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Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

In breve. Roberto Gatto suona tre sere di fila alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, con tre formazioni diverse: venerdì 30 ottobre 2026 alle 19:30 il Luna Quartet con Danilo Rea, sabato 31 ottobre alle 19:30 il Quartetto Organico…

Roberto Gatto suona tre sere di fila alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, con tre formazioni diverse: venerdì 30 ottobre 2026 alle 19:30 il Luna Quartet con Danilo Rea, sabato 31 ottobre alle 19:30 il Quartetto Organico con Alessandro Lanzoni all'organo Hammond, domenica 1° novembre alle 18:00 il duo con Antonello Salis. Tutti e tre i concerti sono nella Sala concerti Armando Trovajoli e fanno parte del ciclo Italian Stars. Il biglietto è unico, 20 euro a serata, e si compra sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal sito ufficiale della Casa del Jazz, oppure al botteghino della villa nei giorni di spettacolo. Ci si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi un quarto d'ora a piedi, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Per informazioni la sede risponde allo 06 80241281.

Tre sere, tre organici, un solo batterista: è il ritratto più completo che un musicista possa dare di sé in un fine settimana. Roberto Gatto è romano, ha cominciato nel jazz nel 1975 e ha suonato con mezza storia della musica italiana e con una bella fetta di quella americana. Alla Casa del Jazz porta un disco del 1989 riportato in vita con la formazione originale, un quartetto nuovo costruito attorno al suono dell'organo e un incontro a due con un vecchio compagno di strada. Chi può, dovrebbe sentirne almeno due.

Roberto Gatto alla Casa del Jazz: le tre serate una per una

Il programma di Roberto Gatto alla Casa del Jazz si sviluppa su tre giorni consecutivi, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, sempre nella stessa sala e con lo stesso prezzo. Cambiano i musicisti, e con loro cambia tutto il resto: il colore del suono, il repertorio, il ruolo della batteria.

Venerdì 30 ottobre, ore 19:30: Luna Quartet

La prima sera è una riunione. Nel 1989 Roberto Gatto pubblicò «Luna», il suo terzo album da solista dopo «Notes» e «Ask». La Casa del Jazz lo presenta come una delle sue opere più intense e mature: dentro c'è il tema principale della colonna sonora di «Mignon è partita», il film di Francesca Archibugi. Trentasette anni dopo, la stessa formazione torna insieme sul palco della villa: Roberto Gatto alla batteria, Danilo Rea al pianoforte, Simone Sansonetti alla chitarra, Max Bottini al basso elettrico. La sede descrive il progetto come incentrato sul colore timbrico e sulla ricerca melodica. Tradotto per chi non frequenta i dischi: poca esibizione muscolare, molta cura del suono d'insieme.

Sabato 31 ottobre, ore 19:30: Quartetto Organico

La seconda sera guarda avanti. Il Quartetto Organico è una formazione recente, costruita attorno al suono dell'organo Hammond, che la Casa del Jazz definisce intramontabile. Con Gatto suonano tre musicisti giovani: Francesco Fratini alla tromba, indicato dalla sede come uno dei migliori trombettisti della sua generazione; Simone Sansonetti alla chitarra, chitarrista e compositore; Alessandro Lanzoni, pianista, che qui suona soltanto l'organo. L'Hammond ha una storia lunga nel jazz, legata ai trii e ai quartetti degli anni Cinquanta e Sessanta: un suono caldo, pieno, che riempie lo spazio del basso e lascia alla batteria un ruolo di motore.

Domenica 1° novembre, ore 18:00: duo con Antonello Salis

La terza sera è la più intima. Gatto e Antonello Salis, al pianoforte e alla fisarmonica, si conoscono da una vita, scrive la Casa del Jazz, ma non avevano mai suonato in duo prima d'ora. La proposta è venuta dalla sede, ed entrambi l'hanno accettata. Il duo batteria e tastiera è una forma esposta: non c'è un basso a tenere il tempo, non c'è un solista a cui appoggiarsi. Tutto passa per l'ascolto reciproco. Occhio all'orario: alle 18:00, un'ora e mezza prima delle altre due sere.

Italian Stars, il ciclo

Le tre serate compaiono nel calendario della Casa del Jazz sotto l'etichetta Italian Stars, la linea dedicata ai protagonisti del jazz italiano. Non sono presentate come parte del Roma Jazz Festival, che quest'anno comincia proprio il 1° novembre all'Auditorium: la coincidenza di date fa di quella domenica una giornata da scegliere con attenzione.

Chi è Roberto Gatto: biografia di un batterista romano

Roberto Gatto è nato a Roma il 6 ottobre 1958 ed è uno dei batteristi italiani più noti e più premiati, con una carriera che dal 1975 attraversa il jazz, il pop d'autore, il cinema e la televisione. Il 30 ottobre, alla prima delle tre serate, avrà da poco compiuto sessantotto anni.

L'infanzia e lo zio batterista

Ha cominciato a suonare da bambino, seguendo lo zio Roberto Senzasono, batterista professionista alla fine degli anni Sessanta, passato per gruppi come Ricky Shayne, Crisalide, Folks e Reale Accademia di Musica. Da adolescente ha fatto le prime apparizioni nel rock progressivo, un mondo che non ha mai rinnegato: lo dimostra un disco del 2008 dedicato proprio a quel repertorio, registrato alla Casa del Jazz.

Il Trio di Roma e gli anni Settanta

L'esordio nel jazz arriva nel 1975, con il Trio di Roma, accanto a Danilo Rea al pianoforte ed Enzo Pietropaoli al contrabbasso. È il punto di partenza di una generazione romana che negli anni successivi avrebbe cambiato il jazz italiano. Già alla fine del decennio Gatto compare nei dischi di Enrico Pieranunzi, di Claudio Fasoli, di Bill Smith; nel 1979 è nella formazione di «Soft Journey», l'incontro fra Pieranunzi e Chet Baker.

Le collaborazioni jazz

La lista dei jazzisti con cui ha lavorato è lunga e internazionale: Luca Flores, George Coleman, Enrico Pieranunzi, Lanfranco Malaguti, Chet Baker, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Richard Galliano, il tastierista dei Weather Report, Pat Metheny, Michael Brecker. Nei dischi degli anni Ottanta e Novanta compaiono anche Art Farmer, Curtis Fuller, Bob Berg, Phil Woods, Sal Nistico, Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani. Nel 1997 Laurent Cugny, direttore dell'Orchestre National de Jazz francese, lo chiamò per una tournée in Francia e alcune date in Italia. In anni più recenti ha suonato spesso nella formazione del trombettista Enrico Rava.

Il pop d'autore

Accanto al jazz, Gatto ha suonato con molti nomi della canzone italiana: Mina, Mietta, Lucio Dalla, Pino Daniele, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Ivano Fossati, Riccardo Cocciante, Sergio Caputo, Teresa De Sio, e poi Gilberto Gil, Riz Ortolani, Ennio Morricone. È il batterista di «Caterpillar» di Mina, del 1991, e de «La disciplina della Terra» di Fossati, del 2000. Il 9 febbraio 2018 era sul palco del Festival di Sanremo con Rita Marcotulli, ospite di Max Gazzè nel brano «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno».

Il cinema

Ha scritto musica per il cinema in coppia con altri musicisti: con Maurizio Giammarco per «Nudo di donna» di Nino Manfredi, con Battista Lena per tre film di Francesca Archibugi, «Mignon è partita», «Verso sera» e «Il grande cocomero». Il tema di «Mignon è partita» è quello che si ascolterà il 30 ottobre, nella versione del Luna Quartet. Nel 2025 Gatto compare nel documentario di Valentina Cenni «Tutta Vita», presentato alla ventesima Festa del Cinema di Roma e uscito nelle sale nell'aprile 2026.

I premi

Nel 1983 il mensile Fare Musica lo elesse primo batterista italiano. Con il gruppo Lingomania vinse il referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz come miglior gruppo nel 1983 e nel 1987. Fu primo fra i batteristi preferiti dai lettori di Guitar Club nel 1988, 1989 e 1990, e della rivista Percussioni nel 1993. Il referendum Top Jazz di Musica Jazz lo ha votato miglior batterista nel 2007, nel 2009 e nel 2010. Ha diretto anche la rassegna Jazz in progress al Teatro dell'Angelo di Roma.

I palchi

Ha suonato in dieci edizioni di Umbria Jazz, all'Olympia di Parigi per il Paris Jazz Festival, al Berklee School Auditorium di Boston, al Blue Note di New York. E ha una lunga frequentazione dei club romani: il suo disco «Remembering Shelly», del 2010, è registrato dal vivo all'Alexanderplatz.

La discografia di Roberto Gatto da solista

La discografia da leader di Roberto Gatto comincia nel 1986 con «Notes», inciso con Michael Brecker, e prosegue nel 1987 con «Ask», con John Scofield. Nel 1989 arrivano «Luna» e «Improvvisi», in duo con Danilo Rea. Seguono «Jungle Three» (1991), «L'Avventura» (1994), «7#» (1997), «Sing Sing Sing» (1998), «Plays Rugantino» (2001), «Deep» (2003), «Traps» (2007), «Omaggio al Progressive Rock» e «The music next door» (2008), «Remembering Shelly» (2010), «Pure Imagination» (2011).

Da co-leader e con i Lingomania

Con i Lingomania ha inciso «Riverberi» (1986) e «Grr.. Xpanders» (1987). Da co-leader ha firmato fra l'altro «Kick off» e «Airegin» con Franco D'Andrea e Giovanni Tommaso, «Reunion» con Rea, Testa, Tonolo e Gibellini, «Il grande cocomero» con Battista Lena, «Love Ballads» con Giammarco, Lande e Leveratto, e nel 2015 «Around Zappa» con i Quintorigo.

Quale disco ascoltare prima dei concerti

Per il venerdì, ovviamente, «Luna»: è il disco che il quartetto rimette in scena. Per il sabato, un ascolto qualsiasi di un trio con organo della tradizione aiuta a capire da dove arriva il Quartetto Organico. Per la domenica, «Improvvisi» con Danilo Rea: un altro duo, trentasette anni fa, per misurare quanto è cambiato il modo di suonare in due.

I musicisti sul palco con Roberto Gatto

Le tre serate mettono accanto a Roberto Gatto sette musicisti diversi, di tre generazioni. Uno solo, Simone Sansonetti, suona in due formazioni.

Danilo Rea

Il pianista che il 30 ottobre siederà accanto a Gatto è lo stesso con cui cominciò, nel 1975, nel Trio di Roma. Insieme hanno inciso «Improvvisi» nel 1989 e, con Testa, Tonolo e Gibellini, «Reunion» nel 1988. Pochi batteristi e pianisti italiani hanno un ascolto reciproco così lungo.

Simone Sansonetti e Max Bottini

Sansonetti, chitarrista e compositore, suona sia nel Luna Quartet sia nel Quartetto Organico: il filo fra la prima e la seconda sera passa per lui. Max Bottini, al basso elettrico, completa il quartetto di «Luna».

Alessandro Lanzoni e Francesco Fratini

Lanzoni è un pianista che per il Quartetto Organico ha scelto di suonare soltanto l'organo; Fratini è un trombettista giovane, e la sede ne parla come di uno dei migliori della sua generazione. Sono loro a dare al sabato un carattere diverso dagli altri due giorni.

Antonello Salis

Salis suonerà pianoforte e fisarmonica. La fisarmonica accanto alla batteria è una combinazione rara, e proprio per questo interessante: uno strumento che respira, contro uno che percuote.

La Casa del Jazz, sede dei tre concerti di Roberto Gatto

La Casa del Jazz si trova in viale di Porta Ardeatina 55, fra l'Aventino e la via Cristoforo Colombo, ed è gestita, come l'Auditorium Parco della Musica, dalla Fondazione Musica per Roma. Per la storia completa del luogo c'è la nostra scheda sulla Casa del Jazz a Roma.

Una villa tolta alla criminalità

Il progetto, voluto dal sindaco Walter Veltroni, nasce dalla confisca della villa appartenuta a Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, poi assegnata al Comune di Roma. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Ciotti, ricorda il senso di quella restituzione alla città. Si viene per un concerto, ma si entra in un luogo che ha una storia civile precisa.

Com'è fatta

La villa, Villa Osio, occupa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di 25.240 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Il complesso ha tre edifici: nel principale c'è la sala da concerto, attrezzata con un sistema di registrazione che permette di trasformare i concerti in dischi; nel secondo ci sono sale prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti; nel terzo un ristorante.

La Sala Armando Trovajoli

La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, autore di commedie musicali e di colonne sonore. Le pagine della sede indicano per la sala capienze leggermente diverse, fra 134 e circa 150 posti: in ogni caso poche file, e musicisti a portata di sguardo. Per un batterista è la dimensione ideale: si sente la bacchetta sul piatto, la spazzola sul rullante, il respiro della cassa.

Come arrivare alla Casa del Jazz per i concerti di Roberto Gatto

La Casa del Jazz si raggiunge dal centro in metro B fino a Piramide e poi a piedi, oppure in autobus con il 714; chi viene in auto ha un parcheggio accanto alla villa.

In metropolitana

La sede indica la metro B, fermata Piramide. Dalla stazione alla villa c'è poco meno di un chilometro: un quarto d'ora abbondante di cammino, da mettere in conto per arrivare prima delle 19:30 del venerdì e del sabato e delle 18:00 della domenica.

In autobus

L'autobus 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi minuti dall'ingresso; la Casa del Jazz lo indica con una frequenza di circa sei minuti. È comodo per chi parte da Termini o dall'EUR.

In auto

C'è un parcheggio adiacente alla villa, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Il venerdì sera la Colombo è trafficata: meglio calcolare un margine.

Il ritorno

La durata dei concerti non è pubblicata. Prima di entrare controllate sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti le ultime corse della metro e le linee notturne verso la vostra zona. Domenica 1° novembre è festivo: i mezzi seguono l'orario della domenica.

Biglietti e prezzi dei concerti di Roberto Gatto

Per ciascuno dei tre concerti di Roberto Gatto alla Casa del Jazz il biglietto è unico e costa 20 euro, senza differenze di settore. Si compra online sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, dal pulsante di acquisto delle pagine del sito della Casa del Jazz, oppure al botteghino della villa.

Il botteghino

Il botteghino della Casa del Jazz è aperto al pubblico nei giorni di spettacolo dalle 19:00 fino a quaranta minuti dopo l'inizio. Riduzioni e biglietti per persone con disabilità si emettono invece alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica.

Un biglietto per sera

Non risulta pubblicato un abbonamento alle tre serate. Chi vuole sentirle tutte compra tre biglietti, per un totale di 60 euro: per tre concerti di questo livello, in una sala così piccola, è una cifra onesta.

Accessibilità della Casa del Jazz

La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto al numero 06 8024 1281, attivo tutti i giorni dalle 11 alle 18; i posti riservati sono pochi, e in una sala da un centinaio e mezzo di posti ancora meno. La Fondazione Musica per Roma prevede una riduzione del 20 per cento per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; le persone non vedenti hanno diritto al 50 per cento di sconto. Queste riduzioni si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium, quindi vanno organizzate prima del giorno del concerto.

Una curiosità su Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

La curiosità più bella di queste tre serate è che Roberto Gatto, alla Casa del Jazz, ha già inciso un disco. Il 7 aprile 2008 tenne nella villa un concerto dedicato al rock progressivo, il genere da cui era partito da ragazzo prima di passare al jazz; il 30 aprile dello stesso anno il Gruppo L'Espresso pubblicò la registrazione con il titolo «Omaggio al progressive rock». Sempre nel 2008 uscì anche «Omaggio a De André» della Casa del Jazz All Stars, fra i cui musicisti figura Gatto.

Non è un dettaglio da discografici. La sala della Casa del Jazz è attrezzata con un sistema che permette di registrare i concerti e trasformarli in dischi, ed è una delle ragioni per cui i musicisti la amano: si suona per il pubblico e, allo stesso tempo, per un microfono che non perdona.

C'è poi una seconda curiosità, legata al 30 ottobre. Il tema principale di «Luna» viene dalla colonna sonora di «Mignon è partita», il film di Francesca Archibugi del 1988, scritta da Gatto con Battista Lena. È il primo di tre film di Archibugi su cui i due hanno lavorato insieme. Chi ha visto il film riconoscerà la melodia; chi non l'ha visto può recuperarlo prima del concerto e arrivare in sala con un'immagine in testa. È un modo di ascoltare jazz che consiglio spesso: partire da una storia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Quello che quasi nessuno fa notare è un dettaglio d'orario della domenica. Il botteghino della Casa del Jazz apre nei giorni di spettacolo alle 19:00, secondo quanto indica la sede. Domenica 1° novembre, però, il duo con Antonello Salis comincia alle 18:00. Chi pensa di comprare il biglietto sul posto quel pomeriggio rischia di trovare lo sportello chiuso a ridosso dell'inizio, oppure la sala già piena. Il consiglio è uno solo: biglietto comprato prima, online.

Il secondo dettaglio riguarda quella stessa domenica. Il 1° novembre alle 18:00, all'Auditorium Parco della Musica, dall'altra parte della città, Paolo Fresu apre il Roma Jazz Festival 2026. Stessa ora, due concerti di grande richiamo, sei chilometri e mezzo di distanza in linea d'aria. Non si fanno tutti e due: bisogna scegliere. Chi ha già il biglietto per Fresu può recuperare Gatto il venerdì o il sabato.

Il terzo è una questione di tempo. Il parco della villa è aperto dall'alba al tramonto, e a fine ottobre il sole cala verso le 17:00, dopo il ritorno all'ora solare. La passeggiata fra gli alberi prima del concerto si fa solo la domenica, e solo arrivando presto.

Il consiglio che ti do per visitare Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Il consiglio è netto: se potete sceglierne una sola, scegliete il venerdì. Il Luna Quartet è la serata irripetibile, quella che non tornerà: una formazione del 1989 che si riunisce eccezionalmente dopo trentasette anni, con Danilo Rea, il pianista con cui Gatto ha cominciato. Il sabato e la domenica sono progetti che possono avere un seguito; il venerdì è una data che resterà nella memoria di chi c'era.

Se ne potete scegliere due, aggiungete la domenica. Il duo con Antonello Salis è la serata più rischiosa, e nel jazz il rischio è spesso dove succedono le cose migliori. Due musicisti che si conoscono da una vita e non hanno mai suonato da soli insieme: nessuno, nemmeno loro, sa esattamente cosa accadrà.

Quanto all'organizzazione, arrivate con mezz'ora di anticipo. L'ingresso in sala è consentito di norma da trenta minuti prima fino a cinque minuti prima; a concerto iniziato il regolamento non permette di entrare. In una sala così piccola i posti migliori sono quelli laterali, vicino alla batteria: si vede il lavoro delle mani, che per un batterista come Gatto è metà dello spettacolo. E lasciate il telefono in tasca: in centocinquanta posti, lo schermo acceso si nota da tutta la sala.

Il quartiere intorno alla Casa del Jazz

La Casa del Jazz si trova in una zona di confine fra la Roma antica e quella del Novecento, a poche centinaia di metri dalle Terme di Caracalla e dalle Mura Aureliane.

Caracalla e le mura

A circa seicento metri ci sono le Terme di Caracalla, e la villa si affaccia su viale di Porta Ardeatina, lungo il tracciato delle Mura Aureliane. Un pomeriggio di fine ottobre fra le terme e le mura è il modo migliore per arrivare al concerto con la testa sgombra.

Piramide e Testaccio

A circa un chilometro, sulla strada della metro, c'è la Piramide Cestia, e subito oltre comincia Testaccio, il quartiere romano delle trattorie. Chi arriva in metro ci passa comunque davanti.

Verso il Circo Massimo e l'Appia

In direzione opposta, oltre viale Aventino, si apre il Circo Massimo; verso sud cominciano i territori dell'Appia, con il Parco della Caffarella, da visitare con la luce del giorno.

Dove mangiare prima o dopo i concerti di Roberto Gatto

Uno dei tre edifici della Casa del Jazz ospita un ristorante, che risolve la cena senza spostamenti. Nei dintorni, verso Piramide, San Saba e Testaccio, si trovano trattorie e locali di quartiere, frequentati più da romani che da visitatori. Per un aperitivo prima di un concerto delle 19:30 la zona di Piramide è la più comoda, sulla strada fra la metro e la villa. La domenica, con il concerto alle 18:00, si esce presto e la cena viene dopo: Testaccio, a pochi minuti, è la scelta più naturale. Il sabato sera, con gruppi, prenotate.

Come organizzare il fine settimana di Roberto Gatto

Tre concerti in tre giorni sono un'occasione per costruire un fine settimana intero intorno alla Casa del Jazz, anche per chi arriva da fuori Roma.

Il venerdì

Arrivo nel pomeriggio, passeggiata fra Caracalla e le mura, aperitivo a Piramide, concerto alle 19:30. È la serata del Luna Quartet: quella da non mancare.

Il sabato

Mattina all'Aventino o al Circo Massimo, pomeriggio libero, e alle 19:30 il Quartetto Organico. Il 31 ottobre è anche la sera di Halloween: nei quartieri più giovani la città è movimentata, e i mezzi possono essere più affollati del solito.

La domenica

Il 1° novembre è la festa di Ognissanti: gli orari di musei e siti vanno verificati giorno per giorno, e i mezzi seguono l'orario festivo. Il concerto delle 18:00 lascia il tempo per una cena senza fretta e un rientro comodo, anche per chi riparte il lunedì mattina.

Il jazz a Roma nello stesso periodo

Fine ottobre e novembre sono la stagione più ricca per il jazz a Roma. Oltre al Roma Jazz Festival, che dal 1° novembre porta quattro concerti anche alla Casa del Jazz, la città ha club storici come l'Alexanderplatz Jazz Club, dove Gatto ha registrato dal vivo «Remembering Shelly». D'estate la stessa villa ospita la rassegna Summertime alla Casa del Jazz, con i concerti all'aperto nel parco.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che Roberto Gatto è un grande batterista jazz. Si ricorda meno quanta musica italiana, anche fuori dal jazz, porti la sua firma ritmica. È lui alla batteria in «Caterpillar» di Mina, del 1991, in «Volano le pagine» di Mietta dello stesso anno, in «La disciplina della Terra» di Ivano Fossati, del 2000, in «Milestones. Un incontro in jazz» di Gino Paoli, del 2007. Ha lavorato con Lucio Dalla, Pino Daniele, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Sergio Caputo, Teresa De Sio. Nel 1980 compare in un disco di Ennio Morricone, «Il bandito dagli occhi azzurri».

È il destino dei batteristi: il pubblico ricorda la voce, la melodia, a volte il pianoforte. Chi tiene il tempo resta dietro. Eppure il suono di una canzone dipende da chi la suona almeno quanto da chi la canta. Gatto appartiene a quella generazione di jazzisti romani, con Rea, Pietropaoli, Pieranunzi, che negli anni Ottanta e Novanta ha dato alla canzone d'autore italiana una qualità strumentale che prima non aveva.

C'è un secondo fatto, ancora meno citato. Nel 2001 Gatto ha dedicato un intero disco, «Plays Rugantino», alle musiche di «Rugantino», la commedia musicale di Garinei e Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli. Il 30 ottobre suonerà nella sala che porta proprio il nome di Trovajoli. Per un batterista romano che ha riletto in chiave jazz la più romana delle commedie musicali, è una coincidenza che vale la pena di ricordare.

La foto giusta da fare a Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

La foto giusta a questi concerti si fa prima che comincino. In sala, con le luci ancora accese, fotografate la batteria vuota sul palco: piatti, tamburi, sgabello. È il ritratto più onesto di un batterista, e con tre formazioni in tre sere la batteria sarà l'unico elemento che resta, mentre intorno cambiano pianoforte, organo, fisarmonica, chitarra, tromba. Se venite a più di una serata, rifatela ogni volta dallo stesso punto: tre immagini che raccontano il fine settimana meglio di un video.

Durante il concerto il telefono va in tasca, per rispetto dei musicisti e di chi siede accanto, in una sala dove si sente tutto.

Fuori, la foto da fare è la villa vista dal viale d'ingresso, con il parco intorno. A fine ottobre, però, alle 19:00 è già buio: la villa illuminata di sera ha un fascino diverso, più raccolto. La domenica, con il concerto alle 18:00, si può provare con l'ultima luce. E poi c'è l'altra foto, meno scontata: la lapide con i nomi delle vittime di mafia all'ingresso. Non è un'immagine da cartolina, ma è quella che spiega il luogo. Chi la pubblica con due righe di spiegazione fa un piccolo servizio a chi la vedrà.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'avvenimento fondativo della Casa del Jazz è la confisca della villa di Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, e la sua assegnazione al Comune di Roma. Il progetto voluto dal sindaco Walter Veltroni l'ha trasformata in un centro interamente dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti. La lapide all'ingresso, realizzata con Libera, l'associazione di don Luigi Ciotti, fissa quel passaggio nella memoria del luogo: un bene sottratto alla criminalità e restituito alla città sotto forma di musica.

La villa ha un nome più antico, Villa Osio, e un parco di oltre venticinquemila metri quadrati che oggi è aperto a tutti dall'alba al tramonto. Si trova lungo viale di Porta Ardeatina, che segue il tracciato delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo dopo Cristo: in pochi metri si passa dalla Roma imperiale a quella della cronaca giudiziaria degli anni Ottanta, fino alla Roma dei concerti.

Per Roberto Gatto l'avvenimento da ricordare è il 7 aprile 2008, quando nella villa tenne il concerto di omaggio al rock progressivo poi pubblicato su disco. Da allora la Casa del Jazz è diventata una delle case della sua musica, e queste tre serate ne sono la conferma più ampia: tre formazioni, tre giorni di fila, nella stessa sala.

Chi è passato da Roberto Gatto alla Casa del Jazz — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Dalla Casa del Jazz, negli anni, sono passati i musicisti della scena italiana e molti ospiti stranieri. Fra quelli legati a Roberto Gatto, il primo nome è il suo: il concerto del 2008 sul rock progressivo e le incisioni della Casa del Jazz All Stars per l'omaggio a De André. Nella stessa villa, nell'aprile 2025, ha cantato anche la figlia Beatrice Gatto, che dopo il doppiaggio ha intrapreso la carriera di cantante.

In questo autunno 2026 la Casa del Jazz ha ospitato, prima di Gatto, la rassegna Una Striscia di Terra Feconda, con il VMV Trio insieme a Laurent Dehors, il Sarah Chaksad Quartet con Maria Laura Baccarini, il Thomas Lasca Quartet con Ilaria Pilar Patassini. A novembre arrivano i concerti del Roma Jazz Festival: Zoe Pia con il progetto Atlantidei, il Domenico Rizzuto Trio, l'Eleonora Strino Trio e il Nexus Quartet.

E poi ci sono i musicisti che Gatto porta con sé in queste tre sere, ognuno con una storia propria: Danilo Rea, compagno dal 1975; Antonello Salis, amico di una vita; Max Bottini, Simone Sansonetti, Alessandro Lanzoni, Francesco Fratini. Nessuno di loro è un ospite di passaggio. Sono, insieme, un piccolo albero genealogico del jazz romano, dal Trio di Roma a oggi.

Fine ottobre a Roma: tre sere di jazz fra Halloween e Ognissanti

Le tre serate di Roberto Gatto cadono in un fine settimana particolare. Il 30 ottobre è un venerdì normale, il 31 è la sera di Halloween, il 1° novembre la festa di Ognissanti. Roma a fine ottobre ha giornate ancora miti e sere fresche, spesso umide: un capo pesante per il ritorno serve. Dopo il cambio dell'ora, l'ultima domenica di ottobre, fa buio presto, e il percorso fra la metro Piramide e la villa si fa di sera. Il viale è illuminato e frequentato, ma con i gruppi è meglio l'autobus 714 per il ritorno.

Domande frequenti su Roberto Gatto alla Casa del Jazz

Quando suona Roberto Gatto alla Casa del Jazz?

Roberto Gatto suona alla Casa del Jazz tre sere di fila: venerdì 30 ottobre 2026 alle 19:30 con il Luna Quartet, sabato 31 ottobre alle 19:30 con il Quartetto Organico, domenica 1° novembre alle 18:00 in duo con Antonello Salis. Tutti e tre i concerti sono nella Sala concerti Armando Trovajoli.

Quanto costano i biglietti per Roberto Gatto alla Casa del Jazz?

Il biglietto per ciascun concerto di Roberto Gatto alla Casa del Jazz è unico e costa 20 euro. Non risulta un abbonamento alle tre serate. Si compra sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, dal sito della Casa del Jazz, oppure al botteghino della villa nei giorni di spettacolo.

Chi suona nel Luna Quartet di Roberto Gatto?

Il Luna Quartet di Roberto Gatto è la formazione del disco «Luna» del 1989: Gatto alla batteria, Danilo Rea al pianoforte, Simone Sansonetti alla chitarra e Max Bottini al basso elettrico. Si riunisce il 30 ottobre 2026 alla Casa del Jazz, trentasette anni dopo l'uscita del disco.

Cos'è il Quartetto Organico di Roberto Gatto?

Il Quartetto Organico è una formazione recente di Roberto Gatto costruita attorno all'organo Hammond, suonato da Alessandro Lanzoni, con Francesco Fratini alla tromba e Simone Sansonetti alla chitarra. Suona alla Casa del Jazz sabato 31 ottobre 2026 alle 19:30.

Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?

La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino alla fermata Piramide e poi circa un chilometro a piedi, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Accanto alla villa c'è un parcheggio, all'angolo fra via Cristoforo Colombo e viale di Porta Ardeatina.

A che ora apre il botteghino della Casa del Jazz?

Il botteghino della Casa del Jazz apre nei giorni di spettacolo alle 19:00 e resta aperto fino a quaranta minuti dopo l'inizio. Per il duo di Roberto Gatto e Antonello Salis del 1° novembre, che comincia alle 18:00, conviene comprare il biglietto online in anticipo.

Chi è Roberto Gatto?

Roberto Gatto è un batterista romano, nato il 6 ottobre 1958, attivo nel jazz dal 1975, quando esordì nel Trio di Roma con Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Ha suonato con Chet Baker, Pat Metheny, Michael Brecker, John Scofield, Enrico Rava, Mina, Lucio Dalla e Pino Daniele, ed è stato votato più volte miglior batterista dal referendum Top Jazz.

Il consiglio finale

Tre serate di fila dello stesso musicista, nella stessa sala piccola, sono una cosa che a Roma capita raramente. Conviene prenotare subito il venerdì del Luna Quartet, che è la sera che non si ripeterà, e decidere il resto dopo aver sentito com'è andata. Chi si ferma al primo concerto di solito torna la domenica.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Ottobre 2026 19:30 — 1 Novembre 2026
IndirizzoCasa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma Ardeatino, Roma, Roma Città