Longines Global Champions Tour Roma 2026 all’Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all’11 ottobre 2026
Il Longines Global Champions Tour Roma 2026 si corre da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026 all'Ippodromo Militare "Gen. C.A. Pietro Giannattasio" di Tor di Quinto, viale di Tor di Quinto 118, 00191 Roma, sede dell'8° Reggimento "Lancieri di Montebello". Le gare cominciano ogni mattina alle 8; il Gran Premio di Roma del Longines Global Champions Tour è in programma domenica 11 ottobre alle 14. L'ingresso generale è gratuito e non richiede registrazione; i posti in tribuna coperta sono pochi e non assegnati. Esiste anche una Fan Tribune a posti limitati, da prenotare sul sito ufficiale del circuito. Tor di Quinto si raggiunge con la ferrovia urbana Roma-Viterbo e con le linee bus che servono la zona; l'organizzazione avverte che non c'è un parcheggio dedicato e consiglia mezzi pubblici o taxi.
Longines Global Champions Tour Roma 2026 in breve: date, orari, ingresso
Il Longines Global Champions Tour di Roma 2026 dura tre giorni, dal 9 all'11 ottobre, ed è la quattordicesima tappa di una stagione che conta diciassette appuntamenti nel mondo. Per Roma è l'undicesima edizione, e la prima a Tor di Quinto dopo cinque anni allo Stadio dei Marmi e cinque al Circo Massimo.
Le tre giornate
Venerdì 9 ottobre è il giorno della gara a squadre del Global Champions League, in due manche. Sabato 10 ottobre si corrono le prove CSI2* e CSI5*. Domenica 11 ottobre c'è il Gran Premio di Roma del Longines Global Champions Tour, la gara che assegna i punti per la classifica del campionato individuale.
Ingresso gratuito
L'ingresso generale è libero, senza prenotazione. Dà accesso allo Shopping Village, alle gare dal vivo e, fino a esaurimento, alla tribuna coperta, dove i posti non sono numerati: chi arriva prima si siede. È la formula che il concorso romano ha sempre mantenuto, e che ne ha fatto uno degli eventi sportivi internazionali più popolari della città.
La Fan Tribune
Per chi vuole la certezza di un posto a sedere al coperto c'è la Fan Tribune, una tribuna dedicata con accesso garantito nel giorno scelto. I posti sono molto limitati e si prenotano in anticipo sul sito ufficiale; a fine settembre l'organizzazione indicava ancora disponibili il venerdì e il sabato, mentre la domenica e l'abbonamento per tre giorni risultavano esauriti. Anche qui i posti non sono assegnati, e il biglietto non comprende cibo né bevande.
Quanto tempo serve
Una mezza giornata basta per capire che cos'è un concorso a cinque stelle. Per il Gran Premio della domenica conviene invece dedicare il pomeriggio intero: si arriva in tarda mattinata, si prende posto, si guarda la prova delle 10 e quella delle 11.40, si pranza nel villaggio e alle 14 si è pronti per la gara più importante.
Il programma del Longines Global Champions Tour Roma 2026, giorno per giorno
Il calendario ufficiale del Longines Global Champions Tour di Roma prevede sedici gare in tre giorni, dalle 8 del mattino al tardo pomeriggio. Gli orari che seguono sono quelli pubblicati dall'organizzazione, che avverte che il programma può cambiare.
Venerdì 9 ottobre
Si comincia alle 8 con una prova CSI2* a 1,15 metri in due fasi, seguita alle 9.10 da una prova a 1,25 metri e alle 10.30 da una prova a 1,40 metri a tempo, senza barrage. Alle 12.40 c'è la prima gara di peso: la CSI5* a 1,60 metri, prova individuale del Global Champions League che vale come qualificazione per il Gran Premio. Nel pomeriggio, alle 14.35 e alle 17.10, le due manche della gara a squadre, il GCL of Rome.
Sabato 10 ottobre
Alle 8 una CSI2* a 1,30 metri, alle 9.30 una a 1,15 metri, alle 11.10 una a 1,45 metri, tutte a tempo senza barrage. Il pomeriggio è per il livello cinque stelle: alle 14 una prova a 1,45 metri in due fasi, alle 15.50 una prova a 1,50 metri a tempo con barrage. Il sabato è la giornata più equilibrata per chi vuole vedere molti cavalieri di vertice senza l'affollamento della domenica.
Domenica 11 ottobre
Alle 8 una CSI2* a 1,30 metri con barrage, alle 10 una CSI5* a 1,45 metri, alle 11.40 una CSI2* a 1,45 metri con barrage. Alle 14 il Longines Global Champions Tour Grand Prix of Rome. Chiude la giornata, alle 16.45, una prova CSI2* a 1,15 metri con barrage.
Cosa significano le sigle
CSI sta per Concours de Saut International, concorso internazionale di salto ostacoli; le stelle indicano il livello. Il CSI5* è il gradino più alto del circuito internazionale, quello dei campionati. Le prove CSI2* affiancano il concorso principale e danno spazio a binomi più giovani o a cavalli in crescita. La cifra in metri indica l'altezza degli ostacoli: 1,60 è la misura dei grandi premi.
Il Longines Global Champions Tour: che cos'è il circuito
Il Longines Global Champions Tour è una serie individuale di salto ostacoli fondata nel 2006 dal campione olimpico olandese Jan Tops, che riunisce i primi trenta cavalieri della classifica mondiale della Federazione equestre internazionale. Viene spesso chiamato la Formula 1 dell'equitazione, ed è una definizione che rende l'idea: un calendario mondiale, un campionato a punti, tappe in città simbolo.
Cinque stelle dal 2007
Dal 2007 tutte le tappe del circuito sono concorsi CSI5*, cioè di livello campionato secondo il regolamento internazionale. Le gare si svolgono sotto le regole della Federazione equestre internazionale, che però non organizza la serie: la ratifica soltanto. Il Global Champions Tour non è quindi una competizione federale come la Coppa del Mondo o la Coppa delle Nazioni, ma un circuito privato di altissimo livello.
Longines e il nome del circuito
La casa orologiera svizzera Longines è partner principale e cronometrista ufficiale dal 2013, ed è da allora che il suo nome compare davanti a quello del circuito.
La squadra e l'individuo
Dal 2017, quando la Federazione ha riconosciuto il Global Champions League come serie internazionale, il formato è cambiato. Il giorno prima del Gran Premio si corre la gara a squadre del Global Champions League; la seconda manche di quella gara funziona anche da qualificazione, e i migliori venticinque cavalieri accedono al Gran Premio individuale. Il Gran Premio è una sola manche con barrage finale, e tutti partono da zero penalità. Tra le due gare il cavaliere può cambiare cavallo.
Come si vince il campionato
Ogni Gran Premio assegna punti ai primi venticinque classificati, quaranta al vincitore, trentasette al secondo e così a scalare. Per la classifica finale conta la metà dei risultati migliori di ciascun cavaliere: è un sistema che premia la continuità e non punisce troppo una giornata storta. Roma arriva nella parte finale della stagione, quando la corsa al titolo entra nella fase decisiva, come sottolinea la stessa organizzazione.
I campioni del Longines Global Champions Tour
L'albo d'oro del Longines Global Champions Tour comincia nel 2006 con il belga Ludo Philippaerts e arriva al 2025 con un altro belga, Gilles Thomas. In mezzo ci sono i nomi più forti del salto ostacoli degli ultimi vent'anni.
Gli inglesi e gli olandesi
Il britannico Ben Maher ha vinto il titolo tre volte, nel 2018, nel 2019 e nel 2022. Il suo connazionale Scott Brash lo ha vinto due volte di seguito, nel 2013 e nel 2014; nel 2013 fu il primo a conquistare nello stesso giorno Gran Premio finale e campionato, il giorno del suo ventottesimo compleanno, in sella a Hello Sanctos, il cavallo con cui aveva vinto l'oro olimpico nel 2012. L'olandese Harrie Smolders ha vinto nel 2017 e nel 2023.
Le altre bandiere
Nel 2007 vinse il britannico Nick Skelton, nel 2008 l'irlandese Jessica Kürten, nel 2009 il francese Michel Robert, nel 2010 il tedesco Marcus Ehning. L'australiana Edwina Tops-Alexander ha fatto doppietta nel 2011 e nel 2012. Poi la portoghese Luciana Diniz nel 2015, lo svedese Rolf-Göran Bengtsson nel 2016, lo svedese Peder Fredricson nel 2021, il tedesco Max Kühner nel 2024. Il 2020 non ha avuto un campione.
Un premio che pesa
Nel 2014 Scott Brash ricevette per il titolo quasi 300.000 euro, il premio singolo più alto delle tre discipline olimpiche dell'equitazione; in quella stagione vinse in tutto oltre 852.000 euro. Sono cifre che spiegano perché il circuito sia considerato uno dei più ricchi del mondo, e perché i migliori cavalieri lo mettano al centro del loro calendario.
La stagione 2026 e il posto di Roma nel calendario
La stagione 2026 del Longines Global Champions Tour è cominciata a Doha dal 4 al 7 marzo e si chiude a Riyadh dal 18 al 21 novembre; Roma è la quattordicesima tappa.
Le città del circuito
Dopo Doha, il circuito è passato da Miami Beach, Città del Messico, Shanghai, Madrid, Cannes, Ramatuelle vicino a Saint-Tropez, Parigi, Monaco, Riesenbeck, Londra, Valkenswaard e Vienna, dal 24 al 27 settembre. Dopo Roma restano Il Cairo dal 22 al 24 ottobre, Rabat dal 30 ottobre al 1° novembre e Riyadh.
Una tappa che conta
Arrivare a Roma a ottobre significa arrivare quando la classifica è quasi scritta ma non chiusa. Chi insegue ha bisogno di punti, chi guida deve difendersi. Per lo spettatore è il momento migliore: in pista ci sono cavalieri che hanno qualcosa da giocarsi.
I luoghi scelti nel mondo
Il circuito ha fatto della scenografia una firma: il Champ de Mars a Parigi, il porto di Monaco, il Royal Hospital Chelsea a Londra, la spiaggia di Pampelonne. Roma ha seguito la stessa linea, con il marmo del Foro Italico e poi l'arena del Circo Massimo. Tor di Quinto rompe questa logica solo in apparenza: non è un monumento, ma è il luogo da cui l'equitazione moderna è partita.
Roma e il Global: dallo Stadio dei Marmi a Tor di Quinto
Il Longines Global Champions Tour è arrivato a Roma nel 2015 allo Stadio dei Marmi, si è spostato al Circo Massimo nel 2021 e nel 2026 approda all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto.
Lo Stadio dei Marmi
Le prime cinque edizioni si sono corse allo Foro Italico, nello Stadio dei Marmi, con le statue di atleti attorno al campo: il comunicato di presentazione lo definisce un capolavoro dell'architettura razionalista italiana. Era un'idea forte, un concorso ippico dentro un monumento dello sport.
Il Circo Massimo
Dal 2021 il concorso si è trasferito al Circo Massimo, lo stadio delle corse dei carri della Roma antica: cavalli a Roma, di nuovo, nel luogo per cui il cavallo era stato lo spettacolo principale. Cinque edizioni che hanno portato il salto ostacoli davanti al Palatino.
La Special Edition
Per l'undicesimo capitolo gli organizzatori parlano di Special Edition: un luogo nato per l'equitazione, un incontro fra storia, tradizione e sport di vertice. Il comunicato insiste sulla sinergia decennale fra il circuito internazionale e le istituzioni italiane militari e sportive: ospitare il concorso in un ippodromo militare ne è la conseguenza più diretta.
Oltre la gara
Il programma delle tre giornate prevede, oltre alle prove, spettacoli e iniziative per tutte le età: proposte culturali, mostre interattive, rievocazioni storiche e show equestri. Il dettaglio di questi appuntamenti viene comunicato dall'organizzazione nei giorni del concorso.
L'Ippodromo Militare di Tor di Quinto: storia della sede
L'ippodromo di Tor di Quinto aprì al pubblico nella primavera del 1889 lungo la via Flaminia, costruito dalla Società di Corse del Lazio su terreni ceduti dal barone Michele Angelo Lazzaroni. La ricostruzione più documentata è il saggio di Marco Impiglia sulla scuola di equitazione di campagna di Tor di Quinto dal 1891 al 1943, pubblicato nei Quaderni della Società italiana di storia dello sport.
Roma voleva un ippodromo vicino
Negli anni Ottanta dell'Ottocento Roma aveva già le Capannelle sull'Appia Nuova, aperte nel 1881, ma erano lontane: una decina di chilometri da piazza Colonna, senza tram né treno. La Società di Corse del Lazio, nata nel 1884, nel cui consiglio sedevano il principe Giovanni Borghese, il marchese Luciano Del Gallo di Roccagiovine, l'imprenditore Cesare Bertone e il barone Lazzaroni, decise di costruire un campo ippico sui Prati di Tor di Quinto. Lazzaroni cedette una prima parte di terreni alla fine del 1887.
Una pista di due chilometri e mezzo
L'impianto, inaugurato nella primavera del 1889, aveva una pista di 2.400 metri di lunghezza e 50 di larghezza. I romani ci arrivavano uscendo da Porta del Popolo, percorrendo la Flaminia fino a Ponte Milvio, allora limite daziario, e poi il rettilineo alberato di viale del Lazio, un chilometro e mezzo di brecciolino bianco che portava ai prati davanti all'ippodromo.
Il quartiere militare e sportivo
Nel 1890 lo stesso Lazzaroni cedette una seconda tranche per un campo polisportivo e per il Poligono Umberto I della Società del Tiro a Segno Nazionale. Fra la vecchia Piazza d'Armi, il Campo della Farnesina e i Prati di Tor di Quinto, vicino alla confluenza del Tevere con l'Aniene, prendeva forma un'area a vocazione militare e sportiva che il nord di Roma conserva ancora oggi.
La scuola di equitazione di campagna
Dal 20 novembre 1891 l'esercito vi aprì il corso complementare di equitazione di campagna, un corso di un paio di mesi per i migliori ufficiali usciti dalla Scuola di cavalleria di Pinerolo. In una quindicina d'anni la scuola di Tor di Quinto raggiunse una fama internazionale che Impiglia paragona a quella delle accademie di Saumur, Vienna e Hannover. Le scuole di Pinerolo e Tor di Quinto chiusero nel 1943 e non riaprirono nel dopoguerra.
L'ippodromo oggi
Oggi l'Ippodromo Militare porta il nome del generale di corpo d'armata Pietro Giannattasio ed è la sede dell'8° Reggimento "Lancieri di Montebello". Il comunicato del concorso lo descrive come un'arena nata e progettata per l'equitazione: spazi e caratteristiche tecniche ne fanno una sede naturale per un concorso di vertice. Allo stesso civico di viale di Tor di Quinto ha sede anche il comitato regionale del Lazio della Federazione italiana sport equestri.
Federico Caprilli, l'uomo che cambiò il salto a Tor di Quinto
Federico Caprilli, nato a Livorno l'8 aprile 1868 e morto a Torino il 6 dicembre 1907, è l'ufficiale di cavalleria che inventò la posizione in avanti nel salto, quella che usano ancora oggi tutti i cavalieri del Global. Gli organizzatori lo chiamano Federigo, alla toscana; le fonti storiche lo registrano più spesso come Federico.
Il vecchio modo di saltare
Prima di Caprilli si saltava con le staffe lunghe, le gambe in avanti, il busto all'indietro e le redini tirate. Si pensava così di far atterrare il cavallo sui posteriori, risparmiando gli anteriori. In realtà il peso del cavaliere schiacciava la schiena del cavallo, la bocca veniva colpita a ogni ostacolo, e l'animale non riusciva a disegnare la sua parabola naturale.
La fotografia e il sistema naturale
Caprilli studiò i cavalli che saltavano liberi, senza sella e senza cavaliere, documentandoli con la fotografia, e vide che atterravano sempre sugli anteriori. Ne ricavò un metodo: staffe più corte, seduta sollevata dalla sella, busto in avanti, mani che seguono la bocca del cavallo, centro di gravità del cavaliere sopra quello dell'animale. È il sistema naturale di equitazione, e il cambiamento più radicale che il salto ostacoli abbia conosciuto.
Gli anni romani
Caprilli frequentò il corso di Tor di Quinto da allievo nel 1892, risultando il migliore. Nell'autunno del 1894 ne assunse la direzione, con due corsi dal 1° ottobre al 20 dicembre 1894 e dal 10 gennaio al 31 marzo 1895. Fu a Tor di Quinto, secondo Impiglia, che nel 1895 maturò l'idea di saltare con il busto in avanti senza strappare le redini all'indietro.
Una carriera turbolenta
La sua ribellione alla posizione classica gli procurò l'ostilità di una parte dell'esercito, e voci sulla sua vita sentimentale lo fecero trasferire in un reggimento del Sud. I risultati in gara e il sostegno del conte di Torino, ispettore generale della cavalleria, lo riportarono come istruttore capo a Pinerolo e a Tor di Quinto. Morì a trentanove anni cadendo da un cavallo che stava provando a Torino.
Come arrivare a Tor di Quinto per il Longines Global Champions Tour
L'Ippodromo Militare di Tor di Quinto, viale di Tor di Quinto 118, si raggiunge dal centro con la ferrovia urbana Roma-Viterbo e con diverse linee bus: l'organizzazione raccomanda i mezzi pubblici, perché non c'è un parcheggio dedicato.
Ferrovia Roma-Viterbo
La linea urbana Roma-Viterbo parte da piazzale Flaminio, dove arriva anche la metro A, e risale la valle del Tevere verso nord. È il collegamento su ferro indicato dall'organizzazione; a poche centinaia di metri dall'ippodromo c'è via della Stazione di Tor di Quinto, che dà il nome al punto di fermata. Prima di partire conviene controllare frequenze e orari del fine settimana sul sito dell'azienda dei trasporti.
Bus
Più linee bus servono viale di Tor di Quinto e la zona di Ponte Milvio. I numeri e le fermate più comodi si ricavano dal calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti, inserendo l'indirizzo dell'ippodromo: è il modo più affidabile per trovare la combinazione giusta dal punto di partenza.
In auto
L'organizzazione è esplicita: pochi posti su strada attorno all'ippodromo, nessun parcheggio dell'evento, nessuna garanzia di trovare posto. Viale di Tor di Quinto è una strada di scorrimento, e nelle ore del Gran Premio la zona si riempie. Il consiglio è di lasciare l'auto a casa, o di parcheggiarla lontano e fare l'ultimo tratto in taxi.
Taxi e auto con conducente
Taxi e servizi di auto con conducente sono la soluzione raccomandata dagli organizzatori per chi non usa i mezzi. Per il rientro della domenica, dopo il Gran Premio, conviene prenotare o accordarsi prima: all'uscita la domanda sarà alta.
Cosa c'è intorno a Tor di Quinto
Tor di Quinto si trova nel quadrante nord di Roma, a poca distanza da Ponte Milvio, dal Foro Italico e dallo Stadio Olimpico, lungo la riva destra dell'Aniene prima della confluenza con il Tevere.
Ponte Milvio
Ponte Milvio è il ponte della battaglia del 312 fra Costantino e Massenzio, ed è oggi il centro di uno dei quartieri serali più frequentati di Roma. Dopo le gare del sabato, una passeggiata sul ponte e una cena nella piazza sono il complemento naturale della giornata.
Foro Italico e Stadio Olimpico
Dall'altra parte del Tevere si trovano il Foro Italico, con lo Stadio dei Marmi che ha ospitato le prime cinque edizioni romane del Global, e lo Stadio Olimpico. Per chi ha seguito il concorso fin dall'inizio, andare a rivedere il campo delle statue è un piccolo pellegrinaggio.
Il Flaminio e l'arte contemporanea
Scendendo lungo la Flaminia verso il centro si incontrano il MAXXI di Zaha Hadid e l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano: una domenica mattina di museo e un pomeriggio di Gran Premio sono una combinazione che funziona.
Piazza di Siena
Chi ama i cavalli sa che Roma ha un altro luogo mitico del salto ostacoli: Piazza di Siena a Villa Borghese, sede del concorso ippico internazionale di primavera. Vederle entrambe, a maggio e a ottobre, significa conoscere le due facce dell'equitazione romana.
Dove mangiare durante il concorso
Dentro l'area del Longines Global Champions Tour di Roma cibo e bevande sono in vendita nel villaggio dell'evento; fuori, la zona più comoda per mangiare è quella di Ponte Milvio.
Nel villaggio
L'organizzazione indica che nel villaggio dell'evento si possono acquistare cibo e bevande. Per una giornata intera conviene comunque partire con acqua e qualcosa da mangiare: i momenti di punta, a ridosso del Gran Premio, significano code.
Ponte Milvio
Intorno a piazzale di Ponte Milvio si trovano trattorie, pizzerie, bar per l'aperitivo e locali aperti fino a tardi. Il sabato sera il quartiere è molto affollato: per cenare dopo le gare pomeridiane è bene prenotare.
Picnic ragionato
L'arena è su prato. Chi viene con bambini o per molte ore può organizzarsi con un pranzo al sacco leggero; verificate però all'ingresso le regole dell'evento su cosa si può portare dentro.
Accessibilità, bambini e consigli pratici
Il Longines Global Champions Tour di Roma è gratuito e aperto a tutti, ma l'arena è su prato e la Fan Tribune si raggiunge con una breve scala senza rampa. Sono le due informazioni sull'accessibilità che l'organizzazione pubblica.
Mobilità ridotta
Il terreno erboso può creare difficoltà a chi usa sedia a rotelle o si muove con fatica, e la Fan Tribune non ha accesso senza gradini. Chi ha esigenze specifiche fa bene a scrivere all'organizzazione romana, all'indirizzo indicato sul portale turistico di Roma, prima di prenotare.
Con i bambini
Il comunicato presenta il concorso come un appuntamento per appassionati e famiglie, con iniziative per tutte le età, mostre interattive e spettacoli equestri. Per i bambini la mattina è il momento migliore: meno folla, prove più brevi, la possibilità di avvicinarsi al campo. Ricordate che in presenza di cavalli si parla a voce bassa e non si agitano oggetti vicino alle recinzioni.
Abbigliamento
A metà ottobre a Roma le mattine possono essere fresche e i pomeriggi ancora caldi. Scarpe chiuse, perché si cammina sull'erba; un cappello per il sole del primo pomeriggio; una giacca per la fine della giornata. Con la pioggia il prato diventa fango.
Il comportamento in tribuna
Durante un percorso il pubblico resta in silenzio: un applauso o un grido nel momento sbagliato possono spaventare il cavallo. Si applaude alla fine, quando il binomio ha superato l'ultimo ostacolo.
Una curiosità su Longines Global Champions Tour Roma 2026 all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all'11 ottobre 2026
La curiosità più bella su Tor di Quinto riguarda il cinema. Nel maggio del 1906 la casa di produzione torinese Ambrosio distribuì nei teatri un film intitolato Tor di Quinto (La scuola di cavalleria), girato da Giovanni Vitrotti, lungo 98 metri di pellicola. Due anni dopo la stessa Ambrosio produsse I Centauri, dedicato alle esercitazioni dei cavalleggeri di Pinerolo, che riprendeva anche scene del film di Vitrotti e circolò in Germania con il titolo Tor di Quinto. Die Centauren der Gegenwart. Quella pellicola, ricorda Marco Impiglia, fa parte oggi della Collezione Sagarminaga, raccolta di filmati girati fra il 1897 e il 1906. Significa che gli ufficiali di Tor di Quinto furono fra i primi sportivi italiani a diventare soggetto di un documentario, quando il cinema aveva appena dieci anni. La ragione era lo spettacolo: i cavalieri si lanciavano giù per una discesa argillosa con pendenza del cinquanta per cento, che gli ufficiali battezzarono scivolone e che divenne leggendaria con il nome di muro; i francesi la chiamarono la descente Caprilli. Disegni e fotografie di quelle discese girarono l'Europa, e gli stranieri in visita a Roma andavano a vederle. Centoventi anni dopo, il Longines Global Champions Tour porta nello stesso luogo le telecamere di una diretta mondiale. È un ritorno, prima ancora che un debutto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Longines Global Champions Tour Roma 2026 all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all'11 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che l'ingresso gratuito non equivale a un posto a sedere. La tribuna coperta per il pubblico generale è limitata e i posti non sono assegnati: vale la regola di chi arriva prima. La domenica del Gran Premio, con la Fan Tribune già esaurita a fine settembre, la competizione per un posto all'ombra sarà vera. Chi arriva alle 13.30 per la gara delle 14 rischia di vederla in piedi, magari da dietro qualche fila di spalle. La seconda cosa riguarda il terreno. Al Circo Massimo e allo Stadio dei Marmi il pubblico si muoveva su superfici solide; a Tor di Quinto l'arena è su prato, e l'organizzazione lo scrive chiaramente. Con una giornata asciutta è piacevole, dopo una notte di pioggia è un'altra storia: scarpe adatte, niente tacchi, e una busta di plastica per sedersi sull'erba se serve. La terza cosa è la più pratica. Non c'è un parcheggio dell'evento, e viale di Tor di Quinto non perdona chi gira a vuoto. Chi arriva in auto la domenica perde spesso il primo quarto d'ora del Gran Premio cercando un posto. Treno, bus o taxi: non è una raccomandazione di stile, è l'unico modo per arrivare in orario. Infine, gli orari sono presentati come indicativi: l'organizzazione avverte che il programma può variare. Controllate la mattina stessa sul sito ufficiale.
Il consiglio che ti do per visitare Longines Global Champions Tour Roma 2026 all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all'11 ottobre 2026
Conviene andarci due volte, se potete: il venerdì o il sabato per capire, la domenica per emozionarsi. Il venerdì pomeriggio la gara a squadre del Global Champions League è la più facile da seguire per chi è alle prime armi: si tifa per una squadra, si vede lo stesso cavaliere due volte, si capisce in fretta che cosa vuol dire un errore. Il sabato pomeriggio, con la prova a cinque stelle da 1,50 metri con barrage delle 15.50, si vede che cos'è la velocità a questo livello, e c'è ancora la possibilità di prenotare la Fan Tribune. La domenica è il giorno del Gran Premio. Arrivate in tarda mattinata, verso le 11, per la prova delle 11.40: vi siederete senza affanno, vedrete il campo, e alle 14 sarete già al vostro posto. Portate acqua, un cappello e una giacca, perché fra mezzogiorno e le cinque del pomeriggio a ottobre la temperatura cambia molto. Prima di entrare, dedicate dieci minuti a leggere chi è in testa al campionato: sapere chi si gioca il titolo trasforma un bel percorso in una storia. E se avete con voi qualcuno che monta a cavallo, raccontategli di Caprilli prima di arrivare: vedere saltare i migliori del mondo nel luogo dove è nata la loro posizione in sella è un'emozione che un cavaliere non dimentica.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la posizione in avanti nel salto è italiana. Si dice meno che la sua storia passa per un corso di formazione di due mesi, pensato quasi come un aggiornamento, in un ippodromo di periferia costruito per le corse della domenica. Il corso complementare di equitazione di campagna di Tor di Quinto cominciò venerdì 20 novembre 1891 e si chiuse il 10 marzo 1892 con gli esami degli allievi. L'idea era dare ai migliori usciti da Pinerolo un'esperienza di campagna vera: la campagna romana, con il suo terreno a mezzo fra collina e prateria, le formazioni di tufo, le marrane strette, le creste di pini marittimi. Fu quella varietà, secondo Marco Impiglia, a permettere a Caprilli di ampliare le sue esperienze e di elaborare il metodo. Un secondo fatto poco citato: fra gli allievi di Caprilli a Tor di Quinto, nel gruppo invernale del 1894, c'era un tenente di artiglieria di nome Pietro Badoglio, il futuro maresciallo d'Italia. Nello stesso periodo frequentò il corso il sottotenente Carlo Giubbilei, che diventerà il biografo di Caprilli. E ancora: il successo della scuola italiana fu così netto che, nelle stagioni prima della Grande Guerra, i cavalieri italiani vinsero moltissimo nei concorsi europei, finché gli avversari non ebbero assimilato il nuovo stile. Oggi il Global porta a Tor di Quinto cavalieri di tutto il mondo che montano, senza saperlo, all'italiana.
La foto giusta da fare a Longines Global Champions Tour Roma 2026 all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all'11 ottobre 2026
La foto giusta è quella del cavallo sopra l'ostacolo, nel momento in cui il cavaliere è sollevato dalla sella, busto in avanti e mani protese verso la bocca dell'animale. È l'immagine della posizione inventata da Caprilli, ed è esattamente quello che Caprilli fotografava più di un secolo fa quando studiava i cavalli in salto. Per ottenerla servono tre accorgimenti. Il primo è la posizione: sceglietevi un ostacolo, possibilmente un verticale o un largo nella parte del campo più vicina a voi, e restate lì per più percorsi, in modo da imparare il ritmo con cui i cavalli ci arrivano. Il secondo è la tecnica: modalità a raffica, tempo di scatto rapido, messa a fuoco sull'ostacolo e non sul cavallo in arrivo. Il terzo è la regola più importante: niente flash, mai. Un lampo in faccia a un cavallo che sta per saltare è un rischio per lui e per il cavaliere. La seconda foto da fare è d'insieme: l'arena verde, le tribune, i colori degli ostacoli, gli edifici militari sullo sfondo. È l'immagine che racconta la novità di questa edizione rispetto al Circo Massimo. Il pomeriggio di ottobre, verso le 16, la luce si abbassa e i colori diventano caldi: è il momento buono per l'inquadratura larga. Per le immagini ufficiali delle gare, il circuito vende foto e video professionali sul proprio sito.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Alla fine del 1887 il barone Michele Angelo Lazzaroni cede alla Società di Corse del Lazio i primi terreni dei Prati di Tor di Quinto per costruire un ippodromo. Il 28 marzo 1889 la Società Romana della Caccia alla Volpe organizza a Tor di Quinto un concorso ippico, e nella primavera dello stesso anno l'ippodromo, con la sua pista di 2.400 metri, apre al pubblico. Nel 1890 una seconda cessione di terreni serve al campo polisportivo e al Poligono Umberto I del Tiro a Segno Nazionale. Il 20 novembre 1891 comincia il primo corso complementare di equitazione di campagna per ufficiali di cavalleria, che si chiude il 10 marzo 1892. Nel 1892 frequenta il corso Federico Caprilli, che risulta il migliore; a dicembre dello stesso anno supera il corso anche Vittorio Emanuele di Savoia Aosta, conte di Torino, futuro ispettore generale della cavalleria. Nell'autunno del 1894 Caprilli assume la direzione dei corsi, e nel 1895 matura qui l'idea di saltare con il busto in avanti. Nel maggio 1906 esce nelle sale il film Tor di Quinto (La scuola di cavalleria) di Giovanni Vitrotti. Nel 1936 Benito Mussolini visita la scuola accompagnando il ministro della difesa tedesco Werner von Blomberg, con una dimostrazione di autoblindo, bersaglieri motociclisti e cavalieri. Nel 1943 le scuole di Pinerolo e Tor di Quinto chiudono e non riapriranno. Dal 9 all'11 ottobre 2026 l'ippodromo ospita la sua prima tappa del Longines Global Champions Tour.
Chi è passato da Longines Global Champions Tour Roma 2026 all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto — dal 9 all'11 ottobre 2026
Il primo nome è quello di Federico Caprilli, allievo nel 1892 e istruttore dal 1894, l'uomo che proprio fra questi prati ha rivoluzionato il modo di montare a cavallo. Accanto a lui il suo amico Savoiroux, istruttore del corso, e il tenente Adolfo Bertolotti, che lo sostituì nel 1896. Fra gli allievi, il tenente di artiglieria Pietro Badoglio, che seguì il corso di Caprilli nell'inverno 1894, e il sottotenente Carlo Giubbilei, futuro biografo del maestro livornese. Nel 1892 passò di qui anche Vittorio Emanuele di Savoia Aosta, conte di Torino, che come ispettore generale della cavalleria sarebbe stato decisivo per il ritorno di Caprilli come istruttore capo. Prima ancora, l'ippodromo era stato voluto da un gruppo di aristocratici e uomini d'affari romani: il principe Giovanni Borghese, il marchese Luciano Del Gallo di Roccagiovine, l'imprenditore Cesare Bertone, il barone Lazzaroni. Nel 1936 vi arrivarono Mussolini e il ministro tedesco Werner von Blomberg. Da ottobre 2026 si aggiungono i cavalieri del Longines Global Champions Tour, fra i primi trenta al mondo, e il fondatore del circuito Jan Tops, campione olimpico. È una galleria che attraversa centotrent'anni di storia italiana, tenuta insieme da un solo filo: il cavallo.
Roma a metà ottobre: il periodo del concorso
Il Longines Global Champions Tour di Roma cade nel secondo fine settimana di ottobre, uno dei periodi migliori dell'anno per passare le giornate all'aperto in città.
Il clima
A metà ottobre Roma ha di solito giornate miti, con il sole ancora forte nelle prime ore del pomeriggio e serate fresche. È anche un mese in cui arrivano i primi temporali d'autunno: un impermeabile leggero nello zaino non guasta.
La città in quei giorni
In ottobre Roma è piena di appuntamenti culturali, dal Romaeuropa Festival alle grandi mostre d'autunno. Un fine settimana che unisce il concorso a Tor di Quinto, una mattina al Flaminio e una sera a Ponte Milvio si organizza senza fatica.
Dopo il concorso
Chi vuole restare nel mondo del cavallo può fare una passeggiata a Villa Ada, che nell'Ottocento ospitava un turf frequentato dall'aristocrazia sportiva romana, come ricorda lo stesso saggio di Impiglia.
Domande frequenti sul Longines Global Champions Tour Roma 2026
Quando si svolge il Longines Global Champions Tour a Roma nel 2026?
Il Longines Global Champions Tour di Roma 2026 si svolge da venerdì 9 a domenica 11 ottobre all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto. Le gare cominciano ogni giorno alle 8 del mattino; il Gran Premio di Roma è in programma domenica 11 ottobre alle 14, secondo il calendario ufficiale del circuito.
L'ingresso al Global Champions Tour di Roma è gratuito?
Sì, l'ingresso generale al Longines Global Champions Tour di Roma è gratuito e non serve registrarsi. Comprende villaggio, gare e posti non assegnati nella tribuna coperta fino a esaurimento. La Fan Tribune, con posto garantito, va prenotata sul sito ufficiale ed è a disponibilità molto limitata.
Dove si trova l'Ippodromo Militare di Tor di Quinto?
L'Ippodromo Militare "Gen. C.A. Pietro Giannattasio" si trova in viale di Tor di Quinto 118, 00191 Roma, nel quadrante nord della città vicino a Ponte Milvio. È la sede dell'8° Reggimento "Lancieri di Montebello" e ospita per la prima volta la tappa romana del circuito.
Come si arriva a Tor di Quinto con i mezzi?
L'organizzazione del Longines Global Champions Tour indica la ferrovia urbana Roma-Viterbo, che parte da piazzale Flaminio, e diverse linee bus. Non c'è un parcheggio dedicato e la sosta su strada è limitata, per cui mezzi pubblici e taxi sono la scelta consigliata.
A che ora è il Gran Premio di Roma?
Il Longines Global Champions Tour Grand Prix of Rome è in programma domenica 11 ottobre 2026 alle 14. Il Gran Premio è una sola manche con barrage; accedono i migliori venticinque cavalieri della qualificazione del Global Champions League, secondo il regolamento del circuito.
Il concorso è adatto ai bambini?
Il Longines Global Champions Tour di Roma è presentato come un evento per appassionati e famiglie, con mostre interattive, rievocazioni storiche e spettacoli equestri per tutte le età. L'arena è su prato: per i più piccoli la mattina, meno affollata, è il momento migliore.
Perché il Global di Roma si è spostato a Tor di Quinto?
Dopo cinque edizioni allo Stadio dei Marmi e cinque al Circo Massimo, il Longines Global Champions Tour sceglie per la Special Edition 2026 l'ippodromo dove Federico Caprilli elaborò fra Ottocento e Novecento il sistema naturale di equitazione, base del salto ostacoli moderno.
In chiusura
Fra Stadio dei Marmi, Circo Massimo e Tor di Quinto, quest'ultimo è la scelta più sensata delle tre: meno cartolina, più sostanza. Andateci la domenica, arrivate presto, prendete il treno, e prima del Gran Premio raccontate a chi è con voi chi era Caprilli. Il resto lo faranno i cavalli.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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