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Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

In breve. Domenica 11 ottobre 2026 la musa Polimnia ha due appuntamenti: alle 11:00 alla Centrale Montemartini, in via Ostiense 106 (Municipio VIII), e alle 19:00 alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, sul piazzale di Villa Fiorelli nel Tuscolano (Municipio VII).

Domenica 11 ottobre 2026 la musa Polimnia ha due appuntamenti: alle 11:00 alla Centrale Montemartini, in via Ostiense 106 (Municipio VIII), e alle 19:00 alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, sul piazzale di Villa Fiorelli nel Tuscolano (Municipio VII). Sono le due tappe di un solo progetto, Polimnia. Digital Model, un walkabout con Carlo Infante, le videoproiezioni nomadi di NuvolaProject e la performance di Gaia Riposati, organizzato da Urban Experience dentro la rassegna Paesaggi Umani di Roma Plurale. Alla Centrale si arriva con la metro B, fermata Garbatella; a Villa Fiorelli il portale Culture di Roma Capitale indica gli autobus 16, 105 e 412, la metro A e il treno regionale Termini Civitavecchia. L'ingresso è libero, con prenotazione consigliata presso Urban Experience, all'indirizzo email info@urbanexperience.it o al numero 340 6688246. Non ci sono biglietti da comprare: per la visita del museo in altri orari valgono le regole della Centrale, pubblicate sul sito ufficiale dei Musei in Comune.

Polimnia. Digital Model in breve

Polimnia. Digital Model è un'azione di performing media in due tempi, domenica 11 ottobre 2026, gratuita. La mattina si guarda la statua vera, la sera si porta il suo doppio digitale nel luogo dove fu ritrovata nel 1928.

Le due tappe della giornata

Alle 11:00 il ritrovo è alla Centrale Montemartini, il museo dei Musei Capitolini ricavato in una centrale elettrica del 1912. Lì, in accordo con la Direzione Musei Civici di Roma Capitale, NuvolaProject proietta sulla statua originale di Polimnia un modello digitale realizzato con l'intelligenza artificiale. Alle 19:00 l'appuntamento si sposta alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, nel Tuscolano, dove la musa torna idealmente a casa.

Chi c'è

Conduce Carlo Infante, curatore di Paesaggi Umani e anima di Urban Experience. Le immagini sono di NuvolaProject, la performance dal vivo è di Gaia Riposati. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Due schede, un solo progetto

Il portale Culture pubblica i due orari come appuntamenti separati, uno intitolato Polimnia. Digital Model e l'altro Polimnia torna a casa. Il testo di presentazione è lo stesso e racconta un'unica azione che comincia al museo e finisce nel quartiere. Conviene farle entrambe: prese da sole perdono metà del senso.

Che cosa succede durante Polimnia. Digital Model

Il cuore dell'azione è un doppio: una copia virtuale della statua di Polimnia, costruita con l'intelligenza artificiale e proiettata sull'originale di marmo. Il testo ufficiale parla di un atto di innovazione territoriale.

La mattina: la proiezione sull'originale

Alla Centrale Montemartini la statua di Polimnia è esposta nella Sala Caldaie, fra le sculture che un tempo ornavano i giardini imperiali e le residenze private dell'area orientale di Roma. Durante il walkabout il modello digitale viene videoproiettato sulla statua. Si vede il marmo, e sopra il marmo la sua versione di luce: un confronto diretto fra l'opera e la sua ricostruzione.

La sera: il ritorno a Villa Fiorelli

Nel punto di Villa Fiorelli dove la statua fu ritrovata viene posta una segnaletica collegata a un video con il digital model. Chiunque passi di lì, anche dopo l'11 ottobre, può così ritrovare la musa nel luogo da cui è partita. La serata alle 19:00 inaugura in qualche modo questo ritorno, con il walkabout, le proiezioni e la performance.

Un modello da replicare

Il testo di Urban Experience presenta l'azione come un modello da ripetere in altre periferie dove sono state estratte opere d'arte oggi esposte nei musei della città. È l'idea più interessante del progetto: tante statue dei musei romani vengono da quartieri che non sanno di averle date. La comunità del Tuscolano, dice il testo, entra in relazione con il museo di via Ostiense attraverso il doppio virtuale.

Che cos'è un walkabout

Il walkabout di Urban Experience è una camminata conversata: chi conduce apre temi, il gruppo si ferma dove il luogo suggerisce una storia, gli strumenti digitali (radio in cuffia, podcast geolocalizzati, proiezioni) si mescolano al racconto. Non è una visita guidata tradizionale, e non va presa come tale. Si ascolta, si interviene, si guarda.

Polimnia, la musa della memoria

Polimnia è una delle nove Muse, figlie di Zeus e di Mnemosine. Il testo del progetto la presenta come musa protettrice della memoria, e da lì nasce la scelta di farne la protagonista di un progetto sulla memoria dei territori.

La figlia della Memoria

Mnemosine, la madre, è la personificazione della memoria. Che una delle sue figlie venga scelta per un programma intitolato alla memoria rigenerativa ha una logica stringente. Paesaggi Umani lavora proprio su questo: ricordi di quartiere, storie raccolte sul campo, luoghi che hanno perso il filo della propria storia.

La statua della Centrale Montemartini

La voce di Wikipedia sulla Centrale Montemartini descrive la Polimnia del museo come una copia romana di un originale ellenistico e la colloca fra le opere della Sala Caldaie provenienti dagli Horti Variani. È una delle sculture più riconoscibili del museo: una figura femminile avvolta nel mantello, in atteggiamento raccolto e pensoso. Chi la guarda con calma prima dell'inizio del walkabout capisce subito perché il progetto l'abbia scelta.

Il ritrovamento del 1928

Secondo il testo ufficiale, la statua fu rinvenuta nel 1928 in un cunicolo sotto Villa Fiorelli, nell'area degli antichi Horti Spei Veteris, un grande possedimento imperiale che si estendeva da Porta Maggiore verso il margine sud orientale della città. Il 1928 è anche il periodo in cui l'area intorno all'attuale parco veniva edificata: la statua riemerse insomma mentre nasceva il quartiere moderno.

Gli Horti Spei Veteris, il giardino imperiale da cui viene Polimnia

Gli Horti Spei Veteris, poi chiamati Horti Variani, erano la propaggine sud orientale del colle Esquilino, intorno a Porta Maggiore. È il contesto antico da cui proviene la statua di Polimnia.

Il nome della Speranza Vecchia

Secondo Wikipedia, la località ad spem veterem prendeva il nome da un tempio repubblicano della dea Spes, la Speranza, costruito nel 477 avanti Cristo dopo la vittoria sui Veienti nella battaglia del Cremera. L'aggettivo vetus lo distingueva da un secondo tempio alla Speranza, più recente, nel Foro Olitorio. Il punto era quello in cui si separavano la via Labicana e la via Prenestina.

Acqua e ville

Nella zona convergevano otto degli undici acquedotti di Roma. Dalla metà del I secolo avanti Cristo divenne un quartiere residenziale di pregio, con domus documentate fino al IV secolo. Settimio Severo la incluse nel demanio imperiale; il nome di Horti Variani viene da Sesto Vario Marcello, padre dell'imperatore Elagabalo, i cui terreni furono aggiunti alla proprietà.

Da Caracalla a Elena

Caracalla vi costruì il suo circo, Elagabalo diede forma finale alla villa, chiamata Sessorium. Le Mura aureliane tagliarono poi il complesso in due. Nel IV secolo vi abitò Elena, madre di Costantino: un atrio del palazzo divenne luogo di culto, da cui nacque la basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Chi visita Porta Maggiore cammina sul bordo di quel mondo.

Una questione di confini

Villa Fiorelli si trova oggi nel Tuscolano, a circa un chilometro in linea d'aria da Porta Maggiore. Il testo del progetto parla di un possedimento imperiale che si estendeva fino all'estremità sud orientale della città: è lì che va cercato il cunicolo del 1928. La precisione archeologica sul punto esatto del ritrovamento la darà il walkabout, che è stato pensato proprio per raccontarla.

Carlo Infante e Urban Experience, chi conduce Polimnia. Digital Model

Carlo Infante conduce il walkabout ed è il curatore di Paesaggi Umani di Roma Plurale. Urban Experience è l'associazione di promozione sociale romana con cui da anni porta in città la formula del walkabout e del performing media.

Piedi per terra e testa nel cloud

Il motto di Urban Experience è piedi per terra e testa nel cloud. Il metodo mette insieme camminata, racconto, radio in cuffia, podcast geolocalizzati e proiezioni, per leggere la città dal basso, dal dettaglio, dall'anomalia. Nel lessico dell'associazione i Paesaggi Umani sono le storie inscritte nelle geografie, lette con attenzione alla biodiversità culturale.

Le prime mappe parlanti

Urban Experience ricorda di aver sviluppato le prime mappe sul web con la piattaforma prototipo glocalmap.to, nell'ambito delle Olimpiadi di Torino 2006, prima dell'arrivo di Google Maps. Da lì nasce il geopodcast: racconti e testimonianze registrati sul posto e collocati su una mappa, da riascoltare nei luoghi dove sono stati raccolti. La segnaletica con il video di Polimnia a Villa Fiorelli applica la stessa idea a un'opera d'arte.

Il punto di vita

Il concetto su cui Infante lavora da anni è il punto di vita. Con l'arrivo del virtuale si è scoperto che si può agire dentro la visione: il punto di vista rinascimentale, quello della prospettiva, lascia spazio a un punto in cui si vive l'immagine. Infante ne ha parlato in talk a Palazzo Merulana e alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna. Polimnia vestita di luce sulla sua stessa superficie di marmo è una dimostrazione pratica di questa idea.

Un'attività fitta

Solo nel 2026 Urban Experience ha condotto walkabout per l'Iper Festival delle Periferie a Tormarancia, Corviale e Tor Sapienza, camminate lungo il Tevere con la Sapienza, le passeggiate de La RadioCheCammina al Mandrione e al MACRO, un walkabout nella stazione Colosseo della metro C. L'associazione fa parte del Comitato Scientifico di Fondazione Symbola. Nel programma di Paesaggi Umani Infante tiene anche un talk sulla memoria dell'avanguardia, dal videoteatro degli anni Ottanta al festival di Narni fino ai geopodcast.

NuvolaProject e Gaia Riposati, le immagini e la voce

NuvolaProject firma le videoproiezioni nomadi e il modello digitale di Polimnia. Gaia Riposati porta la performance dal vivo che accompagna le proiezioni.

Proiezioni nomadi

Nomadi significa che le immagini si spostano con il gruppo. Non c'è un grande schermo fisso né un videomapping calibrato su una facciata monumentale: il proiettore cerca di volta in volta la superficie giusta, in questo caso il corpo di marmo della statua. Il risultato è intimo più che spettacolare, e va guardato da vicino.

Il digital model

Il modello digitale di Polimnia è stato realizzato con l'intelligenza artificiale a partire dalla statua della Centrale. NuvolaProject ha lavorato con lo stesso principio anche su altre figure del programma 2026: un volto antico ricostruito, animato, restituito al paesaggio. Il 4 ottobre, a Capo di Bove sull'Appia, le stesse proiezioni hanno dato corpo alle Sibille e a Lucrezia.

La performance

Gaia Riposati è la performer che lavora con NuvolaProject nelle azioni di Paesaggi Umani. Il programma non pubblica il testo della performance né la sua durata: arrivando in anticipo si ha il tempo di vedere la statua senza proiezioni, e il confronto con quello che accade dopo è più forte.

Paesaggi Umani di Roma Plurale, la rassegna che ospita Polimnia

Paesaggi Umani di Roma Plurale è alla seconda edizione e si svolge dal 18 settembre al 21 ottobre 2026 in vari luoghi della città, con il sottotitolo Performing Media Storytelling per la Memoria Rigenerativa. Tutte le iniziative sono gratuite.

Le altre tappe

Il programma 2026 comprende, fra l'altro, la Mandrioneide con Ascanio Celestini da Villa Fiorelli a Porta Furba il 27 settembre, il walkabout Arcadia Felix alla Cava Fabretti e le Profezie delle Sibille a Capo di Bove il 4 ottobre, un appuntamento su cibo e memoria ad Agricoltura Nuova il 10 ottobre. Villa Fiorelli è dunque un luogo ricorrente della rassegna, e non una scelta occasionale.

La prima edizione

La prima edizione si è chiusa con la Rapsodia del Solstizio d'Inverno al Pigneto e ha lasciato una mappa parlante con i geopodcast dei luoghi attraversati. È l'eredità concreta di questi progetti: la mappa resta consultabile, e chi ha camminato può riascoltare le voci raccolte.

Roma Creativa 365

Il progetto è sostenuto dall'avviso pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, lo strumento con cui Roma Capitale finanzia iniziative culturali gratuite anche fuori dai mesi estivi, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il programma, avverte il portale, può subire variazioni: conviene confermare qualche giorno prima.

La Centrale Montemartini, dove comincia Polimnia. Digital Model

La Centrale Montemartini è la prima centrale termoelettrica pubblica di Roma, inaugurata il 30 giugno 1912 e trasformata nel 1997 nel secondo polo dei Musei Capitolini. Si trova in via Ostiense 106, nel quartiere Ostiense.

La centrale di Nathan

Progettata dall'ingegnere Corrado Puccioni, la centrale fu inaugurata dal sindaco Ernesto Nathan e cominciò a produrre il giorno dopo. Era il primo impianto dell'Azienda Elettrica Municipale, l'antenata di Acea. Porta il nome di Giovanni Montemartini, assessore della giunta Nathan e teorico delle municipalizzazioni, morto nel 1913 durante un dibattito in consiglio comunale.

Perché proprio qui

La zona era a vocazione industriale, come dicono ancora il Gazometro e i Mercati Generali. Il Tevere garantiva l'acqua necessaria, strade e ferrovia erano vicine. E la centrale si trovava fuori dalla cinta daziale: il combustibile non pagava il dazio d'ingresso in città. Una scelta di buon senso amministrativo che ha disegnato l'Ostiense per tutto il Novecento.

Turbine e motori Diesel

Dentro lavoravano due turbine a vapore con le loro caldaie e motori Diesel della Franco Tosi di Legnano, accesi nelle ore di punta dei consumi. Il 21 aprile 1933 furono inaugurati due motori Diesel Tosi da 7.500 cavalli. Alla fine degli anni Trenta, per l'Esposizione Universale del 1942, arrivò una terza turbina da 20.000 kilowatt, con una nuova sala caldaie.

Dalla dismissione al museo

La centrale fu chiusa nel 1968. Seguirono anni di abbandono e usi da magazzino, e si parlò perfino di demolirla. Alla fine degli anni Ottanta Acea scelse il restauro. Nel 1995 la Sovrintendenza Capitolina aveva bisogno di spazio per le opere dei Capitolini durante i lavori in Campidoglio e scelse la centrale: la sistemazione provvisoria divenne definitiva, e nel 1997 aprì la mostra Macchine e dei.

Le sale

Al piano terra la Sala Colonne espone la Roma repubblicana, con ritratti del I secolo avanti Cristo, sepolture dell'Esquilino e il sarcofago di Crepereia Tryphaena. Al primo piano la Sala Macchine raccoglie sculture dal centro monumentale, fra cui il frontone del tempio di Apollo Sosiano e la testa colossale della Fortuna da largo di Torre Argentina. La Sala Caldaie, dove si trova Polimnia, espone le opere degli horti imperiali e privati dell'area orientale di Roma.

Le ultime aggiunte

Nel novembre 2016 l'ex sala caldaie numero 2 ha accolto le carrozze del treno di papa Pio IX; nel dicembre 2017 ha aperto la sala dei sarcofagi di età imperiale, intitolata Dal mito al miracolo. Nell'autunno 2026 la Centrale ospita anche la mostra Moda in luce 1955-1975, che può completare la mattinata.

Villa Fiorelli, dove Polimnia torna a casa

Villa Fiorelli è un parco pubblico di circa 9.000 metri quadrati nel quartiere Tuscolano, Municipio VII, sulla piazza omonima davanti alla chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio. Ha quattro ingressi: dalla piazza, da via Melfi, da via Avezzano e da via Enna.

Da Vigna Costantini a Vigna Fiorelli

Secondo Wikipedia, l'area era una grande proprietà agricola dei conti Costantini già alla fine del Settecento; il Catasto gregoriano del 1818 vi registra un edificio rustico del conte Vincenzo Costantini. Nel 1848 la contessa Teresa Costantini sposò Luigi Fiorelli, e la proprietà passò alla famiglia del marito, che le diede il nome.

Il parco del Governatorato

All'inizio del Novecento i terreni furono espropriati e costruiti a poco a poco. Nel 1930 il Governatorato acquisì ciò che restava del verde e ne fece un parco pubblico intorno ai villini dell'edilizia popolare. La scheda della villa indica come architetto Raffaele De Vico e come data di inaugurazione il 1931: pochi anni dopo il ritrovamento di Polimnia nel sottosuolo.

Il restauro del 2004

Nel 2003 il Comune ha restaurato il parco con l'obiettivo di riproporre l'immagine del giardino ottocentesco, sul modello dei parchi urbani inglesi. La nuova Villa Fiorelli è stata inaugurata il 2 dicembre 2004 dal sindaco Walter Veltroni. Oggi è aperta tutti i giorni dall'alba al tramonto, circondata da villini e palazzine di inizio Novecento restaurati.

La Casa del Quartiere

La Casa del Quartiere di Villa Fiorelli è il punto di ritrovo della serata indicato dal portale Culture. Il portale segnala l'ingresso accessibile in sedia a rotelle, in bicicletta e a piedi. Alle 19:00 di metà ottobre il parco è ormai all'orario di chiusura: l'appuntamento va preso alla Casa del Quartiere, non dentro i viali.

Come arrivare a Polimnia. Digital Model

La mattina si va alla Centrale Montemartini con la metro B, la sera a Villa Fiorelli con la metro A o con gli autobus 16, 105 e 412. Fra una tappa e l'altra c'è tutto il pomeriggio.

Alla Centrale Montemartini

Il portale indica la metro B; la stazione più vicina è Garbatella, a pochi minuti a piedi lungo via Ostiense. La Centrale è al numero 106.

A Villa Fiorelli

Per la tappa serale il portale Culture elenca gli autobus 16, 105 e 412, la linea A della metropolitana e il treno regionale della linea Termini Civitavecchia. Il parco si trova a pochi passi da via Tuscolana, in una zona ben servita. Per il ritorno serale la metro A è la soluzione più comoda.

Fra le due tappe

Dall'Ostiense al Tuscolano il modo più semplice è la metro B fino a Termini e poi la metro A in direzione Anagnina. In alternativa si può tornare verso il centro, pranzare e ripartire nel tardo pomeriggio. Conviene controllare il percorso prima di uscire, perché la domenica le frequenze sono più basse.

In auto e in bicicletta

L'Ostiense ha parcheggi su strada lungo le vie laterali, a pagamento nei giorni feriali secondo le regole della zona. Villa Fiorelli è in un quartiere residenziale denso, dove la sera trovare posto è difficile. La bicicletta è un'ottima idea per la tappa serale: il portale indica espressamente l'accesso in bicicletta alla Casa del Quartiere.

Come organizzare la domenica con Polimnia

Polimnia. Digital Model occupa una domenica intera se si fanno entrambe le tappe. È un buon modo di vedere due quartieri romani che il turismo frequenta poco.

La mattina all'Ostiense

Arrivare alla Centrale una ventina di minuti prima delle 11:00 permette di trovare il gruppo con calma e di dare uno sguardo alla Sala Macchine. Dopo il walkabout, chi vuole può restare nel museo alle condizioni ordinarie di visita, pubblicate sul sito dei Musei in Comune. La street art dell'Ostiense è a pochi passi.

Il pomeriggio

Il pomeriggio può scorrere fra l'Ostiense e il centro: il Museo della Via Ostiense a Porta San Paolo, una passeggiata a Testaccio, oppure un salto verso Porta Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme, per vedere il luogo dei giardini imperiali da cui viene la statua. Quest'ultima è la scelta più coerente con il tema della giornata.

La sera al Tuscolano

Alle 19:00 a metà ottobre è già buio o quasi, e le proiezioni rendono meglio. Chi vuole allungare la serata trova lungo via Tuscolana trattorie di quartiere e pizzerie. Il vicino Quadraro e il Parco degli Acquedotti sono buone mete per un'altra domenica nello stesso quadrante.

Dove mangiare

All'Ostiense si mangia bene intorno ai Mercati Generali, lungo via Ostiense e verso la Garbatella, con trattorie romane, pizzerie e locali più recenti frequentati dagli studenti di Roma Tre. Al Tuscolano l'offerta è di quartiere: trattorie, pizzerie al taglio, bar con tavolini. Per il pranzo della domenica conviene prenotare.

Accessibilità e bambini a Polimnia. Digital Model

Il portale Culture indica entrambe le tappe come evento accessibile, con ingresso possibile in sedia a rotelle. A Villa Fiorelli è segnalato anche l'accesso in bicicletta.

Mobilità ridotta

La Centrale Montemartini ha le sale espositive al piano terra e al primo piano; la Sala Caldaie, dove si trova Polimnia, è al primo piano. Chi ha esigenze specifiche fa bene a segnalarle al momento della prenotazione, così che il gruppo possa organizzarsi. Il walkabout serale si svolge in un parco pianeggiante, restaurato nel 2004.

Con i bambini

Una statua che si illumina e cambia sotto gli occhi è uno spettacolo che i bambini capiscono subito, senza spiegazioni. La Centrale Montemartini, con i motori giganti accanto alle sculture, piace molto ai piccoli. La tappa serale è più lunga e parlata: per i bambini molto piccoli basta la mattina.

Una curiosità su Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

La statua di Polimnia fu ritrovata nel 1928 in un cunicolo sotto Villa Fiorelli, e il parco pubblico di Villa Fiorelli fu inaugurato nel 1931. In tre anni la stessa terra ha restituito una musa antica e ha ricevuto un giardino moderno. È una coincidenza che nessuno racconta quando si passeggia fra i viali.

La seconda curiosità riguarda il nome della villa. Villa Fiorelli si chiamava Vigna Costantini, e prese il nome attuale solo dopo il matrimonio del 1848 fra la contessa Teresa Costantini e Luigi Fiorelli. La statua, dunque, è uscita da una vigna, in un periodo in cui la vigna stava già diventando quartiere, e fu portata nei musei della città. Oggi viene riportata indietro, almeno in forma di luce.

La terza è archeologica. La voce di Wikipedia sulla Centrale Montemartini attribuisce la Polimnia agli Horti Variani, e il testo del progetto parla degli Horti Spei Veteris: sono lo stesso luogo, con due nomi di epoche diverse. Spes Vetus è il nome antico, legato al tempio della Speranza del 477 avanti Cristo; Variani è il nome che arrivò con la famiglia di Elagabalo. Chi legge la didascalia al museo e poi ascolta il walkabout sentirà i due nomi, e ora sa che indicano la stessa proprietà imperiale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

La tappa serale ha un effetto che dura oltre l'11 ottobre: la segnaletica con il video di Polimnia resta nel punto del ritrovamento. Chi non può venire domenica, insomma, può andare a Villa Fiorelli un altro giorno e trovare la musa digitale. Il portale lo scrive in una parentesi, e passa inosservato.

La seconda cosa che pochi dicono è che le due tappe si leggono in un ordine preciso. La mattina si vede l'originale con sopra il suo doppio: è il momento in cui si capisce che cosa sia un digital model. La sera si vede il doppio senza l'originale, nel luogo da cui l'originale è partito. Se si va solo la sera si ha metà della storia; se si va solo la mattina si perde il senso del ritorno.

La terza è pratica. Alle 19:00 di metà ottobre Villa Fiorelli, che è aperta dall'alba al tramonto, è quasi al limite dell'orario. Il ritrovo è la Casa del Quartiere: meglio arrivare puntuali e seguire il gruppo, invece di entrare nel parco da soli cercando le proiezioni. Con il buio e con quattro ingressi diversi ci si perde facilmente.

Il consiglio che ti do per visitare Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

Il consiglio è semplice: fate tutte e due le tappe, e fra l'una e l'altra passate da Porta Maggiore. Il progetto racconta un viaggio della statua dal suo giardino imperiale al museo, e voi potete percorrerlo in una giornata con la metro.

La mattina arrivate alla Centrale Montemartini in anticipo, salite al primo piano e fermatevi davanti a Polimnia prima dell'inizio. Guardate come è vestita, dove cadono le pieghe del mantello, che cosa fa con le mani. Quando arriverà la proiezione, saprete riconoscere che cosa aggiunge l'intelligenza artificiale e che cosa invece era già nel marmo. È il modo migliore per giudicare l'esperimento senza pregiudizi.

Nel pomeriggio fate un giro a Porta Maggiore e a Santa Croce in Gerusalemme: siete dentro gli antichi Horti Spei Veteris. Poi prendete la metro A e scendete verso il Tuscolano per le 19:00. In una giornata avrete visto il museo, il giardino antico e il quartiere moderno: tre luoghi che la statua ha abitato in venti secoli.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che la Centrale Montemartini porta il nome di un assessore. Meno citato è il modo in cui morì: Giovanni Montemartini, assessore ai servizi tecnologici della giunta Nathan e principale teorico delle municipalizzazioni in Italia, morì nel 1913 in aula consiliare, durante un dibattito. La centrale era stata inaugurata l'anno prima.

Altrettanto noto è che il museo nacque quasi per caso. Nel 1995 la Sovrintendenza Capitolina aveva bisogno di spostare le opere dei Musei Capitolini durante i lavori al Palazzo dei Conservatori, e scelse la centrale restaurata da Acea per non toglierle al pubblico. La sistemazione doveva essere provvisoria. Il successo della mostra Macchine e dei, aperta nel 1997, la rese definitiva: le statue non sono più tornate in Campidoglio.

Sul fronte di Villa Fiorelli, il fatto noto a tutti nel quartiere è il passaggio di Garibaldi nel 1849, ricordato da una lapide al centro del parco. Meno noto è che quella lapide è recente: fu posta nel 1982. Il racconto è antico, la targa ha poco più di quarant'anni. Anche questa è memoria costruita, esattamente come il doppio digitale di Polimnia: un segno messo oggi per ricordare un fatto di ieri.

La foto giusta da fare a Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

La foto giusta alla Centrale Montemartini è quella che mette nella stessa inquadratura Polimnia con la proiezione addosso e, sullo sfondo, una parte degli impianti industriali della Sala Caldaie. Marmo antico, macchina del Novecento, luce digitale: tre epoche in un solo scatto. Servono un'inquadratura larga e un po' di pazienza per aspettare il momento in cui la proiezione è più nitida.

Evitate il flash. Oltre a disturbare la performance, cancella la proiezione: il flash illumina il marmo più del proiettore e la foto torna una semplice foto della statua. Meglio alzare la sensibilità e tenere il telefono fermo, magari appoggiandosi a un parapetto. Prima della proiezione fate anche uno scatto della statua così com'è, con la stessa inquadratura: il confronto fra le due immagini racconta il progetto meglio di qualunque didascalia.

A Villa Fiorelli la foto giusta è la segnaletica con il video attivo, con alle spalle i viali del parco e le palazzine di inizio Novecento. È l'immagine del ritorno a casa. Se riuscite, inquadrate anche le persone del quartiere che guardano: il progetto parla di comunità, e una foto senza pubblico racconta solo metà della storia.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 30 giugno 1912 il sindaco Ernesto Nathan inaugurò la centrale di via Ostiense, primo impianto dell'Azienda Elettrica Municipale; la produzione cominciò il giorno dopo. Il 21 aprile 1933 entrarono in funzione due nuovi motori Diesel Tosi da 7.500 cavalli, e alla fine degli anni Trenta una terza turbina fu installata in vista dell'Esposizione Universale del 1942.

Durante la seconda guerra mondiale la centrale scampò ai bombardamenti alleati. Nel 1943, durante l'occupazione tedesca di Roma, l'ingegnere Corrado Puccioni, direttore generale di Acea e progettista dell'impianto, fu costretto alle dimissioni perché si era opposto al trasferimento dei macchinari in Germania. La Montemartini rimase l'unica centrale su cui la città poté contare. Dismessa nel 1968, restaurata alla fine degli anni Ottanta, riaprì come museo nel 1997.

A Villa Fiorelli la storia maggiore è quella del 1849. Secondo la lapide posta nel 1982, dopo la caduta della Repubblica Romana Giuseppe Garibaldi fu ospitato dai Fiorelli, repubblicani e antipapali, fece abbeverare il suo cavallo nella vigna e riorganizzò i suoi prima di partire verso Venezia. Nel 1928 dal sottosuolo della villa riemerse la statua di Polimnia; nel 1931 il parco pubblico fu inaugurato; il 2 dicembre 2004 riaprì dopo il restauro.

Chi è passato da Polimnia. Digital Model alla Centrale Montemartini e a Villa Fiorelli — 11 ottobre 2026

Dalla Centrale Montemartini sono passati il sindaco Ernesto Nathan, che la inaugurò, e l'assessore Giovanni Montemartini, a cui fu intitolata. È passato l'ingegnere Corrado Puccioni, che la progettò e che nel 1943 preferì dimettersi piuttosto che lasciar portare le macchine in Germania. Negli anni del museo sono arrivate qui le sculture dei Musei Capitolini e, nel 2016, le carrozze del treno di papa Pio IX.

Da Villa Fiorelli, secondo la lapide del parco, passò Giuseppe Garibaldi nel 1849, in fuga da Roma dopo la caduta della Repubblica Romana. Prima di lui la proprietà era dei conti Costantini, e il nome attuale lo portò Luigi Fiorelli, sposo nel 1848 della contessa Teresa. Il 2 dicembre 2004 il sindaco Walter Veltroni inaugurò la villa restaurata. Nel settembre 2026 da Villa Fiorelli è partita la Mandrioneide di Ascanio Celestini, verso Porta Furba.

E poi c'è lei, la più antica frequentatrice di entrambi i luoghi. Polimnia ha abitato i giardini imperiali degli Horti Spei Veteris, è rimasta sepolta per secoli sotto la vigna, è riemersa nel 1928 ed è entrata nelle collezioni capitoline fino alla Sala Caldaie della Centrale. L'11 ottobre 2026 fa il viaggio inverso, almeno come immagine, accompagnata da Carlo Infante, NuvolaProject e Gaia Riposati.

Roma a metà ottobre

A metà ottobre Roma ha ancora giornate miti e serate fresche, con il tramonto intorno alle 18:30. È il periodo migliore per camminare in città, ma la sera serve uno strato in più.

Il clima

La mattina alla Centrale si è al coperto, e il clima conta poco. La sera a Villa Fiorelli si è all'aperto, in un parco: una giacca leggera basta quasi sempre, ma a ottobre può piovere e conviene avere un ombrello pieghevole. In caso di pioggia forte, contattare l'organizzazione prima di partire.

Domande frequenti su Polimnia. Digital Model

Quando si svolge Polimnia. Digital Model?

Polimnia. Digital Model si svolge domenica 11 ottobre 2026 in due tappe: alle 11:00 alla Centrale Montemartini, in via Ostiense 106, e alle 19:00 alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, sul piazzale di Villa Fiorelli nel Tuscolano. Il programma, avverte il portale Culture, può subire variazioni.

Quanto costa partecipare a Polimnia. Digital Model?

Polimnia. Digital Model è gratuito: l'ingresso è libero con prenotazione consigliata. Si prenota con Urban Experience, all'indirizzo info@urbanexperience.it o al numero 340 6688246. Non ci sono biglietti da acquistare per il walkabout.

Polimnia torna a casa e Polimnia. Digital Model sono lo stesso evento?

Polimnia torna a casa e Polimnia. Digital Model sono due tappe dello stesso progetto di Urban Experience, pubblicate dal portale Culture come appuntamenti separati. La mattina alla Centrale Montemartini c'è la proiezione sull'originale, la sera a Villa Fiorelli il ritorno del doppio digitale nel luogo del ritrovamento.

Come si arriva alla Centrale Montemartini?

La Centrale Montemartini si raggiunge con la metro B, fermata Garbatella, a pochi minuti a piedi lungo via Ostiense. Dal centro si può scendere anche a Piramide, davanti alla Piramide Cestia, e proseguire a piedi verso sud lungo via Ostiense.

Come si arriva a Villa Fiorelli?

Villa Fiorelli, nel Tuscolano, è servita secondo il portale Culture dagli autobus 16, 105 e 412, dalla linea A della metropolitana e dal treno regionale Termini Civitavecchia. La sera la metro A è la soluzione più comoda per il ritorno.

Dove si trova la statua di Polimnia?

La statua di Polimnia è esposta alla Centrale Montemartini, nella Sala Caldaie al primo piano, fra le sculture degli horti imperiali dell'area orientale di Roma. È una copia romana di un originale ellenistico, ritrovata nel 1928 sotto Villa Fiorelli.

Polimnia. Digital Model è accessibile?

Il portale Culture indica Polimnia. Digital Model come evento accessibile, con ingresso possibile in sedia a rotelle in entrambe le sedi. Alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli è segnalato anche l'accesso in bicicletta. Esigenze specifiche vanno comunicate al momento della prenotazione.

Chi conduce Polimnia. Digital Model?

Polimnia. Digital Model è condotto da Carlo Infante, curatore di Paesaggi Umani di Roma Plurale per Urban Experience, con le videoproiezioni nomadi di NuvolaProject e la performance di Gaia Riposati. Il progetto è promosso da Roma Capitale e vincitore dell'avviso Roma Creativa 365.

Il consiglio finale su Polimnia

Alla Centrale Montemartini la Polimnia colpisce anche chi non sa nulla di Muse. Questa volta c'è l'occasione di vederla in una luce letteralmente nuova, e poi di seguirla fino al quartiere da cui è partita. Prenotate, fate le due tappe e passate da Porta Maggiore nel mezzo: vi porterete a casa una lettura di Roma che nessuna audioguida vi darà.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento11 Ottobre 2026 11:00
IndirizzoCentrale Montemartini, Via Ostiense 106, 00154 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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