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Il paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

Il paesaggio di Paolo Salvati è la mostra aperta dal 9 ottobre al 24 novembre 2026 al Museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492, a Roma nord. L'ingresso è libero. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato con orario continuato dalle 11 alle 19; la domenica è chiuso, e lo è anche il 1° novembre, che nel 2026 cade proprio di domenica. In mostra trenta dipinti del pittore romano Paolo Salvati (1939-2014), dai quadri dei primi anni Settanta Albero blu e Pietra blu fino all'ultima produzione. La cura è di Cesare Sarzini. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene costruire il percorso con il calcolatore dell'ATAC indicando via Cassia 492 come destinazione; per informazioni il museo risponde allo 06 33711468 e all'indirizzo info@fondazionecrocetti.it, e tutti i dettagli sono sul sito ufficiale del Museo Crocetti.

Il Museo Venanzo Crocetti in via Cassia 492, sede della mostra di Paolo Salvati
Il Museo Venanzo Crocetti in via Cassia 492, sede della mostra di Paolo Salvati Foto: Foto: VenanzoCrocetti, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Un pittore di paesaggi che per anni ha fatto il ritrattista a piazza Navona, un museo costruito da uno scultore per lavorare lontano dal tumulto della città, trenta tele che vanno dagli anni Settanta agli anni Duemila: la mostra al Museo Crocetti mette insieme due storie romane del Novecento poco raccontate. Qui si trovano le opere esposte, la biografia di Paolo Salvati, la storia del museo e di Venanzo Crocetti, e le indicazioni per organizzare la visita.

Il paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti in breve

La mostra Il paesaggio di Paolo Salvati presenta trenta dipinti nelle sale per le esposizioni temporanee del Museo Venanzo Crocetti, dal 9 ottobre al 24 novembre 2026, con ingresso libero. È promossa da ICAS, Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport, con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, insieme all'Archivio Paolo Salvati.

Date e orari

La mostra dura sette settimane, da venerdì 9 ottobre a martedì 24 novembre 2026. Il museo apre dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19 senza interruzione. La domenica è chiuso. Fra le chiusure annuali indicate dal museo c'è il 1° novembre.

Ingresso

L'ingresso al Museo Crocetti è libero, e lo è anche per la mostra di Salvati. Il museo indica visite guidate e speciali su prenotazione a pagamento, da richiedere direttamente alla Fondazione Crocetti.

Curatela

La mostra è a cura di Cesare Sarzini. Il testo di presentazione cita anche Alberto Moioli, critico d'arte, saggista e direttore dell'Enciclopedia d'Arte Italiana, Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi, il repertorio che nel 2022 ha dedicato a Salvati la copertina del volume 10.

Cosa si vede nella mostra di Paolo Salvati

La mostra al Museo Crocetti espone trenta dipinti di paesaggio di Paolo Salvati, a partire da Albero blu e Pietra blu, due quadri dei primi anni Settanta che la presentazione definisce fondamentali, fino all'ultima produzione del pittore, morto nel 2014.

Albero blu e Pietra blu

I due titoli da cui parte il percorso appartengono al momento in cui Salvati, rientrato a Roma, abbandona la professione di geometra per dedicarsi solo alla pittura. La pietra blu è diventata con il tempo un motivo ricorrente: la storica dell'arte Michela Ramadori ha dedicato ai dipinti raffiguranti la pietra blu due studi, nel 2021 e nel 2023, con il sottotitolo latino Ut pictura poesis, come la poesia così la pittura.

Il colore come forma

Il testo della mostra insiste su un punto: nei paesaggi di Salvati il cromatismo rivela un'attenta lettura dell'arte moderna francese, da cui il pittore avvia un modo personale di stare davanti alla natura. Salvati, si legge, esprime dandogli forma con il colore i sentimenti che la natura suscita in lui. I paesaggi sono quindi visionari, non descrittivi: il soggetto è il luogo, ma il tema è l'emozione.

Mente e materia

La presentazione richiama il concetto di formatività del filosofo Luigi Pareyson: nei quadri di Salvati mente e colore, spirito e materia, ora si alleano ora si contrastano. Ogni dipinto, prosegue il testo, è un fatto a sé, un'esperienza, e la ricerca pittorica non si conclude mai. Per chi guarda, la conseguenza è semplice: trenta tele non sono trenta variazioni sullo stesso modello, ma trenta tentativi diversi.

Un'etica del lavoro

Il testo della mostra individua nella pittura di Salvati anche un'etica d'altri tempi, legata alla manualità e al fare in prima persona, in conflitto con l'epoca della tecnica e della velocità. Richiamando una distinzione di Walter Benjamin, la presentazione colloca il contenuto di realtà nella qualità dei dipinti e il contenuto di verità nella vita e nel percorso del pittore. È una chiave utile per leggere la mostra insieme alla biografia.

Chi era Paolo Salvati, pittore romano

Paolo Salvati nasce a Roma, nel rione Esquilino, il 22 febbraio 1939 e muore a Roma il 24 giugno 2014. La voce che gli dedica l'enciclopedia libera Wikipedia lo descrive come un pittore prevalentemente paesaggista, con un forte elemento simbolico, il cui percorso si muove lontano dalle avanguardie del Novecento.

Gli anni della formazione

Secondo la biografia pubblicata dall'Archivio Paolo Salvati, il giovane Salvati si dedica presto al disegno e alla pittura, seguito dagli zii materni. Nel 1960 si diploma geometra all'istituto tecnico Leon Battista Alberti e, dopo il servizio militare, lavora nello studio dell'architetto Marcello Rutelli. Continua a dipingere e visita musei e mostre con lo zio pittore Gabriele Patriarca. Nel 1962 è invitato alla Biennale di Alatri, XIII Mostra Nazionale di Arti Figurative; nel 1963 sposa Elettra Secco; nel 1964 torna ad Alatri e vende il dipinto Arlecchino.

La parentesi sarda

Nel 1967 il lavoro di geometra lo porta in Sardegna con la moglie e la figlia Francesca. La biografia ricorda il suo contributo alla risistemazione del porto di Bosa e la progettazione di un impianto di carburanti ad Abbasanta, e un episodio singolare: dopo un sopralluogo in una fessura del terreno aperta durante uno scavo, Salvati chiede l'intervento della soprintendenza archeologica, contribuendo alla scoperta di rovine adiacenti al sito nuragico di Santa Cristina a Paulilatino. Nell'isola espone a Oristano, Cagliari, Bosa, Paulilatino, Ghilarza e Castelsardo, e alla fine del 1968 il comune di Paulilatino acquista un suo paesaggio.

Il ritorno a Roma e la scelta della pittura

Il rientro a Roma, nei primi anni Settanta, coincide con l'abbandono della professione di geometra. Nel 1972 nasce il figlio Andrea. Wikipedia indica come momento centrale del suo percorso la visita alla mostra su Pierre Bonnard tenuta all'Accademia di Francia fra il 1971 e il 1972: un dato che aiuta a capire l'attenzione all'arte moderna francese sottolineata dalla mostra del Museo Crocetti.

Trinità dei Monti, piazza Navona, via Margutta

Negli anni successivi Salvati espone alle rassegne di arti plastiche e figurative di Trinità dei Monti e lungo l'attuale Galleria Alberto Sordi, allora Galleria Colonna. Alla mostra di Trinità dei Monti del 1975, secondo l'Archivio, la signora Ford, moglie del magnate dell'auto, acquista un suo paesaggio. Per mantenersi realizza cornici a foglia d'oro e d'argento e inizia a lavorare come ritrattista a piazza Navona, dove conosce Vittorio Sgarbi e Marco Pannella e il poeta Giuseppe Avarna, che gli dedica una poesia con una citazione di Mallarmé. Dai primi anni Ottanta fa parte dei Cento Pittori di via Margutta.

Le personali e i riconoscimenti

Alla fine del 1986 tiene la prima personale alla galleria La Bitta; nel 1987 la galleria Apollodoro lo invita alla mostra L'ora degli architetti, accanto a lavori di Michael Graves, Hans Hollein, Arata Isozaki, Paolo Portoghesi ed Ettore Sottsass. Nei primi anni Novanta l'incontro con il principe Agostino Chigi Albani della Rovere, collezionista, gli permette di realizzare la personale del 1995 alla galleria Doria di Porto Ercole. Seguono il primo premio ad ArtItalia con Scogliera in notturno, la personale alla galleria Gesù e Maria nel 2000, il primo premio dell'estemporanea di Anticoli Corrado con Le stalle, acquisito dal museo civico d'arte moderna di quel comune, e nel 2005 il titolo di Cittadino illustre conferito dal Presidente della Regione Lazio.

Gli ultimi anni

Nel 2007 espone al museo MaMEC di Cerreto Laziale e vince di nuovo ad Anticoli Corrado; nel 2008 è al Carrousel du Louvre a Parigi; nel 2009 alla Biennale d'Arte Contemporanea di Trani curata dalla Fondazione Giuseppe De Nittis. Del 2010 è la serie Unica, ritratti per etichette di vini d'autore. Nel 2012 è nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Muore a Roma il 24 giugno 2014 e riposa al cimitero del Verano.

La riscoperta dopo il 2014

Dopo la morte di Paolo Salvati la sua opera è stata oggetto di un lavoro sistematico di studio e valorizzazione. Nel 2019 nasce l'Archivio Paolo Salvati, che cura il catalogo generale ragionato e promuove la mostra del Museo Crocetti.

Le mostre recenti

Nel 2022 l'associazione dei Cento Pittori di via Margutta dedica a Salvati la sua 117ª mostra, dal 28 aprile al 1° maggio, e nello stesso anno una mostra alla Biblioteca Vallicelliana. Nel dicembre 2023 si apre la prima mostra antologica, Melodie cromatiche, alla Sala del Cenacolo del complesso di vicolo Valdina della Camera dei deputati, con la presentazione di Claudio Strinati e testi di Alberto Moioli, Giovanni Faccenda e Cesare Sarzini.

Gli studi

La bibliografia raccolta dall'enciclopedia comprende monografie di Cesare Sarzini, che nel 2022 pubblica La pittura di Paolo Salvati, di Claudio Strinati, che nel 2024 firma un volume sul rapporto fra l'uomo e il suo destino, e di Michela Ramadori, autrice degli studi sulla pietra blu e, con Antonio Davide Madonna, di un volume del 2024 su arte e disabilità a partire dalla collezione dell'Archivio. La mostra del Museo Crocetti si inserisce in questo percorso, concentrandosi sul tema che ha dato a Salvati la sua identità: il paesaggio.

Il Museo Venanzo Crocetti, la sede della mostra

Il Museo Venanzo Crocetti è il museo dedicato allo scultore Venanzo Crocetti, in via Cassia 492, aperto al pubblico dal 2002. Ha ottenuto nel 2009 il Marchio di qualità della Regione Lazio ed è inserito nell'Organizzazione museale regionale.

Un complesso pensato da un artista

Il museo è il risultato di decenni di lavoro dello stesso Crocetti. Secondo la storia pubblicata dal museo, dopo l'ampliamento dell'atelier e la costruzione della casa in cui visse fino alla morte, lo scultore realizzò uno dopo l'altro gli ambienti che oggi compongono il complesso: nella prima metà degli anni Settanta il museo e la villetta che diventerà sede della Fondazione, alla fine degli anni Novanta la sala polifunzionale. Ogni elemento fu concepito, disegnato e progettato da lui.

Lo studio della Porta di San Pietro

La voce enciclopedica sul museo spiega l'origine del complesso: Crocetti aveva bisogno di uno studio di grandi dimensioni per realizzare la Porta dei Sacramenti della basilica di San Pietro, dopo aver vinto nel 1951 il concorso per una delle porte. Attorno a quel laboratorio sono cresciuti la casa e il museo.

Le sale

L'esposizione permanente accoglie opere realizzate in oltre settant'anni di attività ed è disposta su cinque sale articolate su due piani. Wikipedia conta più di cento grandi opere fra sculture in bronzo e in marmo, dipinti, opere su carta e documenti, datate dal 1930 al 1998. Nel piano interrato Crocetti realizzò una cappella con decorazioni in bronzo e marmo bianco lasciato non finito, dove sono conservate le sue ceneri. Una delle sale, la Sala Fluvialia, compare nelle immagini pubblicate sull'archivio fotografico di Wikimedia Commons.

Biblioteca e mostre temporanee

Nel complesso si trova la biblioteca intitolata ad Antonio Tancredi, attiva nel servizio bibliotecario nazionale dal 2022. Le sale per le mostre temporanee ospitano esposizioni di arti figurative in collaborazione con archivi d'artista, gallerie e associazioni; il museo organizza anche presentazioni di libri e serate musicali. La mostra di Salvati è una di queste esposizioni temporanee.

Venanzo Crocetti, lo scultore che ha costruito il museo

Venanzo Crocetti nasce a Giulianova nel 1913 e muore a Roma nel 2003. La biografia pubblicata dal museo ne ricostruisce la vita a partire da un'infanzia difficile: a dodici anni era già orfano e in estrema miseria.

Dalla Cappella Sistina alla Biennale

Nel 1928 si trasferisce a Roma, dove si forma e lavora come restauratore nei Laboratori Vaticani: nei suoi ricordi racconta di essere rimasto per quattro anni sui ponteggi della Cappella Sistina, per la documentazione fotografica dello stato degli affreschi e per l'avvio dei restauri delle lunette. A diciassette anni espone per la prima volta alla Mostra Nazionale dell'Animale nell'Arte, tema che resterà costante. Negli anni Trenta vince il Premio Nazionale dell'Accademia di San Luca e quello dell'Esposizione Nazionale di Firenze; dal 1934 è invitato con regolarità alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, dove nel 1938 vince il Gran Premio della Scultura.

L'arte sacra

Nel 1937 lavora a un altorilievo per la nuova chiesa di Pomezia. Negli anni Cinquanta collabora alla cappella della basilica di Sant'Eugenio a Roma, realizza la Grande Crocifissione in bronzo per l'altare maggiore della basilica di San Leone Magno, inizia la Via Crucis per la basilica di San Giovanni Bosco e vince il concorso internazionale per una delle tre porte di San Pietro. Negli anni Sessanta termina la Porta dei Sacramenti e lavora al Monumento ai Caduti di tutte le guerre di Teramo.

L'insegnamento e il mondo

Nel 1946 ottiene per chiara fama la cattedra di scultura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, che era stata di Arturo Martini. Nel 1970 tiene la prima personale in Giappone, dove torna con antologiche a Yokohama, Shimonoseki e Gunma. Il Giovane Cavaliere della Pace, l'opera a cui dedica gli anni successivi, viene esposto a Hiroshima, al palazzo dell'ONU a New York, all'Ermitage di San Pietroburgo, al Museo Tretjakov di Mosca, al Parlamento europeo di Strasburgo e a Budapest. L'ultima opera, l'Annunciazione del 2000, viene benedetta da Giovanni Paolo II in San Pietro e collocata sulla porta posteriore del Duomo di Teramo.

La Casa Museo di Crocetti

Durante l'orario di apertura del museo si visita anche la casa dello scultore, aperta al pubblico nel 2013 e inserita nel 2015 nel circuito delle Case museo romane. È una visita che chi va per la mostra di Salvati non dovrebbe saltare.

Una casa rimasta com'era

Il museo la descrive come un'abitazione sobria, arredata ancora oggi come allora, che riflette il carattere meditativo dell'artista. Per Crocetti era uno spazio privato, quasi inviolabile; varcandone la soglia, secondo la presentazione, si ha la sensazione che il padrone di casa debba rientrare da un momento all'altro.

Un rifugio dalla città

Negli appunti citati dal museo Crocetti descrive il complesso come il luogo in cui, chiusi i cancelli e lasciata fuori la confusione della vita moderna, ritrovava la capacità di lavorare e di creare. È un'idea che dialoga in modo sorprendente con la mostra di Salvati: anche il testo della presentazione parla della pittura come di un riparo, un porto sicuro in cui ritrovare se stessi.

Una curiosità sul paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

La curiosità più singolare della biografia di Paolo Salvati non riguarda la pittura ma l'archeologia. Negli anni sardi, quando lavorava ancora come geometra, Salvati fece un sopralluogo in una fessura del terreno apertasi durante alcuni lavori di scavo. Secondo l'Archivio Paolo Salvati, fu il suo intuito a spingerlo a chiedere l'intervento della soprintendenza archeologica, e quella segnalazione contribuì alla scoperta di rovine storiche adiacenti al sito nuragico del pozzo di Santa Cristina, a Paulilatino. Lo stesso comune, alla fine del 1968, acquistò un suo paesaggio, ancora oggi esposto in una sala comunale.

Una seconda curiosità lega il pittore al mondo delle corse. Nel 2010 Salvati realizza la serie Unica, ritratti destinati alle etichette di vini d'autore, in collaborazione con l'imprenditore Ivo Lenci. Il 20 e il 21 ottobre 2012, racconta l'Archivio, il pilota Andrea Palma corre all'autodromo di Monza con una Ferrari F430 che porta sul muso, stampata a colori, la prima etichetta della serie, intitolata Isabò. Un pittore di paesaggi lirici sul muso di una Ferrari: è il genere di dettaglio che dice quanto la carriera di Salvati sia stata lontana dai percorsi accademici, fatta di incontri, mercati, piazze e collezionisti.

Una cosa che non ti dice nessuno sul paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

La prima cosa che pochi dicono è che il Museo Crocetti è chiuso la domenica, e che la mostra di Salvati comprende quindi solo sabati come giorni festivi utili. Chi pensa di andare in una domenica d'autunno trova i cancelli chiusi. Il sabato, invece, il museo ha l'orario più comodo: continuato dalle 11 alle 19. Dal lunedì al venerdì c'è la pausa fra le 13 e le 15, e chi arriva all'ora di pranzo deve aspettare.

La seconda riguarda il 1° novembre, giorno di chiusura del museo. Nel 2026 cade di domenica, quindi non toglie giorni utili, ma chi programma un ponte di Ognissanti deve saperlo. In agosto il museo è chiuso tutto il mese, ma la mostra di Salvati non ne è toccata.

La terza è che il museo non è in centro. Via Cassia 492 è a Roma nord, lontano dalle metropolitane, e conviene studiare il percorso prima di partire con il calcolatore dell'ATAC o arrivare in auto. In compenso, l'ingresso libero e le sale tranquille rendono la visita una delle più distese che si possano fare a Roma in questo autunno: niente code, niente prenotazioni obbligatorie, tutto il tempo per guardare trenta quadri e la casa di uno scultore.

Il consiglio che ti do per visitare il paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

Il consiglio è di cominciare dalle prime sale della mostra, dove sono Albero blu e Pietra blu, e di tenere a mente quei due quadri per tutto il percorso. Sono il punto di partenza dichiarato dalla presentazione, e il blu che danno al titolo torna, cambiando, in molte tele successive. Guardare la mostra come la storia di un colore, più che come una sequenza di luoghi, è a nostro giudizio la chiave più fruttuosa: i paesaggi di Salvati non vanno riconosciuti, vanno sentiti.

Il secondo consiglio è di riservare almeno mezz'ora alla collezione permanente e alla Casa Museo di Crocetti, comprese nell'orario di apertura e nell'ingresso libero. La combinazione fra un pittore che ha cercato un riparo nel colore e uno scultore che ha costruito un rifugio fisico per il proprio lavoro è il valore aggiunto della visita. Conviene scegliere un sabato, con l'orario continuato, o un pomeriggio feriale dalle 15. Chi vuole un approfondimento può prenotare, a pagamento, una delle visite guidate e speciali che la Fondazione Crocetti indica fra i suoi servizi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che piazza Navona, a Roma, è da decenni il luogo dei ritrattisti e dei pittori di strada. Si cita meno spesso che fra loro, per anni, ci fu un pittore che oggi è oggetto di monografie, mostre antologiche alla Camera dei deputati e di un catalogo generale ragionato. Paolo Salvati iniziò a fare il ritratto in piazza Navona perché le cornici a foglia d'oro e d'argento che realizzava nel suo laboratorio non gli garantivano guadagni adeguati. Fu lì che, secondo l'Archivio, conobbe Vittorio Sgarbi, Marco Pannella e il poeta Giuseppe Avarna.

L'esperienza di piazza Navona durò fino ai primi anni Novanta, quando l'incontro con il principe Agostino Chigi Albani della Rovere, collezionista, cambiò la sua situazione: il mecenate acquistò diverse sue tele e gli diede la serenità per preparare la personale del 1995 a Porto Ercole. È una storia romana esemplare. La piazza barocca più fotografata della città ha ospitato, fra i suoi cavalletti, un pittore che oggi si studia nelle biblioteche: chi passa per Navona e guarda i ritrattisti al lavoro farà bene a ricordarsene.

La foto giusta da fare al paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

La foto giusta è quella che mette insieme i due artisti del luogo: una tela di Salvati nelle sale delle esposizioni temporanee e, nella stessa giornata, una delle sculture di Crocetti nella collezione permanente. Prima di scattare all'interno conviene chiedere al personale del museo se e come è consentito fotografare, perché le regole per le mostre temporanee dipendono anche dai prestatori.

All'esterno, l'immagine da portare a casa è quella dell'ingresso del museo su via Cassia, che compare anche nelle fotografie pubblicate su Wikimedia Commons: il cancello e gli edifici che Crocetti ha disegnato per sé, oltre i quali, nelle sue parole, lasciava fuori la confusione della vita moderna. Chi ama i dettagli può cercare la locandina ufficiale della mostra, che mette in copertina il paesaggio di Salvati; una foto della locandina accanto al cancello del museo racconta in uno scatto le due storie di questa mostra.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del complesso di via Cassia 492 comincia con un concorso vinto. Nel 1951 Venanzo Crocetti vince il concorso per una delle porte della basilica di San Pietro, e per realizzare la Porta dei Sacramenti gli serve uno studio di grandi dimensioni: è da quel laboratorio che nasce tutto il resto. Negli anni Sessanta la porta viene terminata. Nella prima metà degli anni Settanta Crocetti avvia la costruzione del museo e della villetta destinata alla Fondazione; alla fine degli anni Novanta realizza la sala polifunzionale.

Nel 2000 lo scultore completa la sua ultima opera, l'Annunciazione, benedetta da Giovanni Paolo II e collocata sulla porta posteriore del Duomo di Teramo. Nel 2002 il museo apre al pubblico; nel 2003 Crocetti muore a Roma, e le sue ceneri sono conservate nella cappella che lui stesso ha realizzato nel piano interrato. Nel 2009 arriva il Marchio di qualità della Regione Lazio; nel 2013 apre ai visitatori la Casa Museo, che nel 2015 entra nel circuito delle Case museo romane; nel 2022 la biblioteca Antonio Tancredi entra nel servizio bibliotecario nazionale. Sulla sala dell'Ermitage le fonti non concordano: il museo colloca la sala permanente con nove bronzi e dieci opere su carta negli anni Settanta, mentre la voce enciclopedica indica il 1991. Il 9 ottobre 2026 si aggiunge un capitolo: la prima mostra al Museo Crocetti dedicata ai paesaggi di Paolo Salvati.

Chi è passato dal paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti — dal 9 ottobre al 24 novembre 2026

Dal complesso di via Cassia è passato anzitutto Venanzo Crocetti, che qui ha vissuto e lavorato fino alla morte e qui riposa. Nelle sue sale sono passate opere che hanno girato il mondo: il Giovane Cavaliere della Pace, esposto a Hiroshima, a New York, a San Pietroburgo, a Mosca, a Strasburgo e a Budapest, e i bozzetti della Porta dei Sacramenti di San Pietro. Le mostre temporanee hanno portato al museo archivi d'artista, gallerie e associazioni; fra le immagini pubblicate su Wikimedia Commons c'è anche quella di una mostra antologica dello scultore Mario Marzi.

Con la mostra di questo autunno passano dal Museo Crocetti i trenta dipinti di Paolo Salvati, il curatore Cesare Sarzini, che da giovane frequentava lo studio laboratorio del pittore quando era allievo di Franco Gentilini all'Accademia di Belle Arti, e l'Archivio Paolo Salvati. E con le tele passano, idealmente, le persone che hanno attraversato la vita del pittore: lo zio Gabriele Patriarca, l'architetto Marcello Rutelli, i pittori Rinaldo Caressa, Roberto Venturoni, Antonello Riommi e Alessandro Sbardella, il principe Agostino Chigi Albani della Rovere, i critici Elio Mercuri, Andrea De Liberis e Paolo Levi. È una piccola storia della pittura romana del secondo Novecento raccolta in un museo di scultura.

Come arrivare al Museo Crocetti

Il Museo Venanzo Crocetti si trova in via Cassia 492, Roma, nel quadrante nord della città. Le coordinate indicate dall'enciclopedia sono 41,9595 di latitudine e 12,4537 di longitudine.

Con i mezzi pubblici

Il museo non è servito dalla metropolitana. Il modo più affidabile per costruire il percorso è il calcolatore dell'ATAC, indicando via Cassia 492 come destinazione e verificando le linee di superficie disponibili nel giorno e nell'orario della visita.

In auto

Chi arriva in auto percorre la via Cassia fino al civico 492. Conviene verificare in anticipo le possibilità di sosta con il museo, telefonando allo 06 33711468.

I tempi

Per vedere la mostra di Salvati con calma servono almeno quaranta minuti; con la collezione permanente e la Casa Museo, un'ora e mezza. Dal lunedì al venerdì conviene arrivare entro le 17.30 per non avere fretta prima della chiusura delle 19.

Cosa vedere a Roma dopo la mostra

La mostra di Salvati si combina bene con altri luoghi dell'arte moderna e contemporanea di Roma nord. La Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea conserva le collezioni del Novecento italiano con cui la pittura di Salvati dialoga; il MAXXI mostra l'altro capo della storia, l'arte del XXI secolo.

Sulle tracce di Salvati in centro

Chi vuole completare la giornata può fare un piccolo percorso nei luoghi del pittore: Trinità dei Monti, dove esponeva negli anni Settanta, la Galleria Alberto Sordi, già Galleria Colonna, e piazza Navona, dove lavorava come ritrattista. Sono pochi minuti a piedi l'uno dall'altro.

Sulle tracce di Crocetti

La Porta dei Sacramenti di San Pietro è l'opera che ha fatto nascere il museo di via Cassia. Vederla dopo aver visitato lo studio in cui è stata pensata dà alla visita della basilica un significato nuovo.

Accessibilità, servizi e informazioni pratiche

Il Museo Crocetti ha un info point durante l'orario di apertura e risponde alle richieste allo 06 33711468 e all'indirizzo info@fondazionecrocetti.it. Chi ha esigenze di accessibilità fa bene a telefonare prima della visita: l'esposizione permanente è articolata su due piani.

Bookshop e app

Il museo segnala fra i propri servizi un bookshop e un'applicazione ufficiale per smartphone, disponibile sugli store per i principali sistemi operativi.

Con i bambini

Una mostra di paesaggi a colori intensi e un museo di sculture di animali, uno dei temi costanti di Crocetti, possono interessare anche i più piccoli, a patto di non chiedere loro una visita troppo lunga. L'ingresso libero permette di dosare il tempo senza pensieri.

Una mostra per l'autunno romano

Ottobre e novembre sono i mesi in cui Roma riempie le sue sale di mostre, spesso affollate. Il paesaggio di Paolo Salvati al Museo Crocetti è una proposta di segno opposto: un museo d'artista fuori dai circuiti più battuti, un pittore da scoprire, ingresso libero, sale tranquille. A nostro giudizio è la visita giusta per un sabato d'autunno, da combinare con un pranzo senza fretta e con una passeggiata nei luoghi del Novecento romano.

Domande frequenti su Il paesaggio di Paolo Salvati

Quando è aperta la mostra di Paolo Salvati al Museo Crocetti?

La mostra Il paesaggio di Paolo Salvati è aperta al Museo Crocetti di Roma dal 9 ottobre al 24 novembre 2026. Il museo apre dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19; la domenica è chiuso.

Quanto costa il biglietto?

L'ingresso alla mostra di Paolo Salvati al Museo Crocetti è libero, come l'ingresso al museo. Le visite guidate e speciali sono su prenotazione e a pagamento, da concordare con la Fondazione Crocetti allo 06 33711468.

Dove si trova il Museo Crocetti?

Il Museo Venanzo Crocetti si trova in via Cassia 492, a Roma nord. Non è servito dalla metropolitana: il percorso con i mezzi pubblici si costruisce con il calcolatore dell'ATAC indicando l'indirizzo del museo.

Quali opere sono esposte?

La mostra al Museo Crocetti espone trenta dipinti di paesaggio di Paolo Salvati, dai fondamentali Albero blu e Pietra blu dei primi anni Settanta fino all'ultima produzione del pittore, morto nel 2014. La cura è di Cesare Sarzini.

Chi era Paolo Salvati?

Paolo Salvati è stato un pittore romano, nato all'Esquilino nel 1939 e morto a Roma nel 2014, prevalentemente paesaggista. Geometra fino ai primi anni Settanta, scelse poi la pittura; espose a Trinità dei Monti, fu ritrattista a piazza Navona e fece parte dei Cento Pittori di via Margutta.

Si può visitare anche la casa di Venanzo Crocetti?

Sì, durante l'orario di apertura del Museo Crocetti si visita anche la Casa Museo dello scultore, aperta al pubblico nel 2013 e arredata come quando Crocetti vi abitava. Dal 2015 fa parte del circuito delle Case museo romane.

Il museo è aperto il 1° novembre?

No, il Museo Crocetti è chiuso il 1° novembre, oltre che tutte le domeniche. Nel 2026 il 1° novembre cade di domenica, quindi la mostra di Salvati non perde giorni di apertura.

Il consiglio finale su Il paesaggio di Paolo Salvati

Trenta paesaggi di un pittore romano che ha cercato nel colore un riparo, ospitati nel rifugio che uno scultore ha costruito per sé: la mostra al Museo Crocetti è piccola nei numeri e ricca nelle storie. Il consiglio è di sceglierla per un sabato d'autunno, con l'ingresso libero e l'orario continuato, e di non uscire senza aver visto la Casa Museo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento9 Ottobre 2026 — 24 Novembre 2026
IndirizzoMuseo Venanzo Crocetti, Via Cassia 492, 00189 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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