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Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

Franca Buscaglia presenta la personale «Tele libere» alla Medina Art Gallery dal 23 al 29 ottobre 2026, nello spazio di via Angelo Poliziano 4-6, a Roma, a pochi passi da via Merulana tra i rioni Monti ed Esquilino. L'inaugurazione è venerdì 23 ottobre alle 18, con la presentazione di Antonella Panico; il testo critico è di Anita Mollo. La mostra fa parte del programma di RAW 2026, la Rome Art Week. La pagina ufficiale della galleria indica l'esposizione come aperta «tutto il giorno», senza una fascia oraria dettagliata, e non pubblica un prezzo: per orari precisi e condizioni di accesso conviene fare riferimento ai contatti indicati sul sito ufficiale della Medina Art Gallery. Con i mezzi pubblici, il vicino Palazzo Merulana indica la metro A alla fermata Manzoni, la metro B a Colosseo, i bus 16, 714 e 51 alla fermata Manzoni/Merulana e i tram 3 e 8 alla fermata Labicana/Merulana.

La locandina di Tele libere, personale di Franca Buscaglia alla Medina Art Gallery
La locandina di Tele libere, personale di Franca Buscaglia alla Medina Art Gallery Foto: Medina Art Gallery Roma (locandina ufficiale della mostra, og:image)

Franca Buscaglia alla Medina Art Gallery in breve

«Tele libere» è una personale di pittura dedicata al lavoro di Franca Buscaglia, allestita per una settimana, da venerdì 23 a giovedì 29 ottobre 2026, nello spazio di via Angelo Poliziano della Medina Art Gallery Roma. La galleria la presenta con un testo critico di Anita Mollo e un'inaugurazione affidata alla presentazione di Antonella Panico.

Le date

La pagina ufficiale indica il periodo dal 23/10/2026 al 29/10/2026, con la dicitura «tutto il giorno». Il testo della galleria conferma la chiusura: la mostra resta allestita fino al 29 ottobre 2026. Sette giorni sono pochi, e chi vuole vedere le opere con calma fa bene a non rimandare.

L'inaugurazione

L'opening è venerdì 23 ottobre alle 18. La pagina web e la locandina ufficiale concordano sull'orario. Alla serata interviene Antonella Panico, che presenta la mostra al pubblico.

La sede

La personale si tiene in via Angelo Poliziano 4-6. La Medina dichiara anche altri spazi espositivi in via Angelo Poliziano 28-32-34-36 e in via Merulana 220: «Tele libere» è annunciata al civico 4-6.

L'ingresso

La galleria non pubblica un prezzo. Le esposizioni nelle gallerie private sono spesso a ingresso libero, ma in mancanza di un'indicazione esplicita il consiglio è di verificarlo con la Medina prima della visita.

«Tele libere» e la Rome Art Week 2026

La personale di Franca Buscaglia è inserita nella programmazione di RAW 2026, la Rome Art Week, la settimana in cui gallerie, fondazioni, musei e studi d'artista della città aprono le porte con mostre ed eventi coordinati.

Le date di RAW

La Rome Art Week 2026 si svolge dal 19 al 25 ottobre. L'inaugurazione di «Tele libere», venerdì 23, cade quindi nel pieno della settimana, e la mostra resta aperta qualche giorno oltre la chiusura della manifestazione.

Perché conta

Essere nel programma di RAW significa far parte di un percorso che il pubblico può costruire passando da una galleria all'altra. Per chi visita Roma in quei giorni, la Medina di via Poliziano è una tappa facile da inserire in un giro per l'Esquilino e Monti. Il programma generale è raccontato nel nostro articolo sulla Rome Art Week 2026.

Il logo sulla locandina

La locandina ufficiale della mostra riporta il marchio di RAW accanto a quello della Medina: un segnale visibile dell'adesione alla settimana dell'arte romana.

Tele libere: che cosa si vede nella mostra

«Tele libere» è una mostra di pittura in cui la tela stessa diventa protagonista. Il testo di Anita Mollo descrive un percorso che va dalla pittura a olio carica di colore all'uso di materiali eterogenei, fino a una fase più recente che la curatrice chiama «scarnificazione»: la riduzione all'essenziale.

Dalla materia all'essenziale

Secondo il testo critico, il lavoro di Buscaglia è partito da una pittura densa, in cui il colore veniva accumulato per arrivare al punto cromatico giusto. Con il tempo l'artista ha sperimentato materiali diversi, fino ad arrivare oggi a sottrarre, alleggerire, togliere. Il titolo della mostra dice proprio questo: tele liberate.

Trama e ordito

Il cuore della mostra è il lavoro sul supporto. Ghinea, lino, iuta: la curatrice elenca i tessuti su cui l'artista interviene, a volte alleggerendoli e lavorando direttamente sulla trama e sull'ordito, con o senza preparazione, con o senza colore, o solo con un'ombra di colore appena percepibile. Niente, si legge, è lasciato al caso.

L'immagine della locandina

La locandina ufficiale ne dà un'idea immediata: un fondo di tela grezza su cui si stendono un campo nero e una grande forma rossa allungata, accanto a una fascia chiara in cui il tessuto sembra sfilacciato e la trama resta a vista. Sopra, il titolo della mostra scritto a mano in corsivo.

Quante opere

Il numero delle opere esposte e le loro dimensioni non sono pubblicati. In una galleria di quartiere conviene calcolare una visita raccolta, da mezz'ora a un'ora.

Franca Buscaglia: la pittura come pratica del corpo

Franca Buscaglia è una pittrice che, secondo il testo critico che introduce la mostra, ha attraversato con il corpo il fare pittura. Per lei, scrive Anita Mollo, la pittura è vita, e la si pratica con il corpo prima ancora che con il pensiero e l'elaborazione di concetti.

La conoscenza dei materiali

Il testo insiste sulla padronanza tecnica: Buscaglia conosce a fondo le materie e i materiali che ha sperimentato lungo il suo percorso, e sa portarli al punto giusto, fino a vere esplosioni di colore, materiche o meno. È una competenza accumulata nel tempo, che le permette di decidere da sola cosa, perché, quando e come aggiungere o togliere.

La tela al posto del corpo

Il passaggio più forte del testo critico confronta il lavoro di Buscaglia con la body art. Al contrario degli artisti che usano il proprio corpo come supporto, scrive la curatrice, Buscaglia usa la tela al posto del corpo: la incide direttamente, interviene sulle materie prime del mezzo pittorico, porta il suo gesto dove ritiene opportuno.

Costanza

Il testo usa un'immagine netta per descriverne il carattere: l'artista va fino in fondo, con una costanza fuori dal comune, a scoprire dentro e fuori dalla tela i misteri del proprio fare. Misteri che condivide, si legge, solo con chi sa leggere il punto di partenza e quello di arrivo.

Biografia

La galleria non pubblica una biografia dettagliata dell'artista, con date di nascita, formazione o mostre precedenti. Il ritratto che emerge è quello affidato al testo critico, centrato sul metodo e non sulla carriera.

Il testo di Anita Mollo e la presentazione di Antonella Panico

Due figure affiancano l'artista: Anita Mollo, autrice del testo critico, e Antonella Panico, che presenta la mostra la sera dell'inaugurazione.

Un testo da leggere prima

Il testo di Anita Mollo, pubblicato sulla pagina della mostra, ha un tono appassionato e diretto, con frasi brevi e immagini forti: la pittrice che fa e disfa, dispone ed espone. A nostro giudizio conviene leggerlo prima di entrare: offre una chiave precisa per guardare le opere, quella del gesto che toglie invece di aggiungere.

La serata di apertura

Per chi può, l'opening di venerdì 23 ottobre alle 18 è il momento migliore per visitare la mostra: c'è l'artista, c'è la presentazione, c'è il pubblico della Rome Art Week. Chi preferisce guardare le tele in silenzio sceglierà invece un giorno feriale della settimana successiva.

Come guardare le tele di Franca Buscaglia

Le opere di «Tele libere» chiedono uno sguardo diverso da quello che si riserva a un quadro tradizionale. Il testo critico lo dice con chiarezza: l'artista condivide i misteri del suo lavoro con occhi attenti, capaci di leggere il punto di partenza e quello di arrivo. Ecco qualche indicazione pratica, a nostro giudizio utile per entrare nella mostra.

Il supporto prima dell'immagine

Davanti a ciascuna opera conviene chiedersi, prima ancora di che cosa rappresenta, su che cosa è fatta. Lino, iuta, ghinea: ogni tessuto ha una grana, un colore naturale, una resistenza diversa. Riconoscerli è il primo passo per capire che cosa l'artista ha scelto di togliere o di lasciare.

Il colore che manca

Il testo di Anita Mollo parla di tele con o senza colore, o con un'ombra di colore appena percepibile. In una mostra così, le zone vuote contano quanto quelle dipinte: il tessuto nudo non è un fondo da riempire, ma una scelta. Guardare dove il colore si ferma è spesso più rivelatore che guardare dove si accumula.

Il gesto

La curatrice descrive un'artista che dipinge con il corpo e che, al contrario della body art, usa la tela al posto del corpo. Incisioni, tagli, interventi sulla trama: sono tracce di un gesto fisico. Seguirle con gli occhi, immaginando la mano che le ha fatte, restituisce alle opere il loro tempo di lavorazione.

La distanza

Infine la distanza: alcune opere si leggono meglio a due o tre metri, quando le forme di colore si compongono; altre a pochi centimetri, quando emerge la trama. Muoversi avanti e indietro nella sala è parte della visita.

Medina Art Gallery Roma: lo spazio di via Angelo Poliziano

Medina Art Gallery Roma è uno spazio espositivo privato fondato nel 2016, che si definisce un laboratorio di idee in cui sperimentare e consolidare progetti. Ha due indirizzi: via Merulana 220 e via Angelo Poliziano, ai civici 4-6 e 28-32-34-36.

Chi la gestisce

La galleria è stata fondata dall'architetto Palma Costabile, nata a Roma nel 1981 e laureata a Roma Tre nel 2006. La curatrice è Annalisa Perriello, nata a Vallo della Lucania nel 1987, nella Medina dal marzo 2016, autrice di una tesi sui murales di Blu a Roma e collaboratrice del Campora Cinelab Festival.

Che cosa fa

La Medina dichiara di ospitare mostre, installazioni e vernissage di pittori, scultori, fotografi, designer e architetti, oltre a temporary shop, workshop, convegni e spazi in condivisione per il lavoro. Sul sito si può fare un tour virtuale degli spazi.

L'autunno della galleria

Nelle settimane precedenti «Tele libere», la Medina ha ospitato la personale di Antonio Finelli, «Elegie romane», in via Poliziano, e la mostra della pittrice finlandese Soile Yli-Mäyry nello spazio di via Merulana. La personale di Buscaglia prosegue una programmazione fitta di pittura.

Il nome Medina e la città come comunità

Il nome della galleria viene dalla medina, la città storica nordafricana. La galleria spiega la scelta in un testo programmatico pubblicato sul proprio sito: la medina come luogo di comunità, con mura interrotte da portali, labirinti di vie, e al centro della vita quotidiana un forno comune, un hammam, una scuola, una bottega.

Un laboratorio

Solo a uno sguardo superficiale, scrive la galleria, la medina appare caotica e senza logica. È un'immagine che la Medina usa per descrivere sé stessa: uno spazio in cui progetti diversi convivono, si incrociano e trovano un ordine proprio.

Un legame con la mostra

A nostro giudizio il nome si accorda bene con «Tele libere»: anche la trama di un tessuto, guardata da vicino, sembra un labirinto, e l'artista ci lavora dentro, filo per filo.

Una curiosità su Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda i tessuti. Nel testo critico di Anita Mollo compare una parola poco usata: ghinea, nominata accanto al lino e alla iuta fra i tessuti su cui l'artista lavora. In una mostra intitolata «Tele libere» la scelta del supporto non è un dettaglio tecnico ma il soggetto stesso: Buscaglia interviene direttamente sulla trama e sull'ordito, alleggerisce il tessuto, a volte lo lascia senza preparazione e senza colore. Lo spettatore abituato a guardare il dipinto come un'immagine stesa sopra la tela si trova qui davanti a un'opera in cui la tela è l'immagine.

La seconda curiosità è nella parola scelta dalla curatrice per descrivere la fase attuale del lavoro: «scarnificazione». Un termine fisico, quasi chirurgico, che parla di togliere la carne per arrivare all'osso. Si lega all'idea, ricorrente nel testo, di un'artista che dipinge con il corpo e che usa la tela al posto del corpo. Infine il titolo, scritto a mano in corsivo sulla locandina: un segno grafico che sembra una firma e ricorda che dietro queste opere c'è sempre un gesto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

La cosa che nessuno dice è che la mostra dura una settimana e che la galleria non pubblica orari dettagliati. La pagina ufficiale riporta «tutto il giorno», una dicitura che nei calendari degli eventi indica l'intera giornata ma non garantisce che lo spazio sia aperto a ogni ora. Il consiglio è di contattare la galleria prima di muoversi, soprattutto nei giorni dopo l'inaugurazione e nel fine settimana del 24 e 25 ottobre.

La seconda è che la Medina ha più indirizzi. Via Angelo Poliziano 4-6, via Angelo Poliziano 28-36 e via Merulana 220 sono spazi diversi, a poche decine di metri l'uno dall'altro: «Tele libere» è al civico 4-6 di via Poliziano. Chi cerca la galleria in via Merulana rischia di trovare un'altra mostra.

La terza riguarda il modo di guardare. Le opere di Buscaglia lavorano sulla trama del tessuto, su ombre di colore appena percepibili: sono quadri che si leggono da vicino, di lato, con la luce radente. Una visita frettolosa, in piedi al centro della sala, ne perde metà.

Il consiglio che ti do per visitare Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

Il consiglio è di guardare ogni opera due volte: una da lontano, per cogliere la composizione e i colori, e una da vicino, a pochi centimetri, per vedere come l'artista ha lavorato la trama. Nella locandina ufficiale si vede bene: la forma rossa e il campo nero da lontano, la tela sfilacciata e i fili a vista da vicino. È questa doppia lettura che il testo critico suggerisce quando parla di occhi attenti, capaci di leggere il punto di partenza e quello di arrivo.

Il secondo consiglio è di inserire la mostra in un pomeriggio dedicato all'arte durante la Rome Art Week. La Medina è a pochi passi da Palazzo Merulana, che espone la Collezione Cerasi, e da molte altre tappe del programma di RAW. A nostro giudizio la combinazione migliore è l'opening di venerdì 23 alle 18, seguito da una passeggiata lungo via Merulana fino a Santa Maria Maggiore. Chi non può esserci all'inaugurazione scelga un giorno feriale, con la luce del primo pomeriggio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che via Merulana colleghi Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, due delle quattro basiliche papali maggiori, è noto a chi conosce questa parte di Roma. Meno spesso si ricorda perché la strada sia così dritta. La via moderna segue il tracciato della via Gregoriana, aperta nel Cinquecento da papa Gregorio XIII e prolungata da Sisto V per collegare con un rettifilo Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme: una strada pensata per le processioni e i cortei pontifici.

Intorno a questo asse sorsero, dal Seicento, ville patrizie suburbane: l'ultima, del 1830, fu Villa Wolkonsky, l'unica giunta a noi quasi integra. Il nome della strada è più antico: indicava la via verso i prata Meruli, una tenuta nella zona dove oggi si trova l'ospedale di San Giovanni. Il toponimo sopravviveva in alcune chiese medievali, fra cui San Matteo in Merulana. Per una mostra che lavora sugli strati della tela, è una strada che racconta bene gli strati della città.

Che cosa vedere vicino alla Medina Art Gallery

Intorno a via Angelo Poliziano si costruisce facilmente un pomeriggio intero a piedi, fra basiliche, archeologia e musei.

Santa Maria Maggiore e Santa Prassede

Risalendo via Merulana si arriva alla basilica di Santa Maria Maggiore; poco distante c'è la basilica di Santa Prassede.

San Giovanni in Laterano

Nella direzione opposta si raggiunge la basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, e più oltre Santa Croce in Gerusalemme.

L'Auditorium di Mecenate

In largo Leopardi, lungo via Merulana, si trova l'Auditorium di Mecenate, ninfeo superstite degli Horti Maecenatis, a pochissima distanza dalla galleria.

Palazzo Merulana e il Brancaccio

Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana, con la Collezione Cerasi, e il Teatro Brancaccio: una mostra e uno spettacolo nella stessa giornata sono un programma possibile.

La foto giusta da fare a Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

La foto giusta, in una mostra come questa, è un dettaglio. Non l'opera intera, che in fotografia perde spessore, ma un particolare della trama: i fili sfilacciati, il punto in cui il colore si interrompe e lascia vedere il lino o la iuta, l'ombra di un taglio. Con la luce radente, che arriva di lato, la superficie del tessuto rivela il rilievo; con la luce frontale torna piatta. Prima di scattare, però, conviene chiedere il permesso a chi segue lo spazio: è una cortesia dovuta all'artista e alla galleria.

Fuori dalla galleria, la foto da fare è quella di via Merulana in prospettiva, con il suo lungo rettifilo che corre fra le due basiliche. È l'immagine di una città che si legge per strati, come le tele di Buscaglia: la strada papale del Cinquecento, i palazzi umbertini, le insegne di oggi. Il momento migliore è il tardo pomeriggio di ottobre, quando la luce bassa disegna le facciate.

Come organizzare la visita

La personale di Franca Buscaglia si visita in poco tempo, ma merita uno sguardo lento. Una galleria non è un museo: si entra, si guarda, si torna sulle opere che colpiscono di più.

Quanto tempo serve

Per vedere la mostra con calma bastano dai 30 ai 60 minuti. Con Palazzo Merulana o una basilica vicina si arriva a mezza giornata.

Quando andare

L'opening di venerdì 23 alle 18 è il momento più vivace. Per una visita tranquilla meglio un giorno feriale fra il 26 e il 29 ottobre, dopo aver contattato la galleria.

Parlare con la galleria

Nelle gallerie private chi segue lo spazio è spesso disponibile a raccontare le opere e il percorso dell'artista. Chiedere qualche informazione sulle tecniche o sui materiali usati è il modo più semplice per completare quanto scritto nel testo critico.

Con i bambini

Una mostra di tele lavorate a mano si presta a un gioco semplice con i più piccoli: trovare i punti in cui si vede il tessuto, contare i colori, indovinare quale materiale è stato usato. Una visita breve funziona meglio di una lunga.

Accessibilità

La galleria non pubblica informazioni sull'accessibilità degli spazi. Per chi si muove in sedia a rotelle o con passeggino conviene chiedere in anticipo se l'ingresso è a livello della strada.

Come arrivare alla Medina Art Gallery

La Medina Art Gallery è in via Angelo Poliziano 4, nel rione Monti, a ridosso di via Merulana. Le coordinate, secondo OpenStreetMap, sono 41,8926 di latitudine e 12,5013 di longitudine.

In metro

Per la zona di via Merulana, Palazzo Merulana indica la fermata Manzoni della metro A e la fermata Colosseo della metro B.

A piedi

Da Santa Maria Maggiore si scende lungo via Merulana; da San Giovanni in Laterano si risale lo stesso rettifilo. In entrambi i casi la passeggiata è breve e percorre una delle strade più regolari del centro, con marciapiedi larghi e molti punti di sosta.

In bus e in tram

Le linee 16, 714 e 51 fermano a Manzoni/Merulana, la linea 85 serve la zona; i tram 3 e 8 fermano a Labicana/Merulana. Il percorso più rapido si calcola con il pianificatore dell'ATAC.

Dove mangiare vicino a via Merulana

L'Esquilino è uno dei quartieri più vari di Roma anche a tavola. Intorno a piazza Vittorio Emanuele II si trova il Nuovo Mercato Esquilino, con banchi di prodotti da molte parti del mondo.

Prima dell'opening

Lungo via Merulana e nelle strade laterali ci sono bar e caffetterie per un aperitivo; Palazzo Merulana ha al piano terra una caffetteria.

Dopo la mostra

Per cena si va dalle trattorie romane di Monti, verso via Cavour e il Colosseo, alle cucine internazionali intorno a piazza Vittorio. Il venerdì sera conviene prenotare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'area intorno a via Merulana ha una storia lunghissima. Il nucleo abitato dell'Esquilino risale all'VIII secolo avanti Cristo, quando formava una sorta di sobborgo della città palatina, come testimoniano i resti di un'estesa necropoli. Servio Tullio incluse parte del colle nel pomerio; nel 494 avanti Cristo i plebei scontenti si riunirono sull'Esquilino e sull'Aventino, rifiutandosi di andare in guerra se le loro richieste non fossero state accolte. In età augustea Mecenate costruì qui i suoi giardini, gli Horti Maecenatis, di cui resta il ninfeo noto come Auditorium di Mecenate.

Molti secoli dopo, papa Gregorio XIII aprì il rettifilo che è diventato via Merulana, prolungato da Sisto V. Dopo il 1870, con Roma capitale, l'area fu scelta per l'espansione della città: le ville furono lottizzate, nacquero le strade del quartiere umbertino e, nel 1874, il rione Esquilino. Nel Novecento il quartiere entrò nella letteratura con Carlo Emilio Gadda, e nel 1929 fu costruito l'edificio che, dopo un lungo abbandono, sarebbe diventato Palazzo Merulana. Nel 2016, a pochi passi, è nata la Medina Art Gallery.

Chi è passato da Franca Buscaglia, Tele libere alla Medina Art Gallery — dal 23 al 29 ottobre 2026

La Medina Art Gallery, nella sua presentazione, dichiara di ospitare pittori, scultori, fotografi, designer e architetti. Nell'autunno 2026 sono passati di qui Antonio Finelli, con le sue «Elegie romane» sulla luce di Roma, e la pittrice finlandese Soile Yli-Mäyry, nello spazio di via Merulana. Nella squadra della galleria lavorano l'architetto Palma Costabile, che ha fondato il progetto, e la curatrice Annalisa Perriello. Con «Tele libere» passano Franca Buscaglia, Anita Mollo, autrice del testo critico, e Antonella Panico, che presenta la mostra.

Allargando lo sguardo al quartiere, via Merulana ha visto passare figure molto diverse. Mecenate vi aveva i suoi giardini; Gregorio XIII e Sisto V vi tracciarono la strada delle processioni; Carlo Emilio Gadda vi ambientò il suo romanzo più celebre. A Palazzo Merulana sono esposte opere di Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Giuseppe Capogrossi. Un confronto interessante, a pochi minuti a piedi, per chi esce da una mostra di pittura contemporanea.

Roma a fine ottobre: la settimana dell'arte

La seconda metà di ottobre è uno dei periodi più ricchi per le gallerie romane. Con la Rome Art Week, dal 19 al 25 ottobre, molte gallerie e studi d'artista aprono le porte nello stesso arco di giorni.

Un percorso per gallerie

Chi vuole costruire un giro di più mostre può usare il programma ufficiale di RAW e la Medina come punto di partenza nella zona di via Merulana.

Chi viene da fuori

Per chi organizza un viaggio a Roma in quei giorni, la settimana dell'arte è un buon motivo per scegliere un alloggio fra Esquilino e Monti, da cui molte gallerie e musei si raggiungono a piedi.

Il clima

A fine ottobre le giornate si accorciano ma restano spesso miti: il primo pomeriggio è il momento migliore per spostarsi a piedi fra una galleria e l'altra.

Domande frequenti su Franca Buscaglia alla Medina Art Gallery

Quando si può vedere la mostra di Franca Buscaglia a Roma?

La personale «Tele libere» di Franca Buscaglia è alla Medina Art Gallery Roma dal 23 al 29 ottobre 2026. La pagina ufficiale indica la mostra come aperta per l'intera giornata, senza fasce orarie dettagliate: conviene contattare la galleria prima della visita.

A che ora è l'inaugurazione di Tele libere?

L'inaugurazione di «Tele libere» alla Medina Art Gallery è venerdì 23 ottobre 2026 alle 18, con la presentazione di Antonella Panico. La pagina web e la locandina ufficiale concordano sull'orario.

Dove si trova la Medina Art Gallery?

La Medina Art Gallery Roma, sede di «Tele libere», è in via Angelo Poliziano 4-6, una traversa di via Merulana tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. La galleria ha anche spazi in via Merulana 220 e ai civici 28-36 di via Poliziano.

Quanto costa vedere la mostra?

La Medina Art Gallery non pubblica un prezzo per la mostra di Franca Buscaglia. Le mostre in galleria sono spesso a ingresso libero, ma in mancanza di un'indicazione ufficiale il consiglio è di verificarlo con la galleria.

La mostra fa parte della Rome Art Week?

Sì, «Tele libere» di Franca Buscaglia è inserita nella programmazione di RAW 2026, la Rome Art Week, che si svolge dal 19 al 25 ottobre 2026. L'inaugurazione del 23 ottobre cade nel pieno della settimana.

Che cosa si vede in Tele libere?

In «Tele libere» Franca Buscaglia espone pitture su lino, iuta e altri tessuti, lavorate direttamente sulla trama e sull'ordito, con o senza colore. Il testo critico di Anita Mollo parla di una ricerca arrivata alla «scarnificazione», cioè all'essenziale.

Come si arriva alla Medina Art Gallery con i mezzi?

Per la zona della Medina Art Gallery le fermate indicate dal vicino Palazzo Merulana sono Manzoni sulla metro A e Colosseo sulla metro B; i bus 16, 714 e 51 fermano a Manzoni/Merulana, i tram 3 e 8 a Labicana/Merulana.

Il consiglio finale su Franca Buscaglia, Tele libere

«Tele libere» è una mostra breve, in una galleria di quartiere, con un tema chiaro: la tela non come supporto ma come materia da incidere, alleggerire, liberare. A nostro giudizio merita una visita da parte di chi ama la pittura materica e il lavoro sui tessuti, e di chi attraversa Roma durante la Rome Art Week. Il consiglio è di andare all'opening di venerdì 23 ottobre alle 18 o, per una visita più raccolta, in un pomeriggio feriale, dopo aver contattato la galleria, guardando ogni opera due volte: da lontano e da vicino. Dopo il 29 ottobre le tele lasciano via Poliziano.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Ottobre 2026 18:00 — 29 Ottobre 2026
IndirizzoMedina Art Gallery, Via Angelo Poliziano 4-6, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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