Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
Beh, dai, carino va in scena venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Teatro Parioli Costanzo, in via Giosuè Borsi 20, quartiere Parioli, ed è lo spettacolo che apre la stagione 2026/2027 del teatro. In scena c'è Mario Berretta, con la drammaturgia di Jacopo Angelini e la regia di Matteo Finamore, in un progetto della compagnia romana Fucina Zero. Lo spettacolo dura 60 minuti senza intervallo. Si arriva con gli autobus 52, 53 e 223, fermata piazza Santiago del Cile, oppure con i tram 3 e 19 fino a piazza Ungheria. Il settore è unico: il biglietto intero costa 18 euro, il ridotto 15 euro, secondo il sito del teatro. I biglietti si comprano al botteghino, tramite la biglietteria del teatro per email o WhatsApp e sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale della sede.
Beh, dai, carino a Roma: data, orario e biglietti
Beh, dai, carino ha una sola replica romana: venerdì 9 ottobre 2026 alle 21, al Teatro Parioli Costanzo. È la serata inaugurale del nuovo cartellone del teatro di via Giosuè Borsi.
L'orario e la durata
L'inizio è alle 21, la durata di 60 minuti senza intervallo. Lo spettacolo finisce quindi intorno alle 22, un orario che lascia spazio a un dopoteatro nel quartiere o a un rientro tranquillo. Arrivare un quarto d'ora prima permette di ritirare i biglietti e lasciare il cappotto al guardaroba.
I prezzi
Il sito del teatro indica un settore unico con due tariffe: intero a 18 euro, ridotto a 15 euro. Per le condizioni del ridotto conviene chiedere alla biglietteria. Per un'ora di prosa contemporanea in un teatro storico di Roma, è una cifra contenuta.
Dove si comprano i biglietti
La biglietteria del Parioli vende al botteghino negli orari di apertura, per email all'indirizzo biglietteria@ilparioli.it e via WhatsApp al 351 7211283. Il teatro indica anche punti vendita autorizzati e un circuito online, raggiungibili dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale. Il telefono della biglietteria è 06 5434851.
Beh, dai, carino: la trama e i temi
Beh, dai, carino è una tragicommedia sul lavoro, sul successo e sull'ossessione contemporanea per le recensioni. Il protagonista si chiama Mario Rossi, e la scelta non è casuale: è chiunque.
Mario, artista di giorno
Mario è un artista, o almeno lo è di giorno. Di notte risponde al telefono di un call center, dove raccoglie la rabbia di sconosciuti alle prese con pacchi mai arrivati e consegne sbagliate. La presentazione del teatro parla di un mondo che sembra aver perso definitivamente la pazienza.
Dare voti al mondo
Fra una telefonata e l'altra, Mario trova il suo modo di reagire: recensire tutto. Ristoranti, alberghi, negozi, perfino ascensori. Poco importa se in certi posti non è mai stato. Giudicare gli altri diventa il suo modo per sentirsi, almeno per un momento, dalla parte di chi valuta e non di chi viene valutato.
La famiglia e il lavoro vero
Intanto la famiglia continua a chiedergli quando troverà un lavoro vero, e il mercato del lavoro sembra aver già deciso quanto vale. Lo spettacolo attraversa cene di Natale al limite del disastro, colloqui improbabili, notti fuori controllo, canzoni e telefonate al veleno.
Una generazione sotto esame
La chiave è nel finale della presentazione: oggi siamo tutti recensori, e tutti, prima o poi, finiamo sotto esame. Il testo chiude con una domanda semplice e terribile, che voto daremo, alla fine, alla nostra vita. Il portale turistico di Roma Capitale sintetizza così: il racconto ironico di una generazione in cerca di riconoscimento.
Il titolo
Beh, dai, carino è la formula con cui si liquida qualcosa senza impegnarsi: né bello né brutto, un giudizio che non prende posizione. La stampa marchigiana, presentando lo spettacolo a Grottammare, ha notato proprio questo: il titolo contiene la contraddizione di sentirsi in dovere di giudicare senza esporsi.
Fucina Zero, Jacopo Angelini, Matteo Finamore e Mario Berretta
Beh, dai, carino è un progetto di Fucina Zero, compagnia nata a Roma nel 2018 e formata da artisti under 35. La locandina ufficiale indica Mario Berretta come interprete, Matteo Finamore alla regia, Jacopo Angelini alla drammaturgia e Veronica Toscanelli all'organizzazione.
Fucina Zero
I componenti della compagnia sono quasi tutti diplomati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano o all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico di Roma, le due scuole pubbliche di riferimento per l'attore in Italia. Fucina Zero porta in scena drammaturgie originali basate su ricerche sociali, storiche e artistiche, usando i linguaggi del teatro e della performance per cercare un punto di vista inusuale sul presente.
Jacopo Angelini, la drammaturgia
Il testo è di Jacopo Angelini. Il comunicato della tappa marchigiana riporta una frase della presentazione che dà il tono del lavoro: con le recensioni puoi governare la tua vita. La scrittura procede per paradossi quotidiani, dal viaggio in Abruzzo alla bistecca mal cotta, e trasforma la piccola cattiveria dei commenti in rete in materia teatrale.
Matteo Finamore, la regia
La regia è firmata da Matteo Finamore. Il formato scelto, un'ora senza intervallo con un solo interprete in locandina, chiede una regia essenziale e precisa, costruita sul ritmo più che sulla scenografia.
Mario Berretta, in scena
Mario Berretta presta corpo e voce a Mario Rossi. Il nome di battesimo del personaggio coincide con quello dell'attore: un dettaglio che suggerisce quanto il testo giochi sul confine fra persona e maschera, fra chi recensisce e chi viene recensito.
Le repliche precedenti
Prima di Roma, lo spettacolo è andato in scena il 28 febbraio 2026 al Teatro delle Energie di Grottammare, nelle Marche, secondo appuntamento della rassegna EnergieVive 2026, promossa dal Comune di Grottammare e da Profili Artistici con AMAT. In quell'occasione la compagnia ha tenuto anche una masterclass per attori.
Una curiosità su Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
La curiosità è nel luogo. Beh, dai, carino è uno spettacolo sul giudizio pubblico, sulla voglia di dare un voto a tutto e sulla paura di riceverlo. Va in scena nel teatro che per oltre venticinque anni, dal settembre 1985, ha ospitato le riprese del Maurizio Costanzo Show: il salotto televisivo dove l'Italia ha imparato a discutere in pubblico, a schierarsi, a commentare gli ospiti. Prima dei social, il giudizio collettivo passava anche da quella platea.
Oggi il teatro porta il nome di Costanzo, dal 20 febbraio 2024, e la nuova direzione ha annunciato che dalla stagione 2026/2027 dedicherà un progetto annuale alla sua produzione letteraria e teatrale. Aprire proprio questa stagione con uno spettacolo sulle recensioni, sul bisogno di essere approvati e valutati, crea un cortocircuito interessante: il palco che ha inventato la conversazione televisiva ospita una riflessione sulla conversazione digitale.
C'è anche una curiosità numerica. Il protagonista si chiama Mario Rossi, il nome che in Italia si usa negli esempi dei moduli. In un teatro che ha visto passare migliaia di ospiti famosi, la stagione si apre con un uomo qualunque. È una scelta che vale come dichiarazione di intenti.
Il Teatro Parioli Costanzo, la sede dello spettacolo
Il Teatro Parioli Costanzo è un teatro privato di 592 posti in via Giosuè Borsi 20, nel quartiere Parioli. Nato come cinema nel 1938, è teatro di prosa dal 1958 ed è conosciuto in tutta Italia per aver ospitato il Maurizio Costanzo Show.
Dal cinema al teatro
L'edificio fu costruito come sala cinematografica nel 1938. Il 29 dicembre 1958 venne inaugurato come teatro con Girotondo di Arthur Schnitzler, portato in scena dalla compagnia di Ernesto Calindri e Vivi Gioi.
La sala
La sala si divide fra platea e galleria. Il portale turistico di Roma Capitale segnala servizi igienici per persone con disabilità, guardaroba, caffetteria, bar e aria condizionata. Il teatro ha anche un bistrot interno.
La gestione di oggi
Dal marzo 2020 il teatro è gestito dalla società Nuovo Teatro Parioli, con alla guida, secondo il portale turistico, Enzo Gentile e Fabrizio Musumeci. Da metà 2024 il direttore artistico è Massimiliano Bruno, autore e regista che proprio al Parioli aveva debuttato come attore. Dal 2024 il teatro ospita anche una scuola di teatro per bambini e ragazzi diretta da Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales.
La stagione 2026/2027
Dopo Beh, dai, carino il cartellone prosegue il 29 e 30 ottobre con Anna Mazzamauro in Brava, bravissima... anche meno, con Paolo Bonanni e la regia di Livio Galassi; l'11 novembre con La Storia a processo! di Elisa Greco; dal 12 al 22 novembre con Pesci ad Aprile, regia di Leonardo Buttaroni; il 25 e 26 novembre con Venerdì 13, regia di Roberto Ciufoli; il 15 dicembre con iPantellas. Nel 2027 arrivano Basta poco di Antonio Cornacchione, Vitality e Novecento.
Una cosa che non ti dice nessuno su Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
Quello che pochi dicono è che una prima di stagione, in un teatro privato romano, è quasi sempre affidata a un nome noto. Il Parioli ha scelto il contrario: una compagnia giovane, un testo originale, un progetto nato fuori dai grandi circuiti. I nomi celebri arrivano dopo, da Anna Mazzamauro a fine ottobre in poi. È una scelta coraggiosa e coerente con la linea dichiarata dalla direzione, che punta sui nuovi linguaggi e sulle nuove generazioni.
Seconda cosa poco detta: lo spettacolo dura un'ora. Per chi lavora e ha poco tempo, è un teatro che si incastra in un venerdì sera senza rinunciare alla cena. Alle 22 si è già fuori, e il quartiere offre ancora tutto.
Terzo punto, più pratico. Il sito del teatro elenca quattro parcheggi convenzionati; tre di questi, in via Alberto Caroncini, in viale Parioli e in via Tommaso Salvini, chiudono la domenica ma il venerdì sera sono aperti. Il quarto, in via Eustachio Manfredi 6, funziona 24 ore su 24, su prenotazione. Un venerdì ai Parioli senza parcheggio è una piccola odissea: meglio saperlo prima.
Il consiglio che ti do per visitare Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
Il consiglio è di andarci senza aspettative e con il telefono spento davvero, non in modalità silenziosa. È uno spettacolo sulle recensioni, sui voti che diamo a tutto: guardarlo mentre si scorre un'applicazione di commenti sarebbe la parodia di se stessi. Un'ora di attenzione piena è il minimo che un attore solo in scena merita.
Secondo punto: sceglietelo come serata per due o per un piccolo gruppo di amici fra i venti e i quarant'anni. È il pubblico che si riconoscerà di più nel call center notturno, nelle cene di Natale con la famiglia che chiede del lavoro vero, nei colloqui assurdi. Ma funziona anche per i genitori di quella generazione: capiranno qualcosa dei loro figli.
Terzo punto: prenotate un tavolo per dopo. Con la fine intorno alle 22, un bicchiere o una cena tarda nel quartiere sono il modo giusto per discutere lo spettacolo. E, se vi va, per decidere che voto dargli, a voce e non in rete.
Infine, se siete appassionati di teatro, tenete d'occhio i nomi. Una compagnia di diplomati della Paolo Grassi e della Silvio d'Amico al debutto romano in un teatro storico è il tipo di incontro che, fra qualche anno, si racconta con piacere.
Come arrivare al Teatro Parioli Costanzo
Il Teatro Parioli Costanzo si trova in via Giosuè Borsi 20, nel quartiere Parioli, a pochi passi da Villa Borghese e a breve distanza da via Veneto e dal centro storico.
In autobus
Il teatro indica le linee 52, 53 e 223, con fermata in piazza Santiago del Cile, a pochi passi dall'ingresso. Per il rientro dopo le 22 conviene controllare gli orari serali sul servizio informazioni del trasporto pubblico romano.
In tram
Le linee tranviarie 3 e 19 fermano in piazza Ungheria, da cui il teatro si raggiunge a piedi in pochi minuti. Il 19 collega il quartiere con San Lorenzo e il Policlinico, il 3 passa da Valle Giulia.
In taxi
C'è una stazione taxi in piazza Santiago del Cile, indicata dal teatro stesso. Il radiotaxi di Roma risponde allo 060609.
In auto
Il Parioli è fuori dalla ZTL del centro storico. I parcheggi convenzionati indicati dal teatro sono in via Alberto Caroncini 50, a circa 300 metri, in viale Parioli 31, a circa 400 metri, in via Tommaso Salvini 2/F, a circa 650 metri, e in via Eustachio Manfredi 6, aperto sempre su prenotazione.
Con il cane
Il teatro offre un servizio chiamato Bau Theater, con dog sitting davanti al teatro per la durata dello spettacolo. Per modalità e disponibilità conviene chiedere alla biglietteria.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Parioli sia stato il teatro del Maurizio Costanzo Show lo sanno tutti. Meno spesso si ricorda che Costanzo non ne fu solo il padrone di casa televisivo: dal settembre 1989 divenne anche direttore artistico del teatro, e lo rimase fino al 2011. Per oltre vent'anni la prosa serale e la registrazione del programma convissero nella stessa sala, con due pubblici diversi che si alternavano in platea.
Ancora meno citato è l'elenco dei direttori artistici che hanno guidato il teatro: Carmelo Zambardino dal 1958 al 1976, poi Alberto Lionello, Giorgio De Lullo, Carlo Molfese, Claudio Perone, Claudio Padovani, Maurizio Costanzo; dopo di lui Luigi De Filippo, Nanni Venditti, Piero Maccarinelli e oggi Massimiliano Bruno.
Con Luigi De Filippo, dal 2011, il teatro si chiamò Teatro Parioli Peppino De Filippo, in omaggio al padre. Tre nomi in quasi settant'anni: Parioli, Peppino De Filippo, Costanzo. Ognuno racconta una stagione della sala, e la stagione che si apre il 9 ottobre è la prima costruita esplicitamente attorno all'eredità di Costanzo, con un progetto annuale sui suoi testi.
La foto giusta da fare a Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
Durante lo spettacolo le riprese in sala non sono gradite, e con un attore solo in scena disturbano ancora di più. La foto giusta si fa prima e dopo. Prima, all'ingresso, con l'insegna del Teatro Parioli Costanzo e la locandina della serata inaugurale: è la foto che documenta l'apertura di una stagione.
Dentro, prima che si spengano le luci, la sala vista dall'alto della galleria è l'inquadratura più bella: la platea che si riempie, il palco ancora in attesa. È la sala che milioni di italiani hanno visto per anni in televisione, e vederla dal vivo fa un certo effetto.
Dopo lo spettacolo, un'idea che si lega al tema: fotografate il biglietto e scrivete sotto il vostro giudizio in tre parole. Beh, dai, carino, magari. Oppure qualcosa di più impegnativo. È il modo più ironico di chiudere la serata, e rispetta lo spirito del testo.
Poi, per una volta, non pubblicate subito. Lo spettacolo parla proprio di questo.
Il quartiere Parioli e i dintorni
I Parioli sono uno dei quartieri residenziali del nord di Roma, costruito in gran parte nel Novecento fra palazzine, villini e viali alberati. Il teatro è a pochi passi da Villa Borghese.
Villa Borghese
Villa Borghese è il grande parco storico della città, con viali, prati e il laghetto. Al suo interno si trovano la Galleria Borghese, con Bernini e Caravaggio, da prenotare per tempo, e il Museo Carlo Bilotti. Sul lato verso i Parioli c'è il Bioparco di Roma.
Villa Ada e Villa Torlonia
Più a nord si estende Villa Ada, parco ampio e selvatico. Verso la via Nomentana si trova Villa Torlonia, con la Casina delle Civette.
L'Auditorium
Oltre viale Parioli c'è l'Auditorium Parco della Musica: chi arriva a Roma per il fine settimana può combinare il teatro del venerdì con un concerto del sabato.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Parioli ha date precise. Nel 1938 l'edificio di via Giosuè Borsi nasce come cinema. Il 29 dicembre 1958 diventa teatro con Girotondo di Schnitzler. Negli anni Sessanta vive la stagione della rivista satirica, con Alighiero Noschese, Antonella Steni ed Elio Pandolfi e con Scanzonatissimo di Dino Verde, del 1963.
Nel 1976 Alberto Lionello e l'impresario Lucio Ardenzi rilevano la sala. L'8 dicembre 1977 il teatro subisce un attentato di matrice fascista e viene incendiato; riapre il 28 aprile 1978 con L'anatra all'arancia, regia dello stesso Lionello. Nel 1980, dopo la morte di Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Pier Luigi Pizzi, Umberto Tirelli, Dino Trappetti e Nico Ferri fondano il Gruppo teatro libero RV e prendono in gestione il Parioli, fino alla morte di De Lullo nel luglio 1981.
Dal settembre 1985 arriva il Maurizio Costanzo Show; dal 1989 Costanzo dirige anche il teatro. Nel 2011 la gestione passa a Luigi De Filippo, nel marzo 2020 alla nuova proprietà. Il 20 febbraio 2024 la sala prende il nome di Teatro Parioli Costanzo. Il 9 ottobre 2026, con Beh, dai, carino, si apre la prima stagione che dedica a Costanzo un progetto annuale.
Chi è passato da Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo — 9 ottobre 2026
Dal Parioli è passata buona parte del teatro e della televisione italiana. La prima sera, nel 1958, Ernesto Calindri e Vivi Gioi. Negli anni Sessanta Alighiero Noschese, Antonella Steni, Elio Pandolfi. Negli anni Settanta Alberto Lionello. Poi Giorgio De Lullo, Pier Luigi Pizzi e Umberto Tirelli, il sarto dei grandi costumi di teatro e cinema.
Con Maurizio Costanzo, per oltre vent'anni, migliaia di ospiti televisivi. Con Luigi De Filippo sono arrivati Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai, Franco Branciaroli e Maurizio Donadoni in Dipartita finale, Giorgio Albertazzi nelle Memorie di Adriano dirette da Maurizio Scaparro, e un Aspettando Godot.
Oggi la direzione artistica è di Massimiliano Bruno, e la scuola del teatro è guidata da Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales. In questa stagione salgono sul palco, fra gli altri, Anna Mazzamauro, Roberto Ciufoli come regista, Antonio Cornacchione, iPantellas. La serata del 9 ottobre appartiene invece a Fucina Zero: Mario Berretta in scena, Jacopo Angelini e Matteo Finamore dietro le quinte. Una generazione nuova su un palco che ne ha viste molte.
Per chi è Beh, dai, carino
Beh, dai, carino è pensato per un pubblico adulto e giovane adulto, che conosce il mondo delle recensioni in rete, del lavoro precario e delle aspettative familiari. Il linguaggio è ironico, con un pizzico di cattiveria dichiarato dalla presentazione stessa.
Ragazzi e scuole
Per i ragazzi delle superiori il tema è attuale e può aprire una discussione in classe sul giudizio in rete. Il teatro non indica limiti d'età: per gruppi scolastici conviene scrivere alla biglietteria, che gestisce anche la rassegna del mattino MAGnifiche Matinée dedicata alle scuole.
Accessibilità
Il portale turistico di Roma Capitale indica il teatro come accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati. Per posti specifici e accompagnatori conviene contattare la biglietteria al numero 06 5434851.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Con l'inizio alle 21 e la fine intorno alle 22, le soluzioni sono due: una cena presto, verso le 19.30, oppure una cena tarda dopo lo spettacolo. Il teatro ha un bistrot interno. Nel quartiere, intorno a piazza Ungheria e lungo viale Parioli, si trovano bar, pizzerie, ristoranti di quartiere e locali per l'aperitivo. Il venerdì sera i Parioli sono vivaci: conviene prenotare, soprattutto in gruppo.
Il teatro e le recensioni: un tema che riguarda anche la scena
C'è un livello ulteriore in Beh, dai, carino, che lo spettatore di teatro coglie subito: anche gli spettacoli vivono di recensioni. Un tempo erano quelle dei critici sui quotidiani, oggi sono anche le stelle e i commenti del pubblico in rete. Una compagnia giovane, che fa drammaturgia originale, sa bene quanto un giudizio frettoloso possa pesare. Mettere in scena un uomo che recensisce tutto è anche un modo di guardarsi allo specchio.
Per questo lo spettacolo funziona bene in un teatro come il Parioli, che per anni è stato il luogo del commento pubblico per eccellenza. E per questo il consiglio vale doppio: uscite, parlatene, e poi decidete se scrivere qualcosa.
Come organizzare la serata di Beh, dai, carino
Beh, dai, carino occupa un'ora del venerdì sera, dalle 21 alle 22 circa. Il resto della serata si costruisce intorno, e il quadrante nord di Roma offre molte possibilità.
Il tardo pomeriggio
Chi arriva presto può fare una passeggiata a Villa Borghese prima del tramonto, oppure fermarsi in uno dei bar di piazza Ungheria per un aperitivo. Dal parco al teatro sono pochi minuti a piedi o un breve tratto di autobus.
Prima dello spettacolo
L'obiettivo è essere davanti al teatro verso le 20.45, per ritirare i biglietti, lasciare il cappotto e sedersi con calma. Il venerdì sera il traffico ai Parioli è intenso: chi viene in auto deve calcolare il tempo per il parcheggio.
Dopo lo spettacolo
Alle 22 si esce, e la serata è ancora lunga. Una cena tarda nel quartiere, un bicchiere in piazza, oppure un rientro in centro in taxi dalla stazione di piazza Santiago del Cile. Per chi usa i mezzi, conviene controllare gli orari serali prima di uscire di casa.
La stagione dedicata a Maurizio Costanzo
La stagione che Beh, dai, carino inaugura ha un significato particolare per il teatro. La direzione ha annunciato l'intenzione di sviluppare, a partire dal 2026/2027, un progetto annuale dedicato alla produzione letteraria e teatrale di Maurizio Costanzo, con spettacoli ideati e prodotti internamente a partire dai suoi testi.
Non solo memoria
La presentazione della stagione insiste su un punto: l'eredità di Costanzo non va circoscritta alla dimensione celebrativa, ma assunta come elemento del progetto artistico. Al centro c'è la parola, e la capacità del palcoscenico di osservare e raccontare la società contemporanea.
Un filo con lo spettacolo d'apertura
Il filo con Beh, dai, carino è evidente. Uno spettacolo sul giudizio pubblico, sulla conversazione che diventa voto, apre la stagione di un teatro che per decenni ha ospitato la conversazione pubblica più seguita d'Italia. La scelta della serata inaugurale va letta anche così.
Le scuole
Una novità della stagione è MAGnifiche Matinée, rassegna per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie nata dall'incontro fra il teatro e il MAG, Movimento Artistico Giovanile, con la Compagnia delle Stelle. Il teatro come strumento educativo e di cittadinanza: la stessa linea che porta una compagnia under 35 ad aprire il cartellone serale.
Una serata di teatro a inizio ottobre
Il 9 ottobre cade all'inizio della stagione teatrale romana, quando i cartelloni riaprono dopo l'estate e le serate sono ancora miti. Un venerdì ai Parioli, con una passeggiata prima dello spettacolo sui viali verso Villa Borghese, è un modo semplice di cominciare l'autunno. Chi viene da fuori può unire la serata a un fine settimana in città.
Domande frequenti su Beh, dai, carino
Quando va in scena Beh, dai, carino a Roma?
Beh, dai, carino va in scena venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Teatro Parioli Costanzo, in via Giosuè Borsi 20. È l'unica replica romana indicata dal teatro e apre la stagione 2026/2027. Lo spettacolo dura 60 minuti senza intervallo.
Quanto costano i biglietti di Beh, dai, carino?
I biglietti di Beh, dai, carino al Teatro Parioli Costanzo sono in settore unico: intero 18 euro, ridotto 15 euro, secondo il sito ufficiale del teatro. Si comprano al botteghino, per email o WhatsApp con la biglietteria e sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.
Chi c'è in scena in Beh, dai, carino?
In Beh, dai, carino recita Mario Berretta, con la drammaturgia di Jacopo Angelini e la regia di Matteo Finamore. È un progetto della compagnia romana Fucina Zero, nata nel 2018 e formata da artisti under 35 diplomati alla Paolo Grassi di Milano o alla Silvio d'Amico di Roma.
Di cosa parla Beh, dai, carino?
Beh, dai, carino racconta Mario Rossi, artista di giorno e operatore di call center di notte, che reagisce alla frustrazione recensendo tutto, anche i posti dove non è mai stato. È una tragicommedia sul lavoro, sul successo e sull'ossessione contemporanea per le recensioni.
Quanto dura Beh, dai, carino?
Beh, dai, carino dura 60 minuti senza intervallo. Con inizio alle 21, lo spettacolo al Teatro Parioli Costanzo finisce intorno alle 22, in tempo per una cena tarda nel quartiere o per un rientro con i mezzi.
Come si arriva al Teatro Parioli Costanzo?
Il Teatro Parioli Costanzo si raggiunge con gli autobus 52, 53 e 223, fermata piazza Santiago del Cile, oppure con i tram 3 e 19 fino a piazza Ungheria. In piazza Santiago del Cile c'è una stazione taxi; il teatro indica anche quattro parcheggi convenzionati nei dintorni.
Cosa c'è dopo Beh, dai, carino nella stagione del Parioli?
Dopo Beh, dai, carino la stagione del Teatro Parioli Costanzo prosegue il 29 e 30 ottobre con Anna Mazzamauro in Brava, bravissima... anche meno, poi a novembre con La Storia a processo!, Pesci ad Aprile e Venerdì 13, e il 15 dicembre con iPantellas.
Dove si parcheggia per il Teatro Parioli Costanzo?
Il Teatro Parioli Costanzo indica quattro parcheggi convenzionati: via Alberto Caroncini 50 a circa 300 metri, viale Parioli 31 a circa 400 metri, via Tommaso Salvini 2/F a circa 650 metri e via Eustachio Manfredi 6, aperto sempre su prenotazione. Il venerdì sera sono tutti in funzione; i primi tre chiudono la domenica.
Chi sono i Fucina Zero?
Fucina Zero è la compagnia che firma Beh, dai, carino: nata a Roma nel 2018, è formata da artisti under 35 quasi tutti diplomati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano o all'Accademia Silvio d'Amico di Roma. Porta in scena drammaturgie originali basate su ricerche sociali, storiche e artistiche.
Il consiglio finale
Le prime di stagione affidate ai giovani sono rare, e vanno premiate con la presenza. Un'ora, diciotto euro, un teatro con settant'anni di storia e un tema che riguarda tutti. Andateci, spegnete il telefono, e il giudizio datelo a voce, all'uscita, con chi vi ha accompagnato.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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