125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all’Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
Giovedì 15 ottobre 2026, dalle 18:00 alle 21:00, la British School at Rome, l'Accademia Britannica di via Antonio Gramsci 61 (00197 Roma), apre la piccola mostra fotografica 125 years of archaeology at the British School at Rome, dedicata a centoventicinque anni di ricerche a Falerii Novi. La serata comincia alle 18:00 nel Lecture Theatre della BSR con un breve saluto di Abigail Brundin, direttrice dell'istituto, e di Stephen Kay, responsabile dell'archeologia; l'appuntamento è solo in presenza, senza collegamento online. La sede si trova a Valle Giulia, accanto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna: il tram ferma a pochi passi, alle fermate Galleria Arte Moderna e Belle Arti, e la stazione Flaminio della metro A è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria dalla vicina Galleria Nazionale. Le modalità di partecipazione e ogni aggiornamento sono pubblicati sul sito ufficiale della British School at Rome, nella pagina dell'evento.
È una serata breve e di nicchia, e proprio per questo preziosa. Le accademie straniere di Valle Giulia aprono le porte al pubblico poche volte l'anno, e quasi sempre per occasioni come questa: un anniversario, una mostra piccola, un'ora di parole e fotografie fra studiosi. La British School festeggia nel 2026 i suoi centoventicinque anni, e lo fa raccontando uno dei suoi cantieri più importanti, la città romana di Falerii Novi, a una cinquantina di chilometri da Roma. Chi ama l'archeologia del Lazio trova qui un'occasione rara di entrare in un edificio di Edwin Lutyens e di vedere il lavoro di un secolo in una sola stanza.
125 years of archaeology at the British School at Rome: la serata del 15 ottobre
L'appuntamento del 15 ottobre 2026 va dalle 18:00 alle 21:00 e si apre con un saluto nel Lecture Theatre della British School at Rome. La presentazione è affidata ad Abigail Brundin, direttrice dal settembre 2021, e a Stephen Kay, Archaeology Manager della BSR.
Un appuntamento, non una mostra lunga
La BSR presenta l'iniziativa come una piccola mostra fotografica inserita nelle celebrazioni del centoventicinquesimo anniversario, e il portale turistico di Roma Capitale la segnala per la sola data del 15 ottobre. Conviene quindi trattarla come un appuntamento serale: si arriva per l'inizio delle 18:00, si ascolta la presentazione, si guardano le fotografie. Se l'esposizione dovesse restare visitabile anche nei giorni successivi, l'informazione sarà sul sito dell'istituto.
Solo in presenza
La pagina ufficiale specifica che l'evento si svolge solo in presenza, senza collegamento a distanza. Chi vuole vedere le fotografie deve salire a Valle Giulia.
La lingua
La British School è un istituto britannico e le sue comunicazioni sono in inglese; il portale di Roma Capitale ne pubblica anche una presentazione in italiano. La presentazione di un istituto di ricerca internazionale richiama per natura un pubblico misto, accademico e cittadino.
Un programma soggetto a variazioni
Come per ogni evento di un istituto di ricerca, il programma può subire cambiamenti. Il giorno prima conviene riaprire la pagina dell'evento sul sito della British School at Rome.
Cosa si vede: le fotografie di Falerii Novi
La mostra riunisce una selezione di fotografie scattate a Falerii Novi nell'arco dei centoventicinque anni di vita della British School at Rome, dal primo Novecento agli scavi di oggi.
La Porta di Giove
L'immagine scelta dalla BSR per presentare la serata è una fotografia della porta occidentale di Falerii Novi, la cosiddetta Porta di Giove, scattata da padre Peter Paul Mackey fra il 1890 e il 1905 e oggi conservata nelle Research Collections della BSR. È una foto di oltre un secolo fa, e mostra le mura romane quasi intatte in mezzo alla campagna: il punto di partenza ideale per capire cosa è cambiato da allora.
Un archivio che diventa racconto
Le collezioni fotografiche della British School sono una delle sue ricchezze meno conosciute. Accanto alla biblioteca specialistica, l'istituto conserva un archivio fotografico storico, dal quale proviene anche l'immagine della Porta di Giove. Metterle in fila su un unico sito archeologico permette di leggere un secolo di archeologia: come si fotografava, cosa si cercava, cosa è stato scoperto.
Un secolo in una stanza
Una mostra che copre centoventicinque anni mette fianco a fianco immagini nate con tecniche e scopi molto diversi, dalla documentazione di fine Ottocento alle campagne di scavo recenti. La BSR non pubblica l'elenco delle fotografie esposte: la scoperta fa parte della serata.
Falerii Novi, la città romana della valle del Tevere
Falerii Novi è una città romana fondata nel 241 a.C. nel territorio dei Falisci, a Faleri, frazione di Fabrica di Roma, fra Fabrica e Civita Castellana, a circa cinquanta chilometri a nord di Roma.
Dalla città falisca alla città romana
La città più antica, Falerii, oggi chiamata Falerii Veteres, sorgeva sul pianoro tufaceo dove si trova l'attuale centro storico di Civita Castellana. Era la città dei Falisci, un popolo di cultura vicina a quella etrusca ma con una lingua propria. Alla fine della prima guerra punica i Falisci si ribellarono a Roma; la città fu conquistata nel 241 a.C., rasa al suolo e ricostruita dai Romani in pianura, pochi chilometri più a nord, con il nome di Falerii Novi. Lì furono trasferiti i superstiti.
Le mura
Il perimetro della città misura circa 2400 metri e ha una forma approssimativamente triangolare. Le mura sono uno degli esempi meglio conservati di architettura militare romana: c'erano circa ottanta torri, e una cinquantina sono ancora in piedi. Delle otto porte originarie, due sono particolarmente notevoli, e una è la Porta di Giove della fotografia scelta per la mostra.
Foro, teatro e anfiteatro
Il foro e il teatro furono scavati nel XIX secolo, così come l'anfiteatro, fuori dalle mura, con un'arena di 55 metri per 33. Altri scavi all'interno risalgono agli anni Settanta del Novecento. Per secoli, però, la maggior parte della città è rimasta sepolta sotto i campi.
Santa Maria di Falleri
Dentro le mura si trova l'abbazia cistercense di Santa Maria di Falleri, costruita alla fine del XII secolo da monaci arrivati dalla Savoia, riutilizzando le pietre della città romana. Al portale lavorarono marmorari della famiglia dei Cosmati. L'ultima menzione di Falerii Novi nelle fonti scritte risale al 1064; la sede vescovile vi rimase fino al 1033, poi la popolazione tornò sul sito più antico e più sicuro.
Gli scavi della British School a Falerii Novi
Falerii Novi è oggi il sito di importanti scavi condotti dalla British School at Rome, e la mostra del 15 ottobre ne ripercorre la storia per immagini.
La città vista senza scavare
Nel 2020 un'équipe britannica ha indagato l'intera area della città con il georadar, rivelando con precisione la posizione e i contorni di moltissimi edifici e monumenti, oltre al reticolo delle strade. La notizia fece il giro della stampa italiana, da Repubblica a Rai News a Focus: una città romana intera, letta sotto terra senza muovere una zolla.
Dal georadar al cantiere
Il passaggio successivo è lo scavo, ed è quello che la BSR conduce oggi. La mostra permette di vedere il percorso completo: le fotografie di fine Ottocento delle mura in mezzo ai campi, le campagne del Novecento, i cantieri di oggi. Per chi segue l'archeologia è un modo di capire come cambia il mestiere in un secolo.
Stephen Kay
A presentare la serata con la direttrice c'è Stephen Kay, Archaeology Manager della British School, cioè il responsabile delle attività archeologiche dell'istituto. È la persona giusta a cui rivolgere, al termine della presentazione, le domande sul cantiere.
I reperti a Roma
I reperti dell'area falisca sono esposti al Museo Archeologico dell'Agro Falisco, in molti musei del mondo e a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a poche centinaia di metri dalla British School. Lì si trovano, fra gli altri, l'Apollo dello Scasato e le terrecotte del tempio dello Scasato di Falerii Veteres, e la Giunone del santuario di Celle.
La British School at Rome: storia dell'Accademia Britannica
La British School at Rome è stata fondata nel 1901, ha ricevuto la Royal Charter nel 1912 e dal 1916 ha sede nell'edificio di Valle Giulia adattato da Sir Edwin Lutyens.
Una missione precisa
La BSR è un centro di ricerca britannico interdisciplinare dedicato alle arti, alle discipline umanistiche e all'architettura, con la storia e l'archeologia al centro delle attività. La sua missione è promuovere la conoscenza di ogni aspetto dell'arte, della storia e della cultura dell'Italia da parte di studiosi e artisti della Gran Bretagna e del Commonwealth, e favorire lo scambio internazionale e interdisciplinare.
Il padiglione del 1911
L'edificio nasce come padiglione britannico dell'Esposizione Internazionale d'Arte del 1911, progettato da Edwin Lutyens. Dopo l'Esposizione, il terreno di Valle Giulia fu concesso al Regno Unito a una condizione: che fosse usato esclusivamente come centro di ricerca britannico per l'archeologia, la storia e le belle arti. Lutyens adattò il padiglione, e nel 1916 la British School vi si trasferì.
Il Lecture Theatre
Nel 2002 sono stati inaugurati una sala conferenze e spazi espositivi progettati da Hugh Petter e sostenuti dalla famiglia Sainsbury; li inaugurò la principessa Alexandra, presidente della BSR. È in quel Lecture Theatre che il 15 ottobre si apre la serata.
Come si regge
La BSR è uno degli istituti sponsorizzati dalla British Academy, pur restando un ente autonomo, ed è registrata come charity secondo la legge inglese. Si sostiene con il contributo della British Academy, degli sponsor delle borse, dei donatori privati e dei soci.
Borse e residenze: la vita dentro la British School
La British School at Rome assegna borse residenziali da tre a dodici mesi ad artisti e studiosi del Commonwealth, che vivono nell'edificio di Valle Giulia e ne usano la biblioteca e gli studi.
Gli ambiti
Le borse coprono l'archeologia dell'Italia e del Mediterraneo, la storia tardoantica e medievale, gli studi rinascimentali e illuministi, gli studi italiani moderni, la storia dell'architettura, l'architettura e l'architettura del paesaggio, le arti visive contemporanee. Gli artisti hanno a disposizione studi e laboratori.
Le borse storiche
Fra i premi più noti ci sono l'Abbey Scholarship in pittura, il Rome Prize in Architecture, la Bridget Riley Fellowship, le fellowship Balsdon e Hugh Last per gli studiosi senior, la Rome Fellowship di nove mesi. Le Abbey Awards, fondate da Gertrude Abbey nel 1926, compiono cento anni proprio nel 2026, e la BSR le celebra con una mostra annunciata per il 4 novembre.
Una comunità
Il risultato è una piccola comunità internazionale che vive sotto lo stesso tetto: pittori accanto ad archeologi, architetti accanto a storici del Medioevo. Una serata pubblica come quella del 15 ottobre è l'occasione per vederla da vicino.
I 125 anni della British School at Rome
Nel 2026 la British School at Rome celebra i centoventicinque anni dalla fondazione con un programma di eventi, mostre e iniziative, di cui la serata su Falerii Novi fa parte.
Il logo
Il logo dell'anniversario è stato disegnato da Hardeep Dhindsa, ricercatore e grafico che è stato Leverhulme Study Abroad Scholar alla BSR nel 2023, e il cui lavoro attinge alla storia e all'architettura dell'edificio.
Gli altri appuntamenti d'autunno
Nello stesso autunno la BSR annuncia la Rushforth Lecture dedicata ai visitatori britannici nella Roma medievale, la mostra sui cento anni delle Abbey Awards il 4 novembre e, il 18 novembre, una performance itinerante di Holly Davey ed Eloise Fornieles nell'archivio di belle arti dell'istituto, con fasce orarie da prenotare online.
Il soffitto di Bridget Riley
Nel 2023 la British School ha svelato un soffitto dipinto da Bridget Riley, la grande pittrice britannica dell'arte ottica, che ha incontrato nell'occasione i vincitori della borsa che porta il suo nome. È uno dei segni più recenti del legame fra l'istituto e l'arte contemporanea britannica.
Valle Giulia e i dintorni della British School
La British School at Rome si trova in via Antonio Gramsci 61, nel quartiere Pinciano, subito accanto a Villa Borghese e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.
La valle delle accademie
Valle Giulia porta ancora il segno dell'Esposizione Internazionale del 1911: il padiglione britannico di Lutyens e il palazzo della Galleria Nazionale nacquero per quell'occasione. È un quartiere verde e residenziale, a ridosso del parco, che la sera diventa silenzioso.
La Galleria Nazionale
La vicina di casa è la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, nata anch'essa per l'Esposizione del 1911 nel palazzo di Cesare Bazzani. Il giovedì sera, fino al 17 dicembre 2026, la Galleria resta aperta dalle 19 alle 23: il 15 ottobre si può passare dalle fotografie di Falerii a Klimt e de Chirico nella stessa sera.
Villa Giulia
A pochi passi c'è il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove sono esposti i reperti falisci; fino al 3 gennaio 2027 ospita anche Dayanita Singh a Villa Giulia. Per un pomeriggio falisco completo, Villa Giulia prima delle 18 e la British School dopo è l'accoppiata perfetta.
Villa Borghese
Alle spalle di via Gramsci si apre Villa Borghese, con la Galleria Borghese e il Bioparco di Roma a pochi minuti.
Come arrivare alla British School at Rome
La British School at Rome si raggiunge in tram, con le fermate Galleria Arte Moderna e Belle Arti a pochi passi da via Gramsci, oppure dalla stazione Flaminio della metro A attraversando Villa Borghese.
In tram
Il tram che percorre viale delle Belle Arti ferma a Galleria Arte Moderna, davanti al museo, e a Belle Arti, su piazzale delle Belle Arti. Da lì via Gramsci è a pochi minuti a piedi. Le linee in servizio cambiano con i lavori e le stagioni: prima di partire controllatele sul sito di ATAC.
In metro
La stazione Flaminio della metro A è la più vicina. Da Piazza del Popolo si sale verso Valle Giulia attraverso Villa Borghese: una passeggiata piacevole alla luce del tardo pomeriggio, meno all'uscita, alle 21, quando il parco è buio. Al ritorno, meglio il tram o un taxi.
In auto
Via Gramsci è fuori dalla ZTL e la sera il quartiere è tranquillo; il parcheggio in strada nelle vie residenziali del Pinciano è possibile ma non garantito. Il taxi resta la soluzione più semplice.
Come organizzare la serata a Valle Giulia
La presentazione comincia alle 18:00: arrivando qualche minuto prima si trova posto nel Lecture Theatre e si ha il tempo di orientarsi nell'edificio.
Prima
Un'ora a Villa Giulia, fra i reperti falisci, prepara lo sguardo alle fotografie. In alternativa, una passeggiata a Villa Borghese nel pomeriggio di metà ottobre, quando la luce è ancora lunga.
Durante
Dopo il saluto di Brundin e Kay c'è il tempo di guardare le fotografie con calma e di parlare con chi ha lavorato sul cantiere. Le serate delle accademie sono fatte anche di questo: domande e conversazioni fra studiosi e pubblico.
Dopo
Il giovedì la Galleria Nazionale è aperta fino alle 23 con biglietto serale: dalle 21, all'uscita dalla BSR, c'è ancora il tempo per un giro fra le sale.
Dove mangiare vicino alla British School
Accanto alla British School, dentro la Galleria Nazionale, c'è il Caffè delle Arti, aperto dal martedì alla domenica dalle 8 alle 20, con ingresso anche da via Gramsci 73.
Prima della serata
Per un caffè o un aperitivo prima delle 18, il Caffè delle Arti è la soluzione più comoda, a pochi metri dalla BSR.
Dopo le 21
A Valle Giulia, la sera, l'offerta è scarsa. Per cenare conviene scendere verso il Flaminio e piazzale Flaminio, oppure verso i Parioli, dove si trovano bar di quartiere, trattorie e pizzerie.
Accessibilità e informazioni pratiche
La British School at Rome non pubblica nella pagina dell'evento indicazioni sull'accessibilità: chi ha esigenze specifiche deve contattare l'istituto attraverso il sito ufficiale prima della serata.
Per chi viaggia
La serata è in inglese e italiano nella comunicazione, e il pubblico è internazionale: un'occasione anche per i visitatori stranieri a Roma che vogliono vedere un luogo fuori dai percorsi abituali.
Con i ragazzi
Per uno studente di liceo appassionato di storia antica, una serata del genere vale più di un capitolo di manuale: fotografie vere, archeologi veri, una città romana raccontata da chi ci lavora.
Una curiosità su 125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all'Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
La fotografia scelta dalla British School per presentare la serata non è di un archeologo professionista: la firma Father Peter Paul Mackey, padre Mackey, e risale agli anni fra il 1890 e il 1905. Lo scatto è oggi nelle Research Collections della BSR, catalogate come patrimonio di ricerca. La Porta di Giove di Falerii Novi, ripresa da Mackey più di un secolo fa, è diventata così il volto di un anniversario.
La seconda curiosità riguarda il nome stesso della città. Falerii Novi, la Falerii nuova, nasce da una punizione: dopo la ribellione dei Falisci nel 241 a.C. i Romani rasero al suolo la città antica sul pianoro e spostarono gli abitanti in pianura, dove era più facile controllarli. La città nuova, fondata per sorvegliare, è oggi una delle meglio conservate del Lazio proprio perché è stata abbandonata presto.
La terza è una leggenda antica legata a Falerii Veteres, la città madre: quella del maestro di scuola che voleva consegnare i ragazzi a Camillo, che assediava la città. Camillo rifiutò il tradimento, e i Falisci, colpiti dal gesto, si arresero. Una leggenda che dà alla terra dei Falisci un posto nella storia morale di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su 125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all'Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
Il terreno su cui sorge la British School non è stato comprato: fu concesso al Regno Unito dopo l'Esposizione Internazionale del 1911, con una clausola precisa. Poteva essere usato soltanto come centro di ricerca britannico per l'archeologia, la storia e le belle arti. La British School esiste a Valle Giulia, in altre parole, a patto di fare archeologia e arte. Una serata dedicata agli scavi di Falerii Novi, nel centoventicinquesimo anniversario, è quasi un modo di rinnovare quella promessa.
La seconda cosa che pochi sanno è che, durante la seconda guerra mondiale, la BSR restò senza direttore: fra il 1939 e il 1945 il posto rimase vacante. Il dopoguerra fu affidato a John Bryan Ward-Perkins, che guidò l'istituto per quasi trent'anni, dal 1946 al 1974: la direzione più lunga della sua storia.
La terza riguarda i gatti. Nella pagina dedicata al centoventicinquesimo anniversario, fra le cose che una donazione può sostenere, la BSR cita la cura dei suoi giardini e il benessere della famiglia di gatti residenti. In una città di colonie feline, anche un'accademia britannica ha le sue.
Il consiglio che ti do per visitare 125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all'Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
Fate precedere la serata da una visita al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a pochi minuti a piedi. Cercate i reperti di Falerii: l'Apollo dello Scasato, le terrecotte del tempio, la Giunone di Celle. Arrivare alla British School dopo aver visto cosa producevano gli artigiani falisci cambia completamente il modo in cui si guardano le fotografie di Falerii Novi: si capisce chi erano le persone deportate in pianura nel 241 a.C., e cosa avevano lasciato alle spalle.
Secondo consiglio: arrivate puntuali. La serata comincia alle 18:00 con un saluto breve, e la parte più interessante per chi non è del mestiere è proprio quella: pochi minuti in cui la direttrice e il responsabile dell'archeologia spiegano perché Falerii Novi è così importante per la BSR. Arrivare alle 18:30 significa guardare le foto senza la chiave per leggerle.
Terzo: se l'archeologia vi prende, la visita vera è a Falerii Novi. Il sito archeologico si trova accanto alla stazione di Faleri, sulla ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo, ed è a libera fruizione. Una mattina d'autunno lungo le mura, con la Porta di Giove e l'abbazia di Santa Maria di Falleri, è una delle gite più belle che si possano fare da Roma.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che Roma ospita molte accademie straniere, dall'Académie de France all'American Academy, dall'Istituto Archeologico Germanico all'Accademia di Romania; si ricorda meno spesso che la British School ha l'archeologia scritta nel suo atto di nascita. La concessione del terreno di Valle Giulia la vincola a essere un centro di ricerca per l'archeologia, la storia e le belle arti, e storia e archeologia restano ancora oggi il cuore delle sue attività.
Lo si vede anche dall'elenco dei direttori: per tradizione la BSR è guidata da uno studioso di storia classica, di storia dell'arte o di archeologia, da Thomas Ashby, direttore dal 1906 al 1925, a John Bryan Ward-Perkins, dal 1946 al 1974. E lo si vede dalle borse, la prima delle quali, in ordine di elenco, è dedicata all'archeologia dell'Italia e del Mediterraneo. Falerii Novi è il cantiere in cui questa vocazione si fa concreta, a una cinquantina di chilometri da Valle Giulia.
La serata del 15 ottobre è quindi più di una piccola mostra. È il racconto, per fotografie, di centoventicinque anni di lavoro britannico sul territorio a nord di Roma, dalla foto di padre Mackey alla prospezione con il georadar del 2020 fino agli scavi di oggi.
La foto giusta da fare a 125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all'Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
La foto da fare è la facciata della British School di Lutyens, da via Gramsci, arrivando prima delle 18 con la luce di metà ottobre. È un'architettura classica, nata nel 1911 come padiglione nazionale e adattata dallo stesso Lutyens a sede dell'istituto. Inquadratela intera, con un po' del verde di Villa Borghese ai lati: è la cartolina di un'accademia straniera a Roma.
Dentro, prima di fotografare le fotografie in mostra, chiedete se è consentito: sono materiali d'archivio, e le regole variano. Se sì, cercate la Porta di Giove di padre Mackey, e fotografatela con discrezione, magari con qualcuno davanti che la guarda: un'immagine di un'immagine, centoventi anni dopo.
La terza foto è per un'altra giornata: la vera Porta di Giove, a Falerii Novi, dallo stesso punto di vista di Mackey. Confrontare le due immagini, quella di fine Ottocento e quella di oggi, è il miglior modo di capire cosa racconta la mostra.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della British School comincia nel 1901, con la fondazione a Roma di un istituto britannico per lo studio dell'arte, della storia e dell'archeologia italiana. Nel 1911 l'Esposizione Internazionale d'Arte porta a Valle Giulia i padiglioni nazionali, e quello britannico è progettato da Edwin Lutyens. Nel 1912 l'istituto riceve la Royal Charter, e dopo l'Esposizione il terreno del padiglione viene concesso al Regno Unito con la condizione che resti un centro di ricerca. Nel 1916, dopo gli adattamenti di Lutyens, la British School entra nella sua sede definitiva.
Negli anni Venti arrivano i primi grandi artisti borsisti: Winifred Knights vi risiede fra il 1920 e il 1923, Colin Gill nei primi anni del decennio. Nel 1926 Gertrude Abbey fonda le borse intitolate a Edwin Austin Abbey, oggi Abbey Awards. Dal 1939 al 1945, durante la guerra, l'istituto resta senza direttore; nel 1946 comincia la lunga direzione di Ward-Perkins.
Nel 2002 la principessa Alexandra inaugura il Lecture Theatre e le gallerie progettate da Hugh Petter. Nel 2020 un'équipe britannica rileva con il georadar l'intera città di Falerii Novi. Nel 2021 Abigail Brundin diventa direttrice; nel 2023 viene svelato il soffitto dipinto da Bridget Riley. Il 15 ottobre 2026, per i centoventicinque anni, la BSR racconta per immagini il suo lavoro a Falerii.
Chi è passato da 125 years of archaeology at the British School at Rome, serata all'Accademia Britannica — 15 ottobre 2026
Dalla British School sono passati alcuni dei nomi più importanti dell'arte britannica del Novecento e di oggi. Fra gli artisti borsisti ricordati dall'istituto ci sono Winifred Knights e Colin Gill negli anni Venti, poi Gillian Ayres, Joe Tilson, Cornelia Parker, Mark Wallinger, Julian Opie, Cerith Wyn Evans, Elizabeth Price, Laure Prouvost, Richard Billingham, Chantal Joffe. Bridget Riley ha lasciato qui un soffitto dipinto.
Fra gli studiosi, la BSR ha ospitato storici e archeologi come David Abulafia, storico del Mediterraneo a Cambridge, Nicholas Purcell, professore di storia antica a Oxford, Penelope Curtis, già direttrice della Tate Britain, e Nicholas Cullinan, direttore della National Portrait Gallery di Londra.
E poi i direttori: Thomas Ashby, Bernard Ashmole, Ian Richmond, John Bryan Ward-Perkins, Graeme Barker, Richard Hodges, Andrew Wallace-Hadrill, autore del volume sui primi cento anni dell'istituto, Christopher Smith, Chris Wickham. Oggi c'è Abigail Brundin, che il 15 ottobre apre la serata su Falerii Novi.
Domande frequenti su 125 years of archaeology alla British School at Rome
Quando si tiene 125 years of archaeology at the British School at Rome?
La serata 125 years of archaeology at the British School at Rome si tiene giovedì 15 ottobre 2026 dalle 18:00 alle 21:00. Alle 18:00 il saluto di Abigail Brundin e Stephen Kay nel Lecture Theatre apre una piccola mostra fotografica sugli scavi di Falerii Novi.
Dove si trova la British School at Rome?
La British School at Rome, o Accademia Britannica, si trova in via Antonio Gramsci 61, 00197 Roma, a Valle Giulia, accanto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e a Villa Borghese. Il tram ferma a Galleria Arte Moderna e Belle Arti; la metro più vicina è Flaminio.
La serata della British School si può seguire online?
No, la serata della British School at Rome del 15 ottobre si svolge solo in presenza, come specifica la pagina ufficiale dell'evento. Per le fotografie di Falerii Novi bisogna andare a Valle Giulia.
Cos'è Falerii Novi?
Falerii Novi è la città romana fondata nel 241 a.C. dopo la distruzione della falisca Falerii Veteres, oggi Civita Castellana. Le rovine si trovano a Faleri, frazione di Fabrica di Roma; le mura conservano una cinquantina delle circa ottanta torri originarie. È il sito degli scavi in corso della British School at Rome.
Come si partecipa alla serata della British School at Rome?
Le modalità di partecipazione alla serata 125 years of archaeology sono indicate sul sito ufficiale della British School at Rome, nella pagina dell'evento. Il programma può subire variazioni: conviene controllarla il giorno prima.
Quando è stata fondata la British School at Rome?
La British School at Rome è stata fondata nel 1901 e ha ricevuto la Royal Charter nel 1912. Dal 1916 ha sede a Valle Giulia nell'edificio adattato da Edwin Lutyens dal padiglione britannico dell'Esposizione del 1911. Nel 2026 celebra i centoventicinque anni.
Cosa vedere vicino alla British School at Rome?
Accanto alla British School at Rome ci sono la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, aperta il giovedì sera fino alle 23 fino al 17 dicembre, il Museo Etrusco di Villa Giulia, con i reperti falisci, Villa Borghese, la Galleria Borghese e il Bioparco.
In chiusura
Un consiglio: le serate delle accademie straniere sono il modo più semplice per vedere una Roma che i turisti non vedono. Il 15 ottobre fate Villa Giulia nel pomeriggio, salite a via Gramsci per le 18, ascoltate Brundin e Kay, guardate la Porta di Giove di padre Mackey. Poi, in una mattina di novembre, andate a Falerii Novi a vederla dal vero. Centoventicinque anni di archeologia britannica si capiscono così: con i piedi sul sito.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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