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Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

G+R, Di muri abbattuti e cuori aperti, lo spettacolo dei ragazzi di Matemù Cies ispirato a Romeo e Giulietta, va in scena sabato 28 novembre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, nella zona Prenestina di Roma Est (Municipio V). È la serata di chiusura della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria online sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro oppure scrivendo a info@ruotalibera.eu; la sera stessa si entra direttamente solo se restano posti. Si arriva con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. Per informazioni il teatro risponde allo 06 27801063.

Cinquanta ragazze e ragazzi, una tragedia di Shakespeare, una domanda semplice e vertiginosa: che cos'è l'amore per te? G+R è uno spettacolo di musica, canto, rap e breakdance nato nel laboratorio teatrale di Matemù, il centro giovani gratuito dell'Esquilino, con la regia di Bartolini e Baronio e testi scritti dagli stessi partecipanti. Non è teatro amatoriale nel senso stretto del termine, e non è neppure uno spettacolo professionale come gli altri: è il racconto di una città giovane e mescolata, che prende le parole di Romeo e Giulietta e le mette accanto alle proprie.

G+R, Di muri abbattuti e cuori aperti: lo spettacolo

G+R, Di muri abbattuti e cuori aperti è uno spettacolo di danza, musica e canto ispirato a Romeo e Giulietta di William Shakespeare, con testi scritti dai cinquanta partecipanti del laboratorio di teatro di Matemù Cies e la regia di Bartolini e Baronio.

Il titolo

Le due iniziali di G+R rimandano con ogni evidenza a Giulietta e Romeo, in ordine rovesciato rispetto al titolo di Shakespeare. È un dettaglio che dice molto: la ragazza viene prima, e la storia è guardata da un'altra angolazione. Il sottotitolo, Di muri abbattuti e cuori aperti, chiarisce il resto. Verona era divisa fra Montecchi e Capuleti; il mondo di questi ragazzi è diviso da altri muri, e lo spettacolo sogna di abbatterli.

Una domanda come metodo

La presentazione ufficiale racconta che il lavoro è partito da una domanda, cos'è l'amore per te, che ha guidato la ricerca dei ragazzi fra conflitti, paure, sogni, identità e ribellioni. Il gruppo ha interrogato l'amore con gioia e libertà, cercando voci, gesti e storie nascoste. Il risultato è una drammaturgia collettiva, in cui le parole di Shakespeare si intrecciano con quelle scritte dai partecipanti.

Le parole di bell hooks

Fra le fonti del lavoro c'è la scrittrice e attivista americana bell hooks, dalle cui pagine, racconta la compagnia, i ragazzi hanno imparato che senza giustizia non può esserci amore. È un'idea forte da mettere accanto a Romeo e Giulietta: la tragedia di Verona nasce da un odio fra famiglie, cioè da un'ingiustizia che nessuno dei due innamorati ha scelto.

Musica, rap, breakdance

Il linguaggio della scena è quello dei ragazzi: musica, canto, rap, breakdance. Il portale culturale di Roma Capitale inserisce lo spettacolo fra gli appuntamenti di danza, musica e canto under 35. Chi si aspetta un Romeo e Giulietta in costume troverà altro, e farà bene a lasciarsi portare.

L'amore come atto di resistenza

Lo spettacolo di Matemù propone l'amore come atto di resistenza, arte e verità, in un tempo che, scrivono i ragazzi, sembra negarlo.

Un mondo senza muri

Il G+R dei ragazzi sogna un mondo senza muri, dove l'amore è libertà e possibilità. È un'idea che a Matemù ha un significato concreto: il centro accoglie ragazze e ragazzi arrivati da ogni parte del mondo e da ogni quartiere di Roma, e per molti di loro i muri non sono una metafora ma documenti, confini, distanze familiari.

Il faro nella tempesta

La presentazione si chiude con un'immagine: l'amore come un faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai. È un'immagine che ricorda Shakespeare, che nel sonetto 116 descrive l'amore proprio così, come un segno fisso che guarda le tempeste senza esserne scosso. Chi conosce il sonetto riconoscerà la citazione; chi non lo conosce ha un motivo per andarlo a leggere prima di entrare in sala.

Chi è Matemù: il centro giovani dell'Esquilino

MaTeMù è lo spazio giovani e scuola d'arte creato e gestito dal CIES ETS e ospitato nei locali del Municipio Roma I, in via Vittorio Amedeo II 14, nel rione Esquilino, fra piazza Vittorio e la stazione Termini; è completamente gratuito e aperto ai ragazzi fra i 10 e i 25 anni.

Un nome e una storia

Il centro è nato nel 2010 come progetto del CIES e prende il nome da Maria Teresa Mungo, una delle fondatrici dell'organizzazione, che sognava di creare a Roma una scuola popolare e inclusiva e che è scomparsa senza riuscire a realizzarla. Le sillabe iniziali del suo nome, Ma, Te, Mu, sono diventate il nome del centro. Poi, raccontano gli operatori, i primi ragazzi arrivati hanno fatto scoprire che Matemu è anche il nome di una maschera africana, simbolo di prosperità.

I numeri

Ogni giorno MaTeMù accoglie circa sessanta giovani; dal 2010 lo hanno frequentato oltre diecimila ragazze e ragazzi. Il centro offre laboratori di musica, canto, rap, teatro e danza, ma anche sostegno scolastico, supporto psicologico, orientamento allo studio e al lavoro, una scuola di italiano per stranieri.

Arte e servizi insieme

La scelta più interessante del metodo è la contemporaneità fra arte e servizi. Gli operatori hanno visto che i ragazzi in maggiore difficoltà non si iscrivevano ai corsi artistici, pur gratuiti, perché pensavano che non fossero per loro. Così i servizi di aiuto si svolgono negli stessi orari dei laboratori, e alcune sale musica sono trasparenti: chi entra per un documento o per un aiuto nello studio incontra, per semplice vicinanza, chi suona o recita. È un'idea di pedagogia che si capisce meglio vedendo uno spettacolo come questo.

Le radici pedagogiche

Il centro dichiara i suoi riferimenti: la pedagogia interculturale del CIES, con la figura del mediatore; la pedagogia degli oppressi di Paulo Freire; il lavoro contro la dispersione scolastica dei Maestri di Strada di Napoli; la pedagogia dell'espressione elaborata all'Università Roma Tre; l'arteducazione del Projeto Axé, organizzazione nata nel 1990 a Salvador de Bahia, in Brasile, dove parte dello staff ha lavorato.

La Matemusik Band & Crew

Dentro Matemù è nata negli anni la Matemusik Band & Crew, un gruppo di ragazze e ragazzi di tutto il mondo, musicisti, rapper, breakdancer e attori, che si esibisce in concerti, eventi e spettacoli. È da questo vivaio che viene l'energia di G+R.

Il CIES

Il CIES, ente del terzo settore che gestisce il centro, lavora da circa quarant'anni sull'educazione interculturale e sulla mediazione. Matemù fa parte della Rete delle Scuole Migranti e della Rete delle Scuole Popolari di Roma. Il centro è finanziato dal CIES e ospitato dal Municipio I: tutte le attività, compresi i laboratori da cui nasce questo spettacolo, sono gratuite.

La regia e il laboratorio

La regia di G+R è firmata da Bartolini e Baronio, che hanno guidato il laboratorio di teatro di Matemù; i testi sono scritti dalle ragazze e dai ragazzi che vi hanno partecipato, cinquanta in tutto.

Cinquanta in scena

Cinquanta partecipanti sono un numero enorme per un palco di quartiere. Significa un lavoro di regia fatto di cori, di movimenti d'insieme, di ingressi e uscite continui, di voci singole che emergono da una massa. È una forma di teatro che ha una lunga tradizione, dal teatro sociale ai grandi spettacoli di comunità, e che vive dell'energia dei corpi più che della perfezione dei dettagli.

Una scrittura collettiva

I testi scritti dai ragazzi sono la parte più preziosa. In un laboratorio come quello di Matemù, dove si incontrano giovani italiani, figli di immigrati e ragazzi arrivati da soli, la risposta alla domanda sull'amore cambia a seconda della lingua, della famiglia, della strada fatta per arrivare a Roma. Shakespeare diventa il punto comune da cui ognuno parte per dire qualcosa di sé.

YOU THE YOUng CITY: la serata di chiusura

G+R è l'ultimo dei dodici appuntamenti gratuiti della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna diretta da Tiziana Lucattini al Centrale Preneste Teatro dal 13 settembre al 28 novembre 2026.

La rassegna

YOU THE YOUng CITY propone teatro, danza, musica, circo sociale e attività formative per una comunità giovane, intergenerazionale e inclusiva. Per oltre due mesi il teatro diventa uno spazio di creazione condivisa dove artisti emergenti under 35 e protagonisti della scena contemporanea si incontrano in spettacoli, residenze, laboratori e momenti di confronto aperti al pubblico.

Il calendario d'autunno

La rassegna si è aperta il 13 settembre con il circo contemporaneo e il funambolismo dei Los Filonautas. Poi, fra gli altri, La Pietra Parla con Se verrà la guerra tutti giù per terra il 2 ottobre, Baléni di Francesca Pica il 9 ottobre, Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro il 17, Menù del giorno della Compagnia Bellavita il 24, Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni il 13 novembre. Chiudere con cinquanta ragazzi in scena è una scelta che dice tutto sul senso della rassegna.

Chi la sostiene

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale con l'Assessorato alla Cultura, in collaborazione con SIAE. È grazie a questa linea di finanziamento che la serata è gratuita.

Il Centrale Preneste Teatro e Ruotalibera

Il Centrale Preneste Teatro è la sala della cooperativa sociale Ruotalibera, attiva dal 1977 nello spettacolo dal vivo e nelle attività sociali e interculturali per bambini, ragazzi e adulti; si presenta come teatro per le nuove generazioni.

Un teatro per ragazzi, con i ragazzi

Ruotalibera lavora con bambini, adolescenti e giovani adulti, italiani e di origine straniera, con attenzione ai ragazzi segnalati dai servizi sociali e con il coinvolgimento di famiglie, insegnanti ed educatori. Per un centro come Matemù, che ha la stessa vocazione, è la sala più naturale di Roma in cui portare uno spettacolo.

Quarant'anni di rapporti con le istituzioni

Da oltre quarant'anni la cooperativa collabora con il Ministero della Cultura, con i ministeri del Welfare e dell'Istruzione, con la Regione Lazio, con il Comune di Roma, con scuole e biblioteche. Rassegne, laboratori, cinema all'aperto, percorsi di inserimento lavorativo: il teatro è il centro di un lavoro molto più largo.

Tiziana Lucattini e La Pietra Parla

Tiziana Lucattini dirige Ruotalibera dal 1991. Il suo Scarpette rosse ha vinto il premio ETI Stregagatto ed è stato pubblicato in Francia, tradotto in più lingue e portato da Lille ad Anversa fino al Fringe di New York; nel 2003 Il bambino che non c'è ha ottenuto la menzione speciale ETI. Nello stesso edificio lavora la scuola di teatro La Pietra Parla, nata nel 2000 a Trastevere e condotta da Lucattini con Fabio Traversa.

Una curiosità su Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

La curiosità più bella riguarda il nome della compagnia. Matemù sembra una parola inventata, e in parte lo è: viene dalle prime sillabe di Maria Teresa Mungo, una delle fondatrici del CIES, che aveva il sogno di una scuola popolare e inclusiva a Roma e non riuscì a vederla realizzata. Quando nel 2010 il centro aprì all'Esquilino, gli operatori decisero di dedicarglielo così, con un nome che conservasse il suo senza dichiararlo.

Poi accadde una cosa che nessuno aveva previsto. Furono i primi ragazzi arrivati al centro a far notare che Matemu era anche il nome di una maschera africana, simbolo di prosperità. Un nome nato come omaggio a una persona è diventato così, per caso, un ponte fra culture: esattamente quello che il centro voleva essere.

C'è una seconda curiosità, legata allo spettacolo. Il titolo sembra rovesciare l'ordine dei nomi di Shakespeare: non Romeo e Giulietta, ma G+R, con Giulietta, a quanto pare, prima di Romeo. È un gesto piccolo e deliberato, che sposta il punto di vista sulla ragazza. In una tragedia in cui Giulietta ha tredici anni e viene promessa in sposa da suo padre, il rovesciamento non è un vezzo grafico: è già un'interpretazione.

Una cosa che non ti dice nessuno su Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

Quello che non vi dice nessuno è che la prenotazione, per questa serata, conta più del solito. L'ingresso è gratuito, e la prenotazione è obbligatoria online o via mail; la sera stessa si entra solo se restano posti. Ma uno spettacolo con cinquanta ragazzi in scena porta con sé cinquanta famiglie, amici, compagni di scuola, educatori. La sala del Centrale Preneste non è enorme, e la serata di chiusura di una rassegna attira anche il pubblico affezionato del teatro. Chi arriva senza prenotazione rischia di restare fuori.

La seconda cosa riguarda lo spirito della serata. Non è uno spettacolo da giudicare con il metro della perfezione tecnica. Ci saranno momenti di energia pura e momenti di emozione non trattenuta, e il pubblico in sala sarà in buona parte coinvolto personalmente. Chi viene da esterno fa bene ad accettare questa atmosfera, che è parte dello spettacolo quanto la regia: si vede un gruppo che prende la parola, e questo vale da solo il viaggio.

La terza cosa è logistica. Il 28 novembre è un sabato, e il Pigneto il sabato sera è uno dei quartieri più animati di Roma. Parcheggiare è quasi impossibile, i locali sono pieni, i marciapiedi affollati. Venite con i mezzi pubblici, e se volete cenare in zona prenotate.

Il consiglio che ti do per visitare Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

Il consiglio è di arrivare preparati sul testo di partenza, ma senza pretendere di ritrovarlo. Rileggete prima una scena di Romeo e Giulietta, quella del balcone, e il sonetto 116 di Shakespeare, quello dell'amore come segno fisso davanti alle tempeste: il finale della presentazione dello spettacolo usa un'immagine molto vicina. Bastano dieci minuti. In sala riconoscerete le parole quando emergeranno fra il rap e le coreografie, e capirete meglio che cosa i ragazzi abbiano scelto di tenere e che cosa di cambiare.

Secondo consiglio, per chi viene con adolescenti: portateli. Uno spettacolo in cui i protagonisti hanno la loro età, parlano la loro lingua e usano la loro musica è il modo migliore per avvicinare un ragazzo al teatro. Molti di loro non entrerebbero mai in una sala per vedere Shakespeare; qui ci entrano per vedere dei coetanei, e ne escono avendo visto anche Shakespeare.

Terzo consiglio: fate della serata un piccolo viaggio a Roma Est. Arrivate al Pigneto con un'ora di anticipo, camminate lungo via del Pigneto, guardate le facciate dei villini e dei palazzi popolari, sentite le lingue che si parlano per strada. Dopo lo spettacolo, un bicchiere in zona per discutere di cosa vi sia rimasto. È il modo in cui un teatro di quartiere dà il meglio.

Come arrivare al Centrale Preneste Teatro

Il Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, si raggiunge con la metro C alle fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19 alla fermata Prenestina/Giussano e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545.

Metro C

Le stazioni Pigneto e Malatesta della linea C sono entrambe a pochi minuti a piedi. Dal centro si cambia dalla linea A alla C a San Giovanni: da lì il Pigneto è a poche fermate.

Tram

I tram 5, 14 e 19 corrono lungo la Prenestina e fermano a Prenestina/Giussano, all'imbocco della strada del teatro. Il 5 e il 14 vengono dalla zona di Termini passando per Porta Maggiore: per chi arriva dall'Esquilino, dove ha sede Matemù, è il collegamento più diretto, senza cambi.

Autobus

Le linee 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545 collegano la Prenestina con buona parte della città. Per il ritorno dopo le 22 del sabato conviene controllare prima gli orari e le linee notturne sul sito dell'azienda dei trasporti.

In auto

Il sabato sera, fra Pigneto e Prenestina, il parcheggio è un'impresa. Il consiglio netto è di lasciare l'auto a casa.

Prenotazione, ingresso e accessibilità

L'ingresso a G+R è gratuito con prenotazione obbligatoria online sul sito del Centrale Preneste Teatro o scrivendo a info@ruotalibera.eu; il giorno dello spettacolo si entra direttamente solo se ci sono ancora posti.

Come prenotare

Il calendario eventi del sito del teatro permette di prenotare online. In alternativa si scrive alla cooperativa Ruotalibera; gli uffici rispondono anche al telefono, 06 27801063, dal lunedì al venerdì fra le 10 e le 17. Per un sabato sera, prenotate entro il giovedì.

Accessibilità

Per esigenze di accessibilità, come l'ingresso in carrozzina o un posto riservato, conviene segnalarlo al momento della prenotazione, così che il personale possa organizzare l'accoglienza.

Il Pigneto e la Prenestina intorno al teatro

Il Centrale Preneste Teatro si trova nella zona Prenestina di Roma Est, a ridosso del Pigneto, l'area del Municipio V fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante.

Strade di capitani di ventura

Via Alberto da Giussano porta il nome di un eroe leggendario dei comuni lombardi, e le strade vicine seguono lo stesso tema: via Fanfulla da Lodi, via Conte di Carmagnola, via Romanello da Forlì ricordano condottieri del Tre e Quattrocento. Per uno spettacolo sui muri da abbattere, è una toponomastica curiosamente guerriera.

Il Pigneto oggi

Il Pigneto è diventato negli ultimi anni uno dei centri della vita serale romana, anche per la presenza di molti studenti fuori sede; dal 2015 via del Pigneto è in gran parte pedonale. In autunno il quartiere ospita eventi come il Pigneto Comedy Fest e Quartiere Vino.

Dall'Esquilino alla Prenestina

Il percorso che fanno i ragazzi di Matemù per arrivare in teatro è di per sé un piccolo racconto di Roma: dall'Esquilino di piazza Vittorio, con la Porta Alchemica e il Nuovo Mercato Esquilino, si passa sotto Porta Maggiore e si esce lungo la Prenestina verso Roma Est. Due quartieri interculturali uniti da una linea di tram.

Dove mangiare prima di G+R

Il Pigneto, a pochi minuti a piedi dal Centrale Preneste Teatro, ha una delle più alte densità di locali di Roma: trattorie, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi, lungo via del Pigneto e le strade laterali.

Prima delle 21

Con l'inizio alle 21, sedetevi a tavola verso le 19:30. Il sabato sera il quartiere è pieno: con un gruppo, prenotare è indispensabile.

Dopo lo spettacolo

Il Pigneto resta vivo fino a tardi, e dopo uno spettacolo così è facile trovare un tavolo per un bicchiere e per commentare. Le cucine di tanti paesi diversi, in questa zona, sono anche la continuazione più coerente di una serata dedicata a una Roma che si mescola.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che Romeo e Giulietta è la tragedia dell'amore contrastato. Si ricorda meno che è, prima di tutto, una tragedia di giovanissimi dentro un conflitto di adulti. Giulietta non ha ancora quattordici anni; Romeo, Mercuzio, Tebaldo e Benvolio sono ragazzi. L'odio fra le famiglie è una cosa che hanno ereditato, non scelto, e la catastrofe finale arriva perché nessuno degli adulti riesce a fermarlo. È per questo che la tragedia torna così spesso nei laboratori teatrali con gli adolescenti: parla di loro, e parla di ciò che gli adulti lasciano loro in eredità.

Un secondo fatto, meno citato ancora, riguarda la pedagogia di Matemù. Fra i riferimenti dichiarati dal centro c'è Paulo Freire, il pedagogista brasiliano della pedagogia degli oppressi, secondo il quale l'educazione non è un travaso di nozioni ma un processo in cui chi impara prende la parola sul mondo. Un laboratorio in cui cinquanta ragazzi riscrivono Shakespeare con parole proprie è l'applicazione più diretta di quell'idea. E il legame con il Brasile non è solo teorico: parte dello staff di Matemù ha lavorato a Salvador de Bahia con il Projeto Axé, organizzazione nata nel 1990 che usa l'arte come strumento educativo con i ragazzi di strada. Il teatro, qui, arriva da lontano.

La foto giusta da fare a Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

La foto giusta è quella dell'inchino finale, quando cinquanta ragazzi si allineano sul palco e il pubblico si alza. È il momento in cui la compagnia diventa un'immagine sola, e in cui si capisce, a colpo d'occhio, la varietà di provenienze, di età, di stili che lo spettacolo ha tenuto insieme. Scattate dal centro della sala, senza flash, cercando di prendere tutta la fila: nessun primo piano racconterà la serata meglio.

Durante lo spettacolo il telefono resta in tasca. Ci sono parenti e amici che vorranno filmare, e il personale di sala gestirà la situazione come ritiene giusto; ma il rispetto per chi è in scena, soprattutto per i più giovani, viene prima di ogni ricordo digitale. E attenzione: pubblicare sui social immagini di ragazzi, soprattutto se minorenni, richiede sempre prudenza.

Fuori, prima di entrare, la Prenestina di sera, con i binari del tram illuminati e i palazzi popolari, è l'immagine di Roma Est in cui il teatro vive. A fine novembre alle 21 è buio da ore: le luci della strada e dei tram in arrivo danno alla foto un tono cinematografico. È lo sfondo giusto per uno spettacolo sui muri che dividono le città.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della zona comincia con la Via Prenestina, antica strada che usciva da Roma verso est, fiancheggiata da sepolcri e mausolei. All'inizio del suo tracciato si trovano Porta Maggiore, del 52 dopo Cristo, e il sepolcro del fornaio Eurisace, del 30 avanti Cristo; più avanti, al secondo miglio, il Torrione prenestino, mausoleo del I secolo avanti Cristo, e al terzo il sepolcro di largo Preneste, del II secolo.

Per secoli l'area è campagna, orti e vigne; il toponimo Pigneto è documentato già nel Seicento. Dopo il 1870 arrivano i primi insediamenti. Fra il 1886 e il 1891 si costruisce in piazza Caballini il deposito della Società Romana Tramways Omnibus, che nel 1904 diventa tranviario: i tram che oggi portano il pubblico al teatro hanno qui le loro radici. Nel 1909 apre l'Istituto farmaceutico Serono; nel 1923 nasce la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva fino al 1954.

Fra il 1943 e il 1944 i bombardamenti alleati colpiscono il quartiere. Nel dopoguerra il Pigneto diventa un set del cinema italiano. Nel 1977 nasce la cooperativa Ruotalibera, che dal 1991 è diretta da Tiziana Lucattini; nel 2000 nasce la scuola La Pietra Parla. Nel 2015 via del Pigneto diventa in gran parte pedonale. Il 28 novembre 2026 i cinquanta ragazzi di Matemù chiudono qui la quarta edizione di YOU THE YOUng CITY.

Chi è passato da Matemù Cies, G+R Di muri abbattuti e cuori aperti al Centrale Preneste Teatro — 28 novembre 2026

Dalle strade intorno al Centrale Preneste è passata una parte importante del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini girò al Pigneto Accattone, con Franco Citti. Anna Magnani vi recitò scene di Roma città aperta di Roberto Rossellini, accanto ad Aldo Fabrizi. Alberto Sordi ci è tornato più volte e Paolo Villaggio vi girò scene di Fantozzi. Il Pigneto, prima di diventare zona di teatri e di locali, è stato un set a cielo aperto, e Accattone in particolare racconta proprio quei giovani di periferia che il teatro di Ruotalibera ha sempre messo al centro.

Dal Centrale Preneste passano da decenni gli spettacoli di Ruotalibera diretti da Tiziana Lucattini, autrice di Scarpette rosse. Vi lavora dal 1995 Fabio Traversa, esordito al cinema con Nanni Moretti e poi al lavoro con Carlo Verdone. Passano generazioni di allievi della scuola La Pietra Parla e, con YOU THE YOUng CITY, compagnie emergenti da Roma e dal resto d'Italia: in questa edizione Los Filonautas, Francesca Pica, Barbe à Papa Teatro, la Compagnia Bellavita, Dopolavoro Stadera con Argot Produzioni.

Il 28 novembre passano da qui cinquanta ragazze e ragazzi di Matemù, con i registi Bartolini e Baronio. Vengono dall'Esquilino, ma le loro famiglie vengono da ogni parte del mondo e da ogni quartiere della città.

Fine novembre a Roma: il teatro dei quartieri

A fine novembre Roma è in pieno autunno, con serate fresche e il buio che arriva prima delle cinque. È il periodo in cui i teatri di quartiere danno il meglio: la stagione è partita, il pubblico ha ripreso le abitudini, e le rassegne sostenute dai bandi per lo spettacolo fuori dal centro portano nelle periferie proposte che altrove costerebbero un biglietto. Un sabato sera al Pigneto, con uno spettacolo gratuito e una cena in una delle cucine del quartiere, è uno dei modi più autentici di vivere la città in questa stagione.

Domande frequenti su G+R di Matemù

Quando va in scena G+R, Di muri abbattuti e cuori aperti?

G+R, Di muri abbattuti e cuori aperti di Matemù Cies va in scena sabato 28 novembre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, a Roma. È la serata di chiusura della quarta edizione della rassegna YOU THE YOUng CITY.

Quanto costa il biglietto per lo spettacolo di Matemù?

Lo spettacolo di Matemù al Centrale Preneste Teatro è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria online sul sito del teatro o scrivendo a info@ruotalibera.eu. Il giorno dello spettacolo si può entrare direttamente solo se restano posti disponibili.

Che tipo di spettacolo è G+R?

G+R è uno spettacolo di musica, canto, rap e breakdance ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare, con la regia di Bartolini e Baronio e testi scritti dai cinquanta partecipanti del laboratorio di teatro di Matemù. Il portale culturale di Roma Capitale lo classifica fra danza, musica e canto under 35.

Che cos'è Matemù?

Matemù è lo spazio giovani e scuola d'arte gratuito creato nel 2010 dal CIES ETS e ospitato dal Municipio Roma I in via Vittorio Amedeo II 14, all'Esquilino. Accoglie ragazzi fra i 10 e i 25 anni con laboratori artistici, sostegno scolastico, orientamento e corsi di italiano.

Come si arriva al Centrale Preneste Teatro?

Il Centrale Preneste Teatro si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. Il sabato sera il parcheggio in zona è molto difficile.

Lo spettacolo di Matemù è adatto ai ragazzi?

Sì, lo spettacolo di Matemù è pensato e realizzato da ragazzi, con i linguaggi della loro generazione: rap, breakdance, musica. È un'ottima occasione per avvicinare gli adolescenti al teatro. L'inizio alle 21 lo rende meno adatto ai bambini piccoli.

Chi organizza YOU THE YOUng CITY?

YOU THE YOUng CITY è organizzata dalla cooperativa sociale Ruotalibera al Centrale Preneste Teatro, con la direzione di Tiziana Lucattini. La quarta edizione, dal 13 settembre al 28 novembre 2026, è sostenuta dal Ministero della Cultura e dal bando Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro di Roma Capitale.

Il nostro giudizio su G+R

Andateci, e prenotate subito. Vedere cinquanta ragazzi di ogni provenienza che prendono Shakespeare e lo rimettono in circolo con le loro parole è una di quelle cose che ricordano a che cosa serve il teatro. Non cercate la perfezione: cercate la verità, che in serate come questa arriva senza filtri. E se avete un figlio adolescente che dice che il teatro è noioso, portatelo con voi. Vi ringrazierà, magari non subito.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento28 Novembre 2026 21:00
IndirizzoCentrale Preneste Teatro, Via Alberto da Giussano 58, 00176 Roma Pigneto, Roma, Roma Città

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