Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
Pelle di fiaba va in scena martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026 alle 20.30 allo Spazio Diamante, in Via Prenestina 230/B, nel Municipio V di Roma. Lo spettacolo, curato dall'Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco, chiude il progetto GrattaCielo ed è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, al numero 345 1474533 o alla mail del botteghino dello Spazio Diamante. Per arrivare, il portale culturale di Roma Capitale indica i bus 113, 314 e 409 e la metro C; lungo la Prenestina passano anche i tram 5, 14 e 19, fermata Prenestina/Conti, e le stazioni Pigneto e Malatesta della linea C sono a pochi minuti a piedi.
Pelle di fiaba in breve
Pelle di fiaba è uno spettacolo originale sulla violenza di genere, costruito a partire dalle fiabe tradizionali, con otto donne in scena: quattro attrici professioniste e quattro donne che hanno attraversato esperienze di violenza.
Le date e l'orario
Le repliche aperte al pubblico sono due, il 6 e il 7 ottobre 2026, entrambe alle 20.30. Il portale culturale di Roma Capitale le presenta come repliche pubbliche, segno che il lavoro prevede anche momenti dedicati a gruppi e scuole, come già accaduto nella prima annualità del progetto. Sono due sere sole: chi vuole esserci deve muoversi per tempo con la prenotazione.
La locandina
La drammaturgia è collettiva, a cura di Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca, che firmano anche la regia. Costumi e scene sono di Annamaria Porcelli; il progetto nasce da un'idea di Rossella Marchi. In scena Francesca Anzidei, Carlotta Solidea Aronica, Alice Bertini, Alessandra Berton, Eleonora Bracci, Evelyn Casamassimi, Eliana Ghione e Adelaide Pianca.
Chi lo promuove
Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. La cura è dell'Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco, che del percorso GrattaCielo è l'anima organizzativa.
Cosa si vedrà in Pelle di fiaba
Pelle di fiaba intreccia le fiabe classiche con narrazioni autobiografiche, in quello che la compagnia definisce un atto di cura, denuncia e riconquista, un viaggio di trasformazione e rinascita.
Le fiabe come materiale
Il sottotitolo dice tutto: dalle fiabe tradizionali. Le fiabe sono il primo luogo in cui molti di noi incontrano la violenza, raccontata come prova da superare, come prezzo da pagare, come destino. Lupi, matrigne, principi che salvano e mariti che puniscono: il repertorio classico è pieno di corpi femminili chiusi, messi alla prova, trasformati. Usare quelle storie come materia teatrale significa rovesciarle, leggerle con gli occhi di chi la violenza l'ha conosciuta davvero.
La pelle del titolo
Il titolo è un programma. La pelle è il confine del corpo, il punto in cui la violenza lascia i segni, e insieme la superficie che nelle fiabe si cambia: la pelle d'asino, la pelle di foca, gli abiti che trasformano. In Pelle di fiaba la fiaba diventa una seconda pelle da indossare e poi da togliere, per raccontare quello che sotto è rimasto.
Otto donne sulla scena
Il cuore del progetto è la condivisione dello spazio scenico tra professioniste e non professioniste. Non si tratta di una testimonianza affidata a interpreti, ma di un lavoro in cui chi ha vissuto la violenza sale sul palco con la propria voce. È una scelta che cambia il patto con lo spettatore: si assiste a uno spettacolo e insieme a un atto pubblico di presa di parola.
Drammaturgia collettiva
La scrittura è dichiarata collettiva: il testo nasce dal laboratorio, dal lavoro comune delle otto donne guidate da Martinelli e Scrocca. È il metodo tipico del teatro sociale, in cui lo spettacolo è l'esito visibile di un percorso lungo, fatto di incontri, esercizi, racconti, e in cui il risultato finale conserva la traccia del processo.
GrattaCielo, il progetto da cui nasce Pelle di fiaba
GrattaCielo è un progetto biennale di teatro sociale e partecipato nato a Roma, che porta in scena le vite, le voci e i corpi di donne spesso ai margini della rappresentazione, e che si chiude con Pelle di fiaba.
Il significato del nome
La compagnia spiega il titolo come un gesto poetico e politico: grattare il cielo per toccarlo, riscriverlo, superare i limiti imposti. È una metafora di emancipazione e rinascita che nasce dalle storie reali delle protagoniste. Il portale di Roma Capitale colloca la manifestazione GrattaCielo tra il 7 settembre e il 7 ottobre 2026: le due sere di Pelle di fiaba ne sono il punto d'arrivo.
La prima annualità: Dove non siamo
Nel 2025, con la guida della Compagnia Bartolini/Baronio, il progetto ha prodotto lo spettacolo Dove non siamo, costruito a partire da La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca, un testo che parla di controllo, clausura, patriarcato, desiderio e ribellione. In scena quattro attrici professioniste e quattro donne migranti, che attraverso una riscrittura collettiva hanno intrecciato al testo di Lorca le proprie esperienze.
Le date del 2025
Dove non siamo ha debuttato allo Spazio Diamante il 6 novembre 2025 alle 11 con una recita per le scuole superiori del Municipio V, seguita dalle repliche serali aperte al pubblico del 6 e dell'8 novembre alle 21 e da una recita il 7 novembre per studenti universitari e allievi delle scuole di recitazione. Tutto a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria.
Il convegno sull'arte come incontro
L'8 novembre 2025, prima dell'ultima replica, lo Spazio Diamante ha ospitato il convegno L'arte come pratica di incontro, moderato da Andrea Pocosgnich, con Luca Lotano di Asinitas, Adriano Rossi di Matemù e le donne del laboratorio. Un momento di riflessione su incontro, migrazione ed emancipazione attraverso l'arte, che dice molto dell'impostazione del progetto: il teatro qui non finisce con gli applausi.
La seconda annualità
Nel 2026 GrattaCielo affronta in modo diretto il tema della violenza di genere. Pelle di fiaba è il frutto di questo secondo anno, e ne conserva la struttura: quattro attrici professioniste accanto a quattro donne con un vissuto preciso, un lavoro di laboratorio, uno spettacolo inedito come esito finale.
L'Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco
L'Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco è l'ente che cura Pelle di fiaba e l'intero progetto GrattaCielo, e che ne gestisce contatti e comunicazione attraverso il proprio sito atcsaltimbanco.com e i canali social ufficiali.
Un teatro per chi non ha voce
Il percorso GrattaCielo racconta bene l'identità dell'associazione: un teatro che mette in relazione professionisti e persone con vissuti di vulnerabilità e resistenza, che lavora con le scuole e con le università, che apre il palcoscenico a donne migranti e a donne sopravvissute alla violenza. In due anni ha prodotto due spettacoli inediti, entrambi presentati allo Spazio Diamante.
Il metodo
Il metodo è quello del laboratorio che diventa spettacolo. Nel primo anno il punto di partenza è stato un classico del Novecento, Lorca; nel secondo il patrimonio delle fiabe. In entrambi i casi il testo di partenza serve da specchio: le partecipanti lo attraversano e ci depositano la propria esperienza, finché la riscrittura diventa un testo nuovo.
Le curatrici
Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca firmano la cura, la drammaturgia collettiva e la regia di Pelle di fiaba. Il fatto che la regia sia a quattro mani non è un dettaglio: in un lavoro con persone non professioniste servono due sguardi, uno sulla scena e uno sulle persone.
Lo Spazio Diamante, la sede di Pelle di fiaba
Lo Spazio Diamante è un teatro e centro di produzione in Via Prenestina 230/B, nel Municipio V, gestito da Viola Produzioni, la stessa società del Teatro Brancaccio, con tre sale principali, Black, White e Grey, uno spazio coworking e una sala più piccola.
La Sala Black
È la sala più grande: boiserie in legno alta due metri, pareti e soffitto antracite, due altezze diverse, 5 e 9,60 metri, quattro americane motorizzate a 7,60 metri, un palco di 12 metri per 6 e una tribuna retrattile da 150 a 200 posti. Con la tribuna arretrata diventa uno spazio libero di 16 metri per 12.
La Sala White
La seconda sala principale ha pareti e soffitti bianchi, la stessa boiserie in legno, un pavimento in parquet, 202 metri quadrati di superficie, un'altezza media di 4,40 metri, specchi, tappeti e sbarre per la danza. È una sala che si presta al lavoro di laboratorio e agli spettacoli raccolti.
La Sala Grey
La Sala Grey misura 82 metri quadrati, con un'altezza media di 2,70 metri e un ottimo isolamento acustico rispetto agli altri ambienti: è la più intima delle tre.
Una casa per il teatro sociale
Lo Spazio Diamante ospita rassegne molto diverse: la programmazione per famiglie del Diamante dei Piccoli, il festival inDivenire, la danza di ricerca. Il teatro ha beneficiato di un finanziamento europeo Next Generation EU, attraverso il Ministero della Cultura, per l'efficientamento energetico. Per un progetto come GrattaCielo, radicato nel Municipio V, è la sede naturale: un teatro di quartiere con dotazioni da centro di produzione.
Come arrivare allo Spazio Diamante
Lo Spazio Diamante si raggiunge con la metro C, con i tram della Prenestina e con diverse linee di bus: la scheda ufficiale di Pelle di fiaba indica i bus 113, 314 e 409 e la metro C.
In metropolitana
La linea C è il modo più rapido: la stazione Pigneto è all'incrocio con via del Pigneto, Malatesta è poco più a est. La linea C incrocia la linea A a San Giovanni. Dalle fermate si arriva a Via Prenestina a piedi in pochi minuti.
In tram
I tram 5, 14 e 19 percorrono Via Prenestina e fermano a Prenestina/Conti, vicino al teatro. Sono le linee che collegano il quartiere con Porta Maggiore e con la zona di Termini: per chi arriva dalla stazione è la soluzione più semplice.
In autobus
Oltre ai bus 113, 314 e 409 indicati dal portale di Roma Capitale, sulla Prenestina passa il 150F, fermata Prenestina/Conti. Di notte, per il ritorno, c'è la linea N12, con la stessa fermata: conviene controllare gli orari sul sito di Atac prima di uscire.
In auto
Parcheggiare al Pigneto la sera è difficile, con strade strette e una parte del quartiere pedonale. Il martedì e il mercoledì la situazione è meno complicata che nel fine settimana, ma resta valido il consiglio di venire con i mezzi: la fermata del tram è a due passi.
Prenotazioni, ingresso e accessibilità
Pelle di fiaba è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: si prenota al 345 1474533 o scrivendo a botteghino@spaziodiamante.it, i contatti indicati sulla scheda ufficiale dello spettacolo.
Perché prenotare subito
Gli spettacoli gratuiti di teatro sociale hanno spesso un pubblico fedele, fatto di reti associative, scuole, centri antiviolenza, famiglie delle partecipanti. Con due sole repliche i posti possono esaurirsi presto. Prenotare con qualche giorno di anticipo è la sola strategia sensata.
Accessibilità
Il portale culturale di Roma Capitale indica l'evento come accessibile. Chi ha esigenze specifiche fa bene a segnalarle al momento della prenotazione, così che il botteghino possa organizzare l'accoglienza.
Con i ragazzi
Pelle di fiaba tratta un tema adulto e doloroso, la violenza di genere. Non è uno spettacolo per bambini piccoli. Per gli adolescenti, invece, può essere un'occasione preziosa, da preparare prima e discutere dopo: la prima annualità del progetto aveva previsto proprio una recita per le scuole superiori del Municipio V. Per le famiglie con bambini, lo Spazio Diamante ha una rassegna dedicata, il Diamante dei Piccoli.
Un numero da conoscere
Chi esce dallo spettacolo con una domanda che riguarda la propria vita, o quella di una persona vicina, sappia che in Italia il numero antiviolenza e stalking 1522 è gratuito e attivo giorno e notte.
Il Pigneto e la Prenestina, il quartiere di Pelle di fiaba
Lo Spazio Diamante si trova sulla Via Prenestina, al margine del Pigneto, l'area del Municipio V compresa tra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante, un triangolo che parte da Porta Maggiore.
Le origini
Il toponimo Pigneto è attestato già nel Seicento, quando l'area era fatta di orti, ville e vigne. Il primo nucleo abitato si forma dopo il 1870, dall'unione di insediamenti come il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la Marranella e il Casilino.
Il quartiere oggi
Per la vicinanza con la Sapienza e la presenza di molti studenti fuori sede, il Pigneto è diventato uno dei centri più vivaci della vita serale romana. Dal 2015 la pedonalizzazione di via del Pigneto ne ha cambiato il ritmo. Il territorio è compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros.
Una rete di sale
Il Pigneto e la Prenestina hanno una densità di teatri e spazi indipendenti che pochi quartieri romani possono vantare: accanto allo Spazio Diamante ci sono il Centrale Preneste, la Sala Vignoli, il Teatro San Luca. Un progetto di teatro sociale come GrattaCielo trova qui il suo pubblico naturale.
Cosa vedere intorno allo Spazio Diamante
Intorno allo Spazio Diamante si trovano alcuni dei monumenti meno frequentati di Roma, dalla Porta Maggiore al lago dell'ex SNIA, raggiungibili in pochi minuti prima dello spettacolo.
Porta Maggiore
All'inizio della Prenestina si trova Porta Maggiore, la porta del I secolo nata come arco degli acquedotti, con accanto il sepolcro del fornaio Eurisace, del 30 avanti Cristo. Sotto la ferrovia si nasconde la basilica sotterranea di Porta Maggiore, edificio neopitagorico del I secolo, aperto su prenotazione.
L'ex SNIA e il lago
Sulla Prenestina c'è il complesso della ex fabbrica di viscosa, nata come CISA Viscosa nel 1923 e attiva fino al 1954. Oggi l'area è nota per il lago dell'ex SNIA, uno specchio d'acqua nato in città quasi per caso e difeso dal quartiere.
Mandrione, Quadraro, acquedotti
Verso sud si arriva al Mandrione, al Quadraro e, più lontano, al Parco degli Acquedotti, dove gli archi romani attraversano la campagna. Con la luce di inizio ottobre, un pomeriggio agli acquedotti e la sera a teatro è un programma completo.
Architetture del quartiere
Al Pigneto c'è Villa Valiani, progettata da Giovanni Michelucci tra il 1929 e il 1930; sulla Prenestina il Torrione prenestino, mausoleo del I secolo avanti Cristo, e il sepolcro di largo Preneste, del II secolo.
Come organizzare la serata
Con l'inizio alle 20.30 di un giorno feriale, la serata di Pelle di fiaba si organizza bene in due tempi: cena presto al Pigneto o dopo lo spettacolo.
Prima dello spettacolo
Arrivate verso le 19.30: il tempo di una passeggiata su via del Pigneto e di un piatto veloce, poi alle 20.15 davanti al teatro per il ritiro dei posti prenotati.
Dopo lo spettacolo
Uno spettacolo come questo chiede un momento di silenzio. Se siete in gruppo, fermatevi a parlarne: il Pigneto a fine serata ha locali aperti dove farlo con calma.
Con un gruppo
Per una scuola, un'associazione o un gruppo di colleghi, la prenotazione va fatta con largo anticipo, indicando il numero preciso di persone. È un'uscita che si presta a una preparazione: leggere prima una o due fiabe della tradizione aiuta a cogliere il lavoro di riscrittura.
Dove mangiare vicino allo Spazio Diamante
Il Pigneto, a pochi minuti a piedi dallo Spazio Diamante, è uno dei quartieri romani con la maggiore concentrazione di locali per mangiare e bere, dalle trattorie romane alle cucine di molti paesi.
Via del Pigneto
Lungo l'isola pedonale di via del Pigneto e nelle vie laterali si trovano trattorie, pizzerie, osterie, bistrot e cucine internazionali, frutto della composizione multietnica della zona.
In settimana
Il martedì e il mercoledì il quartiere è più tranquillo che nel fine settimana: si trova posto senza prenotare, ma alcuni locali hanno un giorno di chiusura infrasettimanale. Meglio avere un piano B.
Una curiosità su Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
La curiosità è che Pelle di fiaba è la seconda metà di un dittico. Un anno fa, nello stesso teatro, il progetto GrattaCielo ha portato in scena Dove non siamo, costruito su La casa di Bernarda Alba di Lorca, con quattro attrici professioniste e quattro donne migranti. Quest'anno la struttura è identica, quattro più quattro, ma il testo di partenza cambia radicalmente: non più un dramma del Novecento, ma il patrimonio anonimo e antichissimo delle fiabe.
Il passaggio ha una logica precisa. La casa di Bernarda Alba è la storia di una madre che chiude le figlie in casa dopo la morte del marito: controllo, clausura, patriarcato. Le fiabe tradizionali raccontano spesso la stessa cosa in forma di favola, con torri, boschi, castelli e matrigne. Dal dramma alla fiaba, il progetto scava all'origine: le storie che ci raccontano da bambini, e che insegnano presto cosa aspettarsi da un uomo, da una famiglia, da un corpo.
C'è anche una coincidenza di calendario: GrattaCielo si chiude il 7 ottobre, a poche settimane dal 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Chi organizza attività nelle scuole o nelle associazioni su quel tema trova in Pelle di fiaba un punto di partenza concreto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
Quello che non si dice è che uno spettacolo di teatro sociale va guardato con occhi diversi. Chi arriva aspettandosi la levigatezza di una produzione commerciale rischia di non capire cosa ha davanti. Qui la presenza in scena di donne che non fanno le attrici di mestiere è il senso stesso del lavoro: una voce non impostata, un gesto meno controllato, una pausa più lunga sono informazioni, non difetti.
La seconda cosa riguarda il rispetto. Accanto alle attrici professioniste ci sono quattro donne che hanno attraversato la violenza e che hanno scelto di portarla su un palco. Il pubblico non sa chi sia chi, e non deve cercare di indovinarlo: è una delle regole implicite di questo teatro. Niente foto durante lo spettacolo, niente domande invadenti all'uscita, applausi pieni per tutte.
La terza: le indicazioni sui mezzi pubblicate dalle fonti ufficiali non coincidono. La scheda di Pelle di fiaba indica i bus 113, 314 e 409 e la metro C; altre pagine dello Spazio Diamante indicano i tram 5, 14 e 19 e il bus 150F alla fermata Prenestina/Conti. Sono tutte valide, perché la Prenestina è servita da molte linee: scegliete quella più comoda dal vostro punto di partenza.
Il consiglio che ti do per visitare Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
Il consiglio è semplice: prenotate oggi, non domani. Due repliche gratuite, in un teatro di quartiere, con un pubblico di reti associative già mobilitate, significano posti contati. Una telefonata al 345 1474533 o una mail al botteghino bastano, ma vanno fatte subito.
Secondo consiglio: portate qualcuno che non andrebbe da solo. Pelle di fiaba non è uno spettacolo per addetti ai lavori; è un lavoro pensato per parlare a chi la violenza di genere la conosce solo dai telegiornali, o a chi l'ha vissuta senza mai trovare le parole. Un'amica, un figlio adolescente, un collega: la serata funziona meglio se poi se ne parla.
Terzo consiglio: rileggete una fiaba prima di uscire. Cappuccetto Rosso, Barbablù, Pelle d'asino. Ognuna di queste storie contiene un nodo di violenza che da bambini attraversiamo senza accorgercene. Arrivare allo Spazio Diamante con quel nodo in testa rende lo spettacolo più chiaro, e più duro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che le fiabe della tradizione europea, prima di finire nei libri per l'infanzia, erano racconti per adulti, trasmessi a voce, spesso crudi. È meno citato quanto spesso queste storie parlino di violenza domestica in modo esplicito: la sposa di Barbablù che scopre la stanza delle mogli uccise, la figlia che fugge dal padre travestita con una pelle d'animale, la ragazza chiusa in una torre. Le raccolte ottocentesche le hanno addolcite, ma il nucleo è rimasto.
Il teatro sociale lavora proprio su questo scarto. Riprendere le fiabe significa usare un linguaggio che tutti conoscono per dire cose che molti non riescono a dire. La fiaba offre una distanza protettiva: si parla del lupo, della strega, del re, e intanto si parla di sé. Per le donne in scena è uno strumento prezioso, perché permette di raccontare senza esporsi del tutto.
C'è un secondo fatto poco citato, questa volta sulla Prenestina: tra Porta Maggiore e largo Preneste si concentrano monumenti di epoche diverse, dal Torrione prenestino del I secolo avanti Cristo alla fabbrica di viscosa del Novecento. È una strada che racconta la città per strati, come le fiabe raccontano la violenza per immagini sovrapposte.
La foto giusta da fare a Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa, e in questo caso la regola vale doppio: in scena ci sono persone che hanno scelto di raccontare la propria storia e che meritano tutela. La foto giusta va fatta prima, o dopo, e fuori dal palco.
La scelta migliore è la Prenestina all'imbrunire, vista dalla fermata Prenestina/Conti, con i binari del tram e le luci che si accendono. Alle sette e mezza di sera di inizio ottobre la luce è già calata, e la strada ha quel colore arancione dei lampioni che è la firma della Roma Est. È l'immagine del quartiere che accoglie il progetto.
La seconda foto possibile è l'ingresso dello Spazio Diamante con la locandina di GrattaCielo, l'immagine ufficiale del progetto. A fine spettacolo, se la compagnia lo consente, il momento dei saluti è quello in cui le otto donne sono insieme sul palco: chiedete sempre prima, e se la risposta è no, tenete il telefono in tasca.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della zona dello Spazio Diamante è quella di una campagna diventata quartiere operaio e poi distretto culturale. Fino all'Ottocento l'area fuori Porta Maggiore era fatta di orti, ville e vigne, attraversata dalla Prenestina antica e segnata dai sepolcri romani. Dopo il 1870, con Roma capitale, nascono i primi insediamenti abitativi.
Tra il 1886 e il 1891 la Società Romana Tramways Omnibus costruisce in piazza Caballini il primo deposito per omnibus e tram a cavallo fuori dalle Mura Aureliane, trasformato nel 1904 in deposito tranviario con l'elettrificazione. Il Novecento porta l'industria: il pastificio Pantanella sulla Casilina, nato nel 1871 come stabilimento di macinazione; l'Istituto farmaceutico Serono, inaugurato il 22 marzo 1909; la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva dal 1923 al 1954.
Durante la seconda guerra mondiale il Pigneto, quartiere popolare, fu molto attivo nell'antifascismo e subì i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944, che causarono la morte di 50 dipendenti dell'Atac. Nel 2015 la pedonalizzazione di via del Pigneto ha cambiato la vita del quartiere. Nel novembre 2025 lo Spazio Diamante ha ospitato Dove non siamo e il convegno L'arte come pratica di incontro, prima tappa di GrattaCielo; nell'ottobre 2026 Pelle di fiaba ne scrive l'ultima pagina.
Chi è passato da Pelle di fiaba allo Spazio Diamante — 6 e 7 ottobre 2026
Dalle strade intorno allo Spazio Diamante è passata una parte importante del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini ambientò al Pigneto Accattone, con Franco Citti; Anna Magnani vi girò scene di Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi. Alberto Sordi ci è tornato più volte, e Paolo Villaggio vi girò scene di Fantozzi. È significativo che Roma città aperta, uno dei grandi ritratti di donna del cinema italiano, abbia girato qui.
Dal progetto GrattaCielo sono passati, nella prima annualità, la Compagnia Bartolini/Baronio, che ha guidato il laboratorio su Lorca; Andrea Pocosgnich, moderatore del convegno del novembre 2025; Luca Lotano di Asinitas e Adriano Rossi di Matemù, due realtà romane che lavorano con migranti e giovani.
Nel 2026 passano dallo Spazio Diamante Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca, curatrici e registe; Annamaria Porcelli, autrice di costumi e scene; Rossella Marchi, da cui è nato il progetto; e le otto donne in scena, Francesca Anzidei, Carlotta Solidea Aronica, Alice Bertini, Alessandra Berton, Eleonora Bracci, Evelyn Casamassimi, Eliana Ghione e Adelaide Pianca. Per due sere, un teatro della Prenestina diventa il luogo in cui queste voci si fanno pubbliche.
Altri appuntamenti d'autunno a Roma Est
Pelle di fiaba cade nella prima settimana di ottobre, quando la scena teatrale romana riapre le stagioni e i festival d'autunno sono in pieno svolgimento.
La stagione dello Spazio Diamante
Lo Spazio Diamante presenta per il 2026 e il 2027 una stagione con tre sale e decine di titoli tra teatro, danza e musica. Chi scopre la sede con Pelle di fiaba ha motivi per tornare.
Il Brancaccio
La stessa società che gestisce lo Spazio Diamante gestisce il Teatro Brancaccio di Via Merulana, a pochi minuti di tram: è anche uno dei due botteghini fisici in cui si acquistano i biglietti per gli spettacoli a pagamento dello Spazio Diamante.
Domande frequenti su Pelle di fiaba
Quando va in scena Pelle di fiaba a Roma?
Pelle di fiaba va in scena allo Spazio Diamante di Roma martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026, con inizio alle 20.30. Sono le due repliche aperte al pubblico dello spettacolo che chiude GrattaCielo, il progetto biennale di teatro sociale curato dall'Associazione Teatrale Culturale Saltimbanco.
Quanto costa il biglietto di Pelle di fiaba?
Pelle di fiaba è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria. Si prenota al numero 345 1474533 oppure scrivendo a botteghino@spaziodiamante.it, i contatti indicati sulla scheda ufficiale dello spettacolo nel portale culturale di Roma Capitale.
Dove si trova lo Spazio Diamante?
Lo Spazio Diamante si trova in Via Prenestina 230/B, 00176 Roma, nel Municipio V, al margine del Pigneto. Ha tre sale principali, Black, White e Grey, ed è gestito dalla stessa società del Teatro Brancaccio.
Come si arriva allo Spazio Diamante con i mezzi pubblici?
Lo Spazio Diamante si raggiunge con la metro C, stazioni Pigneto o Malatesta, con i bus 113, 314 e 409 indicati dal portale di Roma Capitale, con i tram 5, 14 e 19 e con il bus 150F, fermata Prenestina/Conti. Di notte passa la linea N12.
Di cosa parla Pelle di fiaba?
Pelle di fiaba parla di violenza di genere a partire dalle fiabe tradizionali. Quattro attrici professioniste e quattro donne che hanno attraversato esperienze di violenza intrecciano fiabe classiche e racconti autobiografici, con una drammaturgia collettiva curata da Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca.
Pelle di fiaba è adatto ai ragazzi?
Pelle di fiaba affronta un tema adulto e non è pensato per bambini piccoli. Per gli adolescenti può essere un'occasione utile, preparata prima e discussa dopo; la prima annualità di GrattaCielo aveva previsto una recita per le scuole superiori del Municipio V.
Che cos'è il progetto GrattaCielo?
GrattaCielo è un progetto biennale di teatro sociale e partecipato promosso da Roma Capitale e vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Nel 2025 ha prodotto Dove non siamo, da Lorca; nel 2026 Pelle di fiaba, dedicato alla violenza di genere.
Lo Spazio Diamante è accessibile?
Pelle di fiaba è indicato come evento accessibile sul portale culturale di Roma Capitale. Chi ha esigenze specifiche fa bene a segnalarle al momento della prenotazione, telefonando al 345 1474533 o scrivendo al botteghino dello Spazio Diamante.
Il parere su Pelle di fiaba
Le serate che restano non sono sempre quelle dei grandi teatri. Pelle di fiaba è il genere di spettacolo che a Roma passa quasi in silenzio, due sere, un teatro di quartiere, nessuna pubblicità, e che invece merita il viaggio sulla Prenestina. Prenotate subito, portate qualcuno con voi, e restate fino agli applausi: quelle otto donne se li sono guadagnati prima ancora di salire sul palco.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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