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Orion Club

Orion Club è la sala per concerti di Ciampino, in Viale John Fitzgerald Kennedy 52, appena fuori dal Grande Raccordo Anulare di Roma, nella zona industriale di Gregna Sant’Andrea. È uno di quei posti che nell’immaginario romano vive una vita doppia: per una parte del pubblico è il club dove si balla fino all’alba, per un’altra parte è la sala dove arrivano i gruppi stranieri di culto che in Italia fanno tre date e una di queste tocca la capitale. Le due cose convivono nello stesso capannone, perché il locale nasce con una struttura pensata per essere riallestita: un parterre di circa milleduecento metri quadrati distribuito su due sale principali, un privé e uno spazio usato per gli after show. La formula che la direzione ha scelto fin dall’inizio si chiama clubbing live all’europea, e significa esattamente questo: la stessa sera può cominciare con un concerto a biglietto e proseguire con una selezione musicale che va avanti per ore, con lo stesso ingresso e con lo stesso pubblico che si sposta da una sala all’altra. Chi arriva qui per la prima volta si trova davanti un edificio basso circondato da asfalto, capannoni artigianali e qualche pino, in un pezzo di territorio che dopo le otto di sera resta deserto. Ed è proprio questa collocazione, apparentemente svantaggiosa, la ragione tecnica per cui il posto funziona: il volume di un impianto di quel livello non disturba abitazioni, l’automobile si lascia senza girare mezz’ora, e la fine della serata non ha un orario imposto dai vicini. Per inquadrare bene il contesto conviene guardare anche le pagine del Parco dei Castelli Romani, di Frascati (RM) e di Marino (RM), perché il bacino naturale di questa sala non è soltanto Roma: è tutta la corona di paesi che scendono dai Colli Albani verso la via Tuscolana e la via Appia.

Orion Club a Ciampino
Orion Club a Ciampino: una veduta interna della sala principale con le luci accese sul parterre. Si riconosce la scelta stilistica dichiarata dalla proprietà, quel misto di retrò e futurista che caratterizza il design del locale, con le superfici scure che assorbono la luce e i corpi illuminanti che diventano loro stessi elemento di arredo. La pianta libera, senza gradinate fisse, è ciò che permette di passare da una configurazione da concerto tutto in piedi a una serata da ballo con consolle centrale nel giro di poche ore di lavoro.

Dove si trova Orion Club e come ci si arriva davvero

L’indirizzo completo è Viale John Fitzgerald Kennedy 52, codice di avviamento postale 00043, comune di Ciampino, città metropolitana di Roma Capitale. Le coordinate approssimative sono 41,809 nord e 12,598 est. Il punto fermo da mettersi in testa è che Ciampino non è Roma: è un comune autonomo di circa quarantamila abitanti incastrato fra il confine sud orientale della capitale e i primi rilievi dei Colli Albani, nato attorno all’aeroporto e cresciuto per addensamento lungo la via Appia Nuova e la Tuscolana. Il locale non si colloca nel centro abitato, con le sue strade strette e i suoi palazzi anni sessanta, ma nella fascia produttiva a ridosso del confine comunale, quella che le indicazioni stradali chiamano Gregna Sant’Andrea. In linea d’aria dal Raccordo si tratta di poco più di un chilometro, e questo spiega perché un posto formalmente fuori Roma risulti per molti romani più comodo di mezzo centro storico.

In automobile dal Raccordo e dall’autostrada

La via maestra è il Grande Raccordo Anulare, uscita 21 se si percorre la carreggiata interna, uscita 22 se si percorre quella esterna. In entrambi i casi si segue l’indicazione per Ciampino e Gregna Sant’Andrea, che è il toponimo scritto sui cartelli e che vale molto più del nome del locale, perché quest’ultimo sulla segnaletica stradale non compare. Superato lo svincolo si entra in un reticolo di strade larghe, con marciapiedi discontinui e magazzini ai lati: chi si aspetta un ingresso scenografico resta spiazzato, perché la facciata si annuncia soltanto quando ci si trova davanti.

Chi arriva da nord percorre l’Autostrada del Sole nel tratto Firenze Roma, prende la direzione Roma nord verso il Grande Raccordo Anulare, imbocca il senso di marcia che porta verso Ciampino e prosegue fino alle uscite 21 e 22 seguendo la stessa indicazione per Gregna Sant’Andrea. Chi arriva da sud esce al casello di Roma sud al termine del tratto Napoli Roma, si immette sul Raccordo, prende la direzione Tuscolana e prosegue fino alle medesime uscite. Sono itinerari che nelle ore serali si percorrono in pochi minuti, ma che nel tardo pomeriggio dei giorni feriali possono raddoppiare di durata, perché il quadrante sud orientale del Raccordo è uno dei tratti più caricati dell’intero anello e la coda si forma con regolarità fra le diciassette e le venti.

I due errori classici che vedo commettere sono sempre gli stessi. Il primo consiste nel digitare sul navigatore il solo nome della via senza il numero civico: Viale Kennedy attraversa un tratto lungo, e una parte degli apparecchi porta all’altro capo, dalla parte opposta rispetto all’ingresso. Il numero 52 va scritto per intero. Il secondo consiste nel fidarsi del tempo di percorrenza calcolato a tarda sera per un arrivo che invece avviene in orario di punta: nelle serate di concerto la sala apre le porte quando gli uffici della zona si stanno svuotando, e i due flussi si sovrappongono sullo stesso svincolo. La regola in questa zona è semplice: quaranta minuti di margine sull’orario dichiarato di apertura porte, sempre, e un’ora quando la data risulta esaurita.

Con la metropolitana e con l’autobus

Il collegamento con il trasporto pubblico romano passa dalla linea A della metropolitana e dal suo capolinea sud orientale, Anagnina. Da lì parte la linea di autobus 551, che serve Ciampino e che il locale stesso indica come collegamento di riferimento. È un tragitto breve in termini di chilometri ma soggetto al traffico della via Tuscolana e dell’Appia Nuova, quindi variabile nei tempi. Chi sceglie questa soluzione deve mettere in conto una camminata finale dentro la zona industriale, su strade dove i marciapiedi non sono continui e l’illuminazione è quella di un’area produttiva: nulla di pericoloso, ma nemmeno una passeggiata urbana, e con le scarpe sbagliate si fa presto a pentirsene.

Con il treno

Ciampino ha una stazione ferroviaria servita dai treni regionali che partono da Roma Termini, e il viaggio dura una manciata di minuti: è la soluzione più rapida in assoluto per arrivare dal centro di Roma, perché evita interamente il traffico stradale. Il problema, come sempre per i concerti, riguarda il ritorno: il servizio ferroviario regionale ha una fascia notturna limitata, e la prima corsa utile in partenza da Ciampino nelle prime ore del mattino viene indicata attorno alle sei. In mezzo, fra la fine di un concerto a tarda sera e l’alba, resta un vuoto che va coperto in altro modo. Dalla stazione ferroviaria al locale, inoltre, resta un tratto che non si copre comodamente a piedi di notte, e che richiede un autobus o un taxi.

Il ritorno di notte, che è il vero problema

Su questo punto vale la pena essere chiari, perché è la differenza fra una serata riuscita e una serata rovinata. Il locale segnala una linea notturna, la N1 con partenza da via Sette Metri in direzione della stazione metropolitana Anagnina, con passaggi cadenzati nelle ore centrali della notte, e da Anagnina la prosecuzione verso il centro di Roma sempre con servizio notturno. È una soluzione che esiste e che funziona, ma che richiede di conoscere in anticipo la fermata di partenza, di camminare per raggiungerla e di accettare frequenze lunghe. Le tre alternative realistiche restano l’automobile propria, il passaggio concordato con qualcuno del gruppo, oppure il taxi prenotato prima dell’ingresso in sala: cercarne uno all’uscita, in una zona industriale alle tre del mattino, insieme ad altre centinaia di persone che hanno avuto la stessa idea, è l’errore che costa più tempo di tutti. Il numero unico dei radiotaxi romani funziona anche da Ciampino, ma l’attesa in quella fascia oraria e in quella posizione può essere lunga.

Che cosa è davvero Orion Club: un contenitore polifunzionale, non soltanto una discoteca

La definizione che circola di più, discoteca, racconta soltanto una parte della realtà e rischia di portare fuori strada chi non conosce il posto. Quello che la proprietà descrive nella propria presentazione è un club multitasking, uno spazio pensato come contenitore culturale a trecentosessanta gradi, dove l’esposizione dell’arte in tutte le sue forme e la musica in tutti i suoi generi convivono nello stesso involucro. Dietro il linguaggio promozionale c’è un modello organizzativo preciso, quello del clubbing live europeo: una sala di taglia intermedia che ospita nella prima parte della serata un concerto con biglietto e artista in cartellone, e nella seconda parte una programmazione di selezione musicale che prosegue per ore. È il modello che a Londra, Berlino e Amsterdam funziona da decenni, e che in Italia ha avuto bisogno di più tempo per affermarsi, soprattutto perché richiede strutture fuori dal tessuto residenziale.

Il ragionamento sulla taglia è quello che spiega meglio di tutti la ragione di esistere di questa sala. A Roma esistono luoghi molto piccoli, dai duecento agli ottocento posti, dove suona la scena indipendente e dove un nome in crescita fa la sua prima data cittadina: il Monk, il Largo Venue, il Qube, il Lanificio159. Esistono strutture enormi, dove arriva soltanto chi vende migliaia di biglietti: il Palazzo dello Sport, lo Stadio Olimpico, il Circo Massimo nelle sere dei grandi eventi estivi. Esistono sale prestigiose con vocazione diversa, dall’Auditorium Parco della Musica al Teatro Brancaccio all’Auditorium Conciliazione, dove la platea è seduta e il repertorio è quello dei teatri. In mezzo resta una fascia che a Roma è stata storicamente scoperta: la sala da un migliaio abbondante di persone, in piedi, con impianto professionale e possibilità di far durare la serata oltre la fine del concerto. È esattamente la casella che questo locale occupa, insieme all’Atlantico Live Club Roma, che copre però una taglia superiore e una collocazione urbana diversa.

La sala, il palco e la capienza di Orion Club

Il dato strutturale che la proprietà comunica con più costanza riguarda la superficie: un parterre di circa milleduecento metri quadrati, distribuito su due sale principali, con l’aggiunta di un privé e di uno spazio utilizzato per gli after show. Sono quattro ambienti con funzioni diverse, e capirne la logica aiuta a scegliere dove piazzarsi durante la serata.

La sala principale è quella che ospita il palco frontale e il parterre da concerto. Ha soffitto alto, struttura portante a vista e una pianta libera senza gradinate fisse: è questa assenza di sedute permanenti a rendere possibile la riconfigurazione, perché lo stesso volume può accogliere una platea tutta in piedi, una platea mista con file di sedie nella parte posteriore, oppure una disposizione da ballo con la consolle spostata al centro e il palco usato come fondale. La seconda sala funziona come spazio complementare: nelle serate a più generi ospita una programmazione musicale differente, così che lo stesso biglietto dia accesso a due proposte parallele, e nelle serate di concerto assorbe il pubblico che entra presto o che esce prima della fine. Il privé è l’area con servizio ai tavoli, prenotabile in anticipo e con condizioni che variano di volta in volta a seconda dell’evento. Lo spazio per gli after show, infine, è quello che consente alla serata di proseguire dopo la fine del concerto senza che il pubblico debba spostarsi altrove: è la traduzione architettonica di quel modello di clubbing live di cui si diceva.

Sulla capienza conviene essere onesti invece di fingere che esista un numero ufficiale unico. La struttura comunica la superficie del parterre, non un dato di affollamento massimo, e i portali di settore che descrivono il locale non convergono su una cifra sola. La ragione è tecnica e vale per qualunque spazio riallestibile: la capienza autorizzata dipende dalla configurazione approvata per quella singola serata, dalla posizione del palco, dall’ingombro della produzione tecnica, dalla presenza o meno di sedute, dall’uso o meno della seconda sala e dalle prescrizioni della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Una serata con palco arretrato e nessuna seduta contiene molte più persone della stessa sala con palco avanzato, transenne di sicurezza e area riservata. Il numero corretto, per una data specifica, è quello indicato sul titolo di accesso e nella comunicazione ufficiale di quella data. Quello che si può dire con sicurezza è che il locale si colloca nella fascia intermedia romana: molto più grande dei club da qualche centinaio di persone, molto più piccolo dei palazzetti.

Orion Club a Ciampino
Orion Club a Ciampino: un altro scorcio degli ambienti interni, che restituisce la logica dei volumi. Le due sale principali si sviluppano su un parterre che la proprietà indica in circa milleduecento metri quadrati complessivi, ai quali si aggiungono l’area privé con servizio ai tavoli e lo spazio riservato agli after show. È questa articolazione a permettere che una stessa serata contenga un concerto con biglietto e una programmazione musicale che prosegue per ore dopo la fine del live.

Una curiosità su Orion Club

La curiosità più bella riguarda ciò che c’era prima. Il locale non nasce su un terreno vergine: occupa lo spazio di quella che negli anni novanta è stata una delle discoteche più frequentate del settore sud est romano e dell’area dei Castelli, l’NRG di Ciampino. Per una generazione intera quel nome ha significato una cosa precisa: il sabato sera fuori porta, le file di automobili parcheggiate lungo le strade della zona industriale, il ritorno all’alba lungo la Tuscolana. Quando il locale ha chiuso, quello spazio ha vissuto il destino di molti capannoni da ballo italiani, cioè un periodo di incertezza e di riutilizzi discontinui, prima che l’immobile venisse ripensato con una destinazione diversa.

C’è un secondo aspetto curioso, e riguarda la geografia amministrativa. Il locale è raccontato ovunque come romano, compare negli elenchi dei posti dove andare a Roma, e il pubblico che lo frequenta arriva in maggioranza dalla capitale; ma l’indirizzo è di Ciampino, comune autonomo con un proprio sindaco, una propria polizia locale e una propria commissione di vigilanza. Le autorizzazioni per i pubblici spettacoli, gli orari, le prescrizioni acustiche e le regole sulla capienza passano quindi per un’amministrazione diversa da quella capitolina. È un dettaglio burocratico che il pubblico non percepisce mai, ma che spiega perché una struttura di questo tipo abbia potuto crescere proprio lì e non dentro il Raccordo: la combinazione fra zona produttiva, assenza di abitazioni vicine e comune ospitale è rara, e nel territorio di Roma Capitale ancora di più.

La programmazione di Orion Club: che cosa ci si può aspettare

Il profilo è riconoscibile e si compone di alcune famiglie ricorrenti. La prima è quella dei gruppi internazionali di culto, band con una storia lunga e un pubblico fedele che in Italia fanno poche date e che in una sala da migliaia di posti non arriverebbero al tutto esaurito, mentre in un locale di taglia intermedia lo raggiungono senza fatica. La seconda è quella degli artisti italiani in ascesa, quelli che hanno superato la dimensione del piccolo club ma non hanno ancora la forza commerciale del palazzetto: per loro questa è la sala del salto di categoria. La terza è quella delle serate a tema e delle produzioni di società esterne, che affittano lo spazio e costruiscono un evento con propri artisti e propri criteri di ingresso. La quarta è quella delle notti di ballo vere e proprie, con selezione musicale e programmazione che prosegue fino a tarda notte. La quinta, meno visibile, è quella degli eventi privati e aziendali di cui si diceva.

Per dare un esempio concreto e verificabile di che genere di nomi tocca questa sala, nel calendario romano compare la data dei Belle and Sebastian in concerto a Ciampino, gruppo scozzese di riferimento dell’indie pop britannico, con una data annunciata come unica del centro sud per il tour italiano. È esattamente il caso di scuola descritto sopra: una band con trent’anni di storia, un pubblico devoto e numeri che in Italia si concentrano su poche città. Va preso per quello che è, cioè un esempio della fascia servita e non una fotografia permanente del cartellone, perché al momento della lettura quella data potrebbe essere già passata e sostituita da altre.

Una cosa che non ti dice nessuno su Orion Club

La cosa che quasi nessuno mette per iscritto riguarda il rapporto fra la fine del concerto e la fine della serata, e il fatto che quasi mai coincidano. Nelle sale di questo tipo l’evento con biglietto occupa una porzione della notte: apertura porte in prima serata, eventuale gruppo di apertura, concerto principale, e poi una lunga coda con musica registrata che può proseguire per ore. Il pubblico si divide di conseguenza in due popolazioni che non si somigliano. C’è chi arriva presto per stare sotto il palco, esce appena finisce il bis e riprende l’automobile mentre la sala è ancora piena; e c’è chi arriva quando il concerto sta finendo, paga un ingresso diverso e resta fino a notte fonda. Le due popolazioni si incrociano per una mezz’ora scarsa, e chi non lo sa vive un momento di smarrimento: la sala sembra svuotarsi e poi si riempie di nuovo con facce diverse.

La conseguenza pratica è che bisogna decidere in anticipo a quale delle due serate si vuole partecipare, perché le scelte logistiche sono opposte. Chi punta al concerto può ragionare sul treno o sull’autobus per l’andata e ha ancora qualche margine sul ritorno se esce subito; chi punta alla parte notturna deve organizzare il rientro con l’automobile o con la linea notturna, perché il servizio ferroviario e quello metropolitano a quell’ora non esistono più. Sbagliare questa valutazione è il modo più comune di rovinarsi una notte: ritrovarsi alle due del mattino in una zona industriale, senza automobile e senza avere idea di dove passi l’autobus, è una situazione che si risolve solo con molta pazienza o con una spesa non prevista.

Il consiglio che ti do per visitare Orion Club

Il consiglio principale è di trattare la serata come una piccola trasferta e non come un’uscita di quartiere, perché è esattamente ciò che è. Significa quattro cose concrete.

La prima riguarda l’orario. Bisogna guardare l’orario di apertura porte scritto sulla comunicazione della singola data, non quello di inizio del concerto, e arrivare almeno mezz’ora prima se si vuole stare davanti, almeno un’ora prima se la data è esaurita. Il controllo all’ingresso di una sala di questa dimensione richiede tempo, e la fila si forma all’aperto.

La seconda riguarda l’automobile. Se si arriva in automobile, conviene individuare prima dove si intende lasciarla, perché la zona industriale ha spazi ma anche divieti, e un verbale trovato sul parabrezza all’uscita è il peggior ricordo possibile di un concerto. Conviene anche parcheggiare in posizione che permetta di uscire senza manovre complicate: alla fine della serata centinaia di automobili si muovono contemporaneamente sulle stesse strade, e la differenza fra chi esce in cinque minuti e chi esce in quaranta dipende quasi interamente da dove ha messo la macchina all’arrivo.

La terza riguarda i soldi e i documenti. Gli ingressi a una sala di questo tipo possono prevedere la nominatività del titolo, il che significa che il nome sul biglietto deve corrispondere al documento di identità di chi entra. Portare il documento è quindi obbligatorio e non facoltativo, e per alcune serate è richiesta anche la maggiore età con verifica al varco. Conviene inoltre avere con sé una quantità ragionevole di contante, perché nelle serate affollate i sistemi di pagamento elettronico ai banchi di ristoro possono rallentare.

La quarta riguarda il cibo. Attorno al locale non c’è un tessuto di ristoranti e bar aperti la sera: è una zona produttiva, e a quell’ora risulta deserta. Chi conta di cenare in loco si troverà davanti l’offerta interna del locale, pensata per il consumo veloce e non per un pasto. La soluzione intelligente è cenare prima, e la si può trasformare in un valore aggiunto: il centro di Ciampino, o meglio ancora uno dei paesi dei Castelli Romani sopra la sala, offre trattorie e fraschette dove si mangia bene e si spende poco. Salire a Frascati (RM), a Marino (RM) o a Grottaferrata (RM) per cena e scendere poi al concerto è un itinerario che richiede venti minuti di automobile e che cambia completamente il tono della serata.

Come si comprano i biglietti per Orion Club

Su questo punto la regola vale per tutte le sale che ospitano produzioni di società diverse, e vale in modo particolarmente netto qui: non esiste un unico canale di vendita valido per tutti gli eventi. Ogni data viene prodotta da un soggetto diverso, e ciascun produttore sceglie il proprio circuito di prevendita. Il sito ufficiale della struttura rimanda infatti a più piattaforme di biglietteria, fra le quali compaiono Vivaticket e DICE, e a queste si aggiungono i circuiti nazionali utilizzati di volta in volta dai promotori. La pagina dell’evento, non quella del locale, è il documento che indica dove si compra.

Il metodo corretto è sempre lo stesso, in tre passaggi. Primo: si individua la data esatta e il nome esatto dell’artista o dell’evento. Secondo: si cerca la comunicazione ufficiale di quella data, sul sito della struttura oppure sui canali del produttore. Terzo: si acquista sul canale lì indicato, leggendo le condizioni prima di pagare, perché è in quelle righe che compaiono le informazioni che contano davvero, cioè se il titolo è nominativo, se è cedibile, se è previsto un limite di età, se l’ingresso richiede un tesseramento associativo, se esistono diverse tipologie di ingresso fra parterre, area privé e tavolo.

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L’invito ad acquistare online il titolo di accesso per i concerti di Ciampino. Trattandosi di una sala che ospita produzioni di società diverse, il canale di prevendita cambia da un evento all’altro e va sempre individuato a partire dalla comunicazione ufficiale della singola data, che indica anche orario di apertura porte, eventuale età minima, nominatività del titolo e presenza o meno di una cassa in loco.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il fatto in questione è la relazione fra questa sala e l’aeroporto che le sorge accanto, e il modo in cui quella vicinanza ha modellato l’intera zona. Ciampino ospita da oltre un secolo uno scalo aeronautico: nato nei primi decenni del Novecento come campo di aviazione, è stato per lungo tempo il principale aeroporto della capitale, prima che l’apertura dello scalo di Fiumicino negli anni sessanta gli togliesse il ruolo di porta principale di Roma. Da quel momento Ciampino si è specializzato in traffico diverso, con una fortissima espansione a partire dagli anni duemila legata alle compagnie a basso costo.

Che cosa c’entra con un locale da concerti? C’entra in tre modi, tutti concreti. Il primo riguarda l’urbanistica: la presenza dell’aeroporto ha generato attorno a sé una fascia di attività produttive, magazzini, autonoleggi e depositi, cioè esattamente il tipo di tessuto dove un capannone da spettacolo può funzionare senza creare conflitti con i residenti. Il secondo riguarda il rumore: in una zona già sottoposta al passaggio degli aeromobili, la soglia di tolleranza acustica collettiva è diversa da quella di un quartiere residenziale, e una sala che produce alti volumi fino a notte fonda trova qui una collocazione che altrove sarebbe insostenibile. Il terzo riguarda la mobilità: l’infrastruttura stradale costruita per servire lo scalo, con il collegamento diretto al Raccordo e le strade di grande sezione, è la stessa che il pubblico dei concerti usa per arrivare e per andarsene, e spiega perché un locale così distante dal centro risulti comunque facile da raggiungere.

La foto giusta da fare a Orion Club

Parto da una premessa che vale per tutte le sale da concerto e che qui conta più che altrove: dentro, durante l’evento, la fotografia è regolata dall’organizzatore e dall’artista, non dal fotografo. Molte produzioni internazionali vietano le fotocamere con obiettivo intercambiabile, alcune limitano le riprese ai primi brani, altre proibiscono del tutto la ripresa video. Il personale di sala applica le indicazioni ricevute, e discutere al varco non serve a nulla. La regola di buon senso è leggere le condizioni sulla comunicazione della data e, in mancanza di indicazioni, limitarsi al telefono senza flash.

Detto questo, la fotografia che consiglio di cercare non è quella del palco, che tutti fanno e che quasi sempre viene male perché il controluce dei corpi illuminanti brucia l’esposizione. La fotografia giusta è quella del parterre visto dal fondo sala, leggermente rialzati se si trova un punto di appoggio: si inquadra la massa del pubblico di spalle, il fascio di luce che taglia l’aria sopra le teste e, sullo sfondo, la figura piccola dell’artista. È un’immagine che racconta il posto molto meglio di un primo piano sfocato, perché restituisce la scala della sala, l’altezza del soffitto e la struttura a vista che sono la vera identità visiva di questo capannone. Tecnicamente funziona anche con un telefono, a patto di tenere l’apparecchio fermo appoggiandolo a qualcosa e di lasciare che sia la luce di scena a fare il lavoro.

La seconda fotografia che consiglio si fa fuori, e si fa prima di entrare. Al tramonto, dal piazzale, la combinazione di capannoni bassi, cielo largo e insegne accese restituisce un’immagine di periferia produttiva che è esattamente il contrario della cartolina romana, e che proprio per questo funziona. Se si ha la fortuna di trovarsi lì mentre passa un aeroplano in fase di avvicinamento allo scalo, con le luci di atterraggio accese sopra i tetti dei magazzini, si porta a casa l’immagine che riassume l’intera storia di questo pezzo di territorio: il volo, il capannone, la musica. È una fotografia che nessuna guida suggerisce e che racconta il posto meglio di qualunque descrizione.

Orion Club a Ciampino
Orion Club a Ciampino: il taglio di luce sugli ambienti restituisce bene il carattere del locale, dove l’illuminazione scenica funziona da elemento architettonico vero e proprio. È il motivo per cui la fotografia migliore da portare a casa non è quella del palco in controluce, ma quella del parterre visto dal fondo sala, con i fasci che tagliano l’aria sopra le teste del pubblico e la struttura a vista che chiude l’inquadratura in alto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di questo indirizzo si legge su tre strati, e ciascuno corrisponde a una stagione dell’intrattenimento italiano.

Il primo strato è quello della grande discoteca degli anni novanta. In quel decennio l’Italia ha vissuto la fase più intensa della propria cultura da ballo, con locali di grandi dimensioni collocati fuori dai centri abitati, raggiungibili solo in automobile, capaci di muovere migliaia di persone ogni fine settimana. L’NRG di Ciampino apparteneva a quella stagione e ne è stato uno dei riferimenti per il quadrante sud est di Roma e per i Castelli. Il fenomeno riguardava tutta la penisola ed era anche un fatto di costume: la discoteca fuori porta era il rito collettivo di una generazione, con tutto quello che comportava in termini di spostamenti notturni e di dibattito pubblico sulla sicurezza stradale.

Il secondo strato è quello della crisi e della trasformazione. A partire dai primi anni duemila il modello della grande discoteca italiana è entrato in difficoltà per ragioni convergenti: costi crescenti, inasprimento delle norme su capienze e sicurezza, cambiamento dei consumi musicali, concorrenza di forme di intrattenimento diverse e, non ultimo, l’irrigidimento dei controlli sulla guida notturna. Molti capannoni da ballo hanno chiuso o hanno cambiato destinazione. Quello di Ciampino ha seguito la stessa curva, e la fine dell’esperienza precedente ha lasciato per un periodo uno spazio senza funzione, come è accaduto a decine di strutture simili in tutta Italia.

Il terzo strato è quello della riapertura con l’identità attuale, che sposta il baricentro dal ballo al concerto e trasforma la sala in un contenitore polifunzionale. Questo passaggio, avvenuto nel corso degli anni dieci del duemila, colloca il locale nel gruppo ristretto delle sale romane di taglia intermedia, e lo mette in relazione diretta con il circuito nazionale dei tour. Da quel momento l’indirizzo compare nei calendari delle tournée italiane, cioè in quel documento collettivo che ogni autunno elenca le città e le sale toccate dagli artisti in giro per la penisola.

Chi è passato da Orion Club

Su questo punto preferisco essere preciso invece che generoso, perché la tentazione di allungare l’elenco con nomi grossi è forte e porta sempre a scrivere cose sbagliate. Un cartellone pluriennale di una sala di questa taglia contiene centinaia di serate, e senza l’archivio completo delle locandine nessun elenco è affidabile. Quello che si può dire con certezza riguarda la categoria di artisti che una sala di questa dimensione ospita, e su questo la documentazione disponibile è chiara.

La prima categoria è quella dei gruppi stranieri con un pubblico di culto. Sono formazioni con una carriera lunga, spesso di area rock alternativa, indie, post punk o elettronica, che in Italia non riempiono i palazzetti ma che hanno un seguito appassionato e disposto a spostarsi. È in questa categoria che rientra la data dei Belle and Sebastian a Ciampino, band di Glasgow nata a metà anni novanta attorno alle canzoni di Stuart Murdoch e diventata un riferimento dell’indie pop britannico con album come If You Are Feeling Sinister, The Boy with the Arab Strap e Dear Catastrophe Waitress. Una formazione di quel profilo, in Italia, tocca poche città e sceglie sale esattamente di questa misura: è il caso di scuola perfetto.

La seconda categoria è quella degli artisti italiani nella fase intermedia della carriera, quelli passati dai club da qualche centinaio di posti e non ancora arrivati ai palazzetti. Per loro questa sala è il gradino della crescita, e il passaggio da qui è spesso documentato nei calendari dei tour come tappa romana o come tappa dell’area romana, distinzione che conta perché una data a Ciampino serve anche il bacino dei Castelli e del sud della provincia.

La terza categoria è quella dei nomi della selezione musicale, cioè di chi lavora alla consolle nelle notti di ballo. È la parte meno documentata pubblicamente, perché le serate di questo tipo vengono annunciate con poco anticipo e archiviate ancora meno, ma è quantitativamente la più consistente nella storia del locale, e affonda le radici nella tradizione del posto come sala da ballo del quadrante.

Parcheggio, accessibilità e servizi a Orion Club

Il parcheggio è il vantaggio competitivo più concreto di questa collocazione, ed è anche la ragione per cui molte persone preferiscono una data qui a una data in centro. La zona è produttiva, le strade sono larghe e le superfici asfaltate disponibili nelle ore serali, quando le attività della zona hanno chiuso, sono molte. Questo non significa che si parcheggi davanti alla porta: nelle serate esaurite il piazzale più vicino si satura presto e la sosta si allarga alle strade limitrofe, con camminate di qualche centinaio di metri. Vale la raccomandazione di sempre: rispettare la segnaletica anche dove sembra che non conti niente, non occupare i passi carrabili dei capannoni, e ricordarsi che al termine della serata il deflusso avviene tutto insieme.

Sull’accessibilità il punto di forza strutturale è la pianta a quota unica, senza gradinate fisse, che elimina il problema principale delle sale a gradoni. Le modalità concrete, però, dipendono dalla configurazione del singolo evento: posizione delle postazioni riservate, percorso dedicato, accompagnatore, servizi igienici attrezzati e modalità di prenotazione sono aspetti che vanno concordati in anticipo con la direzione della struttura e con l’organizzatore della data. Il canale corretto è il recapito telefonico negli orari di ufficio oppure l’indirizzo di posta elettronica generale della struttura, e la telefonata va fatta con qualche giorno di anticipo, non la sera stessa.

Sui servizi interni la struttura mette a disposizione i banchi di ristoro, il guardaroba e l’area privé con servizio ai tavoli, quest’ultima su prenotazione e con condizioni che variano a seconda dell’evento. La direzione indica recapiti dedicati per la prenotazione dei tavoli e per le richieste di affitto della sala per feste, convention ed eventi privati. I riferimenti utili sono il telefono in orario di ufficio, +39 06 89013645 e +39 06 54220870, e il sito ufficiale orionliveclub.com, dove si trovano anche il modulo di contatto e i collegamenti ai canali social sui quali vengono pubblicate le comunicazioni delle singole date.

Dove dormire nei dintorni

La zona offre una disponibilità ricettiva particolare, legata più all’aeroporto che al locale: attorno allo scalo di Ciampino esiste una concentrazione di strutture pensate per chi ha un volo la mattina presto o la sera tardi, con navette e tariffe competitive rispetto al centro di Roma. Per chi arriva da fuori regione per un concerto è una soluzione logica, perché consente di restare a pochi minuti dalla sala e di ripartire senza attraversare la città. La seconda opzione, più bella ma meno comoda in orario notturno, è dormire in uno dei paesi dei Castelli Romani: Frascati (RM), Grottaferrata (RM), Marino (RM) e Castel Gandolfo (RM) hanno un’offerta diffusa e un contesto che vale il soggiorno in sé. La terza è dormire a Roma e trattare la serata come una trasferta, mettendo però in conto il rientro notturno. Le tre scelte non sono equivalenti, e la variabile decisiva resta sempre la stessa: a che ora si pensa di uscire dalla sala.

Cosa c’è intorno a Orion Club, fra Ciampino e i Castelli Romani

Chi arriva per un concerto tende a considerare Ciampino un semplice indirizzo, e sbaglia, perché nel raggio di pochi chilometri si concentra una delle zone più interessanti della provincia romana. Vale la pena arrivare con qualche ora di anticipo, o fermarsi il giorno dopo.

La direzione più ovvia è quella della collina. I Castelli Romani occupano il complesso vulcanico dei Colli Albani e comprendono una corona di paesi affacciati sui crateri e sulla conca di Roma: il Parco dei Castelli Romani è l’area protetta che li tiene insieme e che protegge boschi, laghi e coni vulcanici. Frascati (RM) è il più noto, con le sue ville tardo rinascimentali e barocche e con la terrazza che guarda la capitale. Grottaferrata (RM) custodisce l’abbazia di rito greco fondata nell’undicesimo secolo, uno dei luoghi più singolari dell’intero Lazio. Marino (RM) è il paese del vino e della sagra dell’uva. Castel Gandolfo (RM) si affaccia sul Lago di Albano (RM) e conserva il complesso delle ville pontificie. Scendendo lungo la via Appia si incontrano Albano Laziale (RM), con i suoi resti romani inglobati nel tessuto urbano, Ariccia (RM) con il palazzo Chigi e il ponte monumentale, e Nemi (RM), affacciato sul suo piccolo lago vulcanico.

La direzione opposta porta verso Roma, e anche qui la distanza è minima. Il Parco degli Acquedotti si trova a pochi chilometri, con la sequenza di arcate che attraversa il prato e che è uno dei paesaggi più fotografati della periferia romana. Poco oltre comincia il Parco dell’Appia Antica, con la strada consolare, i sepolcri e la Villa dei Quintili, che è la residenza imperiale più imponente del suburbio. Sempre nel quadrante, Cinecittà Studios apre al pubblico i teatri di posa e le scenografie permanenti, e il Parco della Caffarella chiude verso la città il sistema di verde che accompagna la via Appia.

Per chi invece resta nella logica della musica e vuole capire come si colloca questa sala nel panorama romano, il confronto utile è con l’Atlantico Live Club Roma all’Eur, che occupa la fascia immediatamente superiore, e con i club più piccoli del centro e del Pigneto, dal Monk al Largo Venue al Lanificio159. Sono tre misure diverse dello stesso mestiere, e un appassionato che frequenta la scena romana finisce prima o poi per attraversarle tutte.

Domande veloci su Orion Club

Dove si trova esattamente?

In Viale John Fitzgerald Kennedy 52, a Ciampino, in provincia di Roma, nella zona produttiva di Gregna Sant’Andrea, a poca distanza dalle uscite 21 e 22 del Grande Raccordo Anulare.

Come si chiamava prima?

Lo spazio ha ospitato negli anni novanta una delle discoteche più frequentate del settore sud est romano e dei Castelli, nota come NRG di Ciampino. La struttura attuale nasce dalla riconversione di quell’immobile con una destinazione diversa, centrata sul concerto dal vivo.

Qual è la capienza?

La proprietà comunica la superficie, circa milleduecento metri quadrati di parterre su due sale principali oltre a privé e spazio per gli after show, più che un numero fisso di persone. Le cifre che circolano sui portali di settore non coincidono fra loro, e la ragione è che la capienza autorizzata dipende dalla configurazione approvata evento per evento. Il dato valido per una serata specifica è quello indicato nella comunicazione ufficiale di quella data.

Che tipo di serate si fanno?

Concerti di artisti italiani e stranieri, serate di selezione musicale che proseguono a lungo dopo la fine del live, eventi prodotti da società esterne, e locazioni private per feste, convention e presentazioni aziendali. Il modello dichiarato dalla proprietà è quello del clubbing live di impostazione europea.

Dove si comprano i biglietti?

Sul canale di prevendita indicato dalla società che produce la singola data. Il sito ufficiale rimanda a più piattaforme di biglietteria, fra le quali Vivaticket e DICE, e i circuiti cambiano da un evento all’altro. Non esiste un unico canale valido per tutta la programmazione.

Si possono comprare la sera stessa?

Solo se l’organizzatore prevede una cassa in loco e se restano titoli disponibili. Per le date molto richieste la prevendita si esaurisce con settimane di anticipo.

Serve un documento di identità?

Quando il titolo è nominativo, sì, ed è obbligatorio. Per alcune serate è prevista anche la verifica della maggiore età al varco. Le condizioni sono scritte nella comunicazione della singola data.

Serve una tessera associativa?

Dipende dall’evento. Alcune serate in Italia operano in regime associativo, con quota di iscrizione più contributo per la serata; quando accade, la comunicazione ufficiale lo dichiara e spiega come regolarizzarsi.

Come ci si arriva con i mezzi pubblici?

Con l’autobus 551 dal capolinea della metropolitana A di Anagnina, oppure con il treno regionale da Roma Termini fino alla stazione di Ciampino e poi con un breve tratto in autobus o in taxi. Percorsi e frequenze vanno verificati il giorno stesso sui canali del gestore del trasporto.

E per tornare di notte?

Il locale segnala la linea notturna N1 con partenza da via Sette Metri verso la stazione metropolitana Anagnina, con passaggi cadenzati nelle ore centrali della notte, e da Anagnina la prosecuzione verso il centro di Roma. Le alternative realistiche restano l’automobile propria o il taxi prenotato in anticipo, perché il servizio ferroviario regionale riprende soltanto nelle prime ore del mattino.

C’è il parcheggio?

La zona è produttiva e nelle ore serali offre ampia disponibilità di sosta su strada e sui piazzali, anche se nelle serate esaurite le aree più vicine si saturano presto e capita di camminare qualche centinaio di metri. È uno dei motivi principali per cui molte persone scelgono di venire qui in automobile.

La sala è accessibile alle persone con disabilità?

La pianta si sviluppa a quota terra, senza gradinate fisse, il che semplifica molto l’accesso. Postazioni riservate, percorso dedicato e modalità di prenotazione dipendono però dalla configurazione del singolo evento e vanno concordati in anticipo con la direzione e con l’organizzatore.

Qual è il numero di telefono per informazioni?

Negli orari di ufficio rispondono i recapiti +39 06 89013645 e +39 06 54220870. Il sito ufficiale è orionliveclub.com e ospita anche il modulo di contatto.

Che differenza c’è rispetto all’Atlantico?

Sono due sale di taglia diversa e in due punti diversi della città. L’Atlantico Live Club Roma si trova all’Eur, dentro il territorio comunale di Roma, e lavora su numeri superiori; la sala di Ciampino occupa la fascia immediatamente inferiore ed è costruita anche attorno alla prosecuzione notturna della serata. Un artista sceglie l’una o l’altra in base alla previsione di vendita e al tipo di pubblico.

Conviene cenare lì vicino?

Attorno al locale, che si trova in una zona produttiva, la sera non c’è offerta di ristorazione. La scelta migliore è cenare prima nel centro di Ciampino oppure salire in uno dei paesi dei Castelli Romani, a una ventina di minuti di automobile.

Il giudizio è che la sala vada presa per quello che è, senza chiederle il fascino di un teatro storico o l’intimità di un club di quartiere. È una macchina per concerti e per notti lunghe, costruita dentro un capannone, collocata nel punto esatto in cui il rumore non disturba nessuno, il parcheggio esiste davvero e la collina dei Castelli comincia a poche curve di distanza. Chi cerca l’atmosfera del centro storico resterà freddo; chi cerca di sentire bene un artista della fascia intermedia, a un prezzo ragionevole, con la possibilità di restare fino a tardi senza spostarsi, qui trova esattamente quello che serve. E chi arriva con qualche ora di anticipo e la voglia di guardarsi attorno scopre che il contorno, fra vulcani spenti, laghi, abbazie greche e acquedotti romani, vale da solo il viaggio.

Domande frequenti su Orion Club

Dove si trova esattamente Orion Club?

Orion Club si trova in viale John Fitzgerald Kennedy 52, a Ciampino, in provincia di Roma, nella zona produttiva di Gregna Sant'Andrea, a poca distanza dalle uscite 21 e 22 del Grande Raccordo Anulare. Ciampino e un comune autonomo, non fa parte del territorio di Roma.

Come si comprano i biglietti per Orion Club?

Non esiste un unico canale di vendita valido per tutti gli eventi di Orion Club: ogni data viene prodotta da un soggetto diverso, e ciascun produttore sceglie il proprio circuito di prevendita. Il sito ufficiale della struttura rimanda quindi a piu piattaforme di biglietteria diverse a seconda dell'evento.

Come si chiamava prima Orion Club?

Lo spazio che oggi ospita Orion Club ha ospitato negli anni Novanta una delle discoteche piu frequentate del settore sud est romano e dei Castelli, nota come NRG di Ciampino, un punto di riferimento per il sabato sera fuori porta di un'intera generazione.

C'e parcheggio a Orion Club?

Si, il parcheggio e il vantaggio competitivo piu concreto di Orion Club: la zona e produttiva, le strade sono larghe e le superfici asfaltate disponibili nelle ore serali sono molte, anche se nelle serate esaurite trovare posto vicino all'ingresso non e sempre scontato.

Si puo fotografare durante i concerti a Orion Club?

Dipende dall'evento: dentro Orion Club la fotografia durante l'evento e regolata dall'organizzatore e dall'artista, non dal fotografo. Molte produzioni internazionali vietano le fotocamere con obiettivo intercambiabile, alcune limitano le riprese ai primi brani, altre le proibiscono del tutto.

Orion Club e solo una discoteca?

No, la definizione discoteca racconta solo una parte della realta di Orion Club, che la proprieta descrive come un club multitasking pensato come contenitore culturale a trecentosessanta gradi, dove esposizioni d'arte e musica di generi diversi convivono nello stesso spazio.

Quanto e grande Orion Club?

Orion Club ha un parterre di circa milleduecento metri quadrati, distribuito su due sale principali, con l'aggiunta di un prive e di uno spazio utilizzato per gli after show, quattro ambienti con funzioni diverse all'interno dello stesso locale.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P. Per una serata organizzata nell’area romana con accompagnatore turistico abilitato, oppure per la gestione logistica di gruppi in arrivo per un concerto, il punto di partenza è la pagina contatti di TourLeaderPro; i tour operator che costruiscono pacchetti musicali sulla capitale e sui Castelli Romani trovano il servizio di consulenza nella sezione dedicata ai tour operator.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com. Chi vuole capire come muoversi fra metropolitana, autobus e treni regionali trova la spiegazione nella guida ai trasporti pubblici di Roma, mentre chi organizza la permanenza attorno a un evento serale trova utile la panoramica su che cosa fare a Roma.

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Il richiamo all’acquisto anticipato del titolo di accesso per i concerti della sala di Ciampino. La prevendita resta la strada consigliata per tutte le date di richiamo, perché le serate più forti si esauriscono con settimane di anticipo e non tutte le produzioni prevedono una cassa aperta la sera stessa.

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Contact Information

IndirizzoViale J. F. Kennedy, 52, 00043 Ciampino RM Ciampino (RM), Borghi e paesini, Vicino Roma
CategorieConcerti
Telefono0689013645

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