Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
Mi ricordo, lo spettacolo della compagnia Barbe à Papa Teatro scritto e diretto da Claudio Zappalà, va in scena sabato 17 ottobre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, nella zona Prenestina di Roma Est (Municipio V). Si arriva con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. L'ingresso è gratuito, con registrazione online obbligatoria sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro: i posti sono contati e si prenotano dalla pagina dello spettacolo. La serata fa parte della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna autunnale del teatro dedicata alla scena contemporanea under 35.
Mi ricordo è un lavoro per tre attrici, Chiara Buzzone, Federica D'Amore e Roberta Giordano, che mette in fila ricordi privati per arrivare a una memoria collettiva: quella della generazione nata a cavallo fra anni Ottanta e Novanta, i cosiddetti millennials. È uno spettacolo nato in Sicilia, premiato a Palermo e a Milano, che arriva a Roma dentro un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e da Roma Capitale. Una sera di teatro vero, gratuita, a dieci minuti di tram da Porta Maggiore.
Mi ricordo al Centrale Preneste: la serata in breve
Mi ricordo va in scena una sola sera, sabato 17 ottobre 2026 alle 21, con ingresso gratuito su registrazione: è una delle dodici tappe di YOU THE YOUng CITY, che dal 13 settembre al 28 novembre 2026 porta al Centrale Preneste teatro, danza, musica e circo contemporaneo.
Chi lo firma
Il testo e la regia sono di Claudio Zappalà, attore, regista e drammaturgo catanese. In scena ci sono tre interpreti, Chiara Buzzone, Federica D'Amore e Roberta Giordano. Il disegno luci è di Nathan Tagliavini. La produzione è del C.T.M., Centro Teatrale Meridionale, con il supporto di G273 Produzioni e di Spazio Marceau.
I riconoscimenti
Mi ricordo ha vinto il bando Per un teatro necessario del Teatro Libero di Palermo nel 2020 e il Premio Nazionale al Milano Off Fringe Festival nel 2022. Sono due premi che dicono molto: il primo viene da una delle sale storiche della ricerca teatrale palermitana, il secondo da un festival che seleziona compagnie indipendenti da tutta Italia.
Il formato
La pagina ufficiale del teatro colloca lo spettacolo nella sezione di teatro contemporaneo under 35. È un lavoro d'attrici, con pochi elementi scenici e molta parola, costruito per sale raccolte: esattamente il tipo di sala che il Centrale Preneste offre.
Mi ricordo: di che cosa parla lo spettacolo
Mi ricordo segue tre giovani donne della generazione Y che, attraverso ricordi intimi, ricostruiscono una memoria collettiva: un viaggio tra frammenti di vita, gioie, fragilità e paure, alla ricerca di una matrice che accomuna chi è cresciuto negli stessi anni.
Ricordi privati, memoria di tutti
Il meccanismo è semplice da dire e difficile da fare bene. Ogni ricordo nasce personale, un dettaglio di famiglia, una scuola, un oggetto, una paura infantile, e a poco a poco si scopre condiviso. La presentazione diffusa dal portale turistico di Roma Capitale parla di uno spettacolo che indaga la matrice comune dei traumi dei millennials: non i grandi eventi, dunque, ma il modo in cui una generazione li ha attraversati da dentro.
L'ansia come tema
In un'intervista pubblicata da SicilyMag nel 2020, Claudio Zappalà spiegava il cuore del progetto con parole nette: «volevamo capire cosa ci accomuna come generazione negli stati d'ansia che sento di vivere». È una dichiarazione che orienta la visione. Non aspettatevi una commedia nostalgica sugli anni Novanta: il ricordo, qui, è lo strumento per capire da dove vengono certe inquietudini del presente.
Tre attrici, un coro
La scelta di tre interpreti donne non è neutra. Tre voci permettono di passare dal racconto individuale al coro, di sovrapporre esperienze diverse fino a farle coincidere. È una struttura che il teatro conosce da sempre, dalla tragedia greca in giù, e che qui viene applicata a materiali quotidiani. Il risultato, sulla carta, è uno spettacolo in cui chi ha fra i trenta e i quarant'anni rischia di riconoscersi a ogni scena.
La luce
Il disegno luci di Nathan Tagliavini ha in un lavoro di memoria un compito preciso: separare i piani del racconto, isolare un ricordo, riportare le attrici al presente. In una sala piccola ogni cambio di luce si sente addosso; sedetevi in posizione centrale per coglierli tutti.
Claudio Zappalà, autore e regista di Mi ricordo
Claudio Zappalà è un attore, regista e drammaturgo nato a Catania, formato a Palermo alla scuola del Teatro Biondo diretta da Emma Dante, di cui è stato anche assistente; nel 2015 ha vinto la prima edizione del premio Cendic Segesta con Aspettando Antigone, riscrittura contemporanea della tragedia di Sofocle.
Da Catania all'Europa
Il ritratto che ne fa SicilyMag, in un articolo firmato da Rosalba Cannavò nell'ottobre 2020, è quello di un artista che lascia Catania con l'obiettivo di fare teatro e gira a lungo fra Italia ed Europa prima di fermarsi a Palermo. È un percorso comune a molti attori del Sud della sua generazione: partire per formarsi, tornare per produrre.
La scuola di Emma Dante
A Palermo Zappalà consolida il proprio mestiere nella scuola del Teatro Biondo guidata da Emma Dante, una delle registe italiane più riconosciute in Europa, e lavora poi al suo fianco come assistente. Chi conosce il teatro di Dante sa che cosa significa: un lavoro fisico, corale, in cui il corpo degli attori racconta quanto la parola. È una traccia che è lecito aspettarsi anche in Mi ricordo.
Aspettando Antigone e il premio Cendic Segesta
Il primo riconoscimento come autore arriva con Aspettando Antigone, reinterpretazione in chiave moderna dell'Antigone di Sofocle, che vince la prima edizione del premio Cendic Segesta nel 2015. Riscrivere Antigone, la figura che disobbedisce al potere per seppellire il fratello, è una prova classica per un giovane autore: vincere al debutto di un premio di drammaturgia dice che la prova è riuscita.
Barbe à Papa Teatro
Con la compagnia Barbe à Papa Teatro, secondo lo stesso articolo, Zappalà trova la propria strada e cresce come regista e autore. Il nome della compagnia, in francese, è lo zucchero filato: un'immagine infantile, colorata e leggera, che stride in modo interessante con i temi dello spettacolo. L'intervista del 2020 fu realizzata ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, uno dei luoghi di produzione teatrale più vivi della città.
Le interpreti e la squadra di Mi ricordo
In scena in Mi ricordo ci sono Chiara Buzzone, Federica D'Amore e Roberta Giordano; il disegno luci è di Nathan Tagliavini; la produzione è del Centro Teatrale Meridionale con G273 Produzioni e Spazio Marceau.
Tre attrici per tre memorie
Le tre interpreti sono le portatrici dei ricordi che compongono lo spettacolo. La scheda ufficiale non attribuisce ruoli o nomi di personaggio, e non conviene inventarne: il senso del lavoro è proprio che le tre voci si scambino e si somiglino, fino a diventare una sola generazione.
Una produzione del Sud
Il Centro Teatrale Meridionale, G273 Produzioni e Spazio Marceau compongono una filiera produttiva meridionale e indipendente. È il modo in cui oggi nascono molti spettacoli di qualità: senza un teatro stabile alle spalle, con una rete di spazi e di piccole produzioni che accompagnano un progetto negli anni, dal debutto ai festival fino alle tournée.
Un percorso di sei anni
Fra il bando palermitano del 2020 e la data romana del 2026 passano sei anni. Per uno spettacolo indipendente è un'età notevole: significa che il lavoro ha trovato pubblico, festival e sale disposte a ospitarlo, e che le interpreti lo hanno portato in scena abbastanza da conoscerne ogni piega. È un buon segno per chi lo vede ora.
YOU THE YOUng CITY, la rassegna che ospita Mi ricordo
Mi ricordo è uno dei dodici appuntamenti gratuiti della quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, la rassegna del Centrale Preneste Teatro diretta da Tiziana Lucattini, in programma dal 13 settembre al 28 novembre 2026 con teatro, danza, musica, circo sociale e attività formative.
Il sostegno pubblico
Il progetto, come si legge sulla pagina dello spettacolo, è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale con l'Assessorato alla Cultura, in collaborazione con SIAE. È questa linea di finanziamento a rendere gratuita la serata.
Under 35 e scena contemporanea
La rassegna mette in relazione artisti emergenti sotto i trentacinque anni e compagnie già affermate, con spettacoli, residenze, laboratori e incontri. Mi ricordo è un caso esemplare: una compagnia giovane, un testo premiato, un tema generazionale.
Le altre date dell'autunno
Secondo il calendario pubblicato sul portale culturale di Roma Capitale, dopo Mi ricordo la rassegna prosegue con Menù del giorno della Compagnia Bellavita, circo contemporaneo, il 24 ottobre, Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni il 13 novembre, e Di muri abbattuti e cuori aperti di Matemù Cies G+R il 28 novembre, sempre alle 21. Una settimana prima, il 9 ottobre, era in programma Baléni di Francesca Pica.
Il Centrale Preneste Teatro e la cooperativa Ruotalibera
Il Centrale Preneste Teatro è la sala della cooperativa sociale onlus Ruotalibera, attiva dal 1977 nello spettacolo dal vivo e nelle attività sociali e interculturali per bambini, ragazzi e adulti; si presenta come teatro per le nuove generazioni e si trova in Via Alberto da Giussano 58, nel Municipio V.
Una sala di comunità
Ruotalibera lavora con bambini, adolescenti e giovani adulti, italiani e di origine straniera, coinvolgendo famiglie, insegnanti, educatori e servizi sociali. Il teatro, qui, è uno strumento per tenere insieme generazioni e comunità diverse del quartiere. Uno spettacolo sulla memoria di una generazione trova in questa sala un contesto coerente.
Quasi cinquant'anni di lavoro
La cooperativa collabora da oltre quarant'anni con il Ministero della Cultura, con i ministeri del Welfare e dell'Istruzione, con la Regione Lazio, con il Comune di Roma, con scuole e biblioteche. Rassegne, laboratori, cinema all'aperto, percorsi di inserimento: la sala è il centro di un'attività molto più ampia.
Tiziana Lucattini
La direzione artistica è di Tiziana Lucattini, che guida Ruotalibera dal 1991. Il suo Scarpette rosse ha vinto il premio ETI Stregagatto, è stato pubblicato in Francia dall'École des loisirs, tradotto in più lingue e portato a Lille, Lione, Strasburgo, Avignone, Berlino, Madrid, Anversa e al Fringe di New York. Nel 2003 ha ricevuto una menzione speciale ETI per Il bambino che non c'è.
La scuola La Pietra Parla
Nello stesso edificio lavora la scuola di teatro La Pietra Parla, nata nel 2000 in Vicolo della Torre a Trastevere e condotta da Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. Il nome viene da Brecht e dalla Madre Coraggio, dalla scena in cui la muta Kattrin batte il tamburo per svegliare la città: un'immagine di teatro come allarme civile.
Come arrivare al Centrale Preneste Teatro per Mi ricordo
Il Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58, si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545.
In metro
Pigneto e Malatesta, sulla linea C, sono le stazioni più comode: da entrambe il teatro è a pochi minuti a piedi. Chi arriva dal centro può passare dalla linea A alla linea C a San Giovanni, da cui il Pigneto dista poche fermate.
In tram
I tram 5, 14 e 19 corrono sulla Prenestina e fermano a Prenestina/Giussano, all'imbocco della via del teatro. Il 5 e il 14 arrivano dalla zona di Termini passando per Porta Maggiore: per chi dorme vicino alla stazione è il tragitto più semplice, senza cambi.
In autobus
Le linee indicate dal teatro, 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545, collegano la Prenestina con buona parte della città. Di sabato sera le frequenze si diradano: per il ritorno dopo le 22 e 30 conviene controllare gli orari aggiornati sul sito dell'azienda di trasporto prima di uscire.
In auto
Il sabato sera, fra Pigneto e Prenestina, le strade sono strette e il parcheggio è un esercizio di pazienza, anche per la vita notturna del Pigneto. Il consiglio netto è di muoversi con i mezzi pubblici. Chi viene in auto arrivi con largo anticipo.
Mi ricordo: ingresso gratuito, registrazione e accessibilità
L'ingresso a Mi ricordo è gratuito, con registrazione obbligatoria dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro, dove è indicato il numero di posti ancora disponibili.
Come si prenota
Sulla pagina dello spettacolo compare un unico tipo di ingresso, a costo zero, da aggiungere al carrello e confermare con la registrazione. È una procedura di un minuto, ma va fatta: i posti sono limitati e una rassegna gratuita di qualità, a Roma, ha un pubblico fedele che prenota presto.
Contatti
Il teatro indica il numero 06 27801063 e la mail della cooperativa Ruotalibera per informazioni. Gli uffici rispondono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17: per uno spettacolo di sabato, chi ha domande deve farle entro venerdì pomeriggio.
Accessibilità
Chi ha esigenze di accesso particolari fa bene a segnalarle al teatro al momento della registrazione o nei giorni precedenti, così da organizzare l'ingresso e la collocazione in sala.
Con i ragazzi
Mi ricordo parla di fragilità, paure e traumi di una generazione adulta, con un linguaggio contemporaneo. È adatto agli adolescenti curiosi di teatro, meno ai bambini piccoli, anche per l'orario delle 21. Per le famiglie, il resto della programmazione del Centrale Preneste offre spesso proposte più adatte ai più giovani.
La Prenestina e il Pigneto intorno a Mi ricordo
Il Centrale Preneste Teatro si trova nella zona Prenestina di Roma Est, a ridosso del Pigneto, l'area del Municipio V compresa fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante.
Le strade dei condottieri
Via Alberto da Giussano porta il nome dell'eroe leggendario della Lega lombarda, e le strade intorno seguono lo stesso filo: via Fanfulla da Lodi, via Conte di Carmagnola, via Romanello da Forlì ricordano capitani di ventura del Tre e Quattrocento. Uno spettacolo sulle fragilità di una generazione in un reticolo di nomi guerrieri: la toponomastica romana ha il suo senso dell'umorismo.
Il Pigneto di oggi
Il Pigneto è diventato negli ultimi anni uno dei centri della vita serale romana, anche per la presenza di molti studenti fuori sede, e dal 2015 via del Pigneto è in gran parte pedonale. Il quartiere fa parte dell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros. A inizio ottobre il Pigneto Comedy Fest porta la stand-up nei locali della zona.
Un pubblico di quartiere
Il sabato sera il Pigneto è pieno di trentenni: esattamente la generazione di cui parla Mi ricordo. Per una volta il teatro e il suo pubblico abitano lo stesso isolato, e la cosa non è marginale per uno spettacolo che vive di riconoscimento.
Cosa vedere intorno al Centrale Preneste
Intorno al Centrale Preneste Teatro si trovano alcuni dei monumenti meno frequentati di Roma, da Porta Maggiore alla basilica sotterranea, dal lago dell'ex SNIA agli acquedotti, raggiungibili a piedi o con pochi minuti di tram.
Porta Maggiore
All'inizio della Prenestina si alza Porta Maggiore, nata nel I secolo come arco monumentale degli acquedotti Claudio e Anio Novus, con accanto il sepolcro del fornaio Eurisace. Poco distante, sotto la ferrovia, c'è la basilica sotterranea di Porta Maggiore, edificio del I secolo legato ai culti neopitagorici, visitabile solo su prenotazione.
Il lago dell'ex SNIA
Sulla Prenestina si trova l'area dell'ex fabbrica di viscosa, attiva dal 1923 al 1954, con il lago dell'ex SNIA, nato dall'affioramento di una falda durante uno scavo edilizio. È uno degli spazi verdi più singolari della città, e racconta la storia industriale di questa parte di Roma.
Verso sud e verso il centro
Lungo la Casilina e oltre si raggiungono il Mandrione, il Quadraro con i suoi murales e il Parco degli Acquedotti. Verso il centro, oltre Porta Maggiore, c'è la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una delle sette chiese del pellegrinaggio romano.
Dove mangiare prima o dopo Mi ricordo
Il Pigneto, a pochi minuti a piedi dal Centrale Preneste Teatro, è una delle zone di Roma con più locali per metro quadrato: trattorie, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi lungo via del Pigneto e le traverse.
Cena presto
Con l'inizio alle 21, conviene sedersi a tavola verso le 19 e 30 nell'isola pedonale di via del Pigneto. Il sabato sera il quartiere è affollato: chi viene in gruppo prenoti, chi viene da solo punti su un banco o su una pizza al taglio.
Dopo lo spettacolo
Il Pigneto resta vivo fino a tardi. Dopo Mi ricordo è facile trovare un tavolo per un bicchiere e scambiarsi i propri ricordi di infanzia: è la coda naturale di uno spettacolo che chiede allo spettatore di fare i conti con la propria memoria.
Roma a metà ottobre
A metà ottobre Roma ha giornate ancora miti e sere fresche: il sole tramonta poco dopo le sei e mezza e il sabato sera è perfetto per muoversi a piedi fra quartieri.
Cosa portare
Una giacca leggera basta quasi sempre. Il rischio di ottobre sono i temporali improvvisi: un ombrello pieghevole nella borsa evita di arrivare in sala fradici.
Una giornata da abbinare
Chi ha il pomeriggio libero può partire da Porta Maggiore, passeggiare fra il Pigneto e la Prenestina, cenare presto e raggiungere il teatro a piedi. Lo stesso fine settimana, il 17 e 18 ottobre, al Parco della Caffarella c'è il Bonfire Market: la domenica mattina all'aperto dopo il sabato sera a teatro è un buon programma.
Una curiosità su Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
La prima curiosità è nel nome della compagnia. Barbe à papa, in francese, è lo zucchero filato: letteralmente la barba del papà, per la forma soffice e bianca che prende sullo stecco. È un nome da giostre e da infanzia, e sembra scelto apposta per uno spettacolo che lavora sui ricordi di bambini diventati adulti in anni difficili. La leggerezza dell'immagine e il peso dei temi convivono, ed è una chiave di lettura utile per la serata.
La seconda curiosità riguarda il tempo. Mi ricordo vince il bando Per un teatro necessario del Teatro Libero di Palermo nel 2020, l'anno in cui i teatri italiani restano chiusi per mesi. Un progetto sull'ansia di una generazione riconosciuto proprio nell'anno della pandemia ha un tempismo che nessuno avrebbe potuto programmare. Due anni dopo arriva il Premio Nazionale al Milano Off Fringe Festival.
La terza riguarda la sala. Il Centrale Preneste nasce come teatro per le nuove generazioni, pensato per bambini e ragazzi. Oggi quei ragazzi sono i trentenni del Pigneto, e Mi ricordo racconta proprio la loro infanzia. Un teatro che ha visto crescere il suo pubblico e ora gli restituisce la memoria di quegli anni: difficile immaginare una coincidenza più felice.
Una cosa che non ti dice nessuno su Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
La cosa che non si legge nei calendari è che gratuito non vuol dire libero. Per Mi ricordo serve la registrazione dalla pagina ufficiale dello spettacolo, e la pagina stessa mostra il numero di posti ancora disponibili. In una sala raccolta, con una rassegna che ha un pubblico affezionato e un sabato sera nel quartiere più vivace di Roma Est, presentarsi senza registrazione è una scommessa che si può perdere.
La seconda cosa riguarda la genealogia dello spettacolo. Dietro Mi ricordo c'è la scuola di Emma Dante a Palermo, una delle poche scuole teatrali italiane con una riconoscibilità internazionale, e c'è un autore che ha lavorato al suo fianco come assistente. Chi si aspetta un monologo confessionale sbaglia: la scuola palermitana insegna un teatro di corpo e di coro, e tre attrici in scena sono la premessa di un lavoro fisico, non soltanto di parola.
La terza cosa è pratica. Gli uffici del teatro rispondono dal lunedì al venerdì: se avete dubbi sull'accesso, su posti riservati o su un cambio di nominativo, risolveteli entro venerdì 16 ottobre. Il sabato non c'è nessuno al telefono fino all'apertura della sala.
Il consiglio che ti do per visitare Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
Il consiglio è di andarci in compagnia di qualcuno della vostra età, meglio ancora se lo conoscete da quando eravate ragazzi. Mi ricordo è costruito per far scattare il riconoscimento, e il riconoscimento funziona meglio se c'è qualcuno accanto con cui scambiarsi uno sguardo. Se invece siete di un'altra generazione, portate un figlio o un nipote trentenne: la conversazione dopo lo spettacolo vale quanto lo spettacolo.
Secondo consiglio: sedetevi nelle prime file. In un lavoro d'attrici la distanza conta, e un teatro di quartiere offre una vicinanza che le grandi sale non possono dare. Vedere da vicino tre interpreti formate nel teatro del Sud, con la fatica e il respiro ben visibili, è parte dell'esperienza.
Terzo consiglio: fate della serata un piccolo viaggio. Tram fino a Prenestina/Giussano o metro fino al Pigneto, un giro a piedi, cena presto nell'isola pedonale, teatro, un bicchiere dopo. Le serate che si ricordano di più nascono spesso nelle sale piccole, lontano dai soliti percorsi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Pigneto è il quartiere di Pasolini e di Accattone. È molto meno citato che durante la seconda guerra mondiale questa parte di Roma Est, popolare come San Lorenzo, fu molto attiva nell'antifascismo e subì i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944, che fra l'altro causarono la morte di cinquanta dipendenti dell'Atac. Oggi nel quartiere c'è una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia del Pigneto e Torpignattara intitolata a Giorgio Marincola.
Il legame con Mi ricordo è più stretto di quanto sembri. Lo spettacolo parla di memoria collettiva, di come i ricordi di una generazione si depositano e diventano identità. Il Pigneto è un quartiere che ha dovuto costruire la propria memoria collettiva sulle macerie, e che la custodisce con lapidi, sezioni partigiane, murales. Portare qui un lavoro sulla memoria dei trentenni di oggi significa, in qualche modo, aggiungere un piano a una casa che ne ha già molti.
C'è poi un fatto noto a chi segue il teatro ma raramente ricordato al pubblico: i bandi pubblici per lo spettacolo fuori dal centro esistono proprio per portare nelle periferie la qualità che di solito resta entro le Mura Aureliane. Mi ricordo, premiato a Palermo e a Milano, arriva al Pigneto gratis grazie a questa politica. Vale la pena ricordarlo, perché è una delle poche cose in cui Roma funziona meglio di quanto si dica.
La foto giusta da fare a Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
La foto giusta è quella degli applausi finali, con le tre attrici in fila davanti al pubblico, uscite dai loro ricordi e tornate se stesse. È l'unico momento della serata in cui fotografare è appropriato, e l'immagine dice tutto: tre persone che hanno prestato la loro memoria a una generazione intera. Durante lo spettacolo niente fotografie e niente schermi accesi, per rispetto delle interpreti e di chi siede accanto.
Fuori, prima di entrare, la luce della sera sulla Prenestina racconta la Roma Est in cui il teatro vive: i binari del tram, le facciate dei palazzi popolari, il traffico del sabato. A metà ottobre il sole cala verso le sei e mezza, e le ombre lunghe sulla via consolare danno colori caldi anche a un paesaggio urbano poco celebrato.
Per un'immagine a tema, cercate qualcosa che appartenga agli anni dell'infanzia dei millennials: un'insegna vecchia, una saracinesca dipinta, un giocattolo in una vetrina. Il Pigneto ne è pieno, e una foto così, accanto a quella degli applausi, è il modo migliore per raccontare la serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della zona comincia con la Via Prenestina, strada antica che usciva da Roma verso est, fiancheggiata da sepolcri e mausolei. All'inizio della strada si trovano Porta Maggiore, del 52 dopo Cristo, e il sepolcro del fornaio Eurisace, del 30 avanti Cristo; al secondo miglio il Torrione prenestino, mausoleo del I secolo avanti Cristo; al terzo miglio il sepolcro di largo Preneste, del II secolo.
Per secoli l'area resta campagna, con orti, vigne e ville; il toponimo Pigneto è attestato già nel Seicento. Dopo il 1870 nascono i primi insediamenti. Fra il 1886 e il 1891 si costruisce in piazza Caballini il deposito della Società Romana Tramways Omnibus, che nel 1904 diventa tranviario. Nel 1909 apre l'Istituto farmaceutico Serono; nel 1923 nasce la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva fino al 1954. Fra il 1929 e il 1930 Giovanni Michelucci progetta Villa Valiani.
Nel 1943 e nel 1944 i bombardamenti alleati colpiscono il quartiere. Nel dopoguerra il Pigneto diventa un set del cinema italiano. Nel 1977 nasce la cooperativa Ruotalibera, diretta dal 1991 da Tiziana Lucattini; nel 2000 nasce la scuola La Pietra Parla. Nel 2015 via del Pigneto diventa in gran parte pedonale. Il 17 ottobre 2026, nella quarta edizione di YOU THE YOUng CITY, Barbe à Papa Teatro porta qui Mi ricordo.
Chi è passato da Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro al Centrale Preneste Teatro — 17 ottobre 2026
Dalle strade intorno al Centrale Preneste è passata una parte importante del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini ambientò al Pigneto Accattone, con Franco Citti. Anna Magnani vi girò scene di Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi. Alberto Sordi ci tornò più volte e Paolo Villaggio vi girò scene di Fantozzi. Prima di diventare un quartiere di teatri e locali, il Pigneto è stato un set a cielo aperto.
Dal Centrale Preneste passano da decenni gli spettacoli di Ruotalibera diretti da Tiziana Lucattini, autrice di Scarpette rosse, portato in mezza Europa e fino al Fringe di New York. Passa stabilmente dal 1995 Fabio Traversa, esordito al cinema con Nanni Moretti e poi al lavoro con Carlo Verdone. Passano generazioni di allievi della scuola La Pietra Parla e, con YOU THE YOUng CITY, compagnie emergenti da Roma e dal resto d'Italia: una settimana prima di Mi ricordo, Francesca Pica con il suo assolo Baléni.
Il 17 ottobre 2026 passano da qui Claudio Zappalà, catanese formato alla scuola di Emma Dante, e le tre interpreti Chiara Buzzone, Federica D'Amore e Roberta Giordano, con il disegno luci di Nathan Tagliavini. Con loro arriva a Roma un pezzo di teatro siciliano indipendente, cresciuto fra il Teatro Libero di Palermo, i Cantieri Culturali della Zisa e il Milano Off Fringe Festival.
Domande frequenti su Mi ricordo
Quando va in scena Mi ricordo al Centrale Preneste Teatro?
Mi ricordo di Barbe à Papa Teatro va in scena sabato 17 ottobre 2026 alle 21 al Centrale Preneste Teatro, in Via Alberto da Giussano 58 a Roma. È una data unica dentro la quarta edizione della rassegna YOU THE YOUng CITY, in programma fino al 28 novembre 2026.
Quanto costa il biglietto di Mi ricordo?
Mi ricordo è a ingresso gratuito, ma serve la registrazione online sulla pagina dello spettacolo del sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro, dove è indicato il numero di posti ancora disponibili. Conviene registrarsi con qualche giorno di anticipo, perché la sala è raccolta.
Di che cosa parla Mi ricordo?
Mi ricordo racconta tre giovani donne della generazione Y che, attraverso ricordi intimi, ricostruiscono una memoria collettiva fatta di gioie, fragilità e paure. Lo spettacolo indaga la matrice comune dei traumi e delle ansie dei millennials, partendo da esperienze personali.
Chi è Claudio Zappalà?
Claudio Zappalà, autore e regista di Mi ricordo, è un attore, regista e drammaturgo catanese formato alla scuola del Teatro Biondo di Palermo diretta da Emma Dante, di cui è stato assistente. Nel 2015 ha vinto la prima edizione del premio Cendic Segesta con Aspettando Antigone.
Chi sono le attrici di Mi ricordo?
In scena in Mi ricordo ci sono Chiara Buzzone, Federica D'Amore e Roberta Giordano. Il disegno luci è di Nathan Tagliavini, la produzione è del Centro Teatrale Meridionale con il supporto di G273 Produzioni e Spazio Marceau.
Mi ricordo ha vinto premi?
Sì, Mi ricordo ha vinto il bando Per un teatro necessario del Teatro Libero di Palermo nel 2020 e il Premio Nazionale al Milano Off Fringe Festival nel 2022, come riporta la pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Centrale Preneste Teatro.
Come si arriva al Centrale Preneste Teatro con i mezzi?
Il Centrale Preneste Teatro si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, con i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Giussano, e con gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. Di sabato sera conviene verificare gli orari del ritorno.
Mi ricordo è adatto ai ragazzi?
Mi ricordo è uno spettacolo di teatro contemporaneo per un pubblico adulto e per ragazzi grandi, perché affronta fragilità, paure e traumi di una generazione. È adatto ad adolescenti interessati al teatro; per i bambini piccoli temi e orario delle 21 sono poco indicati.
Il nostro parere su Mi ricordo
Registratevi subito e andateci. Uno spettacolo premiato, nato dalla scuola di Emma Dante, tre attrici in scena, una sala di quartiere che da quasi cinquant'anni fa del teatro uno strumento di comunità, ingresso gratuito, un sabato sera al Pigneto: a Roma serate così sono rare. Se avete fra i trenta e i quarant'anni, preparatevi a riconoscervi; se ne avete di più, preparatevi a capire meglio i vostri figli.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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