I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
I Convitati 2026, Arte per i Diritti Umani, è aperta da lunedì 19 a sabato 24 ottobre 2026 nella Sala Conferenze della Chiesa Evangelica Valdese di piazza Cavour 32, nel rione Prati, con orario dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Venerdì 23 ottobre alle 17.00 è in programma la conferenza Quali Diritti Umani nel 2026?. Il tempio si raggiunge con la metro A, fermata Lepanto, attraversando Prati a piedi in una decina di minuti, oppure con le linee di autobus che fermano in piazza Cavour e in via Crescenzio. Le modalità di ingresso non sono indicate come biglietto a pagamento: per informazioni l'Associazione I Convitati risponde all'indirizzo iconvitati@gmail.com e al numero 351 6817824, pubblicati sul sito ufficiale artedirittiumani.com.
Una mostra di arti grafiche dentro una chiesa protestante di inizio Novecento, dedicata a uomini e donne chiusi in carcere per le loro idee. Il progetto I Convitati è arrivato alla terza edizione e torna nel luogo dove è nato, la Sala Conferenze del tempio valdese di piazza Cavour, dopo un anno passato fra residenze universitarie e la chiesa degli artisti di piazza del Popolo. È una mostra piccola, civile, senza pretese di spettacolo, e proprio per questo merita un'ora del vostro tempo.

I Convitati 2026 al Tempio Valdese: la mostra in breve
I Convitati 2026, Arte per i Diritti Umani, è la terza edizione di una mostra di arti grafiche che, secondo la presentazione pubblicata sul portale turistico di Roma Capitale, trasforma l'arte in un gesto di memoria e di responsabilità civile. La promuove l'Associazione I Convitati, un'associazione di promozione sociale che si descrive come gruppo fondatore di un progetto aperto ad altri artisti e ad altre realtà culturali.
Che cosa si vede
Il regolamento dell'edizione 2026, pubblicato dall'associazione, fissa due temi. Il primo sono i ritratti: persone i cui diritti umani sono stati lesi, detenuti di coscienza e di opinione, giornalisti, attivisti. Il secondo sono le popolazioni: persecuzioni, sfruttamento, guerre, migrazioni. Le opere sono disegni, incisioni, dipinti e lavori grafici realizzati da artisti che hanno aderito al bando, e che nella Sala Conferenze vengono accompagnati da schede biografiche e materiali documentari.
Il Quaderno Reportage
Il cuore del progetto è il Quaderno Reportage, che l'associazione definisce una raccolta documentata di ritratti e note biografiche di prigionieri politici e di coscienza, ordinata per Paese. Per il 2026 gli organizzatori annunciano l'esposizione completa della mostra con un percorso immersivo e i materiali del Quaderno della Memoria. Ogni scheda, spiegano, approfondisce il contesto geopolitico, la vicenda processuale e l'impatto umano della detenzione: è un archivio che si aggiorna anno dopo anno, e che si può consultare anche sul sito.
La conferenza del 23 ottobre
Venerdì 23 ottobre alle 17.00 la mostra ospita la conferenza Quali Diritti Umani nel 2026?. I relatori non sono indicati nelle pagine pubbliche consultabili; conviene chiedere il programma all'associazione. Per chi vuole visitare la mostra e ascoltare la conferenza nella stessa giornata, il venerdì pomeriggio è la scelta naturale: la sala apre alle 16.30.
Orari e ingresso a I Convitati 2026
I Convitati 2026 si visita da lunedì 19 a sabato 24 ottobre, in due fasce: la mattina dalle 10.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 16.30 alle 19.00. Sono sei giorni in tutto, domenica esclusa: la domenica mattina il tempio ospita il culto delle 11, e la comunità valdese vive lì la sua settimana.
Quanto costa
Nessun prezzo è pubblicato sul portale turistico né sul sito dell'associazione, che presenta il progetto come iniziativa culturale di sensibilizzazione. Chi vuole la conferma può scrivere all'associazione o telefonare al numero indicato. Non esiste un circuito di prevendita: si entra nella sala negli orari di apertura.
Quanto tempo serve
Una sala conferenze non è un museo: per guardare le opere e leggere le schede servono fra quaranta minuti e un'ora. Chi vuole leggere davvero le storie del Quaderno, e sono storie che chiedono attenzione, può contare su qualcosa di più. Poi c'è il tempio, che vale da solo la visita, se la comunità lo tiene aperto.
Chi sono I Convitati: il progetto e le edizioni
I Convitati, Arte per i Diritti Umani, si presenta come un progetto artistico e sociale nato per dare voce e volto a chi è stato privato della libertà per reati d'opinione. L'associazione usa il linguaggio visivo e il reportage per portare l'attenzione del pubblico sulla libertà di espressione, e offre gratuitamente la propria esperienza a chi, in Italia e all'estero, voglia avviare iniziative autonome ispirate agli stessi principi.
Dicembre 2024, la prima mostra
La prima esposizione del ciclo si è tenuta dall'8 al 12 dicembre 2024, nella stessa Sala Conferenze della Chiesa Valdese di piazza Cavour. In quell'occasione è stato presentato il Quaderno, pensato fin dall'inizio come catalogo da aggiornare ogni anno.
Il 2025, un anno in giro per Roma
Nel 2025 il progetto ha lasciato più volte la sede d'origine. Il 16 febbraio una parte della mostra è stata esposta nella chiesa di piazza Cavour per la commemorazione del 17 febbraio 1848, data della concessione dei diritti civili e politici ai valdesi. Il 28 marzo e il 28 maggio altre esposizioni parziali si sono tenute alla Residenza Universitaria Celimontano, nei convegni promossi da Aster Cultura e dall'Associazione Pedagogica Italiana. Dal 6 al 16 novembre la mostra è stata allestita nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la chiesa degli artisti di piazza del Popolo, con opere fotografiche, grafiche e narrazione civile.
La preview e il ritorno
Il 5 e 6 dicembre 2025 l'associazione ha presentato in anteprima i contenuti della nuova edizione, di nuovo nella chiesa di piazza Cavour. Il ritorno del 2026 chiude il cerchio: la mostra completa torna nella sala che l'ha vista nascere. È un'abitudine che dice molto del rapporto fra il progetto e la comunità valdese romana, che nelle sue dichiarazioni pubbliche invita le chiese a vigilare sulla difesa dei diritti umani.
Un progetto aperto
Il regolamento 2026 è pubblicato sul sito, in italiano e in inglese, e chiunque può leggerlo. L'idea è che la mostra cresca con gli artisti che aderiscono, e che il Quaderno si arricchisca con le segnalazioni che arrivano. È un modello diverso da quello delle grandi mostre curate: qui il visitatore vede un lavoro collettivo in corso, con i suoi dislivelli e la sua urgenza.
Perché vedere I Convitati
La mostra I Convitati chiede al visitatore una cosa semplice e scomoda: guardare in faccia persone che non conosce e leggere perché sono in carcere. Il ritratto è la forma più antica della pittura civile, e qui torna al suo uso primario, dare un volto a chi non ne ha uno pubblico. È consigliata a chi porta con sé ragazzi delle superiori: un'ora qui vale una lezione di educazione civica.
L'arte come testimonianza
Gli organizzatori scrivono che l'arte diventa uno strumento di testimonianza attiva, denuncia e riflessione civica. Non tutte le opere avranno lo stesso livello, ed è normale in una collettiva aperta. Il valore è altrove: nella scelta di esporre, accanto a ogni immagine, una storia vera, e di chiedere a chi guarda di ricordarsi un nome.
Una mostra fuori dai circuiti
A Roma in ottobre si inaugurano decine di mostre nei grandi musei, con biglietti, audioguide e code. I Convitati si trova all'opposto: una sala di una chiesa di quartiere, orari da parrocchia, nessuna prevendita. Chi cerca la città vera, quella delle associazioni e delle comunità, la trova qui.
Il Tempio Valdese di Piazza Cavour
Il Tempio Valdese di piazza Cavour fu inaugurato con una cerimonia solenne l'8 febbraio 1914. Il portale turistico di Roma Capitale lo descrive costruito in stile nazional-protestante, perché fosse riconosciuto subito come chiesa, ma non cattolica. È la seconda chiesa valdese di Roma dopo quella di via Quattro Novembre, completata nel 1884.
Gli architetti e il cemento armato
Il progetto fu degli architetti Rutelli, Pazzi e Bonci. Il dettaglio tecnico che pochi conoscono è che il tempio fu il primo luogo di culto di Roma costruito con strutture portanti in cemento armato, una tecnologia allora d'avanguardia. In una città dove le chiese si misurano in secoli e in travertino, una chiesa del 1914 in calcestruzzo armato è già una dichiarazione di modernità.
La facciata
La facciata ha due corpi cilindrici laterali che racchiudono il prospetto frontale e due campanili che non hanno campane. Al centro, il mosaico della lunetta d'ingresso e il tondo sulla facciata sono disegnati da Paolo Antonio Paschetto. Chi arriva da via Crescenzio vede il tempio di sbieco, e la sagoma con le due torri lo distingue da tutti i palazzi umbertini della piazza.
L'interno Liberty di Paschetto
La decorazione interna è di Paolo Antonio Paschetto, pittore e decoratore nato a Torre Pellice nel 1885 e figlio di un pastore valdese. Paschetto cominciò il lavoro nel 1912 e vi dedicò più di due anni, chiedendo, secondo la sua biografia, soltanto il rimborso delle spese vive, circa ventimila lire. Disegnò la decorazione delle pareti, ispirata all'arte romanica, gli arredi e i cartoni delle vetrate.
Le vetrate di Picchiarini
Le vetrate furono eseguite dal maestro vetraio Cesare Picchiarini con la tecnica della legatura a piombo. Lungo le navate laterali corrono otto bifore con coppie di simboli biblici: il pavone e l'aquila, il candeliere e la vite, il faro e il Buon Pastore, l'ancora e l'agnello, la palma e la lampada, il giglio e la colomba, il monogramma di Cristo e il roveto ardente, la mensa eucaristica e l'arca. Nel matroneo dieci trifore hanno motivi floreali; in facciata sette monofore e nella navata centrale dodici trifore sono a motivi geometrici.
Come arrivare al Tempio Valdese di Piazza Cavour
Il Tempio Valdese si trova in piazza Cavour 32, nel rione Prati, sul lato della piazza opposto al Palazzo di Giustizia. È una delle zone meglio collegate della riva destra del Tevere, a pochi minuti da Castel Sant'Angelo.
In metropolitana
La fermata più comoda è Lepanto, sulla linea A. Da lì si scende verso il fiume attraversando Prati, fra via Cola di Rienzo e via Crescenzio, e in una decina di minuti si arriva in piazza Cavour. Chi arriva da Termini ha una corsa diretta, senza cambi.
In autobus
Piazza Cavour e via Crescenzio hanno fermate servite da diverse linee che collegano Prati con il centro storico, con il Vaticano e con piazza del Popolo. Le deviazioni sono frequenti: conviene controllare percorso e orari sull'app dell'azienda dei trasporti prima di uscire.
In auto
Sotto piazza Cavour c'è un parcheggio pubblico a pagamento, il più vicino possibile al tempio. Prati di giorno è trafficata, e il parcheggio in strada nei giorni feriali è difficile per via degli uffici e del tribunale. La mattina, fra le 10.30 e le 12.30, il consiglio è di lasciare l'auto a casa.
A piedi dal centro
Da piazza Navona o dal Pantheon si arriva attraversando ponte Umberto I o ponte Cavour: venti minuti di passeggiata, con il Palazzo di Giustizia davanti a sé. È il modo più bello per arrivare, e unisce la mostra a una visita della riva destra.
Come organizzare la visita a I Convitati
La visita a I Convitati si organizza bene in mezza giornata, se la si abbina a Prati e a Castel Sant'Angelo. Gli orari spezzati, mattina e pomeriggio, obbligano a scegliere una delle due fasce.
La mattina
Arrivate alle 10.30, all'apertura, quando la sala è tranquilla. Dopo la mostra si può scendere al Lungotevere e raggiungere Castel Sant'Angelo in dieci minuti, oppure camminare verso via Cola di Rienzo per un pranzo in zona.
Il pomeriggio
La fascia dalle 16.30 alle 19.00 coincide con la luce migliore di ottobre su piazza Cavour. Dopo la chiusura il quartiere offre molte possibilità per un aperitivo o una cena. Il venerdì è la giornata della conferenza, e sarà la più frequentata.
Con una scuola o un gruppo
Chi porta una classe o un gruppo organizzato fa bene ad avvisare l'associazione in anticipo, attraverso i contatti pubblicati, per evitare di affollare una sala che non è grande. È anche l'occasione per chiedere se qualcuno dell'associazione possa accompagnare il gruppo fra le opere.
Accessibilità e bambini
La Sala Conferenze fa parte del complesso della chiesa valdese; per informazioni su gradini, ascensori e accessi conviene contattare l'associazione o la chiesa prima della visita. La chiesa pubblica un numero di telefono e un indirizzo email sul portale turistico di Roma Capitale.
Con i bambini
I temi della mostra sono duri: carcere, persecuzioni, guerre, migrazioni. Per i bambini piccoli è una visita poco adatta, mentre per un ragazzo delle medie o delle superiori può essere il punto di partenza per una conversazione importante. Il consiglio è di scegliere prima, insieme, due o tre storie da leggere con calma.
Rispetto del luogo
La mostra si trova negli spazi di una comunità religiosa viva, che la domenica celebra il culto e durante la settimana ospita incontri, prove della corale e attività. Voce bassa, telefono silenzioso, attenzione agli spazi del tempio: sono regole di buon senso che valgono ovunque, e qui un po' di più.
Dove mangiare vicino a piazza Cavour
Intorno a piazza Cavour, via Cola di Rienzo e via Crescenzio, Prati offre pizzerie al taglio per un pranzo veloce, trattorie di quartiere, enoteche con cucina e bar per l'aperitivo. È un quartiere di uffici e di residenti, e l'offerta è pensata per chi ci vive e ci lavora, con prezzi più ragionevoli rispetto a Borgo.
Pranzo dopo la mattina
Chi esce alle 12.30 trova i locali di Prati pieni degli impiegati del tribunale e degli uffici: conviene spostarsi di qualche strada verso via Cola di Rienzo o prenotare. Un forno o una pizzeria al taglio sono la soluzione più rapida.
Aperitivo e cena
Dopo le 19 il quartiere cambia: le enoteche e i bar del lungotevere e delle vie laterali si riempiono. Per una cena romana più tradizionale ci si può spingere verso Borgo, a dieci minuti a piedi, sapendo che lì l'offerta è più turistica.
Cosa vedere intorno al Tempio Valdese
Piazza Cavour è al centro di Prati, il quartiere nato dopo il 1870 fra il Vaticano e il Tevere, e a due passi dal Palazzo di Giustizia, il Palazzaccio dei romani. Una guida per orientarsi nel quartiere è Prati e Borgo, cosa vedere.
Castel Sant'Angelo e il Tevere
Castel Sant'Angelo è a dieci minuti a piedi. Oltre il fiume, attraversando ponte Cavour, si arriva in pochi minuti all'Ara Pacis e al Mausoleo di Augusto, due tappe che parlano di Roma imperiale e della sua memoria pubblica.
Verso il Vaticano
Chi ha mezza giornata libera può proseguire verso la Basilica di San Pietro. Il contrasto è istruttivo: in pochi minuti si passa dal tempio di una minoranza protestante, che a Roma ha potuto costruire le sue chiese solo dopo il 1870, al centro del mondo cattolico.
Una curiosità su I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
L'uomo che ha decorato l'interno del tempio che ospita I Convitati è lo stesso che ha disegnato l'emblema della Repubblica Italiana. Paolo Antonio Paschetto vinse il concorso per l'emblema, approvato dall'Assemblea Costituente con la votazione del 31 gennaio 1948; il progetto fu poi modificato per ragioni non artistiche, e i bozzetti sono conservati all'Archivio Centrale dello Stato, a Roma.
Paschetto era un artista versatile. Nel 1907, con Umberto Vico, vinse il concorso per il biglietto da cinque lire; nel 1924 disegnò i fregi del salone degli Stemmi e della sala dei Cimeli garibaldini in Campidoglio; nel campo della filatelia progettò francobolli emessi nel 1929 e la serie Libertà e rinascita. Dal 1914 al 1949 tenne la cattedra di Ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma, e alcune sue vetrate sono alla Casina delle Civette di Villa Torlonia.
Per una mostra sui diritti umani è una coincidenza che fa pensare: le pareti che accolgono i ritratti dei prigionieri di coscienza sono state disegnate dall'artista che ha dato il simbolo alla Repubblica nata dalla Costituzione. Prima di uscire, cercate i simboli biblici nelle vetrate: sono lo stesso linguaggio grafico, pulito e senza retorica, che si ritrova nella stella e nella ruota dentata dell'emblema.
Una cosa che non ti dice nessuno su I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
I due campanili del tempio di piazza Cavour non hanno campane. È un dettaglio architettonico, ma racconta la storia di una comunità che nel 1914 voleva essere riconoscibile come chiesa senza imitare le chiese cattoliche che la circondavano. Lo stile nazional-protestante nasce proprio da questa esigenza: farsi vedere, e farsi vedere diversi.
La seconda cosa riguarda il cantiere. Paschetto chiese per la decorazione soltanto le spese vive, circa ventimila lire, e ci lavorò per più di due anni. Il tempio di piazza Cavour è quindi anche il frutto di un lavoro donato, e la mostra de I Convitati, costruita da artisti che aderiscono a un bando e da un'associazione che offre gratuitamente la propria esperienza, si inserisce in quella stessa logica.
La terza è pratica. La mostra non si trova nell'aula del tempio ma nella Sala Conferenze: se trovate la chiesa chiusa, non pensate di aver sbagliato giorno. Cercate l'ingresso della sala, e se avete dubbi chiedete. La comunità è abituata ad accogliere, e lo dichiara apertamente sul proprio sito.
Il consiglio che ti do per visitare I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
Prima di andare, aprite il sito dell'associazione e leggete due o tre storie del Quaderno Reportage. Arriverete nella sala sapendo già qualche nome, e riconoscerete i volti con un'emozione diversa. È lo stesso metodo che vale davanti ai monumenti: la visita funziona se si arriva con una domanda.
In sala, non cercate di vedere tutto. Scegliete tre ritratti, quelli che vi colpiscono di più, e leggete per intero le loro schede: il Paese, l'accusa, la condanna, la situazione attuale. Poi guardate di nuovo l'opera, e vi accorgerete di dettagli che prima vi erano sfuggiti.
Se potete, venite venerdì 23 ottobre: visitate la mostra alle 16.30 e restate per la conferenza delle 17.00, Quali Diritti Umani nel 2026?. Uscendo, se la comunità tiene aperto il tempio, entrate per qualche minuto. Le vetrate di Paschetto, con la luce del tardo pomeriggio, sono il modo migliore per chiudere una visita che chiede attenzione e lascia pensieri.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che i valdesi sono la più antica chiesa protestante italiana. Meno citato è che il 17 febbraio 1848 è la data in cui ai valdesi furono concessi i diritti civili e politici, e che quella ricorrenza viene commemorata ogni anno. Il progetto I Convitati ha scelto proprio questa ricorrenza, il 16 febbraio 2025, per esporre una parte della mostra nella chiesa di piazza Cavour.
Il collegamento non è decorativo. Una minoranza che ha ottenuto i diritti civili solo a metà Ottocento, e che a Roma ha potuto costruire le proprie chiese solo dopo il 1870, conosce per esperienza il valore della libertà di coscienza. Ospitare una mostra sui prigionieri d'opinione è per quella comunità una forma di memoria attiva.
C'è un secondo fatto che pochi ricordano. Nel 2018 la Conferenza del III Distretto delle chiese metodiste e valdesi ha approvato un atto, pubblicato sul sito della chiesa di piazza Cavour, che invita le comunità ad aprire i propri spazi e a vigilare sulla difesa dei diritti umani, in particolare delle fasce più fragili. La mostra di ottobre è una delle forme concrete di quell'impegno.
La foto giusta da fare a I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
La foto giusta si fa fuori, dal centro di piazza Cavour, con il tempio inquadrato fra i due corpi cilindrici e i campanili senza campane. Il mosaico della lunetta e il tondo in facciata, disegnati da Paschetto, prendono luce nel pomeriggio: la fascia di apertura dalle 16.30 alle 19.00 è anche la migliore per la fotografia.
Una seconda inquadratura, più ampia, mette insieme il tempio e il Palazzo di Giustizia sul lato opposto della piazza: due edifici quasi coetanei, uno monumentale e uno raccolto, che raccontano due idee molto diverse di Roma capitale. Scattate dal lato dei giardini, dove la piazza si apre.
Dentro la mostra, chiedete prima di fotografare le opere: sono lavori di artisti che hanno diritti sulle loro immagini, e alcune schede raccontano storie di persone reali. Se volete ricordare un ritratto, fotografate il nome sulla scheda: vi servirà per cercarne la storia a casa.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1912 Paolo Antonio Paschetto cominciò la decorazione del tempio valdese di piazza Cavour, il suo impegno più importante, che durò oltre due anni. L'8 febbraio 1914 il tempio fu inaugurato con una cerimonia solenne: era il primo luogo di culto di Roma costruito con strutture portanti in cemento armato.
Nello stesso 1914 Paschetto ottenne la cattedra di Ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma, che tenne fino al 1949. Nel gennaio 1948 l'Assemblea Costituente approvò il suo progetto per l'emblema della Repubblica. Il tempio che aveva decorato trent'anni prima era già un punto di riferimento per la comunità protestante romana.
La storia recente del tempio passa anche per il progetto I Convitati: la prima mostra dall'8 al 12 dicembre 2024, l'esposizione per la commemorazione del 17 febbraio nel 2025, la preview della nuova edizione il 5 e 6 dicembre 2025, e infine la terza edizione completa dal 19 al 24 ottobre 2026. La storia della chiesa e della sua comunità è raccontata nel libro di Laura Ronchi De Michelis, Il tempio Valdese di Piazza Cavour, in vendita alla Libreria Claudiana della stessa piazza.
Chi è passato da I Convitati 2026: Arte per i Diritti Umani al Tempio Valdese di Piazza Cavour — dal 19 al 24 ottobre 2026
Dal cantiere del tempio sono passati gli architetti Rutelli, Pazzi e Bonci, che lo progettarono, e soprattutto Paolo Antonio Paschetto, che per oltre due anni ne disegnò pareti, arredi, mosaici e vetrate. Con lui lavorò Cesare Picchiarini, il maestro vetraio romano che collaborò anche con Duilio Cambellotti e Umberto Bottazzi e che realizzò le vetrate a legatura a piombo del tempio.
Dalla sala sono passati, nelle edizioni precedenti, gli artisti che hanno aderito al progetto I Convitati e i visitatori della prima mostra del dicembre 2024. E, in un senso diverso, sono passati i volti dei prigionieri di coscienza ritratti nelle opere: giornalisti, attivisti, oppositori, persone che non hanno mai visto Roma e che qui vengono ricordate per nome.
Ogni domenica, alle 11, la comunità valdese di piazza Cavour si riunisce per il culto; durante la settimana il tempio accoglie la corale, corsi e incontri, e in autunno le celebrazioni della Facoltà Valdese di Teologia. È una chiesa viva, e la mostra di ottobre ne fa parte come uno dei tanti appuntamenti del suo calendario.
Roma a fine ottobre: la stagione della mostra
La terza settimana di ottobre a Roma ha in genere temperature miti e giornate che si accorciano: la chiusura pomeridiana della mostra, alle 19, cade ormai con il buio. È un periodo ricco di inaugurazioni e appuntamenti culturali, e Prati, con i suoi cinema e le sue librerie, ne è coinvolta direttamente.
Cosa portare
Una giacca leggera per la sera, scarpe comode se volete arrivare a piedi dal centro, e un taccuino se vi interessa annotare i nomi dei ritratti. Le giornate di pioggia, a ottobre, sono possibili: la sala è al coperto, e la visita non ne risente.
Domande frequenti su I Convitati 2026
Quando è aperta la mostra I Convitati 2026 a Roma?
La mostra I Convitati 2026, Arte per i Diritti Umani, è aperta da lunedì 19 a sabato 24 ottobre 2026, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Venerdì 23 ottobre alle 17.00 è prevista la conferenza Quali Diritti Umani nel 2026?. La domenica non è indicata fra i giorni di apertura.
Dove si trova la mostra I Convitati?
I Convitati 2026 è allestita nella Sala Conferenze della Chiesa Evangelica Valdese di piazza Cavour 32, nel rione Prati. Il tempio si riconosce per i due campanili senza campane e il mosaico in facciata. Si arriva con la metro A fino a Lepanto e poi a piedi, oppure con gli autobus di piazza Cavour.
Quanto costa entrare a I Convitati 2026?
Per I Convitati 2026 nessun prezzo di ingresso è pubblicato dall'associazione organizzatrice né dal portale turistico di Roma Capitale. Per conferme si può scrivere a iconvitati@gmail.com o chiamare il 351 6817824, recapiti indicati sul sito ufficiale artedirittiumani.com. Non esiste una prevendita.
Che cosa si vede alla mostra I Convitati?
La mostra I Convitati espone opere di arti grafiche dedicate a due temi: ritratti di persone i cui diritti umani sono stati lesi, soprattutto detenuti di coscienza e di opinione, e opere sulle popolazioni colpite da persecuzioni, sfruttamento, guerre e migrazioni. Accanto alle opere ci sono le schede del Quaderno Reportage.
Chi organizza I Convitati Arte per i Diritti Umani?
I Convitati è promossa dall'Associazione I Convitati, associazione di promozione sociale che ha fondato il progetto e ne cura il regolamento, pubblicato ogni anno sul sito. La prima mostra si è tenuta nel dicembre 2024 nella stessa sala; nel 2025 il progetto è stato esposto anche a Santa Maria in Montesanto.
La mostra I Convitati è adatta ai ragazzi?
I Convitati affronta temi seri come il carcere per reati d'opinione, le guerre e le migrazioni, e per questo è più adatta ai ragazzi delle medie e delle superiori che ai bambini piccoli. Gruppi e classi fanno bene ad avvisare l'associazione in anticipo, perché la Sala Conferenze non è grande.
Si può visitare anche il Tempio Valdese di piazza Cavour?
Il Tempio Valdese di piazza Cavour ha orari legati alla vita della comunità: il culto domenicale è alle 11 e durante la settimana si tengono attività e momenti di accoglienza. Per visitare l'aula con le vetrate di Paschetto conviene chiedere alla chiesa, che pubblica telefono ed email sul portale turistico di Roma Capitale.
Il consiglio finale
A Prati si parla quasi sempre del Palazzaccio, e troppo spesso il tempio valdese resta sullo sfondo della piazza. I Convitati è l'occasione per entrare, e per farlo con una ragione precisa. Dedicate un'ora alla mostra, leggete almeno tre storie per intero, e uscite guardando la facciata di Paschetto. Pochi posti a Roma tengono insieme, nello stesso cortile, la storia della libertà religiosa e l'attualità della libertà di parola.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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