AccediIl mio viaggio

Paolo Fresu, Kind of Lives (Roma Jazz Festival) all’Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli — 1 novembre 2026

In breve. Paolo Fresu presenta «Kind of Lives» domenica 1 novembre 2026 alle 18:00 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma.

Paolo Fresu presenta «Kind of Lives» domenica 1 novembre 2026 alle 18:00 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma. Il concerto fa parte del Roma Jazz Festival e porta sul palco otto musicisti per un omaggio a Miles Davis nell’anno del centenario della nascita. Il prezzo indicato dalla sede parte da 40 euro. I biglietti si acquistano dalla pagina evento del sito ufficiale dell’Auditorium (auditorium.com) o alla biglietteria della sede. Per arrivare a Flaminio puoi usare il calcolatore percorsi di ATAC: il quadro delle linee cambia nel tempo e conviene controllarlo il giorno prima.

Illustrazione ad acquerello di una tromba d'ottone su un supporto al centro di un palco da concerto, con leggio e flicorno
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia dell'Auditorium Parco della Musica né dell'evento.

Che cos’è «Kind of Lives»

Il programma ufficiale presenta «Kind of Lives» come il nuovo progetto discografico di Paolo Fresu e, allo stesso tempo, come la versione da concerto di «Kind of Miles», l’opera musicale e teatrale scritta e interpretata dallo stesso Fresu, andata in scena con più di cinquanta repliche. L’idea di partenza è raccontare l’universo creativo e visionario di Miles Davis non con una biografia in musica, ma con un affresco sonoro che attraversa la sua musica e la rilegge con composizioni originali.

Dal teatro alla sala da concerto

Le due versioni si distinguono per il tipo di serata. «Kind of Miles» è stato definito da Il Sole 24 Ore uno spettacolo-concerto, con la regia di Andrea Bernard, in cui Fresu è narratore e autore della drammaturgia e alterna brani originali, suonati con la sua band, a filmati di Davis. Alla Sala Sinopoli arriva invece la formula concertistica: la voce narrante cede il passo alla musica, e a parlare sono soprattutto gli strumenti.

Due ensemble in uno

Il testo ufficiale spiega che gli otto musicisti sono divisi idealmente in due ensemble. Il primo rende omaggio al primo Davis, quello degli anni Cinquanta; il secondo illumina la svolta musicale rivoluzionaria che arriverà dopo. È una scelta di impianto precisa: invece di fotografare un solo momento, il progetto mette in scena il confronto fra due modi di suonare, due sonorità, due epoche della stessa vita artistica.

La formazione sul palco

Accanto a Paolo Fresu (tromba e flicorno) la locandina ufficiale indica Bebo Ferra alla chitarra elettrica, Christian Meyer alla batteria, Dino Rubino al pianoforte e al Fender Rhodes, Federico Malaman al basso elettrico, Filippo Vignato al trombone e ai sintetizzatori, Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.

Uno sguardo sugli strumenti

Due batterie, un basso elettrico e un contrabbasso, un pianoforte e un Fender Rhodes, una chitarra elettrica, un trombone con sintetizzatori: l’elenco basta a far capire come la serata sia pensata per scorrere fra suono acustico e suono elettrico. Il Fender Rhodes e i sintetizzatori fanno pensare al Davis degli anni elettrici, il contrabbasso e il pianoforte al quintetto degli anni Cinquanta, ma l’assegnazione dei brani ai due ensemble non è pubblicata e non conviene indovinarla.

Chi non è sul palco

Nell’annuncio della sede il nome del progetto compare insieme a quello del festival, senza ospiti aggiuntivi. Se qualcosa cambiasse, la pagina evento dell’Auditorium resta il riferimento per la formazione e per l’orario.

Paolo Fresu, un trombettista sardo nel mondo

Paolo Fresu è nato a Berchidda, in Sardegna, il 10 febbraio 1961. Ha cominciato a studiare musica a undici anni nella banda «Bernardo De Muro» del suo paese, poi si è trasferito a Sassari, dove al conservatorio Luigi Canepa ha scoperto il jazz. Nel 1982 ha iniziato l’attività professionale con registrazioni per la Rai, sotto la direzione di Bruno Tommaso, e ha frequentato i seminari di Siena Jazz; nel 1984 si è diplomato in tromba al conservatorio «Giovanni Pierluigi da Palestrina» di Cagliari, con Enzo Morandini.

Un percorso fatto di formazioni diverse

La sua biografia elenca progetti molto vari: il Quintetto e il Sestetto, l’Italian Trumpet Summit, il duo con Furio Di Castri, l’Alborada Quartet, l’Open Trio con Furio Di Castri e James Taylor, il trio P.A.F. con Di Castri e Antonello Salis, l’Euro4th, l’Angel Quartet con Nguyên Lê, Furio Di Castri, Roberto Gatto e Antonello Salis. Fra i dischi si contano titoli come «Ostinato» (1985), «Ossi di seppia» (1991), «Ballads» (1992), «Wanderlust» (1997), «Mélos» (2000), «Thinking» (2006) e, con il coro corso A Filetta, «Mistico Mediterraneo» (2011) per ECM.

Premi e riconoscimenti

Nel 1984 Musica Jazz lo indicò come miglior nuovo talento del jazz italiano. Negli anni successivi sono arrivati il premio Bobby Jaspar dell’Académie du jazz francese (1995), il Django d’Or francese (1996 e 2001) e quello italiano (2002), il Nastro d’argento per le musiche del film «L’isola» (2004), il Premio Blue Note di Milano (2007) e il Ciak d’oro per la colonna sonora di «Torneranno i prati» (2015).

Fresu e Miles Davis: un rapporto che viene da lontano

Il legame con Davis non nasce con il centenario. Fresu ha dedicato ai trombettisti americani il libro «Le 5 giornate del jazz» (2007, con una nuova edizione nel 2010) e nel 2015 ha firmato con Luciano Viti il volume «Chet e Miles», che mette a confronto due voci opposte della tromba. «Kind of Lives» è l’ultimo capitolo di un dialogo lungo, che passa dalla scrittura al teatro e arriva ora al concerto.

Time in Jazz sotto il segno di Miles

Nel 2026 Time in Jazz, il festival che Fresu ha ideato e presiede dal 1988 nel suo paese natale, ha dedicato la trentanovesima edizione a Davis con il titolo «Kind of Blue». Secondo Il Sole 24 Ore il programma comprendeva più di settanta appuntamenti, con «Kind of Miles» in piazza del Popolo a Berchidda l’11 agosto. Il concerto romano si inserisce in questo anno di omaggi.

Miles Davis nel centenario: una vita in sei fermate

Miles Davis nacque ad Alton, vicino a Saint Louis, il 26 maggio 1926 e morì a Santa Monica il 28 settembre 1991. Ricevette la prima tromba nel 1935 e nel 1944 si trasferì a New York, dove suonò nel quintetto di Charlie Parker. Il centenario è il motivo per cui il 2026 è pieno di serate come questa.

Dal nonetto al cool jazz

Fra il gennaio 1949 e l’aprile 1950 il suo nonetto, con arrangiamenti di Gil Evans e John Lewis, incise le sessioni per la Capitol che nel 1957 furono raccolte in «Birth of the Cool». Da quel disco prende nome il cool jazz.

Il primo quintetto e Kind of Blue

Nel 1955, dopo il rilancio al Newport Jazz Festival, firmò con la Columbia. Il primo quintetto, con John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones, incise per la Prestige e poi per la Columbia. Nel marzo del 1959 registrò «Kind of Blue», considerato il suo capolavoro e un riferimento per il jazz modale.

La svolta elettrica

Nel febbraio del 1969 incise «In a Silent Way»; dalle sessioni successive nacque «Bitches Brew», il suo primo disco d’oro. Gli ultimi anni lo videro tornare con «The Man with the Horn» (1981), «Decoy» (1984) e «Tutu» (1986). Il suo ultimo concerto in Italia fu allo Stadio Olimpico di Roma il 23 luglio 1991.

Il testo ufficiale di «Kind of Lives» ricorda proprio questa doppia identità, il Davis degli anni Cinquanta e quello della svolta rivoluzionaria. Per chi vuole prepararsi, gli album da cercare sono quelli già citati: «Kind of Blue» per la prima parte, «In a Silent Way» e «Bitches Brew» per la seconda.

Il Roma Jazz Festival

Il Roma Jazz Festival nasce nel 1976 nell’ambito dell’Estate romana. Lo organizza la International Music Festival Foundation, costituita nel 2006, che ha ereditato il lavoro della Cooperativa Festival Jazz International, nata nel 1975. Dal 1996 il festival si svolge in autunno, in sale adatte all’ascolto, fra cui l’Auditorium Parco della Musica.

Un archivio di nomi

Fra gli ospiti storici elencati dalla voce di Wikipedia ci sono Miles Davis, Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan, John McLaughlin, Pat Metheny, Ray Charles, B.B. King, Chick Corea, Michael Brecker, Pharoah Sanders, Norah Jones e Wayne Shorter. Per l’insieme delle edizioni si parla di oltre 900 concerti e più di un milione di presenze. La scheda del festival 2026 è su ER: Roma Jazz Festival 2026.

Nel 2026

Il concerto di Fresu cade all’inizio della settimana più fitta del calendario: sulla stessa Sala Petrassi sono annunciati Kurt Elling con gli Yellowjackets il 4 novembre, Steve Coleman il 5 e Hamilton de Holanda con Gonzalo Rubalcaba il 6. Se il tuo interesse è il jazz in generale, la domenica dell’apertura è un buon punto di partenza per costruire un percorso di più sere.

Time in Jazz 2026: il centenario a Berchidda

Per capire quanto il 2026 sia stato per Fresu un anno «milesiano» basta guardare il festival che ha fondato nel suo paese natale. Time in Jazz, ideato e presieduto da lui dal 1988, ha avuto nel 2026 la sua trentanovesima edizione, intitolata «Kind of Blue». Il Sole 24 Ore ricorda che si è aperta a Berchidda dal 19 al 21 giugno, in un ex caseificio, e ha proseguito ad agosto in diversi comuni del nord Sardegna.

Il calendario di giugno

Il 19 giugno l’incontro-concerto «Il battito del jazz» con Gegè Munari, Gianni Cazzola e Fresu, poi il Peppe Spanu Trio. Il 20 giugno Antonello Salis ha ricevuto un premio alla carriera, con Casadilego e Gaia Cuatro. Il 21 giugno, fra gli altri, il podcast «Qualcosa di Miles» e il trio di Enrico Pieranunzi.

Agosto in piazza

In piazza del Popolo a Berchidda, l’11 agosto, è andato in scena «Kind of Miles». I giorni successivi hanno visto Nils Petter Molvær, Bugge Wesseltoft, Theon Cross, Nicholas Payton con i Butcher Brown, il Fabrizio Bosso Quartet e i Kokoroko. Il programma comprendeva anche un omaggio a Fabrizio De André ad Agnata, nel comune di Tempio Pausania, con Diodato, e il concerto di chiusura il 16 agosto a Peschiera di San Teodoro con Fresu e Daniele di Bonaventura.

Perché conta per il concerto romano

Il programma sardo mostra che Fresu non ha trattato il centenario come un unico evento ma come un anno intero, con più registri: il teatro, il podcast, il concerto, la musica dal vivo e il jazz internazionale. «Kind of Lives» è la tappa che arriva in una grande sala da concerto di Roma, dentro un festival cittadino.

Renzo Piano e il progetto dell’Auditorium

L’Auditorium Parco della Musica è opera di Renzo Piano, nato a Genova il 14 settembre 1937, vincitore del Premio Pritzker nel 1998 e senatore a vita dal 30 agosto 2013. Piano e Richard Rogers avevano vinto nel 1971 il concorso per il Centre Pompidou di Parigi; negli anni successivi il suo studio ha firmato anche lo Shard di Londra (2012) e l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles.

Il concorso del 1993

Il progetto romano nasce dal concorso a inviti del 1993. L’acustica delle tre sale è stata curata dallo studio Müller-BBM di Monaco di Baviera, con Jürgen Reinhold; gli spazi esterni e l’urbanistica sono di Franco Zagari. Il complesso occupa circa 55.000 metri quadrati nel quartiere dei Parioli, fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.

Quando i reperti cambiarono il disegno

La scoperta dei reperti archeologici costrinse a riprogettare il complesso: due degli «scarabei» furono spostati verso ovest, quasi fino al viadotto di corso di Francia, e viale de Coubertin fu chiuso al traffico. Il cantiere ebbe vicende travagliate: il contratto con l’impresa aggiudicataria fu risolto e fu indetta una nuova gara, con costi lievitati e critiche della Corte dei conti.

Chi gestisce lo spazio

La Fondazione Musica per Roma è nata come società per azioni nel 1999 e si è trasformata in fondazione il 19 luglio 2004. I soci fondatori sono il Comune di Roma, la Camera di Commercio, la Provincia di Roma e la Regione Lazio; il Comune ha concesso l’immobile alla Fondazione per 99 anni. La programmazione spazia da rock, pop e jazz a lirica, elettronica, teatro, danza e circo.

Giuseppe Sinopoli, il direttore che dà il nome alla sala

La sala che ospita il concerto porta il nome di un musicista dal profilo insolito. Giuseppe Sinopoli, nato a Venezia il 2 novembre 1946, si laureò in Medicina e Chirurgia a Padova nel 1972 con una tesi in antropologia criminale, prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica.

Studio e direzione

Frequentò i corsi estivi di Darmstadt, dove incontrò György Ligeti e Karlheinz Stockhausen, e con Franco Donatoni fu allievo e poi assistente ai corsi di composizione dell’Accademia Chigiana di Siena. Fu direttore principale della New Philharmonia Orchestra di Londra dal 1984 al 1994 e direttore musicale dal 1987.

Bayreuth e Dresda

Diresse il «Tannhäuser» a Bayreuth nel 1985 e nel 2000 fu il primo direttore italiano a dirigere il «Ring». Dal 1992 fu direttore principale della Staatskapelle di Dresda. Morì a Berlino il 20 aprile 2001, per un infarto, mentre dirigeva l’«Aida» alla Deutsche Oper. Una laurea in Archeologia gli fu conferita dall’Università di Roma dopo la morte.

Il legame con Roma

Fu direttore musicale dell’Accademia di Santa Cecilia dal 1983 al 1987: una sala di un Auditorium dove l’Accademia ha oggi la sua casa porta quindi il nome di un suo ex direttore.

Che cosa si sa del concerto e che cosa no

Il programma ufficiale pubblicato dalla sede dà data, ora, sala, prezzo di partenza e formazione. Non indica una scaletta né una durata.

I dati certi

Domenica 1 novembre 2026, ore 18:00, Sala Sinopoli, biglietti da 40 euro, otto musicisti, due ensemble ideali, versione concertistica di «Kind of Miles».

I dati non pubblicati

Titoli dei brani, durata, presenza di un intervallo, eventuali ospiti, distribuzione dei musicisti nei due ensemble: il dato non è pubblicato. Per queste informazioni vale la pagina evento dell’Auditorium.

Una curiosità sulla Sala Sinopoli

La Sala Sinopoli fu la prima a essere aperta: l’Auditorium Parco della Musica fu inaugurato il 21 aprile 2002 proprio con l’apertura di questa sala. Il resto del complesso, compresa la Sala Santa Cecilia, arrivò solo il 21 dicembre dello stesso anno.

Una sala che cambia forma

Con 1.133 posti è la sala di dimensione media dell’Auditorium. Il suo interno è adattabile in base al numero di esecutori e alle esigenze acustiche. Pareti e controsoffitto sono perpendicolari e una galleria corre su tre lati. Per un progetto con otto musicisti e strumenti amplificati come il Fender Rhodes e i sintetizzatori è un formato ragionevole: abbastanza ampio da accogliere il pubblico del festival, abbastanza raccolto perché il dialogo fra palco e platea resti vivo.

Il nome

La sala porta il nome di Giuseppe Sinopoli, nato a Venezia il 2 novembre 1946 e morto a Berlino il 20 aprile 2001, mentre dirigeva l’«Aida» di Verdi alla Deutsche Oper. Laureato in medicina a Padova nel 1972, ebbe una carriera di direttore d’orchestra internazionale: fu direttore musicale dell’Accademia di Santa Cecilia dal 1983 al 1987 e dal 1992 guidò la Staatskapelle di Dresda.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Sala Sinopoli

Chi arriva dall’esterno, l’Auditorium sembra un unico edificio. In realtà è un insieme di volumi separati: i principali, coperti da lastre di piombo, sono disposti a raggiera attorno alla cavea e ricordano degli scarabei. La Sala Sinopoli è uno di questi corpi, e per trovarla non basta seguire il percorso più corto dall’ingresso su viale de Coubertin.

Il foyer comune

Le sale condividono un foyer, con bar, caffetteria, ristorante e una libreria. Sul foglio dei posti controlla il nome della sala e la fila: più concerti possono svolgersi lo stesso giorno nei vari spazi, e il pubblico si incrocia nello stesso atrio. Arrivare con anticipo serve a non confondere gli ingressi.

L’orario

Il concerto è alle 18:00, una scelta insolita per un sabato o una domenica sera: ti lascia una serata libera dopo. Il fatto che la sede indichi un orario così presto è un dato ufficiale; non c’è nessuna indicazione su un secondo concerto nella stessa giornata nella stessa sala.

Il consiglio che ti do per visitare la Sala Sinopoli

Prenota il biglietto dalla pagina ufficiale, controlla il settore e, se puoi, scegli un posto dal quale si veda bene il palco: otto musicisti divisi in due ensemble occupano parecchio spazio e vedere come si muovono aiuta a seguire il gioco fra i due Davis.

Quando arrivare

Arriva con almeno mezz’ora di margine. L’Auditorium è un complesso esteso e i parcheggi interni, come ricorda la voce di Wikipedia, sono considerati cari: durante i concerti le auto tendono a riversarsi nelle vie del Villaggio Olimpico. Se vieni da fuori Roma, programma l’arrivo con i mezzi pubblici.

Prima o dopo

Il tempo che hai fra l’arrivo e le 18:00 si usa bene con un giro all’esterno. Intorno ci sono la cavea, il piccolo museo con i resti della villa romana e il Ponte della Musica, di cui parliamo più avanti. Dopo il concerto la serata è libera: vale la pena pensare a una cena nei dintorni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Quasi tutti sanno che «Kind of Blue» è un capolavoro; molti meno ricordano i dischi incisi con l’orchestra di Gil Evans: «Miles Ahead» (1957), «Porgy and Bess» (1958), «Sketches of Spain» e «Quiet Nights», l’ultimo della serie.

Una collaborazione di vent’anni

La collaborazione con Gil Evans durò circa vent’anni e Davis, a distanza di tempo, disse che Evans «era il mio migliore amico». Se «Kind of Lives» ti incuriosisce, i dischi con orchestra sono un ottimo secondo passo dopo «Kind of Blue».

Un quintetto, poi un altro

Il secondo grande quintetto, formato dal 1963 con Ron Carter, Tony Williams, Herbie Hancock e poi Wayne Shorter, incise «E.S.P.» nel 1965, «Miles Smiles» e «Nefertiti». È il quintetto che prepara la svolta elettrica e che il secondo ensemble di Fresu può evocare senza citarlo esplicitamente.

La foto giusta da fare alla Sala Sinopoli

Il soggetto migliore non è dentro la sala. Dall’esterno, i volumi rivestiti di piombo disposti a raggiera attorno alla cavea sono la fotografia che racconta il progetto di Renzo Piano, vincitore del concorso a inviti del 1993.

La villa romana

Fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli sono visibili i resti di una villa romana scoperta durante i lavori, che costrinse a modificare il progetto originario. Secondo la voce di Wikipedia il sito ospitò prima una fattoria arcaica del VI secolo a.C., sostituita nel III secolo a.C. da una villa patrizia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

Il ponte

Con la luce del tardo pomeriggio di novembre, il Ponte della Musica, 190 metri di arco in acciaio sul Tevere, è un buon soggetto. La scheda di ER lo racconta qui: Ponte della Musica. All’interno, per rispetto degli artisti, valgono le regole indicate dalla sede.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell’Auditorium è breve ma densa, e la Sala Sinopoli la apre.

2002: il giorno dell’inaugurazione

Il 21 aprile 2002, con l’apertura della Sala Sinopoli, l’Auditorium fu inaugurato. L’apertura del resto del complesso e l’inaugurazione della Sala Santa Cecilia, con un concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Chung Myung-whun, seguirono il 21 dicembre 2002.

2003 e 2006

Dal 2003 l’Auditorium è la sede stabile della stagione concertistica dell’Accademia di Santa Cecilia. Nel 2006 ospitò la Festa del Cinema di Roma.

2009: Kind of Blue compie cinquant’anni

Tra le edizioni ricordate del Roma Jazz Festival c’è la trentatreesima, «Jazz Labels», svoltasi all’Auditorium dall’8 al 30 novembre 2009 e dedicata alle case discografiche del jazz. Fra gli anniversari festeggiati figurava il mezzo secolo di «Kind of Blue»: il disco che, diciassette anni dopo, resta il punto di riferimento per ogni omaggio a Davis.

2020: il nome di Ennio Morricone

Nel 2020 il consiglio comunale approvò l’intitolazione dell’Auditorium a Ennio Morricone, nato a Roma il 10 novembre 1928 e morto il 6 luglio 2020. Morricone si diplomò in composizione a Santa Cecilia, con Goffredo Petrassi, il 6 luglio 1954.

Chi è passato dalla Sala Sinopoli

La documentazione pubblica non elenca, sala per sala, gli ospiti: la voce di Wikipedia ricorda però alcuni artisti la cui musica è stata registrata all’Auditorium, senza indicare la sala.

Dischi registrati all’Auditorium

Fra i nomi citati ci sono Keith Jarrett, Mark Knopfler, Vinicio Capossela, Tuxedomoon e William Parker. Fra gli album dal vivo: «Sala Santa Cecilia» di Christian Fennesz e Ryuichi Sakamoto (2005), «Roma» di Enrico Rava e Joe Lovano (2014) e «Rome» dei The National (2024).

Altri appuntamenti nella stessa sala

Su ER trovi anche, nella stessa Sala Sinopoli, il concerto Buenos Aires Tango di Daniel Binelli del 28 novembre 2026. Per un quadro più ampio della sede c’è la scheda Auditorium Parco della Musica.

Prima e dopo il concerto: Flaminio e dintorni

Intorno all’Auditorium si concentrano altri luoghi della città contemporanea. Il Ponte della Musica Armando Trovajoli, lungo 190 metri, collega il Foro Italico all’area di Flaminio, dove si trovano l’Auditorium, il parco di Villa Glori, il MAXXI e il Teatro Olimpico. È stato inaugurato il 31 maggio 2011 e ha preso il nome del compositore Armando Trovajoli nel 2013.

Il MAXXI

Il MAXXI, in via Guido Reni 4A, si trova nella stessa area di Flaminio. Su ER trovi la scheda del MAXXI, utile se vuoi unire al concerto una visita nel pomeriggio.

Foro Italico e Villa Glori

Dall’altra parte del ponte c’è il Foro Italico, il complesso sportivo; verso nord, il parco di Villa Glori è citato dalle fonti come uno dei confini dell’area dell’Auditorium.

Altro jazz a Roma

Chi ama questa musica può proseguire con la Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, e con Miles Davis 100, l’arte del cambiamento, un altro appuntamento del centenario. Fresu torna all’Auditorium anche con Paolo Fresu Christmas Songs.

Cinque dischi per arrivare preparati

Non serve essere esperti per ascoltare un concerto di questo tipo, ma qualche ascolto prima aiuta a riconoscere i luoghi. Ecco una lista di dischi citati nelle fonti, con l’anno di uscita.

  • «Birth of the Cool» di Miles Davis (raccolta uscita nel 1957, sessioni 1949 e 1950).
  • «Kind of Blue» di Miles Davis (registrato nel marzo 1959).
  • «In a Silent Way» di Miles Davis (registrato nel febbraio 1969).
  • «Bitches Brew» di Miles Davis (dalle sessioni successive a «In a Silent Way»).
  • «Mistico Mediterraneo» di Paolo Fresu con A Filetta (ECM, 2011).

Un ascolto in più

Se hai un’ora, prova «Tutu» (1986), l’album con Marcus Miller per la Warner Bros. che gli valse un Grammy nel 1987: mostra un Davis che, a sessant’anni, non smette di cambiare suono.

Quando non ascoltare niente

Può essere utile anche arrivare senza preparazione. La musica dal vivo ha spesso un effetto diverso dal disco, e il testo ufficiale non promette citazioni letterali, ma un affresco.

Informazioni pratiche

  • Data e ora: domenica 1 novembre 2026, ore 18:00.
  • Luogo: Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma (Flaminio).
  • Prezzo: da 40 euro, secondo la sede.
  • Biglietti: dalla pagina evento del sito ufficiale dell’Auditorium.
  • Durata e intervallo: il dato non è pubblicato.

Come arrivare

La voce di Wikipedia sull’Auditorium indica che di fronte all’ingresso fermano le linee bus 910, 982, 168 (solo feriali) e 53; queste informazioni possono cambiare, quindi usa il calcolatore percorsi di ATAC per l’orario esatto. La Sala Sinopoli è a pochi passi dal Ponte della Musica, che collega il Foro Italico all’area di Flaminio.

Accessibilità

Il pubblico delle gallerie deve contare su soli due ascensori, secondo le critiche riportate da Wikipedia. Se hai esigenze particolari, scrivi o telefona alla biglietteria prima di acquistare.

Domande frequenti su Paolo Fresu, Kind of Lives

Quando e dove si tiene il concerto?

Domenica 1 novembre 2026 alle 18:00, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma.

Quanto costa il biglietto?

La sede indica biglietti da 40 euro. Il prezzo finale dipende dal settore scelto e dalle eventuali commissioni di vendita, quindi controlla la pagina evento prima di acquistare.

Chi suona oltre a Paolo Fresu?

Bebo Ferra alla chitarra elettrica, Christian Meyer alla batteria, Dino Rubino al pianoforte e al Fender Rhodes, Federico Malaman al basso elettrico, Filippo Vignato al trombone e ai sintetizzatori, Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.

Che differenza c’è con «Kind of Miles»?

«Kind of Miles» è l’opera musicale e teatrale di Fresu, con narrazione e filmati di Davis. «Kind of Lives» è la sua versione concertistica e discografica, secondo il testo ufficiale della sede.

Il concerto è tutto dedicato a Miles Davis?

Sì, nel senso che il progetto è un omaggio al musicista nell’anno del centenario della nascita. La scaletta non è pubblicata, quindi non sappiamo quali brani verranno eseguiti.

Fa parte di una rassegna?

Sì, del Roma Jazz Festival, il festival romano nato nel 1976 che dal 1996 si svolge in autunno in sale come quelle dell’Auditorium.

Come si arriva all’Auditorium?

Dalla zona di Flaminio, a piedi o con i mezzi pubblici. Le linee cambiano nel tempo: usa il calcolatore percorsi di ATAC per sapere come arrivare nel giorno del concerto.

Il consiglio finale su Paolo Fresu, Kind of Lives

Se vuoi trarre il massimo da una serata come questa, dedica una sera della settimana precedente all’ascolto di «Kind of Blue» e di un disco della svolta elettrica, per esempio «In a Silent Way». Arriverai alle 18:00 con le due orecchie del progetto già pronte. Poi lascia da parte l’idea di una scaletta da riconoscere: ascolta come Fresu e i suoi sette compagni trasformano un’eredità enorme in una musica nuova.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Da non perdere a Roma: biglietti e visite guidate

Biglietti a orario, visite con guida e hotel: prenota prima e salta la fila.

Da prenotare prima
Ingressi

Biglietti e salta-fila

Ingressi a orario per Colosseo, Vaticani e i grandi musei: si prenotano prima e si salta la fila alla cassa.

  • Ingresso a orario, niente coda alla cassa
  • Confronta i prezzi di più siti

Prenoti sul sito del partner: il prezzo è lo stesso

Tour con guida

Visite guidate

Tour con guide abilitate in città e fuori porta, anche in piccoli gruppi.

  • Guide abilitate, gruppi piccoli o privati
  • Confronta i prezzi di più siti
Hai già le date?Metti biglietti, tour e hotel giorno per giorno nell’E.R. PLANNER.Apri il planner

Monumenti e musei più richiesti

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano

Tagsautunnoconcertodi serajazzmusica dal vivoRoma

Contact Information

Data Evento1 Novembre 2026 18:00
IndirizzoViale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città