Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d’Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
Anna Romanello. Tra segno e forma è la mostra personale dell'incisora Anna Romanello aperta dal 29 settembre al 13 ottobre 2026 alla Strati d'Arte Gallery, in via Sicilia 133/135, nel rione Ludovisi, a pochi passi da via Veneto. La cura è della storica dell'arte Elisabetta La Rosa. Il vernissage è in programma sabato 3 ottobre alle 18:00. La galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 con ingresso libero; il sabato si visita su appuntamento, chiamando il numero indicato dalla galleria, +39 375 7323331. Per raggiungere via Sicilia con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana; dal centro si arriva a piedi salendo da piazza Barberini. Il percorso riunisce lavori che coprono oltre trent'anni di ricerca, dal collage inciso Ballerina del 1993 al Dittico del 2024.

Tra segno e forma in breve
Tra segno e forma è una mostra personale di Anna Romanello che attraversa oltre trent'anni di ricerca grafica, fra incisione, collage e tecnica mista, nella galleria Strati d'Arte di via Sicilia.
Date e vernissage
La mostra è aperta dal 29 settembre al 13 ottobre 2026. L'inaugurazione ufficiale si tiene sabato 3 ottobre alle 18:00, alla presenza dell'artista; il calendario pubblicato dalle riviste d'arte indica il vernissage dalle 18 alle 21.
Orari e ingresso
La galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, con ingresso libero. Il sabato la visita è su appuntamento, al numero +39 375 7323331; alcune fonti riportano l'apertura su appuntamento anche la domenica. Contatti e informazioni sono sul sito ufficiale della galleria.
Chi la organizza
Il testo critico è di Elisabetta La Rosa, che firma anche la cura. Allestimento, progetto grafico, produzione e organizzazione sono della Strati d'Arte Gallery; l'ufficio stampa è di Diana Daneluz.
La mostra Tra segno e forma: il segno che diventa materia
La ricerca di Anna Romanello, scrive la curatrice, si colloca nello spazio di tensione in cui il segno smette di essere semplice traccia e diventa forma, materia e linguaggio.
Incidere la superficie
La pratica incisoria di Romanello nasce, secondo il comunicato, da un rapporto profondo con la superficie: incidere significa attraversarla, alterarla, lasciare una memoria. La superficie viene custodita come memoria del gesto creativo. Nelle opere esposte il segno acquisisce una dimensione autonoma e stratificata, capace di costruire, sottrarre, interrompere e ricomporre.
La matrice come luogo di trasformazione
Nel percorso della mostra la matrice incisoria diventa un luogo di trasformazione: ciò che viene inciso porta con sé il doppio senso della ferita e della permanenza. Attraverso la ripetizione, la sovrapposizione e la relazione con lo spazio vuoto, il segno costruisce una propria struttura formale.
Le parole della curatrice
Elisabetta La Rosa descrive l'incisione di Romanello come una sensibilità contemporanea che guarda alla tradizione della grafica d'arte «senza però mai rimanerne sterilmente vincolata». Per la curatrice è un processo di conoscenza che scava nella materia per portare in superficie una forma nuova, trasformando il tempo del gesto in esperienza visiva.
Collage, incisione, tecnica mista
Le opere spaziano fra il collage, l'incisione pura e la tecnica mista su supporti diversi. La varietà dei materiali è parte del discorso: carta giapponese, lastre d'ottone incise, cera, acrilico, tela.
Le opere in mostra, dal 1993 al 2024
Il percorso di Tra segno e forma attraversa più di trent'anni di lavoro, dalle opere dei primi anni Novanta a un dittico ultimato nel 2024.
Ballerina (1993)
Ballerina, del 1993, misura un metro e cinquanta per un metro e cinquanta. È un collage che incrocia carta giapponese e una lastra d'ottone incisa, trattata con cera, acrilico e tecnica mista. È l'opera che meglio mostra la cifra di Romanello: la matrice incisa non resta strumento per stampare, ma entra essa stessa nell'opera.
Biciclette (1999)
Il dittico Biciclette, del 1999, porta il percorso alla fine degli anni Novanta, con un soggetto figurativo trattato attraverso il segno.
Vento (2009)
Vento, del 2009, è una tela materica: il passaggio dalla carta e dalla lastra alla tela mostra come la ricerca sul segno si sia estesa a superfici diverse.
Marilyn Monroe e Triangolo (2020)
Al 2020 appartengono due collage su tela in tecnica mista: Marilyn Monroe, di respiro più marcatamente pop, e Triangolo, astratto. Messi accanto, mostrano i due poli della ricerca di Romanello, la figura e la forma pura.
Dittico (2024)
Il percorso si conclude con il Dittico ultimato nei primi mesi del 2024, l'opera più recente in mostra.
Chi è Anna Romanello
Anna Romanello è un'artista e incisora italiana che vive e lavora fra Roma e Parigi, formata all'Accademia di Brera e all'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, docente di Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma dal 1996.
La formazione fra Milano e Parigi
Dopo la formazione all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Romanello si è perfezionata a Parigi all'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Nella capitale francese si è specializzata nelle tecniche grafiche e incisorie moderne, studiando all'Atelier 17 con S. W. Hayter e all'Atelier di H. Goetz, dove ha sviluppato la tecnica al carborundum.
La Calcografia Nazionale
Rientrata in Italia, ha lavorato a lungo alla Calcografia Nazionale di Roma, l'istituzione di eredità pontificia che nel 1975 si è unita al Gabinetto Nazionale delle Stampe per formare l'odierno Istituto Centrale per la Grafica, a Palazzo Poli.
L'insegnamento
Ha poi intrapreso una lunga carriera didattica nelle Accademie di Belle Arti di Catanzaro, Firenze e Napoli e, dal 1996, come docente di Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha formato generazioni di giovani incisori.
Le collezioni
Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche come i Musei Vaticani, il British Museum di Londra, la Bibliothèque Nationale di Francia, il Musée National d'histoire di Taipei, a Taiwan, e il Muzeum Śląskie di Katowice, in Polonia.
Premi e mostre recenti
Ha ricevuto l'Ambrogino d'Oro del Comune di Milano nel 2012 e il Premio FIDAPA BPW Italy nel 2016. Nel 2024 ha presentato la personale «La Superficie Introvabile» alla Joseph D. Carrier Gallery di Toronto; nel 2025 «Acqua, luce e spiritualità» nella chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, a Roma; nel 2026 ha firmato l'allestimento luminoso «Fontane di luce» al Circolo Esteri.
Hayter, l'Atelier 17 e il carborundum
La formazione parigina di Anna Romanello all'Atelier 17 la collega a uno dei laboratori di incisione più importanti del Novecento, fondato dall'artista britannico Stanley William Hayter.
Stanley William Hayter
Hayter, nato a Londra il 27 dicembre 1901 e morto a Parigi il 4 maggio 1988, è considerato tra i maggiori rappresentanti del surrealismo, attivo come pittore e come incisore. Arrivato a Parigi nel 1926, entrò subito in contatto con le avanguardie surrealiste.
L'Atelier 17
A Parigi Hayter creò l'Atelier 17, studio di incisione dove lavorarono alcuni dei più grandi artisti del tempo: Pablo Picasso, Salvador Dalí, Marc Chagall, Joan Miró, Max Ernst, Alberto Giacometti. Studiare in quel laboratorio significava entrare in una tradizione dell'incisione come linguaggio d'avanguardia, non come semplice tecnica di riproduzione.
Il carborundum
All'Atelier di H. Goetz Romanello ha sviluppato, secondo il comunicato, la tecnica al carborundum. È una delle tecniche che permettono di lavorare la matrice in modo materico: un tema che ritorna nelle opere in mostra, dove la lastra stessa diventa parte dell'opera.
Una curiosità su Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d'Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
La curiosità più bella della mostra è un'opera in cui lo strumento diventa protagonista. In Ballerina, del 1993, un collage di un metro e mezzo per lato, Anna Romanello non usa la lastra d'ottone incisa soltanto per stampare: la incolla, la tratta con cera, acrilico e tecnica mista, e la mette accanto alla carta giapponese. La matrice, che di solito resta nel laboratorio e il pubblico non vede mai, entra nella cornice. È il rovesciamento del ruolo tradizionale dell'incisione, in cui ciò che si espone è la stampa e non la lastra.
Il gesto ha un senso preciso nella ricerca dell'artista. La curatrice parla della matrice come luogo di trasformazione, portatrice del doppio senso della ferita e della permanenza: ciò che viene inciso resta. Esporre la lastra significa mostrare la ferita stessa, non la sua impronta.
C'è poi una seconda curiosità, che lega la mostra a Roma. Romanello ha lavorato a lungo alla Calcografia Nazionale, l'istituzione che oggi fa parte dell'Istituto Centrale per la Grafica, a Palazzo Poli. Proprio in queste settimane, nello stesso istituto, è in corso un'altra mostra in cui un artista contemporaneo si confronta con la tradizione dell'incisione romana. Chi ama la grafica d'arte ha dunque in città, nell'autunno 2026, due modi diversi di vedere come la matrice incisa possa diventare linguaggio di oggi.
Una cosa che non ti dice nessuno su Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d'Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
Quello che pochi dicono è che la mostra dura soltanto due settimane, e che i giorni utili per visitarla liberamente sono ancora meno. Dal 29 settembre al 13 ottobre la galleria è aperta con ingresso libero dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18; il sabato si entra su appuntamento. In pratica, chi lavora negli stessi orari ha poche finestre: la pausa pranzo, un giorno di ferie, oppure il vernissage di sabato 3 ottobre, dalle 18. Conviene organizzarsi subito.
La seconda cosa poco detta riguarda la natura della galleria. La Strati d'Arte Gallery si presenta come galleria d'arte contemporanea internazionale, con un catalogo di artisti, un servizio di vendita e uno shop online. Le opere esposte, dunque, possono essere in vendita: chi è interessato a una stampa o a un collage di Romanello può chiedere informazioni in galleria. È un aspetto che distingue l'esperienza da quella di un museo.
Terzo punto: il vernissage. Le inaugurazioni delle gallerie romane sono occasioni aperte, in cui si incontrano l'artista e la curatrice. Per una mostra di incisione, dove la tecnica conta quanto il risultato, poter chiedere direttamente all'autrice come nasce un'opera è un valore aggiunto che la visita in un giorno feriale non offre.
Come visitare la mostra Tra segno e forma
Tra segno e forma si visita alla Strati d'Arte Gallery dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 con ingresso libero, il sabato su appuntamento.
L'ingresso
L'ingresso è libero negli orari di apertura feriale. Non serve prenotare per la visita dal lunedì al venerdì; per il sabato bisogna telefonare al +39 375 7323331.
Quanto tempo serve
Una mostra di galleria si visita in mezz'ora, ma le opere di incisione chiedono di avvicinarsi e di guardare da vicino la superficie. Conviene prevedere almeno tre quarti d'ora.
Contatti
Il sito ufficiale della galleria, stratidarte.com, riporta indirizzo, contatti e la sezione dove siamo. L'indirizzo di posta elettronica indicato nel comunicato è quello della galleria.
Il consiglio che ti do per visitare Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d'Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
Il consiglio è di guardare le opere due volte, da due distanze diverse. Da lontano, per cogliere la composizione: la figura della Ballerina, le due ruote delle Biciclette, il volto di Marilyn Monroe, la geometria del Triangolo. Da vicino, a pochi centimetri, per vedere come quella composizione è costruita: i solchi dell'incisione, le stratificazioni di cera e acrilico, il bordo della carta giapponese incollata. È nella distanza ravvicinata che si legge la poetica della curatrice, il segno che diventa materia.
Il secondo consiglio è di seguire l'ordine cronologico. Le opere vanno dal 1993 al 2024: guardarle in sequenza permette di vedere come la ricerca si sposti dalla lastra d'ottone alla tela materica, dal figurativo al pop all'astratto, senza mai abbandonare il tema del segno.
Il terzo, se possibile, è andare al vernissage di sabato 3 ottobre. A nostro giudizio, per una mostra di incisione, la presenza dell'artista vale la visita: Anna Romanello ha insegnato Grafica d'Arte per decenni, e l'occasione di ascoltarla parlare del proprio lavoro è rara.
La Strati d'Arte Gallery di via Sicilia
La Strati d'Arte Gallery è una galleria d'arte contemporanea in via Sicilia 133/135, nel rione Ludovisi, che si presenta come «international art gallery».
Che cosa propone
Il sito ufficiale presenta la galleria con le sezioni galleria, servizi, mostra in corso, shop, archivio mostre, gallery, dove siamo e contatti. Il catalogo comprende artisti come Hannu Palosuo, Daniela Papadia, Marco Tamburro, Natino Chirico, Paolo Campagnolo, Nino Ventura, Miguel Angel Garcia Lopez, Sandro Giordano Remmidemmi e Mistral.
Le mostre precedenti
L'archivio della galleria documenta, fra le altre, la personale di Riccardo La Monica «Imago Manet», a cura di Romina Guidelli, dal 15 febbraio al 1° marzo 2025, dedicata ai corpi celati da pesanti panneggi, e la personale «Emozioni cromatiche» di Chiara Scala, a cura di Gina Ingrassia, con la direzione artistica di Alice d'Amelia, accompagnata da un catalogo di Pandion Edizioni.
Un formato ricorrente
Le mostre della galleria seguono un formato riconoscibile: personali di due settimane, con un curatore o una curatrice, un testo critico e un vernissage il sabato pomeriggio. Tra segno e forma rientra in questo modello.
L'incisione a Roma nell'autunno 2026
Tra segno e forma cade in un autunno in cui Roma dedica attenzione particolare alla grafica d'arte: la mostra di via Sicilia si può abbinare ad altri appuntamenti sullo stesso tema.
Capricci romani a Palazzo Poli
Fino al 15 novembre l'Istituto Centrale per la Grafica, erede della Calcografia Nazionale in cui Romanello ha lavorato, ospita «Adrian Ghenie. Capricci romani», opere su carta del pittore romeno e una nuova acquaforte realizzata nella Stamperia dell'Istituto. Le due mostre, entrambe nel centro di Roma, mostrano due generazioni e due approcci diversi alla matrice incisa.
La Giornata del Contemporaneo
Sabato 10 ottobre, a pochi giorni dalla chiusura di Tra segno e forma, si tiene la Giornata del Contemporaneo, alla quale partecipa anche l'Istituto Centrale per la Grafica. Il sabato la galleria di via Sicilia si visita su appuntamento: chi vuole combinare le due cose deve telefonare per tempo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che via Veneto sia la strada della Roma elegante è risaputo. Meno citato è che il suo nome, all'inizio, non ricordasse la battaglia di Vittorio Veneto ma la regione. La strada, tracciata alla fine dell'Ottocento al posto di Villa Ludovisi, era dedicata come altre vie del rione a una regione italiana; dopo la prima guerra mondiale, con una delibera della Giunta municipale del 25 ottobre 1919, il nome cambiò in ricordo della battaglia. Via Sicilia, dove si trova la galleria, è una delle strade del rione che hanno conservato il nome di una regione: è il segno, rimasto sulle targhe, della toponomastica originaria del quartiere.
Il secondo fatto poco citato riguarda l'origine del rione. Ludovisi è il sedicesimo rione di Roma ed è di origine post unitaria, come San Saba, Testaccio e Prati. Nasce dalla convenzione del 1886 fra i Boncompagni, eredi dei Ludovisi, e il Comune di Roma: con quell'atto i principi di Piombino destinarono alla lottizzazione Villa Ludovisi, circa 25 ettari di parco fra le mura e i rioni Trevi e Colonna. Gli intellettuali europei dell'epoca lamentarono l'operazione come uno scempio; braccio tecnico e finanziario fu la Società Generale Immobiliare, che per un secolo sarebbe stata protagonista dell'edilizia romana.
Il terzo riguarda la villa scomparsa. Villa Ludovisi fu voluta nel Seicento dal cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, che nel 1622 acquistò Villa Orsini e la ampliò fino a un parco di circa 30 ettari fra Porta Pinciana, Porta Salaria e il convento di Sant'Isidoro, nell'area degli antichi Horti Sallustiani. Gli edifici furono progettati dal Domenichino; i giardini sono attribuiti in parte allo stesso Domenichino, mentre autori successivi li riferiscono ad André Le Nôtre, l'architetto di Versailles. Chi cammina oggi in via Sicilia cammina sopra quel giardino.
Come arrivare alla Strati d'Arte Gallery
La Strati d'Arte Gallery è in via Sicilia 133/135, nel rione Ludovisi, nel Municipio I, fra via Veneto e Porta Pinciana.
A piedi
Dal centro storico si arriva a piedi salendo da piazza Barberini lungo via Veneto, la strada che dalla piazza conduce in salita a Porta Pinciana. Via Sicilia è a breve distanza dalla salita, nello stesso rione.
Con i mezzi pubblici
Per scegliere la combinazione di metro e autobus più comoda dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore dell'azienda dei trasporti romana, inserendo l'indirizzo esatto.
In auto
Il rione Ludovisi è nel centro, e le regole della zona a traffico limitato vanno verificate prima di muoversi in auto. Il parcheggio in superficie è difficile; il taxi è la soluzione più comoda per la sera del vernissage.
La foto giusta da fare a Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d'Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
In galleria, prima di fotografare le opere, conviene chiedere: le regole variano da spazio a spazio, e per le opere in vendita la discrezione è d'obbligo. Se è consentito, la foto giusta non è l'opera intera, che una riproduzione rende sempre male, ma il dettaglio della superficie.
Il soggetto ideale è Ballerina, con la lastra d'ottone incisa accanto alla carta giapponese: una foto ravvicinata, a luce radente, mostra i solchi dell'incisione e le stratificazioni di cera e acrilico. È l'immagine che racconta meglio il titolo della mostra, il passaggio dal segno alla forma. Il flash va evitato: appiattisce la superficie e produce riflessi sul metallo.
La seconda foto si fa fuori, in via Veneto: la salita verso Porta Pinciana, con le mura aureliane in fondo, è una delle prospettive più riconoscibili della Roma del Novecento. Chi esce dalla galleria al tramonto, dopo il vernissage, la trova illuminata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui si trova la galleria comincia con gli Horti Sallustiani, i giardini dell'antichità di pertinenza degli imperatori romani, nella zona del Pincio. Nel Seicento, sopra quell'area, il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV, costruisce dal 1622 una delle maggiori ville di Roma, con edifici del Domenichino e un parco di circa 30 ettari. La villa era arredata con statue, fontane e numerosi frammenti romani: da qui proviene una delle più celebri collezioni di statuaria antica, la collezione Ludovisi.
Il secondo avvenimento decisivo è il 1886. La convenzione fra i Boncompagni Ludovisi e il Comune di Roma destina la villa alla lottizzazione: nasce il rione Ludovisi, con strade intitolate alle regioni italiane. È uno degli episodi più discussi dello sviluppo edilizio della Roma capitale, che nel giro di pochi anni porta la città dalla breccia di Porta Pia alla crisi economica di fine anni Ottanta e allo scandalo della Banca Romana.
Il terzo è il 1919, quando via Veneto prende il nome attuale in ricordo della battaglia di Vittorio Veneto. Il 29 settembre 2026, infine, in via Sicilia si apre Tra segno e forma, con oltre trent'anni di incisione di Anna Romanello.
Chi è passato da Anna Romanello. Tra segno e forma alla Strati d'Arte Gallery — dal 29 settembre al 13 ottobre 2026
Attraverso il percorso di Anna Romanello passano alcuni dei nomi più importanti dell'incisione del Novecento. Stanley William Hayter, fondatore dell'Atelier 17 di Parigi, dove avevano lavorato Picasso, Dalí, Chagall, Miró, Max Ernst e Giacometti; H. Goetz, nel cui atelier l'artista ha sviluppato la tecnica al carborundum. E le istituzioni in cui si è formata e ha lavorato: Brera, l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, la Calcografia Nazionale di Roma, le Accademie di Catanzaro, Firenze, Napoli e Roma.
Dalla galleria di via Sicilia sono passati, negli ultimi anni, artisti come Riccardo La Monica e Chiara Scala, curatrici come Romina Guidelli e Gina Ingrassia, e i nomi del catalogo, da Hannu Palosuo a Marco Tamburro, da Natino Chirico a Sandro Giordano Remmidemmi. Per questa mostra ci sono Elisabetta La Rosa, curatrice e autrice del testo critico, e Diana Daneluz, che ne cura la comunicazione.
Nella storia del rione, infine, passano il cardinale Ludovico Ludovisi, papa Gregorio XV, il Domenichino, i Boncompagni principi di Piombino e, secondo una parte delle fonti, André Le Nôtre. Un elenco che ricorda come anche una via residenziale del Novecento poggi su secoli di storia dell'arte.
Cosa vedere vicino alla Strati d'Arte Gallery
Via Sicilia è nel rione Ludovisi, fra via Veneto, Porta Pinciana e Villa Borghese: in pochi minuti a piedi si raggiungono alcuni dei luoghi più celebri di Roma.
Via Veneto e Porta Pinciana
Via Veneto sale da piazza Barberini a Porta Pinciana, lungo le mura aureliane. Oltre la porta comincia Villa Borghese, con la Galleria Borghese.
Barberini e la Vittoria
Scendendo verso piazza Barberini si trova Palazzo Barberini; poco più in là la chiesa di Santa Maria della Vittoria. Verso est si raggiunge Porta Pia.
Per chi ama l'incisione
Chi vuole approfondire la grafica d'arte trova a breve distanza l'Istituto Centrale per la Grafica a Palazzo Poli, erede della Calcografia Nazionale dove Romanello ha lavorato.
Dove mangiare vicino a via Sicilia
Il rione Ludovisi offre bar, caffè e ristoranti di livello diverso, dai locali storici di via Veneto alle trattorie delle strade laterali.
Una pausa durante la visita
Con l'apertura feriale dalle 10 alle 18, la mostra si presta a una visita nella pausa pranzo per chi lavora in zona. Le strade intorno a via Sicilia hanno bar per una pausa veloce.
Dopo il vernissage
Dopo l'inaugurazione di sabato 3 ottobre, la scelta naturale è una cena nel quartiere o verso piazza Barberini. Il sabato sera conviene prenotare.
Accessibilità e informazioni pratiche
Le informazioni sull'accessibilità degli spazi della Strati d'Arte Gallery non sono pubblicate: chi ha esigenze di mobilità fa bene a telefonare prima al +39 375 7323331.
Per chi studia
Per studenti di Accademia e di storia dell'arte la mostra è un'occasione per vedere il lavoro di una docente di Grafica d'Arte con oltre trent'anni di ricerca, e per osservare da vicino tecniche come il collage con lastre incise.
Per collezionisti
La galleria ha una sezione servizi e uno shop online: chi è interessato all'acquisto può chiedere informazioni sulle opere disponibili durante la visita.
Domande frequenti sulla mostra di Anna Romanello
Quando è aperta la mostra di Anna Romanello a Roma?
La mostra Tra segno e forma di Anna Romanello è aperta alla Strati d'Arte Gallery dal 29 settembre al 13 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, il sabato su appuntamento.
Quando è il vernissage?
Il vernissage di Tra segno e forma di Anna Romanello si tiene sabato 3 ottobre 2026 alle 18:00 alla Strati d'Arte Gallery, alla presenza dell'artista.
L'ingresso è gratuito?
Sì, alla Strati d'Arte Gallery l'ingresso alla mostra di Anna Romanello è libero dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18. Il sabato la visita è su appuntamento telefonico al +39 375 7323331.
Dove si trova la Strati d'Arte Gallery?
La Strati d'Arte Gallery, sede della mostra Tra segno e forma, è in via Sicilia 133/135, nel rione Ludovisi, fra via Veneto e Porta Pinciana.
Chi è Anna Romanello?
Anna Romanello è un'incisora italiana formata a Brera e all'École des Beaux-Arts di Parigi, dove ha studiato all'Atelier 17 con S. W. Hayter. Insegna Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma dal 1996; sue opere sono ai Musei Vaticani e al British Museum.
Quali opere sono in mostra?
In Tra segno e forma Anna Romanello espone, fra le altre, Ballerina (1993), il dittico Biciclette (1999), Vento (2009), Marilyn Monroe e Triangolo (2020) e un Dittico del 2024.
Chi ha curato la mostra?
Tra segno e forma di Anna Romanello è curata dalla storica dell'arte Elisabetta La Rosa, autrice anche del testo critico; l'organizzazione è della Strati d'Arte Gallery.
Le opere sono in vendita?
La Strati d'Arte Gallery, che ospita la mostra di Anna Romanello, è una galleria d'arte contemporanea con servizi per collezionisti e uno shop online: per la disponibilità e il prezzo delle singole opere esposte occorre chiedere direttamente in galleria.
Si può visitare la domenica?
Il comunicato della mostra di Anna Romanello indica l'apertura libera dal lunedì al venerdì e il sabato su appuntamento; alcune pubblicazioni riportano l'appuntamento anche la domenica. Conviene telefonare alla galleria al +39 375 7323331.
Il consiglio finale su Tra segno e forma di Anna Romanello
Tra segno e forma è una piccola mostra di galleria con un contenuto raro: oltre trent'anni di incisione d'autore, di un'artista formata all'Atelier 17 di Hayter e passata dalla Calcografia Nazionale, esposti gratuitamente nel rione Ludovisi. A nostro giudizio vale la deviazione per chiunque ami la grafica d'arte. Il consiglio è di andarci entro il 13 ottobre, preferibilmente al vernissage di sabato 3 o in un giorno feriale con calma, e di guardare da vicino la lastra d'ottone della Ballerina: è lì che il segno diventa davvero forma.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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