All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
All That Changes You. Metamorphosis, l'installazione filmica dell'artista e regista britannico Isaac Julien, è presentata alla Galleria Borghese dal 15 settembre al 25 ottobre 2026, negli spazi dell'Uccelliera, il padiglione seicentesco del museo, con la curatela di Lorenzo Giusti. La Galleria si trova in piazzale Scipione Borghese 5, dentro il parco di Villa Borghese, ed è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 17.45 e chiusura il lunedì. Per il percorso con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore ATAC con destinazione piazzale Scipione Borghese; l'arrivo più piacevole resta a piedi attraverso il parco. Il biglietto del museo costa 16 euro l'intero (11 euro l'ultimo turno), 2 euro il ridotto per i giovani dai 18 ai 25 anni, gratuito sotto i 18 anni, con 2 euro di prenotazione obbligatoria per tutti; le modalità di accesso all'installazione si leggono sul sito ufficiale della Galleria, e i biglietti si acquistano soltanto sul canale ufficiale indicato dal museo.

Isaac Julien alla Galleria Borghese: le informazioni essenziali
L'installazione di Isaac Julien resta aperta sei settimane, dal 15 settembre al 25 ottobre 2026, e nasce come prolungamento ideale della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, che alla Borghese chiude l'11 ottobre. Chi arriva nella seconda metà di ottobre troverà quindi il film di Julien e la collezione permanente, senza più la grande mostra su Ovidio.
Date e orari
Il museo osserva i suoi orari consueti: dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, ultimo ingresso alle 17.45, chiuso il lunedì. La Galleria rimanda al proprio sito per aggiornamenti e modalità di visita, e conviene controllarli il giorno prima, perché l'Uccelliera è un padiglione separato dal Casino nobile e può avere regole di accesso proprie.
Turni e prenotazione
Alla Galleria Borghese si entra solo con prenotazione, a turni che partono all'inizio di ogni ora e durano due ore, a eccezione dell'ultimo. Il numero di persone per turno è limitato per ragioni legate all'edificio storico, e alla fine del turno l'uscita è obbligatoria. Il telefono per la prenotazione indicato dal museo è lo 06 32810.
Quanto costa
Il biglietto intero della Galleria costa 16 euro, 11 euro per l'ultimo turno; il ridotto costa 2 euro dai 18 ai 25 anni; sotto i 18 anni l'ingresso è gratuito. A tutti si aggiungono 2 euro di prenotazione. La Galleria avverte che durante le mostre temporanee il costo del biglietto può subire incrementi, e che non esistono formule salta fila.
All That Changes You. Metamorphosis: che cosa si vede
All That Changes You. Metamorphosis è un'opera del 2025 ispirata al ciclo di affreschi di Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova. Alla Borghese arriva ripensata dall'artista per un ambiente preciso, l'Uccelliera, e in una forma diversa da quella con cui è nata.
Da dieci schermi a un canale solo
L'opera è stata concepita come un'installazione a dieci schermi. Per Roma Julien ne ha preparato una versione a canale unico, nella quale l'immagine si moltiplica attraverso un sistema di specchi che la frammenta e la riflette di continuo. Il risultato è un ambiente in cui chi guarda vede le figure raddoppiarsi, spezzarsi, ricomporsi: la metamorfosi smette di essere soltanto il soggetto del film e diventa il modo stesso in cui lo si vede.
Due figure celesti
Protagoniste del film sono le attrici Sheila Atim e Gwendoline Christie, che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche. Il loro viaggio attraversa epoche, paesaggi e architetture: si parte da Palazzo Te, si passa per la Cosmic House di Charles Jencks a Londra, si arriva alle foreste secolari del Redwood National and State Park in California, con tappe in alcuni esempi di architettura contemporanea. Ogni luogo, spiega il museo, diventa un dispositivo narrativo che mette in dialogo storia, paesaggio e visione.
I riferimenti letterari
Il film attinge a un universo di riferimenti preciso: le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni fra specie diverse, la narrativa visionaria di Naomi Mitchison, la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler. Sono tre autrici che hanno pensato l'umano in relazione con ciò che umano non è, e il lavoro di Julien le usa per uscire da una prospettiva tutta centrata sull'uomo. Il museo parla di relazione tra umano e più che umano: una formula che a Roma, davanti ai marmi di Bernini dove una ninfa diventa albero, suona meno astratta che altrove.
Perché Giulio Romano
La Galleria spiega che il film prende avvio dalla straordinaria architettura di Palazzo Te, con il ciclo di affreschi di Giulio Romano, per svilupparsi attraverso una costellazione di luoghi che attraversano tempi e immaginari differenti. Alla Borghese questa scelta trova una rima evidente: anche la villa del cardinale Scipione è una residenza fuori porta pensata per mostrare il mito, con un Casino che, come racconta il museo, affonda le radici nell'universo simbolico delle Metamorfosi. Il film va visto con questa rima in testa, perché è lì che l'installazione trova il suo senso romano.
Il legame con Metamorfosi. Ovidio e le arti
La Galleria presenta l'installazione nel contesto della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, aperta dal 23 giugno all'11 ottobre 2026 e realizzata con il Rijksmuseum. Il film ne amplia il percorso attraverso il linguaggio dell'immagine in movimento e ne riprende i nuclei tematici.
Due settimane per vedere tutto insieme
Fra il 15 settembre e l'11 ottobre si possono vedere, nella stessa visita, la mostra su Ovidio e il film di Julien. È la finestra migliore: si passa dai marmi e dalle tele ispirate al poema alle due figure celesti del film, e il confronto fra antico e contemporaneo diventa concreto. Chi arriva dopo l'11 ottobre trova comunque la collezione permanente, che del mito ovidiano è piena.
La lettura del museo
Il testo ufficiale della Galleria mette il punto con chiarezza: se il poema di Ovidio individua nella trasformazione una legge universale che attraversa uomini, divinità, animali e paesaggio, il lavoro di Julien ne propone una rilettura contemporanea, mostrando come il cambiamento continui a essere una delle categorie fondamentali per interpretare il presente e immaginare il futuro. A nostro giudizio è una lettura corretta: il film non illustra Ovidio, lo prosegue.
Chi è Isaac Julien: la biografia
Sir Isaac Julien è un artista e regista britannico nato a Londra il 21 febbraio 1960, uno dei nomi più riconosciuti dell'installazione video internazionale. È Distinguished Professor of the Arts alla University of California, Santa Cruz, e vive e lavora fra Londra e Santa Cruz.
Gli inizi nell'East End
Julien è nato nell'East End di Londra, uno dei cinque figli di genitori emigrati in Gran Bretagna da Saint Lucia. Ha studiato pittura e cinema d'arte alla Saint Martin's School of Art, dove si è diplomato a metà degli anni Ottanta. Nel 1983 ha fondato con altri il Sankofa Film and Video Collective, dedicato a sviluppare una cultura cinematografica nera indipendente nella produzione, nella distribuzione e nel pubblico; nel 1991 è stato fra i fondatori di Normal Films.
Looking for Langston e Young Soul Rebels
La notorietà arriva nel 1989 con Looking for Langston, film poetico fra documentario e finzione sul poeta Langston Hughes e sul Rinascimento di Harlem, premiato con il Teddy Award al Festival di Berlino come miglior cortometraggio. Nel 1991 Young Soul Rebels vince il premio della Semaine de la Critique al Festival di Cannes. Seguono, fra gli altri, The Attendant nel 1993, Frantz Fanon: Black Skin, White Mask nel 1996 e BaadAsssss Cinema nel 2002, dedicato alla storia del cinema blaxploitation.
Dal cinema alle installazioni
Dagli anni Duemila Julien sposta il suo lavoro verso le installazioni a più schermi, che rompono le barriere fra cinema, danza, fotografia, musica, teatro, pittura e scultura. Fra le opere principali: Vagabondia del 2000, Paradise Omeros del 2002, Baltimore del 2003, True North del 2004, Fantôme Afrique del 2005, Western Union: Small Boats del 2007, Ten Thousand Waves del 2010, Playtime del 2013, Lessons of the Hour del 2019 su Frederick Douglass, Once Again... (Statues Never Die) del 2022, fino a All That Changes You del 2025.
Riconoscimenti
Julien è stato candidato al Turner Prize nel 2001 e nel 2003 ha vinto il Gran premio della giuria alla Kunstfilm Biennale di Colonia con la versione a schermo singolo di Baltimore. È stato nominato Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2017, anno in cui è diventato Accademico della Royal Academy, e nel 2022 è stato fatto cavaliere per i servizi alla diversità e all'inclusione nell'arte. Nel 2022 ha ricevuto anche il Kaiserring di Goslar, e nel 2024 è diventato membro onorario della British Academy.
Le grandi mostre recenti
Nel 2023 la Tate Britain di Londra gli ha dedicato una grande retrospettiva, poi passata al Bonnefantenmuseum di Maastricht. Nel 2024 i suoi film erano esposti alla National Portrait Gallery della Smithsonian a Washington e alla Biennale del Whitney Museum di New York. Dal 12 aprile al 13 luglio 2025 i Fine Arts Museums di San Francisco hanno presentato I Dream a World, la sua prima retrospettiva negli Stati Uniti, con dieci videoinstallazioni. Il passaggio alla Borghese arriva dunque al culmine di una stagione di consacrazione internazionale.
Un maestro di riferimento
Julien indica nel sociologo e teorico della cultura Stuart Hall una delle sue influenze decisive: Hall è una delle voci narranti di Looking for Langston e torna nel film su Frantz Fanon. È un dettaglio che spiega molto del suo metodo, in cui la teoria non è mai un apparato esterno ma diventa materia visiva.
Il curatore: Lorenzo Giusti
La curatela dell'installazione romana è affidata a Lorenzo Giusti, come indicano la Galleria Borghese e il portale turistico di Roma Capitale. Il suo compito, in questo caso, è stato accompagnare l'artista nell'adattamento di un'opera nata per dieci schermi a un padiglione del Seicento, costruito per ospitare uccelli esotici. Non è un lavoro da poco: l'Uccelliera non è una sala museale neutra, e ogni scelta di proiezione deve fare i conti con l'architettura, con la luce del giardino, con le proporzioni di un ambiente pensato per altro.
Una curiosità su All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
La curiosità più bella riguarda il luogo. L'Uccelliera, dove è montata l'installazione, fu edificata nel XVII secolo come padiglione destinato a ospitare gli uccelli esotici della villa del cardinale Scipione Borghese. La Galleria la descrive come un luogo in cui architettura, giardino e paesaggio dialogano in modo inscindibile: una gabbia monumentale che faceva parte del teatro delle meraviglie voluto dal cardinale, insieme alle statue, ai giardini chiusi e alle fontane.
Mettere oggi in quel padiglione un film sulla metamorfosi e sulla relazione fra umano e non umano ha una logica quasi letterale. Nel Seicento l'Uccelliera mostrava animali rari come oggetti di collezione; il film di Julien, con i riferimenti a Donna Haraway e alle relazioni fra specie, ribalta quello sguardo e immagina gli animali, le foreste e gli ambienti come compagni e non come trofei. È un rovesciamento che nessun'altra sala del museo avrebbe consentito.
C'è poi una seconda curiosità, tutta tecnica. L'opera è nata a dieci schermi e qui è a canale unico, ma la moltiplicazione non si perde: la fanno gli specchi. In un museo che conserva l'Apollo e Dafne di Bernini, cioè il marmo più famoso al mondo sul tema della trasformazione vista in un istante, Julien sceglie di trasformare l'immagine stessa davanti agli occhi di chi guarda. Il dialogo con la collezione passa anche da qui.
La Galleria Borghese intorno all'installazione
La Galleria Borghese conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, dipinti e sculture dal XV al XIX secolo, esposti in venti sale affrescate, nel portico e nel Salone d'ingresso. Il nucleo nasce dal collezionismo del cardinale Scipione Borghese (1579-1633), nipote di papa Paolo V.
Bernini e il mito
Nessun museo al mondo ha tante sculture di Gian Lorenzo Bernini: il David del 1623-1624 nella Sala II, sotto la volta con la caduta di Fetonte ispirata a Ovidio; l'Apollo e Dafne nella Sala III; il Ratto di Proserpina nella Sala degli Imperatori. Tre marmi che sono, a tutti gli effetti, metamorfosi scolpite. Chi viene per Julien farà bene a passare da queste sale prima o dopo l'Uccelliera.
Caravaggio, Tiziano, Canova
Nella Sala VIII sono esposti sei dipinti di Caravaggio. Nella Sala XX c'è Amor sacro e Amor profano di Tiziano, nella Sala XVI la Flora ispirata ai Fasti di Ovidio. Nella Sala I la Paolina Borghese di Antonio Canova. Oltre 260 dipinti sono conservati nei Depositi, sopra la Pinacoteca, visitabili su prenotazione.
Una cosa che non ti dice nessuno su All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che la data da segnare non è il 25 ottobre, ma l'11. Fino a domenica 11 ottobre alla Borghese convivono tre cose: la collezione permanente, la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti e il film di Julien, che della mostra è stato pensato come prolungamento. Dopo quella data resteranno solo la collezione e l'installazione. Per chi ha tempo in queste due settimane, la visita combinata vale molto di più della somma delle parti.
La seconda cosa che non si dice riguarda il tempo. Il turno alla Borghese dura due ore e alla fine si esce, e il film di Julien è un'opera da guardare con calma, non da attraversare. Chi entra con l'idea di vedere tutto rischia di arrivare all'Uccelliera negli ultimi dieci minuti, con l'ansia del turno che scade. Il consiglio pratico è decidere prima l'ordine: o si comincia dall'installazione e si prosegue nelle sale, o si riserva all'Uccelliera la seconda ora intera.
Terza cosa: il museo precisa che durante le mostre temporanee il biglietto può subire incrementi. Conviene leggere il prezzo esatto al momento della prenotazione sul sito ufficiale, senza affidarsi a cifre trovate altrove.
La villa del cardinale Scipione: storia in breve
La villa nasce dopo il 1605, quando Camillo Borghese diventa papa con il nome di Paolo V e la famiglia, di origine senese, comincia a costruire sui terreni acquistati fuori Porta Pinciana.
Il cantiere del Seicento
Il progetto parte nel 1607 con Flaminio Ponzio; alla sua morte, nel 1613, subentra Giovanni Vasanzio, mentre i giardini di Carlo Rainaldi proseguono fino al 1620. Già nel marzo 1613 le prime opere della collezione arrivano nella villa. La facciata era decorata da 144 bassorilievi e 70 busti: il Casino non era una casa da abitare, ma una casa da mostrare.
Il Settecento e il museo
Nel 1770 Marcantonio IV Borghese affida ad Antonio Asprucci il rinnovamento degli interni, e gran parte di ciò che vediamo oggi viene da quella campagna. Nel 1891 i dipinti di Palazzo Borghese in via di Ripetta vengono trasferiti nella villa; nel 1902 lo Stato acquista le raccolte e la villa diventa museo, con un prezzo di tre milioni e seicentomila lire per villa, parco e opere.
Il consiglio che ti do per visitare All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
Il consiglio è netto: prenotare un turno del mattino in un giorno feriale entro l'11 ottobre e costruire la visita come un dialogo in tre tempi. Prima la Sala III, con Apollo e Dafne: guardate il punto in cui le dita della ninfa diventano foglie. Poi le sale della mostra su Ovidio, finché è aperta. Infine l'Uccelliera, con il film di Julien, dove la trasformazione non è più scolpita ma proiettata, moltiplicata dagli specchi, portata dalle foreste della California alla Cosmic House di Londra.
Se arrivate dopo l'11 ottobre, il percorso si accorcia ma non perde senso: la collezione permanente è già una mostra sulle metamorfosi, e il film vi arriva come un commento contemporaneo. In questo caso partite dall'installazione, con lo sguardo ancora fresco, e poi lasciatevi il tempo per il piano della Pinacoteca.
Ultimo dettaglio pratico. Prima di andare, leggete le pagine di Ovidio su Apollo e Dafne e su Proserpina: dieci minuti che trasformano la visita. E se avete letto Octavia E. Butler o Donna Haraway, portatevi dietro quella lettura: il film di Julien parla anche a voi.
Orari, biglietti e prenotazione della Galleria Borghese
La Galleria Borghese si visita solo su prenotazione, anche nelle giornate gratuite e anche per chi ha diritto alla gratuità. La biglietteria apre alle 8.30 e il museo alle 9.00.
Chi entra gratis
Sono gratuiti i minori di 18 anni, gli studenti e i docenti di alcuni corsi universitari legati ai beni culturali e all'arte, gli studenti e i docenti delle Accademie di belle arti, i dipendenti del Ministero della Cultura, i membri ICOM, i gruppi scolastici dell'Unione Europea con i loro insegnanti. La gratuità non esonera dalla prenotazione.
La prima domenica del mese
Domenica 4 ottobre 2026 è la prima domenica del mese, giornata a ingresso gratuito nei musei statali. La Galleria rende disponibili i biglietti per le giornate gratuite dieci giorni prima, e resta dovuto il diritto di prenotazione. Sono giornate molto richieste: chi vuole approfittarne deve muoversi appena si aprono le prenotazioni.
Roma Pass
La Galleria rientra nel circuito Roma Pass 48 e 72 ore, sempre con obbligo di prenotazione.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che la Galleria Borghese è uno dei musei più visitati di Roma, con oltre 590 mila ingressi registrati dal Ministero nel 2023. Meno citato è che per quattordici anni è rimasta chiusa: nel 1983 il museo chiuse per un restauro completo e riaprì soltanto nel giugno del 1997. Un'intera generazione di romani è cresciuta senza poter entrare in queste sale.
Da quel restauro discende anche il sistema dei turni che tanti visitatori trovano scomodo. La Galleria lo spiega con la conformazione dell'edificio storico e con ragioni di sicurezza. Per chi ama guardare con calma è un vantaggio: anche nei giorni di punta le sale non sono mai affollate come quelle dei grandi musei senza contingentamento.
Poco citato è anche il rapporto della Borghese con l'arte contemporanea. Dal 2006 il progetto Dieci Grandi Mostre ha portato a Roma monografie internazionali, e fra 2009 e 2010 Caravaggio è stato messo accanto a Francis Bacon. L'arrivo di Isaac Julien nell'Uccelliera si inserisce in questa linea: il museo del cardinale Scipione accetta il confronto con il presente, e ne esce ogni volta più vivo.
La foto giusta da fare a All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
La foto giusta non si fa dentro l'installazione, dove la luce è quella della proiezione e gli specchi restituiscono immagini difficili da catturare senza disturbare chi guarda. Si fa fuori, dal giardino, con l'Uccelliera inquadrata insieme al verde che la circonda. È l'immagine che racconta meglio l'operazione: un padiglione del Seicento nato per gli uccelli esotici che oggi ospita un film sulle relazioni fra specie.
La seconda foto è quella della facciata della Galleria, dal piazzale, con la scalinata a due rampe restaurata negli anni Novanta. Il momento migliore è il mattino presto, prima del primo turno, quando la luce arriva di lato e il piazzale è ancora vuoto.
Dentro le sale del museo, prima di scattare, verificate all'ingresso le regole sulle fotografie; in ogni caso tenete il telefono in tasca davanti all'Apollo e Dafne per almeno qualche minuto. È una scultura che va vista girandole intorno, e nessuna foto restituisce il movimento del marmo come lo fanno gli occhi.
Come arrivare alla Galleria Borghese
La Galleria Borghese si trova in piazzale Scipione Borghese 5, all'interno del parco di Villa Borghese, sul lato verso via Pinciana. Per scegliere la linea di autobus o di tram più adatta al vostro punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso ATAC, indicando come destinazione il piazzale.
A piedi attraverso il parco
Il modo più bello di arrivare è attraversare il parco. Chi viene dal centro entra a Villa Borghese e segue i viali fino al piazzale; da Valle Giulia si risale nel verde. Tenete un margine di un quarto d'ora: i turni partono all'inizio di ogni ora e il ritardo si paga con minuti di visita.
In taxi
Il taxi è la soluzione più semplice per il primo turno del mattino o per chi cammina con difficoltà: basta indicare la Galleria Borghese.
Intorno alla Galleria Borghese: che cosa vedere nel parco
Una mattina alla Borghese si combina con altre visite a pochi passi, tutte dentro o intorno a Villa Borghese.
I Giardini Segreti
Accanto al Casino si trovano i Giardini Segreti della Galleria Borghese, i giardini recintati voluti dalla famiglia. Sono il contesto naturale dell'Uccelliera e aiutano a capire la villa per quello che era: un luogo di delizie oltre che di collezione.
Bilotti e Canonica
Nell'Aranciera di Villa Borghese si trova il Museo Carlo Bilotti, con la collezione di arte del Novecento; poco lontano il Museo Pietro Canonica, casa e studio dello scultore. Due visite brevi che completano bene una mattina alla Borghese.
Villa Giulia e il Bioparco
Scendendo verso Valle Giulia si arriva al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Chi viaggia con bambini può invece dedicare il pomeriggio al Bioparco di Roma: dopo un film sulle relazioni fra umani e animali, una scelta meno casuale di quanto sembri.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1605: Camillo Borghese diventa papa con il nome di Paolo V, e la famiglia avvia la costruzione della villa fuori Porta Pinciana.
1607: comincia il cantiere affidato a Flaminio Ponzio. Nel 1613, alla sua morte, subentra Giovanni Vasanzio; nel marzo dello stesso anno arrivano nella villa le prime opere della collezione del cardinale Scipione.
XVII secolo: viene edificata l'Uccelliera, il padiglione destinato agli uccelli esotici della villa, lo stesso che oggi ospita il film di Isaac Julien.
1623-1624: Gian Lorenzo Bernini scolpisce il David, oggi al centro della Sala II.
1770: Marcantonio IV Borghese affida ad Antonio Asprucci il rinnovamento degli interni.
1902: lo Stato acquista le raccolte del Fidecommisso Borghese e la villa diventa museo.
1983-1997: il museo chiude per un restauro di quattordici anni e riapre nel giugno 1997.
2014: la Galleria diventa uno degli istituti museali dotati di autonomia speciale; nel novembre 2020 la direzione passa a Francesca Cappelletti.
2026: dal 23 giugno all'11 ottobre la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti; dal 15 settembre al 25 ottobre, nell'Uccelliera, All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien.
Isaac Julien alla Borghese con i ragazzi
Sotto i 18 anni l'ingresso alla Galleria è gratuito, con la sola prenotazione da 2 euro, e i bambini fino a 5 anni compiuti sono esonerati anche da quella.
Per chi ha l'età giusta
Il film di Julien non è pensato per i bambini piccoli, ma può funzionare molto bene con i ragazzi delle medie e delle superiori, soprattutto se hanno appena letto qualche episodio delle Metamorfosi a scuola. Le due figure celesti, i viaggi fra foreste e architetture, gli specchi che moltiplicano le immagini: tutto parla il linguaggio visivo che i ragazzi conoscono dalle serie e dal cinema.
Come dosare il turno
Con i più piccoli conviene cominciare dalle sculture di Bernini, che hanno un effetto immediato, e passare all'installazione quando l'attenzione è ancora alta. Il turno di due ore basta, a patto di non voler vedere tutto.
Accessibilità alla Galleria Borghese
La Galleria Borghese dedica all'accessibilità una sezione del proprio sito, alla quale conviene fare riferimento prima della visita.
Prenotazione e accompagnatori
Le persone con disabilità e un loro accompagnatore sono esonerate dal pagamento dei 2 euro di prenotazione, che resta comunque obbligatoria. Conviene segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione telefonica.
Un edificio storico e un padiglione
La villa è un edificio del Seicento su due piani espositivi, e l'Uccelliera è un padiglione separato nel giardino. Chi ha difficoltà motorie chieda all'ingresso il percorso più adatto per raggiungere l'installazione, prima di cominciare il turno.
Chi è passato da All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien alla Galleria Borghese — dal 15 settembre al 25 ottobre 2026
La villa fu costruita per un solo uomo, il cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, e il primo elenco di chi è passato di qui coincide con quello degli artisti che lavorarono per lui. Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio costruirono il Casino, Carlo Rainaldi disegnò i giardini in cui sorge l'Uccelliera. Gian Lorenzo Bernini scolpì per il cardinale il David, l'Apollo e Dafne e il Ratto di Proserpina; Giovanni Lanfranco affrescò la loggia che porta il suo nome.
Nel Settecento arrivò Antonio Asprucci, chiamato da Marcantonio IV a rinnovare gli interni, insieme ai pittori delle volte come Francesco Caccianiga e Domenico De Angelis. Poi la Paolina di Antonio Canova. Nel Novecento la villa è passata allo Stato e i suoi visitatori si contano oggi a centinaia di migliaia ogni anno.
Nel 2026 la lista si allunga in una direzione nuova. Per la mostra su Ovidio sono arrivati dal Rijksmuseum i curatori olandesi e le opere in prestito; nell'Uccelliera sono passati, in forma di immagine, Sheila Atim e Gwendoline Christie, due attrici di fama internazionale, insieme a Palazzo Te di Giulio Romano, alla Cosmic House di Charles Jencks e alle sequoie della California. E naturalmente Isaac Julien, che ha ripensato la sua opera per questo padiglione: uno dei pochi artisti viventi ad aver lavorato dentro la villa del cardinale Scipione.
Come organizzare la mattina alla Borghese
Prima della visita
Prenotate sul canale ufficiale, stampate o salvate la conferma, arrivate con un quarto d'ora di anticipo. Le borse grandi vanno lasciate al guardaroba: viaggiate leggeri.
Durante il turno
Decidete subito l'ordine della visita e tenete d'occhio l'orologio: il film di Julien merita tempo pieno, non gli ultimi minuti del turno.
Dopo la visita
Uscite nel parco: i Giardini Segreti, il Bilotti, il Canonica o una passeggiata verso il Pincio completano la mattina senza bisogno di mezzi.
Dove mangiare vicino alla Galleria Borghese
Dentro Villa Borghese le possibilità di mangiare sono limitate, e conviene programmare il pranzo fuori dal parco.
Il Pinciano
Uscendo verso via Pinciana si entra nel quartiere Pinciano, con bar, tavole calde e trattorie di quartiere frequentati da chi lavora in zona. Scendendo verso Porta Pinciana e via Veneto l'offerta si fa più turistica e più cara.
Piazza del Popolo
Attraversando il parco verso il Pincio si scende a piazza del Popolo e al Tridente, dove la scelta è ampia, con i prezzi del centro storico.
Roma fra settembre e ottobre: il periodo giusto
L'installazione copre il passaggio fra fine estate e pieno autunno, il periodo in cui Roma torna vivibile: giornate ancora lunghe a settembre, luce bassa e dorata a ottobre, parchi che tornano pieni di romani. Villa Borghese in queste settimane è al suo meglio, e una mattina fra museo e parco è il modo più semplice di goderla. Ottobre è anche un mese di mostre e festival in tutta la città: chi viene da fuori trova un calendario fitto, e la Borghese resta il punto fermo intorno a cui costruirlo.
Domande frequenti su Isaac Julien alla Galleria Borghese
Fino a quando si può vedere il film di Isaac Julien alla Galleria Borghese?
All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien è presentata alla Galleria Borghese dal 15 settembre al 25 ottobre 2026, negli spazi dell'Uccelliera. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 17.45, e resta chiuso il lunedì.
Dove si trova l'installazione di Isaac Julien alla Borghese?
L'installazione di Isaac Julien si trova nell'Uccelliera della Galleria Borghese, il padiglione costruito nel Seicento per gli uccelli esotici della villa, nel giardino del museo in piazzale Scipione Borghese 5, dentro il parco di Villa Borghese.
Quanto costa il biglietto della Galleria Borghese?
Il biglietto intero della Galleria Borghese costa 16 euro, 11 euro per l'ultimo turno; il ridotto costa 2 euro dai 18 ai 25 anni, e sotto i 18 anni l'ingresso è gratuito. A tutti si aggiungono 2 euro di prenotazione obbligatoria. Le modalità di accesso all'installazione si leggono sul sito ufficiale del museo.
Chi sono le attrici del film di Isaac Julien alla Borghese?
Nel film All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien recitano Sheila Atim e Gwendoline Christie, che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche. Il loro viaggio passa da Palazzo Te a Mantova, dalla Cosmic House di Londra e dalle foreste di sequoie della California.
Si può vedere Isaac Julien insieme alla mostra Metamorfosi alla Galleria Borghese?
Alla Galleria Borghese il film di Isaac Julien e la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti convivono fino all'11 ottobre 2026, giorno di chiusura della mostra. Dal 12 al 25 ottobre resta visitabile l'installazione, insieme alla collezione permanente del museo.
Serve prenotare per entrare alla Galleria Borghese?
Alla Galleria Borghese la prenotazione è sempre obbligatoria, anche per chi ha diritto all'ingresso gratuito e nelle giornate gratuite come la prima domenica del mese. Si entra a turni che partono ogni ora e durano due ore; il telefono indicato dal museo è lo 06 32810.
Chi ha curato l'installazione di Isaac Julien alla Borghese?
L'installazione All That Changes You. Metamorphosis alla Galleria Borghese è curata da Lorenzo Giusti. L'artista l'ha ripensata appositamente per l'Uccelliera, in una versione a canale unico moltiplicata da un sistema di specchi, diversa dall'originale a dieci schermi.
Il consiglio finale su All That Changes You
Conviene andarci entro l'11 ottobre, di mattina, in un giorno feriale, e vedere l'Apollo e Dafne di Bernini subito prima del film. Quattrocento anni separano quel marmo dalle due figure celesti di Julien, ma parlano della stessa cosa, e in poche città al mondo si può ascoltarle nella stessa ora. Dopo l'11 ottobre, a nostro giudizio, la visita vale comunque: la Borghese con un film contemporaneo nel giardino è un'occasione che Roma non offre spesso.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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