Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
In breve. La Riserva Naturale Regionale dei Laghi Lungo e Ripasottile ha la sua sede amministrativa in via Cintia 87, 02100 Rieti, telefono 0746 200999, posta elettronica riservalaghi@regione.lazio.it.
La Riserva Naturale Regionale dei Laghi Lungo e Ripasottile ha la sua sede amministrativa in via Cintia 87, 02100 Rieti, telefono 0746 200999, posta elettronica riservalaghi@regione.lazio.it. L'ingresso nell'area protetta è libero e gratuito: non esiste biglietteria, non esiste tornello, non esistono orari di apertura, perché i 3.278 ettari della riserva sono un pezzo di campagna viva, attraversata da strade comunali, canali e poderi. Il Centro Visite del lago di Ripasottile, che invece è una struttura chiusa, si trova nell'edificio delle idrovore in località Lanserra, nel comune di Colli sul Velino, e apre su prenotazione e durante le visite guidate. In auto da Roma si percorre la Salaria SS4 fino a Rieti, poi si prende la direzione di Terni sulla SS79 e si svolta verso i laghi: circa un'ora e mezza dal Grande Raccordo Anulare. La riserva tocca i territori di Rieti, Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone e Rivodutri, ed è gestita dal consorzio di quei sei comuni.
Una raccomandazione secca prima di tutto il resto: portatevi un binocolo. Senza, questa riserva si riduce a due specchi d'acqua piatti in mezzo a campi di grano. Con un dieci per quarantadue in mano, diventa uno dei tre o quattro posti del Lazio dove si contano in una mattina quaranta specie di uccelli senza spostarsi di trecento metri.
Dove si trova la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile e come ci si arriva
La conca reatina è una pianura chiusa, un fondo di catino largo una dozzina di chilometri, cinto a est dal massiccio del Terminillo, a nord dai monti Reatini, a ovest dai rilievi che separano il Lazio dall'Umbria. Dentro questo catino corre il fiume Velino, e lungo il Velino si allungano i due laghi che danno il nome alla riserva. La quota media della piana si aggira intorno ai 370 metri: è una quota bassa per un territorio appenninico, e spiega perché d'inverno la nebbia qui si comporta come in Val Padana e perché gli uccelli acquatici del nord Europa la scelgono come luogo di svernamento.
In auto verso la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Da Roma la via più semplice resta la Salaria, la SS4, che da Settebagni sale verso la Sabina e in una settantina di chilometri porta a Rieti. Chi preferisce l'autostrada esce dall'A1 a Ponzano Romano Soratte e si rimette sulla Salaria all'altezza di Passo Corese. Dal centro di Rieti ai laghi restano sette chilometri scarsi: si imbocca la SS79 in direzione Terni e dopo pochi minuti la pianura si apre a sinistra, con il Lago Lungo che compare all'improvviso oltre una fila di pioppi. Le strade interne della riserva sono comunali, strette, spesso a fondo bianco negli ultimi tratti: si guida piano, si parcheggia negli slarghi e non si lascia l'auto in mezzo alle carraie dei poderi, che servono ai trattori.
Le distanze, per chi programma la giornata: circa 7 chilometri da Rieti, 29 da Terni, 61 da L'Aquila, 84 da Viterbo. Da Roma si viaggia su un'ora e mezza abbondante, e con il traffico del venerdì sera anche due. La Salaria non perdona: è una strada bellissima e lentissima.
In treno e con i mezzi pubblici
Rieti è servita dalla ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona, una linea a binario unico che attraversa la piana a poca distanza dalla riserva; i collegamenti sono radi e vanno controllati sul sito del vettore prima di partire. Dalla stazione di Rieti ai laghi servono comunque un taxi o un autobus extraurbano: il servizio esiste, ma le corse sono poche e pensate per i pendolari dei paesi, non per i visitatori. Chi non guida faccia i conti con questo prima di mettersi in viaggio. La verità: la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile si visita bene in auto o in bicicletta, e male con i mezzi pubblici.
In bicicletta dentro la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
La piana è piatta come un biliardo e le strade secondarie hanno pochissimo traffico: la bicicletta è il mezzo migliore in assoluto. Il giro completo dei due laghi, usando le strade arginali e i sentieri autorizzati, si chiude in una mattinata a ritmo tranquillo, con due o tre soste ai punti di osservazione. Una bici da gravel o una mountain bike da passeggio bastano e avanzano; con una bici da corsa si rinuncia per forza ai tratti sterrati più belli, che poi sono quelli che valgono il viaggio.
I numeri della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
L'area protetta è stata istituita con la legge regionale del Lazio numero 94 del 17 giugno 1985, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 10 luglio dello stesso anno. La superficie tutelata ammonta a 3.278 ettari. I comuni interessati sono sei: Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rieti e Rivodutri. La gestione è affidata al consorzio formato dagli stessi sei comuni, con sede a Rieti in via Cintia 87. Dentro il perimetro si trovano due bacini, il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile, più una rete fittissima di canali artificiali, fossi di scolo, sorgenti e aree umide minori che nel loro insieme valgono, dal punto di vista ornitologico, quanto i due laghi messi insieme.
Tre mila e duecentosettantotto ettari suonano tanti, e lo sono: la riserva è più grande di molti parchi urbani europei messi in fila. Ma vanno letti per quello che sono. Questa non è una wilderness recintata: è un paesaggio agrario abitato, con casali, stalle, campi di mais e di grano, pioppeti da legno, e in mezzo due laghi e una garzaia che è la più importante del Lazio. La tutela qui non ha congelato niente, ha regolato il modo in cui si continua a lavorare la terra.

Il Lacus Velinus: il lago che è sparito sotto i piedi
Per capire la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile bisogna accettare un'idea contro-intuitiva: quello che si vede oggi è un residuo. Tutta la conca reatina, nell'antichità, era occupata da un grande bacino d'acqua che le fonti latine chiamano Lacus Velinus. Il Velino, sbarrato a valle dalla soglia travertinosa di Marmore, non riusciva a defluire verso la Nera e ristagnava nella piana, producendo un sistema di acque basse, paludi e isole erbose che i pastori sabini usavano per il pascolo estivo e che d'inverno diventava impraticabile.
La bonifica di Manio Curio Dentato
Il gesto che cambia la geografia del reatino è datato dalla tradizione storiografica al 271 avanti Cristo, e si attribuisce al console Manio Curio Dentato, il vincitore dei Sanniti e di Pirro. Curio fece aprire un canale attraverso la soglia rocciosa di Marmore, il cosiddetto cavo Curiano, per scaricare le acque del Velino nel fiume Nera. Da quel taglio nasce il salto artificiale che oggi si chiama Cascata delle Marmore, la cascata più alta d'Europa fra quelle di origine antropica, e nasce anche la piana asciutta su cui Rieti ha costruito la sua agricoltura per due millenni. Chi visita la Cascata delle Marmore guarda l'uscita di un'opera idraulica il cui ingresso è qui, fra il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile.
Va detto con onestà che il quadro cronologico proviene dalla tradizione letteraria antica e dalla ricostruzione degli studiosi moderni: la data del 271 è quella consolidata negli studi, l'entità esatta dei lavori romani e la loro estensione restano materia di discussione fra geologi e archeologi. Quello che nessuno discute è l'effetto: da allora la conca reatina è una pianura coltivabile con due laghi dentro, e non un lago con qualche riva coltivabile intorno.
Le pianare, cioè le alluvioni che tornavano ogni inverno
Il taglio di Marmore non risolse il problema per sempre. La soglia di travertino si riforma in continuazione, perché l'acqua del Velino è carica di carbonato di calcio e deposita concrezioni: il canale tende a rialzarsi, il deflusso rallenta e la piana torna a impaludarsi. Nel dialetto reatino le esondazioni invernali del Velino si chiamano pianare, ed è una parola che nei racconti dei vecchi del posto ha il peso di una calamità domestica: l'acqua che entra nelle stalle, il grano che marcisce, le strade interrotte per settimane.
Per questo la storia idraulica della conca è una sequenza di interventi che va dall'età romana fino al Novecento: nuovi tagli, nuovi canali, contenziosi secolari fra Rieti e Terni, perizie firmate anche da ingegneri di fama. Ogni generazione ha rimesso mano al Velino, e ogni generazione ha scoperto che il fiume tornava a depositare travertino. La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile è il risultato attuale di questa contesa infinita fra un fiume e una pianura.
Le idrovore, macchine che hanno disegnato il paesaggio
La bonifica moderna della conca reatina si è chiusa con un sistema di pompaggio meccanico: le idrovore, impianti che sollevano l'acqua dai canali di scolo e la rimettono nel Velino, tenendo i campi sotto il livello di guardia. L'edificio delle idrovore in località Lanserra, nel comune di Colli sul Velino, è esattamente questo: una macchina idraulica costruita per regolare i livelli dei laghi e difendere i coltivi dalle inondazioni. Oggi ospita il Centro Visite della riserva, e trovo che sia una delle scelte museografiche più intelligenti viste nel Lazio: si racconta la natura dell'area dall'interno del manufatto che quella natura l'ha addomesticata.
I due laghi della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
I bacini superstiti dell'antico Lacus Velinus sono due, vicinissimi e diversissimi. Si trovano entrambi sul fondo della conca, separati da pochi chilometri di campagna e collegati dalla rete dei canali di bonifica. Chi arriva pensando di trovare due gemelli resta spiazzato: cambiano la forma, la profondità, la frequentazione umana e, di conseguenza, anche gli uccelli che ci si trovano sopra.
Il Lago Lungo, o lago di Cantalice
Il Lago Lungo prende il nome dalla sua forma allungata, stretta, quasi un canale largo; la gente del posto lo chiama anche lago di Cantalice, dal paese arroccato che lo guarda dall'alto. È il più orientale dei due e il più vicino alla strada per Terni, quindi il più facile da raggiungere e il primo che si incontra arrivando da Rieti. Le sponde sono orlate da canneti compatti di cannuccia di palude, con lembi di bosco igrofilo dove il terreno resta molle tutto l'anno. Da qui il panorama verso il Terminillo è il migliore dell'intera riserva: nelle mattine limpide di gennaio il massiccio innevato si specchia nell'acqua e il canneto giallo fa da cornice.
Sul Lago Lungo si pratica la pesca sportiva, regolamentata dall'ente gestore, e chi voglia lanciare una lenza deve informarsi prima sulle regole in vigore: cambiano di stagione in stagione e la riserva pubblica avvisi specifici. È anche il bacino più frequentato dai podisti e dai ciclisti della domenica, perché il giro è breve e la strada arginale è comoda.
Il Lago di Ripasottile
Il Lago di Ripasottile è più tondeggiante, più appartato, più selvatico. Le sue rive settentrionali ospitano la stazione di inanellamento e, soprattutto, la garzaia: la colonia di aironi nidificanti più importante del Lazio. Qui l'acqua è bassa, il canneto è largo decine di metri e la vegetazione palustre si spinge verso l'interno con prati umidi e carici. Non è un bacino da passeggiata turistica: è un bacino da osservazione, e chi ci va deve muoversi piano e restare sui percorsi.
Un'opinione netta, da professionista: se avete una sola mattina, andate a Ripasottile e non al Lago Lungo. Il Lago Lungo è più fotogenico, Ripasottile è più ricco. La differenza fra i due si misura in numero di specie, e non è vicina.
Il birdwatching nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Questa è la ragione per cui la riserva esiste e la ragione per cui vale il viaggio da Roma. La conca reatina funziona come una trappola di umidità in mezzo all'Appennino: è bassa, è piana, è ricca d'acqua e di cibo, e si trova esattamente sulla rotta che gli uccelli migratori seguono lungo la dorsale appenninica. Il risultato è che fra novembre e marzo i due laghi ospitano concentrazioni di acquatici che nel Lazio interno non hanno confronti, e che nei mesi dei passi migratori compaiono specie di transito che restano qualche giorno e poi ripartono.
La garzaia del Lago di Ripasottile
La garzaia è un'area paludosa dove gli aironi nidificano in colonia, tutti insieme, sugli alberi e nel canneto. Quella del Lago di Ripasottile conta oltre settecento nidi complessivi ed è monitorata in modo continuativo dal 2011 dalla Stazione Ornitologica della riserva. Sette specie di uccelli acquatici vi si riproducono stabilmente: airone cenerino, nitticora, garzetta, sgarza ciuffetto, airone guardabuoi, cormorano e marangone minore.
I numeri meritano di essere detti per esteso, perché sono quelli che fanno di questa riserva un sito di rilievo nazionale e non una curiosità locale. Gli aironi cenerini superano i cinquecento nidi: è la colonia più grande della regione. Le nitticore superano i centoventi nidi: anche in questo caso, la colonia maggiore del Lazio. Non sono cifre da opuscolo, sono conteggi condotti anno dopo anno dagli inanellatori della riserva.
Il calendario della garzaia, mese per mese
L'aspetto che sorprende anche gli ornitologi è il calendario. La nidificazione nella garzaia di Ripasottile comincia a novembre, cioè in netto anticipo rispetto a quanto avviene nella maggior parte delle colonie europee. Le prime uova si schiudono a dicembre. A gennaio arrivano in massa gli aironi cenerini e la colonia raggiunge il suo momento di massima animazione invernale. A marzo entrano in scena i cormorani. Ad aprile si insediano le nitticore e gli aironi guardabuoi. A maggio tocca alla garzetta e alla sgarza ciuffetto, che occupano il canneto sottostante gli alberi.
Tradotto in consigli pratici: chi vuole vedere la garzaia nel pieno dell'attività deve venire d'inverno, fra gennaio e febbraio, e non in primavera come istinto suggerirebbe. È il ribaltamento del calendario turistico abituale, ed è anche il motivo per cui in agosto certi visitatori tornano a casa delusi.
La Stazione Ornitologica della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Nel 2001 la riserva avviò sulle sponde del Lago di Ripasottile una stazione di inanellamento; da quell'esperienza è nata la struttura attuale, ospitata presso il Casale Rinaldi. È un centro di ricerca vero, non una vetrina: vi si conducono studi sull'avifauna e sui mammiferi in collaborazione con le università, vi si svolgono tirocini universitari e tesi di laurea, e vi si organizzano incontri didattici ed escursioni sul campo per scuole e visitatori. Le ricerche in corso riguardano l'inanellamento scientifico, i censimenti di specie mirate e il monitoraggio riproduttivo, e sul versante dei mammiferi il lupo, il cervo, la volpe e l'istrice.
Una giornata passata con gli inanellatori vale dieci visite guidate generiche. Vedere un martin pescatore in mano a un ricercatore, misurato, pesato, anellato e rilasciato in quaranta secondi, è il genere di esperienza che i bambini si ricordano per anni. Le attività si seguono anche attraverso i canali social della stazione.
Il progetto MonITRing
La stazione di Ripasottile, collocata sulla riva nord del lago, partecipa a MonITRing, il progetto nazionale coordinato dal Centro Nazionale Inanellamento dell'ISPRA. L'obiettivo dichiarato del programma è standardizzare i tanti progetti di inanellamento preesistenti e raccogliere dati uniformi su tutto il territorio italiano, con metodologie fissate a livello nazionale e raccolta distribuita lungo l'intero arco dell'anno.
Fra le specie inanellate a Ripasottile compaiono il martin pescatore, il forapaglie castagnolo, la cinciallegra, l'upupa e l'usignolo. I dati accumulati in questi anni hanno alimentato quattro tesi di laurea e pubblicazioni scientifiche internazionali, e sono stati presentati all'undicesimo Symposium on Wild Fauna tenutosi a Viterbo nel 2019. Per chi volesse organizzare una visita alla stazione, il recapito indicato dalla riserva è il numero 328 2175541.
Quando andare alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Dicembre, gennaio e febbraio per gli svernanti e per la garzaia. Marzo e aprile per il passo primaverile, quando compaiono i limicoli e i rapaci in transito. Settembre e ottobre per il passo autunnale. Maggio e giugno per i nidificanti del canneto, che si sentono più di quanto si vedano. Luglio e agosto sono i mesi peggiori: l'acqua si abbassa, il caldo della conca è pesante, le zanzare sono serie e gli uccelli sono pochi. Se qualcuno vi propone la riserva come gita di Ferragosto, declinate con garbo.
L'ora conta quanto il mese. Si arriva all'alba o nelle due ore prima del tramonto: in mezzo, la luce è piatta, gli uccelli riposano nel folto e il vento increspa l'acqua rendendo inutile il cannocchiale.

La fauna della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
L'ambiente lacustre della conca reatina sostiene una comunità animale ricca, e la ricchezza comincia sott'acqua. La fauna ittica dei due bacini comprende il luccio, la tinca, la carpa, la scardola, l'anguilla e la trota: è la base alimentare che spiega perché aironi, cormorani e martin pescatori qui abbiano numeri così alti. Un lago senza pesce non fa una garzaia da settecento nidi.
Gli uccelli acquatici
Sulle acque aperte e nei canneti si osservano la folaga, l'alzavola, la gallinella d'acqua, la marzaiola, lo svasso maggiore, il tuffetto, il tarabusino, la garzetta, la sgarza ciuffetto e l'airone cenerino. In alcuni inverni, con condizioni particolari, si è registrata anche la presenza rara del fenicottero: è un evento occasionale, non un appuntamento fisso, e chi parte da Roma con l'idea di fotografare i fenicotteri rischia di tornare a mani vuote. Il cormorano e il marangone minore completano il quadro degli ittiofagi, entrambi nidificanti nella garzaia.
Gli uccelli del canneto
La vegetazione palustre che orla i Laghi Lungo e Ripasottile permette la nidificazione del pendolino, del cannareccione, del forapaglie e dell'usignolo di fiume. Sono specie che si riconoscono soprattutto a orecchio: il cannareccione ha un canto gracchiante e ripetitivo che d'estate riempie l'intero canneto, il pendolino emette un fischio sottile e triste, l'usignolo di fiume produce un trillo meccanico che sembra un ronzio. Portare con sé una registrazione dei canti cambia completamente la resa della visita.
I rapaci
Fra i rapaci legati all'acqua compare il raro falco pescatore, che qui si osserva soprattutto durante i passi migratori; il falco di palude, che pattuglia i canneti con quel volo basso e oscillante che lo rende inconfondibile; l'albanella minore, più elegante e più difficile. Vederli richiede pazienza e la posizione giusta: ci si mette con il sole alle spalle, si aspetta, si smette di parlare. La ricompensa, quando arriva, dura quindici secondi e ripaga due ore di attesa.
I mammiferi
Il monitoraggio condotto dalla Stazione Ornitologica non si limita agli uccelli: comprende ricerche su lupo, cervo, volpe e istrice. La presenza del lupo nella conca reatina e sui versanti che la delimitano è documentata dagli studi in corso, e non deve allarmare nessuno: è un animale schivo che evita gli umani. L'istrice lascia gli aculei lungo i sentieri ed è la traccia più facile da riconoscere per chi cammina al mattino presto.
La flora della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
La componente arborea dell'area protetta è più limitata di quanto ci si aspetterebbe, e la ragione è agricola: le coltivazioni arrivano troppo vicino alle sponde e comprimono la fascia di vegetazione ripariale. Dove il bosco igrofilo è sopravvissuto, però, gli esemplari raggiungono dimensioni notevoli: salice bianco, salice nero e pioppo bianco formano lembi di foresta umida che d'estate fanno una frescura fuori scala rispetto alla pianura circostante.
Il Nupharetum, la rarità botanica dei Laghi Lungo e Ripasottile
Fra le associazioni vegetali presenti nei due bacini merita una menzione a parte il Nupharetum, formazione molto rara costituita dalla ninfea gialla. È una pianta acquatica radicata sul fondo, con foglie galleggianti larghe e fiori gialli globosi che affiorano fra giugno e agosto. Si osserva nelle acque ferme e poco profonde, spesso nelle insenature riparate dal vento. Per un botanico è il motivo migliore per venire qui in piena estate, quando l'avifauna langue.
Il canneto
La cannuccia di palude forma cinture continue lungo le sponde, e non è un dettaglio ornamentale: è l'infrastruttura ecologica dell'intera riserva. Filtra i nutrienti che arrivano dai campi, offre supporto ai nidi, nasconde i pulcini dai predatori e produce la materia organica che alimenta la catena alimentare del lago. Quando il canneto arretra, arretra tutto il resto. Le politiche di gestione dell'area protetta ruotano in buona parte intorno alla sua conservazione.
La sorgente di Santa Susanna, dentro la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
In località Piedicolle, nel comune di Rivodutri, all'interno del perimetro dell'area protetta, sgorga una delle sorgenti più grandi d'Europa per portata: circa cinquemila litri al secondo. La cifra va letta con calma. Cinquemila litri al secondo significa che ogni minuto escono dal terreno trecentomila litri d'acqua, e che il canale che ne deriva nasce già come un piccolo fiume a poche decine di metri dalla polla.
La sorgente di Santa Susanna è stata dichiarata Monumento Naturale nel 1977 ed è tutelata come Zona Speciale di Conservazione con il codice IT6020011. Le sue acque sono limpide e trasparenti al punto che si distingue il fondo ghiaioso a occhio nudo; sopra ci nuotano cigni reali, germani reali e gallinelle d'acqua, e lungo le rive si osservano aironi, cormorani e diverse specie di picchi.
Il presepe subacqueo
Durante il periodo natalizio nelle acque della sorgente viene allestito un presepe subacqueo illuminato, visibile fino ai primi giorni di gennaio. È un'usanza che attira famiglie da tutto il reatino e che, per una volta, non ha niente di kitsch: le figure sommerse viste attraverso l'acqua ferma e trasparente, con l'illuminazione che filtra dal fondo, producono un effetto che va visto.
Come si visita la sorgente
L'area è attrezzata per il pic-nic, con spazi adatti alle famiglie con bambini e alberi che offrono ombra abbondante: è il posto giusto dove chiudere una mattinata di birdwatching con un pranzo al sacco. L'indirizzo di riferimento è via Santa Susanna 27, a Rivodutri. Nei fine settimana estivi e nei giorni di festa l'affluenza è alta e i parcheggi si riempiono presto: arrivate prima delle dieci o, meglio ancora, venite in un giorno feriale.
Il Centro Visite della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Il Centro Visite del lago di Ripasottile occupa l'edificio delle idrovore in località Lanserra, nel comune di Colli sul Velino. La struttura fu costruita durante la bonifica della conca reatina per controllare le inondazioni: le idrovore regolarizzavano i livelli idrici dei laghi, e il fabbricato che le ospitava è oggi il punto di accoglienza dell'area protetta.
Che cosa si trova dentro
All'ultimo piano una terrazza panoramica si affaccia sul lago e viene usata per il monitoraggio della fauna e per il conteggio degli uccelli acquatici: è il miglior punto di osservazione dell'intera riserva, perché mette l'occhio sopra il canneto invece che dietro. Al primo piano un'aula multimediale è dedicata alla promozione del territorio e ai suoi aspetti naturalistici e storico-culturali. Il centro conserva inoltre l'Archivio di Pietro Dohrn, che fa parte dell'Archivio Storico della Riserva Naturale Regionale.
Orari, prenotazione e accessibilità
Il Centro Visite apre su prenotazione e durante le visite guidate: non ha un orario continuato e non si presenta al pubblico come un museo civico. Chi arriva senza avere telefonato prima, con ogni probabilità trova il cancello chiuso. Il numero da chiamare è quello della sede della riserva, 0746 200999. L'edificio è dotato di ascensore ed è fruibile anche da persone con disabilità: nel panorama delle aree protette laziali questo è un fatto raro, e va detto.
Meglio costruire la giornata intorno a questa prenotazione, non aggiungerla all'ultimo. La terrazza delle idrovore cambia la qualità della visita, e senza la chiave del cancello resta una fotografia sul sito dell'ente.

I sentieri della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
L'ente gestore ha tracciato e mappato una rete di percorsi che coprono entrambi i bacini e la campagna intorno. I nomi dicono già a che cosa servono: Sentiero dei Due Laghi, Sentiero degli Aironi, Sentiero dei Cormorani, Sentiero degli Svassi, Sentiero Vottone e Vicenna Riara, oltre ai tracciati del Cammino di Francesco che attraversano la riserva. Quasi tutti sono percorribili a piedi e in bicicletta, perché il dislivello è nullo o quasi.
Il Sentiero dei Due Laghi
È l'itinerario principe, quello che collega il Lago Lungo al Lago di Ripasottile attraversando la fascia agricola che li separa. Si cammina fra campi coltivati, filari, canali di bonifica e casali: è un percorso di paesaggio agrario più che di natura selvaggia, e proprio per questo racconta bene che cosa sia davvero questa riserva. Per chi ha mezza giornata e una sola scelta da fare, è il sentiero giusto.
Il Sentiero degli Aironi e il Sentiero dei Cormorani
I due tracciati ornitologici portano verso le aree di maggiore concentrazione dell'avifauna. Vanno percorsi in silenzio, senza cani al seguito, e con la consapevolezza che l'obiettivo non è arrivare in fondo ma fermarsi spesso. Chi cammina con passo da trekking non vede niente: qui la velocità corretta è quella di chi si ferma ogni duecento metri per dieci minuti.
Il Sentiero degli Svassi e il Sentiero Vottone e Vicenna Riara
Il primo prende il nome dallo svasso maggiore, l'uccello dal collo lungo e dal ciuffo nero che d'inverno popola le acque aperte e in primavera esegue la celebre parata nuziale, con i due partner che si sollevano faccia a faccia sull'acqua. Il secondo attraversa le aree umide minori di Vottone e Vicenna Riara, cioè quelle zone marginali che i visitatori frettolosi ignorano e che spesso restituiscono le osservazioni migliori, perché sono le meno disturbate.
Regole di comportamento nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Si resta sui percorsi segnati; non si entra nei coltivi privati; non si raccolgono piante; i cani vanno tenuti al guinzaglio e, nelle aree di nidificazione, meglio lasciarli a casa; non si usano droni, che sui siti di nidificazione provocano abbandoni di nido; non si accendono fuochi; si riportano a casa i rifiuti. Sembrano banalità, ma in una garzaia da settecento nidi un comportamento sbagliato costa una stagione riproduttiva.
Il Cammino di Francesco e la Valle Santa reatina
Intorno ai due laghi si estende quella che il reatino chiama Valle Santa, per via dei quattro santuari francescani che ne presidiano i versanti: Greccio, Santa Maria della Foresta, Poggio Bustone e Fonte Colombo. Il Cammino di Francesco, che collega i quattro luoghi, attraversa la riserva ed è segnalato fra gli itinerari ufficiali dell'area protetta, in due varianti percorribili a piedi e in bicicletta.
Perché il cammino passa proprio dai laghi
La ragione è geografica prima che devozionale: i santuari sono sui versanti, i laghi sul fondo della conca, e per passare da un santuario all'altro bisogna per forza attraversare la piana. Francesco e i suoi compagni facevano lo stesso percorso a piedi nel primo Duecento, quando la piana era ancora largamente acquitrinosa e i sentieri seguivano i dossi asciutti. Camminare oggi sul Sentiero dei Due Laghi con i quattro santuari visibili sui monti intorno dà la misura esatta di quel territorio.
I quattro santuari, uno per uno
Greccio è il luogo del primo presepe, allestito secondo la tradizione nel Natale del 1223. Fonte Colombo è legato alla redazione della Regola e all'operazione agli occhi che Francesco vi subì. Poggio Bustone si affaccia sulla conca da un balcone roccioso ed è il santuario dove la tradizione colloca il perdono. Santa Maria della Foresta conserva il ricordo del miracolo dell'uva. Sono quattro tappe che si visitano in una giornata piena, con l'auto, e che raddoppiano il valore di una gita alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile.
Il paesaggio rurale storico della piana reatina
Il territorio della riserva è punteggiato di casali che mantengono viva l'impronta rurale antica della conca: edifici a corte, stalle, fienili, aie, alberature di confine. Non è un fondale scenografico, è un sistema produttivo ancora funzionante, e la sua conservazione è uno degli obiettivi espliciti della pianificazione dell'area protetta. Il Piano d'Assetto della riserva ha assunto il paesaggio come chiave di lettura e come modello per regolamentare e valorizzare il territorio, riconoscendo nel grande paesaggio agrario storico il valore ultimo da conservare.
Dal Piano sono nati diversi progetti di valorizzazione, fra cui un museo dedicato al paesaggio promosso insieme al comune di Rivodutri, un ecomuseo della piana, un centro dedicato alle espressioni artistiche legate a questo paesaggio e un centro visite sulla storia antica della conca, pensato per raccontare com'era la piana quando ospitava un grande lago. Sullo stato di avanzamento di ciascuno conviene informarsi direttamente presso l'ente gestore, perché i tempi di realizzazione dipendono dai singoli finanziamenti.
Il guado, l'oro blu dell'agro reatino
C'è un capitolo della storia agraria reatina che quasi nessuno conosce e che spiega perfino un modo di dire italiano. La conca di Rieti fu, per secoli, una capitale del guado, la pianta tintoria da cui si ricava il blu prima dell'arrivo dell'indaco dalle Indie. Al termine del ciclo di lavorazione si producevano pani di colorante chiamati coccagne, e da quel termine deriva l'espressione paese di cuccagna. La Valle della Cuccagna, nel lessico storico locale, è esattamente questa piana, e la sua ricchezza veniva dal colore.
La riserva ha ripreso il filo di questa storia con incontri e presentazioni dedicate, ospitati anche presso le Sorgenti di Santa Susanna. Raccontare la coltivazione del guado accanto a un lago dove nidificano cinquecento aironi è il modo migliore per far capire che qui natura e lavoro umano sono la stessa cosa da duemila anni.

Come nacque la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
L'interesse naturalistico per questa porzione della conca reatina è recente: si affermò soltanto negli anni Settanta del Novecento, quando prima di allora i due laghi erano considerati un residuo di palude da bonificare o da sfruttare. Tre vicende, in rapida successione, capovolsero il giudizio collettivo.
Il progetto idroelettrico bloccato
Alla fine di quel decennio l'Enel propose un progetto che prevedeva lo sfruttamento idroelettrico dei due bacini. Il piano suscitò critiche diffuse e fu bloccato dalla giunta comunale reatina guidata da Ettore Saletti. È l'episodio fondativo della coscienza ambientale locale: per la prima volta la piana si difese da un intervento infrastrutturale presentato come progresso.
La superstrada che doveva passare fra i due laghi
Poco dopo fece scalpore la vicenda della superstrada Rieti-Terni. Nei progetti iniziali il tracciato sarebbe dovuto passare in mezzo ai due laghi, seguendo il corridoio della vecchia strada statale. Le proteste che seguirono all'approvazione portarono a spostare l'opera su un altro percorso. Chi oggi guida sulla superstrada e guarda i laghi da lontano dovrebbe sapere che quella distanza è il risultato di una battaglia civile, non di una scelta tecnica.
L'espansione urbana di Rieti
Il terzo fattore fu la pressione edilizia: l'espansione di Rieti verso nord minacciava di saldare la città alla fascia dei laghi. Messi insieme, i tre episodi accelerarono il percorso istituzionale di tutela, che si chiuse con la legge regionale numero 94 del 17 giugno 1985. Da quarant'anni la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile esiste perché qualcuno, quarant'anni fa, disse di no tre volte.
Che cosa vedere intorno alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Una gita ai laghi occupa una mattinata piena. Il pomeriggio si riempie facilmente, perché la conca reatina concentra in venti chilometri una quantità di cose notevoli.
Rieti e il centro della conca
A sette chilometri dai laghi, Rieti conserva un centro storico compatto, il giro delle mura medievali, il palazzo Papale, la cattedrale e i sotterranei della città romana. È anche il posto dove si mangia meglio in zona, e dove si trovano le informazioni turistiche aggiornate sulla riserva.
Cantalice, Contigliano e i borghi affacciati sui laghi
Cantalice è il paese che dà il nome alternativo al Lago Lungo: un borgo verticale aggrappato alla montagna, con una vista sulla piana che da sola giustifica la salita. Contigliano presidia il lato opposto della conca, con la collegiata di San Michele Arcangelo che domina i tetti. Rivodutri è il comune della sorgente di Santa Susanna. Sono tre soste brevi che completano il quadro: dai laghi si guardano i paesi, dai paesi si guardano i laghi.
La montagna: Terminillo, Leonessa, Antrodoco
Il Terminillo chiude l'orizzonte orientale e si raggiunge in mezz'ora di tornanti: d'inverno è la montagna sciistica dei romani, d'estate un altopiano da escursioni. Leonessa, oltre il valico, è uno dei borghi meglio conservati dell'Appennino centrale. Antrodoco presidia le gole del Velino a monte della conca, dove il fiume entra nella piana.
Gli altri laghi e la Sabina
Chi ha preso gusto ai bacini reatini può allungare verso il Lago del Salto e il Lago del Turano, due invasi artificiali degli anni Trenta incassati fra i monti, di carattere completamente diverso. Sulla via del ritorno verso Roma, l'Abbazia di Farfa merita la deviazione: è uno dei complessi monastici più importanti dell'Italia centrale e si trova a pochi chilometri dalla Salaria.
La Cascata delle Marmore, cioè l'altro capo della storia
Ventinove chilometri separano i laghi dalla Cascata delle Marmore. Fare le due visite nello stesso giorno, nell'ordine giusto, è la lezione di geografia più efficace che si possa regalare a un ragazzo: prima il lago che resta, poi il punto dove i Romani lo hanno fatto scendere. Fra i due luoghi corrono duemiladuecentonovanta anni e una sola idea.
La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile con i bambini
Funziona, a due condizioni. La prima è non presentarla come un parco divertimenti: i bambini qui devono guardare, e guardare si impara. La seconda è dotarli di uno strumento loro, un binocolo anche economico, perché un bambino che divide il binocolo di un adulto si annoia in dieci minuti.
La combinazione migliore è questa: mattina sul Sentiero dei Due Laghi, con soste brevi e una scheda di riconoscimento degli uccelli stampata prima di partire; pranzo al sacco nell'area attrezzata delle Sorgenti di Santa Susanna, dove l'acqua trasparente e i cigni catturano l'attenzione anche dei più piccoli; pomeriggio libero, eventualmente a Rieti. Le attività didattiche organizzate dalla Stazione Ornitologica, quando disponibili, valgono il doppio di qualunque programma improvvisato: si prenotano in anticipo attraverso la riserva.
Un avvertimento pratico che nessuno dà: da maggio a settembre le zanzare della piana sono aggressive, soprattutto all'alba e al tramonto, cioè esattamente nelle ore buone per osservare. Repellente e maniche lunghe, o la gita finisce prima del previsto.
Accessibilità e servizi nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Il Centro Visite del lago di Ripasottile, all'interno dell'edificio delle idrovore di Lanserra, è dotato di ascensore ed è fruibile anche da persone con disabilità: è il punto di riferimento per chi ha problemi di mobilità, perché consente di raggiungere la terrazza panoramica e di osservare il lago dall'alto senza affrontare i sentieri.
I percorsi esterni, invece, sono strade sterrate e arginali di campagna: pianeggianti, il che aiuta molto, ma con fondo irregolare e senza pavimentazione. Una carrozzina da esterni o un joelette li affronta, una carrozzina da città no. Non esistono bagni pubblici distribuiti lungo i sentieri, non esiste un punto ristoro interno all'area protetta, e i servizi si trovano nei paesi. Chi organizza una visita per un gruppo con esigenze particolari faccia una telefonata preventiva alla sede: l'ente gestore conosce il territorio e indirizza sui tratti adatti.
Domande frequenti sulla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Dove si trova la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile si trova nella conca reatina, in provincia di Rieti, lungo il corso del fiume Velino, nei territori di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rieti e Rivodutri. La quota media della piana è di circa 370 metri.
Quanto costa visitare la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
L'accesso alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile non si paga, perché non esiste alcuna biglietteria e l'area protetta è territorio aperto. Le uniche spese riguardano i servizi, come le visite guidate organizzate dall'ente gestore o dalle associazioni convenzionate e le attività didattiche della Stazione Ornitologica.
Serve prenotare per visitare la riserva?
Per i sentieri e i laghi della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile non serve prenotare. Per il Centro Visite del lago di Ripasottile sì, perché apre su prenotazione e durante le visite guidate: il numero di riferimento è 0746 200999, con sede in via Cintia 87 a Rieti.
Quando è il periodo migliore per il birdwatching nella riserva?
Il periodo migliore per il birdwatching nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile va da novembre a marzo, quando la conca reatina, che si trova esattamente sulla rotta seguita dagli uccelli migratori lungo la dorsale appenninica, ospita concentrazioni di acquatici fra le più alte del Lazio.
Il Centro Visite della riserva è accessibile in sedia a rotelle?
Sì, il Centro Visite del lago di Ripasottile, nell'edificio delle idrovore di Lanserra, è dotato di ascensore ed è fruibile anche da persone con disabilità, con accesso alla terrazza panoramica senza affrontare i sentieri. I percorsi esterni, invece, sono strade sterrate e arginali di campagna.
La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile è adatta a una gita con i bambini?
La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile funziona bene con i bambini a due condizioni: non presentarla come un parco divertimenti, perché qui si impara osservando, e dotarli di un binocolo proprio, perché un bambino che divide quello di un adulto si annoia in pochi minuti. Il Sentiero dei Due Laghi con soste brevi è la combinazione consigliata.
Cosa si può vedere vicino alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
A soli sette chilometri dai laghi si trova Rieti, con un centro storico compatto, il giro delle mura medievali, il palazzo Papale, la cattedrale e i sotterranei della città romana. È anche il posto migliore della zona dove mangiare.
I due laghi della riserva sono naturali?
Il Lago Lungo e il lago di Ripasottile sono i residui superstiti di un antico e più vasto bacino, il Lacus Velinus, che occupava tutta la conca reatina nell'antichità. Il taglio della soglia di travertino di Marmore, attribuito al console Manio Curio Dentato nel 271 avanti Cristo, avviò il deflusso delle acque e diede origine sia alla Cascata delle Marmore sia alla piana coltivabile che oggi circonda i due laghi.
Quanto costa visitare la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
L'accesso all'area protetta non si paga. Non esistono biglietti di ingresso, non esistono tariffe ridotte, non esiste prima domenica del mese, perché non esiste alcuna biglietteria: la riserva è territorio aperto. Le uniche voci di spesa riguardano i servizi: le visite guidate organizzate dall'ente gestore o dalle associazioni convenzionate, le attività didattiche della Stazione Ornitologica, l'eventuale noleggio di biciclette nei paesi, il parcheggio nelle aree attrezzate durante gli eventi.
Per un gruppo che venga da Roma la voce di costo reale è il trasporto e la guida. Un accompagnamento professionale, qui, non è un lusso: è la differenza fra vedere due laghi e capire una conca. Chi organizza uscite per gruppi, aziende o scuole può rivolgersi a un operatore specializzato in accompagnamento turistico professionale, che coordina la logistica e i fornitori locali.
Una curiosità sulla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Gli aironi cenerini di Ripasottile cominciano a nidificare a novembre. Detta così sembra un dettaglio da specialisti; in realtà è un'anomalia che ribalta il senso comune sulla riproduzione degli uccelli. In quasi tutta Europa gli ardeidi occupano i nidi fra febbraio e aprile, quando le giornate si allungano e le temperature salgono. Qui la colonia si mette in moto con l'autunno inoltrato, le prime uova si schiudono a dicembre, e a gennaio, mentre la piana è coperta di brina e la nebbia sale dai canali, sugli alberi della garzaia c'è la massima concentrazione di aironi dell'anno.
La spiegazione, per quanto le ricerche condotte sul posto la stanno ricostruendo, ha a che fare con la disponibilità di cibo: la conca reatina garantisce acque non gelate e pesce accessibile anche nei mesi freddi, e chi nidifica prima si assicura i posti migliori sugli alberi e un vantaggio sui pulcini della stagione successiva. Il monitoraggio continuo dal 2011 ha permesso di documentare il fenomeno anno dopo anno invece di affidarsi a impressioni.
Per il visitatore questa curiosità ha una conseguenza operativa immediata e controcorrente: la stagione migliore per venire alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile è l'inverno. Gennaio, con il Terminillo innevato sullo sfondo, il canneto color ocra, la nebbia che si alza verso le nove e cinquecento nidi di airone cenerino in attività, è il momento in cui questo posto dà il meglio di sé. Ad agosto, quando arrivano i turisti, la garzaia è vuota e l'acqua è bassa. Pochi luoghi in Italia hanno un calendario tanto rovesciato rispetto alle abitudini di chi viaggia, e quasi nessuna guida lo dice.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Che il vero monumento della riserva non è un lago: è un edificio industriale. L'impianto delle idrovore di Lanserra, nel comune di Colli sul Velino, fu costruito per prosciugare, non per proteggere. Le sue pompe sollevavano l'acqua dai canali di scolo e la rimettevano nel Velino, abbassando il livello dei laghi e restituendo campi all'agricoltura. Quella macchina è la ragione per cui il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile hanno oggi la forma e l'estensione che hanno: senza idrovore sarebbero più grandi, più irregolari, circondati da paludi.
Oggi lo stesso edificio ospita il Centro Visite dell'area protetta, con la terrazza panoramica al piano alto usata per contare gli uccelli acquatici e l'aula multimediale al primo piano. L'ironia è perfetta e nessuno la sottolinea mai: si osserva la fauna palustre dall'alto della macchina costruita per eliminare la palude. Dentro, l'Archivio di Pietro Dohrn conserva la memoria documentaria di questa vicenda, come parte dell'Archivio Storico della riserva.
La conseguenza pratica è che la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile non è un ambiente naturale sopravvissuto per caso: è un equilibrio mantenuto attivamente. I livelli dell'acqua dipendono ancora da decisioni tecniche, i canneti dipendono dai livelli, le garzaie dipendono dai canneti. Chi visita l'area con l'idea romantica di vedere un pezzo di natura intatta sta guardando la cosa sbagliata. Quello che c'è da vedere è più interessante: un paesaggio in cui l'ingegneria idraulica e la biologia hanno smesso di combattersi e hanno trovato un accordo.
Il consiglio che ti do per visitare la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Costruite la giornata su una telefonata. Il numero è 0746 200999, la sede è in via Cintia 87 a Rieti, e la telefonata serve a due cose: prenotare l'accesso al Centro Visite delle idrovore e chiedere che cosa si sta osservando in quel momento sui due laghi. La seconda domanda è quella che cambia tutto. Chi lavora nella riserva sa se la garzaia è in attività, se il falco pescatore è arrivato, se il livello dell'acqua ha scoperto le secche che attirano i limicoli. Una mattina programmata su questa informazione vale dieci mattine programmate sul meteo.
Poi, l'orario. Arrivate prima dell'alba o tre ore prima del tramonto, mai a mezzogiorno. In mezzo alla giornata la luce è piatta, il vento increspa la superficie e il cannocchiale diventa inutile, gli uccelli si rifugiano nel canneto. Con la luce radente, invece, i colori dell'acqua e del canneto cambiano ogni dieci minuti e le sagome sull'acqua si leggono nitide.
Terzo elemento: la posizione del sole. Le sponde vanno scelte in modo da avere il sole alle spalle, altrimenti si osserva controluce e ogni uccello diventa una sagoma nera. Sul Lago di Ripasottile questo significa stare sul lato sud al mattino e sul lato nord nel pomeriggio. Sembra pedanteria; è la differenza fra riconoscere una marzaiola e annotare una anatra non identificata.
Ultimo consiglio, quello che nessuno vi darà: rinunciate a vedere tutto. Due laghi, cinque sentieri, una sorgente, quattro santuari e un centro visite non entrano in una giornata. Scegliete un lago, un sentiero e la sorgente di Santa Susanna, e lasciate il resto a un secondo viaggio. La Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile punisce la fretta più di qualunque altro luogo del reatino, perché qui quello che si vede dipende dal tempo che si dedica a stare fermi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che la Cascata delle Marmore e questi due laghi sono la stessa opera idraulica, vista dalle due estremità. È una nozione che compare in ogni manuale e che nessuno mette mai in relazione con la visita. Nel 271 avanti Cristo, secondo la cronologia consolidata negli studi, il console Manio Curio Dentato fece tagliare la soglia di travertino di Marmore per scaricare le acque del Lacus Velinus nel fiume Nera. Da un lato di quel taglio nacque una cascata artificiale alta più di centocinquanta metri, oggi una delle attrazioni più visitate dell'Italia centrale; dall'altro lato nacque la piana reatina, e i due laghi che vediamo oggi sono ciò che restò quando l'acqua smise di coprire tutto.
La cosa poco citata è quanto quel gesto sia stato instabile. Il Velino trasporta carbonato di calcio e deposita travertino in continuazione: la soglia si rialza, il deflusso rallenta, la piana torna a impaludarsi. Per questo la storia della conca è una catena ininterrotta di nuovi tagli e nuovi canali, dall'età romana al Rinascimento fino alle bonifiche del Novecento, accompagnata da una contesa secolare fra Rieti e Terni, perché aumentare il deflusso significava allagare la valle di sotto e ridurlo significava allagare quella di sopra.
Le esondazioni invernali, nel dialetto locale, si chiamano pianare. Nella memoria delle famiglie contadine della conca quella parola pesa quanto una carestia: acqua nelle stalle, semine perdute, collegamenti interrotti. Le idrovore che oggi ospitano il Centro Visite sono l'ultima risposta tecnica a quel problema. Guardare i Laghi Lungo e Ripasottile sapendo tutto questo cambia lo sguardo: non sono due specchi d'acqua decorativi, sono il residuo negoziato di un conflitto durato ventitré secoli fra una pianura e un fiume che non voleva andarsene.
La foto giusta da fare alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
La fotografia che riassume questo posto è una sola: il Terminillo innevato che si specchia nel Lago Lungo, con la fascia di canneto giallo in primo piano. Si fa in gennaio o in febbraio, all'alba, dalla sponda occidentale del bacino, quando l'aria fredda e ferma rende l'acqua uno specchio e il massiccio prende la luce rosa prima ancora che il sole arrivi sulla piana. Servono un treppiede, un obiettivo intorno ai cinquanta millimetri equivalenti e la pazienza di arrivare mezz'ora prima dell'orario che avevate calcolato, perché il momento buono dura otto minuti.
La seconda fotografia, quella che quasi nessuno porta a casa, è la nebbia. Nelle mattine invernali della conca reatina la foschia si alza dai canali e resta sospesa a due metri dal suolo: i pioppi emergono a mezza altezza, i casali diventano sagome, gli aironi in volo attraversano un fondale bianco. È un materiale fotografico raro in Italia centrale e si trova qui con una regolarità che sorprende. Da fare dalle strade arginali, in controluce parziale, sottoesponendo di uno stop abbondante.
La terza è la garzaia, e va detto chiaramente: si fotografa da lontano, con un teleobiettivo lungo, dalla terrazza del Centro Visite o dai punti di osservazione consentiti. Avvicinarsi a una colonia di nidificazione per fare una fotografia migliore è un comportamento che provoca abbandoni di nido e perdita di covate. I droni sono fuori discussione. Una fotografia che costa una stagione riproduttiva a cinquecento coppie di aironi non è una bella fotografia: è un danno documentato.
Ultima nota tecnica per chi viene con l'attrezzatura seria: sulle sponde dei Laghi Lungo e Ripasottile l'umidità è alta e la condensa sugli obiettivi è la regola nelle mattine di gennaio. Tenete l'attrezzatura in auto, non riscaldata, e datele venti minuti prima di montare. Altrimenti la fotografia dell'anno resta appannata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo è il taglio della soglia di Marmore, datato dalla tradizione storiografica al 271 avanti Cristo e attribuito al console Manio Curio Dentato. Fu un'opera di ingegneria idraulica di scala enorme per l'epoca: aprire un varco nella roccia per far defluire un lago intero. Da quel cantiere nascono contemporaneamente la Cascata delle Marmore e la piana reatina coltivabile, e i due laghi della riserva sono quello che rimase dell'antico Lacus Velinus quando l'acqua trovò la via del Nera.
Il secondo avvenimento è diffuso nel tempo e riguarda le pianare, le esondazioni invernali del Velino che per secoli hanno inondato la conca. Ogni pianara ha prodotto interventi, perizie, contenziosi giudiziari fra le comunità di Rieti e di Terni, nuovi progetti di canali. È una storia idraulica che attraversa il medioevo, il Rinascimento e l'età moderna, e che si chiude soltanto nel Novecento con la bonifica meccanica e con gli impianti di sollevamento.
Il terzo è il passaggio del francescanesimo. Nel primo Duecento Francesco d'Assisi e i suoi compagni frequentarono a lungo la conca reatina, fondando o abitando i quattro eremi di Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone e La Foresta. A Greccio, secondo la tradizione, nel Natale del 1223 fu allestita la prima rappresentazione della natività. La Valle Santa che circonda i laghi deve a questa vicenda il proprio nome, e il Cammino di Francesco che attraversa la riserva ne ripercorre gli spostamenti.
Il Novecento: dalla bonifica alla tutela
Il quarto avvenimento è la costruzione delle idrovore e il completamento della bonifica della conca, che ha dato alla piana l'aspetto attuale: campi regolari, canali rettilinei, casali sparsi, laghi con livelli controllati.
Il quinto è il braccio di ferro degli anni Settanta. Alla fine del decennio l'Enel presentò un progetto di sfruttamento idroelettrico dei due laghi, bloccato dalla giunta comunale reatina guidata da Ettore Saletti dopo critiche diffuse. Nello stesso periodo l'approvazione della superstrada Rieti-Terni, il cui tracciato iniziale prevedeva il passaggio in mezzo ai due bacini sul corridoio della vecchia statale, scatenò proteste che portarono a spostare l'opera su un percorso diverso. A questi due episodi si aggiunse la pressione dell'espansione edilizia di Rieti verso nord.
Il sesto e ultimo avvenimento è la data che chiude la vicenda: 17 giugno 1985, legge regionale numero 94, istituzione della Riserva Naturale Regionale dei Laghi Lungo e Ripasottile. Da quel momento 3.278 ettari di conca reatina hanno uno statuto giuridico di protezione, e la storia del luogo smette di essere una sequenza di emergenze e diventa una politica di gestione.
Chi è passato dalla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Il primo nome è quello di Manio Curio Dentato, console romano tre volte, vincitore dei Sanniti nel 290 avanti Cristo e di Pirro a Benevento nel 275. La tradizione storiografica gli attribuisce il taglio di Marmore del 271, cioè l'opera che ha creato la piana dove oggi la riserva si estende. Curio è anche il personaggio a cui la tradizione romana attribuisce la figura del console che coltiva da sé il proprio campo: che sia lui il responsabile della più grande bonifica agraria dell'Italia centrale antica ha una sua coerenza.
Il secondo è Francesco d'Assisi. Fra il 1217 e il 1225 frequentò con assiduità la conca reatina, soggiornò nei quattro eremi della Valle Santa e attraversò più volte la piana per spostarsi dall'uno all'altro. A Fonte Colombo, secondo le fonti francescane, dettò la Regola e subì la cauterizzazione agli occhi; a Greccio allestì la natività del 1223; a Poggio Bustone la tradizione colloca l'episodio del perdono. Chi cammina oggi sul Sentiero dei Due Laghi percorre, con altro fondo stradale, gli stessi collegamenti.
Gli scienziati e i ricercatori
Il terzo nome è quello di Pietro Dohrn, il cui archivio è conservato presso il Centro Visite del lago di Ripasottile come parte dell'Archivio Storico della riserva. La famiglia Dohrn è legata alla storia della ricerca naturalistica in Italia, e la presenza del fondo documentario nella conca reatina testimonia il rapporto fra questo territorio e gli studi scientifici sull'ambiente.
Il quarto gruppo non ha un nome solo: sono i ricercatori e gli inanellatori che dal 2001 lavorano sulle sponde del Lago di Ripasottile. Dalla stazione di inanellamento avviata quell'anno è nata la Stazione Ornitologica del Casale Rinaldi, che ha prodotto quattro tesi di laurea, pubblicazioni scientifiche internazionali e una comunicazione all'undicesimo Symposium on Wild Fauna di Viterbo nel 2019, e che dal 2011 monitora in modo continuativo la garzaia. Non sono personaggi celebri, e proprio per questo vanno nominati: la reputazione scientifica della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile è opera loro.
Gli amministratori che hanno detto di no
Il quinto nome è quello di Ettore Saletti, sindaco di Rieti, la cui giunta bloccò alla fine degli anni Settanta il progetto di sfruttamento idroelettrico dei due laghi proposto dall'Enel. Insieme a lui vanno ricordati, senza nomi perché la documentazione disponibile non li restituisce uno per uno, i cittadini che protestarono contro il tracciato della superstrada Rieti-Terni fra i due bacini. Sono loro ad avere consegnato questa riserva a chi la visita oggi.
Domande veloci sulla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile (RI)
Quanto costa entrare nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Niente. L'area protetta è territorio aperto, senza biglietteria né orari di ingresso. Si paga soltanto per i servizi: visite guidate, attività didattiche, eventuali noleggi.
Serve prenotare per visitare la riserva?
Per i sentieri e i laghi no. Per il Centro Visite del lago di Ripasottile sì: apre su prenotazione e durante le visite guidate. Il numero è 0746 200999.
Dove si trova esattamente la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Nella conca reatina, in provincia di Rieti, sui territori dei comuni di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rieti e Rivodutri. La sede amministrativa è in via Cintia 87, 02100 Rieti.
Quanto è grande la riserva?
3.278 ettari, istituiti con la legge regionale numero 94 del 17 giugno 1985.
Quanto tempo serve per visitare la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Una mattinata per un lago e un sentiero. Una giornata piena per entrambi i bacini, la sorgente di Santa Susanna e il Centro Visite. Due giorni se si aggiungono i santuari della Valle Santa.
Qual è il periodo migliore dell'anno?
L'inverno, fra dicembre e febbraio, per gli svernanti e per la garzaia in piena attività. Marzo, aprile, settembre e ottobre per i passi migratori. Luglio e agosto sono i mesi più deboli.
Quanto dista la riserva da Roma?
Circa un'ora e mezza in auto, per la Salaria SS4 fino a Rieti e poi la SS79 verso Terni. Dal centro di Rieti restano sette chilometri.
Si arriva in treno alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Si arriva a Rieti con la linea Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona, ma i collegamenti sono radi e dalla stazione servono comunque taxi o autobus extraurbani con poche corse. Senza auto la visita è complicata.
Si può andare in bicicletta?
Sì, ed è il modo migliore. La piana è pianeggiante, le strade secondarie hanno poco traffico e la maggior parte dei sentieri della riserva è percorribile a piedi e in bici.
Si possono fare fotografie?
Sì, con buon senso. Alla garzaia e ai siti di nidificazione ci si avvicina soltanto dai punti consentiti, usando il teleobiettivo. I droni provocano abbandoni di nido e non vanno usati.
Si può fare il bagno nei laghi?
No. Il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile non sono bacini balneabili né attrezzati per la balneazione: sono ambienti di riserva naturale con fondali melmosi e canneti fitti.
Si può pescare nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
La pesca sportiva è praticata e regolamentata dall'ente gestore, che pubblica avvisi e aggiornamenti stagionali. Prima di partire con l'attrezzatura conviene verificare le regole in vigore presso la sede della riserva.
È adatta ai bambini?
Sì, purché ognuno abbia il proprio binocolo e la giornata comprenda una sosta alle Sorgenti di Santa Susanna, che hanno area attrezzata per il pic-nic e spazi ombreggiati.
La riserva è accessibile in sedia a rotelle?
Il Centro Visite di Lanserra è dotato di ascensore e fruibile da persone con disabilità. I sentieri esterni sono sterrati e pianeggianti, adatti a carrozzine da esterni ma non a quelle da città.
Si possono portare i cani?
Al guinzaglio sui percorsi comuni. Nelle aree di nidificazione è meglio lasciarli a casa: la presenza di un cane libero nel canneto disturba le covate.
Che cosa si vede nella garzaia del Lago di Ripasottile?
Oltre settecento nidi complessivi, con più di cinquecento nidi di airone cenerino e oltre centoventi di nitticora, le colonie maggiori del Lazio. Vi nidificano anche garzetta, sgarza ciuffetto, airone guardabuoi, cormorano e marangone minore.
Si vedono i fenicotteri alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Occasionalmente. La presenza del fenicottero è segnalata come rara, non come regolare: partire con quell'obiettivo significa quasi sempre restare delusi.
Che differenza c'è fra il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile?
Il Lago Lungo, detto anche di Cantalice, è stretto e allungato, più accessibile e più fotogenico verso il Terminillo. Il Lago di Ripasottile è più appartato e ospita la garzaia: è il più ricco dal punto di vista ornitologico.
Che cos'è la sorgente di Santa Susanna?
Una delle sorgenti più grandi d'Europa per portata, circa cinquemila litri al secondo, a Piedicolle di Rivodutri. È Monumento Naturale dal 1977 e Zona Speciale di Conservazione IT6020011.
È vero che c'è un presepe sott'acqua?
Sì. Nel periodo natalizio nelle acque della sorgente di Santa Susanna viene allestito un presepe subacqueo illuminato, visibile fino ai primi giorni di gennaio.
Che cos'era il Lacus Velinus?
Il grande lago che occupava la conca reatina prima del taglio della soglia di Marmore, attribuito dalla tradizione a Manio Curio Dentato nel 271 avanti Cristo. Il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile ne sono i residui.
Il Cammino di Francesco passa dalla riserva?
Sì, ed è segnalato fra gli itinerari ufficiali dell'area protetta, in due varianti. Collega i quattro santuari della Valle Santa attraversando la piana dei due laghi.
Ci sono bar o ristoranti dentro la riserva?
No. I servizi si trovano nei paesi della conca. Dentro l'area protetta conviene muoversi con acqua e pranzo al sacco.
Si può visitare la Stazione Ornitologica?
La struttura del Casale Rinaldi organizza incontri didattici ed escursioni sul campo. Il recapito indicato dalla riserva per le visite è il numero 328 2175541.
Vale la pena abbinare la Cascata delle Marmore?
Sì, e nell'ordine giusto: prima i laghi, poi la cascata, che dista ventinove chilometri. Sono le due estremità della stessa opera idraulica antica.
Che cosa portare alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile?
Binocolo, scarpe impermeabili, repellente per zanzare da maggio a settembre, abbigliamento a strati d'inverno, e un cannocchiale se lo avete. Il resto è superfluo.
L'ultima parola sulla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
Chi viene qui reagisce in due modi opposti. Chi arriva cercando un panorama da cartolina resta tiepido: due laghi bassi in mezzo ai campi non competono con i Castelli Romani o con Bolsena. Chi arriva disposto a fermarsi, invece, se ne va con la sensazione di avere visto qualcosa che in Italia centrale non si vede quasi più: una pianura agricola che funziona, un lago che nutre cinquecento coppie di aironi, un centro di ricerca che lavora sul serio, e sotto tutto questo un'opera romana di ventitré secoli fa che decide ancora dove finisce l'acqua e dove comincia il grano.
Se dovessi indicare una sola giornata dell'anno, direi una mattina di gennaio, con la nebbia sui canali e il Terminillo bianco sul fondo. Portate il binocolo, telefonate prima, e non provate a vedere tutto. Chi prepara un itinerario più ampio nel Lazio e in Italia trova spunti utili nelle guide alle escursioni di un giorno e nell'itinerario di una settimana di ItalyPlanner, mentre chi organizza uscite per gruppi o aziende può appoggiarsi ai servizi professionali su Roma e nel Lazio di TourLeaderPro.
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Dormire a Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile
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Treni e orari
Frecce, Italo e regionali a confronto per le gite in giornata.
Noleggio auto
Per borghi, laghi e terme che con treno e bus si raggiungono male.



