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Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

Marcinelle. Storia di minatori, scritto e diretto da Ariele Vincenti, è in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia dal 15 al 25 aprile 2027, in via dei Pallottini 10, a Ostia Lido. Il calendario del teatro indica otto giornate: giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 aprile alle 21, domenica 18 alle 17.30; giovedì 22 alle 17.30, venerdì 23 alle 21, sabato 24 alle 17.30, domenica 25 alle 17.30. In scena ci sono Ariele Vincenti, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti, Francesco Cassibba e Sarah Nicolucci; lo spettacolo è una produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo con Alt Academy Produzioni ed è inserito nell'abbonamento della stagione 2026/2027. I prezzi indicati dal teatro sono 25 euro l'intero, 23 euro il ridotto, 12 euro per gli under 25 e 17 euro a persona per i gruppi di almeno 15 persone. Il Manfredi si raggiunge con la ferrovia Roma Lido, che parte dalla stazione di Porta San Paolo accanto alla fermata Piramide della metro B, scendendo a Lido Centro, a breve distanza dal teatro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Nino Manfredi, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure in biglietteria, al telefono 06 56324849.

La locandina ufficiale di Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi
La locandina ufficiale di Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi Foto: Teatro Nino Manfredi / Teatro Stabile d'Abruzzo e Alt Academy Produzioni (locandina ufficiale)

Lo spettacolo racconta quattro minatori italiani dalla partenza dai loro paesi fino alla morte nella miniera del Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, dove l'8 agosto 1956 un incendio uccise 262 persone, 136 delle quali italiane. Qui sotto si trovano le date, il racconto scena per scena, la storia vera della tragedia, il profilo di Ariele Vincenti e della produzione, il teatro di Ostia, come arrivare e come organizzare una giornata sul litorale in primavera.

Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi: date, orari e prezzi

Marcinelle. Storia di minatori va in scena al Teatro Nino Manfredi dal 15 al 25 aprile 2027, su due fine settimana lunghi, ed è uno dei titoli in abbonamento della stagione 2026/2027 del teatro di Ostia.

Il calendario

Prima settimana: giovedì 15 aprile alle 21, venerdì 16 alle 21, sabato 17 alle 21, domenica 18 alle 17.30. Seconda settimana: giovedì 22 alle 17.30, venerdì 23 alle 21, sabato 24 alle 17.30, domenica 25 alle 17.30, ultima replica. Per sabato 24 il calendario del teatro ripete due volte lo stesso orario delle 17.30: se interessa una replica serale in quella data, conviene chiedere conferma alla biglietteria prima di acquistare.

I prezzi

Il Teatro Nino Manfredi indica per Marcinelle un intero di 25 euro, un ridotto di 23 euro, un biglietto per gli under 25 a 12 euro e una tariffa di 17 euro a persona per i gruppi di almeno 15 persone.

Le pomeridiane

Le repliche delle 17.30 sono quattro: domenica 18, giovedì 22, sabato 24 e domenica 25 aprile. Per chi arriva da Roma con la ferrovia sono le più comode, perché permettono di rientrare in città senza fare tardi e di passare la mattina sul litorale.

Cosa racconta Marcinelle. Storia di minatori: quattro vite dal paese alla miniera

Marcinelle. Storia di minatori ripercorre con precisione la cronologia di quattro minatori italiani, dalla partenza dai paesi d'origine fino alla morte nella miniera di Marcinelle. La presentazione ufficiale descrive un racconto che segue i personaggi passo dopo passo, senza salti, come un diario di viaggio che si interrompe di colpo.

La partenza dalle stazioni di paese

Tutto comincia sulle banchine. Quando i minatori partivano, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di madri, fidanzate, amici e parenti venuti a salutarli. C'era chi era contento per loro, come gli amici e i conoscenti, e chi invece si disperava, come le madri e le fidanzate. Lo spettacolo parte da questa doppia emozione, la speranza di un lavoro e il timore di non rivedersi.

Cinque giorni invece di ventotto ore

Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino in Belgio. Erano state promesse loro ventotto ore di viaggio; secondo il racconto della produzione ne servirono cinque giorni, in condizioni disumane dal punto di vista logistico e sanitario. È il primo scarto fra ciò che era stato annunciato e ciò che attendeva gli emigranti.

Gli alloggi nelle baracche

L'arrivo a Marcinelle non fu dei migliori. Gli alloggi, descritti come caldi e confortevoli, si rivelarono scomodi e freddi: le stanze si trovavano all'interno di ex campi di concentramento usati dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Lo spettacolo restituisce questo impatto con la vita quotidiana degli emigrati.

Il lavoro a mille metri

Le condizioni di lavoro erano durissime: turni lunghi e faticosi, paga a cottimo, per cui più carbone si estraeva più la paga saliva, pasti scarsi. Chi chiedeva spiegazioni a un superiore veniva aspramente criticato e minacciato. In miniera, a mille metri di profondità, i minatori passavano ore sdraiati in piccole gallerie alte mezzo metro, scavando con uno scalpello battuto da un martello di ferro o con il Motor Pique, il piccolo martello pneumatico in dotazione all'epoca.

Il tempo libero e Coppi a Liegi

Lo spettacolo racconta anche le ore fuori dalla miniera. Un giorno i quattro vanno a Liegi per vedere l'arrivo vittorioso di Fausto Coppi e scoprono che nei bar l'ingresso agli italiani è vietato. Poi le partite a scopa, le telefonate a casa, i piccoli riti di una comunità lontana.

Il silenzio finale

Fino al momento della tragedia, quando tutti i minatori smettono di parlare. Resta in sottofondo quella che gli uomini chiamavano la musica della miniera. È una scelta di regia essenziale: la catastrofe non si mostra, si ascolta.

La messinscena: suoni, rumori e scene

In Marcinelle. Storia di minatori i rumori della miniera diventano la colonna sonora delle azioni sceniche: le musiche e i rumori sono di Tiziano Gialloreto, le scene di Alex Chiti.

La musica della miniera

La mancanza d'aria, la polvere, il rumore assordante, i carrelli carichi di carbone, i nitriti dei cavalli, gli ascensori: secondo la presentazione della produzione, questi suoni costruiscono la partitura sonora sulla quale si muovono gli attori. Il lavoro di Gialloreto è dunque parte della drammaturgia, non un semplice commento.

Uno spazio di lavoro

Le scene di Alex Chiti devono rendere due mondi: le stazioni e le baracche in superficie, le gallerie basse in profondità. Il testo insiste sul corpo dei minatori, sdraiati per ore in cunicoli alti mezzo metro: è un teatro fisico, in cui la fatica si vede.

Cinque interpreti

In scena ci sono cinque attori: lo stesso Ariele Vincenti, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti, Francesco Cassibba e Sarah Nicolucci. Quattro sono i minatori al centro del racconto; la presenza femminile riporta sul palco il mondo di chi restava a casa, le madri e le fidanzate delle stazioni di partenza.

Lo studio delle fonti

La produzione presenta lo spettacolo come il frutto di uno studio accurato dei fatti e del contesto sociale dell'epoca, condotto dall'autore su fonti scritte, filmiche e orali. È il metodo del teatro di narrazione: partire dai documenti e dalle testimonianze per costruire personaggi credibili.

La storia vera: il disastro di Marcinelle dell'8 agosto 1956

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell'8 agosto 1956 nella miniera di carbone del Bois du Cazier, in Belgio: un incendio riempì di fumo l'impianto sotterraneo e uccise 262 delle 275 persone presenti, fra cui 136 immigrati italiani.

Uomini in cambio di carbone

Il 23 giugno 1946 Italia e Belgio firmarono un protocollo che prevedeva l'invio di 50.000 lavoratori italiani in cambio di carbone. Il Belgio aveva poca manodopera disponibile per le sue miniere della Vallonia, e i belgi non erano più disposti a svolgere un lavoro così logorante e pericoloso. Nel 1956, su 142.000 minatori impiegati nel paese, 63.000 erano stranieri e di questi 44.000 erano italiani.

La mattina dell'incidente

Secondo la ricostruzione del rapporto d'inchiesta, verso le 8.10 un ascensore partì mentre al livello 975 metri due vagoncini sporgevano ancora dalla gabbia. Nella risalita urtò una trave che tranciò una condotta d'olio in pressione, i fili del telefono e due cavi elettrici: ne nacque un incendio nel pozzo di entrata dell'aria, e il fumo raggiunse in breve ogni galleria.

Le due settimane dei soccorsi

Alla mobilitazione presero parte la Croce Rossa, i vigili del fuoco, l'esercito e semplici cittadini; arrivarono squadre da altre miniere belghe, dalla Francia e dalla Germania. Le scuole dei dintorni diventarono mense e dormitori, le chiese camere ardenti. Il 22 agosto, dopo due settimane di tentativi, uno dei soccorritori risalendo in superficie disse in italiano «tutti cadaveri». Si salvarono in tredici.

I processi

Il processo di primo grado si tenne a Charleroi dal maggio all'ottobre 1959 e si chiuse con l'assoluzione dei cinque imputati. In appello fu condannato solo l'ingegnere della miniera, a sei mesi con la condizionale. La vicenda giudiziaria si concluse il 27 aprile 1964 con un accordo fra le parti.

Chi è Ariele Vincenti, autore, regista e interprete

Ariele Vincenti è nato a Roma nel 1977 ed è attore, autore e regista teatrale: dal 2016 ha costruito un repertorio di spettacoli di narrazione dedicati a pagine dimenticate della storia italiana, di cui Marcinelle è il capitolo più recente.

La formazione

Laureato al DAMS, si è diplomato alla scuola di recitazione Teatro Azione e ha poi frequentato seminari di commedia dell'arte, biomeccanica, musical e teatro di narrazione. Dal 2002 ha recitato in film e fiction, ma la sua passione dichiarata resta il teatro.

La carriera d'attore

Ha preso parte come attore a circa settanta spettacoli, molti con tournée nazionali, ed è stato aiuto regista e actor coach nei musical Faust ed Evita. Ha lavorato, fra gli altri, con Simone Cristicchi, Paolo Sorrentino, Flavio Insinna, Enzo Iacchetti, Vittorio Matteucci, Ugo Pagliai, Nicola Pistoia e Paolo Triestino.

Marocchinate

Nel 2016 debutta con il suo primo monologo, Marocchinate, scritto con Simone Cristicchi, da cui è nato l'omonimo libro pubblicato da La Nave di Teseo. Lo spettacolo racconta le violenze subite da migliaia di donne ciociare durante la guerra: una memoria rimossa che Vincenti riporta in scena con gli strumenti del racconto.

Dalle periferie al carcere

Nel 2017, come regista e coautore, mette in scena Storie Bastarde, sulla vita delle periferie negli anni Ottanta. Nel 2018 conduce un laboratorio nel carcere di Pescara e firma come attore e regista lo spettacolo musicale Dalle Sbarre alle Stelle, con dodici detenuti, prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo con musiche di Emilio Stella.

Di Bartolomei, Trilussa e il Messia d'Abruzzo

Nel 2019 è attore, autore e regista di Ago Capitano Silenzioso, dedicato ad Agostino Di Bartolomei, storico capitano della Roma. Nel 2020 dirige Vita da Cani, ambientato in una sala slot e dedicato alla ludopatia, e debutta con il monologo La Tovaglia di Trilussa, sul poeta romano. Nel 2021 scrive e dirige I matti di Dio, spettacolo musicale sulla vita di Oreste De Amicis, che a metà Ottocento si proclamò Messia d'Abruzzo.

Teatro Stabile d'Abruzzo e Alt Academy: la produzione

Marcinelle. Storia di minatori è prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo in coproduzione con Alt Academy Produzioni, e nasce in occasione del settantesimo anniversario della tragedia, celebrato nel 2026.

Il legame con l'Abruzzo

Il sodalizio fra Vincenti e lo Stabile abruzzese è di lunga data: già Dalle Sbarre alle Stelle era una produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo.

Una curiosità su Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

La curiosità più sorprendente nasce dalla scena di Liegi. Nello spettacolo i quattro minatori vanno a vedere l'arrivo vittorioso di Fausto Coppi e scoprono che nei bar l'ingresso agli italiani è vietato: il campione più amato del paese corre e vince, e i suoi connazionali non possono nemmeno bere un caffè per festeggiarlo. Il ciclismo, del resto, è rimasto legato a Marcinelle anche dopo: nel 2006 il Giro d'Italia, alla sua ottantanovesima edizione, è partito dal Belgio proprio in omaggio alle migliaia di emigrati italiani di quelle regioni. Una seconda curiosità riguarda il linguaggio sonoro dello spettacolo. Quello che il pubblico sente come musica di scena è in realtà un paesaggio di rumori: carrelli, ascensori, nitriti di cavalli. Anche i cavalli fanno parte della storia vera: il rapporto d'inchiesta registra che i cavalli del livello 1035 metri riuscirono a rompere le corde con cui erano legati e si rifugiarono in un vicolo cieco, e che il primo corpo ritrovato dai soccorritori fu quello di un cavallo. Una terza curiosità riguarda i nomi. La lista delle vittime pubblicata dal quotidiano belga Le Soir il 10 agosto 1956 conta undici nazionalità diverse: italiani, belgi, polacchi, greci, tedeschi, ungheresi, algerini, francesi, sovietici, un britannico e un olandese. Una quarta riguarda le date: negli anni 2024 e 2025 alcune vittime rimaste senza nome sono state identificate grazie al DNA, quasi settant'anni dopo.

Il Teatro Nino Manfredi di Ostia

Il Teatro Nino Manfredi è un teatro di prosa da 288 posti in via dei Pallottini 10, a Ostia Lido, nato da un ex cinema teatro rilevato nel dicembre 2004 da Felice Della Corte e quattro soci e inaugurato il 30 settembre 2005.

Il nome

La sala porta il nome di Nino Manfredi, scomparso nel giugno 2004, pochi mesi prima dell'avvio del progetto. Alla serata inaugurale era presente Erminia Ferrari, vedova dell'attore, e la programmazione si ispira alla sua lezione: quella di un attore drammatico che recitava con ironia.

La direzione artistica

Il teatro è diretto da Felice Della Corte, napoletano, formato sul teatro di Eduardo, che nel 2015 ha aperto anche il Teatro Marconi e nel 2019 è diventato presidente dell'Unione dei Teatri di Roma, di cui è cofondatore.

La programmazione

Il Manfredi propone una stagione di prosa in abbonamento, spettacoli per bambini e ragazzi, matinée per le scuole e una scuola di teatro, e segnala una propria app per Android e iOS.

Una sala raccolta

Con 288 posti è un teatro di dimensione media, adatto a un teatro di narrazione come Marcinelle, in cui contano le voci, i silenzi e i rumori: anche dalle ultime file si percepiscono i dettagli del suono.

Una cosa che non ti dice nessuno su Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

Quello che raramente si dice di Marcinelle è che la tragedia non fu un fulmine a ciel sereno. Le miniere belghe erano antiquate e l'usura dei macchinari era un problema noto: fra il 1947 e il 1956 avevano già causato la morte di 1.164 minatori, 435 dei quali italiani, e nei soli primi sette mesi del 1956 erano morti sul lavoro 21 connazionali. Il pozzo della sciagura era in funzione dal 1830. Lo spettacolo, raccontando turni, paga a cottimo e minacce a chi protestava, mostra proprio questo terreno: la catastrofe arriva alla fine di una lunga sequenza di condizioni accettate per necessità. Una seconda cosa riguarda le leggende nate dopo. Si è detto che l'incidente fosse dovuto a un'esplosione di grisù o a un malinteso linguistico fra un minatore italiano e un addetto belga; la ricostruzione ufficiale smentisce entrambe le versioni, perché nel pozzo di entrata dell'aria il grisù non c'era e le comunicazioni fra i due erano segnali di campanello secondo un codice prestabilito. Chi va a teatro con queste storie in testa trova una verità più semplice e più dura. La terza cosa è pratica: la seconda settimana di repliche si chiude domenica 25 aprile con la pomeridiana delle 17.30; nei giorni festivi conviene controllare gli orari della ferrovia Roma Lido, che possono cambiare rispetto ai feriali.

Biglietti per Marcinelle. Storia di minatori

I biglietti per Marcinelle. Storia di minatori si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Nino Manfredi, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure in biglietteria.

Contatti

La biglietteria risponde al numero 06 56324849 e all'indirizzo info@teatroninomanfredi.it; il teatro indica anche il numero 388 0736402 per informazioni.

Le tariffe

Intero 25 euro, ridotto 23 euro, under 25 12 euro, gruppi di almeno 15 persone 17 euro a testa. La tariffa per gli under 25 rende lo spettacolo accessibile a studenti universitari e delle superiori, per i quali la storia dell'emigrazione italiana è spesso materia di studio.

L'abbonamento

Marcinelle è indicato dal teatro come spettacolo in abbonamento: chi segue la stagione del Manfredi ha già il posto, e nelle serate più richieste i biglietti singoli possono esaurirsi prima.

Il consiglio che ti do per visitare Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

Il consiglio è di arrivare a teatro sapendo poco della trama e qualcosa della storia. Lo spettacolo non ha colpi di scena: il finale lo conoscono tutti, ed è proprio questo a dare peso a ogni scena precedente. Conviene quindi leggere prima due o tre fatti essenziali, il protocollo del 1946, la data dell'8 agosto 1956, il numero delle vittime, e lasciare che il racconto dei quattro minatori faccia il resto. Sulla scelta della replica, a nostro giudizio la pomeridiana di giovedì 22 aprile alle 17.30 è la più interessante: un pomeriggio feriale, un pubblico di abbonati e di appassionati, la sala raccolta, e il rientro a Roma prima di cena. Chi preferisce la sera sceglie una delle quattro repliche delle 21, dal 15 al 17 aprile o venerdì 23, avendo cura di controllare l'orario dell'ultimo treno. Per chi ha figli adolescenti, o insegna, lo spettacolo è una lezione di storia vissuta: la produzione lo ha già proposto agli studenti nel circuito regionale. Sul posto, in una sala di 288 posti la visuale è buona quasi ovunque; per uno spettacolo costruito sui suoni, le file centrali garantiscono l'ascolto migliore. Infine, chi ha meno di 25 anni paga 12 euro: uno dei biglietti più convenienti della stagione teatrale romana.

Come arrivare al Teatro Nino Manfredi

Il Teatro Nino Manfredi, in via dei Pallottini 10 a Ostia Lido, si raggiunge con la ferrovia Roma Lido fino alla stazione Lido Centro, a breve distanza dal teatro.

Con la ferrovia Roma Lido

La ferrovia parte dalla stazione di Porta San Paolo, accanto alla fermata Piramide della metro B, all'ombra della Piramide Cestia e della Porta San Paolo. Da Termini si prende la metro B fino a Piramide, si cambia e si scende a Lido Centro. Per le recite delle 21 conviene verificare in anticipo l'orario dell'ultimo treno di ritorno.

In auto

Da Roma si arriva con la via del Mare o con la via Cristoforo Colombo. In aprile, prima della stagione balneare, la sosta nelle strade di Ostia Lido è in genere più semplice che nei mesi estivi.

In autobus

Ostia è servita da linee urbane che collegano le stazioni della Roma Lido con i quartieri del litorale. Percorsi e orari aggiornati si trovano sul calcolatore di percorso ATAC.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che a Marcinelle siano morti molti italiani lo sanno in tanti. Meno citato è il fatto che l'Italia dedichi a quella data una ricorrenza ufficiale: l'8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, dedicata al ricordo delle vittime del Bois du Cazier e, attraverso di loro, di tutti i lavoratori italiani morti all'estero. Un secondo fatto, noto agli storici e poco ricordato dal pubblico, riguarda il posto di Marcinelle nella storia dell'emigrazione: è il terzo disastro per numero di vittime italiane all'estero, dopo quelli di Monongah e di Dawson. Il sito del Bois du Cazier, oggi dismesso, fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme ai principali siti minerari della Vallonia. Un terzo fatto riguarda la memoria culturale. La tragedia è entrata nella poesia dialettale, con Lu trenu di lu suli del siciliano Ignazio Buttitta nel 1963 e con i sonetti abruzzesi di Giuseppe Tontodonati; nella musica, con Una miniera dei New Trolls nel 1969; in televisione, con la miniserie Marcinelle della Rai del 2003, diretta da Antonio e Andrea Frazzi. Lo spettacolo di Vincenti si inserisce in questa linea, con gli strumenti del teatro di narrazione. Un quarto fatto riguarda Nino Manfredi, a cui la sala di Ostia è intitolata: prima del cinema si era diplomato all'Accademia d'arte drammatica nel 1947 e aveva lavorato con Eduardo all'Eliseo nella stagione 1952 e 1953.

Ostia Lido intorno al teatro

Il Teatro Nino Manfredi si trova a Ostia Lido, nel Municipio X, il quartiere di Roma sul mare. In aprile il litorale si risveglia: le giornate si allungano e il lungomare torna a essere la passeggiata degli ostiensi.

Ostia Antica

A una fermata di treno ci sono gli scavi di Ostia Antica, la città portuale dell'antica Roma, e il borgo di Ostia Antica con il castello di Giulio II.

La pineta e il litorale

Verso sud si apre la Pineta di Castel Fusano, uno dei grandi spazi verdi di Roma, e poi le spiagge del litorale romano.

Il lungomare in primavera

In aprile gli stabilimenti preparano la stagione e la passeggiata sul mare è piacevole nelle giornate di sole: prima di una pomeridiana delle 17.30 è il modo più semplice per arrivare a teatro senza fretta.

Come organizzare una giornata a Ostia con Marcinelle

Con le pomeridiane delle 17.30, Marcinelle. Storia di minatori si presta a chiudere una giornata sul litorale organizzata tutta con la ferrovia Roma Lido, senza auto.

La mattina agli scavi

Da Porta San Paolo si scende alla stazione di Ostia Antica per gli scavi: la città portuale dell'antica Roma, con il teatro, le botteghe e i magazzini, occupa facilmente una mattinata intera.

Il pomeriggio al Lido

Dalla stessa linea si prosegue fino a Lido Centro, per il pranzo e una passeggiata sul lungomare. Alle 17.30 si entra al Manfredi; all'uscita il treno riporta a Piramide in tempo per la cena.

Chi sceglie la sera

Per le repliche delle 21 l'ordine si inverte: mare nel pomeriggio, cena presto a Ostia, sipario, e rientro controllando prima l'orario dell'ultimo treno.

La foto giusta da fare a Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

Durante lo spettacolo niente foto: in un racconto costruito sui suoni e sul silenzio finale, un telefono acceso rompe la tensione per tutta la sala e disturba gli attori. La prima foto giusta si fa all'ingresso del teatro di via dei Pallottini, con la locandina di Marcinelle e il nome di Nino Manfredi sulla facciata. La seconda si fa sul lungomare di Ostia prima di una pomeridiana, nella luce di aprile: un orizzonte aperto, il contrario delle gallerie alte mezzo metro in cui lavoravano i minatori del Bois du Cazier. Il contrasto dice molto di ciò che lo spettacolo racconta. La terza è per chi arriva con la ferrovia: una foto alla stazione di Porta San Paolo, con la Piramide Cestia sullo sfondo, all'inizio del viaggio in treno verso il mare. Pensare che i protagonisti dello spettacolo viaggiarono cinque giorni con le valigie di cartone dà un'altra misura a quel tragitto. Chi ama i dettagli può fotografare la locandina ufficiale esposta nell'atrio. Niente flash e niente video durante gli applausi, salvo indicazioni diverse del teatro.

Dove mangiare a Ostia prima o dopo Marcinelle

Intorno al Teatro Nino Manfredi e verso il lungomare ci sono ristoranti di pesce, pizzerie e bar, aperti anche fuori dalla stagione estiva.

Prima della pomeridiana

Un pranzo di pesce vicino al mare e poi il teatro alle 17.30: la combinazione più tipica del litorale.

Dopo la replica serale

All'uscita delle repliche delle 21 conviene orientarsi su pizzerie e locali della zona centrale di Ostia, tenendo d'occhio l'orario del treno per chi rientra a Roma.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Nino Manfredi comincia nel dicembre 2004, quando Felice Della Corte e quattro soci, Luciano, Enzo, Paolo e Salvatore, rilevano un ex cinema teatro di Ostia Lido in precarie condizioni e decidono di trasformarlo in un teatro di prosa da 288 posti. Il 4 giugno di quell'anno era morto Nino Manfredi, nato a Castro dei Volsci nel 1921 e cresciuto a Roma nel quartiere di San Giovanni: il nuovo teatro prende il suo nome. Il 30 settembre 2005 la sala si inaugura con Un grande grido d'amore di Josiane Balasko, interpretato da Pamela Villoresi e Pietro Longhi, sotto lo sguardo commosso di Erminia Ferrari, vedova dell'attore. Negli anni seguenti il teatro diventa una presenza stabile del litorale, con stagioni in abbonamento, spettacoli per ragazzi, matinée per le scuole e una scuola di teatro. Nell'ottobre 2015 dalla stessa esperienza nasce il Teatro Marconi, a Roma; nel 2019 Della Corte è eletto presidente dell'Unione dei Teatri di Roma, l'associazione dei teatri privati che ha contribuito a fondare. La stagione 2024 e 2025 si apre con Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, diretto da Claudio Boccaccini. Nella stagione 2026/2027, quella del settantesimo anniversario della tragedia appena trascorso, il Manfredi ospita Marcinelle. Storia di minatori: il teatro di Ostia, nato per custodire il nome di un grande attore italiano, accoglie la memoria di 136 lavoratori italiani morti a mille metri sotto terra.

Accessibilità, ragazzi e informazioni pratiche

Per l'accesso di persone con disabilità conviene contattare prima dell'acquisto la biglietteria del Teatro Nino Manfredi al 06 56324849 o il numero 388 0736402.

Con i ragazzi

Marcinelle è adatto agli adulti e ai ragazzi delle scuole superiori, anche grazie al biglietto per gli under 25. Il tema è la morte sul lavoro e il finale è drammatico: per i bambini piccoli non è pensato. Il Manfredi ha referenti dedicati alle scuole, indicati sul sito del teatro.

Arrivare in tempo

Ostia Lido è pianeggiante e il percorso dalla stazione Lido Centro al teatro è breve. Chi arriva in auto può farsi lasciare davanti all'ingresso di via dei Pallottini 10.

Chi è passato da Marcinelle. Storia di minatori al Teatro Nino Manfredi — dal 15 al 25 aprile 2027

Sul palco del Teatro Nino Manfredi sono passati, fin dalla prima sera, interpreti come Pamela Villoresi e Pietro Longhi, protagonisti dell'inaugurazione del 30 settembre 2005, e da allora la sala ha accolto una lunga serie di attori, registi e compagnie. Fra gli ospiti delle stagioni recenti la stampa locale ha segnalato Nathalie Caldonazzo, protagonista con Felice Della Corte di una commedia diretta da Claudio Boccaccini, e produzioni firmate dallo stesso Della Corte come La cena di Vermeer. Nell'ottobre 2026 è passata dal Manfredi la Compagnia Mauri Sturno con Amore non eri prevista. E c'è chi è passato senza mai salire su quel palco: Nino Manfredi, protagonista di Rugantino di Garinei e Giovannini nel 1962 accanto ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, presente a Ostia nel nome e nello spirito della programmazione. Con Marcinelle arrivano ora Ariele Vincenti, attore romano che ha lavorato con Simone Cristicchi, Paolo Sorrentino e Ugo Pagliai, e con lui Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti, Francesco Cassibba e Sarah Nicolucci, insieme al lavoro sonoro di Tiziano Gialloreto e alle scene di Alex Chiti. Idealmente passano anche i nomi del Bois du Cazier: Antonio Iannetta, il minatore che risalì per primo e diede l'allarme, Angelo Galvan, il soccorritore che i compagni chiamavano la volpe del Cazier, e i 136 italiani che non tornarono.

Domande frequenti su Marcinelle al Teatro Nino Manfredi

Quando va in scena Marcinelle al Teatro Nino Manfredi?

Marcinelle. Storia di minatori va in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia dal 15 al 25 aprile 2027: giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 alle 21, domenica 18 alle 17.30; giovedì 22 alle 17.30, venerdì 23 alle 21, sabato 24 e domenica 25 alle 17.30.

Quanto costano i biglietti di Marcinelle a Ostia?

Per Marcinelle. Storia di minatori il Teatro Nino Manfredi indica un intero di 25 euro, un ridotto di 23 euro, un biglietto per gli under 25 a 12 euro e 17 euro a persona per i gruppi di almeno 15 persone.

Chi recita in Marcinelle. Storia di minatori?

In Marcinelle. Storia di minatori recitano Ariele Vincenti, autore e regista dello spettacolo, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti, Francesco Cassibba e Sarah Nicolucci. Musiche e rumori sono di Tiziano Gialloreto, le scene di Alex Chiti; produce il Teatro Stabile d'Abruzzo con Alt Academy Produzioni.

Di cosa parla lo spettacolo su Marcinelle?

Marcinelle. Storia di minatori segue quattro minatori italiani dalla partenza dai loro paesi al viaggio in treno, dagli alloggi nelle baracche al lavoro a mille metri di profondità, fino alla morte nell'incendio del Bois du Cazier dell'8 agosto 1956.

Cosa successe a Marcinelle nel 1956?

A Marcinelle, in Belgio, l'8 agosto 1956 un incendio nella miniera di carbone del Bois du Cazier riempì di fumo le gallerie e uccise 262 delle 275 persone presenti. Fra le vittime c'erano 136 italiani, emigrati in base al protocollo del 1946 fra Italia e Belgio.

Come si arriva al Teatro Nino Manfredi?

Il Teatro Nino Manfredi, in via dei Pallottini 10 a Ostia Lido, si raggiunge con la ferrovia Roma Lido da Porta San Paolo, accanto alla metro B Piramide, fino alla stazione Lido Centro. In auto si arriva con la via del Mare o la Cristoforo Colombo.

Lo spettacolo Marcinelle è adatto ai ragazzi?

Marcinelle. Storia di minatori è adatto ai ragazzi delle scuole superiori e agli adulti: racconta una pagina di storia dell'emigrazione italiana con un finale drammatico. Il biglietto per gli under 25 costa 12 euro al Teatro Nino Manfredi.

Il consiglio finale su Marcinelle al Teatro Nino Manfredi

Marcinelle. Storia di minatori è teatro civile nel senso più concreto: racconta persone, non numeri, e lo fa con i suoni del lavoro invece che con le parole della retorica. A nostro giudizio è uno degli spettacoli più utili della stagione del Manfredi, soprattutto per chi ha in famiglia una storia di emigrazione. Il consiglio pratico è di scegliere una pomeridiana, unire lo spettacolo a una mattina a Ostia Antica e a un pranzo sul mare, e approfittare del biglietto da 12 euro se si hanno meno di 25 anni.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento15 Aprile 2027 21:00 — 25 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Nino Manfredi, Via dei Pallottini 10, 00122 Roma (Ostia Lido) Roma Città

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