The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
The Last of the New, la performance e installazione immersiva di Bluecheese Project con la voce di Roberto Latini, è al Teatro Biblioteca Quarticciolo da mercoledì 21 a sabato 24 ottobre 2026, ogni sera alle 20.30, per una durata di circa 50 minuti. Il teatro è in via Ostuni 8, fra via Prenestina e viale Palmiro Togliatti, nel Municipio V: si arriva con il tram 14 da Termini, fermate Togliatti o Togliatti/Abelie, oppure con gli autobus 450, 451, 508 e 543. I biglietti costano 15 euro l'intero, 12 il ridotto, 10 il ridotto per le accademie e 8 per i gruppi di almeno dieci persone e le promozioni; si comprano sul sito ufficiale di Teatri in Comune, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure prenotando all'indirizzo promozione.tbq@cranpi.com.
The Last of the New al Quarticciolo: date, orari e biglietti
The Last of the New va in scena per quattro sere consecutive, dal mercoledì al sabato, sempre alle 20.30. Non ci sono repliche pomeridiane né domenicali: la settimana corta è tipica dei lavori di ricerca, che vivono di un pubblico attento più che numeroso.
Il calendario
Le date pubblicate dal teatro sono mercoledì 21, giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle 20.30. La durata indicata è di circa 50 minuti: si esce poco dopo le 21.20, in tempo per cenare o per rientrare con i mezzi ancora in servizio regolare. Il programma, avverte il teatro, può subire variazioni.
I prezzi
Il listino ufficiale prevede quattro tariffe: intero 15 euro, ridotto 12 euro, ridotto accademie 10 euro, ridotto promozione e gruppi di dieci o più persone 8 euro. Sono prezzi da teatro di quartiere, lontani da quelli delle grandi sale del centro, e rendono questo spettacolo uno dei modi più economici di vedere teatro di ricerca a Roma in autunno.
Prenotare
Per informazioni e prenotazioni il teatro indica l'indirizzo promozione.tbq@cranpi.com. Per i gruppi, scuole e accademie conviene scrivere con qualche giorno d'anticipo: la tariffa ridotta si applica su richiesta, e in uno spettacolo in cui il pubblico si muove nello spazio il numero degli spettatori va gestito.
Cosa si vede in The Last of the New
The Last of the New è una performance e installazione immersiva e multidisciplinare che indaga il passaggio dal mondo analogico a quello digitale come una delle grandi soglie del nostro tempo. Non è uno spettacolo da guardare seduti in platea: è un ambiente da attraversare.
Due schermi a novanta gradi
Il dispositivo scenico è semplice e radicale: due grandi schermi disposti ad angolo retto costruiscono uno spazio visivo abitabile, attraversato da videoarte, immagini, suono, parola e corpi. Lo spettatore non è posto di fronte a una scena tradizionale ma dentro un ambiente, nel quale può muoversi e scegliere il proprio punto di osservazione. Ognuno, in pratica, vede uno spettacolo diverso.
Il countdown
Un conto alla rovescia scandisce il percorso e mette in relazione epoche e immaginari: dalla dimensione fisica, collettiva e incarnata dello spazio analogico alla progressiva smaterializzazione dell'esperienza contemporanea. Il titolo stesso, l'ultimo del nuovo, suggerisce una fine: il momento in cui la novità smette di essere tale e diventa ambiente, abitudine, condizione.
Il Canto XXVI dell'Inferno
Al centro della performance c'è la lettura del Canto XXVI dell'Inferno di Dante, il canto di Ulisse, interpretata da Roberto Latini e accompagnata dalla partitura sonora di Gianluca Misiti. La lettura attiva un intervento coreografico e performativo di circa 25 minuti. Il viaggio di Ulisse oltre i confini del mondo conosciuto diventa la matrice di una nuova navigazione: non più per mare, ma dentro reti, immagini, dispositivi e sistemi che ampliano i confini della conoscenza e insieme ridefiniscono il rapporto fra libertà e controllo, presenza e assenza, individuo e comunità.
Il corpo
Il corpo entra nello spazio digitale come elemento concreto, vulnerabile, irriducibile. La ricerca coreografica di Alessandra Cristiani ne attraversa le trasformazioni, mettendo in tensione esperienza fisica e rappresentazione, relazione e isolamento, autonomia e condizionamento. In scena ci sono quattro performer selezionati con una chiamata pubblica.
Un dispositivo aperto
La presentazione ufficiale è chiara: The Last of the New non costruisce una narrazione lineare né propone una lettura univoca della tecnologia. È un dispositivo aperto in cui immagini, voce, musica e movimento interrogano ciò che stiamo diventando, mentre il confine fra esperienza reale e mediazione digitale si fa sempre più difficile da riconoscere. Chi cerca una tesi resterà a mani vuote; chi cerca una domanda ben posta ne uscirà con parecchie.
Le opere video e la squadra di The Last of the New
The Last of the New raccoglie opere video di MASBEDO, Theo Eshetu, Vinca Petersen, Elisa Giardina Papa e FLxER, montate in un unico ambiente con la regia dello spazio e del suono.
Ideazione e curatela
Ideazione, progetto e curatela sono di Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio, che firma anche organizzazione e coordinamento di produzione. L'allestimento scenografico e video è di Zeno Fabrizio ed Erica De Miceli; la segreteria organizzativa è di Emanuela Giammarini.
Produzione
Lo spettacolo è prodotto da Bluecheese Project APS, con produzione esecutiva di SPACCA ETS e il sostegno della Regione Lazio nell'ambito del bando Spettacolo dal Vivo 2026 per la produzione dello spettacolo dal vivo. La comunicazione è curata dalla stessa Bluecheese.
Perché cinque artisti video
Mettere insieme cinque firme diverse della videoarte significa rinunciare a uno stile unico per costruire un paesaggio. È la scelta tipica di chi viene dalla curatela di mostre più che dalla regia teatrale: il pubblico non segue una trama, attraversa una collezione. Ed è la ragione per cui conviene muoversi, cambiare punto di vista, non restare fermi nel primo angolo trovato.
Chi è Roberto Latini, la voce di Ulisse
Roberto Latini è attore, autore e regista, tra le figure più riconosciute del teatro di ricerca italiano. In The Last of the New presta la voce e l'interpretazione al Canto XXVI dell'Inferno.
La formazione
Latini si è formato al Mulino di Fiora, la scuola diretta da Perla Peragallo, uno dei luoghi dove si è costruita la ricerca teatrale romana sulla voce e sulla presenza scenica. Da lì viene il suo modo di stare in scena: la parola come materia fisica, lavorata con il fiato e con il microfono.
Fortebraccio Teatro
Ha fondato e diretto Fortebraccio Teatro, la compagnia con cui ha sviluppato una ricerca molto personale sulla voce, sulla parola e sulla riscrittura dei classici. Il rapporto fra voce, amplificazione, musica e dispositivo scenico è uno dei tratti che caratterizzano il suo lavoro, ed è esattamente ciò che The Last of the New gli chiede.
I premi
Ha ricevuto, fra gli altri riconoscimenti, il Premio Ubu come miglior attore o performer nel 2014 e nel 2017, il Premio della Critica nel 2015 e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano. Due Ubu da interprete in tre anni sono un risultato che pochi attori italiani della sua generazione possono vantare.
Alessandra Cristiani e Gianluca Misiti
Accanto a Latini lavorano una danzatrice formata al butō e un compositore che con lui ha fondato Fortebraccio Teatro: due presenze che spiegano il peso del corpo e del suono nello spettacolo.
Alessandra Cristiani
Performer, danzatrice e autrice, dal 1996 sviluppa una ricerca sul corpo a partire dal pensiero e dalla pratica dell'Ankoku Butō, approfonditi con Masaki Iwana e Akira Kasai. La sua pratica attraversa corpo, memoria, spazio, energia e percezione, e concepisce la danza come esperienza radicale della presenza. È stata coreografa in residenza all'Accademia Filarmonica Romana e docente a contratto all'Università Roma Tre. Ha lavorato stabilmente con Habillé d'eau di Silvia Rampelli: Euforia ha ricevuto il Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza, e nello stesso anno Cristiani ha avuto la nomination Ubu come miglior attrice o performer. Per The Last of the New cura la ricerca coreografica e la formazione dei performer.
Gianluca Misiti
Musicista e compositore, dalla metà degli anni Novanta lavora fra musica, teatro e cinema, collaborando fra gli altri con Daniele Silvestri, Max Gazzè, Paola Turci e Marina Rei. Per oltre vent'anni ha composto musiche e progetti sonori per gli spettacoli di Roberto Latini, con il quale ha fondato Fortebraccio Teatro. Ha vinto il Premio Ubu per il miglior progetto sonoro o musiche originali nel 2015 per I Giganti della Montagna e nel 2017 per Cantico dei Cantici.
Bluecheese Project, la compagnia
Bluecheese Project APS è un ente del Terzo Settore attivo da oltre vent'anni nella produzione e curatela di progetti di arte contemporanea, performance e cultura digitale.
Arte, spazio pubblico, tecnologia
La ricerca di Bluecheese si concentra sull'incontro fra linguaggi artistici, spazio pubblico, tecnologie e partecipazione, con progetti che mettono in relazione artisti, comunità e istituzioni. Negli ultimi anni ha sviluppato formati ibridi fra arti visive e spettacolo dal vivo, e ha collaborato con istituzioni italiane e internazionali.
Il 2026
Nel 2026 Bluecheese è fra i vincitori dell'Italian Council, del programma Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro di Roma Capitale e di Arte sui Cammini di Spiritualità della Regione Lazio. The Last of the New prosegue la sua ricerca sul rapporto fra corpo, immagine, tecnologia e trasformazione dello spazio performativo.
Una curiosità su The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
La curiosità più bella riguarda la coppia che firma voce e suono. Roberto Latini e Gianluca Misiti hanno fondato insieme Fortebraccio Teatro e lavorano insieme da oltre vent'anni: Misiti ha composto musiche e progetti sonori per gli spettacoli di Latini per tutto questo tempo. Nel 2017 entrambi hanno ricevuto un Premio Ubu, Latini come miglior attore, Misiti per le musiche di Cantico dei Cantici. In The Last of the New la loro collaborazione si sposta dentro un'installazione: la voce di Latini legge Dante, la partitura di Misiti la accompagna, e insieme mettono in moto il corpo dei performer. È un sodalizio da ascoltare con attenzione, perché raramente si sente un attore e un compositore che si conoscono così a fondo.
La seconda curiosità è la scelta del testo. Il Canto XXVI è quello in cui Ulisse racconta il suo ultimo viaggio oltre le colonne d'Ercole, spinto dal desiderio di conoscenza fino al naufragio. Leggerlo davanti a due schermi, in uno spettacolo sul passaggio al digitale, significa proporre una domanda precisa: la navigazione in rete è il nuovo folle volo? Lo spettacolo non risponde, ma la domanda resta addosso.
La terza riguarda il sottotitolo del progetto: l'ultimo del nuovo. Un titolo inglese in un teatro di borgata che porta nomi di paesi pugliesi, per uno spettacolo su Dante. Il Quarticciolo è abituato a questi incroci.
Il Teatro Biblioteca Quarticciolo
Il Teatro Biblioteca Quarticciolo è una struttura polifunzionale inaugurata nel 2007, nata dalla ristrutturazione del vecchio mercato coperto della borgata. L'ingresso del teatro è in via Ostuni 8, quello della biblioteca in via Castellaneta.
Un mercato diventato teatro
La trasformazione di un mercato rionale in teatro e biblioteca è una delle operazioni culturali più riuscite della periferia est di Roma. L'edificio ha conservato la sua funzione pubblica e ha cambiato contenuto: dove si vendevano verdura e pane oggi si prendono libri in prestito e si vedono spettacoli. Niente velluti rossi: una sala contemporanea, flessibile, adatta proprio a lavori come The Last of the New, che hanno bisogno di uno spazio da riconfigurare.
Chi lo gestisce
La programmazione teatrale è curata da Cranpi, che ha fatto del teatro una casa per residenze artistiche e progetti partecipati. Il Teatro Biblioteca Quarticciolo fa parte della rete Teatri in Comune di Roma Capitale, insieme al Teatro Tor Bella Monaca, al Teatro del Lido di Ostia e al Teatro Villa Pamphilj. La biblioteca appartiene al sistema delle Biblioteche di Roma.
La stagione d'autunno
The Last of the New arriva in un autunno intenso per la sala, che nelle settimane precedenti ha ospitato fra l'altro la restituzione di Asterione, lavoro poi presentato al Romaeuropa Festival. Il Quarticciolo si conferma uno dei luoghi dove a Roma si vede la ricerca teatrale più giovane, lontano dal centro e a prezzi accessibili.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
La cosa che nessuno ti dice è che qui non ci si siede e basta. Lo spettatore è dentro l'ambiente, può muoversi, può scegliere da dove guardare. Chi arriva con l'idea di prendere posto in platea e aspettare che lo spettacolo gli venga incontro rischia di perdere la parte migliore. La presentazione ufficiale lo dice chiaramente: nessuna scena tradizionale, uno spazio abitabile fra due schermi ad angolo retto. Conviene vestirsi comodi, con scarpe in cui si cammina senza pensarci, e lasciare borse ingombranti al guardaroba.
La seconda cosa riguarda la voce di Latini. La lettura del Canto XXVI dura circa 25 minuti su 50: è il cuore dello spettacolo, non un inserto. Chi non ha familiarità con Dante può rileggere il canto prima di uscire di casa; bastano dieci minuti e cambia l'ascolto. Latini lavora sulla voce amplificata, sul fiato, sul suono della parola più che sul suo significato immediato.
La terza è pratica: la sala non è enorme e il pubblico si muove. Il numero di posti per sera è per forza limitato. Le repliche sono quattro, e il sabato è la sera che si riempie per prima. Prenotare scrivendo alla promozione del teatro è la strada più sicura.
Il Quarticciolo, la borgata intorno al teatro
Il Quarticciolo è un'area urbana del Municipio V, nella zona urbanistica Alessandrino, stretta fra viale Palmiro Togliatti e via Prenestina. A ovest confina con Centocelle, a nord con Tor Sapienza.
Il nome
Il toponimo viene dalla distanza da Porta Maggiore lungo la via Prenestina: quattro miglia. È un nome da pietra miliare, che ricorda com'era questa zona prima della borgata, campagna attraversata da una strada consolare. Tutte le vie del quartiere portano nomi di comuni pugliesi: Ostuni, Manfredonia, Castellaneta, Mola di Bari.
Una borgata progettata
Il Quarticciolo nasce come borgata ufficiale nel 1939-40 su progetto dell'architetto Roberto Nicolini, dell'Ufficio progetti dell'Istituto Fascista Autonomo Case Popolari; la prima fase dei lavori si chiude fra il 1941 e il 1943. È l'ultima realizzazione del programma delle borgate ufficiali del Governatorato. L'impianto è ortogonale, come un accampamento romano: un cardo, via Manfredonia, e un decumano, via Ostuni, la strada del teatro. All'incrocio c'è la piazza giardino.
La torre sulla piazza
L'ingresso vero della borgata è via Castellaneta, tracciata di sbieco per far scoprire di colpo l'edificio principale, la torre sulla piazza: destinata alla Casa del Fascio ai piani bassi e ad alloggi popolarissimi ai piani alti, ha una forma prismatica da fortezza, finestre quadrate e strette asole per le logge.
Il consiglio che ti do per visitare The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
Il consiglio è di rileggere il Canto XXVI dell'Inferno la sera prima e di entrare in sala senza fretta di scegliere un posto. La lettura prepara l'orecchio: sapere che Ulisse racconta il suo ultimo viaggio, il desiderio di conoscenza, i compagni convinti a seguirlo, il naufragio davanti alla montagna, fa ascoltare la voce di Latini con un'attenzione diversa. È un canto breve, e merita lo sforzo.
In sala, muovetevi. Nei primi minuti fate il giro dell'ambiente, guardate i due schermi da angolazioni diverse, poi scegliete un punto e restateci durante la lettura. Quando comincia l'intervento coreografico, spostatevi di nuovo: i corpi dei performer cambiano il senso delle immagini, e da un angolo si vede ciò che dall'altro è nascosto.
Terzo consiglio: arrivate a piedi da via Castellaneta. È l'ingresso che l'architetto aveva immaginato per la borgata, quello che rivela la torre sulla piazza. Camminare in un quartiere progettato su una griglia prima di entrare in uno spettacolo su reti e navigazioni ha una sua coerenza.
Infine, se siete in gruppo, usate la tariffa per dieci persone: 8 euro a testa per un lavoro con un doppio premio Ubu in scena è un prezzo che a Roma non si trova altrove.
Come arrivare al Teatro Biblioteca Quarticciolo
Il Teatro Biblioteca Quarticciolo, in via Ostuni 8, si raggiunge con il tram 14 e con i bus 450, 451, 508 e 543. È fuori dalla ZTL e si arriva senza problemi anche in auto.
Con il tram 14
Il tram 14 parte da Termini, percorre via Prenestina e ferma alle fermate Togliatti e Togliatti/Abelie, a pochi minuti a piedi dal teatro. È la soluzione più semplice per chi arriva dal centro: una linea sola, senza cambi. Lungo il percorso si attraversano Pigneto, Torpignattara e Centocelle.
Con gli autobus
Le linee 450, 451, 508 e 543 servono la zona e la collegano con Centocelle, Tor Sapienza e i quartieri vicini. Chi viene dalla metro C può scendere a Pigneto o a Malatesta e proseguire con il tram 14.
In auto
Viale Togliatti e via Prenestina sono i due assi di accesso. Il parcheggio su strada nelle vie interne è in genere più facile che in centro, anche nelle sere infrasettimanali.
Il ritorno
Con l'inizio alle 20.30 e una durata di circa 50 minuti, si esce verso le 21.20, con tram e autobus ancora in servizio regolare. È uno dei vantaggi di uno spettacolo breve in un giorno feriale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che le borgate romane siano nate con il fascismo è un fatto noto. Meno citato è che il Quarticciolo sia stata l'ultima borgata ufficiale del programma del Governatorato, progettata nel 1939-40 e costruita in piena guerra, fra il 1941 e il 1943. E ancora meno citato è il modo in cui furono assegnati i primi trecento alloggi: cinquanta a famiglie con almeno sette figli, cento a famiglie con quattro o cinque figli in condizioni di bisogno, il resto a vedove di guerra, mutilati, combattenti e altre categorie.
Nel luglio del 1943, dopo i bombardamenti aerei su Roma, molti sfollati e senza tetto occuparono le case non ancora finite. Fra il 1943 e il 1945 il Quarticciolo fu, con il Quadraro, Centocelle, Torpignattara e il borghetto Alessandrino, uno dei luoghi della Resistenza contro l'occupazione tedesca. La borgata pensata dal regime per la propria base sociale divenne in due anni uno dei suoi presidi più ostili.
È una storia che dà senso al lavoro di teatri come questo. Uno spettacolo sulla soglia fra analogico e digitale, fra corpo e immagine, in un quartiere nato su una soglia storica, fra il regime e la Liberazione, parla anche del luogo in cui si trova: ogni epoca ha il suo ultimo del nuovo, e il Quarticciolo ne ha attraversati parecchi.
La foto giusta da fare a The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
Durante la performance le regole le dà il teatro, e in un lavoro fondato sulla luce degli schermi uno smartphone acceso disturba chi guarda. La foto giusta si fa prima o dopo. Se il personale lo consente, prima dell'inizio c'è l'inquadratura più forte: l'angolo in cui i due schermi si incontrano a novanta gradi, fotografato dal centro della sala, con le immagini che si piegano sullo spigolo. È l'immagine che racconta il dispositivo meglio di qualsiasi descrizione.
Fuori, la foto da fare è quella dall'imbocco di via Castellaneta verso la torre della piazza: la strada obliqua costruisce da sola la prospettiva, come Nicolini aveva voluto, e la torre prismatica con le sue finestre quadrate chiude il fondo. Alle 20 di fine ottobre è già buio: la torre illuminata dai lampioni ha un'aria quasi metafisica.
Una terza immagine è la facciata del teatro su via Ostuni con il pubblico in attesa: racconta la trasformazione di un mercato coperto in luogo di cultura. E per chi ama le serie, le targhe delle vie, Ostuni, Manfredonia, Castellaneta, messe in fila, raccontano la Puglia trapiantata a quattro miglia da Porta Maggiore. Chiedete sempre il permesso prima di inquadrare volti riconoscibili.
Cosa vedere intorno al Quarticciolo
Il Quarticciolo si trova nel quadrante est di Roma, fra la Prenestina e viale Togliatti, in una zona ricca di archeologia e di storia del Novecento.
Porta Maggiore e la Prenestina
La via Prenestina collega il quartiere con Porta Maggiore, da cui parte la misura delle quattro miglia. Nei pressi si trova la basilica sotterranea di Porta Maggiore, aperta solo in date stabilite.
Il Quadraro e la street art
Il Quadraro condivide con il Quarticciolo la memoria della Resistenza ed è noto per i murales. Per un giro più ampio c'è la guida alla street art a Roma.
Il quartiere oggi
Il Quarticciolo è anche un quartiere di iniziative dal basso, come la palestra popolare che ha ospitato Boxing the Beat: un segno della vitalità di una borgata che rifiuta il racconto della periferia come solo disagio.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo comincia con il progetto della borgata, nel 1939-40, firmato da Roberto Nicolini per l'Istituto Fascista Autonomo Case Popolari. Fra il 1941 e il 1943 si costruisce la prima fase: case di diverse tipologie, la piazza giardino all'incrocio fra via Manfredonia e via Ostuni, la torre destinata a Casa del Fascio e ad alloggi popolarissimi. Nel luglio del 1943, dopo i bombardamenti su Roma, gli sfollati occupano le case non ancora terminate. Fra il 1943 e il 1945 il Quarticciolo è uno dei centri della Resistenza nella periferia est.
Nel dopoguerra la borgata diventa quartiere: nel 1954 si costruisce la chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo su largo Mola di Bari. Nel 2007 il mercato coperto, cuore commerciale della borgata, viene ristrutturato e trasformato nel Teatro Biblioteca Quarticciolo, con ingresso del teatro su via Ostuni e della biblioteca su via Castellaneta. Nel 2011 il quartiere è l'ambientazione principale del film Nessuno mi può giudicare, che porta le sue strade sul grande schermo nazionale.
Negli ultimi anni la gestione di Cranpi ha fatto del teatro una casa per residenze artistiche e progetti partecipati. Nell'ottobre 2026 arriva The Last of the New, sostenuto dalla Regione Lazio, con una compagnia che nello stesso anno ha vinto il bando di Roma Capitale dedicato allo spettacolo dal vivo fuori dal centro: la stessa idea di cultura lontano dal centro che anima questa sala dal 2007.
Dove mangiare vicino al Teatro Biblioteca Quarticciolo
Intorno al teatro prevalgono trattorie di quartiere, pizzerie al taglio e forni, frequentati soprattutto da chi abita in zona: cucina romana semplice e prezzi popolari.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 20.30, una cena veloce verso le 19 basta. Una pizzeria al taglio o un forno lungo la Prenestina o intorno alla piazza sono la soluzione più pratica.
Dopo, a Centocelle o al Pigneto
Uscendo verso le 21.20, Centocelle e il Pigneto offrono la scelta più ampia: osterie, pizzerie, cucine di altri paesi. Il tram 14 li collega in pochi minuti. Il venerdì e il sabato conviene prenotare.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Per esigenze di accessibilità, sedia a rotelle o accompagnatori, conviene avvisare il teatro in anticipo scrivendo a promozione.tbq@cranpi.com: in uno spettacolo in cui il pubblico si muove nello spazio, sapere prima chi ha bisogno di un punto fisso permette di organizzarlo.
Con i ragazzi
The Last of the New non ha un limite d'età dichiarato. Per temi e linguaggio è adatto ai ragazzi delle superiori, soprattutto a chi studia Dante: vedere il Canto XXVI trasformato in installazione è una lezione che nessun manuale restituisce. La tariffa gruppi rende la serata accessibile anche alle classi.
Ottobre a Roma
A fine ottobre le sere sono fresche ma non fredde. Una giacca leggera basta, e una passeggiata nella borgata prima dello spettacolo è ancora piacevole.
Chi è passato da The Last of the New al Teatro Biblioteca Quarticciolo — dal 21 al 24 ottobre 2026
Il primo nome da fare è quello di Roberto Nicolini, l'architetto che fra il 1939 e il 1940 disegnò la borgata e la sua torre: ogni spettatore che arriva al teatro cammina dentro il suo progetto. Poi le famiglie numerose e le vedove di guerra dei primi trecento alloggi, gli sfollati del luglio 1943, i partigiani della periferia est che fra il 1943 e il 1945 resero il Quarticciolo un territorio difficile per le truppe tedesche. In anni recenti sono passate le troupe del cinema, con Nessuno mi può giudicare del 2011.
Dal 2007 il teatro ha ospitato le compagnie e gli artisti della programmazione di Cranpi. Nell'autunno 2026 ci sono passati Giovanni Onorato e Andrea Veneri con la restituzione di Asterione, e ora arriva la squadra di The Last of the New: Roberto Latini, due volte Premio Ubu come attore, cresciuto al Mulino di Fiora di Perla Peragallo; Gianluca Misiti, che ha collaborato con Daniele Silvestri e Max Gazzè; Alessandra Cristiani, allieva di Masaki Iwana e Akira Kasai; Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio di Bluecheese.
E, attraverso gli schermi, passano anche gli artisti delle opere video: MASBEDO, Theo Eshetu, Vinca Petersen, Elisa Giardina Papa, FLxER. Raramente una sala di borgata ospita in una sola sera tanti nomi della videoarte contemporanea.
Domande frequenti su The Last of the New
Quando va in scena The Last of the New al Quarticciolo?
The Last of the New va in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo da mercoledì 21 a sabato 24 ottobre 2026, ogni sera alle 20.30. La durata indicata è di circa 50 minuti. Non ci sono repliche pomeridiane né domenicali, e il programma può subire variazioni comunicate dal teatro.
Quanto costa il biglietto per The Last of the New?
Il biglietto per The Last of the New costa 15 euro intero, 12 euro ridotto, 10 euro ridotto accademie e 8 euro per promozioni e gruppi di almeno dieci persone. Si acquista online dal sito di Teatri in Comune oppure prenotando all'indirizzo promozione.tbq@cranpi.com.
Di cosa parla The Last of the New?
The Last of the New è una performance e installazione immersiva sul passaggio dal mondo analogico a quello digitale. Fra due grandi schermi ad angolo retto scorrono opere di videoarte, e al centro c'è la lettura del Canto XXVI dell'Inferno, il canto di Ulisse, affidata a Roberto Latini, che attiva un intervento coreografico di circa 25 minuti.
Chi c'è in scena in The Last of the New?
In The Last of the New la voce del Canto XXVI è di Roberto Latini, le musiche di Gianluca Misiti, la ricerca coreografica di Alessandra Cristiani; in scena ci sono quattro performer selezionati con una chiamata pubblica. Ideazione e curatela sono di Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio per Bluecheese Project.
Come si arriva al Teatro Biblioteca Quarticciolo?
Il Teatro Biblioteca Quarticciolo si trova in via Ostuni 8, fra via Prenestina e viale Togliatti. Si arriva con il tram 14 da Termini, fermate Togliatti o Togliatti/Abelie, oppure con gli autobus 450, 451, 508 e 543. Il quartiere è fuori dalla ZTL.
In The Last of the New ci sono posti a sedere?
The Last of the New non prevede una platea tradizionale: lo spettatore è dentro l'ambiente creato dai due schermi e può muoversi scegliendo il proprio punto di osservazione. Conviene vestirsi comodi e avvisare il teatro in anticipo se si ha bisogno di un posto fisso.
The Last of the New è adatto agli studenti?
The Last of the New è adatto agli studenti delle superiori, soprattutto a chi studia Dante, perché trasforma il Canto XXVI dell'Inferno in un'esperienza di voce, corpo e immagine. La tariffa gruppi da 8 euro per almeno dieci persone rende la serata accessibile alle classi.
Il nostro parere su The Last of the New
Andrei a vedere The Last of the New per ascoltare Roberto Latini leggere Dante: da solo varrebbe il viaggio fino al Quarticciolo, e qui è dentro un dispositivo che lo rilancia invece di contenerlo. Cinquanta minuti, un prezzo da teatro di quartiere, un tram diretto da Termini. Rileggete il canto di Ulisse, arrivate da via Castellaneta e, una volta dentro, muovetevi.
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