AccediIl mio viaggio

Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

Kimono Tales di Angelo Cricchi è aperta ai Musei di San Salvatore in Lauro dal 18 settembre al 16 ottobre 2026, nel complesso monumentale di piazza di San Salvatore in Lauro 15, 00186 Roma, a pochi passi da piazza Navona e dal Tevere. Secondo la casa editrice Il Cigno, che organizza la mostra, le sale sono aperte dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il sabato dalle 10.30 alle 13; domenica e lunedì sono chiuse. L'ingresso è gratuito e non c'è biglietto da comprare. Per informazioni i Musei rispondono allo 06 6875608. Per arrivare dal proprio punto di partenza con bus e tram conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC: la piazza si trova nel rione Ponte, in un tessuto di vicoli dove l'ultimo tratto si fa comunque a piedi.

La chiesa di San Salvatore in Lauro, nel complesso che ospita i Musei di San Salvatore in Lauro
La chiesa di San Salvatore in Lauro, nel complesso che ospita i Musei di San Salvatore in Lauro Foto: Foto: Jensens, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Una mostra nata da quattro vesti lasciate in custodia e mai più riprese. Kimono Tales è un progetto fotografico cresciuto per dieci anni fino a diventare un racconto a più voci, con video, pittura, ceramica, scultura e installazioni sonore, e arriva a Roma dentro un convento quattrocentesco che pochi romani conoscono davvero. È una delle mostre più intense di questo autunno nel centro storico, e anche una delle più facili da vedere: gratuita, raccolta, a due passi dai luoghi che tutti attraversano.

Kimono Tales: che cos'è la mostra di Angelo Cricchi

Kimono Tales, sottotitolo Undressing for Redressing, è la mostra con cui Angelo Cricchi racconta 113 donne attraverso quattro kimono giapponesi, ai Musei di San Salvatore in Lauro fino al 16 ottobre 2026. Il titolo completo con cui la mostra è presentata recita: storie di donne raccontate attraverso quattro vesti giapponesi.

Il gesto di K

Tutto comincia nel 2016. Una giovane donna giapponese, indicata nel progetto soltanto con l'iniziale K, prima di tornare nel suo Paese lascia al fotografo quattro kimono tradizionali, con la promessa di tornare a riprenderli. La promessa non viene mantenuta. Da quell'assenza, e da quel gesto di fiducia, nasce il progetto: quattro abiti rimasti in uno studio romano diventano il punto di partenza di un lavoro durato anni.

Centotredici donne davanti all'obiettivo

Nei quattro anni successivi Cricchi invita 113 donne di età, provenienze ed esperienze molto diverse a indossare una delle quattro vesti. L'idea iniziale è semplice: una serie di ritratti. Accade però qualcosa di imprevisto. Davanti all'obiettivo, ancora prima dello scatto, le donne cominciano spontaneamente a raccontarsi. Il kimono smette di essere un abito e diventa, come lo descrive la presentazione della mostra, un dispositivo di sospensione: uno spazio protetto in cui il corpo, la voce e la memoria trovano il permesso di venire fuori.

I numeri di un archivio

Fra il 2016 e il 2020 il progetto raccoglie oltre 35.000 fotografie, circa 200 ore di videointerviste e 113 testimonianze. Le donne parlano di infanzia e maternità, di malattia e perdita, di violenza subita e di libertà riconquistata. Sono storie custodite spesso per anni. Il risultato non vuole essere un campione sociologico: è un mosaico di relazioni individuali, un ritratto del femminile costruito un incontro alla volta.

Undressing for Redressing

Il sottotitolo condensa il senso del lavoro. Spogliarsi, qui, non è un atto di esposizione: è la possibilità di ricomporre la propria storia attraverso il racconto. Il gioco di parole inglese fra undressing e redressing, spogliarsi e riparare, dice meglio di qualsiasi didascalia dove stia il centro della mostra. Non nel corpo mostrato, ma nella parola che il corpo, per una volta al riparo, riesce a pronunciare.

Il percorso di Kimono Tales nelle sale del complesso

Il percorso di Kimono Tales si sviluppa in più ambienti dei Musei di San Salvatore in Lauro, dall'introduzione con la carta giapponese fino alla Grande Sala con l'intero archivio dei ritratti. È una mostra da attraversare in ordine: ogni stanza prepara la successiva.

Le strisce di carta giapponese

Ad accogliere il visitatore sono grandi strisce sospese di carta giapponese che introducono la genesi dell'opera. È un ingresso lieve, quasi silenzioso, che mette subito in chiaro il registro della mostra: niente effetti, molta materia, molta attenzione al ritmo.

La Stanza Ottagonale, Happō

Si entra poi nella Stanza Ottagonale, chiamata Happō, ispirata alle otto direzioni della cosmogonia orientale. Qui sono esposte otto opere che fondono fotografia e pittura. Fra queste c'è l'immagine simbolo della mostra, una donna di spalle con un vaso, scelta per rappresentare il Ma, il vuoto fertile da cui, nel pensiero giapponese, tutto ha origine.

La poltrona e le voci

Proseguendo, la fotografia lascia spazio al video e a un'installazione sonora costruita attorno a una poltrona: la stessa su cui, per anni, le donne si sono sedute per raccontarsi. Le voci registrate si sovrappongono in un brusio diffuso che attraversa lo spazio come in un mercato. È una scelta precisa: creare distanza fra il volto e la parola, proteggere le testimonianze da ogni lettura morbosa e restituirle come un coro collettivo. A nostro giudizio è la stanza più riuscita dell'intero percorso.

La Grande Sala e il volto di K

Il percorso si chiude nella Grande Sala, dove si dispiega l'intero archivio dei ritratti. Sul fondo, incisa in un anello di marmo, riaffiora l'immagine del presunto volto di K, un enigma che la mostra lascia volutamente aperto, sospeso fra realtà e finzione. Accanto ai ritratti sono esposti i quattro kimono originali di K.

Le opere della nuova fase

Nella stessa sala si trovano le opere nate nella fase più recente del progetto: il paravento, le fotografie dipinte, le ceramiche e un monile concepito come scultura. Sono lavori che spiegano bene l'evoluzione di Cricchi, da fotografo a narratore che sceglie di volta in volta il mezzo più adatto.

Kimono Tales da Parigi a Roma: la seconda vita del progetto

Kimono Tales è stata presentata per la prima volta a Parigi nel 2019 e torna oggi, a Roma, in una veste completamente rinnovata. Il passaggio da una mostra fotografica a un percorso multidisciplinare è la vera novità dell'edizione romana.

Il libro e la riapertura dell'archivio

Nell'inverno 2025-2026, durante la preparazione del volume omonimo pubblicato da King Koala Press, Cricchi rimette mano per la prima volta all'intero archivio. Riascolta le videointerviste, rivede migliaia di fotografie. Da questo nuovo confronto con le voci delle 113 donne nasce un secondo capitolo della ricerca, questa volta multidisciplinare: fotografia, video, pittura, installazioni sonore e scultura.

Un progetto non concluso

A dieci anni dalla nascita, il progetto si presenta come tutt'altro che chiuso. È un dato che conviene tenere a mente in sala: quello che si vede non è una retrospettiva, ma un lavoro in movimento, ripreso in mano e rimesso in discussione dal suo stesso autore.

Chi organizza

La mostra è organizzata dalla casa editrice Il Cigno Arte in collaborazione con il Centro Studi Umberto Mastroianni. Il Cigno GG Edizioni d'Arte e Scienza ha sede proprio in piazza di San Salvatore in Lauro 15 e cura l'attività dei Musei di San Salvatore in Lauro: la mostra, in un certo senso, gioca in casa.

Lo sguardo della curatrice Francesca Briganti

La curatrice di Kimono Tales è Francesca Briganti, che legge il progetto come un'opposizione frontale all'estetica patinata e filtrata della fotografia contemporanea.

La pelle senza ritocco

Nelle fotografie di Kimono Tales la pelle non viene mai corretta digitalmente. È mostrata nella sua trama autentica, cicatrici e asimmetrie comprese. In un'epoca in cui ogni volto che vediamo passa per un filtro, questa scelta ha un peso morale prima ancora che estetico.

La penombra giapponese

Secondo la lettura curatoriale, è una fotografia che guarda alla sensibilità giapponese per la penombra e alla grande tradizione pittorica, più che al linguaggio della moda da cui pure Cricchi proviene. La ricerca è quella di una luce capace di restituire dignità a corpi segnati dal trauma. Chi conosce le immagini di moda di Cricchi troverà qui un autore diverso, più lento, più trattenuto.

Chi è Angelo Cricchi, il fotografo di Kimono Tales

Angelo Cricchi è nato a Roma nel 1961 ed è arrivato alla fotografia dopo una lunga carriera da atleta professionista. Oggi si definisce soprattutto un narratore di storie, a prescindere dal mezzo.

Dallo sport alla fotografia

Le biografie pubblicate dall'autore e dalle gallerie con cui lavora concordano sul punto di partenza: prima della fotografia c'è stato lo sport, praticato a livello professionistico. Poi la passione per l'immagine lo ha portato a esplorare i territori della moda e dell'arte contemporanea, in un continuo andirivieni fra i due mondi che ha disegnato negli anni il suo profilo professionale.

La moda e i ritratti

Come fotografo di moda Cricchi ha collaborato con importanti riviste internazionali, realizzando editoriali e ritratti di celebrità. Le presentazioni del suo lavoro indicano come punto di partenza della sua immagine la ritrattistica nella migliore tradizione italiana. Per anni ha lavorato fra reportage, moda e ritratto: Kimono Tales, secondo la presentazione della mostra, è la prosecuzione naturale di una ricerca sul corpo e sulla verità che attraversa tutto il suo lavoro.

Gloomy Sunday e la svolta verso la fine art

La ricerca personale di Cricchi si è sviluppata in parallelo ai lavori commerciali. Dopo la mostra Gloomy Sunday del 2009 al museo MAK di Vienna, ha ridotto l'impegno nella fotografia di moda per concentrarsi sulle meccaniche, estetiche e concettuali, della fotografia d'autore. È il passaggio che rende comprensibile Kimono Tales: un progetto lungo, costruito sull'ascolto più che sullo scatto.

Direttore creativo

Come direttore creativo Cricchi ha curato fra il 2013 e il 2017 l'avvio di un magazine, ed è direttore creativo di FLEWID, una pubblicazione internazionale che dal 2017 si occupa di fluidità usando i linguaggi dell'arte, della fotografia e della moda. Il tema dell'identità e del corpo, dunque, non arriva con i kimono: era già il cuore del suo lavoro editoriale.

I Musei di San Salvatore in Lauro: la sede della mostra

I Musei di San Salvatore in Lauro occupano il complesso monastico annesso alla chiesa omonima, nel rione Ponte, con un chiostro rinascimentale che oggi ospita mostre e manifestazioni culturali. Il complesso appartiene dal 1668 al Pio Sodalizio dei Piceni.

La chiesa dei marchigiani di Roma

San Salvatore in Lauro è la chiesa nazionale dei marchigiani residenti a Roma. Il nome, secondo la tradizione, viene da un boschetto di lauri che esisteva nelle vicinanze; l'alloro richiama anche la basilica della Santa Casa di Loreto, il luogo di culto più celebre delle Marche, a sua volta legata a un boschetto di lauri. La chiesa è citata come Salvatori de Lauro già nel Catalogo di Cencio Camerario del 1192.

Il convento e il chiostro

Accanto alla chiesa il cardinale Latino Orsini fece costruire, nel Quattrocento, un convento affidato ai Canonici Regolari di San Giorgio in Alga. Quando nel 1591 un incendio distrusse la chiesa originale, il convento rimase intatto. Passato al Pio Sodalizio dei Piceni, fu destinato a collegio per venticinque studenti di medicina e di legge. Oggi il complesso monastico e il suo chiostro rinascimentale sono la sede delle mostre: è qui che si svolge Kimono Tales.

La facciata e l'interno

La chiesa ha oggi un aspetto tardo cinquecentesco. Il progetto, a lungo attribuito al bolognese Ottaviano Mascherino, architetto del Quirinale, è oggi riferito dagli studi più recenti a frate Domenico Paganelli; Mascherino sarebbe intervenuto dopo il crollo parziale della navata causato da un'alluvione nel 1599. La facciata è un'opera purista di Camillo Guglielmetti, del 1857-1862, con un protiro a colonne corinzie e un bassorilievo di Rinaldo Rinaldi che mostra la Santa Casa trasportata dagli angeli verso Loreto. All'interno, colonne corinzie binate sostengono una volta a botte bianca; altare maggiore e cupola sono settecenteschi, di Ludovico Rusconi Sassi.

Le opere della chiesa

Nelle cappelle si trovano opere di Antoniazzo Romano, Camillo Rusconi, François Duquesnoy e una Natività di Pietro da Cortona. Alla chiesa era destinata in origine la Visione di san Girolamo del Parmigianino, oggi alla National Gallery di Londra. Ci sono anche i monumenti funebri dei cardinali Prospero Marefoschi e Raniero Felice Simonetti, di Carlo Monaldi su disegno di Girolamo Theodoli.

Il refettorio di Salviati

Il refettorio è decorato da un ciclo di affreschi manieristi di Francesco Salviati, del 1550, e custodisce la tomba quattrocentesca di papa Eugenio IV, opera di Isaia da Pisa, proveniente dall'antica basilica di San Pietro, oltre al monumento funebre di Maddalena Orsini attribuito a Giovanni Dalmata. È uno degli ambienti più belli e meno noti del rione.

Orari e ingresso di Kimono Tales

Kimono Tales è a ingresso gratuito, dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il sabato dalle 10.30 alle 13, secondo la pagina dell'organizzatore Il Cigno. Domenica e lunedì la mostra è chiusa.

Mattina o pomeriggio

Il sabato l'apertura è solo mattutina: chi lavora in settimana deve organizzarsi per tempo. Nei giorni feriali la fascia pomeridiana, dalle 15.30, è la più comoda per unire la mostra a una passeggiata verso il Tevere al tramonto. Chi pensa di andarci il sabato pomeriggio faccia prima una telefonata allo 06 6875608.

Quanto tempo serve

Il percorso non è lungo, ma la stanza con la poltrona e le voci chiede tempo. Calcolerei almeno un'ora, di più se si vuole ascoltare davvero il brusio e guardare con calma i ritratti della Grande Sala.

Prenotazione

Per la mostra non è richiesta la prenotazione. Per visitare in modo organizzato i Musei di San Salvatore in Lauro, Il Cigno indica di scrivere a info@ilcigno.org.

Come arrivare ai Musei di San Salvatore in Lauro

I Musei di San Salvatore in Lauro si trovano in piazza di San Salvatore in Lauro 15, nel rione Ponte, nel centro storico, fra piazza Navona e il Tevere. Il modo migliore per arrivarci è combinare mezzi pubblici e un tratto a piedi.

Con i mezzi pubblici

Per scegliere bus e tram dal proprio punto di partenza, lo strumento giusto è il calcolatore di percorso di ATAC. Le linee cambiano spesso nel centro storico per cantieri e deviazioni: meglio controllare il giorno stesso.

A piedi

La piazza è raggiungibile a piedi da piazza Navona e da Ponte Sant'Angelo. È il modo più naturale di arrivare: la mostra si inserisce bene in una passeggiata nel rione, fra botteghe, chiese e palazzi.

In auto

Il centro storico è in larga parte zona a traffico limitato. Per questa visita l'auto non è una buona idea: meglio lasciarla fuori dal centro e proseguire con i mezzi.

Cosa vedere intorno a San Salvatore in Lauro

San Salvatore in Lauro è nel mezzo di uno dei quadranti più belli di Roma, fra piazza Navona e l'ansa del Tevere. In mezzo chilometro si concentrano musei, chiese e strade storiche.

Piazza Navona e Palazzo Braschi

Piazza Navona è a pochi minuti. Affacciato sulla piazza, il Museo di Roma a Palazzo Braschi è la tappa giusta per chi vuole passare da una mostra all'altra: dal 6 ottobre ospita la mostra dedicata a Keith Haring.

Santa Maria della Pace e Palazzo Altemps

Dietro piazza Navona, Santa Maria della Pace e il suo chiostro sono una naturale prosecuzione dopo il chiostro di San Salvatore. Palazzo Altemps, con le sue sculture antiche, è a breve distanza.

Castel Sant'Angelo

Dall'altra parte del fiume, oltre Ponte Sant'Angelo, Castel Sant'Angelo chiude la passeggiata con la vista sul Tevere. È il complemento ideale per chi visita la mostra nel pomeriggio.

Via Giulia e il Museo Praz

Verso sud si apre via Giulia, la grande strada rinascimentale. Chi ama gli interni d'autore trova a breve distanza il Museo Mario Praz, un'altra casa di storie, questa volta raccontate dagli oggetti.

Come organizzare la visita a Kimono Tales

Kimono Tales si visita in un'ora e si inserisce facilmente in una mezza giornata nel centro storico. Qualche indicazione pratica aiuta a viverla meglio.

Con ragazzi e bambini

Le testimonianze parlano anche di malattia, perdita e violenza subita. Per i bambini piccoli la mostra è poco adatta; con ragazzi grandi, invece, può essere un'occasione per parlare di corpo, immagine e ritocco digitale, temi che conoscono fin troppo bene.

Accessibilità

Il complesso è un edificio storico. Per sapere quali ambienti del percorso sono accessibili a chi ha difficoltà motorie conviene telefonare ai Musei allo 06 6875608 prima della visita.

Dove mangiare

Il rione Ponte e le strade intorno a piazza Navona offrono trattorie, forni, enoteche e caffè per ogni fascia di prezzo. Il consiglio è di allontanarsi di qualche strada dalle piazze più turistiche: la qualità migliora e il conto scende.

Il periodo

Fra fine settembre e metà ottobre Roma ha giornate ancora miti e luce lunga nel pomeriggio: il momento migliore per camminare nel centro. Dopo il 16 ottobre la mostra chiude, e non ci sono proroghe annunciate.

Una curiosità su Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il nome della sede, che si lega in modo inatteso a una mostra sul Giappone. San Salvatore in Lauro deve il nome, secondo la tradizione, a un boschetto di lauri che esisteva nelle vicinanze. Un archeologo dell'Ottocento, Antonio Nibby, lo collegava al Portico di Europa, che sorgeva in Campo Marzio e che, secondo Marziale, ospitava al suo interno diversi boschetti di alloro.

L'alloro torna poi nella storia della chiesa per un'altra strada. Loreto, il santuario più celebre delle Marche, deve il suo nome allo stesso albero: nel Medioevo la Santa Casa era circondata da un bosco di lauri. Non stupisce allora che proprio San Salvatore in Lauro sia diventata, dal Seicento, la chiesa nazionale dei marchigiani a Roma, dedicata dal 1862 alla Madonna di Loreto.

C'è un filo sottile che lega questa storia a Kimono Tales. Un nome nato da un'assenza, un bosco che non c'è più, e una mostra nata da un'altra assenza, quella di K che non torna a riprendere i suoi kimono. Entrambe le storie parlano di qualcosa che manca e che, proprio per questo, genera racconto. Chi entra nel chiostro può pensarci: a Roma persino i nomi dei luoghi sono memoria di ciò che è scomparso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che il brusio delle voci è una scelta etica, non un effetto scenografico. Le 113 testimonianze raccolte fra il 2016 e il 2020 parlano di cose intime: malattia, maternità, violenza subita. Mostrare ogni volto accanto alla sua storia avrebbe esposto le donne a una lettura morbosa. Per questo, nella sala della poltrona, le voci si sovrappongono come in un mercato e il volto resta separato dalla parola.

Il risultato è spiazzante. Chi entra aspettandosi di ascoltare una storia per volta si trova immerso in un coro. Serve qualche minuto perché l'orecchio si abitui e cominci a distinguere frasi, accenti, lingue. Il consiglio è di sedersi, se lo spazio lo consente, e di lasciare passare il tempo: la sala si capisce solo dopo averla ascoltata a lungo.

La seconda cosa riguarda gli orari. Il sabato l'organizzatore indica la sola apertura mattutina, dalle 10.30 alle 13. Chi arriva il sabato pomeriggio rischia di trovare chiuso. E domenica e lunedì la mostra non apre: un dettaglio che conta per chi è a Roma solo nel fine settimana.

Il consiglio che ti do per visitare Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

Il consiglio è di seguire il percorso nell'ordine voluto dagli allestitori e di non avere fretta di arrivare alla Grande Sala. La mostra è costruita come un racconto: la carta giapponese introduce, la Stanza Ottagonale sospende, la sala della poltrona fa ascoltare, la Grande Sala mostra. Saltare un passaggio significa perdere il senso dell'ultimo.

Scegliete un pomeriggio feriale, fra le 15.30 e le 17. La mostra è gratuita e la piazza è tranquilla: c'è modo di restare davanti ai ritratti senza sentirsi spinti. All'uscita, prima di lasciare il complesso, chiedete se il refettorio è visitabile: gli affreschi di Francesco Salviati del 1550 e la tomba di papa Eugenio IV valgono da soli il viaggio.

Un'ultima indicazione: guardate i ritratti da vicino. Le fotografie non sono ritoccate, la pelle è mostrata con cicatrici e asimmetrie. A due metri sembrano immagini di moda; a mezzo metro diventano un'altra cosa. È lì che Kimono Tales si separa da tutto quello che vediamo ogni giorno sugli schermi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che San Salvatore in Lauro è la chiesa dei marchigiani di Roma. Meno spesso si ricorda perché il Pio Sodalizio dei Piceni, che la possiede dal 1668, fosse così potente e ricco. La confraternita, fondata nel 1633 dal cardinale Giovanni Battista Maria Pallotta come ricorda una lapide nel chiostro, raccoglieva i marchigiani che per tradizione servivano il papa come guardie ed esattori.

Da qui nasce un proverbio romanesco poco lusinghiero: meglio un morto a casa che un marchigiano fuori dalla porta. Voleva dire che una disgrazia era preferibile alla visita di un esattore o di uno sbirro pontificio. Persino Mastro Titta, il boia più famoso della Roma papale, era marchigiano, di Senigallia.

È un contrappunto curioso con la mostra. Nello stesso convento che per secoli ha ospitato una confraternita di funzionari temuti, oggi si ascoltano voci di donne che raccontano la loro vita senza essere giudicate. Roma è piena di questi rovesciamenti: i luoghi cambiano funzione, e spesso la nuova funzione dice qualcosa di più giusto della precedente.

La foto giusta da fare a Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

La foto giusta si fa fuori, davanti alla facciata. Il protiro a colonne corinzie di Camillo Guglielmetti e il bassorilievo di Rinaldo Rinaldi con la Santa Casa trasportata dagli angeli si inquadrano bene dalla piazza, meglio nel primo pomeriggio. Sul fregio sotto il timpano si legge l'iscrizione MARIAE LAURETANAE PICENI PATRONAE, a Maria di Loreto patrona del Piceno: inseritela nell'inquadratura, è la carta d'identità del luogo.

La seconda foto è quella del chiostro rinascimentale, se il percorso lo attraversa: le arcate e la luce che scende dall'alto sono il contrario del brusio della sala delle voci. Una pausa visiva prima di rientrare.

Dentro la mostra, prima di fotografare chiedete al personale se è consentito. E in ogni caso lasciate stare i ritratti delle donne: sono persone che si sono raccontate in uno spazio protetto, e il senso stesso del progetto è proteggerle. Se volete un ricordo, fotografate i quattro kimono di K. Sono l'origine di tutto, e l'unico soggetto della mostra che non ha un volto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di San Salvatore in Lauro comincia nel Medioevo: la chiesa è citata nel Catalogo di Cencio Camerario del 1192, con una rendita di sei denari. Nel Quattrocento il cardinale Latino Orsini fa costruire accanto il convento di San Giorgio, affidato ai Canonici Regolari di San Giorgio in Alga.

Nel 1587 papa Sisto V erige la chiesa in titolo cardinalizio. Quattro anni dopo, nel 1591, un incendio la distrugge, risparmiando il convento. La ricostruzione subisce un altro colpo nel 1599, quando un'alluvione causa il crollo parziale della navata centrale. Nel 1668 il complesso passa al Pio Sodalizio dei Piceni; nel 1670 papa Clemente X sopprime il titolo cardinalizio.

Fra il 1857 e il 1862 Camillo Guglielmetti realizza la facciata attuale e nel 1862, sotto gli auspici del marchigiano papa Pio IX, la chiesa viene dedicata alla Madonna di Loreto. Nel 2007 torna a essere titolo cardinalizio. Il 1 aprile 2009 riceve in dono una reliquia di Pio IX, a cui è dedicato un busto in marmo. Nel frattempo il convento e il chiostro sono diventati sede di mostre: Kimono Tales è l'ultimo capitolo di questa lunga vita pubblica.

Chi è passato da Kimono Tales di Angelo Cricchi ai Musei di San Salvatore in Lauro — dal 18 settembre al 16 ottobre 2026

Da San Salvatore in Lauro sono passati architetti e artisti di primo piano. Ottaviano Mascherino, l'architetto del Quirinale, vi lavorò dopo il crollo del 1599; Ludovico Rusconi Sassi firmò nel Settecento altare maggiore e cupola. Nel refettorio Francesco Salviati dipinse nel 1550 il suo ciclo manierista. Nelle cappelle hanno lasciato opere Antoniazzo Romano, Camillo Rusconi, François Duquesnoy e Pietro da Cortona.

Papa Eugenio IV riposa qui, nella tomba quattrocentesca di Isaia da Pisa trasferita dall'antica basilica di San Pietro. Il cardinale Latino Orsini fondò il convento; Maddalena Orsini vi ha il suo monumento funebre. Pio IX, marchigiano, volle la dedica alla Madonna di Loreto. Il Parmigianino dipinse per questa chiesa la Visione di san Girolamo, oggi a Londra.

In questo autunno 2026 passano da qui 113 donne, attraverso i loro ritratti e le loro voci, e i quattro kimono di una giovane donna giapponese che non è mai tornata a riprenderli. Con loro Angelo Cricchi, la curatrice Francesca Briganti e la casa editrice Il Cigno, che ha sede nella stessa piazza.

Domande frequenti su Kimono Tales

Fino a quando è aperta Kimono Tales di Angelo Cricchi?

Kimono Tales di Angelo Cricchi è aperta ai Musei di San Salvatore in Lauro fino a venerdì 16 ottobre 2026. La mostra ha aperto il 18 settembre. Dopo il 16 ottobre non sono annunciate proroghe: chi vuole vederla deve organizzarsi nelle prossime settimane.

Quanto costa il biglietto di Kimono Tales?

Kimono Tales è a ingresso gratuito, secondo la pagina ufficiale dell'organizzatore Il Cigno. Non serve comprare un biglietto né prenotare. Per visite organizzate ai Musei di San Salvatore in Lauro Il Cigno indica l'indirizzo info@ilcigno.org.

Quali sono gli orari della mostra Kimono Tales?

La mostra Kimono Tales è aperta dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il sabato dalle 10.30 alle 13, secondo l'organizzatore. Domenica e lunedì è chiusa. Per il sabato pomeriggio meglio telefonare allo 06 6875608.

Dove si trovano i Musei di San Salvatore in Lauro?

I Musei di San Salvatore in Lauro sono in piazza di San Salvatore in Lauro 15, 00186 Roma, nel rione Ponte, fra piazza Navona e il Tevere. Per bus e tram conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC; l'ultimo tratto si fa a piedi fra i vicoli del centro.

Che cosa si vede nella mostra Kimono Tales?

In Kimono Tales si vedono i ritratti di 113 donne che hanno indossato quattro kimono, fotografie dipinte, video, ceramiche, un paravento, un monile concepito come scultura e un'installazione sonora con le voci delle testimonianze. Nella Grande Sala sono esposti anche i quattro kimono originali di K.

Chi è Angelo Cricchi?

Angelo Cricchi è un fotografo nato a Roma nel 1961, arrivato alla fotografia dopo una carriera da atleta professionista. Ha lavorato nella moda e nel ritratto per riviste internazionali, ha esposto Gloomy Sunday al MAK di Vienna nel 2009 ed è direttore creativo di FLEWID.

La mostra Kimono Tales è adatta ai bambini?

Kimono Tales tratta temi adulti: le testimonianze parlano di malattia, perdita e violenza subita. Per i bambini piccoli è poco indicata. Con ragazzi grandi può diventare un'occasione per parlare di corpo, immagine e ritocco digitale.

Il consiglio finale su Kimono Tales

Molte mostre promettono emozioni; Kimono Tales non ne promette: le costruisce con pazienza, stanza dopo stanza, e le affida a voci che non si vedono. È gratuita, è a due passi da piazza Navona e chiude il 16 ottobre. Il consiglio è di andarci in un pomeriggio feriale, sedersi nella sala della poltrona e non guardare l'orologio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento18 Settembre 2026 — 16 Ottobre 2026
IndirizzoMusei di San Salvatore in Lauro, Piazza di San Salvatore in Lauro 15, 00186 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi