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corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

corto.alto suona a Roma martedì 27 ottobre 2026 alle 21:00 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), nel quartiere di Casal Bertone, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina. È il progetto del polistrumentista scozzese Liam Shortall, sospeso fra jazz, elettronica e hip hop, candidato al Mercury Prize nel 2024. Il Monk si raggiunge con la metropolitana B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, oppure con gli autobus 163, 409 e 545. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Monk, dove si trova anche il collegamento al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Chi ha ascoltato Glasgow negli ultimi anni conosce il suono: fiati, groove spezzati, un basso che guida tutto, improvvisazione e produzione elettronica nella stessa frase. corto.alto ne è uno dei nomi più riconoscibili. A Roma arriva poche settimane dopo l'uscita del terzo album, e in un club che ha costruito il suo autunno proprio sul jazz che parla anche ai ragazzi.

corto.alto al Monk: la serata del 27 ottobre

Il concerto di corto.alto al Monk è in programma martedì 27 ottobre 2026 alle 21:00, come indica la pagina dell'evento sul sito ufficiale del circolo.

Data, ora e sede

Il 27 ottobre 2026 cade di martedì. L'orario indicato dal Monk è le 21:00. La sede è il Monk, in fondo a via Giuseppe Mirri, al civico 35, nel quadrante est di Roma fra Casal Bertone e il Portonaccio. A fine ottobre la programmazione del Monk è nella sala interna, il Teatro: il giardino, che d'estate è il cuore del circolo, resta per la sosta prima e dopo.

Una serata infrasettimanale

Il martedì sera ha i suoi vantaggi: meno traffico, meno folla al bancone, un pubblico che è lì per la musica. Ha anche il suo svantaggio, il ritorno. Chi viene da fuori quartiere deve sapere prima come tornerà a casa, perché le corse serali di bus e metro non sono quelle del fine settimana.

Biglietti

I biglietti si acquistano dalla pagina dell'evento sul sito del Monk, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati lì. Per un nome candidato al Mercury Prize, in un club di queste dimensioni, conviene non aspettare l'ultimo giorno.

Chi è corto.alto: Liam Shortall

corto.alto è il progetto musicale di Liam Shortall, polistrumentista, compositore e produttore nato a Dumfries e cresciuto a Glasgow, dove il progetto è nato.

Il nome

Il nome d'arte è un gioco di parole. Shortall, in inglese, suona come «short» e «tall», basso e alto; tradotto in spagnolo diventa corto.alto. Shortall ha origini in parte spagnole, e l'agenzia che lo rappresenta parla di radici irlandesi e spagnole: il nome è insieme un omaggio a quella metà della famiglia e una battuta sul proprio cognome. Si scrive tutto minuscolo, con il punto in mezzo, come un indirizzo.

La formazione

Shortall ha studiato al Royal Conservatoire of Scotland, dove si è formato sul trombone. Il sito ufficiale di corto.alto insiste su questo doppio binario: gli studi accademici da un lato, la scena musicale di Glasgow dall'altro, con l'affinità per la cultura dei club e per la musica elettronica in tutte le sue forme, e l'amore per l'hip hop classico, il soul e il funk. Il risultato è un musicista difficile da incasellare, e fiero di esserlo.

Lo studio di casa

Per buona parte dell'ultimo decennio, racconta il sito ufficiale, Shortall ha lavorato nel suo studio di casa, nel Southside di Glasgow, fra improvvisazioni frenetiche, produzioni volutamente storte e composizioni che attraversano i generi, sempre con un gruppo stretto di collaboratori del posto. È un'immagine precisa: non un talento costruito a tavolino da un'etichetta, ma un musicista che ha fatto crescere la propria musica in una stanza, con gli amici.

La carriera di corto.alto, da «Live From 435» al Mercury Prize

La carriera di corto.alto parte dalla serie di singoli «Live From 435», premiata agli Scottish Jazz Awards 2020, e arriva alla candidatura al Mercury Prize 2024 con il primo album, «Bad With Names».

«Live From 435» e i primi premi

Le prime uscite di corto.alto sono state una serie di singoli registrati dal vivo, «Live From 435», raccolti poi in tre volumi. Nel 2020 gli Scottish Jazz Awards hanno premiato corto.alto come miglior band e «Live From 435 Vols 1, 2 & 3» come miglior album. Nel 2021 Shortall ha ricevuto il Mark McKergow Award per l'innovazione nel jazz agli Scottish Awards for New Music. Nel 2023 un nuovo premio come miglior band agli Scottish Jazz Awards.

«Bad With Names»

Il primo album, «Bad With Names», è uscito il 6 ottobre 2023: dodici brani, da «Intro For Strings» a «Bye», passando per «Hello», «xoxoxo», «Slope», «Lara», «Latency», «EJS», «Would You Mind?», «No Water», «Mechanisms» e «Hollow». Nel 2024 il disco è entrato nella rosa dei candidati al Mercury Prize per l'album dell'anno, il premio più prestigioso della musica britannica e irlandese. Per un disco nato fra jazz ed elettronica in uno studio di casa a Glasgow, è un riconoscimento enorme.

«30/108»

Nel 2024 corto.alto ha pubblicato «30/108», un album costruito in modo insolito: trenta brani, uno al giorno per un mese, scelti da un gruppo di centootto provini e accompagnati da video di esecuzioni dal vivo. Il sito ufficiale lo presenta come la prova della sua attitudine all'invenzione rapida e all'improvvisazione, contro un approccio rigido allo studio. È un progetto che dice molto su come corto.alto intende la musica: un processo, non un prodotto finito.

Il 2025: premi e tour

Nel 2025 corto.alto ha ricevuto l'AIM Award come artista rivelazione. Nello stesso anno un tour britannico esaurito, con una serata al KOKO di Londra, anch'essa esaurita, e i primi tour in Australia e negli Stati Uniti, oltre a date in tutta Europa. Il progetto ha poi firmato un contratto discografico con l'etichetta Ninja Tune.

«Some Small Fortune», il terzo album

Il 4 settembre 2026 corto.alto ha pubblicato il terzo album, «Some Small Fortune», e il concerto del Monk arriva meno di due mesi dopo l'uscita.

Le collaborazioni

Secondo il sito ufficiale, «Some Small Fortune» è il disco con la più ampia serie di ospiti mai riunita da Shortall: il rapper americano Mick Jenkins, il cantautore scozzese Jacob Alon, Oscar Jerome, BINA., Terra Kin ed Eriff, accanto ai compagni di sempre. Shortall ha spiegato di voler scrivere canzoni vere con artisti che ama, invece di controllare tutto da solo. Il disco viene descritto come un lavoro elettronico, classico, pop e indie insieme.

La copertina

C'è un dettaglio che racconta il disco meglio di molte recensioni. Per la copertina centinaia di fotografie d'infanzia di Shortall, ritrovate, sono state sminuzzate, ricomposte e scansionate fino a formare una nuova immagine, deformata, del suo volto. È lo stesso metodo del disco: frammenti diversi che trovano coerenza in un insieme.

Che cosa aspettarsi dal vivo

La scaletta della serata romana non è pubblicata. È ragionevole aspettarsi i brani del nuovo album accanto a quelli di «Bad With Names», ma gli ospiti del disco difficilmente saranno in tour. Dal vivo corto.alto è soprattutto una band: il suono dei fiati e della sezione ritmica prende il posto delle voci ospiti, e i brani si allungano in improvvisazione.

La band di corto.alto dal vivo

Dal vivo Liam Shortall suona basso, sintetizzatori, trombone ed effetti e guida una band di musicisti di Glasgow, amici e collaboratori abituali.

I compagni di sempre

Fra i musicisti legati al progetto ci sono il batterista Graham Costello, noto anche per il gruppo STRATA, il pianista Fergus McCreadie, a sua volta candidato al Mercury Prize con i propri dischi, e il sassofonista Mateusz Sobieski. Nella sezione fiati sono passati anche James Copus e Harry Weir. La formazione in tour può cambiare: i nomi di chi sarà sul palco del Monk non sono annunciati.

Il ruolo di Shortall

Il sito ufficiale descrive i concerti di corto.alto come serate travolgenti, in cui l'incontro fra strumenti suonati dal vivo, produzione elettronica e sound design è il punto centrale. Shortall non è un solista con accompagnatori: è un capobanda che suona il basso, e da lì tiene insieme tutto. Chi ama il jazz vedrà l'improvvisazione; chi viene dai club sentirà il groove.

Le radio che lo hanno sostenuto

Fra i sostenitori di corto.alto il sito ufficiale cita Gilles Peterson, Sian Eleri, Jamz Supernova, Deb Grant e le radio americane KCRW e KEXP. Per chi segue la musica fra jazz ed elettronica, sono nomi che valgono come una garanzia.

Una curiosità su corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

La curiosità più simpatica riguarda il titolo del primo album. «Bad With Names» significa «negato con i nomi», e il disco è uscito a firma di un musicista che al proprio nome ha dedicato un gioco di parole in un'altra lingua. corto.alto, short.tall, Shortall: un artista che si presenta con un indovinello e poi intitola il disco alla propria incapacità di ricordare i nomi degli altri ha evidentemente un rapporto giocoso con l'identità.

La seconda curiosità è il metodo di «30/108». Trenta brani pubblicati uno al giorno per un mese intero, scelti fra centootto provini: una specie di diario musicale, che ha costretto Shortall a lavorare contro il perfezionismo. Molti musicisti passano anni su un disco; lui ne ha fatto uno in trenta giorni, pubblicandolo mentre lo faceva. È la stessa logica della serie «Live From 435», con cui tutto era cominciato: registrare dal vivo, pubblicare, andare avanti.

Terza curiosità, per chi ama le coincidenze di calendario. Il concerto romano cade il 27 ottobre, e il primo album di corto.alto è uscito il 6 ottobre 2023. Il terzo è uscito il 4 settembre 2026. Fra il primo disco e il concerto del Monk ci sono tre anni, tre album, una candidatura al Mercury Prize e un contratto con Ninja Tune: un percorso rapidissimo, costruito senza scorciatoie.

E un'ultima nota per chi va al Monk: il circolo porta il nome del pianista jazz Thelonious Monk. Un musicista che ha cominciato con una serie di registrazioni dal vivo e oggi mescola jazz e club culture è un ospite perfettamente in tema.

Il Monk: il circolo culturale di Casal Bertone

Il Monk si trova in fondo a via Giuseppe Mirri, al civico 35, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina; è aperto dal 2014 e prende il nome dal pianista jazz Thelonious Sphere Monk. La scheda completa è alla pagina del Monk.

Due casali in un parco

Il Monk è fatto di due casali, per un totale di cinquecento metri quadrati, e di due aree all'aperto dentro un parco di un ettaro. Il sito del circolo lo presenta come un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa. È una descrizione esatta: si arriva fra palazzi e binari e si entra in uno spazio verde che non ci si aspetta.

Uno spazio che fa molte cose

Il Monk ospita concerti grandi e piccoli, spettacoli teatrali, laboratori, presentazioni di libri, festival, mercatini, attività per famiglie. Ha un bar e una cucina. D'estate la vita del circolo si svolge nel parco, d'inverno si sposta nella sala Teatro. Un concerto di corto.alto a fine ottobre si ascolta al chiuso.

Il jazz in casa

Un circolo che si chiama come Thelonious Monk non poteva ignorare il jazz, e il cartellone autunnale lo conferma. Il giorno prima di corto.alto, il 26 ottobre, nella sala Teatro suonano i brasiliani Azymüth. A novembre è annunciato Mark Guiliana. Il Monk ha capito prima di altri che il nuovo jazz britannico e le sue contaminazioni parlano a un pubblico giovane, lo stesso che frequenta i club di elettronica.

Senza barriere

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche, aperti a tutte le età. È un dato pratico importante per chi si muove in sedia a rotelle o con un passeggino.

Una cosa che non ti dice nessuno su corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno dice di un concerto come questo è che la parola jazz, nel caso di corto.alto, rischia di tenere lontano proprio il pubblico che si divertirebbe di più. Molti leggono jazz e pensano a una serata seduti, silenziosi, con assoli lunghi e applausi di cortesia. Un concerto di corto.alto è un'altra cosa: groove, bassi profondi, fiati che entrano come in un pezzo di hip hop, beat spezzati che vengono dalla cultura dei club. Si balla, o almeno ci si muove.

Il sito ufficiale insiste proprio su questo: il pubblico di corto.alto è una nuova generazione di ascoltatori che non appartiene a una sola scena. Chi ascolta elettronica, chi ascolta rap, chi ascolta soul, troverà qualcosa di familiare. Chi ascolta jazz troverà l'improvvisazione. La cosa che nessuno dice è che questa serata funziona benissimo anche come prima esperienza per chi di jazz non sa nulla.

La seconda cosa che non si dice riguarda la sala. Il Monk ha una sala interna e un grande giardino, e a fine ottobre la musica si fa dentro. La sala Teatro non è enorme: per un artista con questo seguito, la vicinanza al palco è un privilegio. Chi arriva presto vede le mani sul basso e sui tasti; chi arriva all'ultimo sente il suono ma perde lo spettacolo del lavoro di squadra.

Terza cosa: il Monk non è un club qualsiasi. È un circolo, con la sua cucina, il suo bar, il suo parco. La serata comincia prima del concerto, a tavola o al bancone, e il pubblico si mescola. È uno dei posti di Roma dove ci si ferma volentieri anche dopo.

Casal Bertone e i dintorni del Monk

Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, compreso fra la ferrovia di Tiburtina, la via Prenestina e il Portonaccio; il Monk si presenta come nato proprio fra Casalbertone e Portonaccio.

Un quartiere fra i binari

La ferrovia segna l'identità della zona: un quartiere popolare, denso, cresciuto fra i binari della stazione Tiburtina e le strade consolari. Negli ultimi anni la zona intorno alla stazione è molto cambiata, e spazi come il Monk hanno portato qui un pubblico che prima non ci veniva.

Il Verano e San Lorenzo

Poco più a ovest, oltre la ferrovia, si trovano il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, con la sua vita universitaria e notturna, è a pochi minuti di autobus o di taxi: per chi vuole continuare la serata dopo il concerto, è la direzione naturale.

Villa Torlonia

Verso nord, lungo via Nomentana, c'è Villa Torlonia, con il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Per chi arriva a Roma nel pomeriggio e vuole riempire le ore prima del concerto è la visita più vicina e più piacevole.

Come arrivare al Monk per corto.alto

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino alla stazione Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545 indicati dal sito ufficiale.

In metro e treno

Dalla stazione Tiburtina si arriva a via Giuseppe Mirri a piedi in una decina di minuti. Da Termini la metro B porta a Tiburtina in pochi minuti. Il concerto comincia alle 21:00: prima di partire conviene controllare l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda dei trasporti, perché un martedì sera le frequenze calano.

In autobus

Le linee 163, 409 e 545 servono la zona del Monk. Per il percorso preciso dal proprio punto di partenza lo strumento più affidabile è il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti, consultato il giorno stesso.

In auto e taxi

Casal Bertone è fuori dalla ZTL. Il parcheggio in strada nelle vie intorno è possibile, ma dipende dalla serata. Per il rientro a tarda sera il taxi resta la scelta più comoda, soprattutto per chi è in gruppo.

Il consiglio che ti do per visitare corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

Il consiglio è netto: prima del concerto ascoltate «Bad With Names» dall'inizio alla fine, poi mettete in cuffia «Some Small Fortune». Il primo disco è quello che ha portato corto.alto al Mercury Prize, e contiene il suono della band nella sua forma più pura: fiati, basso, batteria, tastiere, elettronica. Il terzo è quello che il tour presenta, più aperto, con le voci ospiti. Ascoltarli in fila vi farà capire la strada fatta in tre anni.

Se avete tempo, date un'occhiata anche ai video di «30/108»: sono esecuzioni dal vivo girate nel periodo in cui Shortall pubblicava un brano al giorno, e mostrano la band al lavoro come nessuna foto potrebbe. È la preparazione migliore a quello che vedrete al Monk.

Secondo consiglio: arrivate presto e cenate al Monk. Il circolo ha una cucina propria, e la serata comincia a tavola, non in sala. Arrivare un'ora prima vuol dire mangiare senza fretta, bere qualcosa e poi prendere posizione vicino al palco. In una sala di queste dimensioni la posizione conta.

Terzo consiglio, per chi viene con qualcuno che non conosce questa musica: non presentatela come jazz. Dite che è un concerto con una band che suona dal vivo musica da club. Scoprirete che il vostro accompagnatore si diverte più di voi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Glasgow ha una delle scene musicali più vive del Regno Unito. Si cita meno spesso che negli ultimi anni questa scena ha prodotto una generazione di musicisti jazz che dialogano apertamente con l'elettronica, e che corto.alto ne è uno dei nomi guida. Il fatto che nel 2024 la rosa del Mercury Prize abbia accolto contemporaneamente due artisti scozzesi, corto.alto e Barry Can't Swim, lo racconta meglio di qualunque analisi: la BBC diede la notizia mettendo i due nomi nello stesso titolo.

Si cita poco anche il ruolo dei conservatori in questa storia. Liam Shortall si è formato al Royal Conservatoire of Scotland, e anche altri musicisti della sua cerchia vengono da percorsi accademici solidi. Il nuovo jazz britannico viene spesso raccontato come un fenomeno di strada, di club e di cantine. È anche questo, ma dietro c'è una formazione tecnica seria, che permette a questi musicisti di passare dal groove all'improvvisazione complessa senza perdere il filo.

Un altro fatto poco citato: Fergus McCreadie, pianista che ha suonato con corto.alto, è stato a sua volta candidato al Mercury Prize con i propri dischi. Intorno a Shortall, insomma, non c'è una band di accompagnatori, ma una rete di musicisti con carriere proprie, che si ritrovano per suonare insieme.

Il consiglio che ne discende: se il concerto vi piace, seguite anche i musicisti della band. Scoprirete una scena intera.

Come organizzare la serata di corto.alto al Monk

Al Monk la serata si organizza con calma: si arriva, si mangia, si beve, e si entra in sala per il concerto delle 21:00.

Quando arrivare

Per un concerto con questo richiamo conviene arrivare almeno un'ora prima, per mangiare, ritirare eventualmente il biglietto e prendere posizione in sala. Chi vuole vedere da vicino le mani di Shortall sul basso deve mettersi in fila presto.

Gli orari del circolo

Il Monk pubblica sul sito gli orari di apertura settimana per settimana. Per l'apertura della cucina e del bar il giorno del concerto il riferimento è il sito ufficiale.

Il galateo del concerto

Un concerto di corto.alto è fatto per muoversi, ma ci sono passaggi improvvisati in cui la band abbassa il volume e l'ascolto diventa più fine. Il brusio al bancone, in quei momenti, si sente dal palco. Rispettare quei minuti è il modo migliore per godersi anche quelli più rumorosi.

Dove mangiare al Monk e nei dintorni

Il Monk ha una cucina propria con food truck, e la soluzione più pratica è mangiare lì prima del concerto.

La cucina del Monk

Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel, polpette al sugo, parmigiana, caponata, hummus, pizza con la mortadella o con la scarola, patatine e tiramisù, con opzioni vegetariane, vegane e senza glutine. Il sito avverte che non si può garantire l'assenza assoluta di contaminazioni da glutine e invita chi ha allergie gravi a segnalarlo al personale.

Nei dintorni

Chi preferisce una cena seduti trova trattorie e pizzerie di quartiere fra Casal Bertone e il Portonaccio, e un'offerta molto più ampia a San Lorenzo, raggiungibile in pochi minuti. Dopo il concerto, un martedì sera, San Lorenzo resta la zona con più cucine aperte.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica sul sito una pagina dedicata all'accessibilità, con le regole per bambini e minorenni e i servizi per le persone sorde.

Con i bambini

L'ingresso è gratuito per i bambini fino a dodici anni, accompagnati da un adulto con regolare biglietto, nel numero di un bambino per adulto. Per un ragazzino che suona uno strumento, un concerto di corto.alto è una lezione dal vivo su che cosa si può fare con un basso e una sezione fiati.

Minorenni

I minori possono partecipare agli eventi solo se accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne, che firma una delega con gli estremi del proprio documento d'identità.

Giubbotti vibranti per le persone sorde

Per alcuni eventi segnalati nel programma il Monk mette a disposizione i giubbotti vibranti Woojer Vest 3, che fanno sentire la musica sul corpo. Per una musica così centrata sul basso l'esperienza può essere particolarmente intensa. Per sapere se il servizio è previsto per corto.alto il contatto è info@monkroma.it.

La foto giusta da fare a corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

La foto giusta, al Monk, ha due momenti: prima del concerto nel parco, e durante il concerto nei primi minuti.

La prima fotografia è quella del circolo al tramonto. A fine ottobre il sole cala presto, e chi arriva verso le sette di sera trova il parco del Monk con le luci accese, i casali, i tavoli, il food truck. È l'immagine che racconta meglio il posto: un pezzo di campagna in mezzo ai palazzi, a pochi passi dalla ferrovia. Fotografate l'ingresso da via Mirri, con il verde che si apre dopo il cancello.

La seconda è quella della band sul palco. corto.alto è un concerto di musicisti che si guardano, si passano i temi, si rispondono: la foto più bella non è quella del solo Shortall, ma quella del gruppo intero, con il basso al centro e i fiati ai lati. In una sala come quella del Monk si può ottenere senza zoom, dalle prime file, nei primi minuti in cui le luci sono ancora costanti. Senza flash, e con il telefono tenuto basso.

La terza, per gli appassionati, è la copertina di «Some Small Fortune» sul telefono accanto al biglietto: il volto ricomposto con centinaia di fotografie d'infanzia, il concerto che presenta quel disco. Poi il telefono in tasca. Un concerto costruito sull'improvvisazione si vive nel momento in cui accade: nessun video lo restituisce davvero.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali di via Giuseppe Mirri e il parco che li circonda diventano un luogo aperto alla città, con concerti, spettacoli teatrali, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Il circolo sottolinea fin dall'inizio l'apertura a tutte le età e l'assenza di barriere architettoniche.

Negli anni il Monk ha allargato la programmazione, e oggi il suo cartellone autunnale comprende gruppi storici del rock internazionale, cantautori italiani, jazz, elettronica, comicità. D'estate il circolo vive nel parco, d'inverno si sposta nella sala Teatro. Più di recente ha introdotto servizi di accessibilità per le persone sorde, con i giubbotti vibranti Woojer Vest 3 per alcuni concerti.

La storia del quartiere che lo ospita è quella di una periferia cresciuta a ridosso della ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio si sono sviluppati accanto allo scalo e alla stazione Tiburtina, uno dei principali nodi ferroviari di Roma, diventata negli ultimi decenni anche stazione dell'alta velocità. Un circolo culturale a meno di un chilometro da quel nodo è il segno di un quadrante che ha cambiato volto.

E il nome del circolo porta con sé un'altra storia, quella del jazz, attraverso il pianista Thelonious Monk a cui il circolo è dedicato. Portare in una sala intitolata a lui un musicista scozzese che mescola jazz, hip hop ed elettronica è un modo di continuare quella storia, non di tradirla.

Chi è passato da corto.alto in concerto a Roma — Monk — 27 ottobre 2026

Il Monk non pubblica un archivio completo dei concerti ospitati dal 2014, ma il programma dell'autunno 2026 dà un'idea chiara del livello degli artisti che passano da qui.

Nelle stesse settimane di corto.alto sono annunciati i Lemonheads, i Fleshtones con lo spettacolo per i cinquant'anni di carriera, Fink, JMSN, il cantautore Leo Middea, il supergruppo Drink The Sea con Peter Buck dei R.E.M., e il giorno prima di corto.alto, il 26 ottobre, i brasiliani Azymüth. A novembre arrivano Mark Guiliana e i Marlene Kuntz. Il Monk è uno di quei posti dove in una settimana si passa dal rock americano al jazz brasiliano all'elettronica scozzese.

La sequenza del 26 e del 27 ottobre merita un'attenzione particolare. Il 26 suonano gli Azymüth, nome storico della musica brasiliana; il 27 corto.alto porta sullo stesso palco la versione di Glasgow di un discorso simile: jazz che non ha paura di far ballare. Due serate di fila, due continenti, un'idea comune di musica aperta.

E poi c'è il passaggio di corto.alto, che ha suonato in Australia, negli Stati Uniti, al KOKO di Londra. Il 27 ottobre 2026 porta il suo terzo album in una sala di Casal Bertone, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina. È il genere di incontro che il Monk sa organizzare meglio di chiunque altro a Roma.

Fine ottobre a Roma: la musica torna al chiuso

Il concerto di corto.alto cade a fine ottobre, quando a Roma la stagione dei concerti all'aperto è finita e i club riprendono in pieno la programmazione.

Il tempo

A fine ottobre le serate romane sono fresche e a volte piovose. Il parco del Monk resta piacevole prima del concerto, ma un capo pesante serve. In sala, a concerto iniziato, fa caldo: meglio vestirsi a strati.

Una settimana di musica

La settimana del 27 ottobre è ricca: lo stesso martedì, all'Atlantico, suona Sayf con l'ultima data del Santissimo Tour; al Teatro dell'Opera debutta il trittico di balletti Goecke, Robbins e Bausch. Roma, a fine ottobre, offre una scelta vastissima. Chi ama il jazz che dialoga con il presente, però, ha una sola serata segnata in calendario.

Il ponte di Ognissanti

Il concerto precede di pochi giorni il 1° novembre, festa di Ognissanti, che nel 2026 cade di domenica. Chi arriva da fuori può costruire intorno al concerto qualche giorno di visita alla città.

Domande frequenti su corto.alto al Monk

Quando suona corto.alto a Roma?

corto.alto suona a Roma martedì 27 ottobre 2026 alle 21:00 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35, nel quartiere di Casal Bertone. La data e l'orario sono quelli pubblicati sulla pagina dell'evento del sito ufficiale del Monk, dove si trova anche il collegamento per l'acquisto dei biglietti.

Chi è corto.alto?

corto.alto è il progetto del polistrumentista, compositore e produttore Liam Shortall, nato a Dumfries e cresciuto a Glasgow. Il suo primo album, «Bad With Names», è stato candidato al Mercury Prize 2024; nel 2025 ha vinto l'AIM Award come artista rivelazione e il 4 settembre 2026 ha pubblicato il terzo album, «Some Small Fortune».

Che genere di musica fa corto.alto?

La musica di corto.alto mescola jazz, elettronica, hip hop, broken beat, soul e funk, con strumenti suonati dal vivo e produzione elettronica. Dal vivo Liam Shortall suona basso, sintetizzatori, trombone ed effetti e guida una band di musicisti di Glasgow, con fiati, batteria e tastiere.

Come si arriva al Monk con i mezzi pubblici?

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino alla stazione Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545. Da Tiburtina a via Giuseppe Mirri si cammina una decina di minuti.

Dove si comprano i biglietti per corto.alto al Monk?

I biglietti per corto.alto al Monk si comprano dalla pagina dell'evento sul sito ufficiale del circolo, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati lì. Per i bambini fino a dodici anni accompagnati da un adulto con biglietto l'ingresso è gratuito.

Si può mangiare al Monk prima del concerto?

Il Monk ha una propria cucina con food truck: hamburger, supplì, falafel, polpette, parmigiana, pizza, con opzioni vegetariane, vegane e senza glutine. È la soluzione più pratica per cenare prima del concerto di corto.alto; chi preferisce un ristorante trova un'offerta ampia a San Lorenzo.

Il Monk è accessibile in sedia a rotelle?

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica sul sito una pagina sull'accessibilità. Per alcuni concerti mette a disposizione giubbotti vibranti per le persone sorde: per sapere se il servizio è previsto per corto.alto si scrive a info@monkroma.it.

Per chiudere, un consiglio pratico: prendete il biglietto, ascoltate «Bad With Names» sulla strada, cenate al Monk e mettetevi davanti. Serate così, con una band di Glasgow nel pieno della sua corsa in una sala di queste dimensioni, a Roma non capitano spesso.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento27 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoMonk, Via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma Roma Città

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