Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio è in Via Merulana 244, 00185 Roma, sul fianco del colle Oppio, a metà strada fra Santa Maria Maggiore e il Colosseo. Ci si arriva con la metropolitana linea A, fermata Vittorio Emanuele, oppure con la linea B e la diramazione B1, fermata Cavour: da entrambe si cammina pochi minuti. Le linee di superficie che servono Via Merulana sono la 16, la 75, la 714, la 717 e la C3, con fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate; su Via Labicana, all'incrocio con Merulana, fermano anche 3, 53, 85, 87, 186, 571 e 810, oltre alla notturna N10. I posteggi taxi più vicini sono a Largo Brancaccio, in Piazza Vittorio Emanuele II 113 (telefono 328 4714714), in Via Principe Amedeo 138 (telefono 06 4460182), in Via Giolitti 6 e in Via Venosta (telefono 6645). Il botteghino apre da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00, la domenica in corrispondenza degli spettacoli, e resta chiuso il lunedì; si scrive a botteghino@teatrobrancaccio.it oppure si usa il numero WhatsApp 344 1455127. I prezzi cambiano da produzione a produzione, quindi il costo del biglietto va letto sulla pagina dello spettacolo che vi interessa sul sito ufficiale del teatro: qui non trovate un listino unico, perché non esiste.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

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Tour a piedi✦ Il classico

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Food tour✦ Vieni affamato

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

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L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

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Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

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Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

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Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

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Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

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Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Se state costruendo un itinerario romano che includa una serata a teatro, la raccolta delle attrazioni turistiche di Roma vi aiuta a incastrare il pomeriggio con lo spettacolo della sera.

Teatro Brancaccio - Via Merulana 244 Roma
Teatro Brancaccio, Via Merulana 244, Roma

Che cos'è davvero il Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio è la sala che i romani chiamano, con una certa disinvoltura proprietaria, il teatro di Roma. Non è un titolo ufficiale e non corrisponde a nessun incarico pubblico: è un modo di dire nato in mezzo secolo di rivista, avanspettacolo, concerti e prosa popolare, e il teatro se lo è tenuto. La programmazione di oggi tiene insieme musical di grande formato, danza contemporanea, concerti, circo contemporaneo, stand up, prosa e teatro ragazzi, con compagnie che arrivano da mezzo mondo. Per capienza, per continuità di gestione e per numero di recite in cartellone il Brancaccio è fra le prime sale italiane, e dopo i lavori degli ultimi decenni è anche una delle più attrezzate sul piano tecnico, con attenzione dichiarata al contenimento dei consumi e all'accessibilità degli spazi.

Vale la pena mettere subito le cose in chiaro su un punto che confonde molti visitatori: il Teatro Brancaccio non è un museo e non si visita di giorno. Non ci sono tour della sala, non c'è un biglietto d'ingresso all'edificio, non esiste un orario di apertura al pubblico oltre a quello del botteghino. Ci si entra per vedere uno spettacolo, punto. Chi arriva a Via Merulana con l'idea di dare un'occhiata al foyer torna a casa con la fotografia della facciata e nulla più.

Dove si trova il Teatro Brancaccio e come arrivarci

Via Merulana è l'asse rettilineo che Sisto V fece aprire alla fine del Cinquecento per collegare Santa Maria Maggiore a San Giovanni in Laterano. Il Teatro Brancaccio occupa il tratto alto di questo rettifilo, sul lato del colle Oppio, in un punto che nel Novecento è diventato uno degli incroci di trasporto più densi della città. Questo spiega perché, nonostante la sala sia grande, il deflusso a fine spettacolo si smaltisca in fretta.

In metropolitana al Teatro Brancaccio

La fermata più comoda è Vittorio Emanuele sulla linea A: si esce su Piazza Vittorio, si prende Via Carlo Alberto o Via Merulana e in cinque o sei minuti si è davanti all'ingresso. Dalla linea B e dalla B1 la fermata è Cavour: la camminata è leggermente più lunga e in leggera salita lungo Via Giovanni Lanza, ma è il percorso che consiglio a chi arriva dal Colosseo, perché passa sotto San Pietro in Vincoli e regala uno sguardo sul rione Monti. Da Termini, che è il nodo dove confluiscono entrambe le linee, si arriva a piedi in un quarto d'ora abbondante attraversando l'Esquilino.

Autobus, taxi e auto per il Teatro Brancaccio

Le linee 16, 75, 714, 717 e C3 fermano a Merulana/Brancaccio e a Merulana/Mecenate, cioè praticamente sul marciapiede del teatro. Su Via Labicana, poche decine di metri più in basso, passano 3, 53, 85, 87, 186, 571 e 810, con la notturna N10 che copre l'uscita tarda dalle recite serali. Alcune di queste fermate sono state istituite in forma temporanea per lavori sulla rete di superficie, quindi conviene controllare la paletta prima di contare su una coincidenza. In taxi si arriva ai posteggi di Largo Brancaccio, Piazza Vittorio Emanuele II 113, Via Principe Amedeo 138, Via Giolitti 6 e Via Venosta. In automobile, l'onestà impone di dirlo: Via Merulana non ha parcheggio, le strisce blu intorno a Piazza Vittorio si liberano di rado e la zona è a ridosso della fascia a traffico limitato del centro storico. Se venite da fuori Roma, lasciate l'auto in un parcheggio di scambio e salite in metropolitana.

Teatro Brancaccio - Via Merulana 244 Roma
La sala del Teatro Brancaccio in Via Merulana

Listing Single Template 9 Metropolitana

  • Linea A, fermata Vittorio Emanuele
  • Linea B, fermata Cavour
  • Linea B1, fermata Cavour

Listing Single Template 11 Taxi

  • Largo Brancaccio
  • Piazza Vittorio Emanuele II, 113, telefono 328 4714714
  • Via Principe Amedeo, 138, telefono 06 4460182
  • Via Giolitti, 6
  • Via Venosta, telefono 6645

Listing Single Template 13 Autobus

  • Fermata Merulana/Brancaccio, linee 16, 75, 714, 717, C3
  • Fermata Merulana/Mecenate, linee 16, 75, 714, 717, C3
  • Fermata Labicana/Merulana, linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e notturna N10

Listing Single Template 15 Auto

  • Indirizzo per il navigatore: Via Merulana 244, 00185 Roma
  • Nessun parcheggio di pertinenza del teatro, sosta a pagamento scarsa nel raggio di trecento metri

Il botteghino del Teatro Brancaccio: orari, contatti e biglietti

Il botteghino è l'unico punto di contatto fisico con il teatro fuori dagli orari di spettacolo. Apre da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00 e la domenica nelle giornate in cui c'è recita; il lunedì è chiuso. L'indirizzo di posta elettronica è botteghino@teatrobrancaccio.it e il numero WhatsApp è 344 1455127. La sera dello spettacolo la cassa apre in genere un'ora prima dell'inizio, ma è una prassi che cambia con la produzione: se avete un ritiro da fare, arrivate con margine e non con la fretta dell'ultimo minuto.

Sui prezzi non vi racconto favole: al Brancaccio non esiste un biglietto standard. Un musical di grande formato con orchestra dal vivo, tre mesi di allestimento e un cast di quaranta persone ha un listino diverso da una serata di stand up o da una matinée per le scuole. I settori della sala sono articolati fra platea e balconata, e la differenza di prezzo fra prima fila di platea e ultima fila di balconata può essere sostanziosa. L'acquisto online passa dal rivenditore autorizzato che il teatro indica sul proprio sito ufficiale, e da lì si vede la mappa dei posti con le disponibilità aggiornate. Il consiglio pratico è uno solo: per i titoli più richiesti comprate appena il calendario esce, perché le date centrali di un musical di successo si esauriscono con settimane di anticipo.

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Il biglietto per gli spettacoli del Teatro Brancaccio si acquista anche online

Palazzo Brancaccio, il palazzo da cui nasce il Teatro Brancaccio

Per capire il teatro bisogna partire dal palazzo che gli ha dato il nome e il terreno. Palazzo Brancaccio è l'ultimo palazzo nobiliare costruito a Roma, e già questo basterebbe a renderlo un caso di studio: quando il cantiere si apre, la stagione dei grandi palazzi aristocratici romani è finita da un pezzo, e l'edilizia della capitale ha preso la strada delle palazzine borghesi umbertine.

Una dote americana per un principe napoletano

L'operazione nasce da un matrimonio. Elizabeth Hickson Field, figlia dell'americana Mary Elizabeth Bradhurst Field, sposa il principe Salvatore Brancaccio, di famiglia napoletana. La madre della sposa acquista nel 1879 dal Comune di Roma l'area dell'ex chiesa di Santa Maria della Purificazione con i terreni circostanti, sul fianco settentrionale del colle Oppio, e finanzia la costruzione della residenza. È una dinamica che l'Ottocento europeo conosce bene: il capitale americano entra nelle famiglie titolate del vecchio continente e ne rimette in moto i cantieri. Nel caso romano il risultato è un palazzo con giardino privato di quasi due ettari affacciato su Via Merulana, cosa che in centro a Roma, allora come oggi, è una rarità assoluta.

Koch, Carimini e un cantiere lungo quarant'anni

La direzione dei lavori passa di mano più volte, e questo spiega la fisionomia composita dell'edificio. La prima fase, fra il 1879 e il 1883, è di Gaetano Koch, l'architetto che a Roma ha firmato i palazzi della Banca d'Italia in Via Nazionale e i portici di Piazza della Repubblica. Dal 1886 al 1890 subentra Luca Carimini, romano, nato nel 1830 e morto nel 1890, una figura che merita due righe in più: orfano a quattordici anni, formato come scalpellino e decoratore, apre bottega grazie a uno zio, e solo a trentotto anni, nel 1868, si laurea in architettura alla Sapienza dopo aver studiato all'Accademia di San Luca. È l'artigiano che diventa progettista, il tipo umano che la Roma papalina produceva in serie e che la Roma capitale avrebbe smesso di produrre. Sue sono la ricostruzione di Sant'Ivo dei Bretoni e il convento di Sant'Antonio. A Carimini si deve l'ampliamento del palazzo lungo Via Merulana. Dopo la sua morte il cantiere prosegue con Rodolfo Buti e con Sacconi, e si chiude soltanto negli anni Venti del Novecento.

Il museo che non c'è più e lo spazio espositivo di oggi

Dal 1958 al 2017 una parte del palazzo ha ospitato il Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci, che poi è stato trasferito e confluito nel polo museale dell'EUR. Chi arriva oggi a Via Merulana cercando le collezioni asiatiche non le trova più in questo edificio: è una delle informazioni che circolano ancora sbagliate nelle guide vecchie. Oggi il palazzo è frazionato, una parte è destinata a eventi e ricevimenti e una parte ospita uno spazio espositivo di circa milleottocento metri quadrati ricavato negli ambienti affrescati del piano nobile.

1916: nasce il Teatro Morgana, futuro Teatro Brancaccio

Il teatro viene inaugurato il 16 gennaio 1916 con il nome di Teatro Morgana. Non è un edificio isolato: è costruito addossato al terrapieno dei giardini del palazzo Field-Brancaccio, sfruttando il dislivello del colle Oppio. Chi guarda la facciata da Via Merulana non se ne accorge, ma la sala è letteralmente incassata contro la collina, e quel rapporto con il terreno ha condizionato tutte le ristrutturazioni successive.

L'attribuzione del progetto va maneggiata con prudenza, perché le fonti non concordano. Una tradizione ricorrente lo fa risalire a un disegno di Luca Carimini portato a compimento dopo la sua morte dall'ingegner Sacconi, lo stesso che chiuse i lavori del palazzo; altre ricostruzioni attribuiscono direttamente a Giuseppe Sacconi, l'autore del Vittoriano, l'edificio del 1916. Quello che è documentato con certezza è il legame di cantiere fra palazzo e teatro: stesso committente, stessa area, stessa maestranza, e la sala che nasce come dépendance di spettacolo di una residenza privata.

Il nome Morgana dura poco. Negli anni la sala cambia insegna e prende quella di Politeama Brancaccio, poi Teatro Brancaccio, riferendosi alla famiglia proprietaria del terreno. Politeama, nel lessico teatrale italiano di inizio Novecento, indica proprio questo: un locale capace di ospitare generi diversi, dall'operetta alla rivista, dal concerto alla proiezione cinematografica. Il Brancaccio è nato con quella vocazione anfibia e non l'ha mai persa.

Il 1937, la capienza reale del Teatro Brancaccio e gli anni del cinema

La data che conta quanto il 1916 è il 1937. In quell'anno il teatro riapre in una configurazione completamente nuova, quella che ancora oggi riconoscete entrando: due foyer, un'ampia platea e due livelli rialzati, prima e seconda balconata. La capienza dell'epoca era di circa duemila posti, un numero da grande sala popolare che oggi nessuna norma di sicurezza permetterebbe di replicare.

Qui va detta con chiarezza una cosa che le fonti in rete confondono di continuo. La capienza attuale non è quella del 1937. Il teatro descrive oggi la propria sala storica come una sala di oltre milleseicento posti articolata in platea e balconata, con accesso alla buca d'orchestra e un palcoscenico ampio e attrezzato; circolano anche cifre intorno ai millesettecentocinquanta posti riferite a rilievi tecnici. La forbice dipende da come si contano i posti effettivamente vendibili in una data configurazione: una produzione con orchestra in buca, con torri audio in platea o con una scenografia che occupa il boccascena sottrae decine di poltrone. Il dato prudente, quello che vi serve davvero, è che il Brancaccio è una sala da oltre milleseicento posti: fra le più grandi di Roma e una delle poche in città capaci di ospitare un musical di formato internazionale senza tagli all'allestimento.

Dal 1937 lo spazio viene usato anche come cinema, e per decenni la doppia natura convive: pellicola nei pomeriggi feriali, palcoscenico la sera e nei fine settimana. È il modello economico che ha tenuto in vita mezza Roma teatrale nel dopoguerra, quando il cinema pagava le bollette e il teatro reggeva il prestigio.

Il ritorno al teatro: 1978 e la stagione lirica

La riapertura che riporta il Brancaccio al centro della scena romana è quella del 1978, dopo un restauro che restituisce la sala a un uso propriamente teatrale. Alla ripartenza sono legati i nomi di Gabriele Lavia e Gigi Proietti, due presenze che segnano il carattere della sala: teatro d'attore, verso alto ma linguaggio comprensibile, rapporto diretto con un pubblico che non è quello dei circuiti sperimentali.

Dal 1985 al 2000 il Brancaccio ospita le attività della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi porta lirica e balletto mentre il teatro di Piazza Beniamino Gigli affronta i propri lavori. Vedere il Teatro dell'Opera di Roma in trasferta su Via Merulana per quindici anni ha lasciato un segno tecnico preciso: la buca d'orchestra e le dotazioni di palcoscenico che la sala ha oggi nascono da quella lunga convivenza con la produzione lirica.

Le direzioni artistiche del Teatro Brancaccio

La cronologia delle gestioni racconta bene come sia cambiato il teatro italiano in trent'anni. Dopo la stagione dell'Opera arriva nel 2001 la direzione di Gigi Proietti, che resta fino al 2007 e imprime alla sala la propria idea di teatro popolare colto, con una attenzione particolare alla formazione degli attori. Dal 2007 al 2010 la direzione è di Maurizio Costanzo, che porta al Brancaccio il proprio linguaggio televisivo e una programmazione più ibrida. Dal 2010 al 2012 la gestione passa a Stage Entertainment Italia, la società internazionale del musical, e in quel biennio la sala viene calibrata definitivamente sulle esigenze del grande musical con orchestra dal vivo.

Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi, con la gestione di Viola Produzioni. È la fase più lunga e più coerente della storia recente del teatro: il Brancaccio diventa il perno di un gruppo che comprende altre sale romane e che produce spettacoli propri invece di limitarsi a ospitarli. Se oggi il Brancaccio non è soltanto un contenitore in affitto, lo si deve a questa scelta.

Teatro Brancaccio - Via Merulana 244 Roma
Il foyer e gli spazi interni del Teatro Brancaccio

La sala, il palcoscenico e i foyer del Teatro Brancaccio

La pianta è quella classica del grande politeama: platea profonda, due balconate sovrapposte, boccascena largo e buca d'orchestra utilizzabile. I due foyer sono ampi e serviti da due punti bar, e vengono impiegati anche fuori dalla stagione per conferenze, ricevimenti e mostre. Chi conosce le sale romane si accorge subito di una particolarità: al Brancaccio la balconata non è una loggia stretta appesa in alto, è una gradinata vera, con una pendenza che tiene la visuale libera anche nelle file di fondo.

Dove sedersi in platea al Teatro Brancaccio

Opinione netta, da chi in quella sala ci ha portato gruppi: le prime tre file di platea sono le poltrone peggiori del teatro. Si paga di più per stare sotto il livello del palco, con il collo piegato all'insù e con la buca d'orchestra che quando è aperta vi separa fisicamente dalla scena. Il punto migliore per un musical è il centro platea fra la settima e la quindicesima fila, dove il missaggio audio è calibrato e la scena si legge per intero. Per la prosa, dove conta il volto dell'attore, si può salire fino alle prime file della prima balconata senza perdere nulla e spendendo meno.

La seconda balconata e i posti a prezzo ridotto

La seconda balconata è il settore economico, e come tutti i settori economici delle grandi sale ha un difetto e un pregio. Il difetto è la distanza: per uno spettacolo di parola, senza amplificazione forte, da lassù si perde qualcosa. Il pregio è la visione d'insieme, che per una coreografia di danza o per un musical con numeri corali è addirittura preferibile alla platea. Se andate a vedere un balletto, la seconda balconata centrale è il miglior rapporto fra prezzo e resa che il Teatro Brancaccio offra.

Il Brancaccino, la seconda sala del Teatro Brancaccio

Il polo del Teatro Brancaccio non si esaurisce nella sala grande. Al secondo livello dell'edificio c'è il Brancaccino, uno spazio polivalente con platea telescopica da centoquattro posti, usato per la prosa contemporanea, la musica, la danza, i laboratori e le prove. Le dimensioni cambiano completamente la natura dell'esperienza: in una sala da cento posti il rapporto con l'attore è ravvicinato, non c'è amplificazione, non c'è schermatura, e gli spettacoli che vi si vedono appartengono spesso a compagnie giovani o a drammaturgie che in una sala da milleseicento posti non avrebbero respiro.

Il mio consiglio, per chi vive a Roma e non è di passaggio: tenete d'occhio il cartellone del Brancaccino oltre a quello della sala grande. Costa poco, si prenota con facilità e capita spesso di vedere lì, due o tre anni prima, gli attori che poi ritroverete nei cast dei musical al piano di sotto.

Il polo culturale e le accademie del Teatro Brancaccio

Intorno alle due sale ruota un sistema di formazione che pochi teatri italiani hanno strutturato con questa ampiezza. Il complesso comprende anche un parco urbano di circa due ettari, quello che era il giardino del palazzo, e un'ampia terrazza affacciata su Via Merulana.

STAP Brancaccio, l'accademia di recitazione

La STAP Brancaccio è l'accademia di recitazione, regia e drammaturgia del teatro, diretta da Lorenzo Gioielli. Forma attori con un percorso pluriennale che unisce tecnica di base, lavoro sul testo e pratica di palcoscenico dentro un teatro funzionante, che è la differenza sostanziale rispetto a una scuola ospitata in un'aula qualsiasi.

BMA, la Brancaccio Musical Academy

La BMA, Brancaccio Musical Academy, è l'accademia di drama e musical theatre diretta da Gianluca Guidi. Il musical italiano ha sofferto per anni della mancanza di interpreti capaci di reggere insieme canto, recitazione e danza: strutture come questa nascono esattamente per colmare quel vuoto, e il fatto che siano dentro il teatro che poi produce gli spettacoli chiude il cerchio.

Brancaccio Danza

Brancaccio Danza è il centro di formazione e ricerca sulla danza diretto da Alessandro Rende e Alessia Gatta, con un'attenzione dichiarata al linguaggio contemporaneo. Anche qui la logica è quella del luogo unico: si studia dove si produce e dove si va in scena.

Officine del Teatro Italiano e lo Spazio Impero

Nel 2014 nasce Officine del Teatro Italiano, il centro di produzione teatrale del Teatro Brancaccio dedicato al musical e alla prosa, che lavora sulle nove sale prove dello Spazio Impero. Le produzioni circolano poi negli altri spazi del gruppo, fra cui la Sala Umberto e lo Spazio Diamante. Per capirci: quando vedete un titolo in scena al Brancaccio, c'è una probabilità concreta che sia stato provato, costruito e messo in piedi a poche centinaia di metri da lì, e non comprato chiavi in mano da una società estera.

Laboratori, corsi e teatro ragazzi al Teatro Brancaccio

Il teatro organizza laboratori teatrali, workshop e corsi di teatro e danza per bambini, ragazzi e adulti, con una programmazione dedicata alle famiglie e ai bambini che occupa stabilmente i fine settimana della stagione. Le matinée per le scuole riempiono le mattine feriali di molti periodi dell'anno: se vi capita di passare in Via Merulana alle nove e mezza di un martedì di novembre e trovate duecento ragazzini in fila sul marciapiede, sapete che cosa sta succedendo.

La stagione tipo del Teatro Brancaccio

La stagione del Brancaccio va da ottobre a maggio, con code in giugno, e ha una struttura riconoscibile che si ripete di anno in anno. L'ossatura è fatta da due o tre grandi musical che tengono il cartellone per periodi lunghi, da due o tre settimane fino a un mese pieno; intorno a questi blocchi si incastrano i concerti, che al Brancaccio significano soprattutto cantautorato e musica d'autore in formato teatro, la prosa con nomi di richiamo, la danza contemporanea, il circo contemporaneo e la stand up comedy, che negli ultimi anni ha conquistato un numero crescente di date.

Il musical, al Brancaccio, non è un genere fra gli altri: è la specializzazione della casa. Le produzioni annunciate per le stagioni recenti comprendono titoli internazionali portati in italiano e produzioni originali con regie e libretti scritti apposta. I concerti in cartellone sono in genere serate singole o brevi residenze, come si vede dalle pagine dedicate ai concerti al Teatro Brancaccio e dalle serate di cantautorato italiano che la sala ospita con regolarità.

Il calendario aggiornato e i prezzi dei singoli titoli vanno letti sul sito ufficiale del teatro, perché cambiano da produzione a produzione e vengono pubblicati a scaglioni nel corso dell'anno.

Accessibilità del Teatro Brancaccio

Il teatro dispone di quattro posti in platea riservati a persone con disabilità motoria che utilizzano la sedia a ruote, con i rispettivi accompagnatori, e di un bagno accessibile al piano terra. Le balconate non sono raggiungibili in carrozzina e non ci sono ascensori per i livelli superiori: è un limite strutturale di un edificio del 1916 incassato contro una collina, e va messo in conto.

Sono previsti posti riservati in platea anche per persone con disabilità visiva o uditiva, sempre su richiesta e nei limiti della disponibilità. Chi ha un cane guida certificato può chiedere il biglietto scrivendo al botteghino e allegando la documentazione. Le persone con certificazione di disabilità o con Disability Card accedono a tariffe agevolate, che vengono però stabilite dalla singola produzione e quindi variano da spettacolo a spettacolo. La procedura è sempre la stessa: modulo di richiesta inviato a botteghino@teatrobrancaccio.it con copia della certificazione, e conferma dal botteghino su disponibilità e prezzo. Un biglietto comprato per altre vie non garantisce il posto accessibile: questo è il punto su cui si sbaglia più spesso, e comporta arrivare la sera dello spettacolo e scoprire che il posto assegnato è in balconata.

Una curiosità su Teatro Brancaccio

La curiosità che preferisco riguarda il nome che il teatro aveva alla nascita e che quasi nessuno ricorda: Teatro Morgana. Quando apre, il 16 gennaio 1916, l'Italia è in guerra da otto mesi, Roma è una città con meno di seicentomila abitanti e l'Esquilino è un quartiere di recentissima costruzione, tirato su in fretta dopo il 1870 per alloggiare la burocrazia del nuovo Stato. Inaugurare una sala di spettacolo in quel momento e in quel punto è una scommessa commerciale spericolata. Il nome Morgana, con quel richiamo alla fata del ciclo arturiano e al miraggio della fata morgana, apparteneva al gusto liberty dell'epoca e prometteva incanto a un pubblico che usciva dalle case nuove del rione per cercare svago a due passi da casa.

La seconda parte della curiosità è più concreta. Il teatro non fu costruito su un terreno pianeggiante: venne addossato al terrapieno dei giardini del palazzo Field-Brancaccio, sfruttando il fianco del colle Oppio come parete portante di fatto. Chi entra oggi in sala non percepisce nulla di tutto questo, perché il volume interno è regolarissimo; ma quella collina alle spalle del palcoscenico è il motivo per cui il Teatro Brancaccio, nel corso di un secolo, ha potuto essere allargato verso la strada e verso l'alto ma mai verso il fondo. Ogni ristrutturazione ha dovuto fare i conti con l'Oppio, e la sala che vedete è la forma che quel vincolo ha permesso.

Un dettaglio che completa il quadro: nel complesso sopravvive ancora un parco urbano di circa due ettari, quello che era il giardino privato del palazzo. Due ettari di verde privato a trecento metri da Piazza Vittorio, in una città che ha cementificato tutto il cementificabile fra il 1880 e il 1930, sono una anomalia storica che vale la pena conoscere.

Una cosa che non ti dice nessuno su Teatro Brancaccio

Nessuno vi dice che per quindici anni, dal 1985 al 2000, il Teatro Brancaccio è stato di fatto la casa provvisoria dell'Opera di Roma. La Fondazione ci ha portato lirica e balletto, e questo ha lasciato nella sala una eredità tecnica che gli spettatori di oggi usano senza saperlo: la buca d'orchestra, le dotazioni di palcoscenico, il dimensionamento acustico pensato per voci non amplificate. Quando oggi vedete un musical con orchestra dal vivo in buca, state usando un impianto nato per Verdi e Puccini.

La seconda cosa che raramente si legge riguarda la capienza. Le cifre che circolano in rete sul Teatro Brancaccio oscillano da milleseicento a duemila posti, e questo genera aspettative sbagliate. La spiegazione è che duemila era la capienza della configurazione del 1937, contata con criteri che non esistono più; la sala storica viene descritta oggi come una sala di oltre milleseicento posti, e il numero effettivamente in vendita cambia a ogni allestimento perché scenografie, torri audio e buca aperta sottraggono poltrone. Se leggete due numeri diversi su due siti diversi, non è che uno menta: stanno contando due cose diverse in due momenti diversi.

Terza informazione poco diffusa, e la più utile in pratica: il Brancaccio non ha un proprio parcheggio e non ha un guardaroba di dimensioni generose. In una serata di gennaio, con milleseicento cappotti, la coda al deposito a fine spettacolo è più lunga della coda per entrare. Chi ha fretta di prendere l'ultima metropolitana farebbe bene a tenersi il soprabito sulle ginocchia.

Il consiglio che ti do per visitare Teatro Brancaccio

Il primo consiglio è di metodo: al Teatro Brancaccio non si va a caso. La sala è grande e il grosso del cartellone è fatto di produzioni lunghe, quindi conviene scegliere la data con criterio invece di prendere l'ultima disponibile. Per un musical, evitate la prima assoluta e la primissima settimana: gli spettacoli di grande formato hanno un rodaggio tecnico vero, e i tempi si assestano dopo cinque o sei repliche. La seconda e la terza settimana di programmazione sono il momento in cui lo spettacolo gira meglio e i posti buoni sono ancora disponibili.

Il secondo consiglio riguarda l'orario di arrivo. Presentatevi in Via Merulana quaranta minuti prima dell'inizio, non dieci. Il motivo non è la fila alla cassa, che di solito è rapida: è che con una sala da oltre milleseicento posti il flusso in ingresso si concentra tutto negli ultimi quindici minuti, e chi arriva in coda entra in sala a luci già abbassate e disturba una fila intera per raggiungere il proprio posto. Quaranta minuti vi consentono anche di usare il foyer, che è ampio, servito da due bar e decisamente più gradevole del marciapiede.

Terzo consiglio, quello che do sempre ai gruppi: costruite la serata dentro una giornata, non da sola. Il Brancaccio è a dieci minuti a piedi da Santa Maria Maggiore, a un quarto d'ora dal Colosseo e a venti minuti dalla Basilica di San Giovanni in Laterano. Un pomeriggio all'Esquilino, una cena presto in zona Monti o in Via Merulana e poi lo spettacolo: è il modo in cui la serata rende di più, e vi risparmia due attraversamenti inutili della città.

Quarto e ultimo: se venite con qualcuno che ha difficoltà motorie, scrivete al botteghino con giorni di anticipo e non affidatevi all'acquisto online. I quattro posti accessibili in platea si assegnano su richiesta, e un biglietto comprato per altre vie non ve li garantisce.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il Teatro Brancaccio sia stato anche un cinema lo sanno in molti; che quella doppia vita sia durata decenni e abbia plasmato il teatro che vediamo oggi lo si dice quasi mai. Dal 1937 lo spazio funziona anche come sala cinematografica, e il modello economico dell'epoca è chiarissimo: la pellicola garantisce l'incasso quotidiano, il palcoscenico garantisce il prestigio e i grandi appuntamenti. Roma ha perso decine di sale che avevano esattamente questa doppia natura; il Brancaccio è fra i pochi ad aver attraversato il secolo senza chiudere e senza essere convertito in altro.

La conseguenza di quella lunga fase cinematografica si vede ancora nella sala. La pendenza della platea, la profondità del volume, l'ampiezza del boccascena sono misure che rispondono a due esigenze insieme: la visione di uno schermo e la visione di un palcoscenico. È anche il motivo per cui al Brancaccio funzionano bene gli spettacoli con proiezioni e scenografie video, che in altre sale storiche romane risultano forzati.

C'è poi un aspetto che riguarda il pubblico. Una sala che per decenni ha venduto biglietti di cinema a prezzo popolare costruisce un rapporto diverso con il quartiere rispetto a un teatro nato per un pubblico d'élite. All'Esquilino il Brancaccio è sempre stato il posto dove si andava, non il posto dove si era invitati. Quella abitudine di quartiere è sopravvissuta ai cambi di gestione ed è una delle ragioni per cui il teatro riempie anche i titoli meno pubblicizzati.

La foto giusta da fare a Teatro Brancaccio

La fotografia che funziona è la facciata su Via Merulana ripresa dal marciapiede opposto, di sera, con le insegne accese e la fila di spettatori che entra. Serve un accorgimento: mettetevi all'altezza del civico 233 sul lato dispari, un po' più in basso verso Via Labicana, e inquadrate in leggera diagonale. Da lì la facciata non appare schiacciata e in alto entra il profilo del terrapieno del colle Oppio con gli alberi del parco, che è esattamente il racconto visivo del teatro: un edificio di spettacolo appoggiato a una collina archeologica.

L'ora giusta è quella del crepuscolo civile, quando il cielo ha ancora un fondo blu e le luci sono già accese. Con il cielo nero perdete il profilo degli alberi e ottenete una facciata piatta con qualche macchia luminosa. In inverno significa intorno alle diciassette e trenta, in primavera verso le venti: coincide quasi sempre con l'apertura delle porte per lo spettacolo serale, e la fila davanti all'ingresso dà scala e vita all'inquadratura.

Dentro il teatro, invece, regolatevi con giudizio: durante lo spettacolo fotografare e riprendere è vietato, e non per capriccio ma per i diritti dei produttori e per il rispetto di chi ha pagato il biglietto. Il foyer prima dell'inizio e durante l'intervallo è invece il luogo dove si portano a casa le immagini migliori degli interni. Se cercate un secondo scatto forte all'esterno, camminate cento metri verso l'alto lungo Via Merulana: dal punto in cui la strada scollina si vede il fianco del complesso con il verde del parco sopra, e in una sola immagine avete il palazzo, il teatro e il giardino che li tiene insieme.

Teatro Brancaccio - Via Merulana 244 Roma
La facciata del Teatro Brancaccio su Via Merulana

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento è l'inaugurazione stessa, il 16 gennaio 1916, con il nome di Teatro Morgana. Aprire una sala nel pieno della Grande Guerra, in un rione costruito da appena trent'anni, non era un gesto scontato, e il fatto che quella sala esista ancora oggi con la stessa destinazione la rende una delle poche strutture di spettacolo romane con oltre un secolo di attività quasi ininterrotta.

Il secondo è la riapertura del 1937 nella configurazione attuale, con due foyer, la platea e le due balconate per circa duemila posti dell'epoca, e con il passaggio all'insegna Brancaccio. È l'anno in cui il teatro assume la fisionomia che ancora riconosciamo e in cui comincia il doppio uso, teatrale e cinematografico.

Il terzo avvenimento è il più celebre, e appartiene alla storia della musica prima ancora che a quella del teatro. Il 24 e il 25 maggio 1968 The Jimi Hendrix Experience suona al Teatro Brancaccio: quattro sessioni in due giorni, fra pomeriggio e sera, all'interno del tour europeo della band. La scaletta della replica del 25 maggio è documentata e comprendeva I Don't Live Today, Hey Joe, Stone Free, Manic Depression, Foxy Lady, Red House e Wild Thing. Il giorno dopo il gruppo suonava a Bologna. Sono le date che hanno fatto entrare il Brancaccio nella mitologia del rock italiano, e ancora oggi c'è chi entra in quella sala pensandoci.

Il quarto è la riapertura del 1978 dopo il restauro, con Gabriele Lavia e Gigi Proietti a segnare la ripartenza. Il quinto è il lungo insediamento della Fondazione dell'Opera di Roma dal 1985 al 2000, che per quindici anni fa del Brancaccio una sala lirica a tutti gli effetti. Il sesto è la nascita, nel 2014, di Officine del Teatro Italiano, che trasforma il teatro da luogo che ospita a luogo che produce, con nove sale prove allo Spazio Impero e una filiera interna che comprende le accademie di recitazione, musical e danza.

Chi è passato da Teatro Brancaccio

L'elenco degli artisti che sono saliti su quel palcoscenico è la ragione per cui i romani chiamano il Brancaccio il teatro di Roma. Dal versante del teatro comico e popolare italiano ci sono passati Ettore Petrolini, il più grande inventore di maschere del Novecento romano, Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Gigi Proietti, che al Brancaccio non è stato soltanto ospite ma direttore artistico dal 2001 al 2007.

Sul versante musicale la lista è altrettanto pesante. Louis Armstrong, Jimi Hendrix con le quattro sessioni del 24 e 25 maggio 1968, Fabrizio De André e Adriano Celentano sono i nomi che la storia della sala rivendica con maggiore orgoglio. Nel caso di Hendrix la documentazione è puntuale, con scaletta e date verificabili; per gli altri si tratta di una tradizione consolidata della casa, riportata dal teatro stesso.

Poi c'è il capitolo della direzione. Gabriele Lavia alla riapertura del 1978, Gigi Proietti negli anni Duemila, Maurizio Costanzo dal 2007 al 2010, la società internazionale del musical fra il 2010 e il 2012 e Alessandro Longobardi da settembre 2012: cinque modi diversi di intendere che cosa debba essere una grande sala romana, tutti passati per la stessa porta di Via Merulana.

Infine ci sono le presenze meno visibili ma non meno importanti: i cantanti e i ballerini formati alle accademie della casa, che dal Brancaccino o dalle sale prove dello Spazio Impero sono arrivati ai cast dei musical della sala grande. In un teatro che produce, chi è passato non è soltanto chi ha calcato il palco per una sera.

L'Esquilino intorno al Teatro Brancaccio

Il quartiere merita più di una frase di passaggio, perché è una delle zone più fraintese di Roma. L'Esquilino nasce come rione di espansione dopo il 1870, progettato a scacchiera piemontese intorno a Piazza Vittorio Emanuele II, la piazza porticata più grande della città. Per un secolo è stato il quartiere degli impiegati statali, poi il quartiere del mercato, e dagli anni Novanta è diventato la zona più multietnica di Roma. Chi ci passa solo di corsa fra la stazione e il Colosseo si perde una delle stratificazioni urbane più interessanti della capitale.

Piazza Vittorio e il mercato, a due passi dal Teatro Brancaccio

Il giardino di Piazza Vittorio conserva i resti dei Trofei di Mario, la mostra monumentale di un acquedotto severiano, e la Porta Alchemica, l'unica porta magica con iscrizioni alchemiche rimasta a Roma, proveniente dalla villa del marchese Palombara. Il Nuovo Mercato Esquilino, trasferito dalla piazza nei capannoni di Via Principe Amedeo, è il posto dove si comprano a Roma le spezie, il pesce e le verdure che negli altri mercati non si trovano. D'estate il giardino della piazza ospita un'arena cinematografica all'aperto, e le notti di cinema a Piazza Vittorio sono ormai un appuntamento fisso del calendario estivo romano.

Le chiese e i musei nel raggio di dieci minuti dal Teatro Brancaccio

Camminando verso l'alto di Via Merulana si arriva in pochi minuti a Santa Maria Maggiore, con i mosaici paleocristiani della navata. Nella direzione opposta, scendendo verso Via Labicana, ci sono San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo e, sul colle Oppio, la Domus Aurea di Nerone. A pochi isolati c'è la Basilica di Santa Prassede, con la cappella di San Zenone, il più importante ambiente interamente mosaicato dell'alto medioevo romano. Su Via Merulana, all'altezza del civico 121, Palazzo Merulana ospita una collezione di arte italiana del Novecento ed è la scelta giusta per riempire il pomeriggio prima di uno spettacolo serale. Poco lontano, sotto il piano stradale di Largo Leopardi, c'è l'Auditorium di Mecenate, ninfeo di età augustea che del quartiere racconta la fase più antica.

Dove mangiare prima dello spettacolo al Teatro Brancaccio

Non vi faccio nomi di ristoranti, perché cambiano gestione più in fretta di quanto si aggiorni una pagina. Vi do il criterio, che vale di più: mangiate presto, entro le diciannove e trenta, e mangiate leggero. Le trattorie del rione Monti, a cinque minuti risalendo verso Via Giovanni Lanza, e le cucine dell'Esquilino intorno a Via Principe Amedeo coprono una gamma di prezzi ampia e di cucine diverse, dalla romana classica all'asiatica. Evitate i locali con il menu turistico esposto in quattro lingue davanti alla porta a ridosso di Piazza Vittorio: pagherete di più per mangiare peggio, e con lo spettacolo alle ventuno non avete il tempo di rimediare.

Il Teatro Brancaccio con i bambini

La programmazione per famiglie è una delle gambe stabili del cartellone, non un contentino. Il teatro ragazzi occupa i fine settimana, le matinée per le scuole riempiono le mattine feriali e i laboratori teatrali per bambini e adolescenti funzionano durante tutto l'anno. La sala grande, con la sua pendenza generosa, è adatta anche agli spettatori bassi di statura, che è un problema molto concreto nei teatri all'italiana con la platea piatta.

Due avvertenze da professionista. La prima: per un bambino sotto i sei anni un musical da due ore e mezzo con intervallo è lungo, e le poltrone di platea sono profonde; meglio scegliere i titoli espressamente dedicati alla fascia d'età piuttosto che portarli a un grande titolo serale. La seconda: la balconata, con bambini piccoli, è scomoda per il semplice fatto che i gradini sono ripidi e al buio si fa fatica. Con i più piccoli, platea.

Quando andare al Teatro Brancaccio e quando evitarlo

I mesi pieni sono da novembre a marzo, quando i grandi titoli si accavallano. Dicembre è il mese più affollato dell'anno: le repliche natalizie di un musical di richiamo si esauriscono con largo anticipo e i prezzi dei settori migliori salgono. Se cercate la sala nella sua forma più comoda, puntate su un martedì o un mercoledì di gennaio o di febbraio: stesso spettacolo, meno gente in foyer, posti buoni ancora liberi e un bicchiere all'intervallo senza fare la coda.

Da evitare, se potete: la prima replica assoluta di una produzione nuova, per le ragioni tecniche già dette, e il sabato sera delle ultime due settimane di un titolo di successo, quando la sala è piena al limite e l'uscita richiede tempo. In estate il Brancaccio riduce drasticamente l'attività, perché la stagione romana si sposta all'aperto: se siete a Roma in luglio o in agosto conviene guardare verso le arene e i festival estivi piuttosto che sperare in una serata in Via Merulana.

Il Teatro Brancaccio e le altre grandi sale romane

Vale la pena capire dove si colloca il Brancaccio nel panorama cittadino, perché la scelta della sala cambia il tipo di serata. Il Teatro Sistina, vicino a Via Veneto, è l'altro grande polo romano del musical e della commedia musicale, con una storia che parte da Garinei e Giovannini. Il Teatro Ambra Jovinelli, a due passi dalla stazione Termini, è la casa storica dell'avanspettacolo e oggi della comicità d'autore. Il Teatro Olimpico, ai Parioli, è la sala della grande danza internazionale. Il Brancaccio, con i suoi oltre milleseicento posti, è la sala che regge i formati più grandi e le orchestre in buca: è per questo che i musical internazionali, quando arrivano a Roma, arrivano quasi sempre qui.

Domande veloci su Teatro Brancaccio

Dove si trova esattamente il Teatro Brancaccio?

In Via Merulana 244, 00185 Roma, nel rione Esquilino, sul fianco del colle Oppio, fra Santa Maria Maggiore e il Colosseo.

Qual è la metro più vicina al Teatro Brancaccio?

Vittorio Emanuele sulla linea A, a cinque o sei minuti a piedi. In alternativa Cavour sulla linea B e B1, con una camminata leggermente più lunga lungo Via Giovanni Lanza.

Quali autobus fermano vicino al Teatro Brancaccio?

Le linee 16, 75, 714, 717 e C3 alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate; su Labicana/Merulana fermano 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810 e la notturna N10. Alcune fermate sono temporanee, quindi conviene controllare la paletta.

Quanti posti ha il Teatro Brancaccio?

Il teatro descrive la propria sala storica come una sala di oltre milleseicento posti fra platea e balconata. La configurazione del 1937 ne prevedeva circa duemila dell'epoca. Il numero effettivamente in vendita cambia da allestimento ad allestimento.

Quanto costa il biglietto per il Teatro Brancaccio?

Non esiste un prezzo unico: ogni produzione stabilisce il proprio listino, articolato per settori di platea e balconata. Il prezzo del singolo spettacolo si legge sulla pagina dedicata del sito ufficiale del teatro.

Dove si comprano i biglietti del Teatro Brancaccio?

Al botteghino di Via Merulana 244 negli orari di apertura, oppure online tramite il rivenditore autorizzato che il teatro indica sul proprio sito ufficiale.

Quali sono gli orari del botteghino del Teatro Brancaccio?

Da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00, la domenica in corrispondenza degli spettacoli, chiuso il lunedì. Contatti: botteghino@teatrobrancaccio.it e WhatsApp 344 1455127.

Il Teatro Brancaccio si può visitare di giorno?

No. Non è un museo e non ci sono visite guidate della sala: si entra soltanto per assistere a uno spettacolo.

Il Teatro Brancaccio è accessibile in sedia a rotelle?

La platea sì, con quattro posti riservati e i rispettivi accompagnatori, e c'è un bagno accessibile al piano terra. Le balconate non sono raggiungibili in carrozzina e non ci sono ascensori per i piani superiori.

Come si prenota un posto accessibile al Teatro Brancaccio?

Inviando il modulo di richiesta a botteghino@teatrobrancaccio.it con copia della certificazione di disabilità o della Disability Card. Il botteghino conferma disponibilità e tariffa. Un biglietto acquistato per altre vie non garantisce il posto accessibile.

Si possono fare foto al Teatro Brancaccio?

Durante lo spettacolo no, riprese e fotografie sono vietate. Nel foyer, prima dell'inizio e all'intervallo, in genere si può.

Quanto dura uno spettacolo al Teatro Brancaccio?

Dipende dal genere. Un musical di grande formato supera spesso le due ore con intervallo, un concerto si aggira sulle due ore, uno spettacolo di prosa o di stand up può stare entro l'ora e mezza. La durata dichiarata è indicata sulla pagina del singolo titolo.

A che ora cominciano gli spettacoli al Teatro Brancaccio?

Gli orari variano per produzione e per giorno della settimana, con recite serali, pomeridiane nei fine settimana e matinée per le scuole nelle mattine feriali. L'orario esatto è sul biglietto e sulla pagina dello spettacolo.

C'è un parcheggio al Teatro Brancaccio?

Il teatro non ha un parcheggio di pertinenza e la sosta su strada intorno a Via Merulana è scarsa. Conviene arrivare con la metropolitana o in taxi.

Che cos'è il Brancaccino?

È la seconda sala del complesso, uno spazio polivalente con platea telescopica da centoquattro posti, dedicato a prosa contemporanea, musica, danza, laboratori e prove.

Il Teatro Brancaccio è adatto ai bambini?

Sì, con una programmazione dedicata alle famiglie nei fine settimana, matinée per le scuole e laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Per i più piccoli conviene scegliere i titoli pensati per la loro fascia d'età e sedersi in platea.

Che tipo di spettacoli si vedono al Teatro Brancaccio?

Musical, danza contemporanea, concerti, prosa, circo contemporaneo, stand up comedy e teatro ragazzi. Il musical di grande formato è la specialità della casa.

Quando va in scena la stagione del Teatro Brancaccio?

Da ottobre a maggio, con qualche appuntamento in giugno. I titoli maggiori occupano il cartellone per settimane intere e vengono annunciati a scaglioni nel corso dell'anno.

Chi dirige oggi il Teatro Brancaccio?

La direzione artistica è di Alessandro Longobardi da settembre 2012, con la gestione di Viola Produzioni.

Perché il Teatro Brancaccio si chiama così?

Dal nome della famiglia proprietaria dell'area, i Field-Brancaccio, sul cui terrapieno il teatro fu costruito. Alla nascita, nel 1916, si chiamava Teatro Morgana.

Che differenza c'è fra il Teatro Brancaccio e il Palazzo Brancaccio?

Il palazzo è la residenza nobiliare ottocentesca, l'ultima costruita a Roma, oggi sede di spazi espositivi e per eventi. Il teatro è l'edificio di spettacolo del 1916 addossato al terrapieno dei suoi giardini. Sono due cose distinte con ingressi separati.

Il Teatro Brancaccio è stato davvero un cinema?

Sì. Dal 1937 lo spazio è stato usato anche come sala cinematografica, e la doppia funzione ha convissuto per decenni prima del restauro che nel 1978 lo ha riportato a un uso pienamente teatrale.

Che cosa c'è da vedere vicino al Teatro Brancaccio?

Santa Maria Maggiore, Santa Prassede, San Pietro in Vincoli con il Mosè, la Domus Aurea sul colle Oppio, Palazzo Merulana, l'Auditorium di Mecenate, Piazza Vittorio con la Porta Alchemica e il Nuovo Mercato Esquilino. Il Colosseo è a un quarto d'ora a piedi.

Il mio consiglio finale sul Teatro Brancaccio

Se dovessi indicare una sola ragione per comprare un biglietto al Brancaccio invece che altrove, non citerei la storia né i nomi passati da quel palcoscenico. Direi la scala. A Roma ci sono teatri più belli, più antichi, più nobili; non ce ne sono molti in cui un'orchestra in buca, un coro di quaranta persone e una scenografia a più piani entrino tutti insieme senza che nessuno debba rinunciare a qualcosa. Chi ama il musical lo sa già. Chi non lo ama dovrebbe provarci una volta, in una sala che quel formato lo regge davvero, invece di giudicarlo da una versione ridotta vista in un teatro troppo piccolo.

E poi c'è il quartiere. Una serata al Teatro Brancaccio è una scusa per stare all'Esquilino dopo il tramonto, che è il momento in cui quel rione dà il meglio. Prendete la metro A fino a Vittorio Emanuele, camminate lungo Via Merulana, entrate con calma. Il resto lo fa il palcoscenico. Per chi organizza una giornata romana intorno allo spettacolo, gli itinerari e i servizi di accompagnamento professionale in città li trovate su TourLeaderPro Roma, e per un gruppo o un evento aziendale la strada più rapida è la pagina contatti di TourLeaderPro. Se invece state pianificando il viaggio in inglese, la guida alle cose da fare a Roma di ItalyPlanner e la home di ItalyPlanner mettono in fila le prenotazioni da fare in anticipo.

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IndirizzoVia Merulana, 244, 00185 Roma RM Esquilino, Roma, Roma Città
Telefono06 8068 7231
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