Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
Baléni, di e con Francesca Pica, va in scena venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, nella zona Prenestina di Roma Est (Municipio V). Si arriva con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria online sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro, oppure scrivendo alla cooperativa Ruotalibera che gestisce la sala; il giorno dello spettacolo si entra direttamente solo se restano posti. Lo spettacolo fa parte della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna del teatro che dal 13 settembre al 28 novembre 2026 mette in fila dodici appuntamenti a ingresso libero.
Baléni è un assolo di teatro contemporaneo, scritto, diretto e interpretato da Francesca Pica, con la supervisione di Elena Bucci, una delle attrici e registe più premiate della scena italiana. È un lavoro piccolo nei mezzi e ampio nelle ambizioni: una sola interprete, una maschera, pochi oggetti, un disegno luci, e dentro una galleria di personaggi che compaiono e scompaiono come lampi in una notte buia. Il titolo dice già tutto: i baleni sono i lampi, e in un baleno è il tempo brevissimo in cui qualcosa si rivela.
Baléni: lo spettacolo
Baléni racconta un'arcana entità pietrificata nella sua immobile esistenza che spia le vite altrui e desidera essere vera e viva quanto i personaggi che osserva: moderni miti urbani che, nel tempo di un lampo, rivelano qualcosa. La presentazione ufficiale della rassegna lo definisce uno spettacolo visionario, sospeso tra realtà e immaginazione, in cui personaggi eccentrici e storie fugaci, tra paure, desideri, lutti e sogni di libertà, illuminano le fragilità dell'animo umano.
L'entità che guarda
Al centro del lavoro c'è una figura che la scheda artistica dello spettacolo chiama R.M.: un essere pietrificato, fatto solo di pensieri e di sguardi, che intercetta le storie degli altri cercando una risposta al proprio mistero. È il punto di vista dello spettatore portato in scena. Anche chi è seduto in platea, in fondo, è immobile e guarda vite che non sono la sua, sperando che qualcosa lo riguardi. La scelta di dare corpo a questo sguardo è l'idea teatrale più forte di Baléni, e a nostro giudizio la ragione principale per andarlo a vedere.
I personaggi che balenano
Nella scheda dello spettacolo diffusa dalla compagnia compaiono alcuni ritratti precisi. Picciridda è una bambina siciliana che prova invano a nascondere le proprie inquietudini dietro una filastrocca. Lella è una zitella stravagante che vive in un caotico palazzo romano. Wig è una scrittrice girovaga che sogna amore e libertà. Mena è una donna campana in lutto, capace di predire il futuro. Quattro geografie, quattro lingue possibili, una sola attrice: Sicilia, Roma, un altrove errante, la Campania da cui l'interprete proviene per formazione.
Solitudini affollate
La compagnia accompagna lo spettacolo con un'epigrafe di Voltaire, «La più felice di tutte le vite è una solitudine affollata». È una chiave di lettura esatta. Nelle note di regia Francesca Pica spiega di aver voluto esplorare la zona privata dell'essere umano, quella in cui non occorre mostrarsi e in cui si dialoga con se stessi, con chi non c'è più, con chi deve ancora arrivare, con la propria paura. Un crinale sottile tra la vita e la morte, il sonno e la veglia, il reale e l'immaginario.
Da dove vengono i personaggi
Secondo le note dell'autrice, le figure che si animano sul palco prendono spunto da persone conosciute o sfiorate nella vita, da storie ascoltate, da libri, oppure sono state immaginate così a lungo da diventare reali. Buffe, delicate, terribili, potenti: ciascuna porta in sé qualcosa delle altre. La domanda finale che le note pongono è semplice e vertiginosa: quanti io possono convivere in una sola persona?
Chi firma Baléni: la squadra artistica
Baléni è di e con Francesca Pica, con la supervisione di Elena Bucci; oggetti di scena, maschera e costume sono di Domenico Latronico, il disegno luci è di Elena Vastano, la collaborazione all'allestimento è di Valerio Pietrovita. Nella scheda artistica figura anche la sarta Rita Rubino, e l'anno di produzione indicato è il 2021.
La maschera e gli oggetti
Il fatto che maschera, costume e oggetti di scena siano affidati a una sola persona, Domenico Latronico, dice molto del tipo di teatro. In un assolo a trasformazione i passaggi da un personaggio all'altro non si fanno con cambi di scena ma con un oggetto, un tessuto, un volto coperto o scoperto. La maschera, in particolare, è lo strumento che permette all'entità pietrificata di esistere accanto ai personaggi vivi.
La luce come lampo
Per uno spettacolo che si chiama Baléni il disegno luci di Elena Vastano non è un dettaglio tecnico. I personaggi, dice la presentazione, compaiono come il lampo di un fulmine nella notte: è la luce a decidere quando un mondo si apre e quando si richiude. Sedetevi in una posizione centrale, se potete, per cogliere i tagli.
Collaborazioni e sostegni
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Le Belle Bandiere, la compagnia fondata da Elena Bucci e Marco Sgrosso, e con il sostegno del Teatro Trastevere e del Museo FraC di Baronissi. Il progetto è stato tutorato da Le Belle Bandiere, secondo la scheda artistica: un rapporto di bottega, di quelli che nel teatro italiano contano più di molti diplomi.
Francesca Pica, attrice e musicista
Francesca Pica è attrice e musicista, diplomata in clarinetto al Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, e dal 2001 ha costruito un percorso teatrale che l'ha portata a lavorare con Vincenzo Pirrotta, Ruggero Cappuccio e la compagnia Le Belle Bandiere, fino alla fondazione della propria compagnia, PolisPapin, nel 2013.
La formazione
Il percorso attoriale comincia nel 2001 all'Accademia dello Spettacolo diretta da Antonio Casagrande. Da lì una lunga serie di incontri formativi con maestri molto diversi fra loro: Julia Varley, attrice storica dell'Odin Teatret; Gennadi Bogdanov, riferimento per la biomeccanica teatrale; Giancarlo Sepe; Mimmo Borrelli; Elena Bucci; Margarete Assmut. È una formazione che tiene insieme il lavoro sul corpo, la tradizione del teatro di ricerca europeo e la drammaturgia meridionale in lingua.
Il debutto con Pirrotta e Cappuccio
Il debutto professionale arriva nel 2003 con Vincenzo Pirrotta, in All'ombra della collina. Nel 2006 lavora con Ruggero Cappuccio in un adattamento speciale di Shakespea re di Napoli, allestito per il festival Benevento Città Spettacolo. Sono due nomi che dicono una scelta di campo: il teatro del Sud che lavora sulla lingua, sul canto, sul ritmo della parola dialettale.
Theatre en vol e Le Belle Bandiere
Dal 2015 comincia una collaborazione con la compagnia Theatre en vol. Nel 2018 è in scena con Le Belle Bandiere nell'Anima buona del Sezuan di Brecht, spettacolo diretto da Elena Bucci e Marco Sgrosso e sostenuto dal Centro Teatrale Bresciano e da Emilia Romagna Teatro Fondazione. È l'inizio del rapporto con Bucci che porta fino a Baléni.
PolisPapin e i premi
Nel 2013 fonda la Compagnia PolisPapin. Il primo lavoro, Indubitabili Celesti Segnali, vince il Premio del pubblico al Roma Fringe Festival 2015. Tàlia si è addormentata vince il Premio miglior spettacolo al DOIT Festival 2018, dove Francesca Pica riceve anche la menzione speciale per la recitazione. Dal 2016 lavora al progetto MARE, spettacolo che debutta nell'agosto 2018 con la supervisione di Elena Bucci e il tutoraggio delle Belle Bandiere: lo stesso schema produttivo che ritroviamo in Baléni.
Il clarinetto in scena
Il diploma in clarinetto non è una nota di colore. Chi viene dalla musica ragiona il teatro per tempi, pause, attacchi, e un assolo a più voci come Baléni è in fondo una partitura: ogni personaggio ha il suo registro, il suo respiro, la sua durata. È il tipo di interprete in cui l'orecchio lavora quanto il corpo.
Elena Bucci, la supervisione
Elena Bucci, nata a Russi nel 1965, è attrice, drammaturga e regista, vincitrice del Premio Ubu come migliore attrice nel 2016, del Premio Eleonora Duse nello stesso anno e del Premio Hystrio ANCT nel 2017; nel 1993 ha fondato con Marco Sgrosso la compagnia Le Belle Bandiere.
Gli anni con Leo de Berardinis
Diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna, entra nel Teatro di Leo di Leo de Berardinis e partecipa a tutti i suoi spettacoli dal 1985 al 2001: dal King Lear all'Amleto, dalla Tempesta a Totò, principe di Danimarca, ai Giganti della montagna di Pirandello. È una delle scuole di teatro più radicali del secondo Novecento italiano, e Bucci ne è stata una delle voci centrali.
Le Belle Bandiere
Con Le Belle Bandiere produce, dirige e interpreta Macbeth, finalista al Premio ETI Olimpici del Teatro 2007, Hedda Gabler, La locandiera, Antigone, Svenimenti da Čechov, La canzone di Giasone e Medea, Le relazioni pericolose, L'anima buona del Sezuan, Caduto fuori dal tempo da David Grossman, La casa dei Rosmer da Ibsen. Con Le smanie per la villeggiatura, nato con Vetrano e Randisi, vince il Premio ETI Olimpici del Teatro 2007 come migliore spettacolo di prosa.
Le scritture in solo
Il punto di contatto più evidente con Baléni sono i testi che Bucci scrive, dirige e interpreta da sola: Non sentire il male, dedicato a Eleonora Duse; Autobiografie di ignoti; Bimba, inseguendo Laura Betti e Pasolini; Nella lingua e nella spada, su Oriana Fallaci e Alexandros Panagulis; Colloqui con la Cattiva Dea. Sono lavori in cui un'attrice sola dà voce a molte vite, spesso dimenticate. La parentela con l'assolo di Francesca Pica è chiara.
Cinema, radio, insegnamento
Al cinema ha lavorato con Raúl Ruiz, Pappi Corsicato, Luca Guadagnino in A Bigger Splash e Chiamami col tuo nome, Gianluca Jodice nel Cattivo poeta, Matteo Rovere nella serie Romulus. Ha insegnato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, all'Università di Bologna. A Russi ha contribuito alla riapertura del Teatro Comunale, chiuso da vent'anni, e ha ideato il progetto Archivio vivo sulla memoria dell'arte dal vivo.
YOU THE YOUng CITY, la rassegna
Baléni è uno dei dodici appuntamenti gratuiti della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna del Centrale Preneste Teatro diretta da Tiziana Lucattini, che dal 13 settembre al 28 novembre 2026 propone teatro, danza, musica, circo sociale e attività formative per una comunità giovane, intergenerazionale e inclusiva.
Artisti under 35 e scena contemporanea
La presentazione della rassegna parla di un teatro che per oltre due mesi diventa uno spazio di creazione condivisa, in cui artisti emergenti under 35 e protagonisti della scena contemporanea si incontrano tra spettacoli, residenze, laboratori e momenti di confronto aperti al pubblico. Il progetto accompagna i giovani artisti dall'idea alla restituzione pubblica.
Il bando e i sostegni
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale con l'Assessorato alla Cultura e in collaborazione con SIAE. È la linea di finanziamento che porta lo spettacolo dal vivo nei quartieri lontani dal centro storico, ed è la ragione per cui una serata di questo livello è gratuita.
Le altre date d'autunno
Dopo Baléni, il calendario pubblicato sul portale culturale di Roma Capitale prosegue con Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro il 17 ottobre, Menù del giorno della Compagnia Bellavita, circo contemporaneo, il 24 ottobre, Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni il 13 novembre, e Di muri abbattuti e cuori aperti di Matemù Cies G+R il 28 novembre, sempre alle 21. Il programma completo è sul sito del teatro.
Il Centrale Preneste Teatro e la cooperativa Ruotalibera
Il Centrale Preneste Teatro è la sala della cooperativa sociale onlus Ruotalibera, attiva dal 1977 nello spettacolo dal vivo e nelle attività sociali e interculturali per bambini, ragazzi e adulti; si definisce teatro per le nuove generazioni e ha sede nella zona Prenestina di Roma Est.
Una missione precisa
Ruotalibera lavora con bambini, preadolescenti, adolescenti e giovani adulti, italiani e di origine straniera, con attenzione ai ragazzi segnalati dai servizi sociali e con il coinvolgimento di genitori, insegnanti ed educatori. Il teatro, in questa idea, serve a rafforzare i legami fra generazioni e fra comunità diverse del quartiere. Non è un'etichetta di facciata: è il motivo per cui una rassegna come YOU THE YOUng CITY nasce proprio qui.
Quasi cinquant'anni con le istituzioni
La cooperativa collabora da oltre quarant'anni con il Ministero della Cultura, con i ministeri del Welfare e dell'Istruzione, con la Regione Lazio, con il Comune di Roma, con le scuole, le biblioteche e le università. Rassegne di teatro, musica, danza e arti visive, laboratori, cortometraggi, cinema all'aperto, percorsi di inserimento lavorativo: il teatro è il centro di un'attività molto più larga.
Tiziana Lucattini
La direzione artistica è di Tiziana Lucattini, che guida Ruotalibera dal 1991. Il suo Scarpette rosse ha vinto il premio ETI Stregagatto ed è stato pubblicato in Francia dall'École des loisirs, tradotto in più lingue e portato a Lille, Lione, Strasburgo, Avignone, Berlino, Madrid, Anversa e al Fringe di New York. Nel 2003 ha ricevuto la menzione speciale ETI per Il bambino che non c'è.
La scuola La Pietra Parla
Nello stesso edificio lavora la scuola di teatro La Pietra Parla, nata nel 2000 in Vicolo della Torre a Trastevere e condotta da Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. Il nome viene da Brecht e da Madre Coraggio: un filo che torna, visto che Francesca Pica ha recitato Brecht con Le Belle Bandiere.
Come arrivare al Centrale Preneste Teatro
Il Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, si raggiunge con la metro C alle fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19 alla fermata Prenestina/Giussano e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545.
Con la metro C
Pigneto e Malatesta sono le due stazioni della linea C più comode: da entrambe il teatro è a pochi minuti a piedi. Chi arriva dal centro può cambiare dalla linea A alla C a San Giovanni, da cui il Pigneto è a poche fermate.
Con il tram
I tram 5, 14 e 19 percorrono la Prenestina e fermano a Prenestina/Giussano, all'imbocco della strada del teatro. Il 14 e il 5 arrivano dalla zona di Termini passando per Porta Maggiore: per chi alloggia vicino alla stazione è la soluzione più semplice, senza cambi.
In autobus
Le linee indicate dal teatro sono 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545: una rete fitta che collega la Prenestina con buona parte della città. Per il ritorno dopo le 22 conviene controllare prima gli orari sul sito di Atac.
In auto
Tra Pigneto e Prenestina, il venerdì sera, le strade sono strette e il parcheggio è difficile. Il consiglio netto è di venire con i mezzi pubblici; se proprio si usa l'auto, conviene arrivare con largo anticipo.
Baléni: ingresso, prenotazione e accessibilità
L'ingresso a Baléni è gratuito con prenotazione obbligatoria online sul sito del Centrale Preneste Teatro, oppure scrivendo alla cooperativa Ruotalibera; il 9 ottobre si può entrare direttamente solo se restano posti disponibili.
Contatti del teatro
Il teatro indica il numero 06 27801063 e la mail di Ruotalibera per informazioni e prenotazioni. Gli uffici rispondono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17: per uno spettacolo di venerdì sera, conviene prenotare entro giovedì.
Con i ragazzi
Baléni è teatro contemporaneo per adulti e ragazzi grandi: parla di paura, lutto, desiderio, identità, con immagini che la presentazione definisce poetiche e inquietanti. Per adolescenti curiosi è una buona introduzione al teatro d'attore; per i bambini piccoli l'orario delle 21 e il tono dello spettacolo sono poco adatti.
Accessibilità
Per esigenze di accesso particolari conviene segnalarlo al teatro al momento della prenotazione, così da organizzare l'ingresso e il posto in sala.
La Prenestina e il Pigneto intorno al teatro
Il Centrale Preneste Teatro è nella zona Prenestina di Roma Est, a ridosso del Pigneto, l'area del Municipio V compresa fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante, citata fra i quartieri teatrali di Roma per la presenza di più sale in poche strade.
Strade di condottieri
Via Alberto da Giussano porta il nome di un eroe leggendario delle guerre dei comuni lombardi, e la toponomastica intorno segue temi militari: via Fanfulla da Lodi, via Conte di Carmagnola, via Romanello da Forlì ricordano i capitani di ventura del Tre e Quattrocento. Per uno spettacolo di anime fragili, è un contesto curiosamente guerriero.
Il Pigneto di oggi
Negli ultimi anni il Pigneto è diventato uno dei centri della vita serale romana, anche per la presenza di molti studenti fuori sede, e dal 2015 via del Pigneto è in gran parte pedonale. Il quartiere è compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros. A inizio ottobre il Pigneto Comedy Fest porta la stand-up nei locali della zona: un altro modo di vivere il quartiere la sera.
Cosa vedere intorno al Centrale Preneste
Intorno al Centrale Preneste Teatro ci sono alcuni monumenti tra i meno frequentati di Roma, da Porta Maggiore ai resti degli acquedotti, che si raggiungono a piedi o con pochi minuti di tram.
Porta Maggiore e la basilica sotterranea
All'inizio della Prenestina si alza Porta Maggiore, nata nel I secolo come arco monumentale degli acquedotti Claudio e Anio Novus, con accanto il sepolcro del fornaio Eurisace. Poco distante, sotto la ferrovia, c'è la basilica sotterranea di Porta Maggiore, edificio del I secolo legato ai culti neopitagorici, aperto solo su prenotazione.
Il lago dell'ex SNIA
Sulla Prenestina si trova l'area della vecchia fabbrica di viscosa, attiva dal 1923 al 1954, con il lago dell'ex SNIA, nato dall'affioramento di una falda durante uno scavo edilizio. È uno degli spazi verdi più singolari di Roma, e racconta bene la storia industriale di questa parte di città.
Verso sud e verso il centro
Lungo la Casilina e oltre si raggiungono il Mandrione, il Quadraro con i suoi murales e il Parco degli Acquedotti. Verso il centro, oltre Porta Maggiore, c'è la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una delle sette chiese del pellegrinaggio romano.
Dove mangiare prima di Baléni
Il Pigneto, a pochi minuti a piedi dal Centrale Preneste Teatro, è una delle zone di Roma con la maggiore densità di locali: trattorie, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi lungo via del Pigneto e le traverse.
Cena prima delle 21
Con l'inizio alle 21, l'ideale è sedersi a tavola verso le 19 e 30 nell'isola pedonale di via del Pigneto. Il venerdì sera il quartiere è pieno: chi viene in gruppo prenoti.
Dopo lo spettacolo
Il Pigneto resta vivo fino a tardi. Dopo Baléni è facile trovare un tavolo per un bicchiere e per discutere di quale personaggio vi sia rimasto addosso: è una delle ragioni per cui il teatro di quartiere, qui, funziona.
Roma a inizio ottobre
Il 9 ottobre Roma è nella sua stagione migliore per uscire la sera: le giornate sono ancora tiepide, il tramonto arriva verso le sette meno un quarto e le sere sono fresche ma non fredde.
Cosa mettere
Una giacca leggera basta quasi sempre. Il rischio vero di ottobre sono i temporali improvvisi, e per uno spettacolo che si chiama Baléni sarebbe una coincidenza perfetta: un ombrello pieghevole nello zaino non guasta.
Una serata da abbinare
Chi ha il pomeriggio libero può partire da Porta Maggiore, fare una passeggiata tra il Pigneto e la Prenestina, cenare presto e arrivare al teatro a piedi. È una Roma che pochi visitatori vedono, e che dice molto della città contemporanea.
Una curiosità su Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
La curiosità è nel titolo, e in particolare in quell'accento acuto sulla e. Baléni non è un errore di stampa né un vezzo grafico: l'accento segna la pronuncia chiusa della vocale e obbliga a leggere la parola con attenzione, a fermarsi un istante. I baleni sono i lampi, e il verbo balenare indica qualcosa che appare e scompare in un attimo, un'idea che balena, una luce che taglia il buio. Tutto lo spettacolo è costruito su questa durata brevissima: mondi svelati giusto il tempo di un lampo, rubati al tempo, come dice la scheda artistica.
C'è un secondo dettaglio curioso. La figura centrale, l'entità pietrificata che guarda le vite altrui, porta nella scheda della compagnia due sole iniziali, R.M. Il testo non le scioglie, e non conviene inventare interpretazioni: è più interessante arrivare in sala con la domanda aperta e vedere se la scena la risolve.
Terza curiosità: lo spettacolo è del 2021 e arriva a Roma dopo un percorso di sostegni fra Campania e Lazio, il Museo FraC di Baronissi da una parte, il Teatro Trastevere dall'altra. È il modo in cui oggi nascono molti assoli di qualità: senza un grande teatro produttore alle spalle, con una rete di spazi che credono nel progetto e con il tutoraggio di una compagnia maggiore.
Una cosa che non ti dice nessuno su Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
Quello che non si legge nei calendari è che dietro questo assolo c'è una delle linee più solide del teatro d'attrice italiano. Elena Bucci viene da sedici anni nella compagnia di Leo de Berardinis, ha vinto due volte il Premio Ubu, e da decenni scrive e interpreta da sola spettacoli in cui una voce ne contiene molte, da Eleonora Duse a Laura Betti. Francesca Pica ha recitato con Le Belle Bandiere nell'Anima buona del Sezuan e ha già costruito con la supervisione di Bucci un altro assolo, MARE. Baléni è il secondo capitolo di un rapporto di bottega che dura da anni.
La conseguenza pratica è che uno spettacolo gratuito, in una sala di quartiere, porta in scena un metodo di lavoro che normalmente si vede nei teatri stabili. Non aspettatevi un monologo confessionale: aspettatevi un teatro di trasformazione, di voci, di maschera, costruito come una partitura.
La seconda cosa che non si dice: la prenotazione è obbligatoria anche se l'ingresso è libero. In una sala raccolta, con una rassegna che ha un suo pubblico affezionato, arrivare senza prenotazione il venerdì sera è un rischio. Prenotate online qualche giorno prima.
Il consiglio che ti do per visitare Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
Meglio arrivare senza aver letto troppo. Baléni è uno spettacolo che lavora sulla sorpresa del riconoscimento: un personaggio compare, voi lo mettete a fuoco, e subito sparisce. Sapere in anticipo chi arriverà dopo chi toglie metà del piacere. Leggete il titolo, la frase di Voltaire, e fermatevi lì.
Secondo consiglio: sedetevi in una delle prime file. In un assolo di maschera e di voce la distanza conta molto, e un teatro di quartiere offre una vicinanza che le grandi sale non possono dare. È il vantaggio di vedere un'attrice formata con Julia Varley e Bogdanov a pochi metri, con il respiro e il lavoro del corpo ben visibili.
Terzo: fate del 9 ottobre una serata intera. Tram fino a Prenestina/Giussano o metro fino al Pigneto, un giro a piedi, cena presto nell'isola pedonale, spettacolo, un bicchiere dopo. E se Baléni vi convince, tornate: la rassegna prosegue fino al 28 novembre, sempre gratis, sempre alle 21. Le scoperte migliori arrivano spesso dalle sale piccole.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Pigneto è il quartiere di Pasolini e di Accattone. È molto meno citato il fatto che durante la seconda guerra mondiale questa zona di Roma Est, popolare come San Lorenzo, sia stata molto attiva nell'antifascismo e abbia subito i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944, che fra l'altro causarono la morte di cinquanta dipendenti dell'Atac. Oggi al Pigneto c'è una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia del Pigneto e Torpignattara, intitolata a Giorgio Marincola.
Il legame con Baléni è meno lontano di quanto sembri. Lo spettacolo parla di lutti, di assenze, del dialogo con chi non c'è più: Mena, la donna campana in lutto che predice il futuro, è una figura di memoria. Portare in un quartiere che ha conosciuto le bombe un lavoro sul modo in cui i vivi parlano con i morti ha un peso particolare.
C'è poi un altro fatto noto ma poco ricordato: la frase di Voltaire scelta come epigrafe viene da un filosofo che ha passato buona parte della vita fra esili e ritiri, eppure circondato da corrispondenti, ospiti, lettori. La solitudine affollata non è un paradosso letterario, è una condizione reale, ed è esattamente quella di chi fa un assolo: sola in scena, e abitata da molte voci.
La foto giusta da fare a Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
La foto giusta è quella degli applausi finali, quando Francesca Pica torna in scena senza maschera, con la luce di sala che si accende. È l'unico momento in cui i personaggi lasciano il posto all'attrice, e l'immagine racconta il senso della serata: una persona sola che ne ha fatte vivere molte. Durante lo spettacolo niente fotografie e niente schermi accesi: in un lavoro costruito sul buio e sui lampi, anche la luce di un telefono rompe l'effetto.
Fuori, prima di entrare, la luce del tramonto sulla Prenestina è l'immagine della Roma Est in cui il teatro vive: binari del tram, facciate dei palazzi popolari, il traffico del venerdì. A inizio ottobre il sole cala poco prima delle sette, con ombre lunghe e colori caldi.
Per chi ama la fotografia notturna, dopo lo spettacolo via del Pigneto con i locali accesi completa il racconto. E se quella sera il cielo dovesse regalare un temporale, un lampo sopra i tetti della Prenestina sarebbe la foto perfetta per ricordare Baléni.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della zona comincia con la Via Prenestina, strada antica che usciva da Roma verso est, fiancheggiata da sepolcri e mausolei. All'inizio della strada si trovano Porta Maggiore, del 52 dopo Cristo, e il sepolcro del fornaio Eurisace, del 30 avanti Cristo; al secondo miglio il Torrione prenestino, mausoleo del I secolo avanti Cristo; al terzo miglio il sepolcro di largo Preneste, del II secolo.
Per secoli l'area è campagna, orti, vigne e ville; il toponimo Pigneto è attestato già nel Seicento. Dopo il 1870 nascono i primi insediamenti. Tra il 1886 e il 1891 si costruisce in piazza Caballini il deposito della Società Romana Tramways Omnibus, che nel 1904 diventa tranviario. Nel 1909 viene inaugurato l'Istituto farmaceutico Serono; nel 1923 nasce la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva fino al 1954. Tra il 1929 e il 1930 Giovanni Michelucci progetta Villa Valiani, fra via Conte di Carmagnola e via Romanello da Forlì.
Nel 1943 e 1944 i bombardamenti alleati colpiscono il quartiere. Nel dopoguerra il Pigneto diventa un set del cinema italiano. Nel 1977 nasce la cooperativa Ruotalibera, diretta dal 1991 da Tiziana Lucattini; nel 2000 nasce la scuola La Pietra Parla. Nel 2015 via del Pigneto diventa in gran parte pedonale. Il 9 ottobre 2026, dentro la quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, Francesca Pica porta in scena Baléni.
Chi è passato da Francesca Pica, Baléni al Centrale Preneste Teatro — 9 ottobre 2026
Dalle strade intorno al Centrale Preneste è passata una parte importante del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini ambientò al Pigneto Accattone, con Franco Citti. Anna Magnani vi girò scene di Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi. Alberto Sordi ci è tornato più volte e Paolo Villaggio vi girò scene di Fantozzi. Prima di diventare una zona di teatri e di locali, il quartiere è stato un set.
Dal Centrale Preneste passano da decenni gli spettacoli di Ruotalibera diretti da Tiziana Lucattini, autrice di Scarpette rosse, portato in mezza Europa e fino al Fringe di New York. Passa stabilmente dal 1995 Fabio Traversa, esordito al cinema con Nanni Moretti e poi al lavoro con Carlo Verdone. Passano generazioni di allievi della scuola La Pietra Parla e, con YOU THE YOUng CITY, compagnie emergenti da Roma e dal resto d'Italia.
Il 9 ottobre 2026 passa da qui Francesca Pica, attrice e clarinettista formata a Salerno, premiata al Roma Fringe Festival e al DOIT Festival, e con lei, attraverso la supervisione, passa la lezione di Elena Bucci, e dietro di lei quella di Leo de Berardinis. Insieme a loro il lavoro di Domenico Latronico, che firma maschera, costume e oggetti, di Elena Vastano alle luci, di Valerio Pietrovita all'allestimento. Una piccola squadra che porta in una sala di quartiere una tradizione teatrale lunga.
Domande frequenti su Baléni
Quando va in scena Baléni di Francesca Pica a Roma?
Baléni di Francesca Pica va in scena venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro di Roma, in Via Alberto da Giussano 58. È una data unica, dentro la quarta edizione della rassegna YOU THE YOUng CITY, che prosegue fino al 28 novembre.
Quanto costa il biglietto di Baléni?
Baléni al Centrale Preneste Teatro è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria online sul sito del teatro o via mail alla cooperativa Ruotalibera. Il giorno dello spettacolo si può entrare senza prenotazione solo se restano posti disponibili, quindi conviene prenotare in anticipo.
Di che cosa parla Baléni?
Baléni racconta un'entità pietrificata che spia le vite altrui e vorrebbe essere viva quanto i personaggi che osserva: una bambina siciliana, una zitella romana, una scrittrice girovaga, una donna campana in lutto. È un assolo di teatro contemporaneo su paura, desiderio, lutto e identità.
Chi è Francesca Pica?
Francesca Pica è attrice e musicista, diplomata in clarinetto al Conservatorio di Salerno, formata dal 2001 all'Accademia dello Spettacolo di Antonio Casagrande. Ha lavorato con Vincenzo Pirrotta, Ruggero Cappuccio e Le Belle Bandiere, ha fondato la compagnia PolisPapin e ha vinto premi al Roma Fringe Festival e al DOIT Festival.
Che ruolo ha Elena Bucci nello spettacolo?
Elena Bucci firma la supervisione di Baléni, e il progetto è tutorato dalla sua compagnia Le Belle Bandiere. Bucci, attrice e regista premio Ubu 2016 come migliore attrice, aveva già seguito con lo stesso ruolo il precedente assolo di Francesca Pica, MARE, debuttato nel 2018.
Come si arriva al Centrale Preneste Teatro con i mezzi?
Il Centrale Preneste Teatro si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545, secondo le indicazioni pubblicate dal teatro e dalla rassegna.
Baléni è adatto ai ragazzi?
Baléni è uno spettacolo di teatro contemporaneo pensato per adulti e ragazzi grandi, con temi come lutto, paura e identità trattati con immagini poetiche e a tratti inquietanti. È adatto ad adolescenti interessati al teatro; per i bambini piccoli l'orario delle 21 è impegnativo.
Il giudizio su Baléni
Andateci. Un assolo d'attrice costruito con la supervisione di Elena Bucci, in una sala di quartiere che da quasi cinquant'anni fa del teatro uno strumento di comunità, gratis, un venerdì sera d'ottobre: è il tipo di serata che a Roma si trova di rado e che si ricorda a lungo. Prenotate subito, sedetevi davanti, spegnete il telefono e lasciate che i personaggi balenino.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
