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Santa Marinella (RM)

In breve. Santa Marinella (RM) è un comune costiero della Città metropolitana di Roma Capitale, affacciato sul Tirreno lungo la via Aurelia fra Ladispoli e Civitavecchia, con la frazione di Santa Severa e il suo castello all'estremità meridionale del territorio.

Santa Marinella (RM) è un comune costiero della Città metropolitana di Roma Capitale, affacciato sul Tirreno lungo la via Aurelia fra Ladispoli e Civitavecchia, con la frazione di Santa Severa e il suo castello all'estremità meridionale del territorio. Ci si arriva in treno con la linea regionale FL5 Roma Termini - Civitavecchia, che ferma sia a Santa Marinella sia a Santa Severa: il viaggio da Termini dura poco più di un'ora, i treni passano con frequenza indicativa semioraria e il biglietto per le stazioni fuori dall'area urbana, secondo le tariffe regionali in vigore, si colloca fra i 4 e i 5 euro a tratta; gli orari e il prezzo esatto del giorno si controllano sul sito di Trenitalia prima di partire. In auto si segue la SS1 Aurelia, parallela alla costa, oppure l'autostrada A12 Roma - Civitavecchia con uscita su Santa Marinella. Il complesso monumentale del Castello di Santa Severa, che è il principale bene visitabile del comune, si trova al chilometro 52,600 della SS1 Aurelia, 00058 Santa Marinella (RM): il biglietto integrato per il Museo del Mare e della Navigazione Antica, il Museo del Castello e il Museo del Territorio costa 8 euro intero e 6 euro ridotto per ragazzi dai 6 ai 14 anni, over 65 e gruppi di almeno dodici persone, mentre il solo ingresso al museo è indicato a 4 euro; l'ingresso è gratuito sotto i 6 anni, per i residenti di Santa Marinella, per le persone con disabilità e per i giornalisti accreditati. Scavi di Pyrgi, Torre Saracena e Antiquarium hanno regime di accesso separato e non rientrano nell'integrato. Gli orari del complesso sono stagionali, con apertura da martedì a domenica e chiusura il lunedì e il 25 dicembre: nella fascia estiva il gestore indica l'apertura serale dalle 17 a mezzanotte con biglietteria chiusa alle 23, quindi la fascia oraria del giorno in cui andate va verificata sul sito ufficiale del castello. Le spiagge sono libere e in concessione lungo tutti i ventidue chilometri di litorale; la balneazione è consentita e la classificazione regionale delle acque per la stagione 2026 colloca al livello eccellente tutte le aree monitorate del comune.

Se volete inquadrare Santa Marinella dentro il quadro più largo delle uscite di mare a nord di Roma, il confronto naturale è con la spiaggia di Santa Severa, che appartiene allo stesso comune, e con il porto di Civitavecchia, otto chilometri più a nord.

Santa Marinella
Santa Marinella

Dove si trova Santa Marinella (RM) e che cosa è davvero

Conviene sgombrare subito un equivoco che il nome della spiaggia porta con sé. Santa Marinella non è una spiaggia: è una città di circa diciottomila abitanti, riconosciuta tale con decreto del 1990, distesa per una quarantina di chilometri quadrati fra il mare e le propaggini meridionali dei monti della Tolfa. Il territorio comprende Capo Linaro, il promontorio che chiude a nord il golfo, il torrente Marangone al confine con Civitavecchia e, a sud, la frazione di Santa Severa con il suo castello sull'acqua. Il litorale comunale misura una ventina di chilometri, dalla Baia di Ponente fino al castello, ed è quasi tutto raggiungibile dalla via Aurelia che gli corre parallela.

La geografia spiega perché ci vengano i romani da un secolo. La costa guarda a mezzogiorno, cosa rara sul Tirreno laziale, e i monti della Tolfa alle spalle, a nord e nord-ovest, tagliano i venti freddi continentali. Il risultato è un microclima mite che allunga la stagione ben oltre agosto: a Santa Marinella si fa il bagno a fine settembre con una regolarità che a Fregene o a Ostia non è scontata, e si passeggia sul lungomare a gennaio senza soffrire. Chi conosce questa costa sa che il vero regalo di Santa Marinella non è luglio, è ottobre.

Il territorio di Santa Marinella (RM) in numeri

Comune autonomo dal 4 ottobre 1949, quando si staccò da Civitavecchia insieme alla frazione di Santa Severa. Stemma e gonfalone concessi con decreto presidenziale del 29 febbraio 1992; titolo di città con decreto presidenziale numero 4743 del 7 agosto 1990. Nel 2005 i fondali antistanti il litorale sono stati designati sito di interesse comunitario, il che dice qualcosa sulla qualità biologica di quel tratto di mare. Nel 2020 la Regione Lazio ha designato Santa Marinella Città della Cultura, riconoscimento che il comune ha speso soprattutto sul fronte archeologico.

Lo stemma comunale merita una riga perché è un rebus araldico leggibile a occhio nudo: unisce un'ancora, che rappresenta Santa Marinella e la sua vocazione marittima, e un castello, che rappresenta la frazione di Santa Severa. Due luoghi, un comune, un solo scudo. È l'immagine più onesta del posto: due identità cucite insieme nel 1949 e mai del tutto fuse.

Come arrivare a Santa Marinella (RM) da Roma

Qui si gioca metà del successo della giornata. Santa Marinella è uno dei pochissimi tratti di mare del Lazio dove il treno batte l'automobile in modo netto, e chi arriva in macchina d'estate se ne accorge quando cerca parcheggio.

In treno: la FL5 e le due stazioni di Santa Marinella (RM)

La linea regionale FL5 collega Roma Termini a Civitavecchia percorrendo la direttrice tirrenica. Le fermate, dopo il tratto urbano di Roma (Termini, Tuscolana, Ostiense, Trastevere, San Pietro, Aurelia), sono Maccarese-Fregene, Torre in Pietra-Palidoro, Ladispoli-Cerveteri, Marina di Cerveteri, Santa Severa, Santa Marinella e Civitavecchia. Il comune ha quindi due stazioni proprie, e questo cambia il modo di organizzare la giornata: si scende a Santa Severa per il castello e per la spiaggia sotto le mura, si scende a Santa Marinella per il centro, il porticciolo e il lungomare.

La percorrenza da Termini è di poco superiore all'ora, la frequenza indicativa è semioraria e nei giorni feriali estivi il servizio copre una fascia molto ampia, dalle prime corse del mattino alle ultime in tarda serata. Il consiglio operativo: prendete il treno che arriva verso le nove del mattino, non quello delle undici. Alle undici trovate il convoglio pieno di gente con i frigo portatili e la spiaggia già occupata nei punti migliori.

Le due stazioni sono a pochi minuti a piedi dal mare, il che è il vantaggio decisivo. Da Santa Severa si esce dallo scalo e si raggiunge il castello con una camminata piana; da Santa Marinella si scende verso il lungomare in cinque minuti. Nessun autobus da prendere, nessuna coincidenza da inseguire.

In auto a Santa Marinella (RM): Aurelia, A12 e la questione parcheggi

Da Roma si esce sulla SS1 Aurelia oppure sull'autostrada A12 Roma - Civitavecchia. L'Aurelia è più lenta ma serve tutti gli accessi al mare uno per uno; l'A12 è più rapida e conviene quando si punta direttamente su Santa Severa o sul capo. Il tempo di percorrenza dal Grande Raccordo Anulare oscilla, in condizioni normali, intorno ai quaranta minuti, ma il sabato mattina di luglio e il rientro della domenica sera sono un'altra faccenda e vanno messi in conto.

Il parcheggio è il vero collo di bottiglia. Le aree di sosta lungo l'Aurelia e nelle traverse che scendono al mare si riempiono presto, e nei tratti più frequentati la sosta è a pagamento nei mesi estivi. Un'opinione secca: se andate il sabato o la domenica di alta stagione, l'automobile è una scelta sbagliata. Lasciatela a casa e usate la FL5. Se proprio dovete guidare, arrivate entro le otto e mezza del mattino oppure puntate su un accesso periferico, verso il Marangone o verso la Baia di Ponente, e accettate di camminare dieci minuti.

Quanto tempo serve per Santa Marinella (RM)

Una giornata di mare pura si esaurisce in sei o sette ore. Una giornata che metta insieme il mare e il castello di Santa Severa ne chiede almeno otto, meglio nove, perché i musei del castello vogliono due ore piene e la fascia oraria serale estiva costringe a riorganizzare tutto: mare al mattino, pranzo, riposo, castello dal tardo pomeriggio. Se invece volete aggiungere anche la Riserva di Macchiatonda e un giro fra le architetture del Novecento, servono due giorni e una notte in loco.

Il mare di Santa Marinella (RM): spiagge, calette e scogliere

Il litorale di Santa Marinella non è una spiaggia unica e continua: è una successione di insenature, ora sabbiose ora rocciose, separate da speroni e scogliere basse. Questa alternanza è la ragione della sua fama e insieme la ragione delle sue delusioni. Chi arriva aspettandosi il chilometro di sabbia dorata del litorale a sud di Roma resta spiazzato; chi arriva sapendo di trovare calette, fondali misti e acqua limpida trova esattamente quello che cerca.

La qualità dell'acqua a Santa Marinella (RM)

Il dato è netto e vale la pena scriverlo per esteso. La classificazione regionale delle acque di balneazione per la stagione 2026 colloca al livello eccellente il cento per cento delle aree monitorate nei comuni di Civitavecchia, Cerveteri, Ladispoli, Nettuno, Roma e Santa Marinella. Il monitoraggio si basa su oltre milleseicento campionamenti effettuati fra aprile e settembre lungo la costa e i laghi del Lazio, e per la prima volta nessuna area regionale è stata classificata come scarsa. Tradotto in pratica: il mare di Santa Marinella è fra i migliori raggiungibili in un'ora di treno da Roma, e il giudizio non è una impressione da bagnante ma il risultato di una serie storica di analisi.

Resta il buon senso stagionale: dopo una mareggiata o una pioggia intensa l'acqua si intorbida per ragioni meccaniche, non sanitarie, e il giorno dopo il temporale non è mai il giorno migliore per un tuffo.

Le spiagge libere di Santa Marinella (RM) e gli stabilimenti

Va detto con franchezza, perché è l'informazione che serve davvero: le spiagge libere di Santa Marinella sono poche e piccole, e in alta stagione si riempiono entro le nove e mezza del mattino. La concessione balneare occupa una quota rilevante del litorale, e la qualità dei servizi è diseguale. Alcuni stabilimenti praticano listini elevati per spazi ristretti, con ombrelloni disposti in file fitte e con un'accoglienza tiepida verso chi non è cliente abituale. Altri, in genere quelli aperti più di recente e gestiti da giovani, funzionano molto meglio e hanno riportato sul litorale un'idea di servizio moderna: bar sulla sabbia, musica misurata, lettini distanziati, personale che risponde. Il tratto verso Santa Severa è quello dove questa nuova gestione si è concentrata, con la controindicazione che lì il fondo è spesso a ciottoli e non a sabbia.

Il consiglio operativo è elementare: prima di stendere l'asciugamano fate cento metri a piedi e guardate. Si capisce in trenta secondi se un lido ha spazio fra gli ombrelloni o se vi sistemerà a quaranta centimetri dal vicino. E chiedete il prezzo prima di sedervi, sempre, anche per il solo lettino.

Le calette di Santa Marinella (RM) e gli accessi meno affollati

Il Grottino è un arenile misto di sabbia e piccoli ciottoli, con fondale in parte roccioso e in parte sabbioso: pochi servizi, carattere ruvido, ottimo per chi porta maschera e boccaglio. L'accesso è comodo ma chiede una breve camminata, ed è proprio quella camminata a filtrare la folla.

Capolinaro, sotto il promontorio omonimo, ha sabbia fine e fondale basso, alterna tratti liberi e attrezzati con ombrelloni, docce e punti di ristoro, e diversi spazi di sosta nelle vicinanze. È la scelta ragionevole per una famiglia con bambini piccoli, e al tramonto la luce sul capo giustifica da sola la giornata.

La spiaggia libera sotto il Castello Odescalchi è sabbiosa, centralissima, servita da bar, ristoranti e negozi a pochi passi. È la più comoda in assoluto per chi arriva in treno ed è anche la più affollata: il castello alle spalle fa la fotografia, la folla fa il resto.

Fosso della Barca è l'opposto: sabbia e ciottoli, accesso di media difficoltà attraverso un tratto alberato, servizi assenti. Chi cerca silenzio e snorkeling va lì, portandosi acqua e ombra da casa.

Le sabbie nere di Santa Severa

All'estremità meridionale del comune, oltre il castello, il litorale cambia colore. Il tratto noto come sabbie nere deve la tinta scura alla componente vulcanica dei sedimenti, ed è da decenni frequentato anche come oasi naturista. È una zona ampia, ventosa, senza servizi, con un carattere completamente diverso dal lungomare cittadino. Chi ci va per la prima volta si porti scarpe adatte: la sabbia scura d'agosto, a mezzogiorno, scotta molto più di quella chiara.

Banzai: lo spot di surf che ha fatto la fama di Santa Marinella (RM)

C'è una ragione per cui Santa Marinella compare nelle conversazioni dei surfisti italiani da quarant'anni, e la ragione si chiama Banzai. È una destra che su un fondale di scogli e massi arrotondati può srotolarsi per centocinquanta o duecento metri nelle giornate buone, con la sezione migliore fra il secondo e il terzo picco, dove l'onda si fa più ripida e veloce; c'è anche una sinistra, più corta e più adatta ai longboard. Il nome nacque per analogia con il Banzai Pipeline hawaiano, visto nei video di surf che circolavano in Italia all'inizio degli anni Ottanta. Secondo la testimonianza di Giorgio Pietrangeli, fra i pionieri locali, le prime sessioni documentate risalgono al 1983 o 1984.

La stagione del Banzai è l'inverno, non l'estate: sono le mareggiate da libeccio e da ponente della stagione fredda a costruire l'onda. Il parcheggio disponibile accoglie trentacinque o quaranta vetture e nelle mattine di previsioni buone è pieno prima dell'alba. Lo spot è tecnico e non perdona: l'ingresso in acqua passa da un canale sul lato sinistro dove gli scogli tagliano, la folla in acqua è consistente e la precedenza va rispettata. Il litorale ha ospitato negli anni tappe del campionato nazionale, incluse finali giovanili: Santa Marinella è, senza troppe metafore, la capitale del surf tirrenico laziale.

Opinione personale, e la dico chiara: se non avete un'esperienza solida, al Banzai d'inverno non entrate. Guardate dalla scogliera, che è uno spettacolo gratuito e sicuro, e andate a imparare altrove.

Santa Marinella
Santa Marinella

Una curiosità su Santa Marinella (RM)

Il nome di questa città è un piccolo giallo filologico con due capitoli e due lingue, e vale la pena raccontarlo per esteso perché quasi nessuno lo conosce nella sua versione completa.

Capitolo primo, l'antichità. Prima che esistesse Santa Marinella, qui esisteva Punicum, insediamento sorto a partire dal IX secolo avanti Cristo lungo una costa dominata dagli Etruschi di Caere e frequentata da mercanti fenici. Il nome compare nella Tavola Peutingeriana, la copia medievale di un itinerario stradale romano, nella forma di stazione ad Punicum, collocata fra Pyrgi, l'odierna Santa Severa, e Castrum Novum. Qui si innesta l'ipotesi che circola fra gli studiosi e che il vecchio senso comune locale ha adottato: il toponimo deriverebbe da un melograno, in latino malum punicum, cioè la mela dei Punici, cresciuto accanto alla stazione romana di cambio dei cavalli. Un albero avrebbe dato il nome a un porto. È una lettura affascinante e plausibile, e va presentata per quello che è, cioè un'ipotesi filologica, non un fatto documentato: il collegamento fra il nome del luogo e la presenza cartaginese sulla costa resta l'altra spiegazione in campo, e le due non si escludono.

Capitolo secondo, il medioevo. Secondo la tradizione, intorno all'anno Mille una comunità di monaci basiliani provenienti dal Medio Oriente, giunta in Italia meridionale, risalì il Tirreno e si stabilì sul promontorio dove oggi sorge il castello Odescalchi. Costruirono un villaggio, un monastero e una chiesetta dedicata a santa Marina e a san Leonardo, e con la chiesa portarono il culto della santa. Di questa Marina, vergine e martire, i documenti conservati negli archivi delle diocesi suburbicarie di Ostia e di Porto-Santa Rufina registrano la memoria al 17 luglio. La chiesetta è scomparsa: l'ipotesi corrente è che sia stata inglobata nel castello come cappella di palazzo intorno al Cinquecento, e che sul luogo dove sorgeva sia poi stata edificata la parrocchiale.

Da santa Marina a Santa Marinella il passo è un diminutivo affettuoso, il tipo di trasformazione che avviene nella bocca della gente e non nei documenti di cancelleria. Nella corte del castello sopravvive una cappella privata fatta costruire nel 1692 e dedicata a santa Marina, decorata con maioliche che raffigurano la santa: è la testimonianza più concreta del legame fra il nome della città e la devozione che lo ha generato. Una città di mare che si chiama come una santa orientale portata da monaci greci e ricordata da piastrelle di ceramica barocca: la storia del Lazio costiero raramente è lineare.

Il Castello Odescalchi di Santa Marinella (RM)

Sul promontorio sopra il porticciolo turistico sorge il castello che i romani chiamano semplicemente il castello di Santa Marinella, per distinguerlo da quello di Santa Severa. È una proprietà privata della famiglia Odescalchi, non un museo: non si visita liberamente e viene aperto in occasioni particolari o per eventi. Questo va detto subito, perché il malinteso è frequente e rovina qualche pomeriggio.

Che cosa c'è sotto il castello di Santa Marinella (RM)

Il promontorio è un palinsesto. Gli Etruschi usavano l'insenatura come approdo commerciale; i Romani vi svilupparono l'abitato di Punicum e vi costruirono una villa marittima di lusso che la tradizione erudita locale attribuisce al grande giurista Ulpiano, il consigliere di Alessandro Severo ucciso dai pretoriani nel 223 dopo Cristo. L'attribuzione è tradizione, non documento: quello che è certo è che lungo questo litorale le ville marittime imperiali erano numerose e che le loro peschiere scavate nella roccia, ancora visibili in più punti della costa, godevano di fama mediterranea.

Dalla torre normanna al palazzo

Dopo il crollo del sistema romano, la costa divenne indifendibile. Nel XII secolo fu eretta la torre normanna, tuttora esistente, come presidio contro le incursioni dal mare. Nel 1567 papa Pio V inserì la struttura nel grande sistema di torri costiere tirreniche, e da allora la torre di Santa Marinella dà il nome al piccolo abitato risorto attorno per la coltura dei campi e per il pascolo. Verso la fine del Cinquecento la torre di avvistamento era già diventata un castello fortificato, con cinta muraria e torri circolari agli angoli.

Nel Seicento la famiglia Barberini, sotto il pontificato di Urbano VIII, acquisì il complesso e vi aggiunse un corpo di palazzo di dimensioni notevoli, ampliando anche l'approdo. La proprietà passò poi all'ospedale di Santo Spirito, l'ente romano che dal 1435, per concessione di papa Eugenio IV, teneva la tenuta di Santa Marinella attraverso i canonici di Santo Spirito in Sassia. Nel 1887 l'Archiospedale vendette la tenuta al principe Baldassarre Odescalchi, che ne fece la base di un piano di lottizzazione redatto dall'ingegner Raffaello Ojetti, padre dello scrittore e critico Ugo Ojetti. Quel piano è l'atto di nascita della Santa Marinella moderna: senza la lottizzazione Odescalchi non ci sarebbero le ville liberty del lungomare né la città balneare che conosciamo.

Chi vuole vedere un castello Odescalchi e poterci entrare senza aspettare un'apertura straordinaria ha un'alternativa a mezz'ora di strada: il castello Odescalchi di Bracciano, che è della stessa famiglia ed è regolarmente visitabile.

Santa Severa: il castello sul mare, il borgo e i musei

Il bene culturale più importante del comune di Santa Marinella non porta il nome di Santa Marinella. Il Castello di Santa Severa sorge letteralmente sulla battigia, con le mura che scendono nell'acqua e la spiaggia che gli gira intorno, sulle rovine dell'antico porto etrusco di Pyrgi. La struttura attuale, a pianta quadrangolare con torri di rinforzo e fossato, si è formata a partire dal XIV secolo attorno a un nucleo più antico che comprende una torre dell'XI secolo prospiciente il mare.

La storia del castello di Santa Severa

Nel 1068 il cavaliere normanno Gerardo di Galeria donò il castello all'abbazia di Farfa: è il primo documento che fotografa la fortezza in mani nobiliari. Nel 1482 papa Sisto IV lo concesse al Pio Istituto di Santo Spirito, lo stesso ente che teneva la tenuta di Santa Marinella. Da allora e per secoli il complesso è rimasto legato all'ospedale romano, poi alla Regione Lazio, che oggi ne cura la gestione culturale attraverso LAZIOcrea e CoopCulture.

Il borgo medievale e la chiesa

Dentro le mura si è conservato un borgo di case basse, una piazzetta e una chiesa. La chiesa di Santa Maria Assunta ha un interno romanico e conserva una tela d'altare con l'Assunzione fra le sante Severa e Marinella: le due patronesse del comune, dipinte insieme secoli prima che il comune esistesse. Accanto si trovano i resti di una chiesa paleocristiana e di un battistero, che documentano la continuità del culto sul sito dal tardo antico in poi. La Torre Saracena, il punto più alto del complesso, si sale in occasioni specifiche e ha limitazioni di accesso: il gestore la esclude ai bambini sotto i 6 anni, alle persone con problemi cardiaci e alle donne in gravidanza.

Il Museo del Mare e della Navigazione Antica

Istituito nel 1993 e completamente rinnovato nel 2016, è un museo civico dedicato all'archeologia subacquea e alla navigazione antica. Il percorso si sviluppa su sette sale con oltre cento reperti esposti, selezionati da un patrimonio che secondo le schede del museo supera i quattrocento pezzi. Il filo conduttore è il mare degli antichi lungo la costa etrusca compresa fra Alsium, l'odierna Ladispoli, e Centumcellae, l'odierna Civitavecchia, con particolare attenzione al porto di Pyrgi che si trovava esattamente qui sotto.

L'allestimento alterna reperti originali e ricostruzioni di ambienti e attrezzature: ancore, ceppi, anfore da trasporto, strumenti di bordo, apparati di ormeggio. Il lavoro scientifico è stato condotto dal Centro Studi marittimi in collaborazione con università italiane ed europee e con la soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale. Nel 2005 il museo ha ottenuto il marchio regionale di qualità, e nel corso degli anni è stato raccontato da programmi televisivi come Linea Blu, Geo e Superquark.

Il consiglio: entrateci dopo aver camminato sulla spiaggia, non prima. Le anfore e i ceppi d'ancora dicono molto di più quando si è appena visto da dove il mare le ha restituite.

Il Museo del Castello

Aperto al pubblico per la prima volta il 25 aprile 2017, racconta la storia del sito dal martirio di Severa fino all'età contemporanea, passando per il borgo, la vita quotidiana dentro le mura e le vicende proprietarie. È il complemento naturale del museo del mare: uno guarda l'acqua, l'altro guarda le pietre.

Orari, biglietti e regole pratiche del complesso

Il biglietto integrato del complesso monumentale costa 8 euro intero. Il ridotto a 6 euro si applica a ragazzi dai 6 ai 14 anni, agli over 65 e ai gruppi da dodici persone in su; l'ingresso al solo museo è indicato a 4 euro. Per i gruppi il gestore indica una tariffa di 10 euro a persona e di 5 euro a classe per le scolaresche, con prenotazione obbligatoria. Sono gratuiti i minori di 6 anni, i residenti del comune di Santa Marinella, le persone con disabilità e i giornalisti accreditati. L'integrato comprende Museo del Mare e della Navigazione Antica, Museo del Castello e Museo del Territorio; restano esclusi gli scavi di Pyrgi, la Torre Saracena e l'Antiquarium.

Il complesso osserva chiusura il lunedì e il 25 dicembre. La fascia oraria è stagionale: nel periodo estivo il gestore indica apertura da martedì a domenica dalle 17 a mezzanotte, con chiusura della biglietteria alle 23 e ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura. Fuori stagione gli orari cambiano, per cui la verifica sul sito ufficiale del castello prima di mettersi in viaggio è necessaria. Il gestore segnala inoltre che alcune sezioni possono essere temporaneamente chiuse al pubblico e raccomanda l'acquisto anticipato per via della capienza limitata. La gran parte degli ambienti è accessibile alle persone con disabilità. I cani sono ammessi solo nelle aree esterne non musealizzate, al guinzaglio e con museruola.

Dentro le mura funziona anche un ostello, che rende il castello uno dei pochissimi monumenti del Lazio dove si può dormire. Il complesso ospita inoltre un calendario di eventi estivi, concerti e visite guidate al tramonto: nel 2021 il palco del castello ha accolto, fra gli altri, il concerto di Alex Britti.

Pyrgi, il santuario etrusco di Santa Marinella (RM)

Sotto e accanto al castello di Santa Severa si trova uno dei siti chiave dell'archeologia etrusca, e chi passa una giornata al mare qui lo attraversa spesso senza saperlo. Pyrgi era il porto principale di Caere, l'odierna Cerveteri, e uno degli scali più frequentati del Tirreno arcaico: mercanti greci e fenici vi facevano scalo, e il santuario che vi sorgeva aveva una fama che superava i confini dell'Etruria. Nel 264 avanti Cristo il sito divenne colonia romana, dotata di fortificazioni in opera poligonale.

I templi A e B

L'area sacra comprendeva due grandi edifici templari, chiamati dagli archeologi con le lettere A e B. Il tempio B è il più antico e risale alla fine del VI secolo avanti Cristo; era dedicato alla dea Uni, la Giunone etrusca. Il tempio A appartiene alla prima metà del V secolo avanti Cristo, è il più monumentale dei due e viene riferito a Thesan, cioè l'Aurora, identificata con la greca Leucotea. Fra i materiali recuperati spiccano i frammenti di un altorilievo in terracotta con scene mitologiche di violenza arcaica, oggi fra i pezzi più studiati della coroplastica etrusca.

Le lamine d'oro di Pyrgi

L'8 luglio 1964, durante la campagna di scavo diretta da Massimo Pallottino, il più autorevole etruscologo italiano del Novecento, dall'area del santuario emersero tre lamine d'oro ripiegate e sepolte. Misurano circa diciannove centimetri per nove, sono incise e in origine erano fissate con chiodi allo stipite della porta del tempio B. La datazione corrente le colloca intorno al 500 avanti Cristo, fra la fine del VI e l'inizio del V secolo.

Il contenuto è quello che le rende celebri. Due lamine portano un testo in lingua etrusca, la terza un testo in fenicio: tre documenti, due lingue, un contenuto in larga parte parallelo. Registrano la dedica del tempio B alla dea Uni, chiamata Astarte nel testo fenicio, da parte di Thefarie Velianas, indicato come signore di Caere. Per la linguistica etrusca è il documento bilingue più importante che possediamo: un testo noto, il fenicio, accanto a un testo in una lingua che leggiamo ma comprendiamo solo in parte, l'etrusco. Per la storia del Mediterraneo arcaico è la prova materiale dell'intesa fra Etruschi e Cartaginesi in funzione antigreca, quella stessa intesa che aveva prodotto la battaglia navale del mare Sardo, presso Alalia, attorno al 540 avanti Cristo.

Le lamine entrarono nelle collezioni statali nel 1964 e oggi sono esposte al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, nella sala 13a. Chi visita Santa Marinella e poi, a Roma, si ferma davanti a quella vetrina fa il percorso nell'ordine giusto: prima il posto, poi l'oggetto. Nel 2024 Villa Giulia ha dedicato al sessantesimo anniversario della scoperta un convegno scientifico con la testimonianza di chi era presente allo scavo.

Che cosa si vede oggi degli scavi di Pyrgi

Gli scavi di Pyrgi e l'Antiquarium hanno un regime di accesso distinto da quello dei musei del castello e possono essere chiusi al pubblico: la situazione del giorno si controlla presso il complesso. Anche a cancelli chiusi, però, l'area si legge dall'esterno: la linea delle mura in opera poligonale, la posizione dei podi templari rispetto alla linea di costa, la relazione fra il santuario e l'approdo. È un esercizio che vale mezz'ora e cambia la percezione della spiaggia su cui state per stendere l'asciugamano.

Una cosa che non ti dice nessuno su Santa Marinella (RM)

Sotto i campi incolti davanti al vecchio casale Alibrandi, a pochi passi dall'Aurelia, c'è una città romana intera. Si chiama Castrum Novum, e la maggior parte delle persone che ogni estate passano sopra quel tratto di strada non sospetta che sotto il finestrino ci sia un foro lastricato, un teatro e un quartiere di case.

La colonia fu fondata intorno al 264 avanti Cristo, negli anni della prima guerra punica, come presidio marittimo su una costa che Roma doveva controllare. Il castrum originario misurava all'incirca centotrenta metri per settanta, con mura spesse tre metri. In età imperiale l'abitato crebbe fino a diventare un centro urbano compiuto, con teatro, foro, un tempio riferito ad Apollo, impianti termali, abitazioni signorili ed estese peschiere portuali scavate nella roccia. Giulio Cesare, nel I secolo avanti Cristo, rifondò l'insediamento con il nome di Colonia Iulia Castronovo. La vita del sito è durata all'incirca ottocento anni, dal III secolo avanti Cristo fino al V o VI dopo Cristo, con abbandono progressivo probabilmente legato alla guerra greco-gotica del 535-553 e all'instabilità del Mediterraneo tardoantico.

La cosa che quasi nessuno sa è che questa città non è una scoperta recente: fu individuata nel 1777, quando il governo pontificio incaricò Gaetano Torraca di condurre scavi che portarono alla luce sia il centro abitato di Castrum Novum sia la necropoli etrusca della Castellina del Marangone. Poi il sito tornò sottoterra per due secoli. Dal 2010 il Museo Civico di Santa Marinella coordina una ricerca sistematica con il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e con équipe di università francesi e ceche, sotto la vigilanza della soprintendenza. Le campagne recenti hanno definito l'estensione del teatro all'angolo nord-occidentale, individuato il foro con lastricato in calcare largo una venticina di metri, un portico colonnato, capitelli corinzi e frammenti di statuaria in marmo e bronzo, l'angolo orientale delle mura urbane con la porta est, domus, ambienti interpretabili come caserme e un probabile impianto termale.

Nel febbraio 2023 è partito, con finanziamento regionale, il progetto di Parco Archeologico Urbano, con centro visita e percorsi didattici. Nel frattempo il sito viene aperto periodicamente con visite guidate gratuite organizzate dal comune e dai gruppi di ricerca, e ha già accolto oltre mille visitatori. Non è un monumento con la biglietteria: è un cantiere scientifico che si mostra al pubblico a intervalli. Se capitate a Santa Marinella in un fine settimana in cui è in corso una campagna, quella visita vale più di tre ore di spiaggia.

Torre Chiaruccia a Santa Marinella (RM), dove Marconi inventò il futuro

C'è un altro pezzo di Santa Marinella che quasi nessuno associa alla città, e riguarda la storia della tecnologia mondiale. In località Torre Chiaruccia, accanto alle rovine di Castrum Novum, sorgeva una torre di avvistamento cinquecentesca alta una ventina di metri, costruita per segnalare le navi saracene. Negli anni Trenta del Novecento Guglielmo Marconi vi installò il Centro Radioelettrico Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Fra il 1930 e il 1937 Marconi condusse lì una serie di esperimenti che hanno cambiato le telecomunicazioni. Verificò che le trasmissioni a microonde intorno ai 500 megahertz, nella banda UHF, erano più stabili delle onde corte; sperimentò la radiotelefonia mobile, la navigazione cieca e la radiolocalizzazione; costruì il primo prototipo di radiotelefono a microonde e quello che viene considerato un primo prototipo di radar. Il collegamento sperimentale fra Torre Chiaruccia e Castel Gandolfo, sui colli Albani, fu uno dei banchi di prova decisivi.

La torre non c'è più: le truppe tedesche la fecero saltare il 1 febbraio 1944. Le rovine ricadono oggi in un'area sotto controllo dell'aeronautica militare, che vi ha installato una stazione meteorologica, e il comune ha avviato l'iter per acquisire l'area al patrimonio pubblico con l'obiettivo di realizzare un polo museale dedicato a Marconi. Ogni volta che qualcuno telefona dal lettino di Santa Marinella lo fa a un chilometro dal punto in cui si è capito che le microonde funzionavano meglio delle onde corte. Non è una coincidenza poetica, è storia della fisica applicata.

Il consiglio che ti do per visitare Santa Marinella (RM)

Il consiglio principale è uno solo e riguarda il calendario: venite fuori dai due mesi canonici. Santa Marinella d'agosto, il sabato, è una città che raddoppia la popolazione, satura i parcheggi, riempie le spiagge libere entro le nove e mezza e presenta il conto negli stabilimenti. La stessa città, l'ultima settimana di settembre, è un'altra cosa: il mare è ancora caldo per via dell'inerzia termica, i monti della Tolfa continuano a proteggere la costa dai venti freddi, i lidi hanno ancora i servizi aperti e sulla sabbia ci si muove. Se dovete scegliere un solo giorno all'anno per conoscere questo posto, sceglietelo in settembre.

Secondo consiglio, operativo. Organizzate la giornata in due tempi e usate il treno. Mattina a Santa Severa: si scende alla stazione, si raggiunge la spiaggia sotto il castello, si fa il bagno con le mura medievali alle spalle. Pranzo leggero. Pomeriggio inoltrato al complesso monumentale, che nella stagione estiva apre nel tardo pomeriggio e chiude a notte: i musei nelle ore in cui il sole picchia sarebbero uno spreco, mentre visitarli quando fuori si sta bene è esattamente il contrario. Si torna a Roma con un treno della sera.

Terzo consiglio, sulle spiagge. Non fermatevi al primo accesso che trovate dalla strada. I tratti migliori del litorale di Santa Marinella richiedono cinque o dieci minuti di camminata dal parcheggio, e quei dieci minuti sono un filtro molto efficace contro la folla. Portate scarpe da scoglio: qui il fondale alterna sabbia e roccia e chi arriva scalzo lo scopre nel modo peggiore.

Quarto consiglio, quello che i romani non dicono mai a voce alta. Chiedete sempre il prezzo prima di prendere posto in uno stabilimento e guardate la distanza fra gli ombrelloni prima di pagare. Il litorale ha lidi ottimi e lidi che praticano tariffe sproporzionate al servizio, e la differenza non si vede dall'insegna. Trenta secondi di sopralluogo valgono l'intera giornata.

Quinto, per chi ha poche ore. Se avete mezza giornata e nessuna voglia di fare il bagno, la sequenza che rende di più è questa: castello di Santa Severa, borgo, Museo del Mare, passeggiata sull'arenile fino al limite dell'area archeologica, ritorno. Tre ore e mezza, zero code, un pezzo di Etruria marittima capito bene.

Santa Marinella
Santa Marinella

La Riserva naturale regionale di Macchiatonda a Santa Marinella (RM)

A pochi chilometri dal castello, al chilometro 49,900 della SS1 Aurelia, si apre un'area che smentisce l'idea di un litorale interamente costruito. La Riserva naturale regionale di Macchiatonda è stata istituita con legge regionale numero 54 del 23 luglio 1983 e si estende su 244 ettari di pianura compresa fra le pendici dei monti Ceriti e il mare.

Che cosa protegge Macchiatonda

Il cuore della riserva è una vasta zona umida che conserva lembi delle antiche paludi costiere e della macchia mediterranea retrodunale, ambienti che in questo tratto di Tirreno sono stati quasi ovunque bonificati o edificati. Sono aree di sosta decisive per l'avifauna migratoria lungo le rotte fra Africa ed Europa settentrionale: la riserva funziona come una stazione di servizio per gli uccelli, e la sua importanza non si misura sulla superficie ma sulla posizione.

La vegetazione costiera comprende una fitta copertura alofila, cioè adattata al sale. Fra le specie segnalate compare la Cressa cretica, pianta presente in sole quattro regioni italiane e considerata a rischio di estinzione: uno di quei casi in cui una riserva di duecentoquaranta ettari custodisce qualcosa che non si trova in centinaia di chilometri di costa.

Come si visita Macchiatonda

L'osservazione avviene da capanni schermati collocati nelle aree umide, il che rende il birdwatching qui praticabile anche a chi non è esperto. L'accesso libero è indicato nel pomeriggio del giovedì, dalle 14.30 alle 17, mentre nei fine settimana la visita avviene con attività guidate di trekking archeologico e naturalistico; nella fascia estiva, indicativamente dal 2 giugno al 14 settembre, vale il calendario eventi pubblicato. L'ufficio del parco ha sede presso il Castello di Santa Severa. Orari e modalità cambiano di stagione in stagione e vanno verificati presso l'ente gestore prima di presentarsi al cancello.

La riserva svolge anche una funzione didattica consistente, con centinaia di studenti e decine di scuole di sei comuni coinvolti ogni anno, e ospita ricercatori di università romane e di enti come ENEA e ISPRA.

Un'opinione: Macchiatonda non è un posto da visitare a mezzogiorno d'agosto. Ci si va la mattina presto in primavera o in autunno, con il binocolo, e si resta fermi. Chi arriva pretendendo lo spettacolo in trenta minuti torna deluso; chi si siede in un capanno per un'ora vede cose che sul litorale laziale non si vedono più.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Santa Marinella sia stata la Perla del Tirreno lo sanno tutti, o almeno lo sanno tutti i romani sopra una certa età. Quello che si cita di rado è la ragione precisa di quella stagione, e il fatto che abbia lasciato per terra tre capolavori di architettura del Novecento che oggi quasi nessuno va a cercare.

Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta Santa Marinella fu la meta estiva per eccellenza della borghesia e dell'aristocrazia romana, tanto da guadagnarsi anche il soprannome di Perla dei Vip. La ragione materiale è nella lottizzazione Odescalchi di fine Ottocento, che aveva preparato i lotti sul mare, e nella ferrovia tirrenica, che metteva il litorale a un'ora dalla città quando l'automobile era ancora un lusso. La ragione culturale è che Roma, in quegli anni, era la capitale del cinema mondiale, e il cinema si muove in gruppo.

Il lascito più interessante di quella stagione è architettonico. Nel 1955 Luigi Moretti, uno dei maggiori architetti italiani del Novecento e più tardi progettista del complesso Watergate di Washington, realizzò per la principessa Pignatelli un gruppo di tre ville sul litorale di Santa Marinella: La Saracena, La Califfa e La Moresca. Sono edifici che i manuali di storia dell'architettura citano come esempi maturi del linguaggio moretiano, con l'articolazione plastica dei volumi, i muri che si piegano, i rapporti calibrati fra pieno e vuoto e il dialogo continuo con il paesaggio marino. La Saracena in particolare è una delle case più studiate dell'architettura italiana del dopoguerra.

Sono proprietà private e non si visitano. Ma il fatto merita di essere conosciuto, perché racconta che cosa fosse questa città sessant'anni fa: un luogo dove la committenza aristocratica chiamava il migliore architetto disponibile invece di comprare una villetta a schiera. Chi percorre il lungomare con gli occhi giusti riconosce, oltre alle ville liberty di inizio Novecento nate dalla lottizzazione, anche il segno di quella committenza breve e altissima.

La foto giusta da fare a Santa Marinella (RM)

La fotografia che definisce questo posto è una sola e non si fa a Santa Marinella capoluogo: si fa a Santa Severa, dal bagnasciuga, guardando il castello con il mare in primo piano. È l'unico castello del Lazio che si può inquadrare stando con i piedi nell'acqua, e questo è il motivo per cui quell'immagine circola da decenni.

L'ora e la posizione giusta a Santa Marinella (RM)

L'ora è il tardo pomeriggio, quando il sole comincia a scendere sul mare aperto e la luce radente accende il tufo e il laterizio delle mura. La posizione migliore è sulla sabbia a sud del complesso, arretrando di venti o trenta metri dalla battigia in modo da avere il fossato e la mole del castello per intero senza tagliare la torre. Se l'acqua è ferma, all'alba o al tramonto, si ottiene il riflesso completo delle mura sul bagnasciuga bagnato: è la versione migliore dello scatto, e richiede solo pazienza e un'onda calma.

Le altre due inquadrature che funzionano

La seconda fotografia di Santa Marinella è quella dal porticciolo verso il Castello Odescalchi, con le barche in primo piano e il promontorio alle spalle. Funziona al mattino, quando il sole è alle spalle di chi scatta e illumina la facciata. È l'immagine cittadina della Perla del Tirreno, e racconta una Santa Marinella completamente diversa da quella medievale di Santa Severa.

La terza è l'unica davvero difficile: la scogliera del Banzai durante una mareggiata invernale, con la destra che si srotola sul fondale di massi. Serve un teleobiettivo, serve una giornata di previsioni buone, e serve arrivare all'alba perché il parcheggio si riempie prima. Non è una fotografia da vacanza, è una fotografia da appostamento. Ma è quella che restituisce meglio l'identità meno turistica di questa costa.

Dove non fotografare a Santa Marinella (RM)

Un avvertimento che vale la pena dare: dentro il complesso monumentale del castello valgono le regole del gestore, e alcuni ambienti museali possono avere limitazioni sulle riprese. Le informazioni si chiedono in biglietteria all'ingresso. Sulla spiaggia, in alta stagione, evitate di inquadrare gli stabilimenti pieni di gente: oltre alla questione di riservatezza, il risultato è brutto. Il castello si fotografa nelle prime o nelle ultime ore, quando l'arenile è vuoto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Questa striscia di costa ha visto passare, in duemilacinquecento anni, un numero sproporzionato di fatti rispetto alle sue dimensioni. Li racconto in ordine cronologico, perché è così che si capisce la logica del luogo: un approdo che serve a chi comanda sul mare, chiunque esso sia.

Il santuario di Pyrgi e l'alleanza con Cartagine

Intorno al 500 avanti Cristo Thefarie Velianas, signore di Caere, dedicò il tempio B del santuario di Pyrgi alla dea Uni, chiamata Astarte nella versione fenicia dell'iscrizione. Le tre lamine d'oro che registrano l'atto sono il documento materiale di un'alleanza politica e commerciale fra Etruschi e Cartaginesi in chiave antigreca, la stessa che aveva prodotto lo scontro navale presso Alalia attorno al 540 avanti Cristo. Non è un dettaglio erudito: qui si decideva chi controllava le rotte del Tirreno.

La fondazione di Castrum Novum, 264 avanti Cristo

Nello stesso anno in cui scoppiava la prima guerra punica, Roma fondò su questa costa la colonia di Castrum Novum e portò sotto il proprio controllo anche Pyrgi, che divenne colonia romana dotata di fortificazioni in opera poligonale. Fu il momento in cui la costa etrusca smise di essere etrusca. Nel I secolo avanti Cristo Giulio Cesare rifondò la colonia con il nome di Colonia Iulia Castronovo.

L'abbandono tardoantico

Fra il V e il VI secolo dopo Cristo Castrum Novum si spopolò progressivamente. L'ipotesi archeologica corrente collega l'abbandono alla guerra greco-gotica del 535-553 e alla generale insicurezza del Mediterraneo tardoantico. Una città viva per ottocento anni si spense senza un evento singolo che la distruggesse: è il modo più comune in cui muoiono le città antiche, ed è anche quello che si racconta meno.

1068: il castello passa a Farfa

Il cavaliere normanno Gerardo di Galeria donò il castello di Santa Severa all'abbazia di Farfa. È il primo atto documentato che fotografa la fortezza medievale in mani identificabili, e apre la lunga stagione in cui questa costa appartiene a enti ecclesiastici invece che a signori laici.

1435: la tenuta ai canonici di Santo Spirito

Papa Eugenio IV concesse in proprietà la tenuta di Santa Marinella ai canonici di Santo Spirito in Sassia. Nel 1482 papa Sisto IV concesse allo stesso Pio Istituto anche il castello di Santa Severa. Per oltre quattro secoli, quindi, quasi tutto il territorio dell'attuale comune fece capo all'ospedale romano di Santo Spirito: un caso raro di continuità proprietaria su una costa esposta.

1567: le torri di Pio V

Papa Pio V ordinò la costruzione di un sistema di torri di avvistamento lungo il litorale tirrenico contro le incursioni barbaresche. Fra queste la torre che prese il nome di Santa Marinella, dal piccolo abitato risorto lì attorno per i campi e i pascoli. È l'atto di nascita amministrativa del nome moderno della città.

1777: i primi scavi pontifici

Il governo pontificio incaricò Gaetano Torraca di eseguire scavi nel territorio: emersero il centro abitato di Castrum Novum e la necropoli etrusca della Castellina del Marangone. È il primo momento in cui il sottosuolo di Santa Marinella entra nella letteratura antiquaria europea.

1887: la lottizzazione Odescalchi che fa nascere Santa Marinella (RM)

L'Archiospedale di Santo Spirito vendette la tenuta al principe Baldassarre Odescalchi, che vi realizzò un piano di lottizzazione redatto dall'ingegner Raffaello Ojetti. Da quel piano nascono il tessuto urbano balneare, le ville sul mare e l'idea stessa di Santa Marinella come luogo di villeggiatura. Senza il 1887 non ci sarebbe la città che vedete.

1899: la scoperta della villa romana a Villa Sacchetti

Il marchese Sacchetti acquistò l'antica stazione di posta e, durante i lavori per mettere a dimora alcuni pini, scoprì i resti di una lussuosa villa romana con statue che presero poi la strada di diversi musei nel mondo. Un giardiniere e qualche pino: così si scoprivano le ville imperiali a fine Ottocento.

1930-1937: gli esperimenti di Marconi a Torre Chiaruccia

Il Centro Radioelettrico Sperimentale del CNR installato da Guglielmo Marconi a Torre Chiaruccia produsse in sette anni la verifica della maggiore stabilità delle microonde sui 500 megahertz rispetto alle onde corte, i primi esperimenti di radiotelefonia mobile, di navigazione cieca e di radiolocalizzazione, e un primo prototipo di radar. Il collegamento con Castel Gandolfo fu il banco di prova più noto. È il fatto storicamente più rilevante mai accaduto in questo comune, e ha un monumento che non esiste più.

1 febbraio 1944: la distruzione della torre

Le truppe tedesche in ritirata fecero saltare Torre Chiaruccia. La guerra cancellò in una notte il luogo fisico in cui si era lavorato al radar. Oggi restano ruderi in un'area sotto controllo dell'aeronautica militare, con una stazione meteorologica attiva.

4 ottobre 1949: nasce il comune di Santa Marinella (RM)

Santa Marinella e Santa Severa si distaccarono da Civitavecchia e divennero comune autonomo. Settantasette anni di vita amministrativa propria: rispetto alla storia del sito, l'altro ieri.

1964: le lamine d'oro

L'8 luglio 1964, nella campagna diretta da Massimo Pallottino, emersero dal santuario di Pyrgi le tre lamine d'oro con testo etrusco e fenicio. Il ritrovamento ebbe risonanza internazionale immediata e resta il documento bilingue più importante per lo studio della lingua etrusca. Sessant'anni dopo, nel 2024, Villa Giulia gli ha dedicato un convegno commemorativo.

1983-1984: le prime onde del Banzai

Secondo la testimonianza del pioniere Giorgio Pietrangeli, le prime sessioni documentate di surf al Banzai risalgono a quegli anni. Da lì nasce la vocazione sportiva che ha portato sulla costa le gare più importanti del campionato nazionale e, in anni recenti, anche le finali giovanili.

2017 e 2023: il castello aperto e il parco archeologico

Il 25 aprile 2017 il Museo del Castello di Santa Severa fu aperto al pubblico per la prima volta, completando la restituzione del complesso alla fruizione. Nel febbraio 2023 è partito il progetto di Parco Archeologico Urbano di Castrum Novum, con finanziamento della Regione Lazio. Due date che segnano il passaggio di questo comune da luogo di villeggiatura a territorio culturale con un programma.

Chi è passato da Santa Marinella (RM)

L'elenco di chi ha frequentato questa costa è più lungo e più sorprendente di quanto la fama attuale lasci immaginare. Racconto solo i casi documentati, con la circostanza precisa.

Thefarie Velianas, signore di Caere

Il primo nome proprio legato a questo litorale è etrusco e lo conosciamo grazie a un pezzo d'oro. Thefarie Velianas, che le lamine indicano come signore di Caere, dedicò il tempio B di Pyrgi attorno al 500 avanti Cristo. Che di un uomo vissuto venticinque secoli fa si conservi il nome inciso nel luogo in cui oggi si prende il sole è una circostanza che il litorale laziale offre di rado.

Ulpiano, secondo la tradizione

La villa marittima romana sui cui resti sorge il Castello Odescalchi viene riferita dalla tradizione erudita locale a Domizio Ulpiano, il grande giurista severiano le cui opere costituiscono una parte consistente del Digesto. L'attribuzione è tradizione e non documento: quello che è accertato è che la villa esisteva e che era di livello altissimo.

Massimo Pallottino

Il fondatore dell'etruscologia moderna italiana diresse qui gli scavi che nel 1964 restituirono le lamine d'oro. Pallottino non è un nome da rotocalco, ma è la persona che ha fatto di questo tratto di costa un riferimento nella bibliografia mondiale sugli Etruschi.

Eugenio Pacelli, papa Pio XII

La famiglia Pacelli acquistò una villa lungo la via Aurelia, di fronte all'attuale sede dell'Ospedale del Bambino Gesù. Eugenio Pacelli vi trascorreva le vacanze fin da bambino, molto prima di diventare cardinale, segretario di Stato e infine papa nel 1939. Si può discutere a lungo del pontificato di Pio XII: quello che qui interessa è che il ragazzo che passava le estati su questa costa sarebbe diventato l'uomo che guidò la Chiesa attraverso la seconda guerra mondiale.

Francesco Pacelli e i Savoia

Per iniziativa dell'avvocato concistoriale Francesco Pacelli, fratello di Eugenio e figura centrale nella trattativa dei Patti Lateranensi, la famiglia reale dei Savoia donò la propria villa di Santa Marinella all'Ospedale del Bambino Gesù. Nel dopoguerra quella struttura divenne un centro di eccellenza pediatrica sul territorio, coordinato dal professor Mario Costici. Una villa reale trasformata in ospedale per bambini è uno dei passaggi più concreti e meno raccontati della storia di questo comune.

Vittorio Emanuele III

Il sovrano ebbe una particolare predilezione per questa località, che frequentava. È il tipo di frequentazione che negli anni Venti e Trenta faceva la fortuna mondana di un luogo di villeggiatura.

Guglielmo Marconi a Santa Marinella (RM)

Marconi conobbe a Villa Sacchetti la futura moglie Maria Cristina Bezzi-Scali, dal cui matrimonio nacque la figlia Elettra. Poi tornò come scienziato, installando a Torre Chiaruccia il centro sperimentale del CNR e lavorandoci fra il 1930 e il 1937. Un uomo che lega a questa costa la propria vita privata e la propria ricerca più avanzata: è il personaggio a cui Santa Marinella deve di più.

Baldassarre Odescalchi e Raffaello Ojetti

Il principe che nel 1887 comprò la tenuta e l'ingegnere che ne disegnò la lottizzazione hanno fatto la città materialmente più di chiunque altro. Raffaello Ojetti era il padre di Ugo Ojetti, fra i più letti critici d'arte e scrittori italiani della prima metà del Novecento.

Luigi Moretti e la principessa Pignatelli

Nel 1955 l'architetto costruì per la committente le ville La Saracena, La Califfa e La Moresca. Moretti è uno dei nomi maggiori dell'architettura italiana del secolo, e queste case sono fra le sue opere più citate nella letteratura critica internazionale.

La Roma Bene e il cinema sulle spiagge di Santa Marinella (RM)

Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta Santa Marinella fu la spiaggia della borghesia romana e del mondo del cinema, tanto da guadagnarsi l'appellativo di Perla dei Vip. Chi vuole fare i nomi si accomodi nei rotocalchi dell'epoca: qui basta registrare il fenomeno, che è documentato e che spiega perché il nome di questa città suoni familiare anche a chi non ci è mai stato.

Giorgio Pietrangeli e i pionieri del surf

Per chiudere, un passaggio recente e meno nobile ma altrettanto vero. Fra il 1983 e il 1984 un gruppo di ragazzi romani cominciò a entrare in acqua al Banzai con tavole che in Italia quasi nessuno sapeva usare. Quarant'anni dopo, il litorale ospita le finali dei campionati nazionali. Le storie di un luogo non le fanno solo i papi e i principi.

Mangiare e bere a Santa Marinella (RM)

La cucina locale è quella del mare tirrenico: zuppa di pesce, spaghetti con le vongole, pasta con i ricci di mare nella stagione consentita. I ricci meritano un'avvertenza seria: la raccolta è regolamentata e nel Lazio sono stati introdotti negli anni vincoli stringenti per la tutela della specie, quindi il piatto è stagionale e legato alle disposizioni regionali vigenti. Diffidate di chi ve lo propone dodici mesi l'anno.

Il lungomare e la zona del porticciolo concentrano bar, gelaterie e ristoranti; la fascia verso Santa Severa ha una densità minore e locali più stagionali. Un'osservazione da professionista: a Santa Marinella il rapporto qualità prezzo migliora sensibilmente allontanandosi di duecento metri dalla vista mare. I locali delle traverse interne, frequentati dai residenti, servono spesso lo stesso pesce a un terzo in meno.

Per chi arriva in treno e vuole organizzare la giornata senza pensieri, la soluzione più semplice resta comprare qualcosa in paese al mattino e pranzare leggero sulla spiaggia, tenendo il ristorante per la sera. D'estate, a mezzogiorno, la coda ai locali sul mare consuma un'ora abbondante della giornata.

Santa Marinella (RM) con i bambini

È una delle mete di mare più adatte alle famiglie fra quelle raggiungibili da Roma in un'ora, per tre ragioni concrete. La prima: alcune spiagge, in particolare nella zona di Capolinaro e sotto il castello Odescalchi, hanno fondale basso e sabbioso per parecchi metri. La seconda: il treno arriva a pochi minuti a piedi dall'acqua, e chi ha viaggiato con un passeggino e due borse frigo sa quanto conti. La terza: il castello di Santa Severa è un monumento che i bambini capiscono da soli, senza mediazione, perché è un castello vero con il fossato e le torri, sulla sabbia.

Il comune dispone di parchi pubblici e privati attrezzati con giochi, di una biblioteca comunale, di impianti sportivi pubblici fra cui un piccolo stadio calcistico e un anfiteatro coperto, e di un cinema all'aperto che funziona nei mesi estivi. Sono servizi che a Santa Marinella esistono perché è una città che vive tutto l'anno, non un villaggio turistico che chiude a settembre.

Due avvertenze. La Torre Saracena del castello non è accessibile ai bambini sotto i 6 anni. E sui tratti di litorale a scogli le scarpe da mare non sono un accessorio: sono l'unico modo per evitare tagli e giornate rovinate.

Quando andare a Santa Marinella (RM)

Da metà giugno a metà settembre la stagione balneare è piena, i servizi funzionano tutti e la città è affollata. Nei fine settimana di luglio e agosto l'afflusso da Roma è massiccio e l'esperienza cambia in peggio: parcheggi saturi, spiagge libere occupate all'alba, code ovunque.

La finestra che consiglio è duplice. La prima va da metà maggio a metà giugno: acqua ancora fresca ma aria ottima, prezzi più bassi, spiagge vuote nei giorni feriali, luce lunga. La seconda va dalla seconda metà di settembre a metà ottobre: il mare conserva il calore accumulato, il clima protetto dai monti della Tolfa regge, e le giornate hanno una qualità che ad agosto non esiste. In questa seconda finestra i musei del castello tornano a orari diurni più comodi.

L'inverno non è tempo perso. Il lungomare si cammina benissimo, il castello di Santa Severa in una giornata di tramontana è uno spettacolo, e il Banzai lavora solo in questa stagione. Chi ama il mare fuori stagione trova qui uno dei tratti più gratificanti del Lazio.

Che cosa vedere intorno a Santa Marinella (RM)

Il comune è al centro di un'area con una densità di cose da vedere che giustifica ampiamente due o tre giorni invece di una gita.

A nord, a otto chilometri, il porto di Civitavecchia con il Forte Michelangelo e il fronte portuale; poco oltre, l'area naturale della Frasca, uno dei tratti di costa meno costruiti del Lazio settentrionale. Risalendo verso l'interno si entra nel comprensorio dei monti della Tolfa, con il borgo di Tolfa e Allumiere, nata attorno alle cave di allume che fecero la fortuna della Camera Apostolica, e il faggeto di Allumiere, una faggeta depressa che cresce a quote inusualmente basse.

A sud, la necropoli etrusca di Cerveteri, patrimonio mondiale UNESCO, che è la controparte terrestre del porto di Pyrgi: la città dei vivi e la città dei morti di Caere si capiscono solo insieme. Vicino, le cascatelle di Cerveteri e il litorale di Ladispoli, l'antica Alsium. Verso l'entroterra, il lago di Bracciano con Anguillara Sabazia e il castello Odescalchi di Bracciano. Più a nord, in provincia di Viterbo, le saline di Tarquinia completano il quadro degli ambienti umidi costieri di cui Macchiatonda fa parte.

Domande frequenti su Santa Marinella (RM)

Quanto dista Santa Marinella (RM) da Roma?

Il centro di Santa Marinella (RM) si trova a circa sessanta chilometri da Roma lungo la SS1 Aurelia, mentre il vicino castello di Santa Severa è indicato al chilometro 52,600 della stessa statale. In treno, con la linea regionale FL5, la percorrenza da Roma Termini è di poco superiore all'ora.

Come si arriva a Santa Marinella (RM) in treno?

Si arriva a Santa Marinella (RM) con la linea regionale FL5 Roma Termini, Civitavecchia, che percorre la direttrice tirrenica. Il comune ha due stazioni proprie, ed è uno dei pochi tratti di mare del Lazio dove il treno batte l'automobile in comodità, soprattutto d'estate quando trovare parcheggio diventa difficile.

Si può visitare il Castello di Santa Severa a Santa Marinella (RM)?

Sì, il Castello di Santa Severa, il bene culturale più importante del comune di Santa Marinella (RM), sorge letteralmente sulla battigia e ospita musei visitabili, a differenza del Castello Odescalchi che invece è proprietà privata e non si visita liberamente. La struttura attuale, a pianta quadrangolare con torri e fossato, risale al XIV secolo.

Santa Marinella (RM) è adatta alle famiglie con bambini?

Sì, Santa Marinella (RM) è una delle mete di mare più adatte alle famiglie fra quelle raggiungibili da Roma in un'ora. Alcune spiagge, in particolare nella zona di Capolinaro e sotto il castello Odescalchi, hanno fondale basso e sabbioso per parecchi metri, e il treno arriva a pochi minuti a piedi dall'acqua.

Quando è meglio andare a Santa Marinella (RM)?

La stagione balneare piena va da metà giugno a metà settembre, ma nei fine settimana di luglio e agosto l'afflusso da Roma rende l'esperienza peggiore, con parcheggi saturi e spiagge libere occupate fin dal mattino. La finestra migliore consigliata va da metà maggio a metà giugno, con acqua ancora fresca, aria ottima e prezzi più bassi.

Cosa si mangia a Santa Marinella (RM)?

La cucina locale di Santa Marinella (RM) è quella del mare tirrenico: zuppa di pesce, spaghetti con le vongole e, nella stagione consentita, pasta con i ricci di mare. La raccolta dei ricci è regolamentata da vincoli regionali per la tutela della specie, quindi il piatto è stagionale e non dovrebbe essere proposto tutto l'anno.

Cosa si trova sotto Santa Marinella (RM) dal punto di vista archeologico?

Sotto e accanto al Castello di Santa Severa a Santa Marinella (RM) si trova Pyrgi, il santuario etrusco che era il porto principale di Caere, l'odierna Cerveteri, e uno degli scali più frequentati del Tirreno arcaico. Poco distante, sotto i campi vicino al casale Alibrandi, si trovano anche i resti della città romana di Castrum Novum.

Chi volesse costruire un itinerario di più giorni su questa fascia di Etruria marittima con guide abilitate trova un riferimento professionale in TourLeaderPro Roma, che opera su Roma e sul Lazio con accompagnatori e guide licenziate.

Domande veloci su Santa Marinella (RM)

Quanto dista Santa Marinella (RM) da Roma?

Il centro di Santa Marinella è a circa sessanta chilometri da Roma lungo la SS1 Aurelia. Il castello di Santa Severa è indicato al chilometro 52,600 della stessa statale. In treno la percorrenza da Roma Termini è di poco superiore all'ora.

Come si arriva a Santa Marinella (RM) in treno?

Con la linea regionale FL5 Roma Termini - Civitavecchia. Il comune ha due stazioni, Santa Severa e Santa Marinella, entrambe a pochi minuti a piedi dal mare. La frequenza indicativa è semioraria.

Quanto costa il biglietto del treno per Santa Marinella (RM)?

Le tariffe regionali per le stazioni oltre l'area urbana di Roma si collocano indicativamente fra i 4 e i 5 euro a tratta. Il prezzo esatto e aggiornato si controlla sul sito di Trenitalia o in biglietteria.

Il mare di Santa Marinella (RM) è pulito?

La classificazione regionale delle acque di balneazione per la stagione 2026 indica come eccellenti il cento per cento delle aree monitorate del comune. Il monitoraggio si basa su oltre milleseicento campionamenti effettuati fra aprile e settembre lungo la costa e i laghi del Lazio.

Santa Marinella (RM) ha la Bandiera Blu?

Nell'edizione 2026 il comune non compare fra le località premiate nel Lazio. Il riconoscimento valuta parametri che vanno oltre la qualità dell'acqua, dalla gestione dei rifiuti ai servizi, e la sua assenza non contraddice la classificazione eccellente delle acque di balneazione.

Le spiagge di Santa Marinella (RM) sono sabbiose o di scogli?

Entrambe le cose, in alternanza. Il litorale è una successione di calette sabbiose e tratti rocciosi. Le zone più sabbiose sono quella sotto il Castello Odescalchi e Capolinaro; verso Santa Severa prevalgono i ciottoli.

Ci sono spiagge libere a Santa Marinella (RM)?

Sì, ma sono poche e di dimensioni ridotte, e in alta stagione si riempiono entro la mattina. Chi punta a una spiaggia libera d'agosto deve arrivare presto.

Quanto costa il biglietto del Castello di Santa Severa?

Il biglietto integrato costa 8 euro intero e 6 euro ridotto per ragazzi dai 6 ai 14 anni, over 65 e gruppi di almeno dodici persone. L'ingresso al solo museo è indicato a 4 euro.

Che cosa comprende il biglietto integrato del castello?

Un ingresso al Museo del Mare e della Navigazione Antica, uno al Museo del Castello e uno al Museo del Territorio. Restano esclusi gli scavi di Pyrgi, la Torre Saracena e l'Antiquarium.

Chi entra gratis al Castello di Santa Severa?

I minori di 6 anni, i residenti nel comune di Santa Marinella, le persone con disabilità e i giornalisti accreditati.

Quando è chiuso il Castello di Santa Severa?

Il lunedì e il 25 dicembre. Gli orari sono stagionali: nella fascia estiva il gestore indica apertura da martedì a domenica dalle 17 a mezzanotte con biglietteria chiusa alle 23. Fuori stagione cambiano e vanno controllati sul sito ufficiale.

Serve prenotare per visitare il Castello di Santa Severa?

Il gestore raccomanda l'acquisto anticipato del biglietto per via della capienza limitata, e la prenotazione è obbligatoria per i gruppi e per le scolaresche.

Il Castello di Santa Severa è accessibile in sedia a rotelle?

La gran parte degli ambienti è accessibile alle persone con disabilità. La Torre Saracena fa eccezione e ha limitazioni anche per bambini sotto i 6 anni, persone con problemi cardiaci e donne in gravidanza.

Si possono portare i cani al Castello di Santa Severa?

Sono ammessi solo nelle aree esterne non musealizzate, al guinzaglio e con museruola.

Si può dormire dentro il Castello di Santa Severa?

Sì, il complesso ospita un ostello con diverse tipologie di camere. È uno dei pochissimi monumenti del Lazio in cui si può passare la notte.

Dove sono le lamine d'oro di Pyrgi?

Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, in sala 13a. Furono rinvenute l'8 luglio 1964 negli scavi diretti da Massimo Pallottino ed entrarono nelle collezioni statali lo stesso anno.

Si possono visitare gli scavi di Pyrgi?

Hanno un regime di accesso separato da quello dei musei del castello e possono risultare chiusi al pubblico. La situazione del giorno si verifica presso il complesso monumentale.

Si può visitare il Castello Odescalchi di Santa Marinella (RM)?

È proprietà privata della famiglia Odescalchi e non si visita liberamente: viene aperto in occasioni particolari o per eventi. Chi vuole visitare un castello Odescalchi regolarmente aperto trova quello di Bracciano.

Come si visita la Riserva di Macchiatonda?

L'accesso libero è indicato il giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17, mentre nel fine settimana si entra con attività guidate. Nella fascia estiva vale il calendario eventi. L'ufficio del parco ha sede al Castello di Santa Severa.

Quanto è grande la Riserva di Macchiatonda?

Duecentoquarantaquattro ettari, istituita con legge regionale numero 54 del 23 luglio 1983, all'altezza del chilometro 49,900 della SS1 Aurelia.

Santa Marinella (RM) è adatta ai bambini?

Molto. Fondali bassi in diversi tratti, stazioni ferroviarie vicine al mare, parchi attrezzati, un castello che si visita camminando sulla sabbia. Servono le scarpe da mare nei tratti a scogli.

Si fa surf a Santa Marinella (RM)?

Sì, il Banzai è uno degli spot storici italiani, attivo soprattutto d'inverno con le mareggiate. È un fondale di scogli e richiede esperienza solida: non è un posto dove imparare.

Perché Santa Marinella (RM) si chiama la Perla del Tirreno?

Per la stagione fra gli anni Cinquanta e Settanta, quando divenne la meta estiva di riferimento della borghesia romana e del mondo del cinema, al punto da essere chiamata anche Perla dei Vip.

Qual è la differenza fra Santa Marinella (RM) e Santa Severa?

Santa Severa è una frazione del comune di Santa Marinella, e ospita il castello sul mare e l'area archeologica di Pyrgi. Santa Marinella è il capoluogo, con il porticciolo, il lungomare e il Castello Odescalchi privato. Lo stemma comunale unisce le due anime: l'ancora per Santa Marinella, il castello per Santa Severa.

Quanto tempo serve per visitare Santa Marinella (RM)?

Una giornata per il mare, otto o nove ore se si aggiunge il castello di Santa Severa con i musei, due giorni per comprendere anche Macchiatonda, Castrum Novum e il patrimonio architettonico del Novecento.

Qual è il periodo migliore per andare a Santa Marinella (RM)?

La seconda metà di settembre e la prima di ottobre, oppure la finestra fra metà maggio e metà giugno. Il clima protetto dai monti della Tolfa allunga la stagione in entrambe le direzioni.

Ci sono siti archeologici visitabili a Santa Marinella (RM)?

Il complesso del castello di Santa Severa con i suoi musei è il principale. Castrum Novum si visita con aperture periodiche e visite guidate mentre procede il progetto di Parco Archeologico Urbano avviato nel 2023. Gli scavi di Pyrgi hanno accesso separato e non sempre garantito.

In conclusione su Santa Marinella (RM)

Santa Marinella si porta dietro un equivoco antico: la si chiama spiaggia e la si tratta come una spiaggia, mentre è una città di mare con duemilacinquecento anni di stratigrafia sotto i piedi e due musei civici seri dentro un castello che tocca l'acqua. Chi ci va solo per il bagno fa un affare comunque, perché il mare è classificato eccellente e il clima regge fino a ottobre. Ma chi arriva con il treno del mattino, passa tre ore in acqua, mangia leggero e poi entra nel Museo del Mare per guardare le anfore restituite da quel fondale torna a Roma con qualcosa che una giornata di lettino non dà.

Se devo dare un solo consiglio a chi legge: scegliete un martedì di fine settembre, prendete la FL5, scendete a Santa Severa e camminate fino al castello con le scarpe in mano. Non troverete quasi nessuno. È il modo migliore di conoscere questa costa, e non costa quasi niente. Per chi organizza la visita dall'estero o vuole inquadrare Santa Marinella dentro un itinerario romano più ampio, le guide in inglese di ItalyPlanner sulle gite in giornata e la pagina sulle migliori spiagge italiane sono un buon punto di partenza, mentre per l'assistenza professionale a gruppi e tour operator il riferimento è il servizio di accompagnamento turistico di TourLeaderPro.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoSanta Marinella, vicino Roma, è da molti denominata la perla del Tirreno!
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IndirizzoVia Aurelia, 30, 00058 Santa Marinella RM, Italia Santa Marinella (RM), Mare vicino Roma, Vicino Roma
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