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Nettuno
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Indirizzo:
P.za Giuseppe Mazzini, 9, 00048 Nettuno RM Nettuno (RM), Mare vicino Roma, Vicino Roma
Descrizione:

Il borgo e la spiaggia di Nettuno si trovano a meno di un paio d'ore di auto da Roma

Nettuno è un comune italiano di quasi 50000 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio, al confine tra l'Agro Romano e l'Agro Pontino, sul litorale laziale, ed è bagnata dal Mar Tirreno.

Sul territorio comunale sono stati rinvenuti diversi minerali; il più rilevante, per il quale è definita località tipo, è la perrierite-(Ce).

Sotto la città si trovano parecchi cunicoli e gallerie usate durante la seconda guerra mondiale dai cittadini per ripararsi dai bombardamenti.

L'attività turistica è di fondamentale importanza per Nettuno.

Durante la stagione estiva le vie e le piazze del centro si affollano di turisti e persone di tutte le età, provenienti da tutte le città vicine.

Di giorno è il mare ad attirare, la sera il lungomare con la caratteristica e lunghissima passeggiata.

La storia ed i luoghi di interesse invitano molte persone ad ammirarne le bellezze.

Parte della città è cinta da altissime mura medioevali, al di fuori delle quali si trova il Forte Sangallo costruito da Antonio da Sangallo; il cimitero dei caduti americani costruito dopo la seconda guerra mondiale; Torre Astura; Villa Bell'Aspetto conosciuta come Villa Borghese o Villa Costaguti e il porto Turistico Marina di Nettuno.

La città è anche meta di turismo religioso grazie al Santuario di "Nostra Signora delle Grazie" e Santa Maria Goretti, la Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, la Chiesa di San Francesco d'Assisi (secondo alcuni storici costruita sulle rovine del tempio della Dea Fortuna) come tutta la zona di carattere medioevale costruita su rovine dell'Antica Roma.

Da non dimenticare il turismo, seppur con numeri ridotti e di importanza piuttosto marginale, legato allo sport del Baseball.

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Dove dormire a Nettuno (RM)



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Nettuno | Tradizioni e folclore

Festa di sant'Antonio Abate

La festa si svolge la seconda domenica di gennaio; intorno al 17.

La domenica mattina avviene la benedizione degli animali; al quale partecipano cavallerizzi da tutta la zona, carri trainati da cavalli e asini, animali domestici. Originariamente la benedizione era preceduta da una processione, usanza che si è interrotta negli ultimi anni.

Festa della Madonna delle Grazie

La solenne processione, che si svolge il primo sabato di maggio, per le vie centrali di Nettuno.

La Madonna delle Grazie viene portata e accompagnata dai nettunesi dal santuario di Santa Maria Goretti e Nostra Signora delle Grazie alla chiesa di San Giovanni, nel borgo medioevale. Sfilano tutte le confraternite delle parrocchie della città, e anche rappresentanti dei comuni limitrofi.

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Cosa vedere a Nettuno | Monumenti & Luoghi di interesse

Nettuno | Architetture civili

  • Borgo medievale di Nettuno: la parte vecchia di Nettuno, il centro storico della città, si trova a picco sul mare. Costruito all'interno delle mura con torrioni cilindrici. Le torri sono del 1300, quando Nettuno era sotto la signoria degli Orsini.
    Oltre alle case di molti residenti, tra i vicoletti e le piazze suggestive si trovano anche palazzi storici, come il Palazzo Baronale un tempo della famiglia Colonna, il cui ingresso è in Piazza Marconi, fu il simbolo del potere feudale; il Palazzo Doria-Pamphilj, del 1600; la chiesa collegiata di San Giovanni Battista, di origine medievale (anche se costruita sulle antiche rovine del probabile tempio del dio Nettuno), ma completamente ricostruita tra il 1738 ed il 1748.
    Il borgo medievale è attualmente il centro della vita notturna, dove si concentra la maggior parte dei pub e dei locali.
    Nell'antichità il borgo medievale avrebbe rappresentato la parte più antica di Antium ed unica sopravvissuta alla distruzione.
  • Torre Astura: situata all'interno di un poligono militare, a circa 7 chilometri a sud dalla città. Edificata su un antico porto romano ancora visibile, nel 1193 dai Frangipane, signori del posto, che costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura.
  • Villa Bell'Aspetto, conosciuta come Villa Borghese o Villa Costaguti: la Villa cardinalizia facente parte di un sistema costiero di ville, quali quelle di Anzio come Villa Adele, Villa Sarsina e Villa Albani, tutte edificate da cardinali come dimore di rappresentanza e di svago, fu fatta costruire nel 1648 dal cardinale Vincenzo Costaguti, appartenente ad una ricca famiglia di banchieri genovesi stabilitisi a Roma alla fine del Cinquecento.
    I Costaguti rimasero proprietari dell'edificio fino al 1818, anno in cui, per debiti, lo vendettero a Don Giovanni Torlonia.
    Nel 1832 la proprietà fu acquistata dal principe Camillo Borghese, marito dì Paolina Bonaparte, la sorella di Napoleone I. La Villa Bell'Aspetto, questo il nome con cui era chiamata, da allora è sempre appartenuta ai Borghese che tuttora la possiedono.
    La Villa è stata eretta in posizione dominante su un colle prospiciente il mare, circondata da un ampio parco-giardino, disegnato nel 1840, con giardino all'italiana, giardino degli aranci e bosco.
    Interessanti le gallerie scavate sotto la villa ed utilizzate durante lo sbarco degli alleati nel corso della seconda guerra mondiale.
    Il parco presenta una rigogliosa macchia mediterranea con numerose piante di essenze tipiche autoctone di Farnia, Leccio, Sughera e Pino domestico.
    Oggi la villa è conosciuta come Villa Borghese.
    La zona in cui oggi sorge la villa con tutto il suo immenso giardino sarebbe stata, nell'antichità, la parte più importante, più popolata e più sviluppata dell'antica Antium; infatti sotto di essa sono presenti moltissimi ruderi.
  • Antica strada romana: un tratto della via Lanuvium-Antium, anche conosciuta come Via Recta, identificato con la via storica dallo studioso G. M. De Rossi, è oggi visibile parallelo alla via Selciatella, nella località "La Campana", dove è stato dissotterrato nel 2002
  • Via Santa Maria: antica strada che collega la stazione ferroviaria con Piazza Mazzini.
  • Porto turistico: situato il borgo ed il lungomare. Inaugurato nel 1986, attualmente ad accesso regolato, conta circa 980 posti barca, dispone di 14 pontili e circa 3000 metri di molo.
  • Famoso l’antico ponte della stazione, che collegava il centro della città con la sua periferia nord. Dall’anno 2018 il ponte è stato dichiarato inagibile, perché fatiscente, e ne è stato inibito il transito.

Nettuno | Monumenti e fontane

  • Fontana del Nettuno, in piazza Mazzini
  • Monumento ai Caduti, in piazza Battisti
  • Statua di Paolo Segneri, in piazza San Giovanni
  • Busto di Paolo Segneri, in piazza Segneri, davanti alla sua casa natale
  • Statua di Santa Maria Goretti, in piazza San Francesco
  • Statua della Madonna, in piazzale Michelangelo
  • Monumento alla Pace in via Cristoforo Colombo
  • Monumento alla Pace Universale lungo la Riviera Guido Egidi

Nettuno | Aree naturali

  • Riserva naturale provinciale Villa Borghese
  • Poco fuori dal comune c'è una grande macchia mediterranea, che si estende fino al confine con la provincia di Latina, il bosco del Foglino con una superficie di 550 ettari è un lembo residuo dell'antica selva del Circeo e di Terracina, in passato si estendeva da Roma a Napoli.
    Nel bosco sono presenti numerose specie vegetali e animali. Qui nasce un fungo porcino il boletus aestivalis.
  • Nella frazione di Cadolino, c'è un importante sughereto.
  • In direzione di Aprilia è presente un altro grande bosco, la Campana, situato su una vecchia strada romana.
  • Intorno a Torre Astura, si estende una grande pineta; è inoltre presente una parte del bosco di Foglino, oltre ad un'area costituita da siepi e bassi arbusti selvaggi, pullulante di specie animali e vegetali come cinghiali, conigli e molte specie di funghi, appartenente all'Esercito Italiano.
  • Tra i parchi cittadini, il più famoso è il parco Loricina (prende il nome dall'omonimo fiume che sfocia nel mare di Nettuno), intitolato a Giovanni Palatucci, sede di numerose manifestazioni estive.
  • Recentemente è stato rivalutato anche il Parco Pubblico di via Romana Antica nel quartiere San Giacomo.
  • Rivalutato recentemente è il Laghetto Granieri. Oasi ricca di vegetazione, il tutto si snoda intorno al lago.

Nettuno | Architetture religiose

  • Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti: Il santuario sorge alla fine del Lungomare Giacomo Matteotti, sulla costa.
    È situato dove una volta c'era la piccola chiesa dell'Annunziata. Fu costruito per volere dei padri passionisti nel 1914, grazie all'aiuto di papa Pio X.
    Ospita la cripta della Santa Maria Goretti ed una statua lignea della Madonna delle Grazie.
    La copia di questa statua, utilizzata per evitare il degrado di quella originale, viene portata, ogni anno, in processione.
  • Chiesa Collegiata dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi: La chiesa fu fondata da san Francesco d'Assisi durante il suo viaggio a Gaeta nel 1222, venne edificata sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Fortuna dove i resti sono ancora visibili.
    L'interno della chiesa si compone di tre navate, pavimento in marmo; sull'altare centrale è possibile ammirare una pala dipinta da Andrea Sacchi che raffigura la Madonna di Loreto, San Giuseppe, San Bartolomeo, San Rocco e San Francesco.
    Entrando a sinistra ci sono due antichi affreschi del 1932 uno rappresentante sant'Antonio Abate.
    All'interno della sacrestia sono dipinte due storie della vita di San Francesco.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
  • Chiesa di San Paolo Apostolo
  • Chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire
  • Chiesa della Madonna del Buon Consiglio
  • Chiesa di San Pietro Claver
  • Chiesa dell'Esaltazione della Santa Croce
  • Parrocchia di Santa Barbara Vergine e Martire (ove, l'8 luglio 1902, si svolsero i funerali di Santa Maria Goretti) - Chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, anche conosciuta col nome di Chiesa della "Divina Provvidenza"
  • Tenda del Perdono (stanza dell'ex ospedale Orsenigo dove morì, il 6 luglio 1902, Santa Maria Goretti) - Parrocchia Santa Barbara V.M.
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione
  • Chiesa di Santa Maria del Quarto
  • Chiesa di S.S. Anna e Gioacchino, nel quartiere Scacciapensieri, e Chiesa di San Giacomo, nell’omonimo quartiere.
    Entrambe le chiese, di chiara architettura moderna post conciliare, ospitano numerose comunità del discusso Cammino Neocatecumenale.

Nettuno | Architetture militari

  • Forte Sangallo: la fortezza fu costruita tra il 1501 ed il 1503 da Antonio da Sangallo il Vecchio, per volere di Cesare Borgia. Fu edificata per proteggere la città, definita il granaio del Lazio, dagli attacchi del mare.
    Il forte è a picco sul mare di Nettuno, ha una struttura quadrangolare di 320 metri quadrati, ed ha quattro baluardi, con mura dallo spessore di cinque metri. Al centro sorge un imponente mastio, ampliato successivamente con nuovi piani.
    Dopo i Borgia, il forte passa ai Colonna, fino al 1594, quando venne ceduto alla Camera Apostolica.
    Nel 1831, è il turno dei Borghese. il 20 luglio 1925, venne stipulata qui la convenzione di Nettuno, tra Italia ed il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.
    Oggi l'edificio ospita il museo dello sbarco alleato e l'Antiquarium, museo che contiene materiale archeologico, storico ed artistico del territorio nettunese.
  • Campo della Memoria: un cimitero militare situato in via Rocca Priora.
    Ospita i caduti della Repubblica Sociale Italiana nei combattimenti dello sbarco di Anzio (1944).
  • Cimitero americano di Nettuno: è un grande memorial, dedicato ai caduti americani della seconda guerra mondiale.
    Sono giunti a commemorare i loro caduti due presidenti degli Stati Uniti d'America: George H. W. Bush, nel 1989, in occasione del Memorial Day, e Bill Clinton, nel 1994, per il 50º anniversario dello sbarco di Anzio.

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Nettuno vista dal mare

Nettuno | Le origini: Antium latino-volsca

Nettuno affonda le proprie radici nell'antica Antium, rappresentandone l'erede naturale. Antium venne fondata da genti di etnia latina agli inizi del primo millennio a.C., e in seguito venne occupata dai Volsci, insediatisi nella regione agli inizi del V secolo a.C..

Fin dalle origini fiorente centro commerciale e marinaresco, Antium dominava verosimilmente, già in età pre-romana, gran parte del territorio dell'odierna Nettuno (secondo un orientamento estendeva approssimativamente il suo territorio da Capo d'Anzio, occupato dall'odierna Anzio, all'area del fiume nettunese Loricina); nella parte più alta della riviera nettunese, oggi Villa Borghese, vi sarebbe stata l'acropoli.

Adiacente al borgo medievale o in corrispondenza della foce del fiume Loricina doveva sorgere un porto, pertinente ad un oppidum chiamato Caenon, che fin dal periodo latino fungeva da arsenale navale, da foro per il mercato e da deposito per i viveri; fondamentale punto strategico, da esso partivano le scorrerie piratesche per il Mediterraneo.

Antium, che nel periodo volsco osteggiò lungamente Roma, per lungo tempo fu la capitale dei Volsci anziati (stanziati sulla costa tirrenica, e distinti dai Volsci ecetrani, dell'entroterra); fu dunque alla guida di altre città divenute volsche e intraprese una lunga belligeranza che vide numerosi episodi, tra cui il più noto è quello del patrizio Gneo Marcio Coriolano, il quale, in esilio presso gli Anziati, fu accolto dal nobile Attio Tullio e con lui concordò la guerra contro Roma; entrambi furono eletti, dalle città volsche, condottieri delle loro truppe, e Gneo Marcio, tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via Latina.

Ad Antium Coriolano fu poi ucciso, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro.

Nel 484 a.C., nel territorio antistante la città, i Volsci inflissero in battaglia una dura sconfitta alle legioni romane, condotte da Lucio Emilio Mamercino, costringendole ad una imbarazzante fuga notturna.

Nel 469 a.C., i Romani conquistarono e devastarono la città di Cenone.

Nel 468 a.C., dopo aver perso la battaglia di Antium, gli Anziati si arresero ai Romani, che stabilirono un presidio armato in città.

L'anno seguente Roma dedusse una colonia di diritto latino nel territorio di Antium, che in seguito, nel 459 a.C., in una battaglia sanguinosa assediò nuovamente e conquistò, dopo che i Volsci anziati coi coloni romani si erano ribellati al suo controllo; la città fu depredata, i maggiori responsabili della rivolta uccisi.

Dopo lunghe ostilità, la città anziate fu definitivamente annessa allo Stato romano.

Nettuno | Età romana

Antium, che era stata tra le prime colonie romane (fu dedotta come tale nel 338 a.C.), ospitò, tra i romani più eminenti che vi costruirono bellissime ville in riva al mare, Cicerone e Mecenate.

Furono soprattutto gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia ad avere frequenti contatti con la città marittima.

Meno di dieci anni dopo la morte di Nerone, avvenuta il 9 giugno dell'anno 68, Antium era però già quasi tutta in rovina.

Che Nettuno, definita dallo storico Giuseppe Tomassetti "il vero centro abitato erede e continuatore degli antichi Anziati", è la diretta erede di Antium, lo dimostra peraltro una stampa nell'opera Nova et accurata Italiae Hodiernae descriptio edita dal cartografo Jodocus Hondius nel 1627: è riportato NEPTUNIUM, olim Antium, ossia "Nettuno, una volta Antium".

Certo, l'attuale città di Anzio si sente comunque erede dell'antico insediamento, essendosi essa stessa sviluppata, da Nettuno, tra il 1827 e il 1857.

Nettuno | Costruzioni

Almeno in epoca romana, la parte più importante della città di Antium si trovava, probabilmente, sull'altura occupata oggi dalla Villa Bell'aspetto o Villa Borghese.

Essendo destinata allo svago e al riposo dei nobili romani, Antium si estese certamente ad occidente e ad oriente fino ad Astura, su tutto il territorio ora occupato dalle due città di Nettuno e di Anzio:

Cicerone ebbe una villa anziate con una splendida biblioteca (tornato dall'esilio, riorganizzò i resti della sua biblioteca in un posto sicuro).

Secondo Pirro Ligorio, Caio Cilnio Mecenate aveva una villa presso le acque Caldane (oggi Tor Caldara) a sei miglia da Antium, ove eresse una statua ad Augusto quale protettore della fonte.

Partendo da quella località e andando a sud, le sei miglia (nove chilometri, visto che il miglio romano è di circa 1500 metri) terminano a Nettuno, nei pressi dell'odierna piazza Mazzini.

Secondo gli storici, molti nobili romani avevano le loro ville nei pressi del fiume Loracina, oggi Loricina (che scorre a levante del borgo nettunese), nei cui dintorni infatti sono stati trovati molti reperti archeologici.

Tito Livio lasciava intendere che il pretore romano Caio Lucrezio, circa l'anno di Roma 583 (170 a.C.), possedeva una villa non lontano dal fiume detto Loracina, ove doveva esserci un acquedotto.

Il questore di Antium Lucio Verazio Afro doveva invece risiedere nell'antica zona di Nettuno chiamata San Biagio.

Cippi di legionari romani appartenenti alla XII Legione anziate, come risultava dalle loro iscrizioni, erano stati rinvenuti sotto la gradinata della chiesa di San Giovanni (che si trova all'interno del Borgo medievale), durante gli scavi del 1937.

Depositati poi nel municipio di "Nettunia porto", sparirono durante la seconda guerra mondiale.

A Nettuno, nella via "che divide la casa Soffredini dalla chiesa parrocchiale", furono rinvenuti un lastricato, tratto di pavimento siliceo in buona conservazione, nonché una statua muliebre acefala in buono stile, sebbene danneggiata, alta 1.70 metri.

Nel medesimo territorio si trovarono "basi e capitelli di mediocre maniera, una colonna di bigio a scalanatura spirale ed un frammento di cippo" con iscrizione latina.

Sempre a Nettuno furono trovate la "metà anteriore di un grande cippo marmoreo [funerario]" con epigrafe latina (almeno fino al 1870 si trovava "sotto la torre dell'antico palazzo baronale") e altre lapidi con iscrizioni; due delle quali, almeno fino all'anno suddetto, si trovavano "nella scala del palazzo del med. sig. Soffredini" (Bullettino dell'Instituto di corrispondenza archeologica per l'anno 1870, Roma, Coi Tipi del Salviucci, 1870, pp. 14–15-16; Calcedonio Soffredini, Storia di Anzio, Satrico, Astura e Nettuno, 1879, pp. 184–185-186-187).

Nel 1830, nella "fontana vecchia", interna al borgo medievale, fu trovato un condotto murato antico, e nel suo spazio una vasca di piombo con lettere (iscrizioni) latine.

Il condotto, che, molto probabilmente dalla campagna, portava l'acqua alla detta fontana, fu quindi datato almeno all'epoca romana, se non a tempi più antichi.

Si è quindi ipotizzato che, sul sito della fontana, fosse stato qualche ricco e devoto possidente ad erigere un tempio al Dio del mare (Nettuno), vicino al più antico porto; come possono suggerire i tanti esempi di santuari eretti sui litorali a varie divinità.

Presso l'attuale Nettuno, nelle adiacenze del borgo medievale, era stata rinvenuta un'iscrizione marmorea, risalente forse al II secolo d.C., nella quale si accenna all'esistenza di una sorgente di acqua, di un foro per il mercato di erbe e di bestiame, nonché di depositi di grano e di vestigia del "porto di Nettuno".

Pare che l'iscrizione si riferisca all'antico Cenone, porto ed emporio degli Anziati.

Nettuno | Templi

Antium aveva molti templi dedicati alle divinità pagane; diversi erano situati in varie località dell'attuale Nettuno:

Il celebre tempio della Dea Fortuna sorgeva, secondo molti studiosi, nel sito della chiesa di San Francesco, al di sotto della quale si troverebbero le sue vestigia;
Un complesso templare dedicato ad semi-dio Ercole era verosimilmente nei pressi dell'attuale Forte Sangallo, nell'area della villa Belvedere: qui, nel 1863, fu rinvenuta una statua di questo dio, la cui gamba era stata trovata, anni prima, più a ponente;
Uno dei due templi del Dio Nettuno si trovava probabilmente sotto l'attuale chiesa di San Giovanni, collocata nel borgo medievale;
L'iscrizione marmorea sopramenzionata accenna anche all'esistenza di un tempio di Apollo, che probabilmente era collocato nelle adiacenze del detto borgo.

Nettuno | Strade

Fra le antiche strade romane che collegano la colonia di Antium del 338 a.C. con altre località del Lazio, dovevano convergere nella posizione di Nettuno, quella che univa Lanuvium ad Antium coincideva in un tratto finale con l'attuale via Romana, che in passato terminava il suo percorso tra le vecchie mura del borgo medievale.

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Nettuno | Il Medioevo

All'inizio del VI secolo d.C. Antium, fra molte altre, fu oggetto di saccheggio e distrutta dai Goti di Vitige, che seminavano morte e distruzione per il Lazio.

La storiografia sembra dunque concorde nell'affermare che il "castello di Nettuno" continuò la storia dell'antica Antium, sviluppandosi sul suo territorio come paese successore.

Secondo l'orientamento comune, gli Anziati sopravvissuti alle incursioni "barbariche" (cui parteciparono anche i Saraceni, a partire dall'VIII-IX secolo d.C.), abbandonato l'antico porto neroniano e altri siti, si sarebbero spostati o concentrati, tutti o in parte, subito o moltissimo tempo dopo, in un oppidum o borgo sul sito di un probabile tempio del Dio Nettuno; di qui derivò l'attuale borgo medievale nettunese.

Il nome di Antium riaffiorò definitivamente dall'oblio solo nel 1827, con la nascita del "Comune di Nettuno e Porto d'Anzio".

Con effetto giuridico dal 1º gennaio del 1857, papa Pio IX istituì il "Comune di Anzio", cedendogli una parte di Nettuno.
Nel Medioevo il borgo fu quindi l'unico abitato a rappresentare l'eredità della vecchia Antium.

Emblematiche le parole dello storico Leandro Alberti (Descrittione di tutta Italia di F. Leandro Alberti Bolognese, appresso Pietro de i Nicolini da Sabbio, 1551, p. 107):

"Per le cui rovine [di Antium], appresso il mare, fu edificato il Castello di Nettunio, anzi ristorato dalla nobile famiglia di Colonnesi [...] Ed essendo poi ristorato sulle rovine di Antio fu detto Nettunium".

Jodocus Hondius (Nova et accurata Italiae hodiernae descriptio... illustrata a Judoco Hondio. Addita est Siciliae, Sardiniae, Corsicae et itinerariorum per Italiam brevis delineatio, Apud B. et A. Elsevir, Biblioteca pubblica di Lione, 1627, p. 165) così scriveva:

"Hodie nihil eius exstare censet Volaterranus, sed in eius vestigiis NEPTUNIUM nunc aedificatum"; ossia "II Volterrano ritiene che oggi nulla rimane (di Antium), ma che sulle sue rovine è stato edificato Nettuno".

Peraltro, Nettuno di Antium ereditò l'intero territorio.

Gli abitanti non fecero altro che cambiare il nome della contrada da Antium a Nettuno, forse in onore dell'omonimo dio.

Almeno generalmente, i Nettunesi, consapevoli di far parte di quel territorio una volta chiamato Antium, usavano chiamarsi Anziati.

I feudatari di Nettuno furono inizialmente i conti Tuscolo, poi i monaci di Grottaferrata ed i Frangipane.

Nel IX secolo, il paese dovette subire l'invasione e la distruzione da parte dei Saraceni.

Allora gli abitanti dovettero scappare verso i monti, nelle foreste, ma in seguito, dopo che le truppe di papa Benedetto VIII giunsero e decimarono i Saraceni, salvando probabilmente donne e bambini, si sarebbero gettate le basi per la formazione di un nuovo nucleo di Nettuno.

Risalirebbe infatti a questo periodo l'episodio per il quale le donne nettunesi, per praticità o per civetteria, adottarono il vestito saraceno, corto al ginocchio (alla saracena), cosicché acquisirono la fama di donne dalle cosce come colonne.

Successivamente il Papa scacciò i Conti di Tuscolo, poi fortificò un castello con torri e bastioni - che rappresenta l'attuale borgo medievale.

Gli ultimi feudatari della città, in ordine di tempo, devono probabilmente essere considerate le famiglie Della Donna e Maura.

Nel 1427, dopo la morte di Rinaldo Orsini, viceré degli Abruzzi, Antonio Colonna divenne signore di Nettuno e di Astura grazie a papa Martino V.

In questo periodo a Nettuno vennero costruite molte ville, come Villa Borghese o Bell'Aspetto, Villa Albani (oggi nel Territorio comunale di Anzio) e Torre Astura.

Nettuno | L'età moderna

Le vicende del feudo di Nettuno durante il XVI secolo riflettono da vicino quelle dello Stato Pontificio: furono a loro volta relazionate alla prossimità di Nettuno a Roma; e per la sua collocazione geografica la città marittima era dotata di postazioni difensive poste a guardia sul mare; il feudo di Nettuno apparteneva in tale periodo alla potente famiglia dei Colonna e lo fu per quasi tutto il secolo.

Nel XVI secolo Nettuno non era altro che un piccolo centro abitato, circondato da mura e da torri, e al cui centro sorgeva la chiesa di San Giovanni.

Poco più avanti del castello, c'era il Forte Sangallo, fatto costruire all'inizio del secolo, tra il 1501 ed il 1503, da papa Alessandro VI Borgia e dal suo rappresentante locale il Conte Coppolo, per difendere lo Stato Pontificio dagli assalti di predoni, corsari, pirati arabi e africani.

Di fronte alla fortezza c'era il convento di San Francesco.

E poi si stendeva una vasta campagna di circa 70 chilometri quadrati.

I residenti erano poche centinaia e molti in quel periodo vi migrarono dall'Abruzzo e dal napoletano, per la coltivazione del grano, la raccolta dell'uva, il taglio della legna, la produzione del carbone e la pesca.

C'era una discreta economia, tale da assicurare ai suoi feudatari rendite ragguardevoli: grano, vino, orzo, legna e carbone, minerali, pelli conciate, lana, prodotti che venivano imbarcati dal porto di Astura, per andare verso Napoli o Pisa.

Nel 1501 subentrarono i Borgia, con papa Alessandro VI, dopo che quest'ultimo confiscò i possedimenti dei Colonna a causa della loro amicizia con i francesi.

I Borgia in quell'anno affidarono ad Antonio da Sangallo la costruzione della fortezza, ma i Colonna se ne riappropriarono nel 1503, anno della morte di papa Alessandro VI.

Il nuovo pontefice Giulio II Della Rovere, alleato della famiglia Colonna, d'intesa con questi, ordinò di eseguire l'esplorazione del territorio nettunese.

Si scoprirono molte vestigia antiche che furono portate via, come la statua di Apollo, ora nel Museo Vaticano; il gladiatore combattente che portava scolpito il nome dello scultore Agasia; il Dositeo da Efeso, che si trova ora nel museo del Louvre a Parigi; il gladiatore moribondo, ora al museo capitolino; la statua del dio Nettuno, che si trova al museo Lateranense; Cibele (oggi nella Villa Doria Pamphilj, fuori dal Gianicolo), ed altre pregevolissime opere d'arte.

Nel 1535 nacque Marcantonio Colonna, feudatario di Nettuno, famoso per la sconfitta inflitta ai turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Secondo la tradizione, nel 1550 approdò alla foce del fiume Loricina, la statua di legno della Madonna col Bambino, la famosa Madonna delle Grazie di Nettuno, che veniva trasportata dall'Inghilterra a Napoli, per sottrarla alle persecuzioni di Enrico VIII contro i cattolici, in seguito allo Scisma anglicano.

Nel 1575 papa Gregorio XII, in occasione del Giubileo, notati gli sguardi dei pellegrini alle vesti di foggia saracena delle ragazze di Nettuno, ordinò loro di indossare vesti più lunghe: la Camera Apostolica pagò di suo pugno le modifiche alle vesti delle nettunesi, e si dovette ricorrere alle minacce per farle indossare.

Nel 1584 la vedova di Marcantonio Colonna, Felicia Orsini vendette il feudo a papa Clemente VIII Aldobrandini.

Nettuno, Astura e tutte le terre contigue vennero vendute nel 1594 da Marcantonio Colonna (III) alla Camera Apostolica per quattrocentomila scudi e papa Clemente VIII informò i nettunesi di questo suo acquisto tramite una lettera, nella quale promise di disboscare e ridurre a cultura tutto il territorio, per farlo più prospero.

Nel biennio 1625/26 lo Stato Pontificio restaurò il borgo e ricostruì il baluardo di S. Rocco.

Nel 1656 l'epidemia della peste decimò più di mille nettunesi.

Venne istituito il Monte Frumentario, per la distribuzione del grano ai più poveri.

Nel 1661, il vescovo di Albano Laziale diede inizio alla tradizionale e solenne processione della Madonna delle Grazie; inizialmente la prima domenica di maggio.

Tra il 1697 e il 1700 il pontefice Innocenzo XII fece costruire il nuovo Porto di Anzio, abbandonando quello che restava del porto Neroniano.

Nel 1700 il Papa acquistò dal principe Giovanni Pamphilj tutta la valle intorno al nuovo porto, allo scopo di consentire ai nettunesi di costruirvi le loro abitazioni ed agevolarli nei loro commerci marittimi.

Ma dopo l'inaugurazione del porto Innocenziano, i beneficiari, ossia i nettunesi, furono esclusi dalle attività marittime.

Nel 1856, per astii interni, gli abitanti dell'area del porto, i cosiddetti portodanzesi, chiesero la scissione dalla città di Nettuno; il Papa acconsentì a questa loro richiesta, dunque decretò la cessione ad Anzio, come detto, di circa un terzo del preesistente territorio di Nettuno: il 1857 è la data formale della nascita di Anzio.

Nel 1870 Nettuno, seguendo le sorti dello Stato della Chiesa di cui era parte, venne definitivamente inglobato nel Regno d'Italia.

Nettuno | L'inizio del Novecento

Nel 1900 arrivò nelle strade del centro cittadino la corrente elettrica, che solo negli anni successivi si estese anche alle zone periferiche del paese.

Nel 1901 il ministro dell'Interno Giovanni Giolitti concesse al comune di Nettuno l'uso di una propria bandiera: un telo quadrato di seta celeste e verdemare, con l'asta blu, sormontata dal dio Nettuno.

Il 6 luglio 1902 morì nell'Ospedale Fatebenefratelli la piccola Maria Goretti, colpita a morte il giorno prima da Alessandro Serenelli, nella masseria di Conca.

Fu canonizzata nel 1950 da papa Pio XII.

Nell'estate-autunno del 1903, Gabriele D'Annunzio fu ospite dei Borghese nella villa Bell'Aspetto (Villa Borghese).

Ai primi del Novecento, la città andava sviluppandosi verso levante, con la ricostruzione del Santuario a San Rocco e del Municipio, sito in Via San Rocco, ora Via Matteotti.

Attualmente lo stabile versa in condizioni di profondo degrado, dovute all’età.

Il 15 luglio 1904 morì fra Orsenigo, principale promotore dell'ospedale Fatebenefratelli, portando il suddetto nosocomio ad un periodo di crisi: il Sanatorium finì con il cessare le attività; sopravvisse però come Casa della Salute.

Padre Benedetto Menni, fondatore delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore, continuò l'attività di accoglienza. Nel 1921 l'ospedale fu venduto al Vaticano.

Da allora si chiamò Casa della Divina Provvidenza e della sua gestione si occupò il Comitato Romano di Previdenza e Assistenza Sanitaria, che lo affidò alle suore del Piccolo Cottolengo.

Il 2 giugno 1943 papa Pio XII decise poi di ripristinare l'ospedale, ma ciò non avvenne.

In Piazza San Francesco venne istituito un pronto soccorso, proprio dove oggi si trova il poliambulatorio Barberini.

La Divina Provvidenza, fu poi abbandonata dal Vaticano e acquistata dal Comune di Nettuno nel 1975/76, per alloggiarvi scuole, uffici sanitari e associazioni locali.

Un problema molto grave per Nettuno e la pianura pontina era l'endemia malarica.

Nel 1918 a Nettuno fu fondata la Scuola di Malariologia, diretta da Bartolomeo Gosio, per il perfezionamento di medici ed infermieri e la preparazione del personale ausiliario nella lotta contro la malaria.

Nel 1910 entrò in funzione la tranvia elettrica per Anzio, che nel 1939 fu sostituita dalla filovia.

Nel 1914, dopo un incendio nella chiesa di San Rocco, che distrusse il trono della statua di Nostra Signora delle Grazie, i nettunesi inaugurarono il nuovo Santuario riedificato dai Padri Passionisti, tuttora custodi della struttura.

Cuore della cittadina era ancora il borgo antico, intessuto di palazzi signorili e di case semplici, intreccio di vicoli e piazzette, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista.

Ad un lato della Collegiata vi era l'Oratorio del Carmine, dall'altro la chiesa del Santissimo Sacramento, di fronte al palazzo baronale già Colonna, ora proprietà Borghese.

Da una parte del borgo il bel palazzo dei Segneri, dall'altra parte il maestoso palazzo Pamphilj-Doria, anch'esso di proprietà Borghese, con gli affreschi di Pier Francesco Mola, nelle sale e specialmente nel salone delle feste.

Dal 1901 al 1931 la popolazione di Nettuno passò da 4.707 a oltre 9.000 abitanti.

Molti erano i nettunesi che vivevano nelle frazioni: Cretarossa, Armellino, Tre Cancelli, Valmontorio, Conca e Ferriere.

Nettuno | Il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale

II 20 luglio 1925, nel Forte Sangallo, Mussolini firmò con i ministri della Jugoslavia la convenzione di Nettuno, una serie di accordi economici e giuridici che interessavano specialmente le condizioni degli italiani in Dalmazia, nonché le relazioni fra Zara e il retroterra dalmata e - data l'annessione di Fiume all'Italia - anche la regolamentazione dei limiti delle acque territoriali tra Fiume e Sussak, oltre che delle zone di pesca di rispettiva competenza.

Con regio decreto legge nel 1934, sancendo l'istituzione della nuova provincia di Littoria, si stabilì la cessione da parte di Nettuno delle frazioni di Acciarella, Conca e Le Ferriere (quindi quasi tutto il corso del fiume Astura) e la loro aggregazione al comune di Littoria (oggi Latina).

Come statuito con legge nel 1939, Nettuno si trovò riunita ad Anzio in un unico comune denominato "Nettunia", fondato ufficialmente il 24 gennaio 1940.

L'unione durò fino al 1945.

Sulle coste di Nettunia, il 22 gennaio del 1944 mezzi da sbarco anglo-statunitensi diedero luogo allo sbarco di Anzio.

A ricordo dell'accaduto venne edificato un monumento commemorativo proprio all'interno del bosco di Nettuno, nei pressi dell'entrata prospiciente il poligono militare.

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