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Vengo anch’io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 10 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Vengo anch'io, lo spettacolo concerto di Teatro Invito dedicato alla Milano di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo, va in scena al Teatro Furio Camillo sabato 10 ottobre 2026 alle 21.00.

Vengo anch'io, lo spettacolo concerto di Teatro Invito dedicato alla Milano di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo, va in scena al Teatro Furio Camillo sabato 10 ottobre 2026 alle 21.00. Il teatro è in Via Camilla 44, nel quadrante Appio Tuscolano del Municipio VII, a un centinaio di metri dall'uscita della stazione Furio Camillo della metro A. In scena Luca Radaelli alla voce, Maurizio Aliffi alla chitarra, Luca Pedeferri alla fisarmonica ed Enrico Fagnoni al contrabbasso. La data romana rientra nel progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e vincitore dell'avviso pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026 di Roma Capitale, in collaborazione con SIAE. I prezzi non compaiono sulle pagine ufficiali: informazioni e prenotazioni presso l'associazione Il Naufragar m'è dolce, che cura la programmazione, al numero 351 9073887 o all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it, oppure sul circuito di prevendita indicato dall'organizzazione.

Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo: che serata è

Vengo anch'io è uno spettacolo concerto: canzoni, brani in prosa e poesie che rievocano la Milano degli anni Sessanta e Settanta, intrecciati da un racconto dei luoghi della città. Dura una sola sera a Roma, sabato 10 ottobre alle 21.

Il sottotitolo

La compagnia lo presenta come omaggio alla Milano degli anni Sessanta e agli autori Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo. Tre nomi che erano amici e colleghi prima ancora di diventare riferimenti della canzone e del teatro italiani, e che lo spettacolo celebra come un gruppo.

Il formato

Una voce e un trio acustico di jazzisti: chitarra, fisarmonica, contrabbasso. Niente batteria, niente amplificazione spinta. È la misura del cabaret milanese di quegli anni, quando le canzoni si facevano nei locali piccoli e il pubblico era a un passo dal palco.

Perché vale la serata

Il giudizio è netto: è una serata per chi conosce quelle canzoni e per chi non le ha mai ascoltate con attenzione. I primi ritroveranno i personaggi della loro giovinezza; i secondi scopriranno che dietro i ritornelli c'erano storie di emarginati, di periferie, di povera gente, raccontate con un'ironia che oggi pochi sanno usare.

Lo spettacolo: canzoni, prosa e dialetto meneghino

Vengo anch'io mette insieme le canzoni di Jannacci, Gaber e Fo con testi degli autori che hanno segnato la scena milanese: Nanni Svampa, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Beppe Viola, Alda Merini. È un caleidoscopio di voci più che un recital monografico.

I personaggi

Sulla scena sfilano la Rita, el commissari, la Nineta, il Cerutti, l'Armando: figure che il pubblico milanese conosce per nome, come vecchi vicini di casa. Il Cerutti è quello della Ballata del Cerutti di Gaber, l'Armando quello dell'omonima canzone di Jannacci. Sono personaggi stralunati, al limite, che allora erano teddy boys, balordi e terun, e che la compagnia accosta agli immigrati di oggi.

Canzonetta e letteratura

La compagnia descrive lo spettacolo come una passeggiata sul filo fra canzonetta e letteratura, fra teatro e divertissement, fra satira e nostalgia. Le canzoni di quegli autori erano brevi racconti, e come racconti vengono trattate.

La prosa e la poesia

Accanto alle canzoni ci sono brani in prosa e in poesia, dall'ironia caustica del signor G, il personaggio che Gaber portò in teatro, alla comicità popolare del Mistero buffo di Dario Fo. Il filo che tiene insieme tutto è un racconto dei luoghi di una Milano che, dice la compagnia, ancora irradia il suo fascino.

La lezione di dialetto

C'è anche una divertente lezione di dialetto meneghino. A Roma, dove il milanese si sente di rado, è la parte che rischia di divertire di più: molte canzoni di Jannacci e di Svampa sono in dialetto, e capirne le parole cambia l'ascolto.

La scaletta

Teatro Invito mette a disposizione la scaletta dello spettacolo sulla propria pagina ufficiale. Non la riporto qui: il bello di una serata così è riconoscere i brani uno dopo l'altro.

Vengo anch'io. No, tu no: la canzone che dà il titolo

Vengo anch'io. No, tu no è una canzone scritta da Fiorenzo Fiorentini, Dario Fo ed Enzo Jannacci, pubblicata per la prima volta nel dicembre 1967 su un 45 giri che aveva sul lato B Giovanni, telegrafista. È il titolo che riassume lo spirito dell'intero spettacolo.

La nascita al Derby

Il primo abbozzo risale al 1965. Jannacci raccontò di aver suonato il motivo una sera al Derby Club di Milano a Pupo De Luca, e di averlo allargato suonando, finché ne venne fuori quel ritornello dal tono sempre più isterico. Il Derby era il locale di cabaret dove passava tutta la scena milanese di quegli anni.

La censura

La Rai censurò il brano all'inizio, giudicandone provocatorio il tono. Per effetto della censura dal testo furono tolte le due strofe finali, che si riferivano alla dittatura di Mobutu in Congo e alla tragedia della miniera di Marcinelle. Dietro il ritornello da cantare in coro c'era dunque una satira politica precisa.

Le versioni

La canzone ha avuto molte cover: nel 1968 Rudy Rickson e Buddy con Tony and Tony, nel 1970 l'orchestra di Marco Antony e Torrebruno, che la cantò in spagnolo come Voy contigo? No, tú no, fino a una versione salsa di Batisto Coco nel 1993. Il segno di un ritornello entrato nella memoria collettiva, ben oltre Milano.

Un autore romano

Fra i firmatari c'è Fiorenzo Fiorentini, attore e autore romano. È un dettaglio che rende particolare la data al Furio Camillo: la canzone simbolo della Milano del cabaret porta anche una firma di Roma.

Jannacci, Gaber, Fo e gli altri: gli autori dello spettacolo

Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo sono i tre autori al centro di Vengo anch'io, celebrati come un gruppo di amici e colleghi che negli anni Sessanta cambiarono la canzone e il teatro milanesi. Con loro lo spettacolo porta in scena testi di Nanni Svampa, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Beppe Viola e Alda Merini.

Jannacci

Medico e musicista, Jannacci è l'autore delle canzoni più surreali della serata: storie di poveri cristi raccontate con una voce spezzata e un'ironia che nasconde la tenerezza. Vengo anch'io porta il titolo di una sua canzone, ed è lui il centro del repertorio.

Gaber

Gaber, prima cantante di successo e poi inventore del teatro canzone con il signor G, è presente con il Cerutti e con la prosa caustica dei suoi monologhi. Lo spettacolo attraversa entrambe le sue stagioni.

Fo

Dario Fo, coautore di Vengo anch'io, porta nella serata la comicità popolare del Mistero buffo. Prima di diventare il drammaturgo premiato nel mondo, Fo scriveva canzoni per Jannacci: la serata ricorda quella stagione meno nota.

Svampa, Della Mea, Strehler, Viola, Merini

Nanni Svampa, anima dei Gufi e traduttore di Brassens in milanese; Ivan Della Mea, cantautore delle lotte operaie; Giorgio Strehler, il regista del Piccolo Teatro, che scrisse anche canzoni in dialetto; Beppe Viola, giornalista sportivo e autore di testi per Jannacci; Alda Merini, la poetessa dei Navigli. Cinque voci che completano il ritratto di una città.

Teatro Invito: la compagnia di Lecco

Teatro Invito è una compagnia teatrale nata nel 1986 a Lecco, riconosciuta dal Ministero della Cultura come impresa di produzione di teatro per l'infanzia e la gioventù di rilevanza nazionale e convenzionata con Regione Lombardia. Vengo anch'io è una sua produzione.

Teatro in luoghi inaspettati

La compagnia si definisce una realtà che crea e porta teatro in luoghi inaspettati. Accanto al teatro ragazzi lavora sulla teatralizzazione di spazi non nati per lo spettacolo, con drammaturgie originali che partono da fonti letterarie e iconografiche e si sviluppano dall'improvvisazione degli attori.

La poetica della memoria

Fra i temi ricorrenti la compagnia indica la poetica della memoria, con l'uso del dialetto, lo spunto autobiografico e il cenno storico. Vengo anch'io nasce esattamente da qui: memoria di una città, dialetto, storia recente raccontata attraverso le canzoni.

I festival

Teatro Invito organizza dal 1998 il festival estivo L'ultima luna d'estate nella Brianza lecchese, riconosciuto dal 2015 come festival nazionale dal Ministero. Cura inoltre rassegne come I luoghi dell'Adda, nei luoghi lungo il corso del fiume, Le valli del teatro, Posto unico e Copioni! per le scuole, e i progetti Teatro e musica in ValChiavenna e Palcoscenico Agrate.

Spazio Teatro Invito

Dal 2016 l'associazione gestisce Spazio Teatro Invito, un auditorium da 300 posti a Lecco in concessione dal Comune, dove organizza una stagione serale, una scolastica e una rassegna per famiglie.

Luca Radaelli e i musicisti

Luca Radaelli è il direttore artistico di Teatro Invito e la voce di Vengo anch'io: interpreta le canzoni come brevi racconti, accompagnato da un trio di jazzisti.

Il direttore artistico in scena

Che il direttore artistico di una compagnia salga sul palco come interprete dice molto del progetto. Vengo anch'io non è un repertorio affidato a un cantante: è uno spettacolo pensato da chi guida la compagnia, con la cura di chi conosce quelle canzoni da una vita.

Maurizio Aliffi, chitarra

Maurizio Aliffi è il musicista della compagnia, indicato nell'organico stabile di Teatro Invito. La chitarra tiene l'impianto armonico delle canzoni, come nei dischi di Jannacci dei primi anni.

Luca Pedeferri, fisarmonica

La fisarmonica è lo strumento che più di tutti porta in scena la Milano popolare, delle osterie e delle balere. Nelle mani di Luca Pedeferri è il colore dominante della serata.

Enrico Fagnoni, contrabbasso

Il contrabbasso di Enrico Fagnoni dà al trio l'impronta jazzistica. È lo strumento che separa questo spettacolo da una semplice serata di canzoni: il ritmo è quello dei club, non quello del juke box.

La data romana: lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro

La serata del 10 ottobre al Furio Camillo è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitrice dell'avviso pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale in collaborazione con SIAE.

Cultura nei quartieri

Il senso dell'avviso è nel nome: portare spettacoli dal vivo fuori dal centro storico, nei quartieri dove i romani vivono. Il Teatro Furio Camillo, nel Municipio VII, è uno di quei luoghi.

Chi organizza

Il portale turistico di Roma Capitale indica come contatto per la serata l'associazione Il Naufragar m'è dolce, che cura spettacoli teatrali, concerti, festival e rassegne, fra cui Agorà, teatro e musica nelle periferie e nei borghi del Lazio. Per informazioni sulla serata: 351 9073887, info@ilnaufragarmedolce.it.

Il Teatro Furio Camillo: quarant'anni di teatro indipendente

Il Teatro Furio Camillo, in Via Camilla 44, nasce nella stagione 1985/86 per iniziativa di Marcello Sambati e dell'Associazione Dark Camera, che lo gestisce fino al 1998. Da allora lo conduce l'Associazione Culturale l'Archimandrita, fondata da Andrea Felici e Gianluca Riggi, a cui si sono aggiunte in seguito Roberta Castelluzzo e Alessandra Lanciotti.

Produzione e ospitalità

Dal 1998 l'Archimandrita lavora su due binari: la produzione di spettacoli, con una compagnia affiliata a Dark Camera, riconosciuta dal Ministero, e la gestione del teatro. Felici e Riggi hanno fondato anche Appia Under, società per la creazione di eventi culturali.

Le collaborazioni

Negli anni il teatro ha collaborato con il Goethe Institut, l'Istituto giapponese di cultura, l'Istituto polacco, la Sapienza e l'Università Roma Tre, l'Ente Teatrale Italiano, il Teatro di Roma, il Comune, la Provincia, la Regione Lazio e il Ministero per i Beni Culturali. Una rete ampia per una sala di quartiere.

Un teatro che fa scuola

Il sito ufficiale del teatro elenca corsi per bambini e per le scuole, una sala prove, mostre e rassegne proprie come Teatro degli assaggi e Un'altra storia. Il teatro ospita anche compagnie esterne. È uno spazio di lavoro quotidiano, oltre che un palco serale.

Il nome

Il teatro prende il nome dalla zona e dalla stazione della metro, che ricordano Marco Furio Camillo, il condottiero che la tradizione romana celebra come il vincitore dei Galli e il secondo fondatore di Roma. Una memoria antichissima per una sala nata negli anni Ottanta.

Il quartiere: Appio Latino e Tuscolano intorno a Furio Camillo

La zona di Furio Camillo, nel Municipio VII, si trova fra via Appia Nuova e via Tuscolana, a sud est di San Giovanni: un quartiere residenziale nato nel Novecento, con palazzine, mercati e piccoli giardini.

Le ville del quartiere

Intorno alla stazione si trovano Villa Lazzaroni, parco pubblico sull'Appia Nuova, e Villa Lais, due ville storiche diventate giardini di quartiere. Poco lontano, la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice sulla via Tuscolana.

Verso gli acquedotti

Proseguendo lungo l'Appia Nuova verso sud si arriva al Parco Appio e, più avanti, al Parco degli Acquedotti, con gli archi dell'Acqua Claudia e dell'Acqua Felice. Verso il Quadraro, lungo la Tuscolana, si entra nel quartiere dei murales.

Verso il centro

Verso nord, a due fermate di metro, c'è San Giovanni con la basilica di San Giovanni in Laterano. Un po' più a ovest, oltre le mura, il Parco della Caffarella scende verso l'Appia Antica.

Come arrivare al Teatro Furio Camillo

Il Teatro Furio Camillo si trova in Via Camilla 44, a circa cento metri dall'uscita della stazione Furio Camillo della metro A, sulla via Appia Nuova all'angolo con via Furio Camillo.

Con la metro A

La metro A è il mezzo più comodo: da Termini sono pochi minuti di viaggio, da San Giovanni due fermate. La stazione Furio Camillo è in servizio dal 16 febbraio 1980, quando fu inaugurata la prima tratta della linea da Anagnina a Ottaviano.

Il ritorno

Uno spettacolo che comincia alle 21 di sabato finisce presumibilmente prima delle 23. Il sabato sera la metro A resta aperta più a lungo che nei giorni feriali: prima di uscire controllate gli orari aggiornati sul sito dell'azienda dei trasporti.

In auto

Nel quartiere si parcheggia su strada, fra l'Appia Nuova e la Tuscolana. Il sabato sera le vie residenziali sono piene: conviene arrivare con un po' di anticipo o preferire la metro.

Accessibilità della stazione

La stazione Furio Camillo è indicata come accessibile alle persone con disabilità motorie se accompagnate. Per l'accessibilità della sala conviene chiedere direttamente al teatro, al numero 06 97616026.

Come organizzare la serata

Con l'inizio alle 21 di sabato, la serata si organizza intorno a una cena presto nel quartiere o a San Giovanni, e poi il teatro.

Prenotare

Il Teatro Furio Camillo è una sala raccolta. Per una data unica conviene prenotare con qualche giorno di anticipo, contattando l'organizzazione ai recapiti indicati o attraverso il circuito di prevendita autorizzato.

Con i ragazzi

Teatro Invito nasce come compagnia di teatro ragazzi, ma Vengo anch'io è uno spettacolo serale per adulti. Un adolescente curioso di musica può apprezzarlo, soprattutto se ha già sentito qualche canzone di Jannacci; per i bambini l'orario è tardo.

Prepararsi all'ascolto

Il consiglio è di ascoltare, prima di venire, Vengo anch'io. No, tu no, La ballata del Cerutti e L'Armando. Tre canzoni bastano per entrare nel mondo della serata.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

La zona di Furio Camillo è un quartiere residenziale, con trattorie, pizzerie e bar di vicinato lungo l'Appia Nuova e la Tuscolana; più scelta si trova verso San Giovanni e Re di Roma.

Prima dello spettacolo

Una pizza lungo l'Appia Nuova è la soluzione più pratica per chi vuole cenare prima delle 20.30 e arrivare a piedi al teatro.

Dopo lo spettacolo

Dopo le 23 di sabato, la zona di San Giovanni, due fermate di metro più a nord, offre locali aperti fino a tardi. Parlare delle canzoni appena ascoltate davanti a un bicchiere di vino è il modo giusto di chiudere una serata così.

Una curiosità su Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

La curiosità più bella della serata riguarda gli autori della canzone che le dà il titolo. Vengo anch'io. No, tu no, simbolo della Milano del cabaret, fu scritta da Enzo Jannacci e Dario Fo insieme a Fiorenzo Fiorentini, attore e autore romano. Portare quello spettacolo a Roma significa, in un certo senso, riportare a casa una parte della canzone.

La seconda curiosità è nella storia della canzone. Il primo abbozzo nacque nel 1965, una sera al Derby Club di Milano, quando Jannacci suonò il motivo a Pupo De Luca e lo allargò improvvisando. Il ritornello che tutti conoscono, dunque, è nato quasi per caso, in un locale, davanti a un amico.

La terza riguarda la censura. La Rai all'inizio non la voleva, e dal testo furono tolte le due strofe finali, che parlavano della dittatura di Mobutu in Congo e della strage di minatori di Marcinelle. Quella che per molti è una canzone da gita scolastica era, nella sua forma completa, una canzone politica.

Ultima: Teatro Invito, la compagnia che la porta in scena, è nata come compagnia di teatro ragazzi. Lo spettacolo su Jannacci, Gaber e Fo è una delle sue produzioni serali per adulti, e dice quanto la memoria sia al centro del suo lavoro.

Una cosa che non ti dice nessuno su Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

Quello che raramente si dice di uno spettacolo come Vengo anch'io è che le canzoni di Jannacci e Gaber, oggi, rischiano di essere ricordate solo per i ritornelli. Il pregio di questa serata è restituirle come racconti: personaggi, luoghi, situazioni. La compagnia accosta i teddy boys, i balordi e i terun di allora agli immigrati di oggi, e l'accostamento, a sentirlo dal vivo, funziona.

La seconda cosa riguarda il dialetto. Molti brani della scena milanese sono in meneghino, e a Roma rischiano di passare inascoltati. Lo spettacolo prevede una lezione di dialetto: non è un intermezzo comico, è la chiave per capire metà del repertorio. Seguitela con attenzione.

La terza riguarda la sala. Il Teatro Furio Camillo è una sala di quartiere, lontana dai grandi circuiti. Chi arriva dal centro trova un pubblico di residenti, abituato a frequentare quella sala. È il contesto più vicino ai locali milanesi di allora, dove artista e pubblico si conoscevano.

Ultimo dettaglio: il trio che accompagna Radaelli è di jazzisti. Le canzoni di Jannacci, che era anche un pianista jazz, tornano così al loro linguaggio d'origine.

Il consiglio che ti do per visitare Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

Meglio venire preparati, ma non troppo. Ascoltate tre canzoni prima di uscire di casa: Vengo anch'io. No, tu no, per il titolo; La ballata del Cerutti di Gaber, per uno dei personaggi della serata; L'Armando di Jannacci, per l'altro. Il resto lasciatelo scoprire in sala.

Prendete la metro A fino a Furio Camillo e arrivate verso le 20.30: l'uscita è a cento metri dal teatro, e avrete il tempo di ritirare il biglietto e prendere posto con calma. Scegliete le file centrali: in uno spettacolo di parole e canzoni conta sentire bene la voce, più che vedere da vicino.

Durante la lezione di dialetto meneghino non abbiate timore di ridere e di ripetere le parole. È fatta per coinvolgere il pubblico, e chi partecipa si gode di più il resto della serata.

All'uscita, fate due passi lungo l'Appia Nuova prima di riprendere la metro. È un quartiere che la sera ha il ritmo lento di una città di provincia, e dopo uno spettacolo sulla Milano di una volta è il finale giusto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo hanno fatto la storia della canzone e del teatro italiani. Meno spesso si ricorda che lo hanno fatto insieme, come gruppo di amici che si incontravano negli stessi locali, si scambiavano testi e si scrivevano canzoni a vicenda. Vengo anch'io celebra proprio questo: non tre solisti, ma una scena.

Il secondo fatto poco citato riguarda la scena milanese nel suo insieme. Accanto ai tre nomi più noti c'erano Nanni Svampa, che traduceva Brassens in dialetto milanese; Ivan Della Mea, il cantautore delle lotte operaie; Giorgio Strehler, che accanto alla regia del Piccolo Teatro scriveva canzoni; Beppe Viola, giornalista sportivo e autore di testi per Jannacci; Alda Merini, la poetessa dei Navigli. Lo spettacolo li mette tutti sullo stesso palco.

Il terzo riguarda Dario Fo. Il mondo lo conosce come drammaturgo e premio Nobel per la letteratura; pochi ricordano che negli anni Sessanta scriveva canzoni, e che Vengo anch'io. No, tu no porta anche la sua firma. Il Mistero buffo che lo spettacolo cita è l'altro volto dello stesso autore.

La foto giusta da fare a Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

La foto giusta di questa serata si fa fuori, prima dello spettacolo: l'insegna della stazione Furio Camillo della metro A, con la M rossa accesa nella sera di ottobre. È l'immagine che racconta la serata, uno spettacolo in un teatro di quartiere, fuori dal centro, raggiunto in metro come fanno i romani.

La seconda foto si fa all'ingresso del teatro in Via Camilla, con la locandina della serata. Un teatro nato negli anni Ottanta e ancora attivo, in una via residenziale, è un pezzo di storia della cultura indipendente romana.

In sala, se consentito, fotografate con discrezione e senza flash, solo alla fine, durante gli applausi. Lo scatto più bello è quello del trio schierato con fisarmonica, chitarra e contrabbasso accanto al cantante: la formazione del cabaret milanese degli anni Sessanta, come nelle foto in bianco e nero del Derby.

Se volete un ricordo senza disturbare, fotografate il biglietto: il titolo Vengo anch'io, accanto al nome del teatro, basta a ricordare la serata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento importante per questa sala è la sua nascita, nella stagione 1985/86, per iniziativa di Marcello Sambati e dell'Associazione Dark Camera. Nel 1998 la gestione passa all'Associazione Culturale l'Archimandrita, fondata da Andrea Felici e Gianluca Riggi, che da allora ne fa un luogo di produzione e di ospitalità, in collaborazione con istituti di cultura stranieri, università e il Teatro di Roma.

Prima ancora, il 16 febbraio 1980, entra in servizio la stazione Furio Camillo della metro A, con la prima tratta della linea da Anagnina a Ottaviano: è la metropolitana a rendere questa zona dell'Appio Tuscolano raggiungibile in pochi minuti dal centro, e a fare di un teatro di quartiere una sala per tutta la città.

Per lo spettacolo, le date si allungano su sessant'anni: 1965, primo abbozzo di Vengo anch'io al Derby Club di Milano; dicembre 1967, uscita del 45 giri con Giovanni, telegrafista sul lato B; 1968, le prime cover; 1970, la versione spagnola di Torrebruno; 1986, nascita di Teatro Invito a Lecco; 1998, primo festival L'ultima luna d'estate; 2016, apertura di Spazio Teatro Invito. Il 10 ottobre 2026 questa storia arriva in Via Camilla.

Chi è passato da Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo — 10 ottobre 2026

Attraverso lo spettacolo del 10 ottobre passa, in forma di canzoni e di testi, tutta la scena milanese degli anni Sessanta e Settanta: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo, Nanni Svampa, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Beppe Viola, Alda Merini. Nella storia della canzone del titolo passano anche Fiorenzo Fiorentini, coautore romano, e Pupo De Luca, il primo ad ascoltarne l'abbozzo al Derby Club.

Sul palco del Furio Camillo, negli anni, sono passati gli artisti della compagnia Dark Camera di Marcello Sambati e quelli dell'Archimandrita di Andrea Felici e Gianluca Riggi, oltre alle compagnie ospitate in collaborazione con il Goethe Institut, l'Istituto giapponese di cultura, l'Istituto polacco, le università romane, l'Ente Teatrale Italiano e il Teatro di Roma.

Il 10 ottobre ci passano Luca Radaelli, direttore artistico di Teatro Invito, Maurizio Aliffi, Luca Pedeferri ed Enrico Fagnoni: una compagnia lombarda che da quarant'anni porta teatro nei luoghi più diversi e che questa volta lo porta in un quartiere romano, fuori dal centro.

Domande frequenti su Vengo anch'io a Roma

Quando va in scena Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo?

Vengo anch'io va in scena al Teatro Furio Camillo sabato 10 ottobre 2026 alle 21.00, in una sola data. È lo spettacolo concerto di Teatro Invito dedicato alla Milano di Jannacci, Gaber e Fo, con Luca Radaelli alla voce e un trio di chitarra, fisarmonica e contrabbasso.

Dove si trova il Teatro Furio Camillo?

Il Teatro Furio Camillo si trova in Via Camilla 44, a Roma, nel Municipio VII, a circa cento metri dall'uscita della stazione Furio Camillo della metro A. La fermata è sulla via Appia Nuova, all'angolo con via Furio Camillo.

Quanto costa il biglietto di Vengo anch'io?

Il prezzo di Vengo anch'io al Teatro Furio Camillo non è pubblicato sulle pagine ufficiali. Per informazioni e prenotazioni si contatta l'associazione Il Naufragar m'è dolce al numero 351 9073887 o all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it, oppure il circuito di prevendita indicato dall'organizzazione.

Chi c'è in scena in Vengo anch'io?

In Vengo anch'io sono in scena Luca Radaelli alla voce, direttore artistico di Teatro Invito, Maurizio Aliffi alla chitarra, Luca Pedeferri alla fisarmonica ed Enrico Fagnoni al contrabbasso. Lo spettacolo è una produzione di Teatro Invito di Lecco.

Che canzoni ci sono in Vengo anch'io?

Vengo anch'io propone canzoni di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo e testi di Nanni Svampa, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Beppe Viola e Alda Merini. Fra i personaggi evocati ci sono la Rita, el commissari, la Nineta, il Cerutti e l'Armando; la scaletta è sul sito di Teatro Invito.

Chi ha scritto la canzone Vengo anch'io. No, tu no?

Vengo anch'io. No, tu no è stata scritta da Enzo Jannacci, Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini e pubblicata nel dicembre 1967 su un 45 giri con Giovanni, telegrafista. La Rai la censurò all'inizio e due strofe finali, su Mobutu e Marcinelle, furono tolte.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

Vengo anch'io è uno spettacolo serale pensato per un pubblico adulto, con canzoni, prosa e poesia. Un adolescente appassionato di musica può apprezzarlo, soprattutto se conosce qualche canzone di Jannacci; per i bambini piccoli l'orario delle 21 è tardo.

In chiusura

Nei teatri di quartiere di Roma le serate migliori sono spesso quelle lontane dai cartelloni del centro. Vengo anch'io al Furio Camillo è una di queste: prendete la metro A, ascoltate tre canzoni prima di uscire, e lasciate che una compagnia lombarda vi racconti una Milano che, in fondo, somiglia molto a certe periferie romane.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento10 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Furio Camillo, Via Camilla 44, 00181 Roma Roma Città

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