Giornate FAI d’Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
Le Giornate FAI d'Autunno 2026 si svolgono sabato 10 e domenica 11 ottobre in tutta Italia e, a Roma, aprono con visite a contributo libero luoghi di solito chiusi o poco conosciuti: fra quelli pubblicati sul portale ufficiale ci sono Villa Blanc in via Nomentana 216, l'Accademia Nazionale di San Luca in piazza dell'Accademia di San Luca 77, il palazzo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Vittorio Veneto 33, Villa Giorgina in via Po 27, Villa Altieri in viale Manzoni 47, l'Attrezzeria E. Rancati in via Pio Semeghini 30 e, nel territorio comunale, il Borgo di Ostia Antica. Si tratta della quindicesima edizione, con più di 700 luoghi aperti in 350 città. Non c'è un biglietto: a ogni visita si sostiene la missione del FAI con una donazione libera, e alcune aperture sono riservate agli iscritti. Orari, punti di ritrovo e note per la visita si consultano sul portale ufficiale giornatefai.it, luogo per luogo; il programma può cambiare fino all'ultimo. Ogni sede ha i suoi collegamenti: il calcolatore di percorso dell'ATAC indica le linee più comode in base all'indirizzo.

Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma: date, luoghi e contributo
Le Giornate FAI d'Autunno 2026 si tengono sabato 10 e domenica 11 ottobre: a Roma il portale ufficiale indica, fra gli altri, Villa Blanc, l'Accademia di San Luca, Palazzo Piacentini, Villa Giorgina, Villa Altieri, l'Attrezzeria Rancati e il Borgo di Ostia Antica.
Quando
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026. Gli orari di apertura sono diversi per ogni luogo e vengono pubblicati nella pagina dedicata sul portale delle Giornate FAI.
Come funziona
Le visite sono a contributo libero: non si paga un biglietto, ma a ogni ingresso si può sostenere il FAI con una donazione. Alcune aperture, indicate dal portale nella sezione dedicata, sono riservate agli iscritti alla fondazione.
Dove informarsi
Il FAI indica tre passaggi: consultare il portale giornatefai.it, cercare i luoghi per nome, regione, provincia o città, e aprire la scheda del luogo scelto, con orari, punti di ritrovo, note per la visita e informazioni storiche.
Variazioni
Il FAI avverte che, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, il programma di visita può cambiare: il portale e i canali ufficiali della fondazione sono la fonte da controllare il giorno stesso.
La quindicesima edizione delle Giornate FAI d'Autunno
La quindicesima edizione delle Giornate FAI d'Autunno apre più di 700 luoghi in 350 città italiane, molti dei quali inaccessibili o poco conosciuti, in un grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del paese.
Chi la organizza
L'iniziativa è promossa dal FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano, ed è organizzata dalle delegazioni territoriali della fondazione presenti in tutte le regioni, con il contributo fondamentale dei giovani volontari.
Che cosa si apre
La varietà delle aperture è ampia: edifici monumentali, teatri, chiese, luoghi dell'educazione, aree naturalistiche, castelli, collezioni d'arte, architettura contemporanea e siti insoliti. Il FAI parla di un grande racconto diffuso e corale.
Il tema dell'anno
In questa edizione il FAI riserva un'attenzione particolare all'artigianato italiano e al Made in Italy: aperture e visite speciali dedicate ai saperi, agli antichi mestieri, alle tradizioni manifatturiere e alle eccellenze produttive dei territori.
I luoghi aperti a Roma per le Giornate FAI d'Autunno
A Roma le Giornate FAI d'Autunno 2026 toccano luoghi molto diversi: una villa eclettica di fine Ottocento, un'accademia d'arte fondata nel 1593, un palazzo ministeriale degli anni Trenta, una villa sede della Nunziatura, una dimora seicentesca, un'attrezzeria teatrale e un borgo medievale.
L'elenco romano
Sul portale, per la città di Roma, compaiono Palazzo Piacentini Vaccaro, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; l'Accademia Nazionale di San Luca; l'Attrezzeria E. Rancati; Villa Giorgina; Villa Blanc; Villa Altieri; e il Borgo di Ostia Antica, nel territorio comunale.
Nei dintorni
In provincia di Roma il portale indica, fra gli altri, Villa Gregoriana a Tivoli, la Bottega d'arte Virgilio Milana a Castelnuovo di Porto e la chiesa della Madonna della Grotta a Sacrofano.
Le schede in aggiornamento
A pochi giorni dalle date, le pagine dei singoli luoghi riportano l'indirizzo, mentre orari e modalità di visita vengono completati man mano. L'elenco romano può crescere: conviene ricontrollare il portale nei giorni precedenti.
Villa Blanc: la villa eclettica di via Nomentana
Villa Blanc, in via Nomentana 216, è un edificio in stile eclettico costruito negli ultimi anni dell'Ottocento come residenza del barone Alberto Blanc, in un parco di 39.000 metri quadrati; dal 2017 fa parte del campus della LUISS Business School.
Il barone e il ministro
Alberto Blanc, senatore del Regno, fu ministro degli esteri dal 1893 al 1896 in due governi Crispi e morì nel 1904. Nel 1893 acquistò per 75.000 lire una proprietà nata da una vigna comprata nel 1848 dal marchese Lorenzo Lezzani, con un casino di delizie di dieci vani.
Giacomo Boni architetto
La trasformazione del 1896, conclusa nel 1897, porta la firma strutturale dell'ingegnere piemontese Francesco Mora e quella architettonica di Giacomo Boni, che sperimentò tecniche nuove con ferro, ghisa, legno, ceramica, marmo, granito e cuoio. Ne nacque un villino di circa 2.700 metri quadrati.
Gli interni
Il loggiato ha cariatidi che richiamano l'Eretteo e metope di ceramica policroma, considerato da Paolo Portoghesi uno dei capolavori di Boni. La sala da ballo è retta da colonne in ghisa, con una volta a cupolette ottagonali dipinte; la sala da pranzo ha un camino in marmo tardo quattrocentesco. Le decorazioni sono di Alessandro Morani, con Adolfo De Carolis, Giuseppe Cellini e Guido Calori.
Il giardino d'inverno
Il giardino d'inverno, con voltine metalliche, è considerato il più grande d'Europa: per allestirlo arrivarono da Haarlem 10.000 bulbi di tulipano. Una caldaia a vapore costruita a Torino nel 1898 muoveva l'ascensore montacarichi della villa.
L'Accademia Nazionale di San Luca a Palazzo Carpegna
L'Accademia Nazionale di San Luca è un'associazione di artisti fondata nel 1593 da Federico Zuccari, suo primo Principe; dal 1934 ha sede a Palazzo Carpegna, in piazza dell'Accademia di San Luca 77, nei pressi della Fontana di Trevi.
Dalla corporazione all'accademia
Prima dell'Accademia gli artisti romani facevano capo all'Università dei Pittori, Miniatori e Ricamatori, i cui statuti furono rinnovati da Sisto IV il 17 dicembre 1478; fra i fondatori figura Melozzo da Forlì. Il passaggio all'Accademia fu promosso dal pittore Girolamo Muziano e sancito da Gregorio XIII nel 1577.
San Luca pittore
L'Accademia fu intitolata a San Luca nei primi del Seicento: secondo la leggenda, l'evangelista fu autore del primo ritratto della Vergine. Dal 1934 lo stemma con San Luca che ritrae la Vergine affianca l'emblema storico.
Il triangolo delle arti
Lo stemma adottato nel 1705 è un triangolo formato dal pennello della pittura, dallo scalpello della scultura e dal compasso dell'architettura, coronato dal motto oraziano aequa potestas: pari dignità fra le arti.
La collezione
Ogni artista membro dona all'Accademia una propria opera. Le opere raccolte dalla fondazione a oggi formano la collezione del museo di Palazzo Carpegna, che ospita anche mostre come quella dedicata a Julian Beck pittore.
Palazzo Piacentini, il ministero di via Veneto
Il Palazzo Piacentini di via Veneto 33, nel rione Ludovisi, fu costruito fra il 1928 e il 1932 da Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro come sede del Ministero delle corporazioni; oggi ospita il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Sull'orto dei cappuccini
Il palazzo sorge su un terreno occupato in origine dal convento e dall'orto dei frati cappuccini della chiesa di Santa Maria della Concezione, quella del celebre museo e cripta dei Cappuccini.
Gli artisti
Nato dagli accordi fra il ministro Giuseppe Bottai e Marcello Piacentini, il palazzo costò circa 32 milioni di lire, più un milione e mezzo per le opere d'arte. Vi lavorarono Mario Sironi, Antonio Maraini, Ercole Drei, Ferruccio Ferrazzi per gli arazzi e Giovanni Prini per il portale in bronzo.
Il Made in Italy
L'apertura di un ministero dedicato al Made in Italy si lega bene al tema scelto dal FAI per questa edizione, l'artigianato e le eccellenze produttive italiane.
Villa Giorgina, la villa della Nunziatura
Villa Giorgina, in via Po 27, nel quartiere Pinciano, è la sede della Nunziatura apostolica in Italia: un edificio neoclassico del 1920 in un parco di 20.000 metri quadrati, normalmente non aperto al pubblico.
Isaia Levi e la figlia
Il proprietario era Isaia Levi, industriale torinese e senatore, che intitolò la villa alla figlia. Levi, convertito al cattolicesimo, lasciò la residenza in eredità a Pio XII nel 1949, in segno di riconoscenza per l'aiuto ricevuto durante le persecuzioni razziali del 1943-1944. Dieci anni dopo Giovanni XXIII vi trasferì gli uffici della Nunziatura.
Mussolini e i tram
Nel 1927 Benito Mussolini prese in considerazione la villa come residenza; secondo la ricostruzione riportata dalle fonti vi rinunciò per il rumore dei tram che passavano su via Po e via Salaria.
L'architettura
Progettata da Clemente Busiri Vici, la villa mostra reminiscenze del Sei e Settecento e un largo uso di materiale antico. Il portale d'ingresso viene da Villa Doria Pamphilj e porta l'iscrizione Inter Sidereos Roma Recepta Polos, tratta dal De reditu suo di Rutilio Namaziano. Nel parco crescono cedri, palme e pini, fra numerose fontane.
Villa Altieri all'Esquilino
Villa Altieri, in viale Manzoni 47, nel rione Esquilino, è un'antica dimora nobiliare commissionata negli anni Settanta del Seicento dal cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni; oggi è sede di un piccolo museo, della biblioteca e dell'archivio storico della Città metropolitana di Roma Capitale.
Dal casale alla villa
Il cardinale, nipote di papa Clemente X, affidò all'architetto di famiglia Giovanni Antonio De Rossi la trasformazione di un vecchio casale rustico in residenza suburbana sul colle Esquilino.
Carcere, collegio, scuola
Venduta nel 1857, la villa fu acquistata intorno al 1862 dal cardinale Francesco Saverio de Mérode. Dopo la breccia di Porta Pia fu data in locazione allo Stato, che vi aprì un istituto di pena femminile fino al 1897; poi ospitò un collegio femminile delle Suore Dorotee fino al 1933 e, nel Novecento, istituti scolastici.
Il restauro
La Provincia di Roma acquistò il complesso nel 1975 e fra il 2009 e il 2010 lo restaurò per farne il Palazzo della cultura e della memoria storica. Su viale Manzoni affaccia anche Palazzo Merulana, polo culturale con la Collezione Cerasi.
L'Attrezzeria Rancati e il Borgo di Ostia Antica
L'Attrezzeria E. Rancati, in via Pio Semeghini 30, è l'apertura che più si lega al tema dell'artigianato scelto dal FAI per il 2026; il Borgo di Ostia Antica, in via dei Romagnoli, porta invece le Giornate nel Medioevo del litorale romano.
Un mestiere del teatro e del cinema
Il nome Rancati compare nell'elenco delle opere dello scenografo e architetto Antonio Valente, fra cui figurano gli stabilimenti attrezzeria cine teatrali della ditta E. Rancati e C. nella zona industriale cinematografica di Roma, all'inizio degli anni Quaranta. Il portale del FAI non specifica il legame fra quel progetto e la sede di via Pio Semeghini.
Il Borgo di Ostia Antica
Il Borgo di Ostia Antica nasce dalla decadenza della città romana: dopo il saccheggio saraceno dell'846 papa Gregorio IV fondò Gregoriopoli, in un'ansa del Tevere. Martino V vi fece costruire una torre all'inizio del Quattrocento, le mura furono ripristinate fra il 1461 e il 1483 e nel 1483 il cardinale Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, avviò la costruzione del castello.
Gli scavi accanto
Il borgo è gestito dal Parco archeologico di Ostia Antica: chi lo visita per le Giornate FAI può abbinare l'apertura agli scavi della città romana.
Come organizzarsi per le Giornate FAI a Roma
Le Giornate FAI d'Autunno a Roma si organizzano scegliendo due o tre luoghi vicini fra loro e verificando sul portale orari e punti di ritrovo di ciascuno, perché ogni apertura ha regole proprie.
Abbinare i luoghi per zona
Villa Blanc sulla Nomentana e Villa Giorgina in via Po sono nello stesso quadrante a nord del centro; l'Accademia di San Luca e Palazzo Piacentini sono nel centro storico, fra Trevi e via Veneto; Villa Altieri è all'Esquilino; Ostia Antica richiede una mezza giornata.
Le code
Nelle edizioni delle Giornate FAI le aperture più richieste possono avere attese lunghe. Arrivare all'orario di apertura e controllare sul portale se servono prenotazioni è la strategia più sicura.
Come arrivare
I luoghi romani sono distribuiti in zone diverse della città: il calcolatore di percorso dell'ATAC indica le linee più comode per ciascun indirizzo. Per il centro storico, fra Trevi e via Veneto, conviene muoversi a piedi.
Accessibilità
Il portale del FAI permette di filtrare i luoghi accessibili. Ville storiche e palazzi possono avere scale e percorsi non adatti a tutti: la scheda di ogni luogo indica le condizioni.
Iscritti al FAI e contributo libero
Alle Giornate FAI d'Autunno le visite sono a contributo libero, ma il portale dedica una sezione alle aperture riservate agli iscritti, e a ogni visita si può sostenere la fondazione con una donazione.
Perché iscriversi
Il FAI ricorda che gli iscritti entrano gratis nei beni della fondazione tutto l'anno e hanno riduzioni in musei e fondazioni convenzionate in diverse città italiane.
Il contributo
Il contributo libero non è un biglietto: è un sostegno alla cura e alla tutela del patrimonio. Il FAI lo presenta come un modo concreto per contribuire alla sua missione.
Dove mangiare durante le Giornate FAI a Roma
Le aperture romane delle Giornate FAI sono sparse in quartieri diversi: conviene pensare la pausa pranzo in base al percorso scelto.
Centro storico
Fra Trevi e via Veneto si trovano trattorie, forni e bar per una pausa veloce; la domenica i locali vicino alla Fontana di Trevi sono molto affollati, e conviene allontanarsi di qualche strada.
Nomentana e Pinciano
I quartieri intorno a via Nomentana e via Po sono residenziali, con bar e ristoranti di quartiere frequentati soprattutto dai romani.
Ostia Antica
Chi va al Borgo di Ostia Antica può pranzare nel borgo o proseguire verso il litorale, a pochi chilometri.
Una curiosità sulle Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
La curiosità più sorprendente lega due dei luoghi aperti senza che il programma lo dica. Villa Giorgina, in via Po, è la sede della Nunziatura apostolica dal 1959, quando Giovanni XXIII vi trasferì gli uffici. Ma la prima sede della Nunziatura, dopo i Patti Lateranensi del 1929, era una villa lungo via Nomentana, oggi occupata dall'ambasciata libica. E Villa Blanc, l'altra grande villa aperta dal FAI, sorge proprio di fronte alle ambasciate di Libia e Iran, sulla stessa via Nomentana.
La seconda curiosità riguarda la letteratura. Villa Giorgina è l'ambientazione degli Indifferenti di Alberto Moravia, che da bambino abitava di fronte alla villa, allora chiamata Villa Levi. Il primo grande romanzo di Moravia nasce dallo sguardo di un ragazzo su una casa di fronte.
La terza è a Villa Blanc. Nel loggiato, una scala con balaustra di 41 colonnine lisce e tortili alternate era stata pensata come simbolo dell'armonia nella diversità. Negli anni di abbandono della villa, tutte le colonnine originali sono state trafugate: oggi si riconoscono solo nelle vecchie fotografie. Un dettaglio che dice molto della storia travagliata della villa prima del restauro.
Una cosa che non ti dice nessuno sulle Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
La cosa che quasi nessuno dice è che le schede dei luoghi, a pochi giorni dalle Giornate, possono essere ancora incomplete. Sul portale ufficiale l'elenco romano compare già, con gli indirizzi, ma orari, punti di ritrovo e modalità di visita vengono pubblicati man mano. Chi pianifica il fine settimana deve ricontrollare il portale il giovedì e il venerdì precedenti, e ancora la mattina stessa: il FAI avverte che il programma può cambiare per ragioni indipendenti dalla sua volontà.
La seconda cosa riguarda il contributo libero. Non è un ingresso gratuito nel senso stretto: è un invito a sostenere il FAI con una donazione, e la fondazione ricorda che proprio quel contributo finanzia la cura dei beni. Inoltre, una parte delle aperture è riservata agli iscritti, in una sezione dedicata del portale.
La terza è sulla natura dei luoghi. Villa Giorgina è la Nunziatura apostolica, normalmente chiusa al pubblico; Palazzo Piacentini è un ministero in attività; Villa Blanc è un campus universitario. Sono luoghi di lavoro, aperti in via eccezionale. A nostro giudizio è proprio questo il valore delle Giornate FAI: entrare dove, per il resto dell'anno, non si entra.
Il consiglio che ti do per visitare le Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
Il consiglio è di puntare sulle aperture più rare. Villa Giorgina, sede della Nunziatura e normalmente chiusa, e Palazzo Piacentini, con le opere di Sironi, Ferrazzi e Prini, sono luoghi che durante l'anno restano inaccessibili. Villa Blanc, restaurata dalla LUISS dopo decenni di abbandono, merita la stessa priorità per gli interni di Giacomo Boni e il giardino d'inverno.
Per non perdere tempo, conviene abbinare i luoghi per zona. Il sabato può essere dedicato al quadrante nord, con Villa Blanc e Villa Giorgina; la domenica al centro, con l'Accademia di San Luca e Palazzo Piacentini, oppure a Villa Altieri e all'Esquilino. Il Borgo di Ostia Antica, più lontano, si abbina bene a una mezza giornata sul litorale.
Ultimo consiglio: arrivare all'apertura. Le Giornate FAI richiamano molto pubblico, e i primi turni sono i più tranquilli. Prima di uscire, controllare sul portale se il luogo scelto richiede una prenotazione o è riservato agli iscritti. E portare qualche moneta o una carta per il contributo: è il modo per restituire qualcosa a chi ha reso possibile l'apertura.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Villa Blanc è legata da tempo al censimento dei Luoghi del Cuore del FAI: il portale della fondazione elenca le partecipazioni della villa al censimento dal 2003 al 2024, oltre alle aperture per le Giornate FAI di Primavera del 2018 e del 2021. Si ricorda meno quanto sia stata lunga e complicata la sua storia.
Nel 1950 la villa fu acquistata dalla Società Generale Immobiliare, che nel 1968 passò a Michele Sindona. Nel 1972 una vendita all'ambasciata della Germania Federale saltò per i vincoli urbanistici, e nel 1974 il Comune destinò l'area a verde pubblico. Dopo il fallimento della società, nel 1992 il Ministero esercitò la prelazione per farne il Circolo ufficiali della Difesa, ma la vendita fu bloccata da un'indagine che coinvolse il ministro Alberto Ronchey e il direttore generale Francesco Sisinni, scagionati il 3 novembre 1994.
Nel 1997 la LUISS acquistò villa e parco in un'asta pubblica per 6,3 miliardi di lire. Il restauro, avviato nel 2011 per un valore di 25 milioni di euro, si è concluso all'inizio del 2017. Le Giornate FAI aprono dunque una villa che per mezzo secolo è stata al centro di battaglie urbanistiche e giudiziarie.
La foto giusta da fare alle Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
La foto giusta, a Villa Blanc, è quella del loggiato con le cariatidi che richiamano l'Eretteo e le metope di ceramica policroma: un'inquadratura frontale, con la luce del mattino, restituisce il lavoro di Giacomo Boni meglio di qualsiasi descrizione. Chi entra nel giardino d'inverno può cercare la geometria delle voltine metalliche dal basso.
All'Accademia di San Luca, la foto da fare è un dettaglio: lo stemma con il pennello, lo scalpello e il compasso, il triangolo delle tre arti. A Villa Giorgina, il portale d'ingresso proveniente da Villa Doria Pamphilj, con l'iscrizione Inter Sidereos Roma Recepta Polos: un verso antico che celebra Roma accolta fra le stelle.
Prima di scattare, conviene sempre chiedere ai volontari del FAI se le fotografie sono ammesse: in sedi istituzionali come la Nunziatura e il ministero le regole possono essere restrittive. Fuori, le facciate e i giardini sono il soggetto più sicuro, e la luce di metà ottobre, bassa e calda nel pomeriggio, è la migliore dell'anno per l'architettura.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
I luoghi delle Giornate FAI a Roma raccontano cinque secoli di storia della città. All'Accademia di San Luca la vicenda comincia con lo statuto dell'Università dei Pittori, rinnovato da Sisto IV il 17 dicembre 1478, prosegue con la fondazione di Federico Zuccari nel 1593, con il diritto di grazia concesso da Paolo V nel 1605 e con la facoltà, attribuita da Urbano VIII nel 1620, di stabilire chi a Roma potesse dirsi artista. Nel 1934, demolita la sede di via Bonella per l'apertura di via dell'Impero, l'Accademia si trasferì a Palazzo Carpegna.
A Villa Altieri la storia passa dal Seicento dei cardinali alla Roma capitale: dopo la breccia di Porta Pia il complesso divenne un istituto di pena femminile, poi un collegio, poi una scuola. A Villa Giorgina il 1949 segna il lascito di Isaia Levi a Pio XII, in segno di gratitudine per l'aiuto ricevuto durante le persecuzioni razziali; dieci anni dopo vi arriva la Nunziatura.
Palazzo Piacentini, costruito fra il 1928 e il 1932 come Ministero delle corporazioni, fu anche sede della Federazione Repubblicana dell'Urbe fino al 25 aprile 1945. A Ostia Antica, infine, la storia del borgo risale al saccheggio saraceno dell'846 e alla fondazione di Gregoriopoli, fino al castello avviato nel 1483 dal futuro Giulio II.
Chi è passato dalle Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma — 10 e 11 ottobre 2026
Dai luoghi aperti a Roma per le Giornate FAI sono passati papi, artisti, statisti e scrittori. All'Accademia di San Luca, Melozzo da Forlì fra i fondatori dell'antica corporazione dei pittori, Girolamo Muziano, Federico Zuccari e, nei secoli, generazioni di artisti che hanno lasciato un'opera alla collezione. A Palazzo Piacentini, Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro, Giuseppe Bottai, Mario Sironi, Antonio Maraini, Ercole Drei, Ferruccio Ferrazzi e Giovanni Prini.
A Villa Blanc, il barone Alberto Blanc, ministro degli esteri dei governi Crispi; Giacomo Boni, che ne firmò l'architettura; i pittori Alessandro Morani, Adolfo De Carolis, Giuseppe Cellini e Guido Calori. A Villa Giorgina, Isaia Levi, Benito Mussolini, che la considerò come possibile residenza e vi rinunciò, Pio XII, destinatario del lascito, e Giovanni XXIII, che vi portò la Nunziatura; e, dall'altra parte della strada, il giovane Alberto Moravia.
A Villa Altieri, il cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni e l'architetto Giovanni Antonio De Rossi, poi il cardinale Francesco Saverio de Mérode. Al Borgo di Ostia Antica, papa Gregorio IV, Martino V e il cardinale Giuliano della Rovere. Per due giorni, a questi nomi si aggiungono i giovani volontari del FAI, che rendono possibile ogni apertura.
Ottobre a Roma: il fine settimana delle Giornate FAI
Il fine settimana del 10 e 11 ottobre cade nel pieno dell'autunno romano, con giornate in genere ancora miti e luminose, ideali per visite che alternano interni e giardini.
Lo stesso fine settimana
Negli stessi giorni il rione Esquilino ospita il festival diffuso Romadiffusa, con studi d'artista e botteghe aperte: chi visita Villa Altieri può abbinare i due programmi.
Il clima
Le mattine possono essere fresche e i pomeriggi caldi: abbigliamento a strati e scarpe comode sono indispensabili, soprattutto nei parchi delle ville e al Borgo di Ostia Antica.
Domande frequenti sulle Giornate FAI d'Autunno 2026 a Roma
Quando sono le Giornate FAI d'Autunno 2026?
Le Giornate FAI d'Autunno 2026 si svolgono sabato 10 e domenica 11 ottobre in tutta Italia, con più di 700 luoghi aperti in 350 città. È la quindicesima edizione dell'evento organizzato dal FAI con le sue delegazioni territoriali e i giovani volontari.
Quali luoghi apre il FAI a Roma nell'autunno 2026?
A Roma il portale delle Giornate FAI d'Autunno 2026 indica Villa Blanc, l'Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Piacentini sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Villa Giorgina, Villa Altieri, l'Attrezzeria E. Rancati e il Borgo di Ostia Antica. L'elenco può essere aggiornato.
Quanto costa entrare alle Giornate FAI?
Alle Giornate FAI d'Autunno le visite sono a contributo libero: non si paga un biglietto, ma si può sostenere la fondazione con una donazione a ogni visita. Alcune aperture sono riservate agli iscritti al FAI, come indica il portale ufficiale.
Bisogna prenotare per le Giornate FAI a Roma?
Le modalità di accesso delle Giornate FAI cambiano da luogo a luogo: la scheda di ciascuna apertura sul portale giornatefai.it indica orari, punti di ritrovo ed eventuali prenotazioni. Conviene controllarla nei giorni precedenti e la mattina stessa.
Che orari hanno le aperture FAI a Roma?
Gli orari delle aperture romane delle Giornate FAI d'Autunno 2026 sono pubblicati nella scheda di ogni luogo sul portale ufficiale. A pochi giorni dalle date alcune schede riportano solo l'indirizzo, e vengono completate man mano.
Villa Giorgina è aperta al pubblico?
Villa Giorgina, in via Po 27, è la sede della Nunziatura apostolica in Italia e normalmente non è aperta al pubblico. Le Giornate FAI d'Autunno 2026 la includono fra i luoghi aperti a Roma: orari e modalità sono sul portale del FAI.
Che cosa si vede a Villa Blanc?
Villa Blanc, in via Nomentana 216, è una villa eclettica progettata da Giacomo Boni nel 1896 per il barone Alberto Blanc, con loggiato a cariatidi, sala da ballo con colonne in ghisa e un grande giardino d'inverno. Dal 2017 è parte del campus della LUISS Business School.
Il consiglio finale sulle Giornate FAI d'Autunno a Roma
Le Giornate FAI d'Autunno 2026 offrono a Roma un'occasione rara: entrare in una villa della Nunziatura, in un ministero decorato da Sironi, in una villa eclettica rinata dopo decenni di abbandono e in un'accademia d'arte con più di quattro secoli di storia. A nostro giudizio le aperture da non rimandare sono Villa Giorgina, Palazzo Piacentini e Villa Blanc, perché per il resto dell'anno restano chiuse. Il consiglio è di scegliere i luoghi per zona, controllare il portale fino alla mattina stessa, arrivare all'apertura e lasciare un contributo: è ciò che permette al FAI di continuare ad aprire queste porte.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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