Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
Lizzi Bougatsos, artista e musicista di New York, presenta la personale Spatial Concert alla galleria Ermes Ermes, in via dei Banchi Vecchi 16, dal 30 settembre al 14 novembre 2026. L'inaugurazione è mercoledì 30 settembre dalle 17 alle 21. La mostra è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 14 alle 19 e il sabato dalle 14 alle 17; il lunedì, il martedì e la domenica la galleria è chiusa al pubblico, e le visite fuori orario si fanno solo su appuntamento contattando direttamente lo spazio espositivo. L'ingresso è libero. La galleria si trova nel tratto di via dei Banchi Vecchi vicino a corso Vittorio Emanuele II: si arriva con gli autobus che percorrono il corso, come il 40, il 46, il 62 e il 64, scendendo all'altezza della Chiesa Nuova, oppure a piedi da Campo de' Fiori o da piazza Navona in pochi minuti.
Una delle figure più riconoscibili della scena artistica e musicale newyorkese, voce dei Gang Gang Dance e anima del duo I.U.D., torna a Roma con una mostra personale in una galleria che l'aveva già ospitata nel 2024. Qui sotto trovate chi è Lizzi Bougatsos, che cosa aspettarsi da una sua mostra, la storia della strada in cui si trova la galleria e come combinare la visita con una passeggiata tra i rioni Ponte, Parione e Regola.
Spatial Concert: la personale di Lizzi Bougatsos a Roma
Spatial Concert è una mostra personale di Lizzi Bougatsos alla galleria Ermes Ermes di via dei Banchi Vecchi, aperta dal 30 settembre al 14 novembre 2026 con ingresso libero. Il programma, avverte il portale turistico di Roma Capitale, potrebbe subire variazioni.
Un titolo che parla di suono
Il titolo tiene insieme le due metà del lavoro di Bougatsos: il concerto, cioè la musica e la performance, e lo spazio, cioè la galleria, le opere, l'installazione. È una tensione che attraversa tutta la sua carriera, da quando negli anni Novanta si diplomava in scultura ceramica e performance a quando, venticinque anni dopo, componeva brani per le sculture sonore di Harry Bertoia. Una mostra con questo nome, per un'artista che è insieme cantante, performer e autrice di oggetti, promette una galleria da ascoltare oltre che da guardare.
Che cosa aspettarsi
Le opere in mostra non sono state descritte nei materiali pubblici diffusi prima dell'apertura. Il consiglio è di andarci con la curiosità che si riserva ai lavori di un'artista abituata a spostarsi tra collage, fotografia, scultura, installazione e suono: le sue mostre degli ultimi anni, da Stage Exit a Berlino a Idolize the Burn a New York, hanno spesso messo in dialogo oggetti e performance. L'inaugurazione del 30 settembre, dalle 17 alle 21, è l'occasione per vedere la mostra con l'artista presente.
Una mostra per chi ama la musica
Chi conosce i Gang Gang Dance, il gruppo newyorkese in cui Bougatsos canta da molti anni, troverà in una mostra come questa l'altra faccia di un percorso che non ha mai separato la musica dall'arte visiva. Chi invece non li conosce può partire da qui: è uno dei casi in cui una galleria di quartiere offre l'accesso diretto a una figura che a New York riempie musei e sale da concerto.
Date e orari di Spatial Concert da Ermes Ermes
La mostra Spatial Concert di Lizzi Bougatsos è aperta da mercoledì 30 settembre a sabato 14 novembre 2026, con inaugurazione il 30 settembre dalle 17 alle 21.
Orari di apertura
Dal mercoledì al venerdì la galleria è aperta dalle 14 alle 19; il sabato dalle 14 alle 17. Lunedì, martedì e domenica è chiusa. Le visite fuori orario si fanno esclusivamente su appuntamento, contattando direttamente lo spazio espositivo.
Ingresso libero
Come quasi tutte le gallerie private, Ermes Ermes non fa pagare l'ingresso. Non serve prenotare negli orari di apertura; per gruppi numerosi conviene comunque avvisare, perché gli spazi di una galleria del centro storico non sono quelli di un museo.
Gli orari pomeridiani
L'apertura solo pomeridiana è un dettaglio da non sottovalutare. Chi visita Roma tende a concentrare le visite al mattino; per Spatial Concert il momento giusto è il primo pomeriggio, magari dopo pranzo in zona Campo de' Fiori.
Chi è Lizzi Bougatsos
Lizzi Bougatsos è un'artista visiva, performer e musicista nata nel 1974 nel Queens, a New York, dove vive e lavora; è la voce dei Gang Gang Dance, cofondatrice del duo I.U.D. e autrice di mostre, performance e collaborazioni con alcune delle figure più note dell'arte e della moda contemporanea.
La formazione
Nel 1997 si diploma alla West Virginia University, College of Creative Arts, con un Bachelor of Fine Arts in scultura ceramica e performance, e un minor in studi di genere e storia dell'arte. È una formazione che spiega molto del suo lavoro successivo: la ceramica le ha dato il rapporto con la materia, la performance quello con il corpo e con il pubblico.
Gli esordi a New York
A fine anni Novanta Bougatsos è già parte della scena di downtown. Nel 1999 riceve un grant di Artists Space per la performance. Nel 2000 espone da American Fine Arts con il progetto Boug & Worth; negli stessi anni canta con gli Angelblood, gruppo con cui incide dischi per etichette giapponesi e americane e con cui firma mostre ad Amsterdam e da Printed Matter a New York.
I Gang Gang Dance
Con i Gang Gang Dance, il gruppo newyorkese di cui è la voce, Bougatsos ha inciso una lunga serie di dischi: Revival of the Shittest, God's Money, Saint Dymphna, e poi per la 4AD di Londra Eye Contact e Kazuashita, uscito nel 2018 dopo sette anni di silenzio. La band è stata invitata alla Whitney Biennial e ha collaborato con la coreografa Deborah Hay al MoMA, nel 2018, per Judson Dance Theater: The Work Is Never Done. Lo stesso anno ha suonato alla Brooklyn Academy of Music in un omaggio ad Alice Coltrane.
I.U.D. e le performance
Con Sadie Laska Bougatsos forma I.U.D., duo di musica e performance che ha suonato al MoMA PS1 nel 2012, al Pérez Art Museum di Miami nel 2017, alla Gropius Bau di Berlino nel 2024, da David Zwirner e ad Artists Space. Un disco di I.U.D. è uscito per Gagosian Records, un altro per Kunsthalle Zürich in collaborazione con Wade Guyton, per la cui mostra al Whitney il duo si esibì nel 2012.
Le mostre personali
Le sue personali più importanti sono passate per la galleria James Fuentes di New York: Street Feather nel 2007, Slut Freak nel 2010, Work Habits nel 2015, Works in Progress nel 2021. Nel 2009 ha esposto alla galleria The Breeder di Atene, nel 2023 Idolize the Burn, An Ode to Performance da Tramps a New York, nel 2024 Stage Exit alla Galerie Molitor di Berlino, recensita da Artforum e Mousse.
Le collaborazioni a due
Una parte essenziale del suo lavoro sono le mostre in coppia. Con Kim Gordon, dei Sonic Youth, Failurisms da Reena Spaulings nel 2005; con Thornton Dial I'm Not Pregnant da James Fuentes nel 2012; con Rita Ackermann Angelblood nel 2014; con Rob Pruitt Help Me Lift You Up da Air de Paris nel 2024; con Lonnie Holley Never the Same Song al Museum of Fine Arts di St. Petersburg, in Florida, nello stesso anno; con Nick Waplington Before the Clean-Up a New York nel 2025, segnalata dal New York Times.
Lizzi Bougatsos tra suono, musei e moda
La carriera di Lizzi Bougatsos si muove da trent'anni tra le gallerie e le sale da concerto, e negli ultimi anni ha toccato alcuni dei musei più importanti degli Stati Uniti e d'Europa, oltre al mondo della moda.
John Cage e Harry Bertoia
Nel 2014 ha eseguito musica di John Cage al MoMA, e partecipa alla raccolta There Will Never Be Silence: Scoring John Cage's 4'33'' pubblicata da MoMA e MoMA PS1. Nel 2016, al Museum of Arts and Design di New York, ha composto ed eseguito The Last Hope per l'ambiente sonoro di Harry Bertoia, lo scultore delle sculture che suonano quando le si tocca. È forse il precedente più vicino al titolo della mostra romana.
Yoko Ono e la Biennale di Berlino
Nel 2016 ha partecipato alla nona Biennale di Berlino curata dal collettivo DIS. Nel 2017 ha preso parte al Concert for Yoko Ono all'Hirshhorn Museum di Washington, recensito dal Washington Post, e alla serata di gala di Performa in onore di Yoko Ono. Lo stesso anno è stata inclusa in Animal Farm, curata da Sadie Laska alla Brant Foundation, e in una mostra sulla performance vocale alla Bergen Kunsthall.
Pace, Serpentine, Bourse de Commerce
Nel 2021 ha firmato con Brian DeGraw Agnes Martin: Music for Healing per Pace Live, alla Pace Gallery di New York; nel 2023 ha partecipato alla rimessa in scena di American Moon di Robert Whitman. Nel 2024 si è esibita alla Bourse de Commerce di Parigi per la chiusura della mostra di Mike Kelley. Nel 2025 ha presentato nuovi lavori sonori su vinile per la mostra di Peter Doig alla Serpentine di Londra e ha lavorato con Cat Power.
La moda
Il rapporto con la moda passa soprattutto per Chloë Sevigny, fotografata da Bougatsos già nel 2000 per la rivista Self-Service: nel 2014 installazione e design per la collezione di Sevigny per Opening Ceremony, nel 2025 collage e design per la campagna del profumo Little Flower con la stessa Sevigny. Nel 2023 ha creato colonna sonora e performance dal vivo per Mugler a Parigi; nel 2025 ha suonato un set di soli vinili per un evento sonoro di Valentino.
Collezioni e riconoscimenti
Sue opere sono nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, dell'Astrup Fearnley Museet di Oslo, della Brant Foundation e della Dikeou Collection di Denver. Ha ricevuto il grant della Foundation for Contemporary Arts nel 2020, il Rema Hort Mann Foundation grant nel 2004, e residenze alla Elaine de Kooning House, a Pioneer Works e, nel 2025, alla Villa Lena Foundation in Toscana.
Una curiosità su Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
Spatial Concert non è la prima volta di Lizzi Bougatsos da Ermes Ermes. Nel 2024 l'artista era già stata inclusa nella mostra collettiva Le Samourai, nella stessa galleria di via dei Banchi Vecchi, recensita da Mousse Magazine. Lo stesso anno aveva partecipato a Roma anche a VAGABONDI, un progetto di Tramps con La Pulce. Il ritorno con una personale è quindi il secondo capitolo di un rapporto già avviato, e non un passaggio occasionale.
C'è poi un filo italiano che attraversa la sua carriera più di quanto si immagini. Già nel 2010 Flash Art Italia le dedicava un articolo, e la stampa italiana d'arte la segue da allora. Nel 2025 è stata in residenza alla Villa Lena Foundation, in Toscana. E nel 2025, per Valentino, ha suonato un set di soli vinili nell'ambito dell'Atelier Sonore della maison.
La curiosità, per chi visita la mostra, è proprio questa: un'artista che a New York espone con Kim Gordon e Rob Pruitt, che suona al MoMA e alla Serpentine, sceglie per la sua personale romana una galleria del centro storico, in una strada di botteghe e antiquari. È il segno di come Roma sia diventata, negli ultimi anni, un punto di passaggio per la scena artistica internazionale più indipendente.
Ermes Ermes, la galleria di via dei Banchi Vecchi
Ermes Ermes è una galleria d'arte contemporanea che si è trasferita a Roma nel 2021 e ha sede in via dei Banchi Vecchi 16; rappresenta artisti italiani e internazionali che lavorano con mezzi diversi, dalla scultura alla pittura, dalla fotografia al video, alla performance e all'installazione.
Una galleria in una strada storica
La scelta di via dei Banchi Vecchi colloca la galleria in uno dei tratti più interessanti del centro storico, tra i rioni Ponte, Parione e Regola, a pochi passi da via Giulia e da Campo de' Fiori. È una zona dove le gallerie d'arte convivono con botteghe, antiquari, osterie, e dove il pubblico di una mostra si mescola ai residenti.
Le mostre collettive
Tra le mostre della galleria c'è Le Samourai, la collettiva del 2024 che includeva lavori di Lizzi Bougatsos. Per il programma completo e le informazioni sugli artisti rappresentati il riferimento è il sito ufficiale della galleria.
Il quartiere delle gallerie
Nel raggio di pochi metri, lungo via dei Banchi Vecchi e via Giulia, si trovano altri spazi espositivi. Chi ha un pomeriggio libero può costruire un piccolo itinerario di gallerie tra questa strada, via Giulia e le vie intorno a Campo de' Fiori.
Via dei Banchi Vecchi: storia di una strada di banchieri
Via dei Banchi Vecchi è una strada del centro di Roma lunga circa 280 metri, che da corso Vittorio Emanuele II arriva al vicolo del Malpasso attraversando i rioni Ponte, Parione e Regola. Il nome viene dai banchi di credito che vi esercitavano nel Rinascimento.
Un tracciato antico
Secondo la carta archeologica di Rodolfo Lanciani, in età romana la via doveva ricalcare alcuni tratti della via Triumphalis e del Porticus Maximae. Nel Quattrocento l'intero asse formato con le attuali via del Pellegrino e via dei Giubbonari era noto come via Mercatoria, la strada dei mercanti.
I banchi e la Zecca
Nel Medioevo e nel primo Rinascimento la strada era divisa in due tratti. Uno si chiamava della Chiavica di Santa Lucia, per la vicinanza della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone e per una cloaca. L'altro, dal vicolo del Pavone alla piazza di Ponte Sant'Angelo, era detto semplicemente dei Banchi, per i numerosi banchi che esercitavano il credito. Qui, per un breve periodo della prima metà del Quattrocento, ebbe sede la Zecca.
Banchi Vecchi e Banchi Nuovi
Il nome attuale nasce nel Cinquecento, quando la Zecca fu trasferita in una strada poco distante, che da Canale di Ponte prese il nome di via dei Banchi Nuovi. I banchi rimasti nella vecchia sede divennero i Banchi Vecchi. Prima degli sventramenti che portarono all'apertura di corso Vittorio Emanuele II, la via sfociava nel Canale di Ponte, fiancheggiando il Palazzo del Banco di Santo Spirito.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
Pochi passi più in là della galleria, sulla stessa via dei Banchi Vecchi, si trova la facciata di Palazzo Sforza Cesarini, un edificio con una storia che pochi passanti conoscono. Nella prima metà del Quattrocento ospitò per un breve periodo la Zecca; fu poi acquistato da Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, che vi sistemò la Cancelleria, prima che questa si trasferisse nel palazzo che ancora oggi ne porta il nome. Per questo la tradizione lo chiama anche Cancelleria Vecchia.
Chi va a vedere Spatial Concert cammina dunque su una strada dove per secoli si prestava denaro, si batteva moneta e si amministravano gli affari della Chiesa. I banchi di credito che le hanno dato il nome non ci sono più, ma la vocazione commerciale è rimasta, in forma diversa: botteghe, antiquari, gallerie.
C'è anche una curiosità cinematografica. Nel Marchese del Grillo di Mario Monicelli uno degli scherzi del marchese, interpretato da Alberto Sordi, è ambientato in via dei Banchi Vecchi: Sordi fa murare la porta di un banco di pegni e vi appoggia un pesante orinatoio di marmo. La scena, però, fu girata in via di Sant'Angelo in Pescheria, nel Ghetto. Il nome della strada, con la sua storia di prestiti e di banchi, rendeva lo scherzo credibile; la macchina da presa preferì un'altra via.
Il consiglio che ti do per visitare Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
Il consiglio è di andare all'inaugurazione, mercoledì 30 settembre dalle 17 alle 21. Per un'artista come Lizzi Bougatsos, per cui la performance e la presenza fisica sono parte del lavoro, la sera di apertura è quella in cui la mostra dice di più. È anche l'occasione per vedere da vicino una figura che a New York si incontra ai concerti e nei musei, e a Roma in una galleria di quartiere.
Se non potete essere lì il 30, scegliete un pomeriggio infrasettimanale, tra il mercoledì e il venerdì, quando la galleria è aperta fino alle 19. Il sabato l'orario è più corto, fino alle 17, e in una zona come quella di Campo de' Fiori il fine settimana la folla rende tutto più lento.
Secondo consiglio: preparatevi con la musica. Mettete in cuffia un disco dei Gang Gang Dance, Eye Contact o Kazuashita, mentre camminate verso via dei Banchi Vecchi. Arrivare in galleria con quella voce in testa aiuta a leggere le opere di un'artista che non ha mai separato il suono dall'immagine.
Infine, combinate la visita con una passeggiata: via Giulia, Campo de' Fiori, la Chiesa Nuova e piazza Navona sono tutte a pochi minuti. Una galleria piccola si vede in mezz'ora; il quartiere intorno merita il resto del pomeriggio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Molti degli artisti che negli anni Novanta e Duemila hanno animato la scena di downtown New York facevano insieme arte e musica, e Lizzi Bougatsos ne è uno degli esempi più noti. È un fatto conosciuto da chi segue la scena, ma raramente lo si dice con chiarezza: per questa generazione la band non era un'attività secondaria, era parte integrante della pratica artistica.
I segni sono ovunque nel suo percorso. La collaborazione con Kim Gordon, bassista dei Sonic Youth e artista visiva, per Failurisms nel 2005. Le mostre con Rita Ackermann, pittrice con cui Bougatsos ha condiviso il progetto Angelblood, tra musica e arte visiva. I dischi di I.U.D. pubblicati da Gagosian Records e da Kunsthalle Zürich, cioè da una galleria e da un'istituzione d'arte. Nel 2019 la rivista Vulture si chiedeva se le band di artisti fossero ancora uno sberleffo al mondo dell'arte, e Bougatsos era tra le protagoniste del discorso.
Il punto, per chi visita Spatial Concert, è questo: la mostra non è il lato serio di una musicista, né il concerto è il lato leggero di un'artista. Sono la stessa cosa. Il titolo lo dice esplicitamente, e la galleria diventa per qualche settimana il luogo in cui questa unità si vede, e forse si sente.
Come arrivare in via dei Banchi Vecchi
La galleria Ermes Ermes è in via dei Banchi Vecchi 16, nel centro storico, a pochi minuti a piedi da corso Vittorio Emanuele II, da Campo de' Fiori e da piazza Navona. Il modo più semplice di arrivarci è a piedi, dopo aver raggiunto il corso con i mezzi pubblici.
Autobus
Su corso Vittorio Emanuele II passano diverse linee, tra cui il 40, il 46, il 62 e il 64, con fermate all'altezza della Chiesa Nuova. Da lì via dei Banchi Vecchi è a due passi, verso il Tevere. Il 40 e il 64 arrivano da Termini passando per piazza Venezia.
A piedi
Da Campo de' Fiori si prende via dei Cappellari o via del Pellegrino e si arriva in pochi minuti. Da piazza Navona si attraversa corso Vittorio all'altezza della Chiesa Nuova. Da Castel Sant'Angelo si attraversa ponte Sant'Angelo e si prosegue per via del Banco di Santo Spirito e via dei Banchi Nuovi.
In auto
La zona è all'interno della ZTL del centro storico: in auto non si arriva. Meglio lasciare la macchina fuori dal centro e usare i mezzi pubblici o un taxi.
La foto giusta da fare a Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
La foto giusta si fa guardando lungo via dei Banchi Vecchi, una delle strade più fotogeniche del rione Ponte: stretta, leggermente curva, con le facciate color ocra e ruggine, le botteghe al piano terra e le finestre con le persiane. Il momento migliore è verso le 17 in autunno, quando il sole basso entra di taglio nella strada e accende i muri da un lato solo.
La seconda foto è la facciata di Palazzo Sforza Cesarini, la Cancelleria Vecchia, che si affaccia sulla stessa via. È un palazzo che racconta cinquecento anni di storia romana, dalla Zecca a Rodrigo Borgia, e si fotografa meglio dal lato opposto della strada, alzando lo sguardo.
Dentro la galleria, chiedete prima di fotografare: le regole cambiano da uno spazio all'altro e da un artista all'altro. Se è permesso, cercate un'inquadratura che tenga insieme un'opera e lo spazio intorno, i muri, il pavimento, la luce della finestra. Per una mostra che si chiama Spatial Concert, lo spazio è parte dell'opera, e una foto ravvicinata del singolo lavoro ne racconta solo una metà.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nella prima metà del Quattrocento, nell'edificio che sarebbe diventato Palazzo Sforza Cesarini, ebbe sede per un breve periodo la Zecca di Roma, e il tratto di strada che dal vicolo del Pavone portava a piazza di Ponte prese il nome dei banchi di credito che vi operavano. Nello stesso secolo l'intero asse, con via del Pellegrino e via dei Giubbonari, era la via Mercatoria, la strada dei commerci.
Il palazzo fu poi acquistato da Rodrigo Borgia, vicecancelliere della Chiesa e futuro papa Alessandro VI, che vi sistemò la Cancelleria: di qui il nome di Cancelleria Vecchia. Nel Cinquecento la Zecca fu trasferita nella strada vicina, che prese il nome di via dei Banchi Nuovi, e questa divenne via dei Banchi Vecchi.
Dopo l'Unità d'Italia gli sventramenti per l'apertura di corso Vittorio Emanuele II cambiarono il volto della zona: la strada, che prima sfociava nel Canale di Ponte accanto al Palazzo del Banco di Santo Spirito, oggi termina a largo Ottavio Tassoni. Lungo la via restano le chiese di Santa Lucia del Gonfalone, Santo Stefano in Piscinula e Santa Maria della Purificazione in Banchi, e palazzi come Casa Crivelli e il Palazzetto del Vescovo di Cervia. Nel 2024, in questa stessa strada, la galleria Ermes Ermes presentava Le Samourai, con lavori di Lizzi Bougatsos.
Chi è passato da Lizzi Bougatsos. Spatial Concert da Ermes Ermes — dal 30 settembre al 14 novembre 2026
Da via dei Banchi Vecchi è passato Rodrigo Borgia, che acquistò il palazzo della vecchia Zecca per farne la sede della Cancelleria prima di diventare papa con il nome di Alessandro VI. È il nome più illustre legato alla strada, e il più discusso. Per secoli la via è stata frequentata da banchieri, mercanti, pellegrini diretti a San Pietro lungo l'asse della via Mercatoria.
Nel Novecento la strada è entrata nell'immaginario del cinema con Il marchese del Grillo di Mario Monicelli, in cui Alberto Sordi mette in scena proprio in via dei Banchi Vecchi uno degli scherzi più celebri del film, anche se le riprese furono fatte altrove.
Oggi la strada è frequentata da un pubblico diverso: quello dell'arte contemporanea. Con Lizzi Bougatsos arriva in via dei Banchi Vecchi un'artista che ha collaborato con Kim Gordon, Rob Pruitt, Rita Ackermann, Lonnie Holley, Thornton Dial, Nick Waplington, Chloë Sevigny, Cat Power, e che si è esibita al MoMA, alla Serpentine, alla Gropius Bau, alla Bourse de Commerce. È un elenco che racconta quanto la scena internazionale sia vicina, a volte, a una galleria del rione Ponte.
Cosa vedere intorno a via dei Banchi Vecchi
La galleria Ermes Ermes si trova al confine tra i rioni Ponte, Parione e Regola, in una delle zone più dense di monumenti del centro storico. In pochi minuti a piedi si raggiungono chiese barocche, palazzi rinascimentali, piazze celebri.
Via Giulia
Parallela a via dei Banchi Vecchi, verso il Tevere, corre via Giulia, la strada rettilinea voluta da papa Giulio II, con i suoi palazzi e le sue chiese. È la passeggiata più naturale dopo la visita in galleria.
La Chiesa Nuova e la Vallicelliana
All'imbocco della via, su corso Vittorio, si trova Santa Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova di San Filippo Neri, e accanto la Biblioteca Vallicelliana, nel complesso borrominiano dei Filippini.
Campo de' Fiori e la Cancelleria
Verso sud-est si arriva a Campo de' Fiori, con il suo mercato mattutino, e al Palazzo della Cancelleria, la sede che prese il posto della Cancelleria Vecchia di via dei Banchi Vecchi. Di fronte, il Museo Barracco di scultura antica.
Piazza Navona
Attraversato corso Vittorio si arriva in pochi minuti a piazza Navona. Chi vuole chiudere il pomeriggio con un classico ha la scelta più ovvia a portata di mano.
Dove mangiare vicino alla galleria
La zona tra via dei Banchi Vecchi, via del Pellegrino e Campo de' Fiori è piena di osterie, enoteche, pizzerie e bar. Alcuni locali si trovano sulla stessa via della galleria, a pochi numeri civici di distanza.
Prima della visita
Con apertura alle 14, la soluzione più naturale è un pranzo in zona e poi la galleria. Le vie intorno a Campo de' Fiori offrono di tutto, dalla pizza al taglio alla trattoria.
Dopo l'inaugurazione
L'inaugurazione del 30 settembre finisce alle 21: l'ora giusta per una cena in una delle osterie della zona o per un bicchiere in un'enoteca. Il rione Ponte, la sera, è uno dei più piacevoli di Roma, e la gente dell'arte tende a restare in strada dopo l'apertura.
Evitare le trappole
Il consiglio è di allontanarsi di qualche strada dalle piazze più turistiche. Via dei Banchi Vecchi e via del Pellegrino hanno locali frequentati dai residenti, più onesti nei prezzi dei tavolini affacciati su Campo de' Fiori.
Come organizzare la visita, accessibilità e bambini
Una galleria come Ermes Ermes si visita in mezz'ora, anche meno. La visita a Spatial Concert si inserisce bene in un pomeriggio nel centro storico, da costruire intorno all'orario di apertura della galleria.
Il pomeriggio ideale
Pranzo verso le 13 a Campo de' Fiori, galleria alle 14.30, passeggiata su via Giulia, Chiesa Nuova, piazza Navona al tramonto. Il mercoledì, il giovedì o il venerdì.
Accessibilità
Le gallerie del centro storico si trovano spesso in edifici antichi con gradini e ingressi stretti. Chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a contattare la galleria prima della visita per verificare l'accesso. I marciapiedi della zona sono stretti e i sampietrini irregolari.
Con i bambini
Per i bambini una galleria d'arte contemporanea può essere una scoperta, soprattutto se c'è una componente sonora. Il quartiere, però, è pieno di traffico pedonale e di motorini: tenete i più piccoli per mano nelle strade strette.
L'autunno delle gallerie a Roma
Spatial Concert apre il 30 settembre e chiude il 14 novembre: sei settimane in piena stagione autunnale delle gallerie romane. Tra fine settembre e ottobre molte gallerie private inaugurano le mostre della nuova stagione, spesso con aperture serali che animano i quartieri del centro.
Per chi ama l'arte contemporanea è il periodo migliore per un giro di gallerie: le temperature sono miti, le giornate ancora abbastanza lunghe per le passeggiate del pomeriggio, e il programma è fitto. Negli stessi giorni il MACRO e i grandi musei della città aprono le mostre autunnali. Una giornata tra un museo al mattino e una galleria come Ermes Ermes al pomeriggio racconta due facce complementari della scena artistica romana.
Domande frequenti su Lizzi Bougatsos a Roma
Quando è aperta la mostra di Lizzi Bougatsos a Roma?
La mostra Spatial Concert di Lizzi Bougatsos alla galleria Ermes Ermes è aperta dal 30 settembre al 14 novembre 2026. L'orario è dal mercoledì al venerdì dalle 14 alle 19 e il sabato dalle 14 alle 17; lunedì, martedì e domenica la galleria è chiusa, con visite fuori orario su appuntamento.
Quando è l'inaugurazione di Spatial Concert?
L'inaugurazione di Spatial Concert di Lizzi Bougatsos da Ermes Ermes è mercoledì 30 settembre 2026, dalle 17 alle 21, in via dei Banchi Vecchi 16. L'ingresso è libero, come per tutta la durata della mostra.
Quanto costa l'ingresso alla mostra?
L'ingresso alla mostra Spatial Concert di Lizzi Bougatsos alla galleria Ermes Ermes è libero. Non serve prenotare negli orari di apertura; le visite fuori orario si fanno solo su appuntamento, contattando direttamente la galleria.
Dove si trova la galleria Ermes Ermes?
La galleria Ermes Ermes si trova in via dei Banchi Vecchi 16, nel centro storico di Roma, a pochi minuti a piedi da corso Vittorio Emanuele II, da Campo de' Fiori e da piazza Navona. Si arriva con gli autobus che percorrono corso Vittorio, come il 40, il 46, il 62 e il 64.
Chi è Lizzi Bougatsos?
Lizzi Bougatsos è un'artista visiva, performer e musicista nata nel Queens, a New York, nel 1974. È la voce dei Gang Gang Dance e cofondatrice del duo I.U.D.; ha esposto da James Fuentes a New York e da Galerie Molitor a Berlino, e sue opere sono nelle collezioni del MoMA.
Lizzi Bougatsos ha già esposto a Roma?
Sì, Lizzi Bougatsos ha già esposto a Roma nel 2024, nella collettiva Le Samourai alla stessa galleria Ermes Ermes, e nello stesso anno in VAGABONDI, progetto di Tramps con La Pulce. Spatial Concert è la sua personale romana.
Un'ultima parola. Le gallerie private sono la parte meno raccontata della vita artistica della città, e spesso la più viva. Una personale di Lizzi Bougatsos in via dei Banchi Vecchi è un'occasione rara di incontrare da vicino la scena newyorkese senza prendere un aereo: andate all'inaugurazione se potete, altrimenti in un pomeriggio feriale, e dopo fate due passi su via Giulia. Il rione Ponte, all'ora del tramonto, fa il resto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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