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Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

In breve. Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria, lo spettacolo con cui il regista svizzero Thom Luz apre la maratona teatrale HEIMAT Patria/Straniero, va in scena al Mattatoio di Roma mercoledì 21 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival…

Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria, lo spettacolo con cui il regista svizzero Thom Luz apre la maratona teatrale HEIMAT Patria/Straniero, va in scena al Mattatoio di Roma mercoledì 21 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026, nella sala che il festival indica come T1. In scena ci sono le allieve e gli allievi del corso di II livello in recitazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, con cui lo spettacolo è realizzato. Il Mattatoio si trova a Testaccio, con ingresso di riferimento in piazza Orazio Giustiniani 4 e un fronte sul lungotevere Testaccio: si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in una decina di minuti, oppure con il tram 3 e i bus 83 e 673 che percorrono via Marmorata. Il biglietto costa 15 euro e si compra sul sito ufficiale del Romaeuropa, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione o al box office del festival, al numero 06 4555 3050.

Thom Luz al Mattatoio in breve: data, orario, sala, biglietto

Una sola sera, mercoledì 21 ottobre 2026 alle 19, al Mattatoio di Testaccio, con biglietto a 15 euro: è la replica unica del Ritorno dei 11 Ulisse in Patria di Thom Luz al Romaeuropa Festival.

Data e orario

Il calendario del festival indica una recita sola, mercoledì 21 ottobre alle 19. È la prima delle cinque serate di HEIMAT Patria/Straniero, che proseguono il 23, il 25, il 27 e il 30 ottobre, sempre alle 19 e sempre al Mattatoio. L'orario presto lascia la serata libera: si esce in tempo per cenare a Testaccio.

La sala

Il festival colloca lo spettacolo nello spazio indicato come Mattatoio T1, uno dei teatri ricavati negli ex padiglioni del macello. Chi non conosce il complesso deve mettere in conto qualche minuto per orientarsi fra i viali interni.

Sezione del festival

Il Romaeuropa inserisce il lavoro nella sezione teatro e nel filone Ultra REF, dedicato alle generazioni più giovani, e lo presenta in corealizzazione con l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico.

Il prezzo

Il biglietto costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale del festival. Per chi vuole vedere più serate della maratona, le condizioni di abbonamento sono pubblicate sul sito del Romaeuropa.

HEIMAT Patria/Straniero: la maratona dell'Accademia Silvio d'Amico

HEIMAT Patria/Straniero è un progetto in cinque spettacoli, firmati da cinque registi diversi, per un unico cast di sette attrici e attori del corso di II livello in recitazione dell'Accademia Silvio d'Amico, tutti costruiti intorno a un medesimo dispositivo scenico.

Cinque registi, un tema

Il festival la definisce una maratona di cinque giorni. Il tema comune è nella parola tedesca Heimat, che l'italiano fatica a tradurre: la patria, ma anche la casa, il luogo a cui si appartiene. Accanto, come controcanto, la parola straniero. Ogni regista la declina a modo suo, con lo stesso gruppo di interpreti e dentro la stessa macchina scenica.

Il calendario completo

Il 21 ottobre apre Thom Luz con Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria. Il 23 ottobre Fabiana Iacozzilli firma La Trilogia di Belgrado di Biljana Srbljanovic. Il 25 ottobre Leonardo Lidi dirige Edeyen di Letizia Russo. Il 27 ottobre Leonardo Manzan presenta Il Salto di Nureyev. Il 30 ottobre chiude Ersan Mondtag con Winterreise di Elfriede Jelinek. Tutte le serate cominciano alle 19.

Il cast

I sette interpreti della Compagnia dell'Accademia sono Leonardo Cappelli, Jacopo Casalino, Christian D'Agostino, Andrea De Luca, Sofia Ferrari, Francesca Massari e Vittoria Salamone. Per loro è un'occasione rara: cinque registi di linguaggi lontanissimi, in pochi giorni, davanti al pubblico di un grande festival internazionale.

Perché è un progetto importante

Mettere un gruppo di allievi davanti a registi come Thom Luz ed Ersan Mondtag, due nomi di punta della scena di lingua tedesca, significa formarli sul teatro europeo di oggi, oltre che sul repertorio. Per chi guarda, è la possibilità di vedere lo stesso gruppo di attori trasformarsi da una sera all'altra: chi può, veda almeno due serate.

Cosa si vedrà nel Ritorno dei 11 Ulisse in Patria

Thom Luz inaugura il percorso di HEIMAT con un lavoro che, secondo la presentazione del Romaeuropa, apre la maratona con una riflessione sul rapporto fra casa, identità e straniamento.

Il teatro musicale di Luz

Il festival descrive Luz come autore di un personalissimo teatro musicale in cui suono, spazio, luce e presenza scenica si intrecciano in paesaggi poetici sospesi fra concerto, performance e installazione. Chi conosce i suoi lavori sa che la musica, nei suoi spettacoli, non accompagna: costruisce la scena. Gli attori spesso suonano, cantano, si muovono dentro un ambiente sonoro che cambia la percezione dello spazio.

Memoria e appartenenza

La presentazione parla di uno sguardo attento alle tracce invisibili della memoria e dell'appartenenza. Il tema di Ulisse, l'uomo che torna a casa dopo vent'anni e non viene riconosciuto, è il più antico racconto occidentale sul ritorno e sullo straniamento: tornare in patria e sentirsi stranieri. Per un progetto intitolato Patria/Straniero è il punto di partenza più naturale.

Il titolo e i numeri

Il titolo richiama quello dell'opera di Claudio Monteverdi, Il ritorno d'Ulisse in patria, moltiplicando però il protagonista. Qui c'è un dettaglio da segnalare: la pagina italiana dello spettacolo sul sito del Romaeuropa scrive 11 Ulisse, mentre la pagina generale di HEIMAT e la versione inglese parlano di 10 Ulisse. Il numero degli Ulisse, insomma, oscilla già prima del debutto, e per un lavoro sull'identità incerta non è il peggiore degli inciampi.

Cosa aspettarsi

Non una messinscena dell'Odissea, e nemmeno un'opera barocca. È ragionevole aspettarsi un lavoro corale, in cui il suono e la luce hanno lo stesso peso delle parole, e in cui il mito diventa materiale per una riflessione sul sentirsi a casa. La durata non è pubblicata sulla pagina dello spettacolo.

La nostra opinione

Luz è uno di quei registi che si vedono di rado in Italia, e quasi sempre nei festival. Vederlo al lavoro con giovani attori italiani, e non con la sua compagnia abituale, è un esperimento: può riuscire benissimo o lasciare perplessi, ma è esattamente il tipo di serata per cui esiste un festival come il Romaeuropa.

Thom Luz: biografia del regista svizzero

Thom Luz è nato a Zurigo il 9 gennaio 1982 ed è regista, musicista e scenografo; nel 2019 ha ricevuto il Premio svizzero di teatro, il riconoscimento nazionale più importante per la scena elvetica.

La formazione

Dopo la scuola media superiore a Zurigo, ha studiato recitazione alla Zürcher Hochschule der Künste, l'università delle arti della città, e ha ottenuto il diploma nel 2005. È un dettaglio che conta per questa serata: Luz arriva alla regia da attore, e lavora ora con allievi attori di una scuola nazionale.

Gli esordi

Dal 2007 sviluppa progetti sia nella scena indipendente sia nei teatri stabili di Svizzera, Germania, Belgio e Francia. Il primo titolo della sua lista di regie è Patience Camp, presentato nel 2007 al Treibstoff Festival. Parallelamente ha suonato come cantante e chitarrista nella band My Heart Belongs to Cecilia Winter: la musica, per lui, è sempre stata un mestiere e non un ornamento.

Il Theatertreffen

Le sue regie sono state premiate più volte e invitate al Theatertreffen di Berlino, la rassegna che ogni anno seleziona gli spettacoli più importanti dell'area tedesca. Fra i titoli invitati ci sono Atlas der abgelegenen Inseln, prodotto nel 2014 dallo Schauspiel Hannover, e Traurige Zauberer, allestito nel 2016 allo Staatstheater di Magonza.

Basilea e Monaco

Dal 2015 al 2020 è stato regista stabile del Theater Basel sotto la direzione di Andreas Beck, e dal 2019 ha lo stesso ruolo al Residenztheater di Monaco di Baviera. A Basilea ha firmato, fra gli altri, Der Zauberberg nel 2015, LSD Mein Sorgenkind nello stesso anno, Inferno e Paradiso nel 2017, Leonce und Lena nel 2018, poi ripreso anche al Residenztheater e a Nanterre.

I lavori in tournée

Alcuni suoi spettacoli hanno girato l'Europa. Unusual Weather Phenomena Project, del 2016, è passato dalla Gessnerallee di Zurigo alla Kaserne di Basilea, da Vidy Lausanne a Nanterre Amandiers, dal NET Festival di Mosca alle Münchner Kammerspiele e al Festspielhaus Hellerau. Girl from the fog machine factory, del 2018, è arrivato fino al Sommerfestival di Kampnagel ad Amburgo e al festival di Epidauro. Der Mensch erscheint im Holozän, del 2016, è nato fra il Deutsches Theater di Berlino e il Theater Basel.

Gli anni recenti

Nel 2023 ha firmato Die acht Oktavhefte al Deutsches Schauspielhaus di Amburgo. Nel 2024 ha presentato Sternstunden der Menschheit, da Stefan Zweig, al Festival di Salisburgo, e TOURIST TRAP, prodotto fra Kaserne Basel, Gessnerallee, Vidy Lausanne, Bühne Aarau e il Teatro Stabile dell'Umbria: un primo legame con la produzione italiana.

Oltre il palcoscenico

Luz lavora anche per la radio e per i musei. Due suoi spettacoli sono diventati radiodrammi con la radio svizzera SRF, uno anche con la tedesca WDR. La sua Unusual Weather Phenomena Machine, una scenografia che si muove da sola, è stata esposta fra il 2016 e il 2019 al Museo Tinguely di Basilea, al CDN di Orléans, alla Quadriennale di Praga e al Bauhaus Festival di Weimar; nel 2019 il Kunstmuseum di Basilea ha ospitato la sua videoinstallazione Zu Füssli.

Come lo vede la critica

Nel 2024 il quotidiano zurighese Tages-Anzeiger lo ha definito il regista svizzero più importante della sua generazione. È un giudizio forte, e il curriculum lo sostiene: Theatertreffen, Salisburgo, i grandi stabili tedeschi, un premio nazionale prima dei quarant'anni.

L'Accademia Silvio d'Amico e i suoi allievi

L'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico è la scuola nazionale di teatro di Roma, intitolata al critico che ne fu il fondatore; il Romaeuropa la coinvolge in corealizzazione per l'intero progetto HEIMAT.

Una scuola che va in scena

Gli interpreti del 21 ottobre sono allievi del corso di II livello in recitazione. Per loro la maratona è una prova professionale vera: cinque spettacoli, cinque metodi, un pubblico pagante e la critica di un festival internazionale.

Perché conta per il pubblico

Vedere attori giovani nel momento in cui passano dalla scuola al mestiere è uno dei piaceri meno conosciuti del teatro. Fra qualche anno alcuni di quei nomi saranno sui cartelloni dei teatri stabili; chi li ha visti al Mattatoio potrà dire di averli visti nascere.

Il giudizio

Scegliere registi stranieri di questo livello per una produzione di scuola è una scelta coraggiosa, e va riconosciuta. Il teatro italiano soffre spesso di chiusura: qui succede il contrario.

Thom Luz dentro il Romaeuropa Festival 2026

Il Romaeuropa Festival 2026 si svolge dall'8 settembre al 15 novembre in una ventina di spazi della capitale; lo spettacolo di Thom Luz è il primo capitolo del progetto HEIMAT, uno dei più ambiziosi della sezione teatro.

Il Mattatoio come polo del festival

La sede operativa del festival è l'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, a poche centinaia di metri dal Mattatoio. Per due mesi Testaccio e l'Ostiense sono il distretto della scena contemporanea di Roma. Nelle settimane precedenti il Mattatoio ha ospitato, fra gli altri, Muette di Boris Charmatz e il lavoro di Chara Kotsali.

La panoramica dell'edizione

Il quadro completo del cartellone, con le sedi e le sezioni, è nella scheda sul Romaeuropa Festival 2026.

Altri titoli collegati

Nella pagina dello spettacolo il festival suggerisce altri titoli della stessa area, fra cui i progetti di NABA e IED e le altre regie di HEIMAT. È il segno di una linea precisa dell'edizione: dare spazio alle scuole e alle generazioni in formazione.

Una curiosità su Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

La curiosità più evidente è nel titolo, che non è una svista di chi scrive. Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria prende il titolo dell'opera di Monteverdi, Il ritorno d'Ulisse in patria, e trasforma l'eroe singolo in una moltitudine. Ma quanti sono gli Ulisse? La pagina italiana dello spettacolo sul sito del Romaeuropa dice 11; la pagina generale del progetto HEIMAT e la versione inglese del sito dicono 10. Il file dell'immagine ufficiale diffusa dal festival, del resto, riporta anch'esso il numero 10 nel nome.

La spiegazione più probabile è che il titolo sia cambiato durante le prove, e che le pagine non siano state aggiornate tutte insieme. In un teatro come quello di Luz, che nasce spesso in sala e si definisce a contatto con gli interpreti, è un'ipotesi plausibile, ma resta un'ipotesi. Il cast di HEIMAT conta sette interpreti: né 10 né 11. Il numero degli Ulisse, evidentemente, non coincide con quello degli attori.

La seconda curiosità riguarda Luz stesso. Prima di diventare uno dei registi più richiesti dei teatri di lingua tedesca, è stato cantante e chitarrista di una band, My Heart Belongs to Cecilia Winter. Un regista che viene dalla musica e che si confronta, anche solo nel titolo, con un compositore come Monteverdi: la scelta del punto di partenza ha una sua logica.

Il Mattatoio di Testaccio: storia della sede

Il Mattatoio di Testaccio nacque da un progetto del 1888 dell'architetto Gioacchino Ersoch come macello pubblico di Roma, chiuse nel 1975 e dal 2018 è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo come polo di ricerca e produzione artistica.

Perché proprio Testaccio

Ersoch aveva già lavorato al vecchio macello alle spalle di piazza del Popolo, voluto da papa Leone XII. Con Roma capitale servivano spazi più ampi e norme igieniche moderne, e la scelta cadde su Testaccio, che il piano del 1872 destinava a residenze operaie e insediamenti produttivi. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema per smaltire gli scarti nel Tevere, che scorre proprio lungo il lato del complesso affacciato sul lungotevere Testaccio.

Una piccola città in mattoni

Il complesso occupa circa 25.000 metri quadrati fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario. I padiglioni sono rettangolari, in mattoni, con tetti a doppia falda, archi a intervalli regolari e strutture interne in ferro. Camminando nei viali si legge ancora la logica di una città razionale, costruita per il lavoro.

Dopo il 1975

Chiuso il macello, trasferito in viale Palmiro Togliatti, il complesso ha avuto molte vite: aule di Architettura di Roma Tre dal 2000, una sede del MACRO dal 2002, la Città dell'altra economia dal 2007, La Pelanda inaugurata nel 2010. La scheda completa del complesso è Ex Mattatoio di Testaccio.

Uno spazio per il teatro di ricerca

Per un regista come Luz, che lavora su suono e spazio, i padiglioni del Mattatoio sono una scena ideale: grandi, neutri, lontani dalla cornice del teatro all'italiana. Il dispositivo scenico unico di HEIMAT, pensato per cinque spettacoli diversi, trova qui lo spazio per esistere.

Una cosa che non ti dice nessuno su Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che il 21 ottobre non si vede uno spettacolo isolato, ma il primo capitolo di un progetto che ha senso fino in fondo solo se visto in più serate. HEIMAT nasce come maratona: stessi sette attori, stesso dispositivo scenico, cinque registi. Chi vede solo Luz si perde il gioco dei confronti, cioè il modo in cui la stessa scena e gli stessi corpi cambiano natura passando da un regista svizzero a un'italiana come Fabiana Iacozzilli, da Leonardo Lidi a Leonardo Manzan, fino al tedesco Ersan Mondtag.

La seconda cosa taciuta riguarda gli interpreti. Il pubblico dei festival tende a seguire i nomi dei registi e a considerare gli allievi di una scuola come esecutori. È un errore. Il teatro di Luz chiede agli attori di suonare, di cantare, di stare nello spazio in modo non convenzionale: per un gruppo di giovani è un banco di prova severo, e il risultato dipende da loro almeno quanto da lui.

Terzo dettaglio pratico: la sala T1 del Mattatoio non è un teatro con palchi e platea numerata come quelli del centro. Chi arriva all'ultimo minuto rischia i posti peggiori. Se volete vedere bene il lavoro sul suono e sulla luce, che è il cuore del teatro di Luz, arrivate con un buon margine.

Come arrivare al Mattatoio per lo spettacolo di Thom Luz

Il Mattatoio si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in circa dieci minuti; l'ingresso di riferimento è in piazza Orazio Giustiniani 4, dal lato di via Beniamino Franklin, mentre il fronte opposto dà sul lungotevere Testaccio.

Metro e treno

La fermata Piramide della metro B collega Testaccio con Termini e con il Colosseo. Accanto c'è la stazione Roma Ostiense, utile per chi arriva in treno, e la stazione Porta San Paolo della ferrovia Roma Lido. Da Piramide si segue via Marmorata verso il Tevere fino in fondo al rione.

Tram e bus

Il tram 3 percorre via Marmorata e collega Testaccio con Trastevere da un lato e con San Giovanni dall'altro. Sulla stessa direttrice passano i bus 83 e 673. Chi arriva da Trastevere può attraversare a piedi ponte Sublicio e proseguire lungo il lungotevere.

In auto

La sera il parcheggio a Testaccio è difficile, e un mercoledì non fa grande differenza rispetto al fine settimana nelle vie delle trattorie. Meglio la metro fino a Piramide.

Il rientro

Con inizio alle 19, lo spettacolo finisce in serata piena: la metro e le linee di superficie sono in servizio regolare, e resta tempo per una cena nel quartiere.

Il consiglio che ti do per visitare Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

Conviene prenotare subito due serate di HEIMAT e non una. La prima deve essere quella di Luz, perché apre il percorso e fissa il dispositivo scenico che tornerà in tutte le altre; la seconda, a scelta, una delle regie successive. Il 23 ottobre Fabiana Iacozzilli con la Trilogia di Belgrado, oppure il 30 Ersan Mondtag con Winterreise di Elfriede Jelinek, se volete il contrasto più forte con il teatro musicale di Luz.

Secondo consiglio: arrivate con le orecchie pronte. Il teatro di Luz si ascolta prima ancora di guardarlo. Sedetevi in una posizione centrale, dove il suono arriva equilibrato, e spegnete il telefono davvero, senza lasciarlo in vibrazione: in un lavoro costruito sul suono, ogni ronzio è un intruso.

Terzo: preparatevi con dieci minuti di Monteverdi. Non serve conoscere l'opera, basta ascoltarne un frammento sul telefono in metro. Il titolo lo cita, e chi ha in testa quel suono coglie meglio lo scarto fra l'originale e la moltiplicazione degli Ulisse.

Ultimo: dopo lo spettacolo fermatevi a cena a Testaccio e parlatene. Il teatro di ricerca ha bisogno di una tavola intorno, più di qualunque altro.

Biglietti e box office del Romaeuropa

Il biglietto per Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria costa 15 euro; si acquista sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Il box office

Il box office del Romaeuropa risponde al numero 06 4555 3050, anche via WhatsApp: il lunedì dalle 14 alle 18, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. È il riferimento per posti, accessibilità e abbonamenti.

L'Opificio

La sede del festival, l'Opificio Romaeuropa, è in via dei Magazzini Generali 20/a, a Ostiense, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Le altre serate di HEIMAT

Ogni regia di HEIMAT ha una propria pagina e un proprio biglietto sul sito del festival. Chi pensa di vederne più di una fa bene a valutare le formule di abbonamento del Romaeuropa, pubblicate sul sito ufficiale.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Testaccio è nato attorno al Mattatoio: il piano del 1872 destinava l'area a residenze operaie e funzioni produttive, e il macello di Ersoch fu il motore del rione. Meno spesso si ricorda quanto il macello abbia segnato la cucina romana. Il quinto quarto, cioè frattaglie e parti meno nobili dell'animale, è la base di una cucina popolare ancora viva nelle trattorie del quartiere: coda alla vaccinara, trippa, pajata, coratella.

Un secondo fatto spesso dimenticato riguarda gli anni fra la chiusura del 1975 e i restauri. In quel periodo il Mattatoio è stato un luogo di cultura spontanea: vi si è insediato il centro sociale Villaggio Globale, che ancora oggi ha il suo indirizzo sul lungotevere Testaccio, vi è nata la serata Muccassassina del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, e dal 2002 vi si sono tenute le prime tre edizioni del Gay Village, dentro l'Estate romana.

Il terzo fatto è legato al tema dello spettacolo. Heimat, casa e patria, è una parola che Testaccio conosce bene: il rione è nato per ospitare lavoratori arrivati da fuori, e per decenni ha costruito la propria identità proprio intorno al macello. Parlare di appartenenza e di straniamento in un luogo che è stato insieme casa e fabbrica per migliaia di romani d'adozione ha una coerenza che va oltre la scelta della sala.

Testaccio e i dintorni del Mattatoio

Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti di anfore del porto fluviale antico, al margine di Testaccio, uno dei quartieri romani dall'identità più forte.

Il Monte dei Cocci

Il Monte dei Cocci dà il nome al rione, dal latino testae, i cocci. Alle sue pendici si aprono locali e cantine scavate nella collina. La guida completa del quartiere è Testaccio: cosa vedere.

Piramide e Cimitero acattolico

A dieci minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia, la tomba di Caio Cestio inglobata nelle Mura Aureliane, e il Cimitero acattolico, uno dei giardini più silenziosi della città. Prima di uno spettacolo sul ritorno e sull'esilio, una passeggiata fra le tombe di chi a Roma arrivò da straniero e vi restò per sempre è un preludio coerente.

Il mercato

Il Nuovo Mercato Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di strada durante il giorno. Nel tardo pomeriggio molti banchi chiudono: chi vuole passarci deve farlo presto.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo a Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri dove si mangia meglio la cucina romana di tradizione, e con uno spettacolo che comincia alle 19 la cena dopo è la soluzione naturale.

Le trattorie del quinto quarto

Le trattorie del rione lavorano con i piatti nati dal macello: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Uscire da un ex mattatoio e sedersi davanti alla cucina che quel mattatoio ha generato dà alla serata un senso compiuto.

Pizzerie e forni

Fra via Marmorata e piazza Testaccio ci sono pizzerie, forni, supplì. Per chi arriva di corsa dal lavoro e vuole mangiare qualcosa prima delle 19 sono la scelta pratica. Il mercoledì sera il quartiere è più tranquillo del fine settimana, ma prenotare resta prudente.

Aperitivo sotto il Monte dei Cocci

I locali alle pendici del Monte dei Cocci aprono presto la sera: un bicchiere alle 18 prima dello spettacolo è l'opzione più comoda per chi arriva in anticipo.

La foto giusta da fare a Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

Durante lo spettacolo niente foto: nel teatro di ricerca fotografare in sala è vietato, e in un lavoro costruito su luce e suono uno schermo acceso rovina l'esperienza a chi siede intorno. La foto giusta si fa prima, fuori.

A fine ottobre il sole tramonta prima delle 19, e arrivando al Mattatoio verso le 18 si trova l'ultima luce sui mattoni. Il soggetto migliore è il fronte dei padiglioni verso piazza Orazio Giustiniani e via Beniamino Franklin, con la ripetizione degli archi che Ersoch aveva pensato come linguaggio unitario del complesso. Con la luce radente il laterizio si accende e la sequenza degli archi prende profondità.

Seconda inquadratura, per chi arriva dal fiume: il lato del complesso sul lungotevere Testaccio, con gli alberi del lungofiume in primo piano. È la vista che rende l'idea di come il macello fosse costruito in rapporto al Tevere, a cui affidava i suoi scarti.

Terza foto, dopo lo spettacolo: i viali interni illuminati, con i tetti a doppia falda che si ripetono verso il fondo. Nella luce artificiale della sera la prospettiva diventa quasi teatrale, un'ultima scenografia prima di uscire. Per un'immagine dello spettacolo, il riferimento è la locandina ufficiale diffusa dal Romaeuropa.

Accessibilità e informazioni pratiche al Mattatoio

Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, per lo più su un unico livello, con viali interni ampi; per le condizioni specifiche della sala T1 il riferimento è il box office del Romaeuropa.

Posti riservati

Per i posti dedicati a persone con disabilità e ai loro accompagnatori conviene chiamare il box office al numero 06 4555 3050 prima dell'acquisto, indicando la data del 21 ottobre.

Con i ragazzi

Il festival non segnala avvertenze particolari per questo titolo. Il teatro musicale di Luz è accessibile anche a un adolescente curioso, soprattutto se studia musica o teatro: vedere attori poco più grandi di lui al lavoro può essere uno stimolo forte.

Puntualità

Nel teatro di ricerca i ritardatari non sempre vengono fatti entrare a spettacolo iniziato. Arrivate almeno venti minuti prima per trovare la sala senza fretta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Mattatoio di Testaccio si scandisce in poche date chiare. Nel 1872 un piano urbanistico destina l'area di Testaccio a residenze operaie e attività produttive. Nel 1888 Gioacchino Ersoch progetta il nuovo macello, con l'ingegnere Filippo Laccetti che studia lo smaltimento degli scarti nel Tevere.

Per quasi novant'anni il complesso rifornisce di carne una capitale che cresce senza sosta. Nel 1975 la funzione originaria si chiude: il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e i padiglioni di Testaccio si svuotano. Negli anni seguenti gli spazi vengono occupati da esperienze spontanee, fra cui il Villaggio Globale.

Nel 2000 alcuni padiglioni diventano aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Nel 2002 due padiglioni diventano sede del MACRO, prima con il nome di Macro Future e poi di Macro Testaccio, e cominciano le prime tre edizioni del Gay Village. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 si inaugura La Pelanda, dopo un cantiere avviato nel novembre 2006; il 12 marzo 2010 Roma Tre apre il padiglione 15A; nel 2013 si completa il recupero dei padiglioni 2B, 4 e 8.

Fino al 2017 la gestione è affidata ai Musei in Comune; dal 2018 passa all'Azienda Speciale Palaexpo, che fa del complesso il Mattatoio di Roma, polo di ricerca e produzione artistica. Il Romaeuropa Festival ne ha fatto una delle sue sedi principali per la danza, la performance e il teatro di ricerca.

Chi è passato da Thom Luz, Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria al Mattatoio — 21 ottobre 2026

Il primo nome è quello di Gioacchino Ersoch, l'architetto che ha disegnato il complesso dopo aver lavorato al macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII; accanto a lui l'ingegnere Filippo Laccetti. Sono gli autori dello spazio che oggi accoglie la scena contemporanea.

Per decenni sono passati di qui i lavoratori del macello, i vaccinari, gli operai che hanno costruito l'identità di Testaccio. Dopo il 1975 sono arrivati gli attivisti del Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che al Mattatoio ha dato vita alla serata Muccassassina. Dal 2000 studenti e docenti di Architettura di Roma Tre hanno fatto del complesso un luogo di studio quotidiano.

Con il MACRO e poi con la gestione Palaexpo sono passati artisti, curatori e performer della scena internazionale. Il Romaeuropa vi ha portato negli anni grandi nomi della danza e del teatro; nell'edizione 2026, poche settimane prima di Luz, vi hanno lavorato il coreografo francese Boris Charmatz e la greca Chara Kotsali.

Il 21 ottobre arriva a Testaccio Thom Luz, regista del Theater Basel e del Residenztheater di Monaco, invitato al Theatertreffen e al Festival di Salisburgo, con sette giovani attori italiani. Nei giorni successivi, sullo stesso dispositivo scenico, passeranno Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi, Leonardo Manzan ed Ersan Mondtag. Cinque registi in dieci giorni: per il Mattatoio è una piccola stagione dentro il festival.

Roma a fine ottobre: il periodo dello spettacolo

La seconda metà di ottobre è il momento in cui a Roma la stagione teatrale entra nel vivo: i teatri stabili hanno aperto, il Romaeuropa è nella sua fase finale, le serate sono ancora miti.

Il clima

Le temperature di fine ottobre sono in genere piacevoli di giorno e più fresche la sera. Vicino al Tevere l'umidità si fa sentire: una giacca per l'uscita è d'obbligo, anche perché i viali del Mattatoio sono all'aperto.

Altri spazi del contemporaneo vicini

Nello stesso quadrante si trova la Centrale Montemartini sulla via Ostiense, con le statue antiche dei Musei Capitolini fra i macchinari di una centrale elettrica. Un pomeriggio alla Montemartini e la sera al Mattatoio compongono una giornata di archeologia industriale di rara coerenza.

La settimana del festival

Chi ha qualche giorno a Roma può costruire la settimana intorno a HEIMAT: il 21, il 23, il 25, il 27 e il 30 ottobre sono le serate della maratona, e fra una e l'altra il cartellone del Romaeuropa offre danza, musica e teatro in altre sedi.

Domande frequenti su Thom Luz al Mattatoio

Quando va in scena lo spettacolo di Thom Luz a Roma?

Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria di Thom Luz va in scena al Mattatoio di Roma mercoledì 21 ottobre 2026 alle 19, per il Romaeuropa Festival 2026. È una replica unica, nella sala indicata dal festival come T1, e apre la maratona HEIMAT Patria/Straniero.

Quanto costa il biglietto per Thom Luz al Romaeuropa?

Il biglietto per lo spettacolo di Thom Luz al Romaeuropa costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale del festival. Si compra sul sito del Romaeuropa o sul circuito di prevendita autorizzato; il box office risponde al numero 06 4555 3050, anche via WhatsApp.

Dove si trova il Mattatoio e come ci si arriva?

Il Mattatoio si trova a Testaccio, con ingresso di riferimento in piazza Orazio Giustiniani 4 e un fronte sul lungotevere Testaccio. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in circa dieci minuti, oppure con il tram 3 e i bus 83 e 673.

Chi è Thom Luz?

Thom Luz è un regista, musicista e scenografo svizzero, nato a Zurigo nel 1982. Ha lavorato come regista stabile al Theater Basel e al Residenztheater di Monaco, è stato invitato più volte al Theatertreffen di Berlino e nel 2019 ha ricevuto il Premio svizzero di teatro.

Cos'è HEIMAT Patria/Straniero?

HEIMAT Patria/Straniero è un progetto del Romaeuropa Festival con l'Accademia Silvio d'Amico: cinque registi, Thom Luz, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi, Leonardo Manzan ed Ersan Mondtag, dirigono sette allievi attori in cinque spettacoli sullo stesso tema, dal 21 al 30 ottobre 2026 al Mattatoio.

Chi recita nello spettacolo di Thom Luz?

Nello spettacolo di Thom Luz recitano gli allievi del corso di II livello in recitazione dell'Accademia Silvio d'Amico: Leonardo Cappelli, Jacopo Casalino, Christian D'Agostino, Andrea De Luca, Sofia Ferrari, Francesca Massari e Vittoria Salamone, lo stesso cast di tutte le serate di HEIMAT.

Gli Ulisse del titolo sono 10 o 11?

Il titolo dello spettacolo di Thom Luz compare in due versioni sul sito del Romaeuropa: la pagina italiana dello spettacolo scrive Il ritorno dei 11 Ulisse in Patria, la pagina generale di HEIMAT e la versione inglese parlano di 10 Ulisse. Il riferimento è comunque all'opera di Monteverdi sul ritorno di Ulisse.

In chiusura

Al Romaeuropa le serate che restano sono spesso quelle in cui si vede qualcosa nascere. Il 21 ottobre al Mattatoio succedono due cose insieme: un regista svizzero fra i più considerati d'Europa si mette alla prova con attori italiani, e sette giovani usciti da una scuola nazionale affrontano un teatro che chiede di suonare, cantare e abitare lo spazio. In pratica: prendete il biglietto per Luz e per almeno un'altra serata di HEIMAT, arrivate a Testaccio con l'ultima luce e cenate dopo nel quartiere. Quindici euro spesi così valgono più di molte prime nei teatri del centro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento21 Ottobre 2026 19:00
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

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