Minnie & Lino all’Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
Venerdì 9 ottobre 2026 Minnie Minoprio e Lino Patruno, in arte Minnie & Lino, suonano all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati. La locandina ufficiale fissa il concerto alle 21.30; la sala apre alle 20 per la cena e la serata si chiude a mezzanotte. Sul palco, con la voce di Minnie Minoprio e il banjo e la chitarra di Lino Patruno, ci sono Silvia Manco al pianoforte e voce, Christian Antinozzi al contrabbasso, Lorenzo Soriano alla tromba, Gian Paolo Biagi alla batteria e Davide Solfrizzi al sax tenore. Il club si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, a pochi minuti a piedi; per chi arriva in auto la locandina indica un parcheggio custodito aperto giorno e notte in via Tunisi 80. Si prenota direttamente con il club, dal sito ufficiale, al telefono 06 86781296 o su WhatsApp al +39 349 977 0309. Il prezzo della serata non è pubblicato sulla pagina del concerto: va chiesto al momento della prenotazione.
È una serata di jazz classico, quello che viene prima del bebop: swing, dixieland, le canzoni americane degli anni Venti e Trenta. Due artisti che frequentano questa musica da oltre sessant'anni, con una band che ne conosce ogni angolo. Chi cerca l'avanguardia sbaglia serata; chi vuole sentire come suona il jazz delle origini suonato da chi lo ha portato in Italia, la trova.
Minnie & Lino all'Alexanderplatz: la serata del 9 ottobre
Il calendario ufficiale dell'Alexanderplatz colloca la serata venerdì 9 ottobre 2026, dalle 20 a mezzanotte, e la locandina indica l'inizio del concerto alle 21.30. È la formula tipica del club: prima la cena, poi la musica.
Gli orari
Il ristorante apre alle 20, e c'è anche un American bar. La musica comincia alle 21.30. Chi vuole solo ascoltare può arrivare verso le 21, ma i tavoli migliori vanno a chi cena e a chi ha prenotato per tempo.
Come si prenota
All'Alexanderplatz si prenota con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 o la casella email delle prenotazioni riportata sul sito ufficiale, dove la pagina del concerto ha anche un pulsante di conferma. Per un venerdì con due nomi così noti conviene muoversi qualche giorno prima.
Prezzi
La pagina del concerto non riporta il costo dell'ingresso né quello della formula con cena. Le cifre si chiedono prenotando; nei club la differenza fra solo ascolto e cena più concerto può essere sensibile, meglio saperla prima.
Il parcheggio
La locandina segnala un parcheggio custodito aperto ventiquattro ore su ventiquattro in via Tunisi 80, a breve distanza dal club. Per un quartiere dove il venerdì sera trovare posto in strada è una piccola impresa, è un dettaglio che vale oro.
La formazione: sette musicisti sul palco
La serata non è un duo: la locandina ufficiale elenca sette musicisti, una vera jazz band con sezione ritmica e fiati. È la formazione giusta per lo swing, in cui la tromba e il sax dialogano sopra un tappeto di pianoforte, contrabbasso, batteria e banjo.
Minnie Minoprio, voce
La voce è quella di Minnie Minoprio, cantante e attrice inglese che vive e lavora in Italia da oltre sessant'anni e che al jazz ha dedicato gran parte della carriera. La biografia completa è più avanti.
Lino Patruno, banjo e chitarra
Lino Patruno suona il banjo e la chitarra, gli strumenti con cui ha attraversato tutta la storia del jazz tradizionale italiano. Il banjo, in una band di questo tipo, è il motore ritmico: quello che negli anni Venti teneva il tempo prima che la chitarra lo sostituisse.
Silvia Manco, pianoforte e voce
Silvia Manco è al pianoforte e canta. Non è un'ospite occasionale: la voce enciclopedica dedicata a Patruno la indica fra i componenti stabili della sua band dal 2018.
La ritmica e i fiati
Completano la formazione Christian Antinozzi al contrabbasso, Gian Paolo Biagi alla batteria, Lorenzo Soriano alla tromba e Davide Solfrizzi al sax tenore. Biagi, alla batteria, compare già fra i musicisti di Jammin' for Condon's, il disco di Patruno pubblicato dall'etichetta americana Jazzology: una collaborazione che dura da anni.
Cosa si ascolta alla serata di Minnie & Lino
La scaletta del 9 ottobre non è pubblicata. La storia dei due protagonisti indica però con chiarezza il repertorio: il jazz classico, lo swing, il dixieland e la grande canzone americana della prima metà del Novecento.
Il jazz tradizionale
Lino Patruno è fra i divulgatori in Italia del jazz tradizionale, lo stile nato a New Orleans e cresciuto a Chicago negli anni Venti. I suoi dischi sono dedicati a Bix Beiderbecke, a Eddie Lang, a Joe Venuti: i musicisti bianchi e neri che hanno dato forma al jazz prima dell'era del bebop.
Lo swing cantato
Minnie Minoprio ha inciso dixieland già alla fine degli anni Sessanta e negli anni Duemila una serie di dischi di standard, da My twilight songs a Why stop now!, dedicato alle grandi canzoni del Novecento. È lecito aspettarsi le canzoni che hanno fatto la storia del canto jazz.
Un'intesa collaudata
I due hanno già registrato insieme. Nel 2006 è uscito Forever Blues, un disco dal vivo del Lino Patruno Jazz Show con Kenny Davern e Minnie Minoprio; lo stesso titolo del film di Franco Nero del 2005, in cui Minoprio compare come cantante e di cui Patruno curò la parte musicale. La serata dell'Alexanderplatz è l'ultimo capitolo di un'amicizia musicale lunga vent'anni.
Chi è Minnie Minoprio: biografia
Minnie Minoprio, all'anagrafe Virginia Anne Minoprio, è nata a Ware, nell'Hertfordshire, il 4 luglio 1942. Attrice, cantante e soubrette inglese, ha svolto quasi tutta la carriera in Italia.
Gli studi a Londra e l'arrivo in Italia
Si diplomò alla Arts Educational School di Londra, dove studiò recitazione e canto, e debuttò a quindici anni in una versione teatrale di Cenerentola. Due anni dopo si trasferì in Italia, dove fu in scena nella rivista Io e Margherita accanto a Walter Chiari. Era l'inizio degli anni del grande varietà, e una giovane inglese che sapeva cantare e recitare trovò subito spazio.
Il jazz fin dall'inizio
Nello stesso periodo cominciò la carriera di cantante jazz, registrando un disco di dixieland e collaborando con altri musicisti. New! Dixieland Sound è del 1969. Il jazz, per lei, non è stato un ritorno di maturità: è stato il punto di partenza.
Quando mi dici così
Il successo discografico più grande arrivò nel 1971 con Quando mi dici così, in duetto con Fred Bongusto, che entrò nella hit parade italiana al ventesimo posto. Seguirono Forse sarà la musica del mare nel 1973, Ti voglio dare... poco per volta nel 1974, Minnie nel 1983 e Anni '40... le canzoni più belle nel 1987.
Il cinema
Al cinema Minnie Minoprio ha recitato in Zingara del 1969, in Mio padre Monsignore e Roma bene del 1971, in una commedia del 1973 uscita all'estero come The Funny Face of the Godfather, in Una storia ambigua del 1986 e in Forever Blues di Franco Nero del 2005, dove interpreta una cantante.
Il jazz degli anni Duemila
Dagli anni Novanta la sua discografia è quasi tutta jazz: Good Friends nel 1993, Jazz nel 2003, My twilight songs nel 2005, S(w)inging the blues con il suo quartetto nel 2007, un disco con il batterista americano Jason Marsalis nello stesso anno, Why stop now! nel 2009. Ha scritto anche due romanzi, Il passaggio del 1992 e Benvenuti a bordo del 2007. Radio, televisione, cinema, teatro, letteratura: una carriera varia, tenuta insieme dalla voce.
Chi è Lino Patruno: biografia
Lino Patruno, all'anagrafe Michele Patruno, è nato a Crotone il 27 ottobre 1935. Musicista e cabarettista, cofondatore dei Gufi, è uno dei nomi che hanno fatto conoscere il jazz tradizionale in Italia.
Da Crotone a Milano
Nato in Calabria, si trasferì da giovane prima a Roma e poi a Milano, dove cominciò a esibirsi nel 1954 fondando alcune band di jazz tradizionale, fra cui la Riverside Jazz Band, e passando poi nella Milan College Jazz Society. Era la Milano dei primi jazz club, in cui il dixieland era la musica dei giovani.
I Gufi
Nel 1964, con Nanni Svampa, Roberto Brivio e Gianni Magni, fondò i Gufi, il gruppo di cabaret musicale che segnò gli anni Sessanta italiani. Dopo lo scioglimento del 1969 continuò il lavoro teatrale e cabarettistico con Svampa e Franca Mazzola, realizzando per la Rai serie come La mia morosa cara, Addio tabarin e Un giorno dopo l'altro.
Portobello e la televisione
Dal 1977 fu per quattro anni il musicista di Portobello, la trasmissione di Enzo Tortora su Rai 2, alla testa della Portobello Jazz Band: per molti italiani fu il primo incontro con gli standard del jazz classico. La televisione lo ha visto poi autore e conduttore di programmi dedicati al jazz su Rai, Rai Sat e San Marino RTV.
Bix e il cinema
Con Pupi Avati scrisse il soggetto e la sceneggiatura di Bix, il film su Bix Beiderbecke che rappresentò l'Italia al Festival di Cannes nel 1991. Ha composto musiche per il cinema, come quelle di Ti amo Maria di Carlo Delle Piane nel 1997, e ha recitato in film di Vittorio De Sica, Carlo Lizzani e Bruno Corbucci; compare, senza accredito, anche in Amarcord di Federico Fellini.
Il Lino Patruno Jazz Show e i dischi americani
Trasferitosi a Roma, fondò il Lino Patruno Jazz Show, con cui suona regolarmente nei locali della capitale e nei festival italiani. Incide per Jazzology, l'etichetta di New Orleans, e nei suoi dischi compaiono musicisti come Bucky Pizzarelli, Kenny Davern, Bob Wilber, Howard Alden, Randy Sandke e Dan Barrett. Negli anni Settanta e Ottanta aveva già registrato con Joe Venuti, Wild Bill Davison, Bud Freeman e Teddy Wilson. Ha suonato in festival da Nizza a Breda, da Lucerna a Davenport, nell'Iowa. Nel 2009 ha pubblicato il libro Quando il jazz aveva swing; nel 2010 era accanto ad Arisa al Festival di Sanremo. Vive a Roma.
L'Alexanderplatz Jazz Club: il club di via Ostia
L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, nel quartiere Prati, a poche centinaia di metri dalle mura vaticane. È un progetto dell'Associazione Culturale Sound&Image, fondato da Giampiero Rubei e diretto oggi dal figlio Eugenio Rubei. Sul sito ufficiale il club si definisce il più prestigioso e antico jazz club d'Italia, e la locandina di questa stagione porta la scritta 43 years of jazz.
Una sala da club
L'Alexanderplatz è un club nel senso pieno: tavoli per la cena, palco raccolto, pubblico a pochi metri dai musicisti. Con sette musicisti sul palco la sala sarà piena di suono; per una band di jazz tradizionale, che nasce acustica e da ballo, è la dimensione giusta.
DownBeat e il Django d'Or
Il sito del club ricorda che DownBeat, la rivista di jazz più nota al mondo, lo ha inserito fra i cento jazz club più importanti del pianeta, unico in Italia, e che ha ricevuto per molti anni una menzione del Django d'Or. La locandina riporta infatti la dicitura recommended by DownBeat.
Sound&Image
L'associazione che gestisce il club ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo Sound&Image, un appuntamento dell'Estate Romana; dal 2011 al 2015 ha diretto la Casa del Jazz e porta avanti il festival Jazz&Wine di Montalcino.
Una curiosità su Minnie & Lino all'Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
La curiosità più bella riguarda un film. Nel 1991 Lino Patruno firmò con Pupi Avati il soggetto e la sceneggiatura di Bix, dedicato a Bix Beiderbecke, il cornettista diventato il simbolo romantico del jazz degli anni Venti. Il film andò in concorso al Festival di Cannes per l'Italia, e la colonna sonora, registrata firmata con Bob Wilber e incisa con musicisti americani come Kenny Davern, Tom Pletcher e Vince Giordano, uscì su disco lo stesso anno.
È una storia che dice molto del tipo di musicista che si ascolta il 9 ottobre. Patruno non è un nostalgico del jazz antico: è uno studioso che lo ha ricostruito con la precisione di un filologo, fino a portarlo sullo schermo di Cannes. E nel 2005 un altro film, Forever Blues di Franco Nero, mise insieme lui e Minnie Minoprio: lei davanti alla macchina da presa come cantante, lui fra i musicisti. L'anno dopo uscì un disco dal vivo con lo stesso titolo, in cui cantava lei e suonava lui, con il clarinettista americano Kenny Davern. La coppia che sale sul palco dell'Alexanderplatz ha quindi un passato comune fatto di cinema e di dischi, prima ancora che di concerti.
Prati e il Vaticano: il quartiere intorno al club
Via Ostia si trova nella parte di Prati più vicina al Vaticano, fra viale Giulio Cesare e le mura leonine. È il quartiere umbertino dei grandi isolati e delle strade dritte, costruito dopo il 1870 come contraltare laico alla città dei papi.
I Musei Vaticani a pochi passi
L'ingresso dei Musei Vaticani si raggiunge a piedi in pochi minuti. Chi passa a Roma una giornata vaticana può chiuderla qui: mattina ai Musei, pomeriggio a piazza San Pietro e nella basilica di San Pietro, sera al club.
Prati e Borgo
Le strade di Prati portano nomi dell'antichità romana e del Risorgimento, e via Ostia ricorda il porto della Roma antica. Per una passeggiata ordinata nel quartiere, la guida Prati e Borgo: cosa vedere indica i punti fermi.
Castel Sant'Angelo
Chi arriva a piedi dal centro passa davanti a Castel Sant'Angelo, che la sera, illuminato sul Tevere, è una delle vedute più belle della città.
Una cosa che non ti dice nessuno su Minnie & Lino all'Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
Quello che nessuno dice, di una serata come questa, è che il jazz tradizionale è nato per ballare. Il dixieland e lo swing erano la musica delle sale da ballo, dei battelli sul Mississippi, delle feste. In un jazz club con i tavoli il pubblico resta seduto, ma il corpo segue il tempo: si battono i piedi, si ondeggia sulla sedia, si applaude a ogni assolo. Chi arriva aspettandosi il silenzio raccolto di un concerto di jazz moderno troverà un'atmosfera più calda e partecipata, e farà bene ad assecondarla.
La seconda cosa riguarda gli orari. La pagina del club indica la serata dalle 20 a mezzanotte, ma la musica comincia alle 21.30, come dice la locandina. Chi arriva alle 20 senza aver prenotato la cena rischia un'ora e mezza di attesa; chi arriva alle 21.30 senza prenotazione rischia di restare in fondo. La soluzione è quella dei frequentatori abituali: prenotare il tavolo per la cena, arrivare con calma, lasciare che la musica arrivi quando la sala è piena.
Terzo, e decisivo: Lino Patruno è nato nel 1935, Minnie Minoprio nel 1942. Sono due artisti che hanno visto nascere il jazz italiano del dopoguerra e lo hanno fatto crescere. Serate come questa non durano per sempre, e chi ama questa musica non dovrebbe rimandare.
Come arrivare all'Alexanderplatz Jazz Club
L'Alexanderplatz si raggiunge con la metro A: le fermate Ottaviano e Cipro sono entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia 9.
In metropolitana
Da Termini la linea A in direzione Battistini porta a Ottaviano in circa un quarto d'ora; da lì si cammina verso le mura vaticane fino a via Ostia. Da Cipro il percorso è simile, dall'altro lato. Per il ritorno dopo mezzanotte l'orario dell'ultima corsa della metro va controllato sul sito del trasporto pubblico romano prima di uscire.
In autobus e tram
Viale Giulio Cesare e piazza del Risorgimento sono snodi di molte linee di superficie, compreso il tram 19, che ha il capolinea a piazza del Risorgimento. Il calcolatore di percorso del trasporto pubblico romano è lo strumento più affidabile.
In auto
Prati è fuori dalla ZTL del centro storico, ma il venerdì sera il parcheggio in strada è difficile. La locandina del concerto indica un parcheggio custodito aperto ventiquattro ore su ventiquattro in via Tunisi 80: è la soluzione più comoda.
In taxi
Per il rientro dopo mezzanotte il taxi resta la scelta più pratica, soprattutto per chi abita lontano dalla linea A.
A piedi dal centro
Da piazza Navona o dal Pantheon si arriva in via Ostia in una quarantina di minuti, attraversando il Tevere su ponte Sant'Angelo e risalendo verso il Vaticano.
Il consiglio che ti do per visitare Minnie & Lino all'Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
Il consiglio è di prenotare la cena e chiedere un tavolo con vista sul palco, non necessariamente il più vicino. Con sette musicisti, fra cui una tromba e un sax tenore, la prima fila è sotto i fiati; qualche metro più indietro si ha l'orchestra intera davanti e il suono della band arriva più equilibrato. In una formazione di jazz tradizionale il piacere sta anche nel vedere come i musicisti si passano la parola, e per questo serve uno sguardo d'insieme.
Il secondo consiglio è di arrivare preparati sul repertorio. Non serve essere esperti: basta ascoltare in cuffia, nel pomeriggio, qualche brano di Bix Beiderbecke e qualcosa di Joe Venuti ed Eddie Lang, i musicisti a cui Patruno ha dedicato interi dischi. La sera, sentendo il banjo, riconoscerete da dove viene quel suono.
Terzo: se vi capita, alla fine della serata, di incrociare i musicisti, salutateli. Nei club succede spesso, e scambiare due parole con chi ha suonato con Bud Freeman e Teddy Wilson, o con chi ha cantato con Walter Chiari e Fred Bongusto, è un pezzo di storia della musica italiana che si ascolta dal vivo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno tutti quelli che avevano la televisione alla fine degli anni Settanta: Portobello, la trasmissione di Enzo Tortora su Rai 2, fu uno dei programmi più popolari di quegli anni. Meno spesso si ricorda che la musica di Portobello era jazz tradizionale, suonato da Lino Patruno e dalla sua Portobello Jazz Band, che nel 1980 pubblicò anche un disco con quel nome. Per quattro anni di trasmissioni, un pubblico enorme che non aveva mai messo piede in un jazz club ascoltò ogni settimana dixieland e standard americani, spesso senza saperlo. Come divulgazione del jazz, in Italia, è difficile trovare di meglio.
Il fatto dà un senso preciso alla serata del 9 ottobre. Chi siede ai tavoli dell'Alexanderplatz e ha più di cinquant'anni ha probabilmente sentito suonare Patruno per la prima volta davanti al televisore di casa, un venerdì sera, fra un oggetto smarrito e un appello di Tortora. Quarantacinque anni dopo, lo stesso banjo suona in una sala di Prati, con un pubblico che questa volta sa benissimo che cosa sta ascoltando. È una di quelle continuità che rendono Roma una città in cui la memoria si ascolta oltre che vedersi.
La foto giusta da fare a Minnie & Lino all'Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
La foto giusta non si fa durante il concerto. In un club piccolo il flash e lo schermo acceso disturbano i musicisti e i vicini di tavolo. Se volete un ricordo, fate una sola foto senza flash nel momento in cui la band sale sul palco, con il banjo di Patruno in primo piano: è lo strumento più riconoscibile della serata, e in una foto di jazz club racconta subito di che musica si tratta.
La foto che consiglio davvero è all'esterno. L'insegna dell'Alexanderplatz illuminata in via Ostia, con la strada tranquilla di Prati intorno, racconta il club meglio di un'immagine sfocata del palco. Chi arriva dalla fermata Cipro ha un'altra occasione lungo il percorso: le mura vaticane illuminate, con i torrioni che la sera prendono una luce calda. È una delle vedute monumentali di Roma in cui quasi nessuno si ferma a fotografare, perché di giorno la gente le costeggia in coda per i Musei e la sera non ci torna.
Se volete un ricordo più personale, chiedete a fine serata se gli artisti si fermano a salutare il pubblico. Una foto accanto a Minnie Minoprio o a Lino Patruno, fatta con discrezione dopo l'ultimo brano, vale più di cento foto del palco.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di un club si misura nei riconoscimenti e negli eventi che lo hanno attraversato. Il sito ufficiale dell'Alexanderplatz ricorda che DownBeat ha inserito il club fra i cento jazz club più importanti del mondo, unico in Italia, e che il locale ha ricevuto per molti anni una menzione del Django d'Or. La locandina di questa stagione celebra 43 anni di jazz.
Il sito ricorda anche la ripartenza dopo la pandemia, quando il club si presentò come uno dei locali guida nella ripresa della musica dal vivo. Nell'estate del 2021 l'associazione Sound&Image organizzò dal 12 agosto al 28 settembre il festival Jazz&Image al Parco del Celio, nell'ambito dell'Estate Romana, e alla fine di agosto la rassegna Paestum in Jazz. Negli stessi anni il marchio Alexanderplatz è entrato nel Festival Jazz dell'Aquila con la formula Jazz is Back, sostenuta dalla rete I-Jazz.
La storia più ampia di questa parte di Roma è fatta d'altro. Prati nasce dopo il 1870 sulle terre agricole che separavano il Vaticano dal Tevere, e le sue strade dritte furono disegnate per raccontare la nuova capitale laica. Un jazz club a poche centinaia di metri dalle mura dei papi è, a suo modo, un frutto tardivo di quel progetto: la città moderna che si mette accanto a quella antica e la guarda dalla finestra.
Chi è passato da Minnie & Lino all'Alexanderplatz Jazz Club — 9 ottobre 2026
Il club non pubblica un elenco completo dei musicisti ospitati nella sua storia. Si può dire con certezza chi passa da qui in questa stagione: il calendario ufficiale mostra una programmazione quotidiana, con formazioni romane e ospiti. Fra le serate di ottobre c'è anche la Fulvio Tomaino Band, una settimana prima di Minnie & Lino.
La serata del 9 ottobre porta con sé un'altra lista di nomi, quella che i due protagonisti hanno incontrato in carriera. Attraverso Lino Patruno passano Joe Venuti, Wild Bill Davison, Bill Coleman, Bud Freeman, Ralph Sutton, Wingy Manone, Jimmy McPartland, Teddy Wilson, Eddie Miller e Billy Butterfield, con cui registrò negli anni Settanta e Ottanta; poi Bob Wilber, Kenny Davern, Bucky Pizzarelli, Howard Alden, Randy Sandke, Dan Barrett e Rebecca Kilgore nei dischi americani più recenti. E ancora, in Italia, Romano Mussolini e Carlo Loffredo, con cui incise Hello Satch! nel 1990.
Attraverso Minnie Minoprio passano Walter Chiari, con cui debuttò in rivista, Fred Bongusto, con cui ebbe il suo successo più grande, Franco Nero, che la diresse in Forever Blues, e il batterista americano Jason Marsalis, con cui incise un disco nel 2007. Quando i due salgono sul palco di via Ostia, portano con sé mezzo secolo di jazz e di spettacolo italiano.
Come organizzare la serata al club
Una serata all'Alexanderplatz dura quattro ore e si organizza come una cena fuori con musica: prenotazione, arrivo all'apertura, ascolto seduti.
Cena o solo concerto
Il club offre la cena dalle 20 e un American bar. Chi vuole solo ascoltare può chiedere se esiste una formula di solo ingresso e quanto costa. Il consiglio è di cenare al club: il tavolo diventa la propria postazione per tutta la sera.
Dove mangiare in zona
Chi preferisce cenare altrove trova in Prati un'offerta molto ampia: via Cola di Rienzo e le strade intorno sono piene di trattorie, pizzerie e ristoranti di ogni fascia, e fra viale Giulio Cesare e via Candia ci sono locali di quartiere frequentati soprattutto da romani. Con il concerto alle 21.30 c'è tutto il tempo per una cena altrove e un arrivo verso le 21.
Il galateo del club
Durante i brani si parla a voce bassa e si applaude alla fine degli assoli. Nel jazz tradizionale gli assoli sono brevi e frequenti, e l'applauso fa parte del ritmo della serata: i musicisti lo aspettano.
Accessibilità
Il sito dell'Alexanderplatz non pubblica informazioni sull'accessibilità della sala: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiedere, prenotando, come si accede e quali tavoli sono raggiungibili senza scale.
Con i ragazzi
Una serata fino a mezzanotte in un club con cena non è pensata per i bambini piccoli. Per un ragazzo che studia musica, invece, sentire un banjo e una tromba suonare lo swing a pochi metri di distanza è una lezione di storia del jazz più efficace di qualsiasi libro.
Ottobre a Roma: la stagione dei club
Ottobre è il mese in cui la musica dal vivo al chiuso riprende a pieno ritmo a Roma, dopo l'estate dei festival all'aperto. I club tornano al calendario quotidiano, i teatri aprono le stagioni.
Il clima
Le sere di inizio ottobre sono in genere miti, adatte a una passeggiata dopo il concerto. Può piovere, e la pioggia romana di ottobre sa essere improvvisa: un ombrello in borsa non è mai sprecato.
Il jazz in autunno
Dopo ottobre il calendario jazz si fa fitto: a novembre il Roma Jazz Festival occupa Auditorium e Casa del Jazz. Chi ama i club può alternare l'Alexanderplatz con il Gregory's Jazz Club, vicino a Trinità dei Monti.
Domande frequenti su Minnie & Lino all'Alexanderplatz
Quando suonano Minnie & Lino all'Alexanderplatz?
Minnie & Lino, cioè Minnie Minoprio e Lino Patruno, suonano all'Alexanderplatz Jazz Club, via Ostia 9, venerdì 9 ottobre 2026. La sala apre alle 20 per la cena e il concerto comincia alle 21.30, secondo la locandina ufficiale; la serata si chiude a mezzanotte.
Chi suona con Minnie Minoprio e Lino Patruno?
Alla serata di Minnie & Lino all'Alexanderplatz suonano Silvia Manco al pianoforte e voce, Christian Antinozzi al contrabbasso, Lorenzo Soriano alla tromba, Gian Paolo Biagi alla batteria e Davide Solfrizzi al sax tenore, con Minoprio alla voce e Patruno al banjo e alla chitarra.
Come si prenota all'Alexanderplatz Jazz Club?
All'Alexanderplatz Jazz Club si prenota direttamente con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 o l'email delle prenotazioni indicata sul sito ufficiale. Il prezzo della serata non è pubblicato e va chiesto al momento della prenotazione.
Che musica suonano Minnie & Lino?
Minnie & Lino suonano jazz classico: swing, dixieland e standard della canzone americana della prima metà del Novecento. Lino Patruno è fra i divulgatori del jazz tradizionale in Italia, e Minnie Minoprio incide jazz dalla fine degli anni Sessanta. La scaletta della serata non è pubblicata.
Come si arriva all'Alexanderplatz?
L'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9, si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, a pochi minuti a piedi. In auto, la locandina indica un parcheggio custodito aperto ventiquattro ore su ventiquattro in via Tunisi 80.
Chi è Lino Patruno?
Lino Patruno, nato a Crotone nel 1935, è un musicista e cabarettista cofondatore dei Gufi, divulgatore del jazz tradizionale in Italia, musicista di Portobello con Enzo Tortora e cosceneggiatore con Pupi Avati del film Bix, presentato a Cannes nel 1991. Vive e suona a Roma con il Lino Patruno Jazz Show.
Chi è Minnie Minoprio?
Minnie Minoprio è una cantante e attrice inglese nata nel 1942, attiva in Italia da quando aveva diciassette anni. Ha debuttato in rivista con Walter Chiari, ha avuto un successo nel 1971 con Quando mi dici così in duetto con Fred Bongusto e ha inciso numerosi dischi di jazz.
In chiusura
Consiglio questa serata a chi vuole ascoltare il jazz delle origini suonato da chi lo ha portato nelle case degli italiani. Prenotate presto, chiedete un tavolo con vista su tutta la band, arrivate per la cena. E se quel pomeriggio siete ai Musei Vaticani, non tornate in albergo: via Ostia è dietro l'angolo, e il banjo di Lino Patruno vale la serata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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