AccediIl mio viaggio

Anzio (RM)

Anzio (RM) è sul Tirreno a una cinquantina di chilometri in linea d'aria da Roma, poco meno di sessanta per strada, e il modo più intelligente di arrivarci resta il treno: la linea regionale FL8 parte da Roma Termini e in circa un'ora scarica alla stazione di Anzio, a dieci minuti a piedi dal porto. In auto si prende la via Pontina fino allo svincolo per Aprilia e poi la strada statale 207 Nettunense, oppure la strada statale 601 Ostia-Anzio lungo la costa. Il municipio è in piazza Cesare Battisti 25, centralino 06984991. Il Museo Civico Archeologico e il Museo dello Sbarco sono entrambi dentro Villa Adele, via di Villa Adele 2, telefono 06 98499427: l'ingresso è gratuito in tutti e due. Il museo archeologico apre da lunedì a domenica con orario spezzato, 10:30-13:00 la mattina e 15:00-17:00 il pomeriggio da novembre a marzo, 17:00-19:00 da aprile a ottobre, con il pomeriggio chiuso il lunedì e il mercoledì; per il Museo dello Sbarco conviene telefonare al 349 4556241 prima di partire, perché l'apertura dipende dai volontari dell'associazione che lo gestisce. L'area archeologica della Villa Imperiale sul promontorio non è al momento visitabile: la chiusura è disposta per ordinanza e va verificata sul sito del museo civico prima di mettersi in viaggio. Per le isole, gli aliscafi partono dal porto Innocenziano: la biglietteria Vetor è in via del Porto Innocenziano 40, telefono 06 9845083.

Se il viaggio è parte di un giro più largo lungo la costa laziale, la pagina sul litorale romano inquadra il resto del fronte mare.

Anzio (RM)

Anzio (RM) in cifre: che cosa si trova davvero qui

Anzio è un comune della città metropolitana di Roma Capitale, poco meno di sessantamila abitanti, territorio pianeggiante che non supera gli ottanta metri sul livello del mare e che si affaccia al Tirreno con un promontorio, il Capo d'Anzio, unico rilievo vero di un litorale altrimenti basso e sabbioso. A ventisei chilometri verso est c'è Latina, subito a oriente c'è Nettuno, che con Anzio ha condiviso per secoli la stessa storia e per cinque anni e mezzo, fra il 1939 e il 1945, perfino lo stesso nome. Il limite meridionale dell'Agro Romano passa di qui, segnato dal fiume Astura.

La geografia spiega quasi tutto il resto. Il promontorio è la ragione per cui i Volsci ci misero la capitale, per cui gli imperatori ci costruirono la residenza estiva, per cui Innocenzo XII ci rifece il porto e per cui nel gennaio del 1944 il comando alleato ci scelse la testa di ponte. Un pezzo di tufo che entra in mare, su una costa piatta per ottanta chilometri, vale più di qualunque considerazione strategica astratta.

Il porto conta oggi una sessantina di pescherecci e movimenta oltre ottocento tonnellate di pescato all'anno: è il principale scalo peschereccio del Lazio, e non è un dettaglio folcloristico. Chi mangia pesce ad Anzio mangia pesce sbarcato la mattina a duecento metri dal tavolo, cosa che altrove sulla costa laziale è diventata una leggenda commerciale. La nostra opinione netta: Anzio è il posto dove il rapporto fra quello che paghi e quello che ti portano in tavola è ancora onesto, a patto di scegliere le trattorie del porto e non i locali della passeggiata.

Come arrivare ad Anzio (RM) da Roma

Il treno FL8 da Roma Termini ad Anzio (RM)

La linea regionale FL8 collega Roma Termini a Nettuno passando per Anzio. È la soluzione che consiglio senza esitazioni nei fine settimana d'estate, quando la Nettunense si intasa e il parcheggio in centro diventa una caccia al tesoro. I treni corrono con frequenza sostenuta per tutta la giornata e il percorso tocca, nell'ultimo tratto, le stazioni che servono le frazioni costiere: Padiglione, Lido di Lavinio, Villa Claudia, Marechiaro, Anzio Colonia e infine Anzio. Chi va al mare in una delle borgate a nord del capoluogo può scendere prima e risparmiarsi il bus.

La stazione di Anzio è in posizione comoda: il porto e Villa Adele sono a pochi minuti di cammino, e la discesa verso il mare è breve. Gli orari precisi cambiano con l'orario ferroviario e vanno controllati sul sito del gestore il giorno prima, soprattutto per l'ultima corsa di rientro serale, che in bassa stagione è più presto di quanto ci si aspetti.

In auto e in autobus verso Anzio (RM)

Da Roma le due direttrici sono la Pontina con innesto sulla statale 207 Nettunense e la statale 601 Ostia-Anzio, che corre parallela alla costa. La prima è più rapida, la seconda più bella e più lenta. Nei mesi caldi il traffico di rientro della domenica pomeriggio sulla Nettunense è una costante: se si va in giornata, meglio rientrare prima delle diciassette o dopo le venti.

I collegamenti su gomma sono gestiti da Cotral, con linee urbane e interurbane che servono anche le frazioni. Per i parcheggi: in alta stagione le aree vicino al porto si riempiono entro le dieci del mattino, e la sosta a pagamento lungo il lungomare si prolunga fino a sera. Un consiglio pratico: lasciare l'auto nella zona alta, sopra la stazione, e scendere a piedi. Sono dieci minuti in discesa e venti in salita al ritorno, ma si evita un'ora di giri a vuoto.

Arrivare ad Anzio (RM) dal mare

Il porto Innocenziano è scalo di linea per le isole Pontine. Chi arriva da Ponza in aliscafo tocca terra a duecento metri dal centro, e la combinazione nave più treno regionale è il modo più civile di rientrare a Roma da un'isola in agosto, senza l'imbuto di Formia.

La Villa Imperiale di Anzio (RM): il palazzo di Nerone sul mare

Sul promontorio, fra il faro e l'Arco Muto, si allineano i resti della residenza imperiale: una fascia costiera che il museo civico indica in oltre settecento metri di sviluppo lineare, con il prospetto che fonda direttamente nel mare senza mediazione di spiaggia. È il monumento più importante di Anzio e, paradossalmente, il meno frequentato dal turismo di giornata, che si ferma al porto e alle spiagge.

Le fasi costruttive della Villa Imperiale di Anzio (RM)

La sequenza è documentata dagli scavi ed è più complessa di quanto racconti la formula turistica "la villa di Nerone". Fra il II e il I secolo a.C. l'area non era una residenza unica: ospitava una serie di domus private destinate all'otium dell'aristocrazia romana, almeno cinque case distinte affacciate sul mare. Anzio era già allora la villeggiatura di prestigio dei senatori, e ognuno ci voleva il suo pezzo di costa.

Fra la fine del I secolo a.C. e la metà del I secolo d.C. le domus private vengono sostituite da un lungo porticato curvilineo che unifica il fronte: è il segno archeologico del passaggio di proprietà all'imperatore. Non c'è bisogno di un documento notarile, lo dice la pianta. Quando un intero quartiere residenziale viene demolito per fare posto a un unico portico continuo, vuol dire che un solo proprietario ha comprato tutto.

La fase neroniana amplia e monumentalizza: padiglioni, ninfei, fontane, terrazzi digradanti verso l'acqua. Domiziano interviene sui sistemi di isolamento e canalizzazione, perché una villa costruita sull'acqua ha un problema costante di umidità di risalita e di drenaggio. Adriano, coerente con quello che faceva a Villa Adriana, aggiunge abbellimenti nel gusto della sua residenza tiburtina. Con i Severi, fra II e III secolo d.C., il complesso diventa un palazzo vero e proprio: doppi porticati, un impianto termale sviluppato su quattro piani, ambienti con mosaici figurati, un atrio a otto colonne.

Il settore settentrionale e l'Arco Muto

Il complesso si legge in due nuclei. Il settore settentrionale presenta porticati al livello del mare con un criptoportico interno, cioè un corridoio coperto che permetteva di camminare al fresco quando la terrazza superiore era battuta dal sole. Il settore meridionale, quello dell'Arco Muto, conserva l'impianto termale monumentale e la parte residenziale. Rilievi archeologici recenti hanno ampliato di circa un terzo l'estensione nota del complesso: significa che quello che si vede dalla costa è una porzione, e che il resto è sotto la sabbia, sotto le case o sotto il mare.

Parte delle strutture è infatti sommersa. L'erosione costiera e l'innalzamento relativo del livello marino hanno portato sott'acqua i piani inferiori: nelle giornate limpide, dalla scogliera, si intuiscono gli allineamenti murari sotto il pelo dell'acqua. Ai mosaici è andata meglio: alcuni sono al Museo delle Terme a Roma, fra questi uno con Ercole e Acheloo.

Visitare la Villa Imperiale di Anzio (RM) oggi

I resti fanno parte del parco archeologico comunale, con riferimento amministrativo al Museo Civico Archeologico di via di Villa Adele 2. L'accesso all'area della Villa Imperiale risulta però sospeso per ordinanza: prima di programmare la visita va controllato lo stato di apertura sul sito del museo civico o al numero 06 98499427. Il colpo d'occhio dall'esterno, dalla strada panoramica e dalla scogliera, resta comunque notevole, ed è gratuito.

Il porto di Anzio (RM): due imperatori e un papa

Il porto neroniano

Nerone fece costruire ad Anzio un porto artificiale di grande impegno tecnico, con moli che si protendevano in mare a chiudere un bacino. Serviva alla colonia di veterani che lo stesso imperatore aveva fondato in città e serviva a dare uno scalo decente a una residenza imperiale che altrimenti dipendeva da Ostia. Nel VI secolo il porto era già in decadenza: lo scrive Procopio, che nel 537 d.C. lo descrive fuori uso.

Le strutture neroniane non sono sparite. I bracci antichi sono inglobati nelle opere moderne e tratti di muratura romana affiorano lungo il molo. Chi cammina sul molo con un occhio allenato riconosce l'opera cementizia romana sotto i rifacimenti: è uno dei pochi porti antichi d'Italia dove la continuità d'uso non ha cancellato il manufatto originale ma se lo è incorporato.

Il porto Innocenziano

Il rifacimento moderno ha una data e un nome. Il 2 febbraio 1691 il cardinale Antonio Pignatelli, sorpreso da una tempesta, trova rifugio nel porto di Anzio. Il 12 luglio dello stesso anno viene eletto pontefice con il nome di Innocenzo XII. Nell'aprile del 1697 torna a Capo d'Anzio di persona per decidere la ricostruzione del porto, e i lavori si concludono nel 1700. Allo stesso pontefice si devono il fontanone di piazza Pia, la cappella di Sant'Antonio sul molo neroniano e il tracciato della via Nettunense, cioè la strada che ancora oggi porta i romani al mare.

Il nesso fra la tempesta e il porto non è una favola devota: è la logica del governo pontificio del Seicento, che investiva dove un cardinale aveva toccato con mano un problema. Il porto Innocenziano diede avvio a una ripresa economica che durò per tutto il Settecento, e da allora il nome è rimasto.

Il porto di Anzio (RM) oggi

Oggi il porto convive su tre funzioni: peschereccia, turistica e di linea per le isole. Dal giugno 2025 la gestione del porto turistico è passata direttamente in mano al Comune, con un portale dedicato alle richieste di posto barca. La mattina presto, quando rientrano le barche, il molo è il posto più interessante di Anzio: si vede scaricare il pescato e si capisce perché i ristoranti qui abbiano un vantaggio strutturale su quelli di mezza costa laziale.

Le Grotte di Nerone e l'Arco Muto ad Anzio (RM)

Le Grotte di Nerone sono il nome popolare dei grandi ambienti voltati che si aprono alla base della scogliera, sotto la Villa Imperiale. Non sono grotte naturali: sono sostruzioni, cioè le strutture di sostegno e di servizio che reggevano i terrazzi della villa e che oggi, crollata la parte superiore, si leggono come caverne artificiali affacciate sull'acqua. Il nome è tardo e popolare, come quasi sempre quando un rudere romano viene battezzato dalla gente del posto.

L'Arco Muto è invece il toponimo che indica il settore meridionale del complesso, dove sorgevano le terme monumentali. Anche qui il nome è di tradizione locale e si riferisce a una grande struttura arcuata superstite. I due punti si raggiungono lungo la costa e sono quello che resta visibile senza biglietto della residenza imperiale: mareggiate ed erosione ne hanno modificato la fisionomia nel corso del Novecento, e l'avvicinamento va fatto con prudenza, mai con mare mosso.

Anzio (RM)
Anzio (RM)

Il Museo Civico Archeologico di Anzio (RM) a Villa Adele

Il museo è stato inaugurato nel 2002 dentro Villa Adele, in via di Villa Adele 2. Raccoglie le principali testimonianze materiali dell'antica Anzio, dagli albori fino al periodo di massimo splendore sotto l'egida imperiale. L'ingresso è gratuito, il telefono è 06 98499427, l'indirizzo di posta elettronica museoarcheologico@comune.anzio.roma.it.

Orari del Museo Civico Archeologico di Anzio (RM)

Il calendario è stagionale e spezzato. Da novembre a marzo: mattina 10:30-13:00, pomeriggio 15:00-17:00. Da aprile a ottobre: mattina 10:30-13:00, pomeriggio 17:00-19:00. L'apertura è da lunedì a domenica, con il pomeriggio chiuso il lunedì e il mercoledì. Tradotto in pratica: chi arriva alle quattordici in giugno trova il portone chiuso e deve aspettare le diciassette. È l'errore più frequente di chi viene in giornata, e si evita con una telefonata.

Che cosa si vede nel museo archeologico di Anzio (RM)

Il percorso segue la stratigrafia del territorio: la preistoria, con materiali che risalgono molto indietro nel tempo, compresa una amigdala di cultura acheuleana attribuita a circa centocinquantamila anni fa; la protostoria, con i materiali della necropoli di Cavallo Morto, scoperta nel 1981, che ha restituito la più antica testimonianza di cremazione del Lazio, di età del bronzo recente; la fase volsca e latina; e infine il materiale romano, con le decorazioni architettoniche, i marmi e i reperti recuperati dalle ville costiere.

Il museo funziona anche da centro di riferimento per i siti archeologici sparsi sul territorio: il Teatro Romano nella zona di Santa Teresa, il Vallo Volsco, la Tomba Mulakia, il Cisternone e la Villa Imperiale. Chi vuole capire Anzio deve cominciare da qui, e non dal porto: senza la sala dei reperti volsci non si capisce perché questa città, per due secoli, sia stata il problema militare numero uno di Roma.

Villa Adele, contenitore e monumento

L'edificio ha una sua storia autonoma e vale la visita anche a prescindere dalle collezioni. Fu costruito a partire dal 1594 dal cardinale Bartolomeo Cesi, lo stesso a cui papa Clemente VIII aveva dato incarico di occuparsi del patrimonio edilizio della borgata dopo l'acquisto della signoria. Si chiamava quindi Villa Cesi. Nel 1648 passò al cardinale Camillo Pamphili. Il nome attuale arriva molto più tardi: nel 1834 Francesco Borghese Aldobrandini la ribattezzò Villa Adele in onore della moglie. Il parco che la circonda è pubblico e ombroso, cosa che in luglio non è un dettaglio.

I capolavori usciti da Anzio (RM) e dove si trovano oggi

Questo è il capitolo che sorprende di più i gruppi. Anzio ha esportato a Roma, a Parigi e in Vaticano alcune delle sculture antiche più celebri del mondo, e in città non ne è rimasta nessuna. Le ville patrizie e imperiali della costa erano gallerie d'arte, e quando fra Quattrocento e Ottocento si cominciò a scavare, il risultato finì altrove.

La Fanciulla di Anzio

La statua fu trovata nel 1878 in una nicchia del doppio portico affacciato sul mare della villa imperiale. È alta centosettanta centimetri e usa due marmi diversi: pario per la spalla nuda, pentelico per le vesti. La datazione corrente la colloca in età ellenistica, probabilmente nel III secolo a.C., con un accostamento proposto alla figura di Doidalsa; la qualità del panneggio fa propendere per un originale ellenistico e non per una copia romana, il che ne moltiplica il valore.

La giovane donna grava sulla gamba sinistra e regge un vassoio con un rotolo parzialmente svolto, un ramo di alloro e un oggetto con piedi ferini. Le due letture correnti la identificano con la Pizia, la sacerdotessa di Apollo a Delfi, oppure con una fanciulla che porta oggetti per un culto dionisiaco: l'alloro, sacro ad Apollo, è l'indizio che tiene in piedi la prima ipotesi. Sono interpretazioni, non certezze, e vanno dette come tali.

La vicenda della sua acquisizione merita di essere raccontata. Lo scultore Leonardo Bistolfi guidò una campagna pubblica che portò nel 1908 all'approvazione parlamentare dell'acquisto da parte dello Stato, evitando che l'opera finisse all'estero in un'epoca in cui la tutela del patrimonio non aveva ancora strumenti efficaci. Oggi la Fanciulla è al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme, a Roma, dove occupa una posizione di rilievo nel percorso della scultura.

L'Apollo del Belvedere

La statua è in marmo bianco, alta duecentoventiquattro centimetri, e riproduce un originale in bronzo realizzato fra il 330 e il 320 a.C. dallo scultore greco Leocare, attivo anche al Mausoleo di Alicarnasso. La copia marmorea è collocata nella seconda metà del II secolo d.C. Il ritrovamento è tradizionalmente riferito al 1489 circa; la letteratura discute il luogo esatto, con fonti che indicano Grottaferrata e altre che indicano Anzio, e la prudenza impone di riportare entrambe senza scegliere al posto degli studiosi.

Fra il 1532 e il 1533 lo scultore Giovanni Angelo Montorsoli, collaboratore di Michelangelo, ricostruì l'avambraccio destro e la mano sinistra mancanti. Nel 2024 quell'integrazione è stata sostituita con un calco ricavato da frammenti di gesso romani rinvenuti negli anni Cinquanta nel palazzo imperiale di Baia. Portato in Francia dopo il trattato di Tolentino, l'Apollo tornò allo Stato pontificio nel 1816 grazie all'azione di Antonio Canova. Johann Joachim Winckelmann, nel 1763, ne fece il vertice assoluto della scultura antica, giudizio che ha condizionato il gusto europeo per un secolo e mezzo. La statua è nei Musei Vaticani, al Cortile del Belvedere, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro.

Il Gladiatore Borghese e gli altri

Il cosiddetto Gladiatore Borghese, uno dei nudi più studiati dell'antichità, proviene dal territorio anziate ed è oggi al Louvre di Parigi, dove arrivò con la vendita napoleonica della collezione Borghese. Dalle ville di Antium provengono inoltre materiali minori ma significativi, fra cui una statuetta di Esculapio in marmo nero antico conservata ai Musei Capitolini. Una parte dei mosaici della villa imperiale si trova al Museo Nazionale Romano nelle sedi delle Terme di Diocleziano e dell'Aula Ottagona.

Un'opinione chiara: la visita ad Anzio andrebbe fatta dopo Palazzo Massimo, non prima. Chi ha visto la Fanciulla in sala guarda il promontorio con occhi diversi, perché sa che cosa è uscito da quella nicchia. Chi arriva vergine vede un rudere sul mare e passa oltre.

Anzio (RM)
Anzio (RM)

Antium prima di Roma: i Volsci e le origini di Anzio (RM)

La fondazione dell'abitato si colloca intorno al IX secolo a.C. a opera di genti latine. Le leggende antiche sulla fondazione, quella che chiama in causa Ascanio figlio di Enea e quella che nomina Anteo figlio di Ulisse e della maga Circe, appartengono alla tradizione letteraria e all'autopromozione delle città costiere in età romana: raccontarle è giusto, spacciarle per storia no.

La capitale dei Volsci

Nel V secolo a.C. i Volsci si insediarono qui e fecero di Antium la loro principale capitale. Fu una potenza vera, non un villaggio fortificato: nel 484 a.C. i Volsci inflissero una dura sconfitta all'esercito romano guidato da Lucio Emilio Mamercino. Nel 468 a.C. gli Anziati dovettero arrendersi a Roma dopo una sconfitta in battaglia navale. Il ciclo si chiuse nel 338 a.C. con la battaglia navale presso capo d'Astura, dopo la quale i Romani distrussero il Cenone, il porto volsco.

Il Vallo Volsco, oggi parco archeologico ad accesso libero aperto nel 2017, conserva un tratto delle difese di quella città. È un luogo poco frequentato e questo lo rende, per chi ama l'archeologia, uno dei posti migliori di Anzio: si cammina lungo un terrapieno difensivo che è stato per due secoli il problema militare principale della Repubblica romana.

Il Cavallo Morto e la preistoria di Anzio (RM)

La necropoli di Cavallo Morto, individuata nel 1981, ha restituito la più antica testimonianza di cremazione del Lazio, riferita all'età del bronzo recente. Prima ancora, l'amigdala acheuleana conservata al museo civico porta la frequentazione umana di questo tratto di costa a un ordine di grandezza di centocinquantamila anni. Il territorio di Anzio è abitato da molto prima che qualcuno pensasse a Roma.

Anzio (RM) imperiale: Caligola, Nerone, Cicerone

La città natale degli imperatori è un titolo che Anzio porta con pieno diritto. Caligola vi nacque e, secondo la tradizione antica, accarezzò l'idea di farne la capitale dell'impero. Nerone vi nacque il 15 dicembre del 37 d.C., vi fondò una colonia di veterani, ampliò la villa imperiale e vi costruì il porto. Dopo di loro la residenza continuò a essere usata: Domiziano, Adriano e Settimio Severo intervennero sul complesso e lo abitarono.

Cicerone ebbe qui una villa e vi trovò rifugio dopo il rientro dall'esilio, quando riorganizzò i resti delle sue biblioteche cercando per i libri un posto sicuro. Fra i proprietari illustri di ville anziati la tradizione annovera Mecenate. Gli imperatori della dinastia giulio-claudia frequentavano questo tratto di costa con regolarità: la ragione è semplice e attuale, sessanta chilometri da Roma erano allora, con un buon carro e una strada decente, la distanza giusta per una residenza di mare raggiungibile in giornata.

C'è un dato che vale la pena mettere in fila. Fra l'aristocrazia repubblicana delle domus del II secolo a.C., la colonia neroniana, i restauri adrianei e il palazzo severiano, Antium è stata residenza di prestigio senza interruzione per almeno quattro secoli. Poche località costiere italiane possono dire altrettanto.

Medioevo e torri costiere intorno ad Anzio (RM)

Fra V e VI secolo le invasioni di Vandali e Ostrogoti colpirono la città. Fra VIII e X secolo le incursioni saracene portarono all'abbandono dell'abitato costiero: la popolazione si ritirò verso l'interno o verso il nucleo che sarebbe diventato Nettuno. Fra IX e X secolo una colonia napoletana si insediò presso l'antico tempio di Nettuno dando origine al castello omonimo. Il nome stesso di Antium si perse, sostituito da quello del dio del mare a cui era dedicato il santuario.

Torre Astura e le altre torri

Il sistema difensivo costiero è la cifra architettonica del medioevo e del Cinquecento su questa costa. Torre Astura, del XII secolo, sorge su una piattaforma romana in mezzo al mare collegata da un ponte ed è uno dei manufatti più fotografati del litorale laziale, oggi in area militare e visitabile solo in occasioni regolate. Il boschetto di Torre Astura ne completa il contesto ambientale. Sul capo si trova la Torre di Capo d'Anzio, di origine Frangipane; verso l'interno la Torre Sant'Anastasio; a nord Tor Materna, dei Colonna, così chiamata in onore della madre Giovanna d'Aragona; e infine la Tor di Caldano, costruita a difesa delle miniere di zolfo.

Nel 1348, non lontano dall'abitato di Nettuno, si combatté una celebre battaglia navale fra genovesi e veneziani, conclusa con la vittoria dei veneziani. Nel 1571 Marcantonio Colonna, signore di queste terre, comandò le galee pontificie a Lepanto: il legame fra la costa anziate e la grande guerra mediterranea del Cinquecento passa da qui.

I papi e Anzio (RM): da Clemente VIII a Pio IX

L'acquisto di Clemente VIII

Il 23 settembre 1594 papa Clemente VIII acquistò per la Camera Apostolica la signoria sul territorio, per quattrocentomila scudi, e diede incarico a monsignor Bartolomeo Cesi di provvedere alla salvaguardia dello scarso patrimonio edilizio della borgata. Da quell'incarico nacque Villa Cesi, cioè l'attuale Villa Adele.

Le ville cardinalizie del Settecento

Con il porto Innocenziano, Anzio diventa un indirizzo alla moda per la corte romana. Il primo protettore di Porto d'Anzio fu il cardinale Benedetto Pamphili; dal 1735 l'incarico passò al cardinale Neri Maria Corsini. Fra il 1726 e il 1733 il cardinale Alessandro Albani si fece costruire Villa Albani; fra il 1732 e il 1735 il cardinale Corsini edificò Villa Corsini Sarsina. Villa Albani è dal 1881 in uso sanitario e ospita oggi funzioni della ASL Roma 6; Villa Corsini Sarsina è sede comunale. Camminare per Anzio guardando questi edifici vuol dire leggere in trasparenza la mappa del potere curiale del Settecento.

Pio IX e la nascita della città moderna

Nel 1827 una riforma amministrativa riunì Porto d'Anzio a Nettuno, con una popolazione complessiva di 1.565 abitanti. Intorno al 1850 Pio IX promosse lo sviluppo della località e acquisì Villa Albani come residenza estiva. Nel 1857 nacque il Comune di Anzio, separato da Nettuno, su circa un quarto del territorio precedente. Allo stesso pontefice si devono la chiesa dei Santi Pio e Antonio, in forme neoclassiche, che sostituì la chiesa innocenziana sul molo, e il faro di Capo d'Anzio. Nel 1870, con la presa di Roma, il territorio fu integrato nel Regno d'Italia.

Il momento in cui Anzio smette di essere una spiaggia dove si tiravano in secca le barche da pesca e diventa una città sono questi vent'anni di metà Ottocento. Prima c'è un approdo con qualche casa; dopo c'è un comune con un faro, una chiesa parrocchiale e una vocazione balneare.

Anzio (RM) fra Otto e Novecento: la ferrovia, i villini, il Paradiso sul Mare

Il 26 marzo 1884 fu inaugurata la ferrovia Albano-Anzio-Nettuno; nel 1889 arrivò il collegamento diretto con Roma, che favorì il traffico merci e aprì la strada al turismo di massa ante litteram. Fra il 1910 e il 1930 funzionò una tranvia fra Anzio e Nettuno, poi sostituita da una filovia soppressa nel 1944. Il tracciato litoraneo originario del 1884 fu affiancato nel 1934 da una variante a monte realizzata dalle Ferrovie dello Stato.

Con il treno arrivarono le famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane. Sono di quegli anni i villini liberty e umbertini che ancora punteggiano il lungomare e le vie alte, e soprattutto il Casinò detto il Paradiso sul Mare, edificio liberty di Cesare Bazzani completato nel 1924 e oggi proprietà comunale. È l'edificio che più di ogni altro racconta la stagione elegante di Anzio: una macchina architettonica affacciata sul mare, pensata per il gioco, il ballo e la mondanità.

Un dettaglio tecnologico che quasi nessuno conosce: il 16 marzo 1925 fu inaugurata ad Anzio la stazione cablografica, capolinea del primo cavo sottomarino italiano diretto a New York, poi estesa ai collegamenti con Argentina, Brasile e Uruguay. Per qualche decennio una parte consistente delle comunicazioni fra l'Italia e le Americhe passò fisicamente sotto questa spiaggia.

Le chiese e i luoghi sacri di Anzio (RM)

La chiesa dei Santi Pio e Antonio, voluta da Pio IX, è la parrocchiale storica del porto: forme neoclassiche sobrie, posizione centrale, e la funzione di sostituire l'antica chiesa innocenziana che sorgeva sul molo. La Basilica di Santa Teresa, in forme romaniche, ha la prima pietra posata l'8 agosto 1926 e fu inaugurata il 6 agosto 1939; ha ottenuto il titolo di basilica minore intorno al 1960. A Nettuno, la basilica di Nettuno completa il quadro devozionale della zona.

Nella zona di Santa Teresa, il 27 dicembre 1938, fu scoperto l'ipogeo della gens Mulakia, sepolcro di età romana; nella stessa area si trova il Teatro romano, riferito al I secolo d.C. Il Cisternone, grande struttura idraulica antica, completa il repertorio dei monumenti romani sparsi nel tessuto urbano.

Lo sbarco di Anzio (RM) del 22 gennaio 1944

L'operazione Shingle è l'evento per cui il nome di Anzio è conosciuto nel mondo. Ne conviene fissare i dati prima di raccontare la vicenda.

Le forze e le spiagge

Lo sbarco cominciò alle 02:45 del 22 gennaio 1944. Il VI Corpo d'armata statunitense, al comando del maggior generale John Lucas, sbarcò nell'area del porto di Anzio. Le forze impegnate ammontarono complessivamente a circa centodiecimila uomini; già a mezzanotte del giorno dello sbarco erano a terra ventisettemila americani, novemila britannici e tremila veicoli, con la disponibilità di ottantotto LST per il trasporto. Le spiagge assegnate furono Peter Beach, a nord, circa otto chilometri sopra Anzio nella zona del Lido dei Gigli, dove sbarcò la 1ª Divisione britannica con il Loyal Regiment, il North Staffordshire e i Gordon Highlanders, e X Ray Beach a sud, presso Nettuno, dove sbarcò la 3ª Divisione americana. La copertura aerea contò 465 passaggi di caccia del XXII ASCO e 165 passaggi a difesa del naviglio. La fascia interessata dallo sbarco andò da Tor San Lorenzo a Torre Astura, e Anzio ne fu il perno.

Perché lo sbarco non sfondò

Il 31 gennaio 1944 lo sbarco poteva dirsi concluso, con oltre centomila uomini a terra. Ma la testa di ponte non fu sfruttata subito in profondità, e i tedeschi ebbero il tempo di reagire: da dodici battaglioni iniziali si passò a ventinove in una settimana e a oltre cinque divisioni in sedici giorni. Albert Kesselring e la 14ª Armata di Eberhard von Mackensen organizzarono la controffensiva, che culminò nell'operazione Fischfang fra il 3 e il 19 febbraio. Il 23 febbraio Lucas fu sostituito da Lucian Truscott al comando del VI Corpo; al vertice restavano il generale Mark Clark alla 5ª Armata e il maresciallo Harold Alexander al comando supremo. Dopo un mese di combattimenti le perdite complessive fra morti, feriti, dispersi e prigionieri di entrambe le parti si aggiravano sui quarantamila; il solo VI Corpo superò le cinquemila.

La città pagò un prezzo urbanistico spaventoso. I bombardamenti tedeschi, compresi quelli di un cannone ferroviario che tirava da trenta chilometri di distanza, colpirono il Paradiso sul Mare, Palazzo Sinimberghi con i graffiti di Luigi Fontana e le strutture militari pontificie. Roma fu liberata il 4 giugno 1944, quattro mesi e mezzo dopo lo sbarco: la sproporzione fra quella distanza e quel tempo è il giudizio storico più severo sull'operazione.

The Final Cut e la memoria di Anzio (RM)

La memoria dello sbarco ha avuto anche una coda musicale. Il dodicesimo album dei Pink Floyd, The Final Cut, scritto e cantato da Roger Waters, ruota attorno al rifiuto della guerra e alla figura del padre dell'autore, caduto nei combattimenti seguiti allo sbarco di Anzio. Per una generazione di ascoltatori europei il nome di questa città è arrivato da un disco prima che da un libro di storia.

Anzio (RM)
Anzio (RM)

La memoria della guerra ad Anzio (RM): musei e cimiteri

Il Museo dello Sbarco di Anzio (RM)

Il Museo dello Sbarco di Anzio, noto anche come Anzio Beachhead Museum, è ospitato in Villa Adele, via di Villa Adele 2, a cinque minuti dalla stazione ferroviaria. L'ingresso è gratuito. Espone uniformi americane, britanniche, tedesche e italiane, armamento recuperato nel territorio e dai fondali marini, decorazioni militari, oggetti personali dei soldati, fotografie e filmati d'epoca, pubblicazioni storiche. La struttura dispone di rampa per sedie a rotelle, guardaroba e servizi igienici; il recapito telefonico è 349 4556241, la posta elettronica info@sbarcodianzio.it.

Il taglio del museo non è quello della storia militare astratta: sono le storie personali dei soldati di più nazionalità, il coraggio, il sacrificio, la speranza. A nostro giudizio è un museo piccolo che funziona meglio di molti musei grandi, perché gli oggetti sono pochi e parlano. Un'ora è il tempo giusto, due se si viaggia con qualcuno che ha un legame familiare con quei fatti.

I cimiteri di guerra fra Anzio (RM) e Nettuno

Il territorio ospita il cimitero di guerra britannico, spesso indicato con il toponimo Le Falasche, e il Beach Head War Cemetery, entrambi curati dalla Commonwealth War Graves Commission. I dati puntuali sulle sepolture vanno presi dal sito della Commissione, che è la sola fonte autorizzata in materia.

Poco più in là, in territorio di Nettuno, si trova il Sicily-Rome American Cemetery, in piazzale Kennedy 1: settantasette acri, 7.845 sepolture di militari statunitensi della seconda guerra mondiale e 3.095 nomi di dispersi incisi sui muri del memoriale, con una grande vasca, un'isola e un cenotafio inquadrati da gruppi di cipressi italiani. Il visitor center, aperto nel maggio 2014, occupa circa 2.500 piedi quadrati e propone esposizioni interattive, storie personali, fotografie e filmati. L'apertura è tutti i giorni dalle 9 alle 17, con chiusura il 25 dicembre e il 1º gennaio. Si raggiunge in auto dalla via Cristoforo Colombo e dalla Pontina, oppure con i treni orari da Roma, a circa dieci minuti a piedi dalla stazione.

Angelita di Anzio (RM)

Sul lungomare si incontra il monumento ad Angelita, la bambina che secondo il racconto tramandato dai reduci fu trovata sulla spiaggia durante lo sbarco e non sopravvisse. La vicenda appartiene alla memoria orale e non a una documentazione certa: va raccontata come tradizione, non come cronaca. Resta il fatto che il monumento è il luogo dove gli anziati portano i fiori, e questo dice qualcosa sul modo in cui una comunità elabora una catastrofe.

Le spiagge di Anzio (RM): Riviera di Ponente e Riviera di Levante

Il litorale si divide idealmente in due rispetto al promontorio. La Riviera di Ponente guarda verso Roma e comprende i tratti più lunghi e sabbiosi, con una successione di stabilimenti e di varchi liberi che arriva fino alle borgate di Lavinio e del Lido dei Pini. La Riviera di Levante, verso Nettuno, è più raccolta, con calette e tratti sotto la scogliera del capo.

Dove fare il bagno ad Anzio (RM)

Il fondale è sabbioso e digrada dolcemente su quasi tutto il fronte, il che rende queste spiagge adatte alle famiglie. Le eccezioni sono sotto il promontorio, dove la scogliera e i resti antichi rendono l'ingresso in acqua scomodo e, con mare mosso, sconsigliabile. Le borgate costiere a nord del centro sono Lido di Lavinio, Lido dei Pini, Marechiaro e Villa Claudia: hanno tutte una stazione ferroviaria o una fermata vicina, e sono la scelta giusta per chi vuole spiaggia larga senza la ressa del centro.

Consiglio da professionista: il tratto compreso fra la riserva di Tor Caldara e il Lido dei Pini è il più bello e il meno costruito di tutto il comune. Ci si arriva a piedi dal parcheggio della riserva e si guadagna, rispetto al lungomare del centro, un paesaggio che somiglia a quello che questa costa aveva prima del 1960.

Sport d'acqua ad Anzio (RM)

La vela è la disciplina tradizionale, con circoli attivi e una stagione lunga; a seguire windsurf e kitesurf, che sfruttano il ponente pomeridiano tipico di questo tratto di Tirreno. Il porto ospita inoltre le attività di pesca sportiva e le uscite in barca. Fra gli sport di squadra, Anzio ha una tradizione di baseball con lo stadio Renato Reatini e una squadra di pallanuoto, l'Anzio Waterpolis, dettaglio che dice molto sul rapporto di questa città con l'acqua.

Tor Caldara, la riserva naturale di Anzio (RM)

La riserva naturale di Tor Caldara occupa quarantaquattro ettari sulla costa fra Anzio e Lavinio ed è stata istituita con legge regionale il 26 agosto 1988. La gestisce l'Ente Parco dei Castelli Romani; i recapiti sono 06 39918458 e, per il guardiaparco, 331 2346944, con posta elettronica torcaldara@regione.lazio.it.

Il nome viene dalla torre cinquecentesca eretta per l'avvistamento dei pirati saraceni, che domina ancora oggi il territorio protetto, e dalle sorgenti sulfuree che gorgogliano nel sottobosco: la caldara è appunto la pozza sulfurea. L'area conserva una rara testimonianza delle antiche foreste litoranee che occupavano l'intero settore costiero del Lazio meridionale, tanto da essere riconosciuta a livello europeo come Zona Speciale di Conservazione. Su una superficie ridotta convivono dune fossili abitate dai gruccioni, macchia mediterranea e lembi di bosco igrofilo. Il percorso principale è il Sentiero della Torre, da fare a piedi.

La vecchia funzione difensiva della torre e la vicinanza alle miniere di zolfo spiegano perché questo pezzo di costa sia rimasto fuori dall'edilizia balneare. Una fortuna, se si guarda che cosa è successo a nord e a sud. La visita chiede scarpe chiuse e due ore: l'odore di zolfo nelle giornate umide è forte, e per i bambini è una delle esperienze più memorabili della gita. La pagina dedicata a Tor Caldara raccoglie le indicazioni pratiche per l'accesso.

Mangiare ad Anzio (RM): la cucina del porto

La cucina anziate è cucina di mare di pescato locale, e ha un repertorio riconoscibile: pasta ai frutti di mare e risotto alla pescatora nelle versioni più classiche, spaghetti alle acciughe fresche, vermicelli con alici e pecorino, che è il piatto che consiglio a chi vuole capire la differenza fra la cucina di costa laziale e quella campana. E poi la zuppetta, un tempo preparata con il pesce povero o con le parti di scarto del pescato: è il piatto che nasce dalla necessità e che oggi, fatto bene, costa quanto un secondo di pesce nobile.

Un avvertimento sincero: la passeggiata del porto ha locali di livello molto diverso fra loro, e il prezzo non è sempre un indicatore affidabile. Le insegne storiche, quelle che vivono anche in gennaio, sono generalmente le più affidabili. La stagionalità del pescato conta: le alici in primavera, i totani e le seppie in autunno, il pesce azzurro quasi tutto l'anno.

Anzio (RM) con i bambini e questioni di accessibilità

Anzio funziona bene con i bambini e il motivo è la concentrazione: stazione, Villa Adele con due musei gratuiti, parco, porto e spiaggia sono tutti in un raggio percorribile a piedi. I due musei si visitano in un'ora e mezzo complessiva, il parco di Villa Adele offre ombra, il porto la mattina è uno spettacolo gratuito con le barche che rientrano.

Sull'accessibilità: il Museo dello Sbarco dichiara rampa per sedie a rotelle, guardaroba e servizi. Il lungomare del centro è percorribile, mentre il promontorio e i sentieri di Tor Caldara presentano dislivelli e fondo naturale. Per la spiaggia, la presenza di passerelle e di servizi dedicati varia da stabilimento a stabilimento e va verificata direttamente con il gestore prima di andare.

Traghetti e aliscafi da Anzio (RM) per le isole Pontine

Anzio è uno dei due imbarchi principali per le Pontine, e in estate è il più comodo per chi parte da Roma con il treno. Vetor opera il collegamento in aliscafo fra Anzio e Ponza, con traversata di circa settanta minuti: i mezzi impiegati portano fino a centoquarantacinque passeggeri, navigano a trentaquattro nodi, misurano trentacinque metri e dispongono di aria condizionata, stabilizzatori antirollio, accesso per disabili e connessione senza fili. L'ufficio di Anzio è in via del Porto Innocenziano 40, telefono 06 9845083; l'approdo a Ponza è al Molo Musco.

Laziomar assicura il servizio pubblico di linea per le isole, con collegamenti stagionali estivi da Anzio verso Ponza; il call center risponde allo 0819631333. Per Ventotene, il collegamento continuativo tutto l'anno fa capo a Formia, e conviene verificare la stagionalità delle corse dirette prima di organizzare il viaggio. Chi ha in programma un giro più ampio dell'arcipelago troverà utile anche la pagina su Palmarola.

Regola pratica: in agosto si prenota l'aliscafo con settimane di anticipo e si mette in conto la cancellazione per mare formato. L'aliscafo è veloce ma sensibile all'onda; con libeccio teso le corse saltano.

Che cosa c'è intorno ad Anzio (RM)

Nettuno è contigua e si raggiunge in pochi minuti: borgo medievale murato, santuario di Santa Maria Goretti, forte Sangallo. Verso nord, lungo la costa, Ardea conserva memorie latine antichissime e il museo dedicato a Giacomo Manzù. Più a nord ancora si arriva a Ostia Antica, che con Anzio condivide la storia dei porti di Roma. Verso sud il litorale prosegue verso la Riviera di Ulisse, il tratto fra Circeo e Gaeta con Sperlonga e le sue grotte imperiali.

Chi vuole legare Anzio a una giornata di archeologia romana ha l'itinerario già pronto: al mattino il museo civico e il promontorio, nel pomeriggio rientro a Roma con l'FL8 e visita a Palazzo Massimo. È una delle giornate meglio costruite che si possano fare nel Lazio, e costa quanto un biglietto regionale più un ingresso.

Una curiosità su Anzio (RM)

Fra il 17 novembre 1939 e il 3 maggio 1945 Anzio non esistette come nome. Un provvedimento amministrativo unì i due comuni contigui in un'unica entità chiamata Nettunia: Anzio divenne Nettunia Porto, Nettuno divenne Nettunia Centro. Cinque anni e mezzo dopo la fusione fu sciolta e i due comuni tornarono separati. Nel mezzo di quella parentesi cadde lo sbarco alleato, con la conseguenza curiosa che nei documenti militari del gennaio 1944 il toponimo ufficiale italiano della località non era quello che il mondo intero stava imparando a pronunciare.

La vicenda non è un aneddoto amministrativo isolato: appartiene alla stagione delle fusioni comunali degli anni Trenta, quando la geografia amministrativa italiana fu riscritta con criteri di razionalizzazione che duravano quanto duravano i governi che li avevano concepiti. Ma ad Anzio e a Nettuno la cosa ha lasciato una traccia sentimentale precisa. Le due città si somigliano, hanno condiviso il nome, il santuario, la ferrovia e le bombe, e passano il tempo a distinguersi. Chi arriva da fuori e le tratta come una cosa sola commette un errore che gli anziati notano subito.

C'è un secondo livello di curiosità, per chi ama le parole. Antium perse il proprio nome già nell'alto medioevo, soppiantato da quello del tempio di Nettuno attorno a cui si era raccolto l'insediamento superstite. Quindi il nome Anzio, che oggi sembra il più antico dei due, è in realtà un ritorno erudito: una restituzione moderna del toponimo classico a una città che per secoli si era chiamata in un altro modo. E nel 1939 fu di nuovo il nome del dio a inghiottirlo, per cinque anni e mezzo. Due volte in duemila anni, Nettuno si è mangiato Antium.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anzio (RM)

La cosa che non viene detta quasi mai è che i due musei di Anzio, il Civico Archeologico e quello dello Sbarco, sono entrambi a ingresso gratuito e si trovano nello stesso edificio. Villa Adele contiene tutti e due, più la biblioteca comunale e un parco pubblico. Una giornata culturale completa ad Anzio costa zero euro di biglietti, il che nel Lazio dei musei a quindici euro è una notizia che nessun sito di viaggi mette in prima riga perché non c'è nulla da vendere.

Il corollario pratico è meno allegro e va conosciuto: la gratuità si paga con gli orari. Il museo archeologico ha un'apertura spezzata con il pomeriggio chiuso il lunedì e il mercoledì, e le fasce cambiano fra la stagione invernale e quella estiva, con il pomeriggio che d'estate si sposta alle 17:00-19:00. Il Museo dello Sbarco dipende dalla disponibilità dei volontari. Chi arriva senza telefonare rischia di trovare il portone sbarrato nel momento in cui la spiaggia è troppo calda per restarci.

C'è poi una seconda informazione che di solito sfugge: l'area archeologica della Villa Imperiale, cioè il monumento più importante della città, non è al momento accessibile per ordinanza. È un dato che cambia la programmazione di una giornata e che va verificato al museo civico prima di partire. Chi conta di camminare fra i ruderi del palazzo di Nerone e trova la recinzione se ne va deluso; chi lo sa in anticipo organizza la visita dalla scogliera e dal mare, che è comunque il punto di vista migliore su un complesso pensato per essere guardato dall'acqua.

Ultimo dettaglio poco noto: il porto di Anzio è il primo scalo peschereccio del Lazio per volume di pescato, oltre ottocento tonnellate l'anno con una sessantina di barche. Non è una curiosità gastronomica, è una spiegazione economica. È la ragione per cui una cittadina di sessantamila abitanti ha una densità di ristoranti di pesce da capoluogo turistico, ed è anche la ragione per cui i prezzi al banco del mercato ittico reggono il confronto con quelli dell'entroterra.

Domande frequenti su Anzio (RM)

Quanto dista Anzio da Roma e come ci si arriva in treno?

Anzio (RM) dista circa cinquanta chilometri in linea d'aria da Roma e poco meno di sessanta di strada, verso sud sulla costa tirrenica. In treno con la linea regionale FL8 Roma Termini-Nettuno il viaggio dura all'incirca un'ora, ed è la soluzione consigliata nei fine settimana d'estate, quando la Nettunense si intasa e il parcheggio in centro diventa complicato.

Anzio è adatta a una gita con i bambini?

Sì, Anzio funziona bene con i bambini, soprattutto per la concentrazione di attrazioni: stazione, Villa Adele con due musei gratuiti, parco, porto e spiaggia sono tutti raggiungibili a piedi in un raggio ristretto. I due musei si visitano in un'ora e mezza complessiva, il parco di Villa Adele offre ombra e il porto la mattina regala lo spettacolo gratuito delle barche che rientrano.

I musei di Anzio sono a pagamento?

No, i due musei di Anzio, il Civico Archeologico e il Museo dello Sbarco, sono entrambi a ingresso gratuito e si trovano nello stesso edificio, Villa Adele, in via di Villa Adele 2, insieme alla biblioteca comunale e a un parco pubblico. Una giornata culturale completa ad Anzio costa quindi zero euro di biglietti.

Cosa vedere assolutamente ad Anzio?

Ad Anzio il monumento più importante è la Villa Imperiale di Nerone, sul promontorio fra il faro e l'Arco Muto, con oltre settecento metri di sviluppo lineare e il prospetto che fonda direttamente nel mare. Alla base della scogliera si trovano le cosiddette Grotte di Nerone, in realtà sostruzioni della villa, e nello stesso complesso di Villa Adele il Museo Civico Archeologico e il Museo dello Sbarco raccontano rispettivamente l'antica Antium e lo sbarco alleato del 1944.

Come si raggiungono le isole Pontine da Anzio?

Da Anzio si può raggiungere Ponza in aliscafo con la compagnia Vetor, con una traversata di circa settanta minuti: i mezzi impiegati portano fino a centoquarantacinque passeggeri, navigano a trentaquattro nodi e dispongono di aria condizionata e stabilizzatori antirollio. Anzio è, insieme a Formia, uno dei due imbarchi principali per le Pontine, il più comodo per chi parte da Roma in treno.

Anzio è accessibile per chi ha difficoltà motorie?

Ad Anzio il Museo dello Sbarco dichiara la presenza di una rampa per sedie a rotelle, un dato utile per chi organizza la visita ai due musei gratuiti di Villa Adele. Per il resto della città, come per ogni centro balneare, conviene verificare caso per caso le condizioni di lungomare, porto e stabilimenti prima di programmare la giornata.

Cosa si mangia ad Anzio?

La cucina di Anzio è cucina di mare basata sul pescato locale: pasta ai frutti di mare e risotto alla pescatora nelle versioni più classiche, spaghetti alle acciughe fresche e vermicelli con alici e pecorino, piatto che segna la differenza fra la cucina di costa laziale e quella campana. C'è anche la zuppetta, un tempo preparata con il pesce povero o con gli scarti del mercato.

Perché ad Anzio non si trovano più le opere d'arte scoperte in città?

Ad Anzio, nonostante le ville patrizie e imperiali della costa fossero vere gallerie d'arte antiche, oggi non è rimasta in città nessuna delle sculture più celebri: la Fanciulla di Anzio, trovata nel 1878, si trova oggi a Palazzo Massimo a Roma, mentre l'Apollo del Belvedere è nei Musei Vaticani e il Gladiatore Borghese al Louvre. Quando fra Quattrocento e Ottocento si cominciò a scavare, i risultati finirono quasi sempre altrove.

Il consiglio che ti do per visitare Anzio (RM)

Il consiglio è secco: andate ad Anzio in treno e andateci di mattina presto, anche in estate. Il primo treno utile dalla FL8 vi porta in città quando il porto lavora, il mercato del pesce è vivo e l'aria è ancora respirabile. Alle dieci e mezza apre il museo archeologico, che si fa in quaranta minuti, e a seguire il Museo dello Sbarco. A mezzogiorno siete a tavola con il pescato della notte. Il pomeriggio lo dedicate al promontorio, alla scogliera e al bagno, e rientrate con un treno serale senza toccare la Nettunense del rientro domenicale.

Il secondo consiglio riguarda la stagione. Anzio in luglio e agosto è affollata in modo che toglie piacere alla visita: parcheggi pieni entro le dieci, spiagge sature, ristoranti in affanno. I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre, con la nota che a settembre l'acqua è più calda che a giugno e la città ha già respirato. In inverno Anzio ha un fascino diverso e sottovalutato: il mare grosso sul promontorio, il porto che lavora, i musei vuoti e la possibilità di parlare con chi ci vive senza la fretta dell'alta stagione.

Terzo: telefonate prima. Il numero del museo civico è 06 98499427, quello del Museo dello Sbarco 349 4556241. Una telefonata di trenta secondi evita un viaggio a vuoto, e con gli orari spezzati e stagionali di questa città è un investimento che rende sempre. Chi viaggia con un gruppo, o chi vuole legare Anzio a una giornata romana ben costruita, può appoggiarsi ai professionisti del network TourLeaderPro, che su questa costa lavorano da anni.

Quarto e ultimo, la parte impopolare: lasciate perdere l'idea di fare tutto. Anzio in una giornata sono i due musei, il promontorio e il porto, oppure la spiaggia e Tor Caldara. Sommare le due cose significa correre e non godersi niente. Dovendo scegliere, per un visitatore alla prima volta conviene tagliare la spiaggia e tenere l'archeologia: il mare si trova ovunque sul Tirreno, il palazzo di Nerone sul mare no.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che ad Anzio siano nati due imperatori lo sanno in molti. Che le ville della costa anziate abbiano fornito ai musei del mondo alcune delle sculture antiche più famose lo si legge in tutte le guide. Quello che quasi nessuno cita è la conseguenza: ad Anzio, oggi, di quei capolavori non c'è nulla. La Fanciulla è a Palazzo Massimo, l'Apollo del Belvedere nei Musei Vaticani, il Gladiatore Borghese al Louvre, i mosaici alle Terme di Diocleziano, la statuetta di Esculapio ai Musei Capitolini. La città che li ha prodotti li ha visti partire tutti.

La dinamica è la stessa che ha svuotato mezza Italia fra Quattrocento e Ottocento, e va capita senza moralismi retrospettivi. Lo scavo era in gran parte iniziativa privata dei proprietari del terreno; il ritrovamento era un bene commerciabile; le grandi collezioni cardinalizie e principesche, e poi i musei nazionali, erano gli acquirenti naturali. Nel caso della Fanciulla di Anzio la vicenda si può datare con precisione: trovata nel 1878, rischiò l'esportazione all'estero e fu salvata solo nel 1908 dall'acquisto dello Stato, promosso da una campagna pubblica guidata dallo scultore Leonardo Bistolfi. Trent'anni di incertezza per una statua ellenistica di quel livello.

L'altro fatto poco citato riguarda l'Apollo. La letteratura discute da sempre il luogo del ritrovamento, con fonti che indicano Grottaferrata e altre Anzio: è un caso classico in cui la storiografia non ha una risposta unica, e chi scrive deve dirlo invece di scegliere la versione più comoda. Quello su cui non c'è discussione è il resto: originale bronzeo di Leocare fra il 330 e il 320 a.C., copia marmorea della seconda metà del II secolo d.C., integrazioni di Montorsoli fra il 1532 e il 1533, sostituite nel 2024 con un calco ricavato da frammenti di gesso romani trovati negli anni Cinquanta a Baia.

Per il visitatore la conseguenza è operativa. Ad Anzio si visita il contesto, a Roma si visitano gli oggetti. Chi tratta le due cose come alternative sbaglia il viaggio; chi le mette in sequenza fa l'esperienza migliore che questo territorio possa offrire.

La foto giusta da fare a Anzio (RM)

La fotografia che porta a casa Anzio è una sola: il promontorio visto dal mare, con i resti della villa imperiale che scendono in acqua e il faro sopra. La si fa dall'aliscafo in partenza per Ponza, nei primi minuti di navigazione, oppure da una barca. È l'unico punto di vista che restituisce il senso del complesso severiano, che fu progettato per essere ammirato da chi arrivava via mare e che da terra si legge male.

Se la barca non c'è, il ripiego è la scogliera sotto la strada panoramica, verso il tardo pomeriggio. Il sole cala a destra rispetto al capo e la luce radente fa emergere i filari di opera cementizia che di giorno spariscono nel bianco. Tempo giusto: l'ora precedente il tramonto, con il mare calmo. Con la mareggiata si rinuncia, perché la scogliera diventa pericolosa e l'acqua nebulizzata rovina qualunque ottica.

La seconda fotografia di Anzio è il porto all'alba, quando rientrano i pescherecci. Luce bassa, colori saturi, il molo che lavora. Chi fotografa persone chieda il permesso, come si fa ovunque: il porto è un luogo di lavoro, non un set.

La terza, per chi ama l'architettura, è il Paradiso sul Mare di Cesare Bazzani, completato nel 1924. Va inquadrato dal basso, dalla passeggiata, per far salire il volume liberty contro il cielo. Una avvertenza: l'edificio ha subito i bombardamenti del 1944 e successive vicende conservative, quindi non è il monumento intatto che le cartoline d'epoca lasciano immaginare. Fotografarlo bene significa raccontare anche questo, non nasconderlo.

Meglio evitare la fotografia della spiaggia affollata di agosto. Non dice niente di Anzio e dice tutto del mese.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo è militare e antico: la battaglia del 484 a.C., in cui i Volsci di Antium sconfissero duramente l'esercito romano guidato da Lucio Emilio Mamercino. Il secondo è il rovesciamento del 468 a.C., quando gli Anziati si arresero a Roma dopo una sconfitta navale. Il terzo chiude il ciclo: nel 338 a.C., dopo la battaglia navale presso capo d'Astura, i Romani distrussero il Cenone, il porto volsco, e Antium entrò definitivamente nell'orbita romana.

Il quarto avvenimento è una nascita: il 15 dicembre del 37 d.C. nacque qui Nerone, e prima di lui era nato ad Anzio anche Caligola. Non capita spesso che una cittadina di provincia dia all'impero due imperatori in una generazione.

Il quinto è marittimo e tardo: nel 537 d.C. Procopio descrive il porto neroniano ormai in decadenza, segnale della fine del sistema costiero imperiale su questo tratto di Tirreno.

Il sesto è medievale: nel 1348, non lontano dall'abitato di Nettuno, genovesi e veneziani combatterono una celebre battaglia navale, vinta dai veneziani. Il settimo porta il nome di Marcantonio Colonna, signore di queste terre, che nel 1571 comandò le galee pontificie nella battaglia di Lepanto.

L'ottavo è curiale: il 23 settembre 1594 Clemente VIII acquistò la signoria per quattrocentomila scudi. Il nono è la tempesta del 2 febbraio 1691 che spinse il cardinale Pignatelli a rifugiarsi nel porto; eletto papa il 12 luglio dello stesso anno come Innocenzo XII, tornò ad Anzio nell'aprile 1697 e nel 1700 consegnò il porto ricostruito.

Il decimo è ottocentesco: nel 1857 nasce il Comune di Anzio separato da Nettuno, e nel 1870 il territorio entra nel Regno d'Italia. L'undicesimo è tecnologico: il 26 marzo 1884 si inaugura la ferrovia Albano-Anzio-Nettuno e il 16 marzo 1925 la stazione cablografica, capolinea del primo cavo sottomarino verso New York.

Il dodicesimo e più noto è lo sbarco alleato del 22 gennaio 1944, iniziato alle 02:45, seguito dalla controffensiva tedesca Fischfang fra il 3 e il 19 febbraio e concluso, a valle di quattro mesi e mezzo di combattimenti, con la liberazione di Roma il 4 giugno 1944. Il tredicesimo, meno drammatico ma non trascurabile, è la parentesi di Nettunia fra il 17 novembre 1939 e il 3 maggio 1945.

Se dovessi scegliere quale di questi eventi spiega meglio Anzio, non sceglierei lo sbarco. Sceglierei il 338 a.C.: la distruzione del porto volsco e la fine dell'indipendenza di Antium sono il momento in cui questa costa smette di essere un soggetto politico e diventa la villeggiatura di qualcun altro. Tutto quello che viene dopo, imperatori compresi, discende da lì.

Chi è passato da Anzio (RM)

La lista comincia dagli imperatori. Caligola e Nerone ci sono nati; Nerone ci ha fondato una colonia di veterani, ampliato il palazzo e costruito il porto. Domiziano, Adriano e Settimio Severo hanno usato e trasformato la villa imperiale, ciascuno con la propria idea di residenza di mare: Domiziano risolvendo problemi idraulici, Adriano decorando nel gusto della sua villa tiburtina, i Severi trasformando il complesso in un palazzo con terme su quattro livelli.

Poi vengono gli scrittori e i politici della Repubblica. Cicerone ebbe qui una villa e vi si ritirò dopo il rientro dall'esilio per riordinare quel che restava delle sue biblioteche, cercando per i libri un luogo sicuro: un dettaglio umano che vale molte pagine di storia politica. La tradizione annovera fra i proprietari di ville anziati anche Mecenate.

La stagione moderna porta i papi. Clemente VIII acquistò la signoria nel 1594; Innocenzo XII si rifugiò nel porto durante una tempesta nel febbraio 1691, tornò di persona nel 1697 e ricostruì lo scalo; Pio IX fece di Villa Albani la propria residenza estiva intorno al 1850 e volle la chiesa dei Santi Pio e Antonio e il faro. Intorno a loro la corte cardinalizia: Bartolomeo Cesi, costruttore della futura Villa Adele nel 1594, Camillo Pamphili che la rilevò nel 1648, Benedetto Pamphili primo protettore del porto, Neri Maria Corsini protettore dal 1735 e committente della sua villa, Alessandro Albani committente della propria fra il 1726 e il 1733. Nel 1834 Francesco Borghese Aldobrandini ribattezzò la villa cinquecentesca con il nome della moglie Adele.

Il Novecento porta i militari e i registi. John Lucas guidò il VI Corpo d'armata nello sbarco del 22 gennaio 1944 e fu sostituito il 23 febbraio da Lucian Truscott; sopra di loro operavano Mark Clark alla 5ª Armata e Harold Alexander al comando supremo, mentre sul fronte opposto agivano Albert Kesselring ed Eberhard von Mackensen. Federico Fellini girò ad Anzio le scene del Grand Hotel di Rimini per Amarcord, e Alberto Sordi vi girò alcuni interni di Polvere di stelle, film in cui recitò accanto a Monica Vitti. Il Casinò liberty, il Paradiso sul Mare, fu il set di quelle riprese.

Chiude la lista un assente illustre: Roger Waters, che ad Anzio non è mai venuto da bambino ma ci ha perso il padre nei combattimenti seguiti allo sbarco e ne ha fatto la materia di The Final Cut. La presenza di una persona in un luogo, a volte, è tutta nel modo in cui quel luogo continua a lavorarla.

Domande veloci su Anzio (RM)

Quanto dista Anzio (RM) da Roma?

Circa cinquanta chilometri in linea d'aria e poco meno di sessanta di strada, verso sud sulla costa tirrenica. In treno con la linea FL8 da Roma Termini il viaggio dura all'incirca un'ora.

Come si arriva ad Anzio (RM) in treno?

Con la linea regionale FL8 Roma Termini-Nettuno. Le stazioni dell'ultimo tratto sono Padiglione, Lido di Lavinio, Villa Claudia, Marechiaro, Anzio Colonia e Anzio. Dalla stazione di Anzio il porto e Villa Adele sono a pochi minuti a piedi.

Quanto costa entrare nei musei di Anzio (RM)?

Nulla. Sia il Museo Civico Archeologico sia il Museo dello Sbarco, entrambi in Villa Adele, hanno ingresso gratuito.

Quali sono gli orari del Museo Civico Archeologico di Anzio (RM)?

Da novembre a marzo 10:30-13:00 e 15:00-17:00; da aprile a ottobre 10:30-13:00 e 17:00-19:00. Aperto da lunedì a domenica, con pomeriggio chiuso il lunedì e il mercoledì. Telefono 06 98499427.

Si può visitare la Villa Imperiale di Nerone ad Anzio (RM)?

Al momento l'area archeologica della Villa Imperiale risulta chiusa per ordinanza. Lo stato di apertura va verificato presso il Museo Civico Archeologico, in via di Villa Adele 2, telefono 06 98499427.

Dove si trova oggi la Fanciulla di Anzio?

Al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme, a Roma. Fu trovata nel 1878 in una nicchia del doppio portico sul mare della villa imperiale e acquistata dallo Stato nel 1908.

L'Apollo del Belvedere viene da Anzio (RM)?

Le fonti si dividono: alcune indicano Anzio come luogo del ritrovamento, avvenuto intorno al 1489, altre Grottaferrata. La statua è oggi nei Musei Vaticani, al Cortile del Belvedere.

Quando è avvenuto lo sbarco di Anzio?

Il 22 gennaio 1944, con inizio alle 02:45. L'operazione si chiamava Shingle e coinvolse complessivamente circa centodiecimila uomini.

Dove si trovano i cimiteri di guerra vicino ad Anzio (RM)?

Sul territorio anziate ci sono il cimitero di guerra britannico, indicato anche come Le Falasche, e il Beach Head War Cemetery, curati dalla Commonwealth War Graves Commission. A Nettuno, in piazzale Kennedy 1, si trova il Sicily-Rome American Cemetery, con 7.845 sepolture e 3.095 nomi di dispersi.

Il cimitero americano di Nettuno è visitabile?

Sì, tutti i giorni dalle 9 alle 17, con chiusura il 25 dicembre e il 1º gennaio. Il visitor center è aperto dal maggio 2014.

Da Anzio (RM) partono i traghetti per Ponza?

Sì. Vetor opera il collegamento in aliscafo con traversata di circa settanta minuti; l'ufficio è in via del Porto Innocenziano 40, telefono 06 9845083. Laziomar assicura il servizio di linea con collegamenti stagionali estivi.

Da Anzio (RM) si va anche a Ventotene?

Il collegamento continuativo tutto l'anno per Ventotene fa capo a Formia. Dalla costa anziate occorre verificare la stagionalità delle eventuali corse dirette presso i vettori prima di programmare il viaggio.

Quali sono le spiagge migliori di Anzio (RM)?

Il litorale si divide fra Riviera di Ponente, più lunga e sabbiosa verso Roma, e Riviera di Levante verso Nettuno. Il tratto fra la riserva di Tor Caldara e il Lido dei Pini è il meno costruito e il più bello.

Anzio (RM) è adatta ai bambini?

Sì. Stazione, musei gratuiti, parco di Villa Adele, porto e spiaggia sono concentrati in un raggio percorribile a piedi, e il fondale sabbioso digrada dolcemente su quasi tutto il fronte mare.

Quanto tempo serve per visitare Anzio (RM)?

Una giornata piena basta per i due musei, il promontorio, il porto e un pranzo di pesce. Chi vuole aggiungere spiaggia e Tor Caldara deve prevedere due giorni oppure rinunciare a una delle due cose.

Che cosa si mangia ad Anzio (RM)?

Pesce del posto: pasta ai frutti di mare, risotto alla pescatora, spaghetti alle acciughe fresche, vermicelli con alici e pecorino e la zuppetta, nata come piatto di pesce povero.

Che cos'è Tor Caldara?

Una riserva naturale regionale di quarantaquattro ettari istituita il 26 agosto 1988, gestita dall'Ente Parco dei Castelli Romani, con torre cinquecentesca, sorgenti sulfuree e lembi di antica foresta litoranea. Il percorso principale è il Sentiero della Torre.

Perché Anzio (RM) e Nettuno si chiamavano Nettunia?

Per effetto dell'unione amministrativa in vigore dal 17 novembre 1939 al 3 maggio 1945: Anzio era Nettunia Porto, Nettuno era Nettunia Centro.

Chi è nato ad Anzio (RM)?

Gli imperatori Caligola e Nerone. Quest'ultimo nacque il 15 dicembre del 37 d.C.

Quali film sono stati girati ad Anzio (RM)?

Federico Fellini vi girò le scene del Grand Hotel di Rimini per Amarcord e Alberto Sordi alcuni interni di Polvere di stelle, con Monica Vitti. Il set principale fu il Casinò liberty detto il Paradiso sul Mare, opera di Cesare Bazzani completata nel 1924.

Il porto di Anzio (RM) è importante per la pesca?

È il principale scalo peschereccio del Lazio: circa sessanta pescherecci e oltre ottocento tonnellate di pescato all'anno.

Qual è il periodo migliore per andare ad Anzio (RM)?

Maggio, giugno e settembre. Luglio e agosto sono affollati e i parcheggi centrali si esauriscono entro metà mattina. L'inverno offre musei vuoti e mare grosso sul promontorio.

Che cosa sono le Grotte di Nerone ad Anzio (RM)?

Non grotte naturali ma le sostruzioni che reggevano i terrazzi della villa imperiale, alla base della scogliera. Il nome è di tradizione popolare.

Dove si comprano i biglietti per gli aliscafi ad Anzio (RM)?

Alla biglietteria del porto Innocenziano oppure online sui siti dei vettori. In agosto conviene prenotare con largo anticipo, perché le corse si riempiono e le partenze possono saltare con mare formato.

Anzio (RM) si può visitare in giornata da Roma?

Sì, e il treno regionale la rende una delle gite di un giorno più semplici del Lazio. Partenza la mattina presto da Termini, rientro in serata.

Un'ultima cosa. Anzio non si giudica dal lungomare di agosto: si giudica dalla scogliera del promontorio in una mattina di marzo, con il mare che batte sotto le sostruzioni della villa imperiale e il faro sopra. Chi ci arriva con l'idea della località balneare qualunque se ne va senza aver visto niente. Chi ci arriva sapendo che sta guardando la residenza di mare degli imperatori romani, il porto rifatto da un papa e la spiaggia dove nel 1944 sbarcarono centodiecimila uomini, porta a casa una delle giornate più dense che il Lazio sappia dare. Andateci presto, telefonate prima, e mangiate al porto.

Per chi prepara un itinerario in inglese sulla costa laziale e sulle spiagge italiane, le guide di ItalyPlanner sulle migliori spiagge d'Italia e quella sulle cose da vedere a Roma sono il complemento naturale a questa pagina; per un accompagnamento professionale sul territorio il riferimento sono i contatti di TourLeaderPro.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

RiassuntoAnzio (RM) - Via Fanciulla d’Anzio, 00042 Anzio RM
Tagsantichi saporiAnzioborghi medievali vicino Romaborghi più belli d'Italia vicino Romaborghi più belli da visitare vicino Romaborghi più belli vicino Romaborghi vicino romaborgo medievale vicino Romaborgo più bello vicino Romaborgo vicino Romacambiare aria da Romacambiare aria Romada vedere vicino Romadove andare vicino Romaentro due ore da Romagita capitalegita con amici vicino Romagita da Romagita fuori portagita in famiglia vicino Romagita poco fuori il GRAgita poco fuori Romagita romantica vicino Romagita vicino la capitalegita vicino Romalontani dallo stress di Romaorganizza una gita vicino Romapaese vicino Romapaesino vicino Romarilassarsi vicino RomaRoma fuori portasagra vicino Romasagre vicino Romascampagnata vicino Romascopri i borghi vicino Romascopri il borgo vicino Romascopri vicino Romastaccare dallo stress di Romastaccare la spina vicino Romaun'ora da Romavicino al G.R.A.vicino Romaweekend al borgoweekend al borgo medievaleweekend con amiciweekend in famigliaweekend rilassante vicino Romaweekend romantico vicino Romaweekend vicino Roma

Contact Information

IndirizzoVia Fanciulla d’Anzio, 00042 Anzio RM

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi