Spiaggia di Santa Severa
La Spiaggia di Santa Severa occupa il litorale della frazione di Santa Severa, comune di Santa Marinella, provincia di Roma, lungo la Strada statale 1 Via Aurelia: il riferimento stradale del Castello, che sorge direttamente sull'arenile, è SS1 Via Aurelia km 52,600, 00058 Santa Marinella (RM). In auto da Roma si esce dalla A12 Roma Civitavecchia allo svincolo Santa Severa Santa Marinella, poi si segue l'Aurelia; in treno si scende alla stazione di Santa Severa, sulla linea tirrenica servita dai regionali della direttrice Roma Termini Civitavecchia, e dal piazzale si raggiunge il mare a piedi in pochi minuti. La spiaggia è libera e gratuita per tutta la sua lunghezza nei tratti non dati in concessione. Il biglietto del complesso museale del Castello di Santa Severa, secondo il listino pubblicato dal sito ufficiale, è di 4,00 euro intero e 3,00 euro ridotto, con la Torre Saracena a 2,00 euro in aggiunta; i minori di diciotto anni accompagnati da un adulto pagante entrano gratuitamente, e chi esibisce il biglietto ottiene tre ore di sosta gratuita nel parcheggio. Gli orari del complesso cambiano quattro volte l'anno: dal 1 settembre al 31 ottobre dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19; dal 1 novembre al 31 marzo dal martedì al venerdì dalle 9 alle 16 e nei fine settimana dalle 10 alle 17; dal 1 aprile al 30 giugno come in autunno; dal 1 luglio al 31 agosto dal martedì alla domenica dalle 15 a mezzanotte. Chiusura il lunedì. Per l'ostello interno le prenotazioni passano dal numero 06 51681785 e dall'indirizzo di posta dedicato indicato sul sito del Castello. Conviene sempre ricontrollare tariffe e orari sul sito ufficiale prima di partire, perché il calendario stagionale si muove.
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Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
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Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Chi vuole inquadrare questo tratto di costa dentro un giro più largo trova il contesto nella pagina del Castello di Santa Severa e in quella della vicina Spiaggia di Santa Marinella.

Dove si trova la Spiaggia di Santa Severa e come ci si arriva
Santa Severa è l'unica frazione di Santa Marinella ed è anche il suo centro balneare più frequentato. Si estende lungo la via Aurelia, l'antica consolare aperta nel III secolo a.C. verso l'Etruria costiera, a circa otto chilometri a sud del capoluogo comunale e a una cinquantina di chilometri a nord di Roma, all'estremità meridionale della maremma laziale e ai piedi dei Monti della Tolfa. Il nome viene dalla martire Severa, venerata qui e uccisa secondo la tradizione nel II secolo: non è una santa di cartello turistico, è il nome che la comunità locale porta da più di mille anni.
La parte abitata della frazione misura all'incirca tre chilometri. Il confine meridionale è il castello medievale; quello settentrionale è la località dei Grottini, che deve il proprio nome alla costa rocciosa sottostante. In mezzo corre l'arenile, interrotto da qualche pennello e da alcune concessioni.
In auto verso la Spiaggia di Santa Severa
Il litorale è lambito a nord dalla Strada statale 1 Via Aurelia e si trova a poca distanza dall'uscita Santa Severa Santa Marinella dell'Autostrada A12 Roma Civitavecchia. Da Roma nord il tragitto autostradale è quello più rapido, ma la strada che regala qualcosa è l'Aurelia vecchia, con i cartelli che nominano Pyrgi e i campi che scendono verso il mare. Il parcheggio principale è quello a ridosso del castello, a pagamento nella stagione calda: con il biglietto del museo si recuperano tre ore gratuite, e questo cambia il conto di una giornata intera più di quanto sembri. Il fine settimana di luglio e agosto i posti finiscono presto: chi arriva dopo le dieci del mattino si accontenta delle strade interne.
In treno alla Spiaggia di Santa Severa
La frazione possiede una stazione sulla ferrovia tirrenica, nel tratto compreso fra Marina di Cerveteri e Santa Marinella. È servita dai treni regionali della direttrice Roma Civitavecchia, che partono da Termini, Ostiense, Trastevere e San Pietro: orari e fermate si controllano sul sito di Trenitalia, perché non tutte le corse fermano a Santa Severa. Dal piazzale della stazione il mare si raggiunge a piedi. È la soluzione che consiglio a chi viene da Roma per la giornata, perché toglie di mezzo il problema della sosta e permette di bere qualcosa la sera senza guidare.
Le strade della frazione
Un dettaglio che ai romani sfugge e che ai bambini diverte: le vie di Santa Severa sono organizzate per famiglie tematiche. C'è il gruppo delle piante (via delle Rose, via degli Oleandri), quello delle civiltà e delle casate storiche (via dei Normanni, via degli Orsini, via dei Pelasgi), quello dei personaggi storici (via Giovanni Falcone) e quello dei fiumi (via Tevere, via Isonzo, via Tagliamento). Non è un vezzo: è il segno di una lottizzazione pianificata a tavolino, cresciuta per blocchi successivi. Quando ci si perde fra le villette, il nome della strada dice a quale decennio appartiene il quartiere che si sta attraversando.
Che spiaggia è davvero la Spiaggia di Santa Severa
Va detto subito, perché è la prima cosa che spiazza chi arriva dalle spiagge chiare della Versilia o del Circeo: la sabbia qui è scura. Grigio ferro, quasi nera quando è bagnata, fine e pesante. Non è sporcizia e non è alga macinata: è la composizione mineralogica del litorale, alimentato dai materiali vulcanici che i corsi d'acqua hanno trasportato per millenni dai rilievi interni verso il Tirreno. La fascia costiera fra Ladispoli e Santa Marinella condivide lo stesso carattere, e Santa Severa ne è il tratto più fotogenico perché la sabbia scura fa da fondo al travertino chiaro del castello.
La sabbia scura della Spiaggia di Santa Severa
La sabbia si scalda molto più delle sabbie silicee chiare. In agosto, alle due del pomeriggio, camminare scalzi dal bagnasciuga all'ombrellone è una prova fisica seria: ciabatte obbligatorie, soprattutto con i bambini. In compenso la stessa proprietà rende la spiaggia gradevolissima a maggio e a settembre, quando il sole è basso e la sabbia trattiene calore fino a sera. Chi ha letto le vecchie guide con l'espressione sabbie nere pensa a una spiaggia lavica: non è quel fenomeno, è un litorale di sabbie ferrifere. Se ci si passa sopra una calamita da frigorifero si vedono attaccarsi i granuli scuri, ed è un gioco che tiene occupati i figli per mezz'ora buona.
I Grottini, il confine nord
La località dei Grottini chiude la frazione a settentrione e prende il nome dalla costa rocciosa che la sorregge. È il tratto meno sabbioso e più selvatico, con scogli bassi, pozze e piccole cale: non è comodo per le famiglie con i passeggini, è ottimo per chi porta la maschera. Il fondale è più mosso e più interessante, con scogli sommersi a pochi metri dalla riva. La frequentano soprattutto i residenti, e si vede.
Il tratto davanti al Castello di Santa Severa
Il cuore del litorale è la mezzaluna di sabbia che si apre davanti alla rocca. Qui il mare degrada dolcemente, il fondale resta basso per parecchi metri e la corrente è di norma debole. È il punto più affollato di tutta la costa fra Ladispoli e Civitavecchia nei fine settimana di luglio, e ha una ragione precisa: si fa il bagno guardando un castello dell'undicesimo secolo che poggia su mura poligonali romane. In Italia i posti dove succede si contano sulle dita.
Spiagge libere e stabilimenti sulla Spiaggia di Santa Severa
La Spiaggia di Santa Severa alterna tratti liberi e stabilimenti in concessione. I tratti liberi sono ampi e si allungano soprattutto verso nord; gli stabilimenti offrono noleggio di ombrelloni e lettini, docce, bar e in alcuni casi il servizio di salvataggio. Le tariffe cambiano di anno in anno e di giorno della settimana, quindi si chiedono al gestore. Regola pratica che vale ovunque su questo litorale: nelle spiagge libere il servizio di salvamento non è garantito, e con il mare mosso da libeccio la risacca sulla battigia scura diventa fastidiosa. Le ordinanze balneari comunali fissano ogni anno l'inizio e la fine della stagione, gli obblighi delle concessioni e i divieti: il Comune di Santa Marinella le pubblica sul proprio sito istituzionale.
Il mare e la qualità delle acque
Le acque di balneazione del litorale di Santa Marinella sono monitorate dall'Arpa Lazio, che campiona periodicamente i punti di prelievo lungo la costa e pubblica le classificazioni ufficiali. Le rilevazioni degli ultimi anni collocano la gran parte dei punti di questo tratto nella classe più alta. Il portale dell'Arpa Lazio e il portale acque del Ministero della Salute riportano il dato aggiornato punto per punto: è la fonte da consultare prima di una giornata di mare, molto più affidabile di qualunque classifica giornalistica.
Il Castello di Santa Severa, il pezzo forte della Spiaggia di Santa Severa
Nessuna spiaggia del Lazio ha un monumento come questo appoggiato sopra. Il complesso del Castello di Santa Severa è un organismo stratificato che parte dall'età del Bronzo e arriva a oggi, e dall'aprile del 2017 la Regione Lazio lo tiene aperto stabilmente al pubblico con una formula che unisce museo, ostello, spazi per eventi e ristorazione. Il biglietto del museo, secondo il listino ufficiale, dà accesso a Piazza della Rocca, alla chiesa paleocristiana, alla Sala del Nostromo e alla Sala Pyrgi e al Museo del Castello; il Battistero e la Torre Saracena hanno una tariffa separata. L'ingresso alle mura esterne, ai cortili e alla chiesa nelle aperture domenicali è libero: si può passeggiare nel borgo senza spendere nulla, e questo è il modo in cui la maggior parte della gente lo vive.
Il Museo del Mare e della Navigazione Antica
Fondato nel 1993 e rinnovato integralmente nel 2016, occupa sette sale con oltre cento reperti. Il filo è l'archeologia subacquea del litorale compreso fra Alsium e Centumcellae, cioè fra l'odierna Ladispoli e Civitavecchia, con un capitolo dedicato al porto di Pyrgi. L'allestimento comprende ricostruzioni a grandezza reale di ambienti e strumentazioni di bordo, messe a punto dal Centro Studi marittimi insieme a università italiane ed europee. Nel 2005 ha ottenuto il marchio di qualità regionale, e negli anni è finito nelle trasmissioni divulgative della televisione pubblica. Per chi arriva dalla spiaggia è il museo giusto: si esce dall'acqua e si entra a vedere come navigavano quelli che quell'acqua la solcavano duemilacinquecento anni fa. Sopravvalutata, secondo me, la parte scenografica; sottovalutatissima la sezione sulle anfore, che racconta il commercio mediterraneo meglio di dieci pannelli di testo.
Il Museo del Castello
Occupa ottocento metri quadrati distribuiti su tre livelli dentro la Rocca trecentesca, circondata dal fossato e dalle torri. Il percorso va dall'età etrusca a oggi con pannelli, videoproiezioni e ricostruzioni tridimensionali. Fra i pezzi esposti: la ricostruzione della cucina e della mensa medievale con resti originali, il sigillo di Pietro Romano Bonaventura, abiti storici ricostruiti filologicamente, e i materiali provenienti dal cimitero medievale studiati dall'Università di Tor Vergata. Si visitano la cappella interna della Rocca, una sala con affreschi dell'epoca di Urbano VIII e le due torri angolari cilindriche del lato meridionale. La parte digitale comprende realtà aumentata, monitor multitouch, tappeti interattivi e visori per la realtà virtuale che ricostruiscono il porto etrusco, le navi fenicie e le strutture romane.
La Torre Saracena
È la parte più antica del complesso: il nucleo risale al IX secolo, con rifacimenti fra Cinquecento e Seicento. Nata per il controllo del litorale e per l'avvistamento dei vascelli saraceni, funzione che svolse soprattutto fra XVI e XVIII secolo, è una torre cilindrica con elementi decorativi rinascimentali, collegata al castello da un ponte levatoio posto a venti metri di altezza. All'interno tre ambienti circolari sovrapposti conducono alla terrazza sommitale, la piazza d'Armi, da cui si domina tutto il litorale. Il nome attuale è recente: fino al restauro degli anni Sessanta si chiamava semplicemente Torre del Castello. La salita non è adatta a chi soffre di vertigini, e il biglietto aggiuntivo di 2,00 euro è, a mio parere, il migliore investimento dell'intera visita.
La chiesa paleocristiana e il Battistero
È l'edificio di culto più antico del complesso, databile intorno alla metà del V secolo e con ogni probabilità dedicato alla martire Severa. Fu individuata nel 2007 da indagini della soprintendenza archeologica dell'Etruria meridionale condotte insieme al Museo del Mare e ai gruppi archeologici locali: le murature dell'abside affioravano a soli dieci centimetri sotto il piano di calpestio moderno. L'aula misurava circa undici metri di larghezza ed era divisa in tre navate da colonne in muratura; l'abside centrale, larga tre metri e mezzo, conserva tracce di affresco. La chiesa fu costruita sopra una villa romana, di cui restano lacerti di pavimento, e la vasca battesimale ricavata in un ambiente termale preesistente. Gli scavi hanno restituito ceramiche, vetri, metalli e resti alimentari del XIII e XIV secolo. L'edificio fu abbandonato e in parte demolito alla fine del Trecento, forse dopo un incendio. Il culto di Severa è attestato almeno dal IX secolo e la sua festa cade il 5 giugno.
Il borgo, la chiesa di Santa Maria Assunta e l'ostello
Dentro le mura si cammina in un piccolo borgo con la piazza, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, le case e gli spazi oggi destinati ai servizi. L'ostello del Castello offre 42 posti letto in 14 stanze, nove delle quali con vista sul mare, con camere da uno a quattro letti; ogni stanza ha aria condizionata, riscaldamento, biancheria, asciugamani e un piccolo frigorifero. C'è un'area comune con cucina attrezzata e sala relax, e il parcheggio è gratuito per gli ospiti. Check in dalle 15 alle 22,30, check out entro le 10,30, struttura per non fumatori, animali non ammessi; la reception risponde dalle 7 alle 23 al numero 06 51681785. Chi dorme in ostello paga il biglietto del castello 6 euro. Dormire dentro le mura e scendere in spiaggia all'alba, prima che arrivi chiunque, è una delle esperienze migliori che il litorale laziale sappia offrire.
Antiquarium, Museo del Territorio e scavi di Pyrgi
Il sito ufficiale segnala che l'Antiquarium di Pyrgi è chiuso per lavori di ristrutturazione e che anche il Museo del Territorio e l'accesso agli scavi non risultano al momento visitabili nella formula ordinaria. È bene informarsi in biglietteria o sul sito prima di partire con quell'obiettivo in testa, perché il quadro cambia con l'avanzare del cantiere e con i calendari delle visite guidate speciali.

Pyrgi, il porto etrusco sotto la Spiaggia di Santa Severa
Sotto gli ombrelloni c'è uno dei siti archeologici più importanti dell'Etruria. Nello stesso luogo del castello, al limite meridionale della frazione, esisteva già nell'età del Bronzo un villaggio costiero, documentato da ritrovamenti ceramici. Su quell'insediamento crebbe Pyrgi, l'abitato etrusco che divenne il porto principale di Caere, l'odierna Cerveteri, distante tredici chilometri verso l'interno, e uno dei maggiori scali marittimi di tutta l'Etruria. Il nome è greco e significa torri. Le condizioni ambientali erano favorevoli: il sito ospitò almeno due bacini portuali distinti, la flotta della città e un grande complesso sacro. Mercanti greci e fenici vi arrivavano regolarmente, e Virgilio cita Pyrgi nell'Eneide fra le comunità etrusche alleate di Enea.
Il santuario monumentale e i templi A e B
Gli scavi hanno riportato alla luce i resti di un grande santuario sorto a pochi passi dalla riva, con due templi convenzionalmente indicati come A e B. Il tempio B è il più antico, databile alla fine del VI secolo a.C.; il tempio A, più grande e più imponente, appartiene alla prima metà del V secolo a.C. La divinità titolare è la dea etrusca Uni, assimilata alla fenicia Astarte, affiancata da Thesan, la dea dell'aurora che il mondo greco conosceva come Leukothea. Un santuario dedicato a una divinità femminile mediterranea, costruito da una città etrusca, con iscrizioni in fenicio: Pyrgi è la prova più nitida che l'Etruria non fu mai un mondo chiuso.
L'area sud e i culti di Cavatha e Suri
Le campagne più recenti hanno individuato, a meridione del santuario monumentale, una seconda area sacra di carattere del tutto diverso, dedicata a culti ctoni legati alle divinità Cavatha e Suri. Non è un dettaglio per specialisti: significa che nello stesso porto convivevano un culto ufficiale e solenne, rivolto al mare e ai commerci, e un culto sotterraneo, oracolare, legato al mondo dei morti e alla guarigione. La ricerca è tuttora aperta e gli scavi proseguono.
Le lamine d'oro di Pyrgi
L'8 luglio 1964, durante una campagna di scavo diretta da Massimo Pallottino, emersero tre lamine d'oro alte circa venti centimetri, databili fra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C. Portano un testo sacro in fenicio e in etrusco e documentano la consacrazione del tempio B alla dea Uni Astarte per volontà di Thefarie Velianas, supremo magistrato di Caere. Il testo fenicio insiste sul riconoscimento che la dea gli avrebbe accordato per la sua posizione al vertice della città; la versione etrusca privilegia gli aspetti rituali del culto. È il documento bilingue più importante che l'archeologia etrusca abbia mai prodotto, e per gli studi sulla lingua etrusca ha avuto lo stesso ruolo che la stele di Rosetta ebbe per l'egiziano, con la differenza che l'etrusco resta tuttora in larga parte indecifrato. Le lamine sono esposte al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
I Sette contro Tebe e Villa Giulia
L'altro ritrovamento che ha reso celebre Pyrgi è il gruppo di frammenti di un altorilievo in terracotta dipinta con figure a rilievo di soggetto mitologico, il mito dei Sette contro Tebe, che ornava il frontone posteriore del tempio più recente. La ricomposizione è al Museo di Villa Giulia. Chi ha visto la spiaggia e poi entra in quella sala capisce una cosa che i libri raccontano male: la scultura fittile etrusca era violenta, teatrale, dipinta a colori pieni, pensata per essere letta dal basso da chi arrivava dal mare. Se il programma prevede una giornata a Santa Severa, la visita a Villa Giulia andrebbe messa nello stesso viaggio, anche a distanza di giorni.
La colonia romana del 264 a.C. e le mura poligonali
Sul sito dell'antico porto etrusco fu impiantata nel 264 a.C. una colonia marittima romana, fortificata da mura poligonali imponenti, quelle che la tradizione chiama ciclopiche, tuttora in parte conservate e in parte inglobate nelle strutture del castello. Camminando lungo il lato meridionale del complesso si distinguono i blocchi enormi della cinta repubblicana sotto le murature medievali: tre epoche impilate in pochi metri di alzato. Nella prima metà del III secolo l'abitato etrusco diventò sede di un castrum romano, e da lì la continuità di insediamento non si è più interrotta.
Il monumento naturale di Pyrgi
L'area è tutelata anche sotto il profilo ambientale: il monumento naturale di Pyrgi si estende su 67,17 ettari nel territorio di Santa Marinella, è gestito dalla Regione Lazio ed è stato istituito con decreto del presidente della Regione Lazio del 29 settembre 2017, numero 163. La doppia tutela, archeologica e naturalistica, è la ragione per cui questo pezzo di costa non è stato costruito.
La storia della frazione: dal Medioevo alla borgata balneare
Nel corso dell'alto medioevo, sulle rovine della cittadina romana, si sviluppò un piccolo borgo affiancato da un castello dell'XI secolo affacciato sul mare. Il territorio fu donato all'abbazia di Farfa nel 1068 e passò poi ai monaci benedettini; nel Duecento entrarono in gioco le grandi famiglie romane. Nel 1482 papa Sisto IV concesse il complesso all'Ordine Ospedaliero di Santo Spirito, che lo tenne per cinque secoli, fino al 1980, e ne curò restauri importanti. Dopo l'unità d'Italia, nel 1870, il bene passò al Regno; nel 1950 il castello entrò nel territorio del comune di Santa Marinella, e dal 1961 la Regione Lazio avviò i programmi di restauro che avrebbero portato alla situazione attuale.
Il restauro ordinato dal Pio Istituto di Santo Spirito
Nella seconda metà degli anni Sessanta il Pio Istituto di Santo Spirito, all'epoca proprietario del castello, ne ordinò la ristrutturazione. I lavori furono diretti da Riccardo Medici e vennero ultimati nel 1970. È in quell'occasione che la torre principale assunse il nome di Torre Saracena con cui oggi la conoscono tutti, e che il complesso prese la fisionomia che il visitatore ritrova. Mezzo secolo dopo, la riapertura permanente del 2017 ha completato il percorso.
La Cooperativa 28 Ottobre e le ville degli anni Trenta
Il centro balneare di Santa Severa nacque negli anni Trenta come luogo di villeggiatura estiva di numerosi gerarchi fascisti. Le abitazioni costruite allora facevano parte della Cooperativa 28 Ottobre, il cui nome rimanda alla data della marcia su Roma. All'inizio si contavano pochissime case, tutte ville unifamiliari immerse nella pineta e nella macchia, con la ferrovia da una parte e il mare dall'altra. Chi passeggia oggi per le strade interne riconosce ancora quel primo nucleo dai muri di cinta bassi, dalle pensiline in cemento e dai giardini con i pini domestici piantati novant'anni fa.
Gli anni Settanta e la nascita dei Grottini
Durante gli anni Settanta venne edificata anche la porzione più settentrionale della frazione, oggi denominata Grottini in riferimento alla costa rocciosa sottostante. È il secondo strato della borgata: case più fitte, lotti più piccoli, il segno del boom della seconda casa romana. Le due anime convivono ancora, e chi guarda le facciate capisce subito dove finisce l'una e comincia l'altra.
Santa Severa, la martire che dà il nome alla spiaggia
La tradizione agiografica colloca il martirio di Severa nel II secolo, in questo tratto di costa. Il culto è documentato almeno dal IX secolo e proseguì fino agli anni Settanta del Novecento; la memoria liturgica cade il 5 giugno. La chiesa paleocristiana individuata nel 2007 dentro il castello, con ogni probabilità dedicata a lei, è la prova materiale più antica di quella devozione. Sulle circostanze del martirio le fonti sono tarde e leggendarie: si racconta ciò che la tradizione tramanda, distinguendolo da ciò che l'archeologia documenta.
Una curiosità su Spiaggia di Santa Severa
La curiosità vera della Spiaggia di Santa Severa non è il castello: è che questa spiaggia ha prodotto il documento bilingue più prezioso dell'archeologia etrusca. L'8 luglio 1964, a pochi metri dalla battigia, la squadra di Massimo Pallottino tirò fuori dalla terra tre fogli d'oro alti una ventina di centimetri, ripiegati e conservati insieme ai chiodi di bronzo che dovevano fissarli a una porta o a una parete del santuario. Due lamine portano un testo etrusco, la terza un testo fenicio. Raccontano la stessa vicenda con accenti diversi: la dedica del tempio B alla dea Uni Astarte da parte di Thefarie Velianas, il magistrato supremo di Caere, alla fine del VI secolo a.C. Perché un etrusco fa incidere un testo in fenicio sul proprio litorale? Perché in quegli anni Caere e Cartagine erano alleate contro l'espansione greca nel Tirreno, e un santuario portuale con un'iscrizione punica era un messaggio politico rivolto a chi sbarcava. La spiaggia su cui oggi si prende il sole era una frontiera diplomatica del Mediterraneo arcaico. Le lamine si vedono a Villa Giulia; la sabbia da cui sono uscite si calpesta qui. Il salto fra le due cose è, a mio giudizio, la ragione migliore per venire a Santa Severa fuori stagione, quando la spiaggia è vuota e il pensiero corre.
Una cosa che non ti dice nessuno su Spiaggia di Santa Severa
Che la sabbia scura è una trappola termica. Nessuna guida lo scrive, perché suona poco attraente, e invece cambia radicalmente la giornata. Le sabbie ferrifere di questo litorale assorbono e trattengono il calore molto più delle sabbie chiare e silicee: nelle ore centrali di luglio e agosto la superficie diventa impraticabile a piedi nudi, e il tragitto fra ombrellone e riva va fatto con le ciabatte, i bambini compresi. Il secondo effetto è opposto e va sfruttato: a maggio, a settembre e perfino nelle giornate limpide di ottobre, quella stessa sabbia resta tiepida fino al tramonto, e ci si stende comodamente quando altrove il freddo è già arrivato. Il terzo dettaglio riguarda gli asciugamani e i costumi chiari, che dopo una giornata qui portano a casa una patina grigia difficile da mandare via: chi tiene al bianco porta un telo scuro. Nessuno di questi tre punti finisce nelle brochure, e sono esattamente i tre punti che separano una giornata riuscita da una giornata storta sulla Spiaggia di Santa Severa. Aggiungo il quarto: con il vento di libeccio la risacca sul fondale scuro alza una sospensione che intorbida l'acqua per ore. Non è inquinamento, è sedimento; ma se il programma prevede maschera e snorkeling, quel giorno conviene spostarsi sugli scogli dei Grottini o rimandare.
Il consiglio che ti do per visitare Spiaggia di Santa Severa
Andateci in treno, e andateci in una giornata infrasettimanale di settembre. Sono due consigli che sembrano banali e che non lo sono. Il treno vi scarica a pochi minuti a piedi dalla sabbia, vi toglie il problema del parcheggio, che nei fine settimana di agosto è il vero nemico della giornata, e vi consente di restare fino a sera. Settembre, in questo tratto di costa, è il mese migliore in assoluto: l'acqua è ancora quella di agosto, la spiaggia si è svuotata, gli orari del Castello sono quelli lunghi, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18 e nei fine settimana dalle 10 alle 19, e la luce del pomeriggio colpisce le mura di taglio. La sequenza che consiglio ai gruppi che accompagno è sempre la stessa: mattina di mare nel tratto libero verso nord, pranzo leggero, ingresso al museo nel primo pomeriggio quando il sole picchia, salita alla Torre Saracena verso le cinque, e ultimo bagno alle sei con il castello che diventa arancione. Prendete il biglietto della torre: due euro in più, e sono i due euro meglio spesi della giornata. Un'avvertenza sul lunedì: il complesso è chiuso, la spiaggia ovviamente no, ma chi arriva di lunedì pensando di entrare nel castello torna a casa con metà giornata sprecata. Per chi vuole strutturare l'uscita dentro un itinerario più ampio sulla costa etrusca, l'organizzazione di gruppi e trasferimenti è il mestiere della squadra di accompagnamento turistico professionale che firma queste pagine.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Castello di Santa Severa poggia letteralmente sulle mura di una colonia romana, e che quelle mura si toccano con una mano. Il fatto è noto a chiunque abbia letto una riga sul sito, eppure quasi nessuno, in spiaggia, alza gli occhi per cercarle. Nel 264 a.C. Roma impiantò qui una colonia marittima e la difese con una cinta in blocchi poligonali di grandi dimensioni, il tipo di apparecchiatura che la letteratura ottocentesca chiamava ciclopica perché sembrava impossibile che l'avessero costruita uomini. Una parte consistente di quella cinta non è andata perduta: è stata inglobata nelle fondazioni del borgo medievale e del castello, e affiora lungo il lato che guarda il mare. Il risultato è un alzato che si legge come una sezione stratigrafica verticale: blocchi poligonali repubblicani alla base, muratura medievale in mezzo, rifacimenti moderni in alto. Aggiungo il particolare che colpisce di più chi lo scopre sul posto: la colonia del 264 a.C. fu fondata nell'anno in cui scoppiò la prima guerra punica. Roma stava fortificando la propria costa tirrenica contro Cartagine esattamente sul porto che, due secoli e mezzo prima, aveva ospitato un santuario con un'iscrizione in fenicio. La stessa spiaggia, gli stessi interlocutori, il rapporto rovesciato. Guardate i blocchi alla base delle mura prima di stendere l'asciugamano: dopo, la giornata cambia sapore.
La foto giusta da fare a Spiaggia di Santa Severa
La foto che tutti fanno è il castello frontale dalla battigia, a mezzogiorno, con il cielo slavato. È la peggiore possibile. La foto giusta alla Spiaggia di Santa Severa si scatta nell'ultima ora prima del tramonto, dal tratto di spiaggia a nord del complesso, camminando verso sud finché la Torre Saracena si sovrappone alla cortina muraria e il profilo diventa una massa sola. A quell'ora il sole è basso sul mare aperto e illumina le mura di taglio, il travertino prende un tono ambrato e la sabbia scura bagnata dalla risacca funziona da specchio: si ottiene il castello e il suo riflesso in un solo fotogramma, senza filtri e senza trucchi. Serve stare bassi, con la fotocamera a venti centimetri dal suolo, aspettando che un'onda si ritiri e lasci il velo d'acqua. Chi ha un obiettivo grandangolare tenga il castello nel terzo destro e lasci respirare il mare a sinistra. Due varianti che funzionano: dalla piazza d'Armi della Torre Saracena, il colpo dall'alto sull'arco della spiaggia con i Monti della Tolfa sullo sfondo, migliore la mattina presto; e la controluce d'inverno, quando il mare è mosso e gli spruzzi contro le mura danno un'immagine che nessuna cartolina estiva restituisce. Evitate il drone: l'area è sottoposta a tutela e le regole di sorvolo su beni culturali e aree protette vanno verificate prima, non dopo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La cronologia di questo pezzo di costa è densa. Nell'età del Bronzo un villaggio costiero occupa il promontorio: lo documentano i ritrovamenti ceramici sotto il castello. Fra il VII e il VI secolo a.C. Pyrgi diventa il porto principale di Caere, con almeno due bacini e la flotta cittadina. Alla fine del VI secolo a.C. Thefarie Velianas consacra il tempio B a Uni Astarte e fa incidere le lamine d'oro. Nella prima metà del V secolo a.C. viene eretto il tempio A, con il frontone dei Sette contro Tebe. Nel 384 a.C., secondo le fonti antiche, il tiranno siracusano Dionisio I saccheggia il santuario di Pyrgi con una flotta e ne porta via un bottino enorme: è l'episodio che segna l'inizio del declino del porto. Nel 264 a.C. Roma fonda qui la colonia marittima e alza le mura poligonali, nell'anno di apertura della prima guerra punica. Nella prima metà del III secolo l'abitato diventa sede di un castrum. Intorno alla metà del V secolo d.C. si costruisce la chiesa paleocristiana sopra una villa romana. Nel 1068 il territorio è donato all'abbazia di Farfa. Nel XIII secolo passa alle grandi famiglie baronali romane. Nel 1482 Sisto IV lo assegna all'Ordine Ospedaliero di Santo Spirito, che lo terrà fino al 1980. Nel 1870, con l'unità, il bene passa allo Stato. Negli anni Trenta del Novecento nasce la borgata balneare con la Cooperativa 28 Ottobre. Nel 1950 il castello entra nel comune di Santa Marinella. Nel 1961 la Regione avvia i restauri. L'8 luglio 1964 emergono le lamine d'oro. Nel 1970 si concludono i lavori diretti da Riccardo Medici. Nel 2007 gli scavi individuano la chiesa paleocristiana a dieci centimetri dal piano moderno. Nel 2016 riapre rinnovato il Museo del Mare. Nell'aprile del 2017 il complesso diventa stabilmente accessibile, e il 29 settembre dello stesso anno nasce il monumento naturale di Pyrgi.
Chi è passato da Spiaggia di Santa Severa
Il primo nome è quello di un poeta che qui non mise mai piede da turista: Virgilio, che nel decimo libro dell'Eneide elenca Pyrgi fra le comunità etrusche che forniscono uomini e navi a Enea. È la citazione letteraria più antica di questo litorale e vale più di qualunque targa. Il secondo nome è quello di Thefarie Velianas, il magistrato supremo di Caere che alla fine del VI secolo a.C. consacrò il tempio B e fece scrivere il proprio nome in due lingue: di lui sappiamo quasi soltanto ciò che le lamine dicono, e questo lo rende uno dei pochissimi etruschi di cui conosciamo insieme il nome, la carica e un atto politico preciso. Il terzo è Dionisio I di Siracusa, che nel 384 a.C. arrivò qui con la flotta e svuotò il santuario. Nel Quattrocento il complesso entra nella sfera di papa Sisto IV, il pontefice della Cappella Sistina, che nel 1482 lo assegna all'Ordine di Santo Spirito; una sala della Rocca conserva affreschi dell'epoca di Urbano VIII, il papa Barberini, e questo dice quanto in alto arrivassero gli interessi su questo tratto di costa. Nel Novecento la spiaggia cambia frequentatori: negli anni Trenta è la villeggiatura dei gerarchi del regime, che vi costruiscono le ville della Cooperativa 28 Ottobre; nel dopoguerra diventa il mare dei romani della classe media e delle seconde case. Fra gli archeologi, il nome decisivo è quello di Massimo Pallottino, il fondatore dell'etruscologia moderna, che dal 1957 diresse qui le campagne della Sapienza e che l'8 luglio 1964 si trovò in mano le lamine. Chi visita oggi passa dove sono passati loro, e in genere non lo sa.

Come si organizza una giornata sulla Spiaggia di Santa Severa
Quanto tempo serve
Mezza giornata basta per il solo mare. Per unire spiaggia e complesso monumentale servono almeno sei ore: due per il museo e la torre, il resto per l'acqua e il pranzo. Chi arriva da Roma in treno la mattina presto e riparte dopo il tramonto ha la giornata perfetta. Chi ha due giorni dorme in ostello dentro le mura e il secondo giorno risale verso Santa Marinella o scende verso Cerveteri.
La Spiaggia di Santa Severa con i bambini
Il fondale davanti al castello degrada lentamente e resta basso a lungo: è la ragione principale per cui le famiglie romane scelgono questo tratto. Alla sabbia scura, però, va fatta attenzione nelle ore centrali, perché scotta davvero. Il castello funziona bene con i ragazzini per una ragione precisa: la parte digitale del Museo del Castello, con i tappeti interattivi, i monitor multitouch e i visori per la realtà virtuale, tiene l'attenzione dove i pannelli la perdono. I minori di diciotto anni accompagnati da un adulto pagante entrano gratis, i bambini sotto i sei anni pure; la salita alla Torre Saracena è però esclusa per i più piccoli e per alcune categorie, quindi si organizzano i turni.
Accessibilità
I cortili e il borgo dentro le mura sono in buona parte percorribili, mentre la Torre Saracena, con i tre ambienti sovrapposti e la scala, non è accessibile. Il listino ufficiale prevede la gratuità per le persone con disabilità e per il loro accompagnatore. Sull'arenile, la presenza di passerelle e di servizi dedicati dipende dalla singola concessione e dall'ordinanza balneare dell'anno: conviene telefonare allo stabilimento prima di partire.
Quando andare e quando evitare
Da evitare: le domeniche di luglio e agosto, quando il parcheggio si satura entro le dieci del mattino e l'arenile davanti al castello diventa un tappeto di ombrelloni. Da cercare: giugno, la seconda metà di settembre, e le domeniche limpide di gennaio, quando il mare è grosso, le mura prendono gli spruzzi e il borgo è quasi deserto. In luglio e agosto il complesso apre dalle 15 a mezzanotte: la visita serale, con il castello illuminato e il fresco che sale dal mare, è un'esperienza diversa da quella diurna e costa lo stesso biglietto.
Quanto costa una giornata
Il mare, nei tratti liberi, è gratuito. Il biglietto del museo è 4,00 euro intero e 3,00 ridotto, più 2,00 per la Torre Saracena; con il biglietto si ottengono tre ore di sosta gratuita. Aggiungendo il treno regionale da Roma e un pranzo semplice, la giornata resta fra le più economiche del litorale laziale a parità di contenuto culturale. È il motivo per cui la consiglio sempre a chi viaggia con un budget stretto e non vuole rinunciare a vedere qualcosa di serio.
Cosa mettere nello zaino
Ciabatte per la sabbia bollente, un telo scuro, acqua abbondante perché i punti di ristoro si concentrano vicino al castello, una maglietta leggera per la visita al museo, e la maschera se il programma prevede i Grottini. Chi fotografa porti un panno: il pulviscolo scuro finisce ovunque, obiettivi compresi.
Cosa c'è intorno alla Spiaggia di Santa Severa
La Riserva naturale di Macchiatonda
A poca distanza, lungo la SS1 all'altezza del chilometro 49,9, si estende la Riserva naturale regionale di Macchiatonda, 244 ettari di pianura fra i Monti Ceriti e la costa tirrenica, istituita con la legge regionale 54 del 23 luglio 1983. Protegge zone umide costiere ormai rarissime nel Lazio e funziona come scalo per gli uccelli migratori. Gli accessi sono regolati: il giovedì pomeriggio è previsto l'ingresso libero in una fascia oraria definita, nei fine settimana si entra con le attività guidate, e in estate il calendario si allarga. Informazioni e prenotazioni dai guardiaparco della Regione Lazio.
Santa Marinella e il resto del litorale
Otto chilometri a nord si trova la Spiaggia di Santa Marinella, con le sue calette riparate e il porticciolo; più a nord ancora il porto di Civitavecchia. Verso sud si incontrano Ladispoli e, più giù, la Spiaggia di Fregene, con sabbia altrettanto scura e un'atmosfera del tutto diversa.
L'entroterra etrusco
Tredici chilometri verso l'interno si trova Cerveteri, l'antica Caere di cui Pyrgi era il porto: la Necropoli della Banditaccia è la conclusione naturale di qualunque visita fatta qui, perché chiude il cerchio fra il santuario sul mare e la città dei morti sulla collina. Più a nord, Tarquinia e le sue tombe dipinte. Verso l'interno si sale ai Monti della Tolfa, con il Borgo di Tolfa e Allumiere, il paese nato intorno alle cave di allume che finanziarono la Roma dei papi. Chi ha ancora un giorno può scendere alle cascatelle di Cerveteri oppure spostarsi sul Lago di Bracciano.
Il completamento a Roma
La visita non è completa senza il Museo Etrusco di Villa Giulia, dove sono esposte le lamine d'oro di Pyrgi e il frontone dei Sette contro Tebe. È un consiglio che do sempre, e che quasi sempre viene ignorato: farlo nello stesso viaggio moltiplica il valore di entrambe le visite. Chi organizza un itinerario di più giorni sulla costa etrusca e su Roma trova un quadro dei servizi nella pagina dedicata a Roma di TourLeaderPro. Per i visitatori che arrivano dall'estero, le guide in inglese sulle spiagge italiane e sulle gite di un giorno aiutano a incastrare Santa Severa dentro un viaggio più lungo.
Domande veloci su Spiaggia di Santa Severa
Dove si trova esattamente la Spiaggia di Santa Severa
Nella frazione di Santa Severa, comune di Santa Marinella, provincia di Roma, lungo la SS1 Via Aurelia. Il riferimento del castello sulla spiaggia è il chilometro 52,600.
Quanto dista la Spiaggia di Santa Severa da Roma
Circa cinquanta chilometri a nord della capitale, otto chilometri a sud di Santa Marinella.
La Spiaggia di Santa Severa è libera o a pagamento
Entrambe le cose: ci sono ampi tratti di spiaggia libera, soprattutto verso nord, e alcuni stabilimenti in concessione dove si noleggiano ombrelloni e lettini.
Perché la sabbia della Spiaggia di Santa Severa è scura
Per la composizione mineralogica del litorale, alimentato dai materiali di origine vulcanica che i corsi d'acqua hanno portato al mare dai rilievi interni. Tutta la fascia fra Ladispoli e Santa Marinella condivide lo stesso carattere.
Quanto costa entrare al Castello di Santa Severa
Il listino ufficiale indica 4,00 euro intero e 3,00 euro ridotto per il museo, con 2,00 euro aggiuntivi per la Torre Saracena. Controllate il sito del Castello prima della visita.
I bambini pagano il biglietto del castello
I minori di diciotto anni accompagnati da un adulto che paga l'intero entrano gratuitamente, e sotto i sei anni l'ingresso è comunque libero.
Quali sono gli orari del Castello di Santa Severa
Dal 1 settembre al 31 ottobre e dal 1 aprile al 30 giugno, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18 e nei giorni festivi dalle 10 alle 19; dal 1 novembre al 31 marzo dalle 9 alle 16 e nei festivi dalle 10 alle 17; dal 1 luglio al 31 agosto dal martedì alla domenica dalle 15 a mezzanotte. Lunedì chiuso.
Si può visitare il castello di lunedì
No, il complesso museale è chiuso il lunedì. La spiaggia, naturalmente, resta accessibile.
Cosa comprende il biglietto del museo
Piazza della Rocca, la chiesa paleocristiana, la Sala del Nostromo e la Sala Pyrgi e il Museo del Castello. Il Battistero e la Torre Saracena hanno una tariffa separata.
Si può dormire dentro il castello sulla Spiaggia di Santa Severa
Sì. L'ostello interno offre 42 posti letto in 14 stanze, nove con vista sul mare, con cucina comune e parcheggio gratuito. Le prenotazioni si fanno al numero 06 51681785.
Si arriva alla Spiaggia di Santa Severa in treno
Sì, la frazione ha una stazione sulla linea tirrenica servita dai regionali della direttrice Roma Civitavecchia. Verificate su Trenitalia quali corse fermano.
C'è il parcheggio alla Spiaggia di Santa Severa
Sì, il principale è a ridosso del castello, a pagamento nella stagione calda. Chi visita il museo ottiene tre ore di sosta gratuita validando il biglietto.
Si possono vedere gli scavi di Pyrgi
L'Antiquarium di Pyrgi risulta chiuso per lavori di ristrutturazione secondo il sito ufficiale del Castello, e anche il Museo del Territorio non è al momento visitabile. Informatevi in biglietteria sulle visite guidate speciali all'area archeologica.
Dove sono le lamine d'oro di Pyrgi
Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, insieme al frontone con il mito dei Sette contro Tebe proveniente dal tempio A.
La Spiaggia di Santa Severa è adatta ai bambini
Sì, il fondale davanti al castello degrada lentamente e resta basso per parecchi metri. Attenzione alla sabbia bollente nelle ore centrali: ciabatte obbligatorie.
La Spiaggia di Santa Severa è accessibile in sedia a rotelle
I cortili e il borgo del castello sono in buona parte percorribili e l'ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per l'accompagnatore; la Torre Saracena non è accessibile. Sull'arenile dipende dalla singola concessione.
Come è la qualità dell'acqua alla Spiaggia di Santa Severa
I punti di balneazione del litorale di Santa Marinella sono monitorati dall'Arpa Lazio e le rilevazioni recenti collocano la gran parte dei punti nella classe più alta. Il dato ufficiale punto per punto si consulta sul portale dell'Arpa Lazio e sul portale acque del Ministero della Salute.
Si può portare il cane sulla Spiaggia di Santa Severa
Dipende dall'ordinanza balneare comunale dell'anno in corso e dalla singola concessione. Il Comune di Santa Marinella pubblica le regole sul proprio sito istituzionale; l'ostello del castello non ammette animali.
Quanto tempo serve per visitare il castello
Due ore per il Museo del Mare, il Museo del Castello e la salita alla Torre Saracena, senza correre. Con la spiaggia, la giornata intera.
Qual è il periodo migliore per la Spiaggia di Santa Severa
La seconda metà di settembre, con l'acqua ancora calda, la spiaggia svuotata e gli orari lunghi del complesso. Giugno è la seconda scelta.
Si può fare snorkeling alla Spiaggia di Santa Severa
Sul tratto sabbioso il fondale è uniforme e poco interessante; sugli scogli dei Grottini, all'estremità nord della frazione, il colpo d'occhio migliora molto. Evitate le giornate di libeccio, quando la sospensione intorbida l'acqua.
Che differenza c'è fra la Spiaggia di Santa Severa e quella di Santa Marinella
Santa Severa è un arenile lungo e aperto con il castello come fondale; Santa Marinella ha calette più riparate, un porticciolo e un tessuto urbano più fitto. Chi cerca il mare tranquillo va a Santa Marinella, chi cerca il colpo d'occhio resta qui.
Si possono fare foto dentro il castello
Le fotografie per uso personale sono normalmente consentite negli spazi museali; per riprese professionali e per l'uso di droni servono autorizzazioni specifiche, che si chiedono alla direzione del complesso.
Ci sono bar e ristoranti alla Spiaggia di Santa Severa
Sì, sia dentro il complesso del castello sia lungo l'arenile e nelle strade della frazione. L'offerta si concentra nei mesi estivi e si riduce parecchio in inverno.
Se dovessi indicare una sola giornata di mare da fare nel Lazio a chi viene a Roma per la prima volta e ha ventiquattro ore da spendere fuori città, indicherei questa. Non perché la Spiaggia di Santa Severa sia la più bella del litorale: non lo è, e chi cerca l'acqua trasparente farà meglio a scendere verso Sperlonga. La indicherei perché è l'unico posto dove si può fare il bagno sopra un porto etrusco, asciugarsi guardando una torre del IX secolo e, un'ora dopo, leggere in una teca la traduzione di un testo fenicio inciso su una lamina d'oro tirata fuori da quella stessa sabbia. Portate le ciabatte, prendete il treno, e fermatevi fino al tramonto.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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