AccediIl mio viaggio

L’Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall’8 al 12 ottobre 2026

L'Esposizione universale della FAO Dal seme al cibo torna al Circo Massimo per la seconda edizione da giovedì 8 a lunedì 12 ottobre 2026, con ingresso libero e gratuito. È aperta dall'8 all'11 ottobre dalle 10 alle 19 e lunedì 12 ottobre dalle 10 alle 13. L'area è in Via del Circo Massimo a Roma, fra il Palatino e l'Aventino, accanto alla sede centrale della FAO in Viale delle Terme di Caracalla; gli accessi segnalati dal portale turistico di Roma Capitale sono su Piazzale Numa Pompilio e su Piazza di Porta Capena. Si arriva con la metro B, fermata Circo Massimo, con il tram 3, fermata Circo Massimo, oppure con gli autobus che percorrono Viale Aventino e Via dei Cerchi. Non c'è biglietto da comprare: la mostra è aperta gratuitamente al pubblico, e il programma delle attività è pubblicato sul sito ufficiale della FAO dedicato all'evento.

Dal seme al cibo: che cos'è l'Esposizione universale della FAO

Dal seme al cibo è l'Esposizione universale della FAO, una grande mostra all'aperto al Circo Massimo che richiama centinaia di espositori da tutto il mondo per raccontare come si produce, si trasforma, si distribuisce e si consuma il cibo.

La FAO la presenta come uno spazio coinvolgente e accessibile, pensato per valorizzare i sistemi agroalimentari. L'idea è semplice: seguire il viaggio di un alimento dalla terra alla tavola, mostrando come semi e fattori produttivi diventano, grazie all'innovazione e alla pratica, gli alimenti che nutrono persone e comunità. Il visitatore scopre come il cibo viene coltivato, trasformato, preparato, distribuito e consumato, e può assaggiare alimenti provenienti da ogni parte del mondo.

La seconda edizione

Quella del 2026 è la seconda edizione. La FAO scrive di tornare al Circo Massimo forte del successo dello scorso anno, e dedica sul sito una sezione ai numeri della prima edizione. Il formato resta quello: cinque giorni, ingresso libero, una distesa di padiglioni e spazi espositivi dove un anno prima c'era soltanto il prato della valle Murcia.

Una mostra, non una fiera

Il nome può ingannare: non è una fiera commerciale in cui si compra e si vende, ma una mostra divulgativa organizzata da un'agenzia delle Nazioni Unite. Gli espositori raccontano progetti, tecniche, colture, filiere; le degustazioni servono a far capire, prima ancora che a far mangiare. È questa la differenza con le grandi sagre del cibo che Roma ospita in altri periodi dell'anno.

Il tema 2026: l'innovazione per la sicurezza alimentare e la nutrizione

Il tema della seconda edizione di Dal seme al cibo è Promuovere l'innovazione per la sicurezza alimentare e la nutrizione, in linea con la tematica biennale scelta dalla FAO.

Secondo la presentazione ufficiale, la mostra vuole far capire come innovazioni, soluzioni tecnologiche, conoscenze locali e politiche lungimiranti possano migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione in contesti diversi. L'accento è sul progresso delle innovazioni nel tempo e nelle diverse aree del mondo, con un obiettivo comune: fare in modo che tutti, ovunque, abbiano accesso a un'alimentazione adeguata e nutriente.

Innovazione non vuol dire solo tecnologia

La FAO definisce l'innovazione in modo ampio: l'adozione di nuove tecnologie, pratiche, conoscenze, politiche e istituzioni. In mostra quindi c'è spazio per la sensoristica applicata ai campi e per i saperi tradizionali di una comunità di pastori, per un sistema di irrigazione più efficiente e per una legge che cambia il modo di gestire una foresta. È un'impostazione più matura di quella che riduce il futuro del cibo a una questione di macchine.

Perché al Circo Massimo

La scelta del luogo ha una logica evidente: il Circo Massimo confina con la sede centrale della FAO, e la FAO lo scrive espressamente nelle indicazioni per la visita. Un'organizzazione con sede a Roma dal 1951 porta la sua mostra sul prato di fronte agli uffici, nel luogo che fin dalla fondazione della città è stato spazio di mercato e di scambi.

Cosa si vede e cosa si fa a Dal seme al cibo

Il programma di Dal seme al cibo comprende innovazioni in mostra, conferenze, performance culturali, workshop, show di cucina, degustazioni, eventi di alto livello e giochi interattivi.

Le innovazioni e le conferenze

Il cuore della mostra sono gli spazi espositivi in cui paesi, istituzioni e partner della FAO presentano progetti e soluzioni. Accanto agli stand si tengono conferenze e incontri, alcuni rivolti al grande pubblico, altri, gli eventi di alto livello, pensati per delegazioni e addetti ai lavori. Il calendario dettagliato, giorno per giorno, è pubblicato nella sezione Programma del sito ufficiale.

Cucina e degustazioni

Gli show di cucina e le degustazioni sono la parte che attira più visitatori. La FAO promette un ricco assortimento di alimenti da ogni parte del mondo: è l'occasione per assaggiare cibi che a Roma non si trovano facilmente e per capire da quale filiera arrivano.

Workshop e giochi per i ragazzi

I workshop e i giochi interattivi sono pensati per le famiglie e le scuole. Una mostra sul cibo si presta bene ai bambini: semi da toccare, prodotti da riconoscere, piatti da assaggiare. Per una classe o un gruppo di ragazzi è una lezione di geografia e di scienze che si fa all'aperto.

Le performance culturali

Le performance culturali completano il programma: musica, danza e spettacoli legati alle tradizioni alimentari dei diversi paesi. La FAO ricorda che il cibo è cultura, identità e relazione, e le esibizioni servono a raccontarlo senza bisogno di pannelli.

I cinque temi chiave della mostra

La FAO organizza Dal seme al cibo intorno a cinque temi chiave, dall'innovazione come motore dei sistemi agroalimentari al cibo come cultura e identità.

L'innovazione come motore della trasformazione

Il primo tema spiega come l'innovazione permetta di usare le risorse in modo più efficiente, aumentare la resilienza, incrementare la resa dei raccolti e migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori.

Le persone al centro dei sistemi agroalimentari

Il secondo tema ricorda che dietro ogni alimento ci sono persone: agricoltori, pescatori, silvicoltori, allevatori, pastori, scienziati, innovatori, comunità. La mostra racconta le loro storie e condivide i loro saperi.

Ogni pasto è un viaggio dalla terra alla tavola

Il terzo tema dà il nome alla mostra. Ogni pasto è il frutto del lavoro di tante persone e dell'investimento di risorse lungo tutta la filiera: colture, allevamenti, pesca e acquacoltura, foreste, suolo e acqua.

La sicurezza alimentare per tutti è un obiettivo raggiungibile

Il quarto tema è il più politico: garantire a tutti l'accesso regolare a cibo sicuro, nutriente ed economico è possibile, ma dipende dal funzionamento dei sistemi agroalimentari. La mostra presenta esempi da tutto il mondo del lavoro della FAO con i paesi membri e i partner.

Il cibo è cultura, identità e relazione

Il quinto tema chiude il percorso: ogni piatto racconta una storia, e nella cucina di una comunità si esprimono convinzioni, valori, tradizioni e comportamenti. Il cibo unisce le persone oltre i confini delle generazioni e delle geografie.

Chi organizza: la FAO, l'agenzia dell'ONU con sede a Roma

La FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, è l'agenzia specializzata dell'ONU che guida le azioni internazionali contro la fame e la malnutrizione, e ha la sede centrale a Roma dal 1951.

Secondo la presentazione ufficiale, la FAO conta 193 paesi membri, un'organizzazione membro, l'Unione europea, e due membri associati, e opera in oltre 130 paesi. Il suo motto latino è Fiat panis, sia fatto il pane.

La fondazione nel 1945

La FAO fu fondata il 16 ottobre 1945 a Québec, in Canada, alla prima conferenza dell'organizzazione presieduta dal canadese Lester Pearson. Fu il primo istituto specializzato a entrare nel sistema delle Nazioni Unite. Il suo primo direttore generale fu il britannico John Boyd Orr.

Da Washington a Roma

La prima sede fu Washington. Nel 1949 la Conferenza generale decise il trasferimento a Roma, avvenuto nel 1951, nell'edificio dell'ex ministero dell'Africa Italiana alle Terme di Caracalla, messo a disposizione dal governo italiano. Da allora il grande palazzo bianco affacciato sul Circo Massimo è uno dei simboli della Roma internazionale.

Un'eredità romana più antica

Roma aveva già ospitato un'istituzione simile. Nel 1904, per iniziativa di Vittorio Emanuele III, i delegati di settantaquattro Stati firmarono la convenzione istitutiva dell'Istituto internazionale di agricoltura, che cominciò a lavorare nel 1908. Alla nascita della FAO l'Istituto fu sciolto e i suoi beni e le sue funzioni passarono alla nuova organizzazione.

Il 16 ottobre, Giornata mondiale dell'alimentazione

La data di fondazione della FAO, il 16 ottobre, è diventata la Giornata mondiale dell'alimentazione. Il sito di Dal seme al cibo la collega espressamente alla mostra, insieme al Forum mondiale dell'alimentazione: l'Esposizione del Circo Massimo apre la settimana che porta alla ricorrenza.

Il Circo Massimo, la pista più grande dell'antichità

Il Circo Massimo è l'antico circo romano della valle Murcia, fra il Palatino e l'Aventino: un'area di circa 85.000 metri quadrati, gestita dalla Sovrintendenza capitolina, che per secoli ha ospitato le corse dei carri e oggi ospita i grandi eventi della città.

Le origini leggendarie

Secondo la leggenda raccontata da Tito Livio, proprio qui, durante i giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus, avvenne il ratto delle Sabine. Al di là del mito, la valle pianeggiante vicina all'approdo sul Tevere fu fin dall'inizio luogo di mercati, di scambi con altri popoli e dei riti legati al commercio, come quelli dell'Ara massima di Ercole.

Da Tarquinio a Traiano

Le prime strutture in legno risalirebbero a Tarquinio Prisco, nel VI secolo avanti Cristo; i primi carceres stabili, le gabbie di partenza dei carri, al 329 avanti Cristo. Giulio Cesare, dal 46 avanti Cristo, costruì i primi sedili in muratura e diede all'edificio la forma definitiva. Augusto aggiunse sulla spina un obelisco egizio dell'epoca di Ramses II. Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione fu completata da Traiano nel 103: a quell'epoca risale gran parte dei resti visibili.

Come era fatta la pista

Dodici quadrighe partivano insieme da dodici box disposti su un arco di cerchio, perché ogni carro avesse la stessa distanza dall'inizio della spina. La pista si stringeva da circa 80 metri all'estremità curva a circa 64 metri all'altezza dei carceres, e i carri compivano sette giri intorno alla spina, girando attorno alle metae, tre pilastri conici dorati. Sulla spina c'erano edicole, vasche, statue, i contagiri a forma di delfini e di uova, e due obelischi.

L'ultima corsa

Il circo rimase in funzione fino alle ultime gare organizzate dal re goto Totila nel 549. Poi la valle si riempì di terra, orti e costruzioni: il terreno salì di circa dieci metri rispetto al livello della pista romana.

Come arrivare al Circo Massimo per Dal seme al cibo

Il modo più semplice per arrivare a Dal seme al cibo è la metro B, fermata Circo Massimo, che la FAO indica come Circo Massimo/FAO: si esce a pochi passi dagli accessi della mostra.

In metropolitana

La stazione Circo Massimo della linea B è all'estremità orientale dell'area, verso Piazza di Porta Capena, uno degli accessi indicati. Dalla stazione Termini sono poche fermate; da Colosseo una sola.

In tram

Il tram 3 ha una fermata Circo Massimo lungo Viale Aventino. È comodo per chi arriva da Trastevere, dalla Piramide o da San Giovanni.

In autobus

La FAO scrive che la mostra è facilmente raggiungibile anche in autobus: le linee che percorrono Via dei Cerchi, Viale Aventino e la zona di Bocca della Verità lasciano a pochi minuti dalle entrate. Per le singole linee conviene consultare il sito dell'ATAC nei giorni della mostra.

In auto

La FAO indica l'auto fra i mezzi possibili, ma in una zona archeologica del centro, nei giorni di un grande evento gratuito, il parcheggio è difficile. Chi viene da fuori Roma fa meglio a lasciare la macchina vicino a una stazione della metro B e proseguire con i mezzi.

Una curiosità su L'Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall'8 al 12 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il luogo: prima di essere il prato dei concerti, il Circo Massimo fu per secoli campagna e periferia dentro le mura. All'inizio del Novecento l'area era in gran parte agricola, occupata da orti e costruzioni di servizio: nel 1645 vi si era insediato il cimitero ebraico, nel 1852 il gazometro. Una mostra sulla filiera del cibo torna quindi su un terreno che è stato davvero coltivato, molto prima di diventare un parco archeologico.

Di quella Roma rimane una traccia minima: alla fine di Via dei Cerchi, sotto il Palatino, sopravvivono alcune botteghe artigiane nate sugli orti di allora. E sul lato sud dell'area si vede ancora la torretta medievale della Moletta, appartenuta ai Frangipane, che per secoli controllarono questa parte della città.

Una seconda curiosità riguarda gli obelischi. I due che decoravano la spina esistono ancora, ma non qui: il Flaminio fu spostato da Sisto V in Piazza del Popolo, il secondo, portato a Roma da Costanzo II nel 357, è oggi accanto a San Giovanni in Laterano.

Una cosa che non ti dice nessuno su L'Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall'8 al 12 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che l'ultimo giorno è a metà. Lunedì 12 ottobre la mostra apre alle 10 e chiude alle 13: chi pensa di andarci con calma il lunedì pomeriggio trova i cancelli chiusi. I giorni pieni sono da giovedì 8 a domenica 11, dalle 10 alle 19.

La seconda cosa riguarda il fine settimana. Una mostra gratuita al Circo Massimo, con degustazioni da tutto il mondo, attira molta gente il sabato e la domenica. Chi può scegliere venga giovedì o venerdì mattina, quando ci sono soprattutto scuole e addetti ai lavori, e gli stand e le degustazioni sono più accessibili.

La terza è pratica: il Circo Massimo è un prato in leggera pendenza, senza ombra e senza riparo. A ottobre il sole di mezzogiorno scalda ancora, e se piove il terreno diventa fangoso. Scarpe comode, una bottiglia d'acqua e un ombrello pieghevole fanno la differenza fra una bella mattinata e una fatica.

Il consiglio che ti do per visitare L'Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall'8 al 12 ottobre 2026

Conviene guardare il programma prima di uscire di casa. Gli show di cucina, le conferenze e i workshop hanno orari precisi, pubblicati nella sezione Programma del sito ufficiale della FAO: organizzare la visita intorno a due o tre appuntamenti evita di girare a vuoto fra gli stand.

Secondo consiglio: salite sul Palatino o sull'Aventino dopo la mostra. Dal Giardino degli Aranci, sull'Aventino, la vista sulla valle del Circo Massimo è la più bella della città, e con i padiglioni montati si capisce finalmente quanto fosse grande la pista. È anche il modo migliore per chiudere una mattinata passata in mezzo alla folla.

Terzo consiglio: se portate una classe o un gruppo, arrivate all'apertura delle 10. Le prime ore sono le più tranquille, gli espositori hanno tempo per spiegare, e i ragazzi possono fare domande senza la calca del pomeriggio. Per scuole, gruppi aziendali e delegazioni che vogliono unire la mostra a una visita guidata del Palatino e dell'Aventino, un percorso su misura si organizza con Tour Leader Pro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la FAO ha sede a Roma. È molto meno citato che la FAO non nacque a Roma, e che la città non era affatto la scelta scontata. L'organizzazione fu fondata a Québec nel 1945, con sede provvisoria a Washington, e gli Stati Uniti di Roosevelt ebbero un peso decisivo nei primi anni: statunitensi furono il secondo e il terzo direttore generale. Solo nel 1949 la Conferenza generale decise di trasferire la sede a Roma, dove arrivò nel 1951.

A pesare fu anche un precedente: dal 1908 Roma ospitava l'Istituto internazionale di agricoltura, voluto da Vittorio Emanuele III e firmato da settantaquattro Stati. Quando nacque la FAO, l'Istituto fu liquidato e i suoi beni e le sue funzioni passarono alla nuova organizzazione. In un certo senso la FAO tornò a casa.

E un fatto sul luogo: nel 1959 il Circo Massimo avrebbe dovuto ospitare le riprese della corsa delle bighe di Ben Hur. La Sovrintendenza negò l'autorizzazione, e il set si spostò al Circo di Massenzio sull'Appia Antica.

La foto giusta da fare a L'Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall'8 al 12 ottobre 2026

La foto giusta si fa dall'alto. Dal Giardino degli Aranci o dalla strada che sale all'Aventino si inquadrano insieme i padiglioni della mostra, il prato allungato del Circo Massimo e, sullo sfondo, i ruderi dei palazzi imperiali del Palatino. È l'immagine che racconta in un colpo solo la Roma antica e la Roma delle Nazioni Unite.

La seconda foto si fa dal basso, dal lato del Palatino, verso la torre della Moletta, con gli stand in primo piano: meno spettacolare, ma mostra quanto sia profonda la valle.

La terza è quella che tutti faranno comunque: il piatto in mano davanti a uno stand di un paese lontano. Fatela, ma chiedete prima a chi cucina, e ricordate che alle spalle degli espositori ci sono progetti e comunità che meritano più di una storia sui social.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nella valle del Circo Massimo, secondo Tito Livio, avvenne il ratto delle Sabine, durante i giochi di Romolo in onore di Consus. Nel VI secolo avanti Cristo Tarquinio Prisco vi fece costruire le prime strutture in legno per i Ludi Romani; nel 329 avanti Cristo nacquero i primi carceres stabili.

Nel 46 avanti Cristo Giulio Cesare costruì i sedili in muratura e un canale di protezione, l'euripo, largo circa tre metri, fatto colmare da Nerone dopo il grande incendio del 64. Nell'81 dopo Cristo il Senato dedicò a Tito un arco trionfale a tre fornici al centro della curva, per la vittoria nella guerra giudaica; i suoi resti sono stati ritrovati negli scavi del 2015. Nel 103 Traiano completò la ricostruzione dopo l'incendio di età domizianea; nel 357 Costanzo II fece innalzare sulla spina il secondo obelisco. Nel 549 il re goto Totila organizzò le ultime corse.

In epoca moderna, nel 1645 vi fu aperto il cimitero ebraico, nel 1852 il gazometro. Fra il 1911 e gli anni Trenta l'area fu liberata; negli anni Trenta ospitò mostre temporanee del regime. Dal 1951 la FAO ha sede sul lato delle Terme di Caracalla. Dagli anni Ottanta il Circo Massimo è il luogo dei grandi concerti, dei giubilei e delle feste di massa della città.

Chi è passato da L'Esposizione universale della FAO, Dal seme al cibo, al Circo Massimo — dall'8 al 12 ottobre 2026

Dal Circo Massimo sono passati re e imperatori: Romolo nella leggenda, Tarquinio Prisco con i suoi Ludi, Giulio Cesare con i suoi cantieri, Augusto con l'obelisco egizio, Nerone con i restauri dopo l'incendio, Tito con il suo arco, Traiano con la grande ricostruzione, Costanzo II con il secondo obelisco. L'ultimo a organizzare una corsa fu un re goto, Totila, nel 549.

Accanto al circo, nel palazzo della FAO, sono passati i direttori generali dell'organizzazione, dall'indiano Binay Ranjan Sen al libanese Edouard Saouma, dal senegalese Jacques Diouf al brasiliano José Graziano da Silva e al cinese Qu Dongyu, in carica dal 2019. Qui si sono tenuti i vertici mondiali sull'alimentazione del 1996 e del 2002, che hanno prodotto la Dichiarazione di Roma sulla sicurezza alimentare mondiale.

Dall'8 al 12 ottobre 2026 passano dal Circo Massimo le delegazioni dei paesi membri, gli espositori arrivati da tutto il mondo, gli agricoltori, i pescatori, i ricercatori e gli innovatori di cui la mostra racconta le storie, e le migliaia di romani che vengono ad assaggiare un piatto e restano per capire da dove arriva.

Come organizzare la visita a Dal seme al cibo

Per Dal seme al cibo una visita di due o tre ore è sufficiente per vedere gli spazi principali, assistere a uno show di cucina e fare qualche degustazione; chi vuole seguire le conferenze deve calcolare mezza giornata.

Quando andare

Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre sono i giorni più tranquilli; sabato 10 e domenica 11 i più affollati. Lunedì 12 la mostra chiude alle 13. Le prime ore della mattina sono sempre le migliori.

Cosa portare

Scarpe comode, acqua, un cappello per il sole e un ombrello leggero. Il prato è ampio, le distanze fra gli spazi espositivi non sono brevi, e all'aperto il tempo di ottobre può cambiare in poche ore.

Con un gruppo

Per le scuole e i gruppi conviene scrivere prima alla FAO all'indirizzo seeds2foods@fao.org indicato sul sito, per sapere se ci sono attività riservate o percorsi consigliati per la propria fascia di età.

Cosa vedere intorno al Circo Massimo

Il Circo Massimo è circondato da alcuni dei luoghi più belli di Roma: il Palatino, l'Aventino, la Bocca della Verità e le Terme di Caracalla sono tutti a pochi minuti a piedi.

Il Palatino

Sul lato nord si alza il Palatino, con i resti dei palazzi imperiali che dominavano la pista. Dal colle si scende al Foro Romano e si arriva al Colosseo.

L'Aventino

Sul lato sud sale l'Aventino, con il Giardino degli Aranci, la terrazza con la vista più ampia sulla valle, e più avanti la Villa del Priorato di Malta con il suo celebre buco della serratura. Alle pendici del colle c'è il Roseto di Roma.

Bocca della Verità e Foro Boario

All'estremità verso il Tevere si arriva a Santa Maria in Cosmedin, con la Bocca della Verità, e al Tempio di Ercole Vincitore, nell'area del Foro Boario, l'antico mercato del bestiame.

Le Terme di Caracalla

Dall'altra parte della sede FAO si aprono le Terme di Caracalla, uno dei complessi termali meglio conservati dell'antichità, a una decina di minuti a piedi. Chi vuole approfondire la storia del monumento trova tutto nella scheda dedicata al Circo Massimo.

Dove mangiare durante e dopo Dal seme al cibo

A Dal seme al cibo si mangia dentro la mostra, con le degustazioni di alimenti da tutto il mondo; chi vuole un pranzo seduto ha Testaccio e la zona di Bocca della Verità a pochi minuti.

Dentro la mostra

Le degustazioni e gli show di cucina sono parte del programma. Non sostituiscono un pasto completo, ma per un pranzo leggero e curioso bastano e avanzano, e hanno il vantaggio di raccontare la filiera di quello che si assaggia.

Testaccio

A dieci minuti a piedi, oltre Viale Aventino e la Piramide, c'è Testaccio, il quartiere romano della cucina di tradizione legata all'antico mattatoio, con trattorie, pizzerie e un mercato coperto. È il posto naturale per chi, dopo una mattinata di cibi dal mondo, vuole tornare alla cucina romana.

Verso il centro

Dalla parte opposta, fra Bocca della Verità, il Ghetto e Campo de' Fiori, l'offerta è ampia e varia. Nei giorni della mostra conviene prenotare, soprattutto il sabato e la domenica.

Accessibilità, bambini e famiglie

La FAO descrive Dal seme al cibo come uno spazio coinvolgente e accessibile, e il programma comprende workshop e giochi interattivi pensati anche per i più giovani.

Persone con disabilità

Il Circo Massimo è un grande prato in pendenza, con percorsi in terra battuta: chi usa la sedia a rotelle deve considerare che il fondo può essere irregolare, soprattutto dopo la pioggia. Per informazioni sugli accessi più comodi conviene scrivere prima agli organizzatori, all'indirizzo seeds2foods@fao.org.

Con i bambini

È una delle mostre più adatte ai bambini dell'autunno romano: gratuita, all'aperto, piena di cose da vedere, toccare e assaggiare. Il passeggino va bene sui percorsi principali; sul prato, dopo la pioggia, meglio il marsupio.

Con le scuole

Per le classi è un'occasione rara: una lezione sulla fame nel mondo, sull'agricoltura e sull'ambiente fatta da un'agenzia delle Nazioni Unite, gratis, nel luogo dove i Romani correvano con le quadrighe.

Roma nella settimana del cibo

La seconda settimana di ottobre è per Roma la settimana del cibo: Dal seme al cibo chiude il 12 ottobre, e quattro giorni dopo, il 16, si celebra la Giornata mondiale dell'alimentazione, nata dalla data di fondazione della FAO.

Il clima è quello dell'autunno romano migliore: giornate ancora lunghe, mattine fresche, mezzogiorni tiepidi. È il periodo ideale per una giornata all'aperto fra il Circo Massimo, il Palatino e l'Aventino, con la luce bassa del pomeriggio che accende i mattoni dei palazzi imperiali.

Domande frequenti su Dal seme al cibo al Circo Massimo

Quando si tiene Dal seme al cibo al Circo Massimo nel 2026?

L'Esposizione universale della FAO Dal seme al cibo si tiene al Circo Massimo da giovedì 8 a lunedì 12 ottobre 2026. È aperta dall'8 all'11 ottobre dalle 10 alle 19, e lunedì 12 ottobre dalle 10 alle 13. È la seconda edizione della mostra.

Quanto costa entrare a Dal seme al cibo?

L'ingresso a Dal seme al cibo è libero e gratuito: la FAO presenta la mostra come aperta gratuitamente al pubblico. Non c'è biglietto da acquistare. Il programma delle attività, con conferenze, show di cucina e workshop, è pubblicato sul sito ufficiale della FAO dedicato all'evento.

Come si arriva a Dal seme al cibo?

Dal seme al cibo si raggiunge con la metro B, fermata Circo Massimo, con il tram 3, fermata Circo Massimo, oppure in autobus. Il portale turistico di Roma Capitale indica gli accessi su Piazzale Numa Pompilio e su Piazza di Porta Capena, vicino alla sede centrale della FAO.

Che cosa si vede all'Esposizione universale della FAO?

All'Esposizione universale della FAO si vedono innovazioni per l'agricoltura e l'alimentazione presentate da centinaia di espositori da tutto il mondo, con conferenze, performance culturali, workshop, show di cucina, degustazioni e giochi interattivi. Il tema 2026 è l'innovazione per la sicurezza alimentare e la nutrizione.

Si può mangiare a Dal seme al cibo?

Sì, a Dal seme al cibo sono previste degustazioni di alimenti provenienti da ogni parte del mondo e show di cucina. Le degustazioni fanno parte del percorso della mostra e servono a raccontare le filiere; per un pranzo completo Testaccio è a dieci minuti a piedi.

Dal seme al cibo è adatta ai bambini?

Sì, Dal seme al cibo al Circo Massimo è adatta ai bambini e alle scuole: il programma comprende workshop e giochi interattivi, e la mostra si svolge all'aperto. Le prime ore della mattina, nei giorni feriali, sono le più tranquille per le famiglie.

Chi organizza Dal seme al cibo?

Dal seme al cibo è organizzata dalla FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, che ha sede a Roma dal 1951, accanto al Circo Massimo. Per informazioni la FAO indica l'indirizzo seeds2foods@fao.org.

Il giudizio

Il Circo Massimo, di solito, è un prato dove bisogna immaginare le quadrighe. Per cinque giorni di ottobre la valle torna a essere quello che era alle origini: un luogo di scambio fra popoli, di merci e di saperi, accanto al fiume. Andateci un giorno feriale di mattina, con il programma in tasca, e poi salite sull'Aventino a guardarla dall'alto: capirete la mostra e il Circo Massimo meglio che da qualsiasi pannello.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento8 Ottobre 2026 10:00 — 12 Ottobre 2026
IndirizzoCirco Massimo, Via del Circo Massimo, Roma Aventino, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi