I documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all’11 ottobre 2026
I documentari di Internazionale a Roma 2026 sono in programma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026 nella Sala Cinema del Palazzo Esposizioni Roma, con ingresso dalla scalinata di via Milano 9a; il palazzo è in via Nazionale 194, 00184 Roma. Sei film in tre giorni, due al giorno, alle 17 e alle 20, tutti in versione originale con sottotitoli in italiano. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, con prenotazione consigliata: le prenotazioni si fanno sulla pagina di ciascun film del sito ufficiale del Palazzo Esposizioni dalle 9 di lunedì 5 ottobre fino a due ore prima della proiezione. Chi prenota deve arrivare dieci minuti prima dell'inizio, altrimenti il posto viene assegnato al pubblico in attesa. Il Palazzo si raggiunge con gli autobus 64, 70, 71, 117, 170 e H, che fermano davanti all'edificio alla fermata Nazionale/Palazzo Esposizioni, con la metro A alla fermata Repubblica o con la metro B a Cavour. La rassegna è curata da CineAgenzia per il settimanale Internazionale.

I documentari di Internazionale a Roma 2026 in breve
I documentari di Internazionale a Roma sono una rassegna di cinema del reale che il Palazzo Esposizioni torna a ospitare nel 2026, dopo il festival di giornalismo di Ferrara organizzato dal settimanale. I film sono selezionati nei maggiori festival del mondo da CineAgenzia per Internazionale.
La presentazione ufficiale parte da una sensazione comune: ascoltare le notizie e guardare il mondo di questi tempi può paralizzare, lasciare sopraffatti dalla preoccupazione per il futuro delle società, dei valori, del pianeta. L'edizione 2026 prende sul serio questo rischio di alienazione davanti a crisi geopolitiche che sembrano non dare tregua, e riparte da diritti e lotte vicini alla vita di ciascuno: storie che diventano esempi concreti, strumenti di consapevolezza e di resistenza.
Tre i temi al centro della selezione: i diritti delle donne, i diritti digitali di fronte alle derive delle grandi aziende tecnologiche e la libertà di istruzione e di pensiero dentro le guerre culturali contemporanee. Un sesto film, dedicato a Gaza, garantisce quello che la presentazione chiama il controcampo essenziale, senza cui ogni lotta resterebbe vana.
La rassegna occupa un fine settimana speciale per il Palazzo: venerdì 9 ottobre, giorno della prima proiezione, apre nelle sale del piano nobile anche la mostra fotografica dedicata a Richard Avedon. Per tre giorni il pubblico dei documentari e quello delle mostre si incrociano negli stessi spazi, fra la Sala Cinema di via Milano, il Caffè del Piano zero e la facciata di via Nazionale. Per chi ama il racconto della realtà, fra fotografia e cinema documentario, è un'occasione rara di vedere le due cose nello stesso edificio e nello stesso giorno.
Il programma dei documentari di Internazionale giorno per giorno
Il programma dei documentari di Internazionale a Roma 2026 prevede sei proiezioni nella Sala Cinema del Palazzo Esposizioni: due venerdì 9, due sabato 10 e due domenica 11 ottobre, sempre alle 17 e alle 20.
Venerdì 9 ottobre
Alle 17 First They Came For My College di Patrick Bresnan, Stati Uniti, 2026, 105 minuti. Alle 20 The Sandbox di Kenya-Jade Pinto, Canada, 2026, 90 minuti. La prima giornata è dedicata alla libertà accademica e alla sorveglianza digitale.
Sabato 10 ottobre
Alle 17 #SainteJulie di Giulia Montineri, Francia, 2026, 104 minuti. Alle 20 Gaza's Twins, Come Back to Me di Mohammed Sawwaf, produzione di Palestina, Qatar e Paesi Bassi, 2025, 95 minuti. È la giornata più dura della rassegna: un femminicidio in Corsica e una famiglia separata dalla guerra.
Domenica 11 ottobre
Alle 17 Filthy di Bàrbara Mestanza e Marc Pujolar, Spagna, 2026, 82 minuti. Alle 20 Techplomacy di Susanne Kovács, Danimarca, 2026, 93 minuti. La rassegna si chiude fra la violenza sessuale raccontata in prima persona e la diplomazia dei diritti digitali.
Come scegliere il film giusto
Con sei titoli in tre giorni, la scelta dipende dagli interessi. Chi segue la politica americana e il dibattito sull'università troverà in First They Came For My College il film più vicino alle cronache degli ultimi anni. Chi si occupa di tecnologia e privacy ha due titoli complementari: The Sandbox, sul lato più duro della sorveglianza ai confini, e Techplomacy, sul tentativo di governarla con la diplomazia. Chi è interessato ai diritti delle donne ha #SainteJulie e Filthy, due film diversissimi, uno collettivo e uno autobiografico. E chi vuole capire la guerra dal punto di vista di una famiglia ha il film di Mohammed Sawwaf. Le durate vanno dagli 82 minuti di Filthy ai 105 di First They Came For My College: calcolate che le proiezioni delle 20 finiscono intorno alle 21.30 o poco dopo.
I sei film dei documentari di Internazionale 2026
I sei film dei documentari di Internazionale a Roma 2026 arrivano da Stati Uniti, Canada, Francia, Palestina, Spagna e Danimarca, e cinque su sei sono produzioni del 2026: sono quindi fra i titoli più recenti del circuito dei festival internazionali.
First They Came For My College
Il documentario di Patrick Bresnan racconta il New College of Florida, piccola università pubblica di eccellenza, quando il governatore Ron DeSantis ne prende il controllo nominando sei nuovi membri del consiglio di amministrazione, che negano la conferma in ruolo a cinque professori. Il campus, spazio sicuro da decenni per studenti e docenti queer e trans, diventa il fronte di un attacco nazionale al cosiddetto woke e all'autonomia accademica. Il regista spiega di aver cominciato a filmare nell'aprile 2023, su invito di un'ex studentessa, e di aver scelto una collaborazione prolungata con gli studenti, dando voce alla generazione più colpita.
The Sandbox
Il film di Kenya-Jade Pinto esplora i confini globali dove le tecnologie di sorveglianza e l'intelligenza artificiale decidono chi deve vivere e chi morire, dall'Arizona al Mediterraneo. Droni, cani robotici, algoritmi: il sistema viene presentato come sicurezza e, secondo il film, prefigura un controllo totale destinato ad arrivare nelle città. La regista racconta di aver capito il senso del suo lavoro davanti alla barriera che divide in due la città di Sasabe, fra Stati Uniti e Messico, nel deserto di Sonora.
#SainteJulie
Il 3 marzo 2019, in Corsica, Julie Douib viene uccisa dall'ex marito: un femminicidio annunciato. Giulia Montineri, cresciuta a L'Île-Rousse, il paese dove è avvenuto il delitto, conosceva molte delle persone coinvolte. Il film non ricostruisce il crimine, ma indaga ciò che lo circonda: il sessismo quotidiano, le idee tramandate sulla mascolinità, l'onore e la famiglia, la resistenza femminista e il trauma collettivo, attraverso i miti locali di Santa Giulia e del Catenacciu.
Gaza's Twins, Come Back to Me
Un mese dopo l'inizio del conflitto a Gaza, Rania partorisce tre gemelli in un ospedale assediato. Uno muore; i due sopravvissuti vengono evacuati verso sud, separati dalla madre rimasta intrappolata nel nord. Il documentario di Mohammed Sawwaf segue per sedici mesi la loro odissea. Il regista, ferito in un attacco aereo nel novembre 2023, ha diretto le riprese da nord mentre la sua troupe lavorava a sud, divisa come la famiglia che raccontava.
Filthy
L'attrice spagnola Bàrbara Mestanza subisce un abuso sessuale durante un massaggio. Trasforma il trauma in uno spettacolo teatrale e poi, con Marc Pujolar, in questo film: un percorso che la porta, sei anni dopo, a rintracciare l'aggressore, a sfidare la mascolinità tossica e a ottenere giustizia alle sue condizioni, chiedendosi anche perché allora non avesse reagito.
Techplomacy
Anne Marie Engtoft Meldgaard è la prima ambasciatrice per la tecnologia nominata dalla Danimarca per rappresentare i cittadini di fronte ai giganti del web. Il film di Susanne Kovács la segue mentre discute regole, responsabilità e diritti digitali con le aziende più potenti del mondo. La regista spiega di voler capire che cosa succede alla democrazia quando il dibattito pubblico si sposta dalla piazza alle piattaforme commerciali globali.
Chi cura la rassegna: CineAgenzia e Internazionale
I documentari di Internazionale a Roma sono curati da CineAgenzia per il settimanale Internazionale, che seleziona i film nei maggiori festival mondiali e li presenta prima al proprio festival di giornalismo a Ferrara e poi a Roma, al Palazzo Esposizioni.
Da Ferrara a Roma
Il percorso della rassegna è sempre lo stesso: i documentari vengono proposti al festival di Internazionale a Ferrara e, dopo, arrivano nella Sala Cinema di via Milano. Per il pubblico romano è l'occasione di vedere in tre giorni una parte della selezione, gratuitamente e in versione originale sottotitolata.
Una linea editoriale
La rassegna dichiara di tornare ogni anno a riflettere sui grandi temi di attualità e diritti umani, e questa continuità si vede anche nelle scelte del 2026: la presentazione scrive esplicitamente che la rassegna continua a parlare di Palestina. È un cinema del reale di taglio giornalistico, coerente con la rivista che gli dà il nome, e ogni scheda sul sito del Palazzo è accompagnata da una nota di regia in cui l'autore spiega le proprie ragioni.
Il Palazzo Esposizioni Roma e la sua Sala Cinema
Il Palazzo delle Esposizioni, oggi Palazzo Esposizioni Roma, fu inaugurato il 21 gennaio 1883 su progetto di Pio Piacentini, vincitore di un concorso nazionale: fu il primo edificio in Italia interamente dedicato alle belle arti, pur non essendo un museo. La nostra scheda sul Palazzo delle Esposizioni ne racconta la storia completa.
Due concorsi e un motto latino
Il primo concorso fu bandito nel 1876 senza indicare l'area: arrivarono quaranta progetti, esposti al Collegio Romano. Un secondo bando fissò l'area di via Nazionale e raccolse settantaquattro progetti. Vinse, dopo molte polemiche, quello di Pio Piacentini, contrassegnato dal motto Sit quod vis simplex et unum. I lavori cominciarono nel 1880.
Un palazzo a due quote
L'edificio è costruito a mezzacosta: la facciata monumentale con la scalinata guarda su via Nazionale, mentre sul retro e sui fianchi il palazzo si affaccia su strade a livelli diversi, via Milano e via Piacenza. Per questo la Sala Cinema ha un ingresso proprio, dalla scalinata di via Milano 9a, indicato nelle informazioni della rassegna.
La Serra e la ristrutturazione
Nel progetto originario la parte posteriore era coperta da una grande serra in ferro e vetro, abbattuta negli anni Trenta. Con la ristrutturazione avviata nel 2003 l'architetto Paolo Desideri ne ha ricavato una nuova Serra di 2.000 metri quadrati, che oggi ospita il ristorante; il progetto definitivo della ristrutturazione è di Firouz Galdo, e Michele De Lucchi ha firmato la direzione artistica, l'illuminazione, gli arredi e la segnaletica.
Una curiosità sui documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all'11 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda il modo in cui il Palazzo presenta i film. Ogni documentario della rassegna ha una scheda con due testi: una sinossi e una nota firmata dal regista, in prima persona. Leggerle prima della proiezione cambia il modo di guardare i film. Si scopre che Patrick Bresnan ha cominciato a girare per una telefonata di un'amica, ex studentessa del college; che Giulia Montineri conosceva l'assassino di Julie Douib; che Mohammed Sawwaf, ferito in un bombardamento, dirigeva a distanza una troupe tagliata in due dal fronte; che Bàrbara Mestanza racconta la propria storia. Sono documentari in cui chi filma è dentro la vicenda, non un osservatore distaccato.
La seconda curiosità è geografica. I sei film coprono tre continenti e una varietà di confini reali e simbolici: il muro fra Stati Uniti e Messico a Sasabe, la linea che divide la Striscia di Gaza fra nord e sud, un paese corso dove tutti si conoscono, un campus della Florida, i palazzi del potere digitale. La rassegna li mette uno accanto all'altro in una sala di via Milano, nel palazzo costruito per esporre le arti della nuova capitale.
Una cosa che non ti dice nessuno sui documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all'11 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che la prenotazione, pur consigliata e non obbligatoria, ha regole precise che conviene conoscere. Le prenotazioni si aprono alle 9 di lunedì 5 ottobre, sulla pagina di ciascun film, e chiudono due ore prima della proiezione. Chi prenota deve presentarsi almeno dieci minuti prima dell'inizio: dopo, il posto passa al pubblico in fila all'ingresso. E chi non può venire è pregato di cancellare la prenotazione dalla propria area riservata sul sito, per lasciare il posto ad altri.
Il rovescio della medaglia è una buona notizia per chi decide all'ultimo: anche senza prenotazione si può entrare, fino a esaurimento dei posti, presentandosi prima dell'inizio. Le prenotazioni non confermate in tempo liberano posti, e la fila all'ingresso di via Milano è spesso la via d'accesso per chi non ha fatto in tempo.
La seconda cosa riguarda l'ingresso: la Sala Cinema non si raggiunge dalla scalinata monumentale di via Nazionale, ma dalla scalinata di via Milano 9a. Chi arriva in autobus e scende davanti alla facciata deve girare l'angolo.
Il consiglio che ti do per visitare i documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all'11 ottobre 2026
Il consiglio è scegliere una giornata intera e vedere entrambi i film. Le coppie di proiezioni sono costruite con coerenza: venerdì libertà accademica e sorveglianza, sabato femminicidio e guerra, domenica violenza sessuale e diritti digitali. Fra le 17 e le 20 c'è il tempo per un'ora al Caffè del Palazzo o per una passeggiata a Monti, e per discutere il primo film prima di vedere il secondo.
Prenotate lunedì 5 ottobre, appena si aprono le prenotazioni alle 9, soprattutto per le proiezioni del sabato e della domenica sera. Leggete prima la nota di regia sulla pagina di ciascun film: pochi minuti che danno la chiave del documentario. E arrivate dieci minuti prima, come chiede il Palazzo, dall'ingresso di via Milano.
A nostro giudizio, se si può vedere un solo film, la scelta più forte è #SainteJulie, sabato alle 17: un'indagine su un femminicidio che, come dice la stessa presentazione della rassegna, era annunciato, e su una comunità che sapeva.
Come arrivare al Palazzo Esposizioni
Il Palazzo Esposizioni è in via Nazionale 194, e la Sala Cinema ha l'ingresso dalla scalinata di via Milano 9a: si arriva con gli autobus 64, 70, 71, 117, 170 e H alla fermata Nazionale/Palazzo Esposizioni, con la metro A a Repubblica e con la metro B a Cavour.
In autobus
Via Nazionale è uno degli assi di trasporto pubblico più serviti del centro. Da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, si prende una delle linee 64, 70, 71, 117, 170 o H in direzione piazza Venezia, si contano quattro fermate e si scende a Nazionale/Palazzo Esposizioni.
In metropolitana
Con la metro A si scende a Repubblica e si percorre via Nazionale in discesa fino al palazzo. Con la metro B si scende a Cavour e si sale verso via Nazionale attraverso il rione Monti.
L'ingresso della Sala Cinema
Arrivati davanti alla facciata di via Nazionale, si gira su via Milano, la strada che scende lungo il fianco del palazzo, fino alla scalinata del civico 9a. Per le proiezioni delle 20 conviene verificare in anticipo gli ultimi passaggi degli autobus sul calcolatore ATAC.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Palazzo delle Esposizioni è uno dei grandi luoghi dell'arte a Roma. Meno spesso si ricorda la sua storia politica. Il 28 ottobre 1932 vi aprì la Mostra della rivoluzione fascista, con la facciata rivestita da una struttura progettata da De Renzi e Libera e fasci metallici alti 25 metri: la mostra rimase nel palazzo per circa due anni. La terza Quadriennale, nel 1939, si svolse sotto il controllo imposto dalle leggi razziali, con schede sulle origini di ogni artista. Dopo la guerra l'edificio fu occupato dagli uffici annonari.
Il fatto acquista un significato particolare durante una rassegna come questa. Un palazzo che ha ospitato la propaganda di un regime e ha schedato gli artisti in base alle origini oggi presenta documentari sulla libertà accademica attaccata da un governo, sulla sorveglianza tecnologica ai confini, sui diritti delle donne. Non c'è bisogno di forzare il parallelo: basta sapere dove ci si trova.
Il secondo fatto: il Palazzo è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo, costituita nel 1998, e rivendica una lunga continuità di mostre fotografiche accanto alle grandi esposizioni; la Sala Cinema completa l'offerta con rassegne come questa.
La foto giusta da fare ai documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all'11 ottobre 2026
La foto giusta è quella della facciata intera del Palazzo, presa dal marciapiede opposto di via Nazionale: l'arco profondo al centro, le colonne, le statue sulle balaustre e in cima il gruppo dell'Arte con la Pace e lo Studio. Per averla tutta nell'inquadratura bisogna allontanarsi, e il marciapiede di fronte è il punto giusto.
La seconda è un dettaglio: le quattro statue sui pilastri del portico, Architettura, Scultura, Pittura e Arte industriale, fotografate dal basso con il cielo come fondale.
La terza è la scalinata di via Milano, l'ingresso della Sala Cinema, con il pubblico in attesa: un'immagine meno monumentale ma più fedele alla serata. Dentro la sala, come sempre al cinema, il telefono resta spento. E il key visual della rassegna, con il mappamondo che impugna una cinepresa su fondo rosso, è un'immagine da cercare sui materiali del Palazzo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 21 gennaio 1883 il Palazzo delle Esposizioni viene inaugurato con una cerimonia solenne alla presenza del re. Dall'anno successivo e per oltre tre decenni ospita le mostre della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Fra il 1913 e il 1916 vi si tengono le quattro edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte della Secessione.
Il 3 gennaio 1931 si inaugura qui la prima Quadriennale d'arte nazionale, con oltre 200.000 visitatori. Il 28 ottobre 1932 apre la Mostra della rivoluzione fascista. Nel 1939 la terza Quadriennale si svolge sotto le leggi razziali. Il 18 dicembre 1951 la sesta Quadriennale presenta una retrospettiva di Modigliani curata da Jean Cassou; seguono il Seicento europeo, il Settecento a Roma nel 1959 con 2.600 opere e, nel 1962 e 1963, l'Arte messicana con opere di Rivera, Siqueiros, Orozco, Tamayo e Frida Kahlo.
Negli anni Settanta arriva Vitalità del negativo nell'arte italiana, curata da Achille Bonito Oliva. Nel 2003 comincia la grande ristrutturazione con la nuova Serra di Paolo Desideri. Dal 9 all'11 ottobre 2026 la Sala Cinema ospita i documentari di Internazionale, mentre nelle sale al piano nobile, dal 9 ottobre, apre la mostra Richard Avedon. In the American West.
Chi è passato dai documentari di Internazionale a Roma 2026 al Palazzo Esposizioni — dal 9 all'11 ottobre 2026
Dal Palazzo delle Esposizioni è passata una buona parte della storia dell'arte italiana. Pio Piacentini, romano, formato all'Accademia di San Luca di cui fu poi presidente, lo progettò. Cipriano Efisio Oppo fu segretario generale delle prime quattro Quadriennali; Mafai vi ebbe una sala con 29 opere nella seconda; Giorgio Morandi fu presente alla terza. Alla Mostra della rivoluzione fascista lavorarono Sironi, Funi, Maccari, Nizzoli e architetti come Terragni, Libera e Valente.
Nel dopoguerra Jean Cassou curò qui la retrospettiva di Modigliani, e Giorgio de Chirico quella di Savinio. Achille Bonito Oliva firmò Vitalità del negativo; Tadeusz Kantor presentò in anteprima un suo spettacolo durante la mostra sull'avanguardia polacca; Manfredo Tafuri curò la mostra sulla Vienna Rossa. In tempi più recenti Richard Long vi realizzò otto installazioni nel 1994, e Sol LeWitt inaugurò le Project rooms.
Nel 2026 passano dalla Sala Cinema i film di Patrick Bresnan, Kenya-Jade Pinto, Giulia Montineri, Mohammed Sawwaf, Bàrbara Mestanza e Marc Pujolar, Susanne Kovács, con le storie di Julie Douib, di Rania e dei suoi gemelli, di Anne Marie Engtoft Meldgaard e degli studenti del New College of Florida.
Cosa c'è intorno al Palazzo Esposizioni
Il Palazzo Esposizioni si trova nel rione Monti, lungo l'asse di via Nazionale che collega piazza della Repubblica a piazza Venezia: intorno ci sono il Quirinale, le Terme di Diocleziano e le strade di Monti.
San Vitale e il Quirinale
La basilica di San Vitale è addossata al fianco del palazzo, più in basso rispetto alla strada. Alle spalle si sale al colle del Quirinale, con il Palazzo del Quirinale e le Scuderie del Quirinale.
Repubblica e le Terme
Risalendo via Nazionale si arriva a piazza della Repubblica, con le Terme di Diocleziano e, poco oltre, Palazzo Massimo alle Terme.
Monti
Scendendo verso via Cavour si entra nel rione Monti, con le sue strade di botteghe, fino ai Mercati di Traiano da un lato e a Santa Maria Maggiore dall'altro.
Dove mangiare fra una proiezione e l'altra
Il Palazzo Esposizioni ha due punti di ristoro interni: il Caffè delle Esposizioni al Piano zero, con ingressi da via Nazionale 194A e da via Milano 13, e il ristorante nella Serra, con accesso anche da via Piacenza.
Il Caffè delle Esposizioni
Il Caffè è un bistrot con cucina espressa, formule per il pranzo, aperitivo con taglieri vegetariani e vegani e, nel fine settimana, un brunch. Secondo gli orari pubblicati è aperto il venerdì e il sabato fino alle 2 di notte e la domenica fino alle 20: è la soluzione più comoda per la pausa fra la proiezione delle 17 e quella delle 20.
Il ristorante e Monti
Il ristorante nella Serra, con i menù dello chef Alessandro Circiello, è aperto a pranzo, con il brunch nel fine settimana. Per la cena, il rione Monti a pochi passi offre trattorie, osterie e piccoli locali di cucina romana e internazionale.
Accessibilità della Sala Cinema
Il Palazzo Esposizioni è accessibile alle persone con ridotta capacità motoria da tre ingressi senza barriere architettoniche: via Milano 13 per le mostre, via Milano 15 e 19 per Libreria e Caffè, via Piacenza per cinema, auditorium e ristorante.
L'ingresso di via Piacenza
Per chi non può affrontare le scale, l'ingresso di via Piacenza è quello indicato dal Palazzo per raggiungere il cinema a raso. Il personale di accoglienza può fornire assistenza; per informazioni conviene contattare il Palazzo prima della proiezione.
Per chi sono i film
I documentari trattano temi forti, come femminicidio, violenza sessuale e guerra, e sono in lingua originale con sottotitoli in italiano: sono adatti a un pubblico adulto o a ragazzi in grado di leggere i sottotitoli e di affrontare quei temi.
Ottobre a Roma, fra cinema e diritti
Il secondo fine settimana di ottobre è ricco di proposte a Roma, e i documentari di Internazionale si collocano in un filone di incontri sui diritti che attraversa la città in autunno: a fine mese, per esempio, la Casa Internazionale delle Donne ospita La Cassetta degli Attrezzi Femminista. Chi viene al Palazzo Esposizioni il 9 ottobre può unire la rassegna alla prima giornata della mostra di Avedon, nelle sale del piano nobile.
Domande frequenti sui documentari di Internazionale a Roma 2026
Quando sono i documentari di Internazionale a Roma 2026?
I documentari di Internazionale a Roma 2026 sono in programma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026 nella Sala Cinema del Palazzo Esposizioni Roma, con due proiezioni al giorno, alle 17 e alle 20. I film sono sei, tutti in versione originale sottotitolata in italiano.
Quanto costa vedere i documentari di Internazionale al Palazzo Esposizioni?
I documentari di Internazionale al Palazzo Esposizioni sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata. Le prenotazioni si fanno sulla pagina di ciascun film del sito del Palazzo, dalle 9 di lunedì 5 ottobre fino a due ore prima della proiezione.
Si può entrare senza prenotazione?
Sì, alla rassegna dei documentari di Internazionale si può entrare anche senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili, presentandosi prima dell'inizio del film. Chi ha prenotato deve arrivare dieci minuti prima, altrimenti il posto passa al pubblico in attesa.
Quali film ci sono nella rassegna 2026?
La rassegna dei documentari di Internazionale 2026 presenta First They Came For My College, The Sandbox, #SainteJulie, Gaza's Twins, Come Back to Me, Filthy e Techplomacy, da Stati Uniti, Canada, Francia, Palestina, Spagna e Danimarca.
Dove si entra per la Sala Cinema del Palazzo Esposizioni?
La Sala Cinema del Palazzo Esposizioni, dove si tengono i documentari di Internazionale, ha l'ingresso dalla scalinata di via Milano 9a, sul fianco del palazzo di via Nazionale 194. L'accesso senza barriere per cinema e auditorium è da via Piacenza.
Chi seleziona i documentari di Internazionale?
I documentari di Internazionale a Roma sono selezionati da CineAgenzia per il settimanale Internazionale nei maggiori festival mondiali, e presentati a Roma dopo il festival di giornalismo di Ferrara. Nel 2026 la rassegna torna al Palazzo Esposizioni per tre giorni.
Come si arriva al Palazzo Esposizioni con i mezzi?
Il Palazzo Esposizioni, sede dei documentari di Internazionale, si raggiunge con gli autobus 64, 70, 71, 117, 170 e H alla fermata Nazionale/Palazzo Esposizioni, con la metro A a Repubblica e con la metro B a Cavour.
Il consiglio finale sui documentari di Internazionale a Roma 2026
I documentari di Internazionale sono una delle rassegne più serie dell'autunno romano: sei film recenti, scelti nei grandi festival, gratuiti, in un palazzo che ha attraversato un secolo e mezzo di storia dell'arte e della politica italiana. A nostro giudizio conviene prenotare lunedì 5 ottobre, scegliere una giornata intera e vedere entrambi i film, leggendo prima le note dei registi. Sono documentari che chiedono attenzione, e la ripagano.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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