel corso dei decenni, sono passati i musicisti delle sue diverse formazioni, gente del calibro di quella che si legge nei crediti di Rough and Rowdy Ways nel 2020: Charlie Sexton, Bob Britt, Donnie Herron, Tony Garnier, Matt Chamberlain.
Ma la sala romana, nella stagione che accoglie Dylan, è un palcoscenico per tutta la musica italiana e internazionale. Solo in questo autunno e inverno il Palazzo dello Sport ospita Giorgia a settembre, i Pooh a ottobre, Nayt il 9 novembre, Gigi D'Alessio il 14 novembre, Irama il 12 dicembre, ANNA il 19 dicembre; nel 2027 sono annunciati, fra gli altri, Max Pezzali per una lunga serie di date a gennaio, Tedua il 28 gennaio e Gabry Ponte il 13 marzo. È la misura di quanto questa sala sia centrale nella vita musicale della città: il posto dove Roma va a vedere chi riempie i palasport.
Chi è passato davvero da qui, però, è soprattutto il pubblico. Fra il pubblico del 1984 e del 1987 c'erano ragazzi che oggi hanno sessant'anni e che il 5 novembre torneranno nella stessa sala, magari con i figli. È una delle poche occasioni in cui un luogo di Roma mette in fila tre generazioni per lo stesso artista. Guardatevi intorno prima che si spengano le luci: il racconto di chi è passato da qui ce l'avete seduto accanto.
E c'è un passaggio che non si vede: le canzoni. Blowin' in the Wind è risuonata in questa sala nel 1984, nel 1987, nel 2011. Se tornerà il 5 novembre, nessuno può dirlo; se tornerà, sarà diversa ancora una volta.
Novembre a Roma: il periodo dell'anno del concerto
Inizio novembre a Roma è stagione piena di musica e di cultura al chiuso: le serate si accorciano, il turismo di massa rallenta, la città torna ai romani. Il concerto di Dylan cade subito dopo il ponte di Ognissanti e la commemorazione dei defunti del 2 novembre.
Il clima
Le giornate di inizio novembre possono essere ancora miti, ma la sera rinfresca e la pioggia è frequente. Una giacca impermeabile leggera e scarpe comode sono la scelta giusta per l'andata e il ritorno a piedi dalle stazioni.
Cosa succede in città nelle stesse settimane
Nelle settimane del concerto Roma ha un calendario ricco: il Romaeuropa Festival con la sua programmazione autunnale, le stagioni dei teatri e dell'Auditorium, i concerti nei palasport. Per chi viene da fuori è un buon momento per costruire intorno alla serata di Dylan un fine settimana lungo, con i musei meno affollati che in primavera.
Dormire in zona
Chi arriva da fuori può valutare di dormire all'EUR, per tornare in albergo a piedi o con una sola fermata di metropolitana, oppure in centro, lungo la linea B, per avere il resto del soggiorno a portata di mano. La seconda scelta è quella che consiglio a chi resta più di una notte.
Domande frequenti su Bob Dylan a Roma
Quando suona Bob Dylan a Roma nel 2026?
Bob Dylan suona a Roma giovedì 5 novembre 2026, al Palazzo dello Sport dell'EUR. È l'unica data romana del Lights of Autumn Tour UK/EU 2026, fra Milano il 2 novembre e Bologna il 7 novembre. L'orario di apertura delle porte e di inizio è indicato sul biglietto e dal circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Dove si trova il Palazzo dello Sport di Roma?
Il Palazzo dello Sport di Roma si trova all'EUR, in Piazzale Pier Luigi Nervi 1, 00144 Roma. È lo stesso palazzetto che in passato si chiamava Palaeur e poi PalaLottomatica. Le stazioni della metropolitana più vicine sono EUR Palasport ed EUR Fermi, sulla linea B.
Come si arriva al concerto di Bob Dylan con i mezzi?
Per il concerto di Bob Dylan al Palazzo dello Sport si prende la metropolitana linea B verso l'EUR e si scende a EUR Palasport o a EUR Fermi. Da entrambe le stazioni il palazzetto è a circa 500 metri a piedi. Per il ritorno conviene verificare in anticipo sul sito di ATAC l'orario dell'ultima corsa.
Dove si comprano i biglietti per Bob Dylan al Palazzo dello Sport?
I biglietti per Bob Dylan al Palazzo dello Sport si comprano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal pulsante Tickets della pagina ufficiale della data su bobdylan.com. Lì compare anche un'opzione VIP. I prezzi per settore sono pubblicati dal rivenditore autorizzato; meglio evitare i rivenditori secondari.
Quali canzoni canta Bob Dylan nei concerti del 2026?
La scaletta del concerto di Bob Dylan a Roma non viene pubblicata in anticipo. L'ultima pubblicata sul sito ufficiale, Nashville 1° agosto 2026, contava sedici brani, fra cui Watching the River Flow, False Prophet, Black Rider, When I Paint My Masterpiece, Crossing the Rubicon, Goodbye Jimmy Reed e I Shall Be Released. Dylan cambia spesso qualche titolo da una sera all'altra.
Bob Dylan ha già suonato al Palazzo dello Sport di Roma?
Sì, Bob Dylan ha già suonato nel Palazzo dello Sport di Roma: il 19, 20 e 21 giugno 1984 e il 3 ottobre 1987, quando la sala si chiamava Palaeur, e il 12 novembre 2011, quando si chiamava PalaLottomatica. A Roma ha suonato anche all'Atlantico nel 2013 e all'Auditorium Parco della Musica nel 2018 e nel 2023.
Il concerto di Bob Dylan è adatto ai bambini?
Il concerto di Bob Dylan al Palazzo dello Sport è una serata lunga e d'ascolto, senza effetti scenici, poco adatta ai bambini piccoli. Per un ragazzo appassionato di musica può invece essere un ricordo importante. Le regole sull'età minima e sui biglietti per i minori sono indicate dall'organizzazione sul circuito di vendita.
Quale disco ascoltare prima del concerto di Bob Dylan?
Prima del concerto di Bob Dylan a Roma conviene ascoltare Rough and Rowdy Ways, l'album del 2020: diverse sue canzoni, come False Prophet, Black Rider, Crossing the Rubicon e Goodbye Jimmy Reed, sono nelle scalette più recenti. Il giorno dopo, 6 novembre 2026, esce il cofanetto The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings.
Il consiglio finale su Bob Dylan a Roma
La nostra opinione: il 5 novembre non andate a verificare se Bob Dylan è ancora quello di una volta. Non lo è, e per fortuna. Andateci per sentire un autore che dopo sessant'anni di carriera lavora ancora sulle proprie canzoni davanti a voi, sera dopo sera, senza rete. Comprate il biglietto solo dal circuito autorizzato, scegliete un posto frontale se potete, arrivate presto, ascoltate Rough and Rowdy Ways prima di partire e decidete in anticipo come tornare a casa. Il resto lo fa lui. Le date e gli aggiornamenti sul tour sono sulla pagina ufficiale dei concerti.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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