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Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è uno spettacolo teatrale itinerante in cuffia della compagnia Valdrada Teatro, in programma sabato 24 ottobre 2026 al Complesso del Buon Pastore di via di Bravetta, nel Municipio XII, con due turni: alle 11 e alle 15. Il complesso progettato da Armando Brasini si trova in via di Bravetta 383, con un secondo accesso da via Silvestri 301, e si raggiunge con gli autobus H, 088, 786, 792 e 889, che fermano di fronte all'ingresso. L'ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria scrivendo a valdradateatro@gmail.com, perché ogni turno accoglie al massimo 50 partecipanti. Lo spettacolo fa parte di RI-GENER-AZIONI, il festival multidisciplinare che dal 19 settembre al 28 novembre 2026 porta teatro, laboratori e incontri nei luoghi periferici del Municipio XII, ed è segnalato come evento accessibile.

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo in breve

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è una creazione teatrale originale che accompagna il pubblico, con le cuffie alle orecchie, dentro e intorno a uno degli edifici più sorprendenti della periferia romana.

Data, orari, posti

Una sola giornata, sabato 24 ottobre 2026, con due partenze: alle 11 e alle 15. Ogni turno è limitato a 50 persone: una misura che dipende dalla natura dello spettacolo, itinerante e ravvicinato, e che rende la prenotazione indispensabile.

Ingresso e prenotazione

La partecipazione è gratuita. Si prenota scrivendo a valdradateatro@gmail.com, l'indirizzo indicato sia dal portale culturale di Roma Capitale sia dal portale turistico della città. Conviene indicare nel messaggio il turno scelto e il numero di persone.

Per chi è

Per chi abita a Bravetta, Monteverde o nella Valle dei Casali e vuole scoprire la storia di un edificio che vede ogni giorno; per chi ama il teatro fuori dai teatri; per chi cerca un'esperienza diversa dalla visita guidata tradizionale. Chi viene dal centro troverà un pezzo di Roma che quasi nessun visitatore conosce.

Cosa si vedrà nello spettacolo

Lo spettacolo nasce da un percorso di ricerca, ascolto e raccolta di testimonianze sul territorio: interviste e incontri con gli abitanti sono diventati la materia della drammaturgia.

Un luogo come memoria

Secondo la presentazione ufficiale, il racconto tratta i luoghi come spazi di memoria, identità e trasformazione. Tiene insieme storiografia, architettura, memoria collettiva, biografie storiche, prospettive di genere, intercultura e inclusione sociale. Il titolo lo annuncia: metamorfosi di un luogo. Il Buon Pastore è stato convento, ospedale e sanatorio militare, scuola: un edificio che ha cambiato pelle più volte, e che lo spettacolo prova a raccontare attraverso le voci di chi lo ha vissuto.

La fruizione in cuffia

La modalità è volutamente non convenzionale e immersiva. Il pubblico viene accompagnato lungo un percorso itinerante, indossa cuffie, non si siede davanti a un palco, interagisce direttamente con gli interpreti e partecipa in modo attivo. Le cuffie permettono di ascoltare voci, musica e testi anche in spazi ampi e aperti, isolando ciascun partecipante e insieme tenendo unito il gruppo.

I linguaggi

Le produzioni del progetto uniscono teatro, danza, musica dal vivo e improvvisazione, in un equilibrio fra tradizione e linguaggi contemporanei. È un teatro che si adatta al luogo, e non il contrario: i cortili, i portici e le facciate di Brasini diventano scenografia.

Chi è Valdrada Teatro

Valdrada Compagnia Teatrale è nata nel 2010 ed è interamente gestita da giovani artiste; la sua casa è Ostia, dove la compagnia fa parte dell'Associazione di Associazioni che gestisce e programma il Teatro del Lido.

Un nome preso da Calvino

Il nome viene da Le città invisibili di Italo Calvino: Valdrada è la città costruita sulla riva di un lago, che il viaggiatore vede due volte, dritta sopra l'acqua e riflessa capovolta. La compagnia mette la citazione in apertura del proprio sito. Per uno spettacolo che racconta un edificio attraverso le sue trasformazioni, la scelta del nome è quasi un programma.

Che cosa fa la compagnia

Valdrada produce spettacoli e performance per adulti e per ragazzi, fa formazione teatrale per tutte le età, si occupa di progettazione e organizzazione culturale e di progettazione sociale e di rete. Il suo lavoro si fonda, per sua stessa dichiarazione, sull'analisi critica della realtà, sull'innovazione dei contenuti e dei linguaggi e sull'uso della risata come strumento catartico e attivo.

Il Teatro del Lido

Il legame con Ostia è profondo. Valdrada fa parte dell'associazione che gestisce il Teatro del Lido, definito dalla compagnia l'unico teatro pubblico e partecipato d'Italia, e ha contribuito a restituirlo alla città con un'occupazione e un'autogestione durate tre anni. Lì organizza il festival di teatro per famiglie Teatri d'Arrembaggio, giunto nel 2026 a una nuova edizione.

Le fondatrici e il gruppo

La compagnia è stata fondata da Chiara Becchimanzi, Giulia Vanni e Monika Fabrizi. Chiara Becchimanzi è attrice, autrice, regista, stand up comedian e progettista culturale, laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo alla Sapienza e diplomata all'Accademia Internazionale di Teatro; ha vinto fra gli altri il Premio Comedy del Roma Fringe Festival 2016, la Coppa Solinas del Roma Comic Off 2017 e il Premio Giuria Giovani de La giovane scena delle donne 2019, è stata inserita fra le 100 Eccellenze Creative del Lazio 2018 e nella squadra di comici di Comedy Central Italia. Giulia Vanni, attrice e produttrice diplomata all'Accademia Internazionale di Teatro di Roma, lavora dal 2009 con la compagnia internazionale di teatro urbano Ondadurto, per la quale è anche organizzatrice e tour manager. Monika Fabrizi, attrice, aiuto regista, autrice e formatrice, si è specializzata nel teatro comico con maestri internazionali. Con loro lavora Giorgia Conteduca, attrice e costumista, che collabora con Valdrada dal 2016 e ha studiato anche canto, danza contemporanea e acrobatica aerea.

I festival

Oltre a Teatri d'Arrembaggio, la compagnia ha curato negli anni rassegne come Le Città Possibili, Dal mare fino al mare, Le parole hanno le ali e RI-GENER-AZIONI, il progetto di cui fa parte questo spettacolo. Il filo comune è portare il teatro dove di solito non arriva.

RI-GENER-AZIONI, il festival del Municipio XII

RI-GENER-AZIONI è un festival multidisciplinare, in programma dal 19 settembre al 28 novembre 2026 in vari luoghi del Municipio XII, pensato per rigenerare e valorizzare il territorio periferico con spettacoli itineranti, laboratori e incontri con giovani autori e autrici.

Spettacolo fuori dal centro

Il festival rientra nel programma che Roma Capitale dedica allo spettacolo dal vivo fuori dal centro storico. L'idea è semplice e giusta: non chiedere sempre alla periferia di spostarsi verso il centro per vedere teatro, ma portare il teatro nei suoi luoghi, e dare a quei luoghi una voce.

Il gratuito come scelta

Gli appuntamenti del festival sono gratuiti. Nel caso del Buon Pastore la gratuità si accompagna a un numero chiuso: per questo è meglio prenotare subito, invece di contare su un posto dell'ultimo minuto.

Il Complesso del Buon Pastore, la sede

Il Complesso del Buon Pastore è un grande edificio monumentale di via di Bravetta 383, progettato dall'architetto Armando Brasini, costruito a partire dal 1929, inaugurato nel 1933 e modificato fino al 1943, all'interno della Riserva naturale della Valle dei Casali.

Una cittadella per le suore

Il complesso fu costruito come casa provinciale della congregazione delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore. Costò 25 milioni di lire dell'epoca. In seguito fu ospedale e sanatorio militare; dal 1969 ospita istituti scolastici. Oggi è sede dell'Istituto di Istruzione Superiore Via Silvestri 301, che comprende il liceo scientifico Marcello Malpighi e l'istituto tecnico Alberto Ceccherelli.

Una Gerusalemme celeste in periferia

L'impianto è stato paragonato a una cittadella santa, una Gerusalemme celeste. Brasini attinge con grande libertà all'architettura medievale, rinascimentale e barocca, con l'intenzione dichiarata di suscitare stupore e meraviglia. Il complesso si estende per circa 12.000 metri quadrati, può ospitare 2.000 persone ed è perfettamente simmetrico: l'asse passa per l'ingresso principale, il cortile principale e la chiesa a pianta centrale, sormontata da una cupola con grandi volute e un'alta guglia.

Il cortile e la chiesa

Il cortile principale, oltre l'arco d'ingresso, è lo spazio più importante. Al piano terreno corre un portico con colonne tuscaniche binate che reggono porzioni di trabeazione; sopra, archi a tutto sesto in travertino con cornice spezzata; al piano superiore si alternano finestre ad arco e aperture circolari con cornici di gusto michelangiolesco. Di fronte all'ingresso un'ala convessa del portico introduce il portale della chiesa, inquadrato da colonne corinzie binate. Sopra tutto svetta la cupola, riconoscibile da lontano in questa parte di città.

Le ali inclinate

I bracci laterali dell'antico convento sono inclinati di 30 gradi rispetto all'asse principale e formati da corpi di fabbrica a pettine, fra i quali si aprono cortili che danno aria e luce. Gli edifici arrivano a circa 12 metri d'altezza, con tre livelli originali e un quarto aggiunto in epoca recente. La facciata principale ha un portico al piano terreno, una loggia al piano superiore e termina ai lati con due altane.

Armando Brasini, l'architetto

Armando Brasini è l'architetto romano autore, fra le altre opere, dell'ingresso monumentale del Giardino Zoologico a Villa Borghese, del Ponte Flaminio, della chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria a piazza Euclide e di Villa Manzoni sulla via Cassia.

Un architetto discusso

Brasini costruì gran parte della sua carriera grazie alle committenze del regime fascista. Antonio Cederna, ricordando il suo ruolo negli anni degli sventramenti, lo definì campione del titanismo di cartapesta. È un giudizio severo, e il Buon Pastore lo mette alla prova: chi arriva nel cortile principale capisce che cosa intendesse Cederna, ma capisce anche perché l'edificio sia diventato un segno amato del paesaggio di Bravetta.

Uno stile che non si dimentica

Come nel Ponte Flaminio e nella chiesa di piazza Euclide, al Buon Pastore Brasini mescola secoli di forme italiane senza alcun timore di eccesso. Il risultato è un'architettura scenografica, quasi teatrale: il luogo ideale per uno spettacolo che si muove nello spazio.

Come arrivare al Complesso del Buon Pastore

Il Complesso del Buon Pastore, in via di Bravetta 383, è servito dagli autobus H, 088, 786, 792 e 889, con fermata proprio di fronte all'ingresso, secondo la scheda della Riserva della Valle dei Casali.

In autobus

Il bus H è il collegamento più diretto con il centro. Le altre linee collegano il complesso con i quartieri del quadrante ovest. Il sabato mattina le frequenze sono in genere inferiori a quelle feriali: controllate gli orari sul sito dell'azienda di trasporto e partite con margine, perché lo spettacolo comincia con il gruppo riunito e non aspetta i ritardatari.

In auto e in moto

Il complesso è facilmente raggiungibile in auto e in moto. Via di Bravetta è una strada di scorrimento del quadrante: chi arriva in macchina deve cercare parcheggio nelle strade laterali, evitando di fermarsi davanti agli accessi della scuola.

A piedi da Villa Pamphilj

Il Buon Pastore è a ridosso di Villa Doria Pamphilj. Chi ama camminare può attraversare il parco e uscire dal lato di Bravetta: è il modo più bello per arrivare, soprattutto per il turno delle 15, con la mattina libera per la villa.

Una curiosità su Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

La curiosità che sorprende tutti è che il Complesso del Buon Pastore è uno dei set più usati del cinema italiano, anche se quasi nessuno lo riconosce. Qui sono state girate scene di Una vita violenta (1962), dal romanzo di Pier Paolo Pasolini; di Fantozzi alla riscossa (1990) di Neri Parenti; di Come te nessuno mai (1999) di Gabriele Muccino; di Tre metri sopra il cielo (2004) di Luca Lucini; del Cartaio (2004) di Dario Argento; di Romanzo criminale (2005) e di Vallanzasca, gli angeli del male (2010) di Michele Placido; del Papà di Giovanna (2008) di Pupi Avati; di Tutto tutto niente niente (2012) con Antonio Albanese e, più di recente, di Fabbricante di lacrime (2024) di Alessandro Genovesi.

Anche la televisione ci è passata: la miniserie Viso d'angelo (2011), la nona stagione di Un medico in famiglia (2014), un episodio di Squadra antimafia (2016) e la serie Non mi lasciare (2022). Il motivo è evidente appena si entra nel cortile: la scala monumentale, la simmetria e il miscuglio di stili rendono l'edificio adattabile a quasi tutto, dal collegio al carcere, dal convento alla scuola. È un paradosso che lo spettacolo di Valdrada rovescia: un luogo che il cinema ha usato per fingere di essere altro diventa finalmente protagonista di sé stesso, raccontato dalle persone che ci hanno studiato, lavorato e vissuto accanto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

Quello che non si dice mai è che il Buon Pastore, oggi, è una scuola, e che visitarlo in un giorno qualsiasi non è semplice. La scheda della Riserva della Valle dei Casali indica che, per le visite al complesso, bisogna rivolgersi alla dirigenza scolastica. Per questo uno spettacolo come Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è un'occasione rara: il sabato, con un gruppo accompagnato, si entra negli spazi di un edificio monumentale che di solito si vede solo da fuori, dalla strada, con la sua cupola che domina la valle.

Il secondo punto è che il complesso che vedete non è quello che Brasini aveva concluso. Nell'autunno del 1975 l'edificio fu privato delle guglie in pietra serena, alte diversi metri, perché pericolanti: si scelse di demolirle invece di restaurarle. Negli anni Novanta un fulmine danneggiò la croce di bronzo sulla cupola, che venne rimossa. Da allora la cittadinanza ne chiede il ripristino, che non è ancora avvenuto. Guardate la sommità della cupola e le altane con questo in mente: la metamorfosi del titolo comprende anche le perdite. Il terzo punto è pratico: con le cuffie e un percorso itinerante servono scarpe comode e un abbigliamento adatto a stare anche all'aperto, nei cortili e nei portici, a fine ottobre.

Il consiglio che ti do per visitare Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

Il consiglio è di prenotare subito e di scegliere il turno delle 15, costruendo intorno allo spettacolo una giornata intera nel quadrante ovest di Roma. La mattina, una passeggiata a Villa Doria Pamphilj, uno dei parchi pubblici più grandi della città, poi un pranzo in zona e alle 15 lo spettacolo al Buon Pastore. Il turno del pomeriggio ha anche un vantaggio di luce: a fine ottobre il sole basso scalda il travertino del cortile e fa risaltare le cornici delle finestre.

Se invece avete la mattina libera e il pomeriggio impegnato, il turno delle 11 è perfetto per chi vive in zona. In entrambi i casi arrivate almeno venti minuti prima: bisogna ritirare le cuffie, ascoltare le indicazioni, formare il gruppo. Nella mail di prenotazione indicate un recapito telefonico, così la compagnia può avvisarvi in caso di cambiamenti. E se portate ragazzi, spiegate loro prima che cosa li aspetta: non un teatro con le poltrone, ma un percorso in cui si cammina, si ascolta, si risponde. Chi ha già visto l'edificio da fuori mille volte scoprirà, dall'interno, un'altra città.

La Valle dei Casali e i dintorni

Il Buon Pastore sorge dentro la Riserva naturale della Valle dei Casali, a breve distanza dalla seicentesca Villa York, dal Casal Ninfeo e da Forte Bravetta.

Una zona agricola diventata città

Quando Brasini cominciò a costruire, alla fine degli anni Venti, la zona era quasi disabitata: terreni di proprietà ecclesiastica, campi coltivati, molti casali agricoli. Oggi la riserva conserva una parte di quel paesaggio, con prati e casali restaurati, e la Casa del Parco inaugurata nel 2005.

Villa York e Forte Bravetta

Villa York è una villa suburbana del Seicento, oggi parte del paesaggio della riserva. Forte Bravetta, costruito pochi decenni prima del Buon Pastore, era già usato negli anni in cui Brasini lavorava qui per le esecuzioni capitali volute dal Tribunale speciale fascista: una pagina dura della storia del quartiere, che vale la pena conoscere.

Villa Doria Pamphilj

Dall'altro lato si stende Villa Doria Pamphilj, con il Casino del Bel Respiro e i grandi viali. Nel parco si trova anche un teatro comunale, dove questa stagione va in scena, fra gli altri, Ve ne dico quattro. Più a est, il Gianicolo collega la zona con Trastevere.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Molti romani sanno che a Trastevere, in via della Lungara, c'è la Casa Internazionale delle Donne. Meno spesso si ricorda che quell'edificio, per secoli, si è chiamato anch'esso Buon Pastore: fin dal Seicento fu un reclusorio femminile, prima di essere destinato nel 1983 a finalità sociali e poi, dal 1987, occupato e trasformato dal movimento femminista romano. Il nome Buon Pastore, a Roma, lega quindi due luoghi lontani fra loro, la Lungara e Bravetta, entrambi legati alla vita delle donne e alle istituzioni religiose che per lungo tempo se ne sono occupate.

Il fatto poco citato è che il complesso di Bravetta, costruito per le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, rappresenta in qualche modo la continuazione di quella storia in periferia, in un'area allora agricola, lontana dal centro. Una mostra organizzata in zona ha raccontato proprio questo passaggio, dalla Lungara a Bravetta. Lo spettacolo di Valdrada, che dichiara fra i suoi temi le prospettive di genere e le biografie storiche, ha qui un materiale ricchissimo: un edificio nato per accogliere una comunità di donne consacrate, poi diventato ospedale militare, poi scuola mista frequentata ogni giorno da centinaia di ragazze e ragazzi. Quasi nessuno, passando in autobus su via di Bravetta, pensa a questa lunga storia femminile. Sabato 24 ottobre è l'occasione per ascoltarla dal vivo.

La foto giusta da fare a Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

La foto che tutti vorrebbero fare è quella del cortile principale con la cupola sullo sfondo: è la vista che rende il Buon Pastore riconoscibile e che il cinema ha usato tante volte. Per farla bene mettetevi appena dentro l'arco d'ingresso, sull'asse di simmetria, e inquadrate il portico con le colonne binate, la facciata convessa della chiesa e la cupola che svetta sopra. È una composizione perfettamente centrale, voluta da Brasini: basta rispettarla. Durante lo spettacolo, però, la priorità è ascoltare e seguire il percorso; chiedete agli interpreti se e quando si può fotografare, perché in un'esperienza in cuffia uno scatto nel momento sbagliato rompe la concentrazione degli altri.

La seconda foto si fa da fuori, prima o dopo. Dalla strada, sulla facciata principale, le due altane che chiudono le ali inclinate di 30 gradi raccontano la geometria dell'impianto meglio di qualunque pianta. La terza è una foto di paesaggio: dalla Valle dei Casali o dai margini di Villa Pamphilj, la cupola del Buon Pastore emerge sopra gli alberi ed è visibile da molto lontano. È la foto che mostra come un edificio monumentale sia diventato, nel tempo, il punto di riferimento di un intero quartiere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Buon Pastore di Bravetta comincia alla fine degli anni Venti, quando la congregazione delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore affida ad Armando Brasini il progetto della sua casa provinciale romana. La costruzione parte nel 1929, in una zona di campi e casali, e il complesso viene inaugurato nel 1933. I lavori e le modifiche proseguono fino al 1943. La spesa, 25 milioni di lire dell'epoca, dà la misura dell'ambizione: una cittadella capace di ospitare 2.000 persone.

Negli anni successivi l'edificio cambia funzione: diventa ospedale e sanatorio militare. Nel 1969 arrivano gli istituti scolastici, che da allora lo occupano e che oggi fanno capo all'Istituto di Istruzione Superiore Via Silvestri 301. Nel 1962 il cinema lo scopre con Una vita violenta, tratto da Pasolini, e da lì non lo abbandona più. Nell'autunno del 1975 il complesso perde le guglie in pietra serena, giudicate pericolanti e demolite invece che restaurate; negli anni Novanta un fulmine danneggia la croce di bronzo della cupola, che viene rimossa. Oggi il complesso si trova all'interno della Riserva naturale della Valle dei Casali, e studenti e docenti della scuola hanno avviato ricerche sulla sua storia. Il 24 ottobre 2026, con lo spettacolo di Valdrada Teatro per RI-GENER-AZIONI, il Buon Pastore diventa scena di un racconto costruito con le testimonianze di chi vive intorno a lui.

Chi è passato da Il buon pastore: metamorfosi di un luogo al Complesso del Buon Pastore — 24 ottobre 2026

I primi a passare dal Buon Pastore sono stati gli operai e le maestranze che hanno costruito, fra il 1929 e il 1943, un edificio di 12.000 metri quadrati con cortili, portici e una cupola monumentale, sotto la guida di Armando Brasini, uno degli architetti più discussi della Roma del Novecento. Poi le suore della congregazione del Buon Pastore, che qui avevano la loro casa provinciale. Con la trasformazione in ospedale e sanatorio militare sono passati medici, infermieri, soldati ricoverati.

Dal 1969 sono passate generazioni di studenti: oggi quelli del liceo scientifico Marcello Malpighi e dell'istituto tecnico Alberto Ceccherelli. Sono passati registi come Paolo Heusch e Brunello Rondi, Neri Parenti, Gabriele Muccino, Dario Argento, Luca Lucini, Michele Placido, Pupi Avati, Alessandro Genovesi, con le loro troupe e i loro attori, da Paolo Villaggio in Fantozzi alla riscossa ad Antonio Albanese in Tutto tutto niente niente. Il 24 ottobre 2026 passano le artiste di Valdrada Teatro, compagnia nata a Ostia nel 2010, e con loro, attraverso le cuffie, le voci degli abitanti del Municipio XII che hanno raccontato che cosa rappresenta per loro questo edificio. È forse il passaggio più giusto: dopo decenni in cui il Buon Pastore ha prestato i suoi spazi a storie altrui, stavolta la storia è la sua.

Come organizzare la giornata

Lo spettacolo al Buon Pastore si inserisce bene in una giornata dedicata al verde e alla periferia ovest di Roma.

Con il turno delle 11

Spettacolo al mattino, pranzo in zona, pomeriggio a Villa Doria Pamphilj o nella Valle dei Casali. È la sequenza più adatta alle famiglie che abitano nel quadrante.

Con il turno delle 15

Mattina nel parco di Villa Pamphilj, pranzo, spettacolo nel primo pomeriggio. Si finisce con la luce ancora buona per una passeggiata nella riserva o per rientrare verso Monteverde e Trastevere.

Con i ragazzi

La compagnia lavora da sempre anche con il pubblico giovane, e lo spettacolo è itinerante e interattivo: i ragazzi in genere rispondono bene. Per le età consigliate e per i bambini piccoli conviene chiedere alla compagnia nella mail di prenotazione.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il portale culturale di Roma Capitale indica lo spettacolo come evento accessibile. Trattandosi di un percorso itinerante, chi ha esigenze specifiche di mobilità o di ascolto fa bene a segnalarle nella mail a valdradateatro@gmail.com, in modo che la compagnia possa organizzare il percorso. Portate scarpe comode e una giacca: parte dello spettacolo può svolgersi negli spazi aperti del complesso.

Dove mangiare nei dintorni

Intorno al Buon Pastore, lungo via di Bravetta e nelle strade del quartiere, si trovano bar, forni, pizzerie e trattorie di quartiere, frequentati soprattutto da chi abita in zona.

Un picnic nella villa

Nelle giornate miti di fine ottobre la scelta più piacevole è un pranzo al sacco a Villa Doria Pamphilj, prima o dopo lo spettacolo. I prati della villa sono uno dei luoghi dove i romani passano il sabato.

Verso Monteverde

Chi vuole una cena dopo il turno delle 15 può spostarsi verso Monteverde, dove la scelta di ristoranti è più ampia, oppure scendere verso Trastevere.

Roma a fine ottobre

A fine ottobre Roma ha in genere giornate miti e luminose, con mattine fresche e pomeriggi ancora tiepidi: il clima ideale per uno spettacolo itinerante che si svolge in parte all'aperto. Il cambio dell'ora legale arriva a fine mese e accorcia le serate: per chi sceglie il turno delle 15, la luce del tardo pomeriggio sui cortili del Buon Pastore sarà fra le più belle dell'anno.

Domande frequenti su Il buon pastore: metamorfosi di un luogo

Quando si svolge Il buon pastore: metamorfosi di un luogo?

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo si svolge sabato 24 ottobre 2026 al Complesso del Buon Pastore di via di Bravetta, con due turni alle 11 e alle 15. Ogni turno accoglie al massimo 50 partecipanti, quindi la prenotazione è obbligatoria.

Quanto costa e come si prenota?

Lo spettacolo Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è gratuito. La prenotazione è obbligatoria e si fa scrivendo a valdradateatro@gmail.com, indicando turno e numero di partecipanti, perché i posti sono limitati a 50 per turno.

Dove si trova il Complesso del Buon Pastore?

Il Complesso del Buon Pastore è in via di Bravetta 383, con accesso anche da via Silvestri 301, nel Municipio XII, a ridosso di Villa Doria Pamphilj. Lo servono gli autobus H, 088, 786, 792 e 889, con fermata di fronte all'ingresso.

Che tipo di spettacolo è?

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è uno spettacolo itinerante in cuffia, nato da interviste e testimonianze raccolte fra gli abitanti. Il pubblico cammina, ascolta e interagisce con gli interpreti; teatro, danza, musica dal vivo e improvvisazione si alternano negli spazi del complesso.

Chi è Valdrada Teatro?

Valdrada Teatro è una compagnia nata nel 2010, gestita da giovani artiste e con base a Ostia, dove partecipa alla gestione del Teatro del Lido. È stata fondata da Chiara Becchimanzi, Giulia Vanni e Monika Fabrizi e organizza anche il festival Teatri d'Arrembaggio.

Chi ha progettato il Complesso del Buon Pastore?

Il Complesso del Buon Pastore è stato progettato dall'architetto Armando Brasini, autore anche del Ponte Flaminio e dell'ingresso monumentale del Giardino Zoologico. Fu costruito dal 1929, inaugurato nel 1933 e modificato fino al 1943.

Si può visitare il Buon Pastore in altri giorni?

Il Complesso del Buon Pastore è sede di istituti scolastici e non è un museo: per le visite la Riserva della Valle dei Casali indica di contattare la dirigenza scolastica. Lo spettacolo del 24 ottobre è un'occasione rara per entrarci con un percorso guidato.

Lo spettacolo è accessibile?

Il buon pastore: metamorfosi di un luogo è indicato come evento accessibile dal portale culturale di Roma Capitale. Essendo itinerante, conviene segnalare eventuali esigenze di mobilità o di ascolto nella mail di prenotazione a Valdrada Teatro.

Il consiglio finale

Davanti alla cupola del Buon Pastore passano migliaia di persone senza che nessuno chieda che cosa sia. Questo spettacolo è la risposta migliore: gratuito, raccontato da chi il quartiere lo vive, dentro un edificio che normalmente è chiuso al pubblico. Prenotate oggi, scegliete il turno delle 15 e passate la mattina a Villa Pamphilj: tornerete a casa con una Roma che le guide di solito non raccontano.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento24 Ottobre 2026 11:00
IndirizzoComplesso del Buon Pastore, Via di Bravetta 383, 00164 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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