Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall’8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Scarlet è l'installazione in porcellana rossa di Emanuela Mastria, a cura di Roberta Melasecca, che inaugura giovedì 8 ottobre 2026 alle 18.00 la stagione espositiva di blowart contemporary space, Via dei Savorelli 34a, Roma, nel quartiere Aurelio; resta visibile fino al 17 gennaio 2027. Dopo l'inaugurazione la mostra si visita su appuntamento, telefonando al 349 4945612; per la Giornata del Contemporaneo di sabato 10 ottobre lo spazio apre al pubblico, e durante Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre, sono previsti momenti di approfondimento con giorni e orari che lo spazio comunicherà. Il comunicato ufficiale non indica un biglietto d'ingresso; i contatti sono il numero già citato e l'indirizzo associazioneblowart@gmail.com. Per i mezzi pubblici conviene impostare il percorso verso Via dei Savorelli sul calcolatore ufficiale ATAC.

Scarlet di Emanuela Mastria, la mostra in breve
Scarlet è una mostra personale costruita su un'unica parete: circa duecento petali scarlatti in porcellana, disseminati da Emanuela Mastria sul muro bianco di blowart.
L'opera
L'artista realizza un'installazione site-specific, pensata cioè per quello spazio e per quella parete. I petali sono circa duecento, modellati uno per uno e fissati sfiorando il muro in un solo punto alla volta, con un gesto che la curatrice definisce intrinsecamente consapevole.
La durata
L'installazione resta in sala dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027: più di tre mesi, un tempo lungo che attraversa l'autunno, le feste di fine anno e l'inizio del nuovo anno.
Le date da segnare
Tre momenti si distinguono: l'inaugurazione di giovedì 8 ottobre alle 18.00, l'apertura per la Giornata del Contemporaneo di sabato 10 ottobre e gli approfondimenti durante Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre. Per il resto del periodo la visita si concorda per telefono.
Il rosso dentro la porcellana
Emanuela Mastria lavora di solito la porcellana bianca; per Scarlet la porcellana è rossa, e il colore è dentro l'impasto stesso.
Una scelta tecnica
Non si tratta di una superficie dipinta o smaltata dopo la cottura. Il rosso, scrive la curatrice Roberta Melasecca, è nell'impasto: ogni petalo è rosso fino al cuore della materia. È un dettaglio che cambia il modo di guardare l'opera, perché il colore non è una pelle ma la sostanza stessa del petalo.
Perché scarlatto
Nel testo critico che accompagna la mostra, lo scarlatto è descritto come il primo colore che i neonati riconoscono quando aprono gli occhi sul mondo: essenza e vita, soffio primigenio. Scarlet, prosegue il testo, è anche un nome di donna.
I rossi della memoria civile
Il rosso evocato dalla curatrice è quello delle scarpe rosse e delle panchine rosse; quello delle rose rosse che accompagnano lo slogan Vogliamo il pane e anche le rose; quello delle fragole rosse ricamate sul fazzoletto di Desdemona. Il rosso, conclude il testo, è materia che prende forma dalle mani e dal pensiero.
Gentilezza e resistenza: una staffetta di parole
Scarlet è pensata come l'inizio di un percorso: l'installazione parte da due parole, gentilezza e resistenza, e vuole innescare una staffetta di parole che proseguirà con le mostre successive di blowart.
Che cosa si discute
Secondo il comunicato, la staffetta serve ad approfondire il sistema che lega le persone all'ecosistema di cui fanno parte, le modalità con cui si modificano gli habitat e le comunità, le relazioni che si instaurano in essi. Sono temi che lo spazio considera particolarmente urgenti.
Una struttura indefinita
Il testo della curatrice insiste su un punto: Scarlet possiede una struttura indefinita, e proprio per questo delinea una nuova grammatica umana, urbana e sociale. L'opera genera un luogo indipendente e lascia spazio alle parole e alle riflessioni di chi la guarda. Il testo si chiude con un invito diretto al pubblico: a voi, dunque, la parola.
L'arte come la poesia
Nel testo si legge anche una riflessione sul linguaggio dell'arte: come la poesia, l'arte non media su niente, per la sua essenza deliberatamente indeterminata. Per questo, scrive Melasecca, l'arte si permette di dire e chi guarda ha l'occasione di confrontarsi e discutere, oltre che di guardare.
Chi è Emanuela Mastria
Emanuela Mastria è un'artista visiva nata a Roma, dove vive e lavora, e ha scelto la porcellana come materiale privilegiato.
La formazione
Dopo il diploma al liceo artistico, nel 2013 si laurea in Lettere e Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre. Fra il 2012 e il 2015 studia ceramica alla Scuola d'Arte Nicola Zabaglia di Roma, ed è lì che sceglie la porcellana per farne voce di messaggi e visioni contemporanee. Per approfondire le tecniche frequenta poi workshop specialistici.
Il linguaggio
Il suo lavoro si concentra soprattutto sulle installazioni site-specific in porcellana. Con minor frequenza realizza opere pittoriche ad acquerello. Il segno ricorrente è un materiale fragile e prezioso usato per parlare di temi civili.
Il fazzoletto di Desdemona
Fra i progetti più noti c'è Il fazzoletto di Desdemona, esposto nel 2021 nella Biblioteca Vallicelliana: cento fazzoletti in porcellana bianca, ognuno dedicato a una donna vittima di femminicidio, con le iniziali scritte in rosso. Il riferimento è a Desdemona, la protagonista femminile dell'Otello di Shakespeare, e alle fragole rosse ricamate sul suo fazzoletto.
Ectoderma e le collettive
Nel 2023 ha presentato Ectoderma alla Biblioteca Carminella di Roma. Ha partecipato a oltre quaranta collettive, in spazi espositivi e musei come il Museo Civico di Zoologia di Roma, il MACRO, il Museo delle Civiltà, la Galleria Gallerati, Villa Sciarra, il MAAM, il Museo della Ceramica della Tuscia a Viterbo, il Palazzo delle Esposizioni di Faenza e il Museo del Bijou di Casalmaggiore.
Collezioni e premi
Le sue opere sono entrate nelle collezioni del Museo del Bijou di Casalmaggiore, di Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella e del MAAM di Roma. Ha vinto nel 2013 il primo premio della sezione scuola di Forme e colori della terra di Tuscia, a Viterbo, con l'opera Driope, e il terzo concorso di design Raffa&Là, a Roma, con Yakamoz; nel 2018 il primo premio de Il Sapere delle mani al Museo del Fiume di Nazzano con Ginkgo; nel 2025 il Nice & Fair Talent Prize di Paratissima Kosmos a Moncalieri con Bianca Flut.
Per chi è Scarlet
Scarlet è una mostra che parla a pubblici diversi, anche a chi non frequenta abitualmente le gallerie d'arte contemporanea.
Per chi ama la ceramica
Chi si interessa di ceramica trova in Scarlet un uso poco comune della porcellana: colorata nell'impasto, modellata in forme piccole e ripetute, montata a parete come un disegno nello spazio. È un modo di lavorare il materiale lontano dall'oggetto d'uso e vicino all'installazione.
Per chi segue i temi civili
Chi conosce il lavoro di Emanuela Mastria sul femminicidio, a partire da Il fazzoletto di Desdemona, ritrova in Scarlet lo stesso rosso e lo stesso modo di trasformare un simbolo in materia. Il tono, però, è diverso: qui il punto di partenza sono due parole positive, gentilezza e resistenza.
Per chi vive nel quartiere
blowart dichiara di voler costruire reti territoriali e piccole comunità. Per chi abita all'Aurelio, uno spazio per il contemporaneo a pochi passi da casa è un'occasione rara in un quartiere prevalentemente residenziale, e la formula su appuntamento permette di passarci con calma anche più volte nel corso dei mesi.
La curatrice Roberta Melasecca
Roberta Melasecca cura la mostra ed è la direttrice artistica di blowart contemporary space, sede dell'associazione culturale blowart.
Curatela e ufficio stampa
Il suo nome è familiare a chi segue l'arte contemporanea a Roma: con la sua agenzia di comunicazione cura l'ufficio stampa di molte mostre in città, e attraverso l'associazione blowart promuove progetti espositivi propri. Con Scarlet inaugura la stagione di uno spazio nuovo, che dirige in prima persona.
Il testo critico
Il testo che accompagna Scarlet è firmato dalla curatrice e ha un tono più poetico che accademico: una serie di frasi brevi, costruite sulla ripetizione della parola rosso, che conducono il visitatore dentro l'installazione.
blowart contemporary space, il nuovo spazio dell'Aurelio
blowart contemporary space è un nuovo spazio per il contemporaneo in Via dei Savorelli 34a, nel quartiere Aurelio, sede dell'associazione culturale blowart.
L'idea dello spazio
Il comunicato descrive blowart come un luogo nato dal desiderio di costruire reti territoriali e generare piccole comunità collaboranti e resistenti, nella convinzione che l'arte sia uno strumento potente di dialogo e di pensiero critico.
Un luogo per fermarsi
Lo spazio si presenta come un luogo dove fermarsi, respirare, parlare, discutere, studiare, leggere, riunirsi, raccontare l'arte e raccontarsi, condividere tempo e incontrare persone, idee e progetti. Scarlet è la mostra che inaugura questa vocazione.
Visite su appuntamento
Fuori dalle giornate speciali la mostra si visita su appuntamento al 349 4945612. È la formula tipica degli spazi indipendenti: richiede una telefonata in più, ma garantisce una visita tranquilla, spesso con la possibilità di parlare con chi ha curato la mostra.
Il quartiere Aurelio
Aurelio è il tredicesimo quartiere di Roma, indicato come Q. XIII, nato fra i primi quindici nel 1911 e istituito ufficialmente nel 1921; prende il nome dalla via Aurelia.
Dove si trova
Il quartiere è nell'area ovest della città, a ridosso delle Mura leonine e delle Mura aureliane. Confina a nord con il Trionfale e con la Città del Vaticano, a est con i rioni Borgo e Trastevere, a sud con il Gianicolense.
Ville e chiese
Nel territorio del quartiere si trovano Villa Carpegna e Villa Abamelek, il Parco regionale urbano del Pineto e numerose chiese, fra cui San Pio V, San Gregorio VII e Santa Maria delle Grazie alle Fornaci. Fra i siti archeologici l'enciclopedia ricorda la catacomba di Calepodio, Porta Cavalleggeri e Porta San Pancrazio.
Le strade dei cardinali
Una curiosità del quartiere è la toponomastica: per la vicinanza con il Vaticano, la maggior parte delle strade è dedicata a pontefici e cardinali. Nella parte settentrionale le vie ricordano invece giuristi, e a nord ovest letterati e umanisti.
Come arrivare a blowart contemporary space
blowart contemporary space è in Via dei Savorelli 34a, nel quartiere Aurelio, Municipio XIII, codice postale 00165.
Con i mezzi pubblici
Per scegliere linee e fermate il riferimento più affidabile è il calcolatore di percorso ufficiale ATAC, che indica i collegamenti aggiornati verso Via dei Savorelli. Conviene consultarlo prima di partire, soprattutto per l'inaugurazione delle 18.00.
In auto
L'Aurelio è un quartiere residenziale: nelle ore serali la sosta su strada può richiedere qualche giro. Chi arriva in auto fa bene a calcolare un margine di tempo.
Prima di partire
Poiché la mostra si visita su appuntamento, il primo passo è la telefonata al 349 4945612: si fissa l'orario e si chiede conferma dell'indirizzo e dell'ingresso.
Una curiosità su Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
La curiosità di Scarlet è nel numero. I petali in porcellana sono circa duecento, e duecento è anche, nel lavoro di Emanuela Mastria, il doppio dei fazzoletti del progetto Il fazzoletto di Desdemona, che erano cento. Non c'è, nei testi ufficiali, un legame dichiarato fra le due cifre; ma il rimando fra le due opere è esplicito, perché il testo critico di Scarlet cita proprio le fragole rosse del fazzoletto dedicato a Desdemona.
Il secondo dettaglio riguarda il nome. Scarlet in inglese indica il rosso scarlatto, ma è anche un nome proprio femminile: la curatrice gioca su questa doppia lettura, e l'installazione diventa al tempo stesso un colore e una donna.
C'è infine una curiosità tecnica. La porcellana è un materiale che la tradizione associa al bianco, alla purezza, alla tavola apparecchiata. Colorarla nell'impasto, e non in superficie, significa rinunciare al gesto decorativo per un colore che appartiene alla materia. A nostro giudizio è la scelta che dà forza all'opera: il rosso non si può grattare via.
Una cosa che non ti dice nessuno su Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Quello che raramente si dice delle mostre su appuntamento è che sono un'occasione, non un ostacolo. Chi telefona per fissare la visita a Scarlet ottiene di solito qualcosa che i grandi musei non offrono: la possibilità di vedere l'opera da solo, o quasi, e di parlarne con chi lavora nello spazio.
C'è poi una questione di luce. Un'installazione di duecento petali rossi su una parete bianca cambia molto secondo l'ora e l'illuminazione: le ombre che ogni petalo proietta sul muro fanno parte dell'opera, perché ogni elemento sfiora la parete in un solo punto e resta sospeso. Fissare l'appuntamento in momenti diversi della giornata può restituire due esperienze diverse.
Un'ultima nota pratica: sugli orari della Giornata del Contemporaneo del 10 ottobre le fonti ufficiali non concordano. Il testo del comunicato indica un'apertura dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; la scheda informativa in coda allo stesso comunicato indica solo la fascia dalle 16 alle 19. Il consiglio è di scegliere il pomeriggio, che compare in entrambe le versioni, o di telefonare prima.
Il consiglio che ti do per visitare Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Il consiglio è di andare a Scarlet due volte. La prima all'inaugurazione di giovedì 8 ottobre alle 18.00, quando lo spazio apre la sua stagione e si possono incontrare l'artista e la curatrice. La seconda in un momento più tranquillo, su appuntamento, per stare davanti alla parete con calma e guardare i petali uno per uno.
Chi ha poco tempo può puntare sulla settimana di Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre, quando blowart propone momenti di approfondimento sull'installazione. Giorni e orari, annuncia il comunicato, saranno comunicati a breve: conviene tenere d'occhio i canali ufficiali dello spazio.
Un suggerimento sul modo di guardare: Scarlet è pensata come l'avvio di una staffetta di parole, a partire da gentilezza e resistenza. Vale la pena arrivare con una parola propria da lasciare, idealmente, alla conversazione. È lo spirito con cui il testo della curatrice si chiude, cedendo la parola al pubblico.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il fazzoletto di Desdemona abbia un ruolo decisivo nell'Otello di Shakespeare è un fatto noto a chiunque conosca la tragedia. Meno spesso si ricorda il dettaglio delle fragole rosse che lo decorano, citate anche nel testo critico di Scarlet. Emanuela Mastria parte da quel dettaglio per il suo progetto più noto, Il fazzoletto di Desdemona: cento fazzoletti in porcellana bianca, uno per ogni donna vittima di femminicidio, con le iniziali scritte in rosso.
Il testo di Scarlet riprende quelle fragole rosse e le mette accanto ad altri simboli del rosso civile: le scarpe rosse, le panchine rosse e le rose rosse dello slogan Vogliamo il pane e anche le rose.
A nostro giudizio è questo il filo che rende Scarlet più di un'installazione decorativa. I petali sono belli, ma il rosso porta con sé una storia precisa. Chi visita la mostra dopo aver letto queste righe la guarda con occhi diversi.
La foto giusta da fare a Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
La foto giusta di Scarlet si fa in due tempi. Il primo scatto è d'insieme: la parete bianca intera, con i duecento petali rossi distribuiti sulla superficie. È l'immagine che restituisce la composizione e il rapporto fra il colore e lo spazio vuoto.
Il secondo scatto è di dettaglio. Avvicinandosi, si coglie il modo in cui ogni petalo sfiora il muro in un solo punto e proietta una piccola ombra. Una foto ravvicinata, con la luce radente, mostra la superficie della porcellana e il rosso che, essendo nell'impasto, non ha la lucentezza uniforme di uno smalto.
Le immagini ufficiali della mostra diffuse con la cartella stampa sono del fotografo Giorgio Benni: guardarle prima della visita aiuta a capire quali inquadrature valorizzano l'opera. Prima di pubblicare le proprie foto, come sempre negli spazi espositivi, conviene chiedere allo staff se ci sono indicazioni particolari.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
blowart contemporary space è uno spazio nuovo, e il primo avvenimento della sua storia espositiva è proprio Scarlet, che inaugura la stagione l'8 ottobre 2026. La mostra partecipa poi alla ventiduesima Giornata del Contemporaneo del 10 ottobre 2026 e a Rome Art Week dal 19 al 25 ottobre.
Il quartiere che ospita lo spazio ha una storia più lunga. L'Aurelio nasce fra i primi quindici quartieri di Roma nel 1911 e viene istituito ufficialmente nel 1921, prendendo il nome dalla via Aurelia, una delle grandi strade consolari. Nel suo territorio l'enciclopedia ricorda la catacomba di Calepodio, fra i luoghi più antichi dell'area, e le porte delle mura che lo delimitano: Porta Cavalleggeri, lungo le Mura leonine, e Porta San Pancrazio.
La storia del quartiere è segnata dalla vicinanza al Vaticano, al punto che la toponomastica è dedicata in gran parte a papi e cardinali. Fra le ville storiche spiccano Villa Carpegna e Villa Abamelek. Nel tempo il quartiere ha ospitato istituzioni come il Pontificio istituto di musica sacra, nella sede didattica legata alla parrocchia di San Pio V, e strutture ospedaliere come l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata e l'Ospedale San Carlo di Nancy.
Chi è passato da Scarlet di Emanuela Mastria a blowart contemporary space — dall'8 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Il primo nome è quello dell'artista, Emanuela Mastria, che ha realizzato l'installazione direttamente sulla parete dello spazio. Con lei la curatrice Roberta Melasecca, direttrice artistica di blowart, e il fotografo Giorgio Benni, autore delle immagini ufficiali della mostra.
Le opere di Emanuela Mastria, prima di arrivare in Via dei Savorelli, sono passate da luoghi importanti della città: la Biblioteca Vallicelliana, che nel 2021 ha ospitato Il fazzoletto di Desdemona; la Biblioteca Carminella, sede di Ectoderma nel 2023; il MACRO, il Museo delle Civiltà, Villa Sciarra, il MAAM e il Museo Civico di Zoologia per le collettive. Fuori Roma il suo lavoro è passato dal Museo della Ceramica della Tuscia di Viterbo, dal Palazzo delle Esposizioni di Faenza, dal Museo del Bijou di Casalmaggiore e da Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella, che ne conservano alcune opere.
Durante i mesi di apertura passeranno da blowart i visitatori della Giornata del Contemporaneo e di Rome Art Week. È la comunità che lo spazio dichiara di voler costruire: piccola, collaborante e, per usare le sue parole, resistente.
Che cosa c'è intorno a blowart
Il quartiere Aurelio confina con alcuni dei luoghi più visitati di Roma.
Il Vaticano
A nord est il quartiere confina con la Città del Vaticano: la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani sono i riferimenti più vicini per chi vuole abbinare una visita classica a una mostra contemporanea.
Le ville
Nel territorio del quartiere si trovano Villa Carpegna e il Parco regionale urbano del Pineto, aree verdi frequentate soprattutto da chi abita in zona.
Le porte delle mura
Ai margini del quartiere si trovano Porta Cavalleggeri e Porta San Pancrazio, due accessi storici alla città citati fra i siti archeologici dell'Aurelio.
Dove mangiare vicino a Via dei Savorelli
L'Aurelio è un quartiere residenziale, e l'offerta per mangiare è quella di una zona abitata più che turistica.
Dopo l'inaugurazione
L'inaugurazione delle 18.00 si chiude all'ora dell'aperitivo: nelle vie principali del quartiere ci sono bar e caffè di vicinato.
Una cena di quartiere
Per cenare si trovano trattorie e pizzerie frequentate dai residenti, con prezzi in genere più contenuti rispetto alle zone a ridosso del Vaticano. Il venerdì e il sabato sera conviene prenotare.
Verso Borgo e Prati
Chi preferisce una scelta più ampia può spostarsi verso Borgo e Prati, sull'altro lato delle Mura leonine.
Informazioni pratiche e accessibilità
Le regole per visitare Scarlet sono poche e chiare.
Quando
Inaugurazione giovedì 8 ottobre 2026 alle 18.00. Dal giorno dopo e fino al 17 gennaio 2027 visite su appuntamento al 349 4945612. Sabato 10 ottobre apertura per la Giornata del Contemporaneo, con l'orario pomeridiano dalle 16 alle 19 indicato in entrambe le versioni del comunicato.
Ingresso
Il comunicato non indica un biglietto d'ingresso. Per ogni dubbio i contatti sono il numero dello spazio e l'indirizzo associazioneblowart@gmail.com.
Accessibilità
Le informazioni sull'accessibilità dello spazio non sono pubblicate nel comunicato: chi ha esigenze specifiche può chiederle al momento della prenotazione.
Con i bambini
Un'installazione di petali rossi può incuriosire anche i più piccoli, che vanno però tenuti per mano: la porcellana è fragile e i petali sfiorano la parete in un solo punto.
Come organizzare la visita a Scarlet
Scarlet si vede in poco tempo, ma la visita va preparata, perché lo spazio funziona su appuntamento.
La telefonata
Il primo passo è chiamare il 349 4945612, lo stesso numero indicato per i contatti con la curatrice. Al telefono si concorda giorno e ora; conviene indicare quante persone saranno presenti, perché uno spazio indipendente lavora meglio con visite piccole.
Quanto tempo serve
L'installazione è su un'unica parete: per guardarla con attenzione bastano venti minuti, che diventano di più se si coglie l'occasione per parlare dell'opera e del progetto di blowart. Chi vuole leggere il testo critico prima di entrare trova il comunicato completo sul sito dell'ufficio stampa.
Abbinare un'altra visita
La mostra resta aperta fino al 17 gennaio 2027: chi arriva da fuori quartiere può abbinarla, nella stessa mezza giornata, a una visita nell'area vaticana, che confina con l'Aurelio, oppure a un'altra mostra d'autunno. Nelle settimane di dicembre la visita si concilia bene con le passeggiate prenatalizie in centro.
Le giornate più ricche
Per chi preferisce non prenotare, le occasioni sono due: il pomeriggio del 10 ottobre per la Giornata del Contemporaneo e i giorni di Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre, quando il programma di approfondimenti trasforma la visita in un momento di discussione.
L'autunno dell'arte contemporanea a Roma
Scarlet si inserisce in un calendario fitto. Il 10 ottobre la Giornata del Contemporaneo 2026 apre musei e spazi in tutta Italia; dal 19 al 25 ottobre Rome Art Week porta il pubblico in gallerie, fondazioni e studi d'artista. Chi visita blowart in quelle giornate può costruire un itinerario che tocca spazi indipendenti e grandi istituzioni, come il MACRO.
Domande frequenti su Scarlet di Emanuela Mastria
Quando si inaugura Scarlet di Emanuela Mastria?
Scarlet di Emanuela Mastria si inaugura giovedì 8 ottobre 2026 alle 18.00 a blowart contemporary space, in Via dei Savorelli 34a a Roma. La mostra, curata da Roberta Melasecca, resta visibile fino al 17 gennaio 2027.
Come si visita Scarlet dopo l'inaugurazione?
Dopo l'inaugurazione Scarlet si visita su appuntamento, telefonando al 349 4945612. Le aperture al pubblico senza prenotazione indicate dal comunicato sono la Giornata del Contemporaneo del 10 ottobre e gli approfondimenti di Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre, con orari da comunicare.
Quanto costa l'ingresso alla mostra?
Il comunicato ufficiale di Scarlet non indica un biglietto d'ingresso. Per conferme conviene chiedere al momento della prenotazione, al 349 4945612 o all'indirizzo associazioneblowart@gmail.com.
Che cos'è l'installazione Scarlet?
Scarlet è un'installazione site-specific di circa duecento petali in porcellana rossa, con il colore nell'impasto, distribuiti da Emanuela Mastria su un'unica parete bianca di blowart. Parte da due parole, gentilezza e resistenza, e avvia una staffetta di riflessioni.
Chi è Emanuela Mastria?
Emanuela Mastria è un'artista romana che lavora soprattutto la porcellana in installazioni site-specific. Si è laureata in Lettere e Filosofia a Roma Tre e ha studiato ceramica alla Scuola d'Arte Nicola Zabaglia; è autrice del progetto Il fazzoletto di Desdemona, esposto alla Biblioteca Vallicelliana nel 2021.
Che orari ha la mostra il 10 ottobre?
Per la Giornata del Contemporaneo del 10 ottobre blowart apre Scarlet al pubblico, ma le due parti del comunicato non coincidono: una indica 10-13 e 16-19, l'altra solo 16-19. La fascia pomeridiana, dalle 16 alle 19, è indicata in entrambe.
Dove si trova blowart contemporary space?
blowart contemporary space si trova in Via dei Savorelli 34a, nel quartiere Aurelio, a ovest del Vaticano. È la sede dell'associazione culturale blowart, diretta da Roberta Melasecca. Per i mezzi pubblici il riferimento è il calcolatore di percorso ATAC.
Il consiglio finale su Scarlet di Emanuela Mastria
Scarlet è una mostra fatta di una sola parete, e proprio per questo chiede attenzione. A nostro giudizio vale la visita per due ragioni: il rosso nell'impasto della porcellana, che trasforma un materiale associato al bianco in un colore civile, e la possibilità di vedere un'opera in uno spazio nuovo, con il tempo di guardarla davvero. Il consiglio è di telefonare, fissare l'appuntamento e arrivare con una parola da aggiungere alla staffetta che l'artista ha cominciato con gentilezza e resistenza.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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