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Capalbio
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Indirizzo:
Capalbio 58011 GR Capalbio (GR), Mare vicino Roma, Vicino Roma
Descrizione:

Capalbio, in provincia di Grosseto, è tra i borghi più belli d'Italia: un comune con meno di 4000 abitanti distante da Roma circa 130 km

Prima dell'Argentario dovreste fare un salto a Capalbio dove potrete vedere molte cose che di certo vi stupiranno: il borgo antico di Capalbio, l'oasi WWF del lago di Burano, il Giardino dei Tarocchi, la spiaggia di Capalbio, la tomba del brigante Tiburzi, la villa delle colonne ed altri luoghi da visitare nei dintorni.

Il nome Capalbio sembra derivare da Caput Album o Campus Albus, per via degli alabastri bianchi che caratterizzano il luogo, ma più probabilmente proviene da "Capo d'Alveo", dal nome che prese il castello eretto nel Medioevo sopra il fiume detto "Pissia".

Lo stemma di Capalbio è costituito dalla testa albina (in correlazione con il toponimo) fin dal periodo medievale, sorretta dal caratteristico leone senese che fu aggiunto nel Quattrocento.

«Sono Capalbio felice,
difeso dal leone senese dal quale sono protetto,
e da queste prime mura restaurate a proprie spese
e dalla altre mura che circondano le prime,
correndo gli anni millequattrocentoquattro
oltre i quali il mondo aveva girato dieci anni e più volte due.»
(Gabriele D'Annunzio, traduzione della lapide di Porta Senese)

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Che cosa vedere a Capalbio

Percorrendo Via Vittorio Emanuele II costeggerete le mura merlate che conservano ancora il camminamento originale della ronda.
Salendo sulla destra vi imbattete nell'Arco Santo al di sopra del quale è incastonato nel muro un ritratto in marmo dell'imperatore Adriano del II sec. d. C. (probabilmente proveniente dalla città di Cosa).
Proseguendo trovate sulla sinistra l'arcipretura di San Nicola nella piazza della Chiesa.
La chiesa risale al XII - XIII secolo, ma ha acquisito l'aspetto attuale con la ristrutturazione del XV secolo: al suo interno ammirerete pregevoli affreschi rinascimentali.
Continuando a salire percorrete Via Collacchioni fino ad arrivare a piazza della Rocca.
La Rocca è una fortificazione a forma di "L" con torrione su base a scarpa e cortile chiuso.
Annesso al torrione troviamo Palazzo Collacchioni, al cui interno è conservato il pianoforte che suonava Giacomo Puccini durante i suoi soggiorni a Capalbio.
Anche questa struttura è in larga parte risalente alle ristrutturazioni senesi del XV secolo.
Tornando verso la porta di accesso dirigetevi nella deliziosa Piazza Magenta (nel periodo estivo splendida cornice di numerosi eventi culturali) da dove potrete percorrere vari tronconi di cinta muraria dato che a Capalbio la cinta muraria è doppia (su due livelli, uno più in alto ed uno più in basso)
Sicuramente oltre agli scorci e alla meravigliosa vista che ne godrete, vi trasmetteranno un fascino antico che non vi farà dimenticare tanto presto questo caratteristico borgo.
Infine subito fuori le mura si trova l'Oratorio della Provvidenza con affreschi del XVI sec. attribuiti alla scuola del Pinturicchio.

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Capalbio | Rocca Aldobrandesca

Situata nel cuore del centro storico nonché nel punto più alto di Capalbio, è una fortificazione a forma di "L", con il torrione merlato addossato al Palazzo Collacchioni.
Sorta in epoca medievale, era originariamente un possedimento dell’Abbazia delle Tre Fontane. Nel XII secolo passò agli Aldobrandeschi che la fecero ampliare.
L’interno risulta abbastanza spoglio ma alcune sale sono finemente decorate; il pezzo pregiato è indubbiamente il pianoforte che suonava Giacomo Puccini durante i suoi soggiorni a Capalbio.
Si può salire fin sulla terrazza della torre, da cui si ammira un panorama meraviglioso che spazia a 360° sulle colline circostanti fino al mare.
È sede di eventi e mostre.

Capalbio | Spiaggia

A Capalbio troverete un unico litorale sabbioso che corre ininterrottamente per 12 km, confinando a nord con il comune di Orbetello ed a sud prosegue sino al confine con il Lazio.
In realtà tuttavia esistono marcate differenze tra i vari tratti di spiaggia, qui l'offerta è veramente ampia: dallo stabilimento cool alla spiaggia libera, dalle feste glam alla tranquillità più assoluta, andiamo quindi a scoprire nel dettaglio le spiagge più belle di Capalbio.
Iniziamo col dire che pur essendo un fondale basso e sabbioso, in condizione di mare calmo l’acqua è veramente cristallina.
È possibile usufruire dei servizi di vari stabilimenti balneari ma la maggior parte della spiaggia è libera.
Gli accessi al mare sono molto comodi, consentono di arrivare con la macchina fin quasi sulla spiaggia stessa.
Alle spalle della spiaggia c'è una fitta macchia mediterranea. È un litorale adatto a tutti, bambini ed adulti.
Si possono praticare anche gli sport velici come il kitesurf ed il windsurf.

La sabbia è di colore più scuro nel versante vicino al promontorio di Ansedonia (Playa La Torba) e tende a schiarirsi scendendo verso la località Chiarone.Playa La Torba è la spiaggia di Capalbio più vicina al promontorio di Ansedonia, come dicevamo poc’anzi qui la sabbia ha un colore più scuro, è una zona tranquilla con stabilimenti balneari e spiaggia libera, con una bella passeggiata potete arrivare fin sotto il promontorio di Ansedonia e visitare la Tagliata Etrusca e lo Spacco della Regina.

Scendendo verso il litorale laziale troviamo Macchiatonda in cui si trova anche la prima Oasi del WWF, ci sono due stabilimenti balneari e l'esclusivo club La Macchia ma la maggior parte è spiaggia libera.

Si arriva sulla spiaggia percorrendo tutta la Strada di Macchiatonda che attraversa campi in cui pascolano mucche e cavalli allo stato brado.

Una volta giunti in spiaggia camminando verso sinistra si trova il tratto più selvaggio e meno frequentato della costa di Capalbio.

Vi suggeriamo di fare una passeggiata fino a raggiungere la Torre di Buranaccio, anche in pieno agosto qui regna la tranquillità.

Scendendo ulteriormente arriviamo in località Chiarore, in questo tratto si trova l’Ultima Spiaggia uno degli stabilimenti balneari più  famosi d’Italialuogo caratterizzato dal fascino discreto del radical chic, frequentato da giornalisti, politici ed imprenditori.

Capalbio
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Capalbio | Villa delle Colonne

Dall'Aurelia andando in direzione Roma, prendete sulla sinistra la strada Pedemontana in direzione Giardino.

Dopo un centinaio di metri, sulla destra, troverete il recinto turrito dell'antica villa romana delle Colonne.

Potrete vedere una porzione del recito murario ed alcune torrette.

Questa particolare costruzione tendeva ad imitare le mura fortificate delle città dello stesso periodo.

Oggi sopra una parte dell'antica villa si trova una casa privata ovviamente non visitabile, tuttavia visto che questo sito si trova proprio lungo la strada, vale la pena fermarsi qualche minuto ad ammirare questi antichi resti.

La villa fu abitata tra il I secolo a. C. ed il II d. C. si trattava di una villa rurale dove si produceva vino.

La sua cinta muraria è identica ad un'altra importante villa romana situata nelle vicinanze: Villa di Settefinestre.

Con molta probabilità entrambe le ville appartenevano alla famiglia dei Sestii.

Capalbio | Castello di Capalbiaccio

Per arrivare seguite la strada statale Aurelia in direzione Roma, pochi chilometri dopo la località la Torba troverete sulla sinistra le indicazioni per il castello di Capalbiaccio.

Oggi viene chiamato Capalbiaccio ma originariamente era il castello di Tricosto.

È citato nel XII secolo tra i possedimenti dell'Abbazia delle Tre Fontane di Roma, fu dominato rispettivamente dalle potenti famiglie degli Aldobrandeschi e degli Orsini, e successivamente, nel 1416, conquistato dai senesi.

Il castello era notevole, si trattava di un borgo fortificato circondato da mura alte sei metri.

Oggi purtroppo restano solo i ruderi imponenti ma poco comprensibili, la vegetazione nel corso dei secoli ha preso il sopravvento inglobando l'antica fortificazione.

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Capalbio | Storia

Il Castello di Capalbio faceva parte della donazione all'Abbazia dei Santi Anastasio e Vincenzo alle Tre Fontane nell'805 da parte di Carlo Magno.

Del 1161 è il privilegio di papa Alessandro III che confermava quel possesso alla stessa abbazia.

Pochi anni più tardi sono gli Aldobrandeschi ad ottenere in enfiteusi le terre di Capalbio dall'abbazia, che alla fine del XIII secolo, vengono conquistati da Orvieto.

In seguito Capalbio passò alla Repubblica di Siena, cadendo sotto il dominio degli Orsini. Si tratta di un periodo economicamente florido, durante il quale vengono realizzate opere importanti e arricchito il possedimento con mura, case, chiese e viene completata la Rocca, la cui costruzione era stata iniziata dagli Aldobrandeschi.

Nell'aprile del 1555 le truppe spagnole del principe di Morignano, alleate con i Medici, conquistarono Siena e a giugno, dopo Porto Ercole e Orbetello, anche Capalbio cadde sotto il dominio degli spagnoli.

Capalbio fu assegnato dalla Spagna a Cosimo I de' Medici e da questo momento iniziò per il paese una crisi economica e demografica.

Le condizioni economiche subiscono una stasi a causa di diversi fattori tra cui l'insalubrità delle zone paludose, la lontananza dal potere centrale, la posizione ai confini di stato, la mancanza di una rete viaria adeguata ed infine le incursioni dei turchi.

L'aria malsana, comunque, è uno dei più gravi problemi che tutta la Maremma deve affrontare durante il XVII secolo e infatti avviene lo spopolamento dovuto alla malaria.

La dinastia dei Medici manterrà la propria sovranità sul Granducato di Toscana fino al 1737, quando, estinto il ramo principale, la successione passerà ai duchi di Lorena.

Nel frattempo lo Stato dei Presidii cessa di essere possedimento spagnolo per passare sotto il dominio degli Austriaci (1707) e quindi dei Borboni (1736).

Capalbio perse la propria autonomia amministrativa, dal momento che Leopoldo I lo aggregò a Manciano, e nel 1842 Leopoldo II lo aggregò a Orbetello, status che durerà per cento anni.

In questo periodo alla disastrosa situazione sociale si aggiunse anche la piaga del brigantaggio che terrorizzava la Maremma.

Dopo la seconda guerra di indipendenza Capalbio passa sotto il Regno d'Italia e l'agricoltura è ancora caratterizzata da estese proprietà fondiarie.

Nel 1952, con l'applicazione della riforma agraria, preceduta dalla creazione nel 1951 dell'Ente Maremma, si ha un moderno sviluppo dell'agricoltura e nel 1960 Capalbio ottiene la propria autonomia amministrativa.

Cosa vedere a Capalbio | Monumenti e Luoghi d'interesse

Capalbio | Chiese parrocchiali

  • Chiesa di San Nicola, edificata in epoca medievale, conserva al suo interno pregevoli affreschi coevi e di epoca rinascimentale. La parrocchia di San Nicola conta circa 1450 abitanti.
  • Chiesa del Cuore Immacolato, chiesa parrocchiale della frazione di Borgo Carige, è stata costruita nel 1956 ed inaugurata nel 1958 su progetto di Riccardo Medici. Si presenta in uno stile neoromanico. La parrocchia di Borgo Carige conta circa 1500 abitanti.
  • Chiesa di Santa Maria Goretti, chiesa parrocchiale della frazione di Capalbio Scalo, è stata consacrata il 6 settembre 1986 dal vescovo Eugenio Binini. La parrocchia di Capalbio Scalo conta circa 700 abitanti.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, chiesa parrocchiale della frazione di Giardino, è stata consacrata nel 1959, ma è sede di parrocchia già dal 1945. L'edificio presenta linee stilistiche semplici. La parrocchia di Giardino conta circa 500 abitanti.

Capalbio | Chiese minori

  • Oratorio della Provvidenza, situato al di fuori delle antiche mura, custodisce al suo interno alcuni affreschi del periodo cinquecentesco.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, chiesa della frazione La Torba.

Capalbio | Cappelle

  • Cappella della Nunziatella, edificio religioso situato nei pressi della Torba lungo la Via Aurelia, nel complesso della Fattoria della Nunziatella.
  • Cappella di Torre Palazzi, piccolo edificio religioso situato nella località rurale di Torre Palazzi.

Capalbio | Architetture civili

  • Palazzo Collacchioni, in stile rinascimentale, addossato alla possente rocca medievale nel cuore del centro storico.
  • Fattoria della Nunziatella, situata presso l'omonima località lungo la Via Aurelia, è un complesso rurale che si è sviluppato principalmente in epoca post-settecentesca, con palazzo padronale, cappella gentilizia e altre strutture ad uso originariamente agricolo.

Capalbio | Dogane Pontificie

Le dogane pontificie sono una serie di edifici ubicati alle estremità meridionali del territorio comunale di Capalbio, in quella che in passato era la zona di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa.

In località Chiarone, lungo la via Aurelia, si trova il Palazzo del Chiarone, imponente edificio preceduto da un porticato che nei secoli passati era una sede doganale per il transito tra i due stati.

L'attuale denominazione del complesso, Palazzo Boncompagni, è stata conferita dalla famiglia che vi abitò dopo lo smantellamento delle dogane.

L'edificio è suddiviso in quasi cento stanze e tra queste vi erano anche l'appartamento papale, le stalle e una prigione.

Nella campagna presso l'abitato di Pescia Fiorentina, vi era la sede di un'altra dogana che era ospitata nel complesso della Villa del Fontino.

Una volta esauritesi le funzioni doganali, la struttura passò alla famiglia Boncompagni, proprietaria anche del palazzo del Chiarone, che agli inizi del Novecento rivendette tutte queste proprietà alla famiglia Magrini.

Il fabbricato che ospitò la dogana è stato recentemente restaurato.

Capalbio | Architetture Militari

  • Mura di Capalbio, costituite da una doppia cinta con camminamenti di ronda a livelli differenti, racchiudono interamente il borgo medievale, caratterizzato da vicoli fiancheggiati da edifici in pietra. Proprio fuori delle porte cittadine, si trova una statua dell'artista franco-americana Niki de Saint Phalle, la Nana-Fontaine.
  • Castello di Capalbiaccio, fortificazione di epoca medievale che si presenta sotto forma di ruderi, situata sull'omonimo poggio nella parte sud-occidentale del territorio comunale.
  • Forte di Macchiatonda, situato sull'omonima spiaggia, è un complesso seicentesco che svolgeva funzioni di avvistamento lungo la costa meridionale dello Stato dei Presidii.
  • Torre di Buranaccio, Situata tra la sponda del Lago di Burano e il mare, è la torre costiera più meridionale della Toscana.
  • Torre di Selva Nera, struttura difensiva in prossimità dell'estremo lembo costiero meridionale del Granducato di Toscana, è situata presso l'omonima località. È la foritificazione costiere più vicina al confine con il Lazio, che originariamente delimitava i territori granducali da quelli dello Stato della Chiesa.

Capalbio | Giardino dei Tarocchi

Nei pressi della frazione di Pescia Fiorentina, in località Garavicchio, è sito il Giardino dei Tarocchi realizzato da Niki de Saint Phalle.

Giardino dei Tarocchi
Giardino dei Tarocchi

Capalbio | Aree Naturali

Il territorio comunale è stato premiato con le 5 vele e la prima posizione nella Guida Blu di Legambiente-Touring Club Italiano nel 2007 per la tutela e la corretta gestione delle sue spiagge, del paesaggio e dell'ambiente circostante.

  • Colline di Capalbio
  • Lago di Burano lago costiero oasi del WWF. Importante punto di svernamento. Troverete percorsi attrezzati, capanni di osservamento ed il centro visite. Nei pressi del lago di Burano (incluso nell'oasi del WWF) troviamo la torre di Buranaccio, oggi di proprietà privata. La struttura della fortificazione è simile alla fortezza di Porto Santo Stefano: tozza, quadrata con coronamento di mensoloni. Rientrante nel progetto di fortificazione dello Stato dei Presidi, fu realizzata dagli spagnoli intorno al 1600. La torre è visitabile in rare occasioni come ad esempio la festa delle Oasi, quando i proprietari concedono i permessi alle escursioni del WWF.
    Per informazioni [email protected]

Oasi WWF Lago di Burano
Oasi WWF Lago di Burano

  • Lago di San Floriano situato ai piedi della collina di Poggio Capalbiaccio (sulla cui sommità si trovano i ruderi del castello di Capalbiaccio), occupa una superficie di 30 ettari ed è una zona umida protetta.
  • Lago Acquato
  • Lago di Marruchetone
  • Biotopo dei Lagaccioli

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