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Viaggio a Hong Kong al Teatro India — dal 3 all’8 novembre 2026

In breve. Viaggio a Hong Kong, monologo scritto e diretto da Pascal Rambert e interpretato da Sandro Lombardi, va in scena al Teatro India, la sede della Fondazione Teatro di Roma in Lungotevere Vittorio Gassman 1 (00146 Roma), nell'ex area…

Viaggio a Hong Kong, monologo scritto e diretto da Pascal Rambert e interpretato da Sandro Lombardi, va in scena al Teatro India, la sede della Fondazione Teatro di Roma in Lungotevere Vittorio Gassman 1 (00146 Roma), nell'ex area industriale Mira Lanza sulla riva del Tevere, tra Ostiense, Testaccio e Marconi; la biglietteria colloca lo spettacolo in Sala B. Il calendario pubblicato dal Teatro di Roma prevede sei repliche: martedì 3, mercoledì 4, giovedì 5, venerdì 6 e sabato 7 novembre 2026 alle 20:00 e domenica 8 novembre 2026 alle 18:00. La traduzione italiana è di Chiara Elefante, la scenografia di Aliénor Durand; la produzione è di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, in collaborazione con la Compagnia Lombardi-Tiezzi. La pagina dello spettacolo non indica né la durata né il prezzo del biglietto: il dato non è pubblicato, e conviene verificarlo sul sito del Teatro di Roma al momento dell'acquisto. I biglietti si comprano online dal sito ufficiale della Fondazione, alla biglietteria del Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina 52, dal lunedì al sabato dalle 11 alle 19) e alla cassa del Teatro India, che apre soltanto nei giorni di spettacolo, a partire da due ore prima dell'inizio. Il telefono indicato per il Teatro India è 06 87752210. Per arrivare con i mezzi pubblici il percorso più aggiornato si calcola con il servizio di pianificazione del viaggio di ATAC, inserendo come destinazione l'indirizzo del teatro.

Due uomini in abito scuro su fondo chiaro, foto di Matilde Piazzi per Viaggio a Hong Kong dal sito del Teatro di Roma
Foto di Matilde Piazzi, dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro di Roma

Che cosa racconta Viaggio a Hong Kong

Il protagonista è un uomo anziano, uno scrittore che ha appena ricevuto un premio. La presentazione ufficiale lo coglie in un momento preciso: la compagna con cui ha diviso l'intera esistenza è morta, e lui prova a rimettere insieme i frammenti di quella vita in comune. Non c'è un'azione nel senso tradizionale del termine, né un intreccio da seguire. C'è una voce che ricorda, ordina, si contraddice, torna indietro, e un corpo che occupa la scena mentre la memoria lavora.

Il tema dichiarato è la persistenza di un legame oltre la morte di una delle due persone che lo formavano. Il Teatro di Roma descrive il testo come il racconto di un amore costruito nella quotidianità: abitudini, gesti ripetuti per decenni, oggetti e parole che continuano a dare forma al presente anche quando chi li condivideva non c'è più. Il lutto, in questa scrittura, non è un evento che si chiude ma uno stato in cui il passato resta attivo.

Un'immagine nata in viaggio

Il titolo non è un'indicazione geografica della vicenda. Secondo la scheda del Teatro di Roma, il testo nasce da un'immagine che Rambert ha concepito durante un viaggio a Hong Kong, e da quell'immagine si sviluppa una meditazione sulla relazione indissolubile tra due persone. Il viaggio, dunque, è all'origine della scrittura più che dentro la storia: è il punto da cui l'autore è partito per immaginare un uomo che, rimasto solo, compie a sua volta un viaggio a ritroso nella propria vita.

Memoria e identità

La domanda che regge la serata riguarda il rapporto tra ciò che ricordiamo e ciò che siamo. Lo scrittore premiato, figura pubblica riconosciuta, si scopre definito in larga parte da una vita privata che non era sua soltanto. Ricordare la compagna significa, per lui, ricostruire anche se stesso. È un percorso che il teatro di Rambert affronta spesso: la parola come strumento per misurare quanto di una persona appartenga agli altri.

Una scrittura essenziale

La presentazione insiste sulla natura asciutta del testo, una scrittura che rinuncia agli effetti e affida tutto al ritmo delle frasi e alla presenza dell'attore. Lo spettatore che conosce Rambert ritroverà la sua tendenza a costruire monologhi lunghi e ininterrotti, in cui il pensiero procede per accumulo; chi lo incontra per la prima volta troverà un teatro di parola molto diretto, che chiede attenzione ma non presuppone conoscenze particolari.

Pascal Rambert, autore e regista

Pascal Rambert è un autore, coreografo e regista francese nato nel 1962. Scrive per il teatro e per la danza e ha lavorato anche per il cinema, con cortometraggi selezionati e premiati in festival come quelli di Pantin, Locarno e Miami. I suoi testi sono pubblicati in Francia dalle edizioni Les Solitaires Intempestifs e sono stati tradotti e rappresentati in molte lingue, tra cui l'italiano, il russo, il giapponese, il cinese e il greco.

Gli anni di Gennevilliers

Dal 2007 al 2017 Rambert ha diretto il T2G, Théâtre de Gennevilliers, alle porte di Parigi, trasformandolo in un centro drammatico nazionale dedicato esclusivamente alla creazione contemporanea e agli artisti viventi, con una programmazione che univa teatro, danza, opera, arte contemporanea, cinema e filosofia. È un'esperienza che spiega la sua attenzione per il lavoro con gli attori e per i progetti costruiti su misura per singoli interpreti.

Clôture de l'amour e il successo internazionale

Il testo che lo ha reso noto al pubblico internazionale è Clôture de l'amour, creato al Festival di Avignone del 2011 con Audrey Bonnet e Stanislas Nordey: un uomo e una donna che si lasciano, ciascuno con un lungo monologo. Lo spettacolo ha ottenuto in Francia il premio del Syndicat de la Critique per la migliore novità in lingua francese e il Grand Prix di letteratura drammatica, ed è stato adattato dall'autore in una decina di lingue, con versioni presentate anche a Modena, a Roma e al Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 l'Académie française ha premiato un altro suo lavoro, Répétition.

Un autore che scrive per gli attori

Molti titoli di Rambert portano nel testo i nomi o le biografie degli interpreti per cui sono stati scritti. Architecture, presentato nella Cour d'Honneur del Palazzo dei Papi ad Avignone nel 2019, era costruito per un gruppo di attori francesi molto noti; Sœurs per Marina Hands e Audrey Bonnet; 3 annonciations per tre attrici di tre Paesi, tra cui l'italiana Silvia Costa. Viaggio a Hong Kong si inserisce in questa linea: la presentazione dell'allestimento modenese riferisce che il testo, già rappresentato in Francia e in Messico, arriva in Italia in una nuova versione modellata sulle qualità sceniche di Lombardi e sulla sua capacità di reggere il silenzio.

Sandro Lombardi, l'interprete

Sandro Lombardi è nato a Poppi, in provincia di Arezzo, il 30 settembre 1951. Negli anni del liceo incontra Federico Tiezzi, con cui comincia a fare teatro; nel 1971 si trasferisce a Firenze, dove si laurea in storia dell'arte nel 1977 con una tesi sul pittore francese Jean Fouquet, al quale dedicherà anche un libro. Con Tiezzi e Loriana Nappini fonda Il Carrozzone, la compagnia che diventerà poi Magazzini Criminali e, più tardi, Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Dal teatro immagine ai classici

Il Carrozzone fu una delle formazioni più rappresentative della ricerca italiana degli anni Settanta, in dialogo con le arti visive, la body art e l'arte concettuale. Nel 1978 la compagnia vinse il Premio Ubu come migliore gruppo sperimentale italiano. Rainer Werner Fassbinder inserì due loro spettacoli nel film Theater in Trance. Dalla fine degli anni Ottanta il lavoro si orientò verso una rilettura dei classici: Lombardi fu tra l'altro colonna della trilogia dantesca diretta da Tiezzi al Teatro Metastasio di Prato, con le riscritture di Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici.

Testori e i premi Ubu

Il nome di Lombardi è legato in modo particolare a Giovanni Testori: Edipus, Cleopatràs, Due lai, L'Ambleto sono tappe di un rapporto con la lingua testoriana che gli è valso più premi Ubu come miglior attore italiano, nelle stagioni 1987/88, 1993/94, 1996/97 e 2001/02. Tra i riconoscimenti figurano anche il Premio Arlecchino d'Oro nel 2010 e il Premio Carlo Betocchi nel 2011.

Lo scrittore

C'è un dettaglio che dà a Viaggio a Hong Kong una risonanza particolare: anche l'interprete è uno scrittore. Lombardi ha pubblicato nel 2004 Gli anni felici. Realtà e memoria nel lavoro dell'attore, premiato con il Bagutta opera prima, e poi Le mani sull'amore nel 2009 e altri volumi di memorie e saggi. Un attore che ha scritto della memoria interpreta qui uno scrittore che fa i conti con la propria: la coincidenza non è dichiarata dalla produzione, ma è difficile non notarla.

Il precedente: Prima al Piccolo Teatro

Il sodalizio tra Rambert e Lombardi non nasce con questo spettacolo. Nel 2023 Lombardi è stato protagonista di Prima, testo e regia di Rambert, al Piccolo Teatro di Milano, nel ruolo di un autore di nome Sandro alle prese con una crisi sentimentale alla vigilia del debutto del proprio spettacolo. In scena c'erano anche Anna Bonaiuto, Marco Foschi, Anna Della Rosa e Leda Kreider.

Un progetto in tre tempi

Una recensione di Alessandro Iachino su doppiozero, del 19 maggio 2023, riferisce che Prima era concepito come primo capitolo di un progetto triennale, seguito da un Durante e da un Dopo, con un riferimento alla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Lo stesso articolo esprimeva riserve sulla drammaturgia, giudicata convenzionale, pur riconoscendo il talento del protagonista. È utile saperlo: Viaggio a Hong Kong è un lavoro diverso, un monologo, ma la coppia autore e attore arriva a Roma con una storia comune e con una ricezione critica che non è stata unanime.

Dal gruppo al solo

Il passaggio da uno spettacolo corale a un assolo cambia le condizioni del lavoro. In Prima Lombardi era il centro di un gruppo; qui è solo, e ogni scelta di ritmo e di respiro dipende da lui. È il terreno in cui la sua lunga pratica di attore di parola, maturata con Testori e con la poesia, può esprimersi con maggiore libertà.

Chi produce lo spettacolo

La produzione è di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, in collaborazione con la Compagnia Lombardi-Tiezzi. La presentazione modenese ricorda che Rambert ha con ERT un legame di lunga data. Prima di Roma, lo spettacolo è in programma a Modena, al Teatro delle Passioni, dal 23 ottobre al 1 novembre 2026: la tappa romana arriva quindi subito dopo quella modenese.

La traduzione

La traduzione è firmata da Chiara Elefante. In un testo di parola come questo, il lavoro sul ritmo della lingua è decisivo: il francese di Rambert procede spesso per frasi lunghe e ripetizioni, e la versione italiana deve conservare quel movimento senza suonare letteraria. È un aspetto su cui chi conosce l'originale potrà farsi un'idea propria.

La scena

La scenografia è di Aliénor Durand; le fotografie di scena sono di Matilde Piazzi. La pagina ufficiale non riporta altri crediti tecnici, come luci o suono: il dato non è pubblicato.

La durata non è indicata, ma un monologo di Rambert chiede comunque allo spettatore una disposizione particolare. Non ci sono cambi di scena che scandiscono il tempo, né altri personaggi che rilancino l'azione. Tutto passa dalla voce e dal corpo di un solo interprete, e l'attenzione deve accordarsi al suo ritmo.

Ascoltare le ripetizioni

Uno dei tratti più riconoscibili della scrittura di Rambert è il ritorno di parole e frasi, che riemergono con sfumature diverse. Non sono ridondanze: sono il modo in cui il personaggio pensa. Seguirle, invece di aspettare uno sviluppo narrativo, rende la serata più ricca.

La sala raccolta

La Sala B del Teatro India è uno degli spazi modulabili dell'ex fabbrica. In un ambiente di questo tipo la distanza tra palco e platea è contenuta, e un assolo guadagna in intimità. Chi sceglie le prime file avrà un contatto molto diretto con l'attore; chi preferisce una visione d'insieme può sedersi più indietro senza perdere nulla della voce.

A chi è adatto Viaggio a Hong Kong

Lo spettacolo si rivolge in primo luogo a chi ama il teatro di parola e gli attori capaci di reggere da soli una serata. È una buona occasione anche per chi conosce Lombardi dai lavori con Tiezzi e vuole vederlo in una prova diversa, o per chi ha seguito il teatro di Rambert in Francia e desidera ascoltarlo in italiano.

Il tema del lutto

Il soggetto è la perdita della persona amata. Chi ha vissuto un lutto recente potrebbe trovare la serata intensa; la presentazione ufficiale parla però di un racconto che trasforma l'esperienza intima in riflessione universale, e non di uno spettacolo cupo. L'amore di una vita condivisa resta il centro del testo.

Giovani spettatori

Non sono indicate limitazioni di età. Per un pubblico molto giovane il monologo può risultare impegnativo per la sua forma più che per i contenuti; per studenti di teatro o di letteratura è invece un esempio utile di scrittura contemporanea per la scena.

Biglietti, orari della cassa e regole

La pagina dello spettacolo rimanda all'acquisto online e non indica i prezzi. Le regole generali della biglietteria del Teatro di Roma sono invece pubblicate e valgono anche per questo titolo.

Dove si compra

Oltre all'acquisto online dal sito della Fondazione, i biglietti si comprano al Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, dal lunedì al sabato dalle 11 alle 19; la domenica la cassa dell'Argentina apre tre ore prima dello spettacolo e resta chiusa se non ce n'è. Il Teatro India ha una propria biglietteria, aperta solo nei giorni di spettacolo a partire da due ore prima della replica, con pagamento anche tramite POS. Il telefono dell'Argentina è 06 684000311/314, quello dell'India 06 87752210.

Ritiro e cambi

I biglietti acquistati online vanno ritirati entro un'ora prima dell'inizio, altrimenti il sistema annulla la prenotazione. Dopo quel limite si possono acquistare solo biglietti per la recita del giorno. Una volta emessi, i biglietti non si possono sostituire né annullare.

Il bar

Il bar del Teatro India apre due ore prima del primo spettacolo e resta aperto fino alla chiusura. È un dettaglio utile per chi arriva presto: il teatro si trova in una zona dove i locali non sono a pochi passi come in centro.

Il Teatro India in breve

Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, dopo il Teatro Argentina. Occupa una parte dei capannoni dell'ex stabilimento Mira Lanza, sulla riva destra del Tevere davanti al Gazometro, ed è orientato ai nuovi linguaggi della scena, al teatro di ricerca e agli artisti emergenti. Conta tre sale, con spazi modulabili che consentono allestimenti frontali, circolari, itineranti o su più livelli; d'estate gli spazi esterni ospitano arene per il cinema e la musica, con circa quattrocento spettatori a serata.

Due ingressi

Turismo Roma indica due indirizzi: Lungotevere Vittorio Gassman 1 e via Luigi Pierantoni 6. Il primo è quello usato dalla biglietteria del Teatro di Roma. Conviene annotarli entrambi: chi arriva dal quartiere Marconi può trovare più comodo il secondo.

Un edificio di mattoni

L'edificio è in mattoni scuri, diviso in tre navate con tetti a falda. È un esempio di archeologia industriale riconvertita a uso culturale, e la scheda dedicata al Teatro India ne racconta l'attività durante l'anno.

Una curiosità sul Teatro India

Il nome non ha nulla a che vedere con la geografia del quartiere. Lo scelse Mario Martone, allora direttore artistico del Teatro di Roma, quando si trattò di dare un'identità alla seconda sede. Secondo una ricostruzione diffusa, la scelta si collega al fatto che anche la sede storica ha un nome che sembra quello di una nazione, l'Argentina; il sito del Teatro di Roma aggiunge che Martone volle legare il nome all'idea del viaggio e della pluralità dei mondi.

Argentina e India

Il Teatro Argentina, del resto, deve il nome alla zona in cui sorge e non al Paese sudamericano. Il gioco di Martone era quindi un'eco: a un nome che sembra una nazione, nel centro storico, rispondeva un secondo nome dello stesso tipo sulle rive del Tevere. Per uno spettacolo intitolato a un viaggio in Asia, la coincidenza è perfetta. La storia della sede madre è nella scheda del Teatro Argentina.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro India

La biglietteria dell'India non è aperta tutti i giorni. Funziona solo nei giorni di spettacolo e a partire da due ore prima della replica. Chi pensa di passare un pomeriggio qualsiasi per comprare in anticipo i biglietti di Viaggio a Hong Kong trova chiuso: per l'acquisto anticipato di persona l'indirizzo giusto è il Teatro Argentina, oppure il sito ufficiale.

La fabbrica accanto

Un secondo dettaglio riguarda ciò che si vede uscendo. La parte dell'ex Mira Lanza non restaurata, accanto al teatro, è stata per anni uno spazio abbandonato. Nel 2016, secondo Wanted in Rome, l'artista francese Seth vi lavorò per mesi a una serie di opere murali, nell'ambito di un progetto promosso dall'associazione 999Contemporary e dal suo direttore Stefano Antonelli, che le aveva pensate per sbiadire con il tempo. Lo stesso articolo ricorda che Antonelli aveva offerto a Seth una residenza al Teatro India, e che l'artista preferì la zona in rovina. Per un quadro della pittura murale nella zona c'è la scheda sulla street art di Ostiense.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro India

Il mio consiglio è di arrivare con almeno un'ora di anticipo e di non entrare subito. Il Teatro India si trova in uno dei punti in cui Roma mostra meglio la sua storia industriale: il Gazometro sulla riva opposta, i capannoni di mattoni, il fiume a pochi metri. Una passeggiata breve lungo il Tevere, prima che faccia del tutto buio, prepara bene a uno spettacolo che parla di memoria e di tracce.

Il bar come punto di partenza

Poiché il bar apre due ore prima del primo spettacolo, è il posto naturale dove ritirare i biglietti con calma, bere qualcosa e leggere il materiale di sala. La domenica, con la replica alle 18, il tempo a disposizione prima dello spettacolo coincide con le ultime luci del pomeriggio di novembre.

Il ritorno

Le repliche serali iniziano alle 20; una volta finito lo spettacolo, conviene aver già controllato il percorso di ritorno con il calcolatore ATAC, perché la zona è servita meno del centro nelle ore tarde. Chi si muove in gruppo può valutare un taxi prenotato in anticipo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il Teatro India sia nato in un'ex fabbrica di saponi lo sanno in molti. Meno noto è che la fabbrica fu per un periodo di proprietà pubblica e che lavorò per la guerra. Il sito del Teatro di Roma ricostruisce le tappe: all'inizio del Novecento lo stabilimento produceva prodotti chimici; nel 1913 il Comune di Roma ne acquisì la proprietà e la fabbrica cominciò a produrre glicerina, materia preziosa durante la Prima guerra mondiale. Solo dopo il conflitto iniziò la produzione di sapone, e dalla fusione con la concorrente piemontese nacque la Mira Lanza.

Il declino

Lo stabilimento perse importanza durante la Seconda guerra mondiale e fu chiuso definitivamente nel 1952. Negli anni successivi alcuni capannoni divennero i magazzini della ditta Rancati, nota per l'attrezzeria teatrale e cinematografica: prima ancora di diventare teatro, quindi, il luogo custodiva oggetti di scena. La storia del vicino polo industriale di Ostiense è raccontata anche nella scheda della Centrale Montemartini, la ex centrale elettrica oggi museo.

La foto giusta da fare al Teatro India

L'inquadratura più riconoscibile è quella che mette insieme i tetti a falda del teatro e la struttura metallica del Gazometro sullo sfondo, oltre il fiume. Il sito del Teatro di Roma stesso cita la vista sul Gazometro come uno dei caratteri del luogo. Al tramonto la sagoma del cilindro si staglia bene contro il cielo; a novembre, con le repliche alle 20, la luce migliore si trova nel pomeriggio, e la domenica è l'occasione più comoda.

Il dettaglio dei mattoni

Per una foto meno scontata, conviene avvicinarsi alla facciata e cercare la trama dei mattoni scuri e delle finestre industriali. È un'immagine che racconta la riconversione meglio di un panorama. Durante lo spettacolo, naturalmente, non si fotografa: in un monologo, anche il suono di uno scatto si sente.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1863: il Ponte di Ferro

A breve distanza dal teatro c'è il Ponte dell'Industria, che i romani chiamano Ponte di Ferro. Fu costruito tra il 1862 e il 1863 da una società belga, con elementi fabbricati in Inghilterra e montati sul posto, per collegare la ferrovia per Civitavecchia alla stazione Termini. Il primo treno lo attraversò ufficialmente il 24 settembre 1863, alla presenza di papa Pio IX.

1913-1952: la fabbrica

Il Comune acquisisce lo stabilimento nel 1913; la produzione di glicerina accompagna la Prima guerra mondiale, quella di sapone gli anni successivi. La chiusura definitiva arriva nel 1952.

7 aprile 1944: le dieci donne del Ponte di Ferro

Il 7 aprile 1944, durante l'occupazione tedesca, dieci donne furono fucilate sul Ponte di Ferro dopo l'assalto a un forno che riforniva le truppe occupanti. Il fatto restò a lungo quasi sconosciuto; nel 1997 il Comune fece collocare una lapide in bronzo in loro memoria.

1999: nasce il teatro

Nel 1999 il Comune di Roma acquista una grande parte dell'ex Mira Lanza e, dopo un restauro rapido, apre il Teatro India. Sulla data dell'inaugurazione le fonti non concordano: il sito del Teatro di Roma e Turismo Roma indicano il 7 settembre 1999, altre fonti parlano del dicembre dello stesso anno. In entrambi i casi, l'India risulta l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.

2 ottobre 2021: l'incendio del ponte

Nella notte del 2 ottobre 2021 un incendio colpì il Ponte di Ferro, provocando il crollo di una parte laterale della struttura e la sua chiusura. Il ponte è uno dei simboli dell'archeologia industriale della zona, insieme al Gazometro e alla Centrale Montemartini.

Chi è passato dal Teatro India

La figura legata all'origine del teatro è Mario Martone, che ne scelse il nome e ne volle la vocazione. Da allora l'India è diventato lo spazio della Fondazione dedicato alla ricerca, alla danza e alle creazioni site specific, e sede di laboratori di scenografia e di residenze creative.

La stagione 2026-2027

Nelle settimane che precedono Viaggio a Hong Kong il cartellone dell'India ha compreso, tra gli altri, Gli elefanti nella stanza, dal 17 ottobre al 1 novembre, e Gone della compagnia Kepler-452 con gli attori del Teatro Tumanishvili di Tbilisi, dal 28 ottobre al 1 novembre. La scheda su Gli elefanti nella stanza racconta uno di questi spettacoli.

Lombardi a Roma

Sandro Lombardi torna nella stagione romana anche in un'altra veste: la Compagnia Lombardi-Tiezzi è attesa al Teatro Vascello con Edipus di Testori, il testo che gli valse uno dei premi Ubu. Le informazioni sono nella scheda di Edipus al Teatro Vascello. Vedere i due spettacoli a distanza di qualche mese significa cogliere due facce dello stesso attore: la lingua barocca di Testori e quella spoglia di Rambert.

Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni

Il Teatro India si trova in un quadrante che merita una visita anche di giorno. Sulla riva opposta del Tevere comincia Ostiense, con il Gazometro, i Mercati Generali in trasformazione e i resti degli impianti industriali del primo Novecento.

Ostiense e Garbatella

Per chi ha qualche ora prima della replica pomeridiana di domenica, la scheda su Ostiense, cosa vedere offre un itinerario tra fabbriche, murales e musei; poco più in là c'è la Garbatella, il quartiere giardino degli anni Venti, raccontato nella scheda su Garbatella, cosa vedere.

Testaccio

Dall'altra parte del ponte si raggiunge Testaccio, con il mercato e le sue strade popolari: per una cena prima o dopo lo spettacolo è l'opzione più comoda. La scheda su Testaccio, cosa vedere aiuta a orientarsi.

Domande frequenti su Viaggio a Hong Kong

Quando va in scena Viaggio a Hong Kong al Teatro India?

Il calendario del Teatro di Roma prevede sei repliche: da martedì 3 a sabato 7 novembre 2026 alle 20:00 e domenica 8 novembre 2026 alle 18:00. La biglietteria indica la Sala B del Teatro India come spazio dello spettacolo. Conviene presentarsi con un certo anticipo, sia per ritirare i biglietti acquistati online, che vanno ritirati entro un'ora prima dell'inizio, sia per orientarsi tra gli ingressi dell'ex fabbrica.

Dove si trova il Teatro India?

L'indirizzo è Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma, sulla riva del Tevere davanti al Gazometro, nell'area dell'ex stabilimento Mira Lanza. Turismo Roma segnala anche un secondo accesso da via Luigi Pierantoni 6. Il percorso con i mezzi pubblici si calcola con il pianificatore di viaggio di ATAC, inserendo l'indirizzo del teatro come destinazione e l'orario della replica scelta.

Quanto costa il biglietto?

Il prezzo non compare nella pagina dello spettacolo: il dato non è pubblicato. Il Teatro di Roma ha tariffe, abbonamenti e una card dedicate, illustrate in pagine separate del sito ufficiale. Conviene verificare il prezzo al momento dell'acquisto online oppure chiedere alla biglietteria del Teatro Argentina, aperta dal lunedì al sabato dalle 11 alle 19.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale. Trattandosi di un monologo senza cambi di scena, è ragionevole aspettarsi una serata senza intervallo, ma non c'è una conferma ufficiale. Chi ha vincoli di orario per il rientro può chiedere informazioni alla biglietteria, al numero 06 87752210 nei giorni di spettacolo, oppure al Teatro Argentina.

In che lingua è lo spettacolo?

Il testo di Pascal Rambert è presentato nella traduzione italiana di Chiara Elefante, e l'interprete è Sandro Lombardi. La pagina non segnala sovratitoli, perché lo spettacolo è in italiano. Lo spettatore non ha bisogno di conoscere il francese né il teatro precedente di Rambert per seguire il monologo, che si regge sulla voce di un unico personaggio.

Chi sono gli autori e i produttori?

Testo e regia sono di Pascal Rambert, autore e regista francese nato nel 1962; la scenografia è di Aliénor Durand. Lo spettacolo è prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, in collaborazione con la Compagnia Lombardi-Tiezzi, la formazione fondata da Sandro Lombardi e Federico Tiezzi. Prima di Roma è in programma al Teatro delle Passioni di Modena.

Si possono comprare i biglietti al Teatro India in anticipo?

Solo nei giorni di spettacolo: la biglietteria dell'India apre due ore prima di ogni replica e funziona soltanto quando c'è una rappresentazione. Per l'acquisto anticipato di persona l'indirizzo giusto è la biglietteria del Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52. In alternativa si può comprare online sul sito ufficiale della Fondazione Teatro di Roma.

C'è un bar al Teatro India?

Sì. Il bar del teatro apre due ore prima del primo spettacolo e resta aperto fino alla chiusura; la Fondazione ne pubblica anche i contatti. È utile per chi arriva in anticipo o vuole fermarsi dopo la replica, considerando che la zona, rispetto al centro storico, ha meno locali a pochi passi dall'ingresso del teatro.

Il consiglio finale su Viaggio a Hong Kong

Viaggio a Hong Kong mette insieme due percorsi che si incontrano di rado: quello di un autore francese abituato a scrivere per attori precisi e quello di un interprete italiano che ha attraversato cinquant'anni di teatro di ricerca e di poesia. Il mio consiglio è di scegliere la replica più comoda per il rientro, di arrivare con un margine per una passeggiata davanti al Gazometro e di lasciarsi guidare dal ritmo della voce senza cercare una trama. Chi ama la parola a teatro troverà una serata da ricordare; chi vuole un'idea più ampia del lavoro di Lombardi può affiancarla all'Edipus di Testori in programma nei mesi successivi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Novembre 2026 20:00 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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