Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
Sabato 17 ottobre 2026 alle 18:00 la Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, sul piazzale di Villa Fiorelli nel Tuscolano (Municipio VII), è il punto di partenza di Rifugi antiaerei come teatri della memoria, un walkabout gratuito condotto da Carlo Infante con NuvolaProject, il Comitato di Quartiere Tuscolano e l'APS Villa Fiorelli. Il portale Culture di Roma Capitale indica per arrivare gli autobus 16, 105 e 412, la linea A della metropolitana e il treno regionale Termini Civitavecchia. L'ingresso è libero con prenotazione consigliata presso Urban Experience, che cura l'iniziativa: email info@urbanexperience.it, telefono 340 6688246. Non ci sono biglietti da comprare. Alle 19:00, nello stesso luogo, segue il talk Una sistematurgia narrante nel bunker di Monopoli, sempre con Carlo Infante e NuvolaProject: conviene considerarli una sola serata.
Rifugi antiaerei come teatri della memoria in breve
Rifugi antiaerei come teatri della memoria è una camminata conversata di sabato 17 ottobre 2026, alle 18:00, alla ricerca di un rifugio della seconda guerra mondiale sepolto sotto Villa Fiorelli e dimenticato dal quartiere.
Che cosa si cerca
Sotto ciò che resta di Villa Fiorelli c'è un locale che fu rifugio antiaereo degli abitanti della zona durante l'ultima guerra. Il testo ufficiale lo dice senza giri di parole: di questo luogo non c'è più memoria. Il walkabout individua i punti di accesso, oggi sigillati, e li mostra a chi partecipa.
A che cosa serve
L'obiettivo dichiarato è politico nel senso buono del termine. Il walkabout propone alle comunità del territorio, ai decisori pubblici e ai rappresentanti del Municipio VII di avviare un progetto di recupero di quel luogo di memoria della seconda guerra mondiale. Si cammina, si guarda, e alla fine si chiede qualcosa di concreto.
Chi lo promuove
La cura è di Urban Experience, associazione di promozione sociale. Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il portale avverte che il programma può subire variazioni.
Due appuntamenti, una serata
Alle 18:00 il walkabout, alle 19:00 il talk sul bunker di Monopoli. Il primo cerca un rifugio che non si può ancora aprire; il secondo racconta un rifugio che è stato aperto e trasformato. Presi insieme fanno un ragionamento completo, ed è il modo in cui vanno seguiti.
Che cosa succede durante il walkabout di Villa Fiorelli
Il walkabout di Urban Experience è una camminata in gruppo guidata da un conduttore che apre temi, ferma il gruppo dove il luogo suggerisce una storia e mescola il racconto dal vivo con strumenti digitali come la radio in cuffia e i podcast geolocalizzati.
Il percorso
Il ritrovo è la Casa del Quartiere. Da lì il gruppo si muove verso i punti del parco e delle strade vicine dove si trovano, o si ritiene si trovino, gli accessi del rifugio. Il percorso preciso non è pubblicato: fa parte della scoperta, ed è giusto così.
Le testimonianze
Il lavoro su questo rifugio non comincia oggi. Nella prima edizione di Paesaggi Umani, in un pomeriggio del 7 novembre, Urban Experience aveva già condotto a Villa Fiorelli una radio che cammina sulle tracce del rifugio perduto, raccogliendo testimonianze sui bombardamenti dell'agosto 1943. In quell'occasione, secondo il resoconto pubblicato da culturedigitali.it, erano stati rilevati anche decine di ricoveri sotto i condomini e le scuole del quartiere.
Lo sguardo di NuvolaProject
NuvolaProject partecipa al walkabout. È la coppia di artisti che nel programma di Paesaggi Umani firma le videoproiezioni nomadi e i ritratti animati con l'intelligenza artificiale. La sua presenza qui è legata al talk delle 19:00, dove racconta l'esperienza di un rifugio già recuperato in Puglia.
Il ruolo del quartiere
Il Comitato di Quartiere Tuscolano e l'APS Villa Fiorelli sono coorganizzatori, non ospiti. Sono loro a conoscere le storie, i cortili, le famiglie che ricordano. Un walkabout di questo tipo funziona quando chi abita il posto prende la parola, e qui la parola ce l'hanno per statuto.
Una sistematurgia narrante nel bunker di Monopoli, il talk delle 19
Alle 19:00 di sabato 17 ottobre 2026, alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, Carlo Infante e NuvolaProject presentano Una sistematurgia narrante nel bunker di Monopoli, talk gratuito che completa il walkabout.
Il bunker di Monopoli
A Monopoli NuvolaProject ha curato un ambiente sensibile che mette in scena la memoria della seconda guerra mondiale dentro un rifugio antiaereo rimasto chiuso e inutilizzato per sessant'anni. Il luogo è stato recuperato e trasformato in un dispositivo per interrogarsi sul futuro. Il resoconto di culturedigitali.it richiama la catabasi di Enea, che scende negli inferi per interrogarsi sul proprio destino.
Oggetti dimenticati e intelligenza artificiale
Nel bunker pugliese le tracce del passato, affidate a oggetti che sembrano dimenticati, prendono vita in quello che gli autori chiamano un sogno lucido, attivato da Massimo Di Leo e Gaia Riposati, le due anime di NuvolaProject. L'intelligenza artificiale è usata come un dispositivo combinatorio da saper interrogare, non come un effetto speciale.
Che cos'è la sistematurgia
Sistematurgia è un termine coniato dall'artista catalano Marcel·lí Antúnez Roca per indicare l'interazione serrata fra drammaturgia e sistemi digitali. Nel lessico di Urban Experience è ciò che rende performante l'avventura in un sottosuolo: il racconto non viene semplicemente proiettato, ma costruito dal rapporto fra spazio, pubblico e macchina.
Perché qui
Il talk di Villa Fiorelli ha un senso preciso. Monopoli è l'esempio di ciò che il rifugio del Tuscolano potrebbe diventare: da vuoto sigillato a luogo di memoria vissuta. Chi partecipa al walkabout e poi al talk vede il prima e il dopo nella stessa serata.
Carlo Infante e Urban Experience, chi conduce il walkabout
Carlo Infante è il curatore di Paesaggi Umani di Roma Plurale e il conduttore dei walkabout di Urban Experience, l'associazione romana che da anni porta in città la formula del performing media: camminata, racconto, radio e mappe digitali.
Piedi per terra e testa nel cloud
È il motto di Urban Experience, e dice bene il metodo. Il gruppo cammina davvero, sul selciato e nell'erba; intanto il racconto si appoggia a strumenti digitali che restano dopo la camminata. La città viene letta dal basso, dal dettaglio, dall'anomalia, con attenzione a quella che l'associazione chiama biodiversità culturale.
Le mappe parlanti
Urban Experience ricorda di aver sviluppato mappe sul web con la piattaforma prototipo glocalmap.to, nell'ambito delle Olimpiadi di Torino del 2006. Da quella esperienza viene il geopodcast: racconti e testimonianze registrati sul posto e collocati su una mappa, da riascoltare nei luoghi dove sono stati raccolti. Nel 2007, sempre a Torino, la stessa pratica aveva prodotto una Mappa Emozionale della Memoria Antifascista con segnaletiche e codici QR.
Il punto di vita
Infante lavora da anni sul concetto di punto di vita: con il virtuale si è scoperto che si può agire dentro la visione, e il punto di vista della prospettiva rinascimentale lascia spazio a un punto in cui l'immagine si vive. Per un rifugio antiaereo il concetto funziona in modo quasi letterale: si tratta di rientrare, anche solo con l'immaginazione, in uno spazio dove altri hanno vissuto ore di paura.
Un'attività fitta
Nel 2026 Urban Experience ha condotto walkabout nelle periferie romane, lungo il Tevere, al Mandrione, al MACRO e perfino in una stazione della metro C. L'associazione fa parte del Comitato Scientifico di Fondazione Symbola. Nello stesso ottobre Infante conduce anche un talk sulla memoria dell'avanguardia all'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, il 16, e un walkabout a Ostia, il 18.
NuvolaProject, le immagini della memoria
NuvolaProject è il duo formato da Massimo Di Leo e Gaia Riposati, che nel programma di Paesaggi Umani firma le videoproiezioni nomadi e i ritratti performanti realizzati con l'intelligenza artificiale.
Proiezioni nomadi
Nomadi perché si spostano con il gruppo. Non c'è uno schermo fisso: il proiettore cerca di volta in volta la superficie giusta, un muro, un tronco, una statua. È un lavoro più intimo che spettacolare, da guardare da vicino.
I ritratti performanti
Nel 2026 NuvolaProject ha videoproiettato di notte le Sibille sull'Appia Antica, a Capo di Bove, e ha costruito il doppio digitale della musa Polimnia, la statua ritrovata nel 1928 proprio sotto Villa Fiorelli e oggi esposta alla Centrale Montemartini. Nella prima edizione di Paesaggi Umani aveva fatto apparire Sisto V sotto l'acquedotto Felice.
I bombardamenti di Vespignani
C'è un precedente diretto per il tema di questa serata. Nella prima edizione, alla Cooperativa Case Tramvieri, NuvolaProject aveva portato la performance I bombardamenti del 1943 nelle visioni di Renzo Vespignani: i bombardamenti del 1943 visti attraverso le opere di un pittore. Il filo che porta al rifugio di Villa Fiorelli era già teso.
Paesaggi Umani di Roma Plurale, la rassegna
Paesaggi Umani di Roma Plurale è alla seconda edizione, dal 18 settembre al 21 ottobre 2026, con il sottotitolo Performing Media Storytelling per la Memoria Rigenerativa. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.
Il progetto
La rassegna è realizzata da Urban Experience e progettata da Carlo Infante con Roberto De Luca e NuvolaProject. Il testo ufficiale parla di un percorso di innovazione culturale con impatto sociale e civico, che orienta la produzione immateriale del performing media verso il patrimonio immateriale della memoria dei territori.
Walkabout che formano
In questa edizione i walkabout coinvolgono più comunità territoriali e funzionano anche come workshop per studenti, cittadini e performer. Le memorie orali raccolte finiscono in mappe parlanti, con podcast georeferenziati; alcune attività lasciano segnaletiche parlanti per ascoltarli sul posto.
Il Tuscolano al centro
Il portale lo scrive chiaramente: fra gli ambiti territoriali già coinvolti nella prima edizione il Tuscolano viene in primo luogo. Villa Fiorelli è il luogo che torna più spesso nel programma, con la Mandrioneide di Ascanio Celestini partita da qui il 27 settembre, Polimnia torna a casa l'11 ottobre e la serata del 17 dedicata al rifugio.
Una rete di partner
Fra le collaborazioni elencate figurano l'Aps Villa Fiorelli, il Comitato di Quartiere Tuscolano Villa Fiorelli, l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, l'ICBSA, il Parco archeologico dell'Appia Antica, Roma Europa Festival, l'Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, Happy Bridge e diversi comitati di quartiere. È una rassegna fatta di alleanze locali, e si vede.
Roma sotto le bombe: il contesto del rifugio
Roma fu bombardata per la prima volta il 19 luglio 1943, alle 11:03, dall'aviazione statunitense: l'obiettivo erano gli scali ferroviari della zona orientale, ma furono colpiti duramente anche i quartieri residenziali, fra cui il Tuscolano.
Il 19 luglio
Secondo la voce di Wikipedia sul bombardamento, gli obiettivi erano gli scali di San Lorenzo, Roma Tiburtina e Roma Prenestina con le relative officine. Oltre a San Lorenzo, che subì le distruzioni più estese, riportarono gravi danni il Tiburtino, il Prenestino, il Labicano, il Casilino, il Tuscolano e il Nomentano. Il numero delle vittime non è mai stato accertato con certezza e le stime divergono molto.
Agosto 1943
Il 14 agosto 1943 il governo Badoglio proclamò unilateralmente Roma città aperta, ma la dichiarazione non fermò le incursioni: la città fu colpita di nuovo il 13 agosto e il 23 settembre 1943. Sono i bombardamenti dell'agosto 1943 quelli ricordati dalle testimonianze raccolte a Villa Fiorelli nella prima edizione del progetto.
I ricoveri di quartiere
Nel Tuscolano, come in tutta la città, gli abitanti trovavano riparo nei ricoveri ricavati sotto i condomini e le scuole. Il resoconto del walkabout del 7 novembre parla di decine di ricoveri rilevati nel quartiere. Quello di Villa Fiorelli, sotto un parco pubblico, è il caso più emblematico: un luogo di tutti, di cui nessuno ricorda più l'ingresso.
Allarme dal cielo
Al walkabout della prima edizione aveva partecipato Lorenzo Grassi, esperto dei sotterranei di Roma e delle sirene antiaeree installate in quegli anni, che ne ha pubblicato una mappatura nel libro Allarme dal Cielo. Le sirene sono la colonna sonora dimenticata di quel periodo: chi le ha sentite da bambino le ricorda ancora.
Altri rifugi romani
Roma conserva e apre al pubblico alcuni rifugi della guerra. Il più noto è il bunker di Villa Torlonia, aperto a visite periodiche. Il confronto è istruttivo: là un rifugio celebre e restaurato, qui quello di un quartiere popolare, murato e dimenticato.
Villa Fiorelli, la sede di Rifugi antiaerei come teatri della memoria
Villa Fiorelli è un parco pubblico di circa 9.000 metri quadrati nel Tuscolano, Municipio VII, affacciato sulla piazza omonima davanti alla chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio; è gestito da Roma Capitale e aperto dall'alba al tramonto.
Gli ingressi
Si entra da quattro lati: dalla piazza, da via Melfi, da via Avezzano e da via Enna. La Casa del Quartiere, punto di ritrovo della serata, è il riferimento da tenere a mente: a ottobre, alle 18:00, la luce comincia a calare e i viali si somigliano tutti.
Da vigna a villa
Secondo Wikipedia, l'area era una grande proprietà agricola dei conti Costantini già alla fine del Settecento; il Catasto gregoriano del 1818 vi registra un edificio rustico del conte Vincenzo Costantini. Nel 1848 la contessa Teresa Costantini sposò Luigi Fiorelli, e la tenuta prese il nome della famiglia del marito.
Il parco del 1931
All'inizio del Novecento i terreni furono espropriati e costruiti a poco a poco. Nel 1930 il Governatorato acquisì ciò che restava del verde e ne fece un parco pubblico, inaugurato nel 1931; la scheda della villa indica come architetto Raffaele De Vico. Dodici anni dopo, sotto quel parco, gli abitanti del quartiere scendevano a ripararsi dalle bombe.
Il restauro del 2004
Nel 2003 il Comune ha restaurato il parco per riproporre l'immagine del giardino ottocentesco, sul modello dei parchi urbani inglesi. La villa restaurata è stata inaugurata il 2 dicembre 2004 dal sindaco Walter Veltroni. Il rifugio, allora, non faceva parte del progetto: è rimasto sotto, sigillato.
Un quartiere di villini
Intorno al parco si vedono villini e palazzine di inizio Novecento, molti restaurati. È il tessuto dell'edilizia popolare che il parco doveva servire, e che nel 1943 aveva bisogno di un posto sicuro dove scendere quando suonavano le sirene.
Come arrivare a Villa Fiorelli
Villa Fiorelli si raggiunge con la metro A, con gli autobus 16, 105 e 412 o con il treno regionale della linea Termini Civitavecchia, come indica il portale Culture; il parco si trova a pochi passi da via Tuscolana.
In metropolitana
La linea A è la soluzione più comoda, soprattutto per il ritorno serale dopo il talk delle 19:00. Dalla stazione si prosegue a piedi nel reticolo di strade residenziali fino al piazzale. Conviene controllare il percorso a piedi prima di uscire.
In autobus
Le linee 16, 105 e 412 sono quelle indicate dal portale per la manifestazione. Di sabato sera le frequenze possono essere più basse che nei giorni feriali: chi ha tempi stretti farebbe bene a verificare gli orari in anticipo.
In treno
Il portale cita anche il treno regionale della linea Termini Civitavecchia, utile per chi arriva da fuori o dal quadrante nord ovest della città. È un'indicazione insolita per un parco di quartiere, e dice quanto il Tuscolano sia attraversato dalla ferrovia.
In bicicletta e in auto
Il portale segnala espressamente l'accesso in bicicletta alla Casa del Quartiere. In auto il sabato sera trovare posto in un quartiere residenziale così denso è difficile: meglio i mezzi pubblici.
Cosa vedere intorno a Villa Fiorelli
Villa Fiorelli si trova in un quadrante di Roma ricco di archeologia e di storia del Novecento, fra Porta Maggiore, il Mandrione e il Quadraro.
Porta Maggiore e Santa Croce
Verso il centro, Porta Maggiore e la basilica di Santa Croce in Gerusalemme segnano l'area degli antichi Horti Spei Veteris, il possedimento imperiale che si estendeva fino alla zona di Villa Fiorelli. Da questo sottosuolo, nel 1928, riemerse la statua di Polimnia.
Il Mandrione
Il Mandrione, fra gli archi degli acquedotti, è la piega della città raccontata dalla Mandrioneide di Ascanio Celestini: per decenni una delle zone più povere d'Europa, oggi un luogo di memoria popolare.
Il Quadraro e gli Acquedotti
Poco più a sud si trovano il Quadraro, quartiere popolare con una forte identità, e il Parco degli Acquedotti offre la passeggiata più bella del quadrante. Per chi ha una giornata intera, la mattina agli Acquedotti e la sera a Villa Fiorelli fanno un itinerario coerente.
Dove mangiare prima o dopo il walkabout
Il Tuscolano intorno a Villa Fiorelli offre una ristorazione di quartiere: trattorie, pizzerie, pizza al taglio e bar con tavolini, soprattutto lungo via Tuscolana e nelle strade vicine.
Prima delle 18
Un caffè o un tramezzino in un bar della zona è il modo migliore di arrivare puntuali. Il walkabout è parlato e si cammina: meglio non arrivare affamati.
Dopo il talk
Il talk delle 19:00 finisce all'ora di cena. Di sabato sera le pizzerie del Tuscolano sono piene di famiglie del quartiere, e chi vuole un tavolo fa bene a prenotare. È anche il momento giusto per continuare la conversazione con chi ha camminato con voi.
Accessibilità, famiglie e informazioni pratiche
Il portale Culture indica Rifugi antiaerei come teatri della memoria come evento accessibile, con ingresso possibile in sedia a rotelle, in bicicletta e a piedi.
Mobilità ridotta
Villa Fiorelli è un parco pianeggiante, restaurato nel 2004. I punti di accesso al rifugio sono sigillati e non si scende nel sottosuolo: la camminata resta in superficie. Chi ha esigenze specifiche può segnalarle al momento della prenotazione.
Con i ragazzi
Per i ragazzi delle medie e delle superiori è un'occasione rara: la seconda guerra mondiale raccontata sotto casa, con gli ingressi di un rifugio davanti agli occhi. Per i bambini piccoli la serata è lunga e parlata.
Cosa portare
Scarpe comode, una giacca leggera, una piccola torcia o il telefono carico. A metà ottobre alle 18:00 fa ancora chiaro, ma quando il gruppo arriva ai punti più nascosti del parco la luce cala in fretta.
Una curiosità su Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
Il sottosuolo di Villa Fiorelli ha restituito una musa prima di nascondere un rifugio. Nel 1928, in un cunicolo sotto l'attuale parco, fu ritrovata la statua di Polimnia, la musa della memoria figlia di Mnemosine, oggi esposta alla Centrale Montemartini. Nel 1931 sopra quel terreno fu inaugurato il parco pubblico. Pochi anni dopo, durante la guerra, lo stesso sottosuolo divenne rifugio per gli abitanti del quartiere.
La coincidenza non è sfuggita a Urban Experience, che nel programma 2026 ha messo in fila le due storie: l'11 ottobre il ritorno digitale della musa a Villa Fiorelli, il 17 la ricerca del rifugio. La memoria antica e la memoria recente vengono dallo stesso terreno, e la musa che le protegge porta il nome giusto.
Seconda curiosità: il nome della villa. Fino al 1848 era Vigna Costantini; divenne Villa Fiorelli con il matrimonio fra la contessa Teresa Costantini e Luigi Fiorelli. Un parco che ha cambiato nome per amore e ha nascosto un rifugio per necessità.
Una cosa che non ti dice nessuno su Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che in questa serata non si entra nel rifugio. Gli accessi sono sigillati, e lo scopo del walkabout è proprio individuarli e chiedere che vengano riaperti. Chi si aspetta una visita sotterranea resterà deluso; chi viene per capire come si riconquista un luogo di memoria troverà molto di più.
La seconda cosa è che il lavoro dura da tempo. Nella prima edizione di Paesaggi Umani, un pomeriggio del 7 novembre, il gruppo aveva già battuto lo stesso percorso di ricerca, con l'assessore alla Cultura del Municipio VII Riccardo Sbordoni, gli studenti dell'Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, il gruppo di cittadinanza attiva Alberelli di Villa Fiorelli. Il 17 ottobre 2026 è una tappa di un percorso, non un evento isolato.
Terzo: una parte delle testimonianze viene da un docufilm che Stefania Stabile aveva curato anni fa con gli studenti dell'istituto Duca d'Aosta Piaget Diaz per il progetto Il quartiere come museo. Quei materiali stanno diventando geopodcast sul geoblog curato da Roberto De Luca. La memoria di questo rifugio, insomma, è già stata raccolta dai ragazzi del quartiere.
Il consiglio che ti do per visitare Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
Il consiglio è di prenotare e di restare per il talk delle 19:00. Il walkabout vi mostra un problema, il talk vi mostra una soluzione. Senza la seconda parte si torna a casa con la sensazione di aver visto una porta chiusa; con la seconda si torna a casa con un'idea di che cosa potrebbe esserci dietro.
Arrivate un quarto d'ora prima e fate un giro del parco per conto vostro, con la luce del tardo pomeriggio. Guardate i villini intorno, contate gli ingressi, cercate la lapide di Garibaldi. Quando il gruppo si muoverà verso i punti di accesso del rifugio, avrete già in testa la mappa del luogo, e capirete meglio dove si trovano rispetto al disegno della villa.
Portate con voi qualche ricordo di famiglia, se ne avete: una storia di nonni sfollati, un racconto di sirene. Il walkabout si nutre di testimonianze, e un ricordo detto al momento giusto diventa parte della mappa parlante. Per gruppi che vogliono scoprire i quartieri meno battuti di Roma con una guida, Tour Leader Pro organizza visite private su misura.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Roma fu dichiarata città aperta nell'agosto 1943. È molto meno citato che la dichiarazione, proclamata unilateralmente dal governo Badoglio il 14 agosto, non fermò le bombe. La città fu colpita di nuovo il 13 agosto, alla vigilia della proclamazione, e il 23 settembre. Gli Alleati considerarono insufficiente il provvedimento, e dopo l'8 settembre i tedeschi trasformarono Roma in un centro di comando dell'occupazione.
Il risultato fu che i romani dei quartieri orientali, vicini agli scali ferroviari, continuarono a scendere nei rifugi per mesi, fino alla liberazione del 4 giugno 1944. La città aperta è un'espressione celebre, anche grazie al cinema; per chi viveva al Tuscolano fu una promessa rimasta sulla carta.
Un secondo fatto poco citato: dopo il bombardamento del 13 agosto papa Pio XII visitò la basilica di San Giovanni in Laterano, come aveva fatto il 19 luglio a San Lorenzo. Le immagini del papa fra le macerie sono note soprattutto per il primo bombardamento; il secondo è ricordato molto meno, e le testimonianze raccolte a Villa Fiorelli ne restituiscono una parte.
La foto giusta da fare a Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
La foto giusta è quella di un accesso sigillato con qualcuno del gruppo accanto che indica. Un ingresso murato, da solo, è un'immagine muta; con una mano che lo indica diventa una domanda. È esattamente la domanda che il walkabout pone al Municipio.
La seconda foto si fa dall'alto dei viali verso i villini di inizio Novecento, con la luce radente delle 18:00 di metà ottobre. Sono le case da cui la gente usciva di corsa quando suonava l'allarme: metterle nella stessa inquadratura del parco racconta la distanza fra casa e rifugio.
La terza, alla Casa del Quartiere durante il talk, è il pubblico. Paesaggi Umani parla di comunità e di memoria condivisa; una foto delle persone che ascoltano racconta il progetto meglio di qualunque paesaggio. Chiedete il permesso prima di fotografare volti riconoscibili.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Alla fine del Settecento l'area di Villa Fiorelli era una vigna dei conti Costantini, registrata nel Catasto gregoriano del 1818 con un edificio rustico del conte Vincenzo Costantini. Nel 1848 il matrimonio fra la contessa Teresa Costantini e Luigi Fiorelli diede alla proprietà il nome attuale.
Nel 1849, secondo la lapide posta nel parco nel 1982, dopo la caduta della Repubblica Romana Giuseppe Garibaldi fu ospitato dai Fiorelli, fece abbeverare il cavallo nella vigna e ripartì verso Venezia. All'inizio del Novecento i terreni furono espropriati e urbanizzati; nel 1928 dal sottosuolo riemerse la statua di Polimnia, e nel 1931 il Governatorato inaugurò il parco pubblico.
Nel 1943, con i bombardamenti alleati del 19 luglio, del 13 agosto e del 23 settembre, il sottosuolo della villa servì da rifugio antiaereo per gli abitanti della zona. Nel 2003 il parco fu restaurato e il 2 dicembre 2004 il sindaco Walter Veltroni inaugurò la nuova Villa Fiorelli. Dalla prima edizione di Paesaggi Umani la Casa del Quartiere è una delle basi del progetto di Urban Experience, e il 17 ottobre 2026 ospita la serata dedicata al rifugio.
Chi è passato da Rifugi antiaerei come teatri della memoria a Villa Fiorelli — 17 ottobre 2026
Da Villa Fiorelli, secondo la lapide del parco, passò Giuseppe Garibaldi nel 1849, in fuga da Roma dopo la caduta della Repubblica Romana, ospite dei Fiorelli. Prima di lui la proprietà era dei conti Costantini; il nome lo portò Luigi Fiorelli. Il 2 dicembre 2004 il sindaco Walter Veltroni inaugurò la villa restaurata.
Negli ultimi due anni, con Paesaggi Umani, sono passati da qui Carlo Infante e Urban Experience, NuvolaProject con Massimo Di Leo e Gaia Riposati, Ascanio Celestini con la Mandrioneide partita da Villa Fiorelli verso Porta Furba nel settembre 2026. Nella prima edizione Mariella Fabbris vi aveva offerto la sua performance conviviale L'albero delle acciughe, dal racconto di Nico Orengo, e la poesia di Alda Merini aveva avuto qui il suo atto finale in un percorso partito da Monte Mario.
E poi ci sono i passaggi meno illustri e più importanti: gli abitanti del quartiere che nel 1943 scesero sotto la villa quando suonavano le sirene, e i loro figli e nipoti che oggi ne custodiscono il ricordo nel Comitato di Quartiere e nell'APS Villa Fiorelli. Sono loro i veri padroni di casa della serata del 17 ottobre.
Villa Fiorelli a metà ottobre
A metà ottobre il tramonto a Roma arriva intorno alle 18:30: il walkabout comincia con la luce e il talk si svolge col buio, una successione che si adatta bene al tema.
Il clima
Le giornate sono ancora miti, le sere fresche. Una giacca leggera basta quasi sempre; a ottobre può piovere, e un ombrello pieghevole non occupa spazio. In caso di maltempo forte conviene contattare l'organizzazione prima di partire.
Lo stesso fine settimana
Domenica 18 ottobre alle 11:00 Paesaggi Umani si sposta a Ostia, alla stazione Lido Nord, con un walkabout che va dalle bonifiche allo stabilimento ispirato a Santa Sofia. Chi si appassiona alla formula può fare due uscite in due giorni.
Domande frequenti su Rifugi antiaerei come teatri della memoria
Quando si svolge Rifugi antiaerei come teatri della memoria?
Rifugi antiaerei come teatri della memoria si svolge sabato 17 ottobre 2026 alle 18:00, con ritrovo alla Casa del Quartiere di Villa Fiorelli, nel Tuscolano. Alle 19:00, nello stesso luogo, segue il talk Una sistematurgia narrante nel bunker di Monopoli. Il portale Culture avverte che il programma può subire variazioni.
Quanto costa il walkabout di Villa Fiorelli?
Il walkabout Rifugi antiaerei come teatri della memoria è gratuito, con ingresso libero e prenotazione consigliata. Si prenota con Urban Experience scrivendo a info@urbanexperience.it o chiamando il 340 6688246. Anche il talk delle 19:00 è gratuito.
Si entra nel rifugio antiaereo di Villa Fiorelli?
Nel rifugio antiaereo di Villa Fiorelli non si entra: i punti di accesso sono sigillati. Il walkabout li individua e propone alle comunità e al Municipio VII di avviare un progetto di recupero del luogo come spazio di memoria della seconda guerra mondiale.
Come si arriva a Villa Fiorelli?
Villa Fiorelli, sul piazzale omonimo nel Tuscolano, è servita secondo il portale Culture dagli autobus 16, 105 e 412, dalla metro A e dal treno regionale Termini Civitavecchia. Per il ritorno serale la metro A è la soluzione più comoda.
Chi conduce il walkabout sui rifugi antiaerei?
Il walkabout sui rifugi antiaerei è condotto da Carlo Infante, curatore di Paesaggi Umani di Roma Plurale per Urban Experience, con NuvolaProject, il Comitato di Quartiere Tuscolano e l'APS Villa Fiorelli. Il progetto è promosso da Roma Capitale nell'ambito di Roma Creativa 365.
Che cos'è il bunker di Monopoli di cui si parla nel talk?
Il bunker di Monopoli è un rifugio antiaereo pugliese rimasto chiuso per sessant'anni, dove NuvolaProject ha curato un ambiente sensibile sulla memoria della seconda guerra mondiale, con oggetti ritrovati e intelligenza artificiale. Il talk delle 19:00 a Villa Fiorelli lo presenta come modello di recupero.
L'evento è accessibile a persone in sedia a rotelle?
Il portale Culture indica Rifugi antiaerei come teatri della memoria come evento accessibile, con ingresso possibile in sedia a rotelle, in bicicletta e a piedi. Villa Fiorelli è un parco pianeggiante e la camminata resta in superficie. Esigenze particolari vanno segnalate alla prenotazione.
Il nostro giudizio sui rifugi di Villa Fiorelli
È facile raccontare la guerra dai monumenti e quanto sia raro raccontarla da un cortile di quartiere. Questa serata fa la seconda cosa, e chiede anche un impegno: riaprire un rifugio che nessuno ricorda più. Prenotate, venite alle 18:00, restate al talk. Se tra qualche anno quel sottosuolo sarà un luogo di memoria aperto, potrete dire di esserci stati quando era ancora una porta murata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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