AccediIl mio viaggio

POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

POPs as living matter, la restituzione pubblica della residenza dell'artista visivo francese SARV, si tiene al MAM Media Art Museum di Roma sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. L'appuntamento chiude la Visual Sound Academy 2026, il programma di formazione sulle arti digitali e audiovisive ideato da Flyer new media con LPM Live Performers Meeting. Il MAM si trova in corso d'Italia 37/D, 00198 Roma, lungo le Mura Aureliane fra Porta Pinciana e Porta Pia, nel Municipio II: si arriva a piedi dalla metro A Barberini in una ventina di minuti, oppure con gli autobus che percorrono corso d'Italia e con i tram di viale Regina Margherita, a una decina di minuti a piedi. Il portale culturale di Roma Capitale indica l'apertura dalle 11 alle 23.30; la pagina generale della Visual Sound Academy annuncia la presentazione pubblica dalle 11 alle 18, quindi il pomeriggio è la fascia sicura. Non serve biglietto: l'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, e per informazioni l'organizzazione risponde allo 06 78147301 e sul sito ufficiale visualsoundacademy.com.

Il programma, come ricorda il portale di Roma Capitale, può subire variazioni: prima di andare conviene controllare la pagina dell'appuntamento.

POPs as living matter al MAM: date, orari e ingresso

POPs as living matter Residency Output è aperto al pubblico il 24 e il 25 ottobre 2026 al MAM Media Art Museum, in corso d'Italia 37/D, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Gli orari

Le due giornate cominciano alle 11. Sull'orario di chiusura le due pagine del portale culturale di Roma Capitale non coincidono: la scheda dell'appuntamento indica le 23.30, la presentazione complessiva della Visual Sound Academy le 18. Il consiglio pratico è arrivare fra le 15 e le 17, quando entrambe le indicazioni garantiscono l'apertura.

L'ingresso

L'accesso è gratuito, senza prenotazione indicata, fino a esaurimento dei posti. La sala immersiva ha una capienza limitata dalla sua stessa natura: nelle ore centrali della domenica è ragionevole aspettarsi un po' di attesa.

Un doppio appuntamento

Negli stessi giorni e nello stesso luogo si tiene la restituzione dell'altra residenza della Visual Sound Academy, Immersive Spaces, dell'artista Bruno Tripodi. Chi viene per SARV può vedere entrambi i lavori nella stessa visita.

Cosa si vede in POPs as living matter: un ecosistema di particelle vive

POPs as living matter è un sistema visivo generativo in tempo reale: migliaia di particelle autonome nascono, si aggregano, si trasformano e si dissolvono seguendo regole algoritmiche e stimoli che arrivano dal mondo reale, cioè suono, movimento e gesti del pubblico.

Niente animazioni registrate

La presentazione del progetto sul sito del Live Performers Meeting insiste su un punto: niente animazioni preregistrate, niente loop. Quello che il pubblico vede esiste solo nel momento della performance, in quello spazio, con quella musica. Il portale di Roma Capitale lo riassume così: non uno spettacolo costruito in anticipo, ma il risultato di un processo.

Le particelle come organismi

Il lavoro si colloca, secondo la descrizione ufficiale, sulla soglia fra sistema e organismo. Gli operatori di particelle di TouchDesigner, il software che è la base del linguaggio di SARV, vengono trattati come forme di vita artificiale, sottoposte a forze che cambiano con gli input: gravità, tensione, attrazione e collisione diventano variabili influenzate dal suono, dal movimento e dalle azioni del pubblico.

Il pubblico dentro l'opera

Il risultato è un ambiente in cui chi entra non si limita a guardare: la presenza fisica, l'architettura sonora e i gesti interattivi ridefiniscono di continuo il comportamento dell'ecosistema. Le particelle rendono visibili le strutture nascoste che collegano questi stimoli. È un'opera che cambia a seconda di chi c'è nella stanza, e questa è la ragione migliore per andarci di persona.

Suono e immagine come un solo organismo

L'obiettivo dichiarato della restituzione finale è un'esperienza in cui suono e immagine smettono di essere due linguaggi separati e diventano un unico organismo pulsante, capace di trasformare lo spazio in qualcosa di vivo. Per chi ha visto soltanto videoinstallazioni registrate, la differenza si sente subito.

La residenza: cinque giorni e quaranta ore dentro la sala immersiva

POPs as living matter è il frutto di una residenza di cinque giorni, dal 19 al 23 ottobre 2026, dalle 11 alle 18, per quaranta ore di lavoro complessive dentro il MAM.

Lavorare sulla sala

SARV calibra il proprio sistema sulle caratteristiche della sala immersiva del MAM: la distribuzione dei 27 proiettori, la geometria della stanza e le possibilità di una superficie di questa scala diventano variabili attive nella costruzione del live set. Il progetto descrive la residenza come un processo di ricerca aperto, in cui il dialogo fra artista, strumento e spazio genera soluzioni che non potrebbero esistere altrove.

I partecipanti

La residenza era aperta a partecipanti selezionati attraverso le borse di studio della Visual Sound Academy, gratuite per chi è stato scelto; la scadenza per candidarsi era il 16 agosto 2026. Il pubblico del 24 e 25 ottobre vede quindi il lavoro di un gruppo, guidato dall'artista, e non un'opera chiusa firmata da una sola mano.

Perché si chiama output

La parola inglese output, usata dal programma, indica il momento in cui il processo si mostra. Non è la prima di uno spettacolo ma la restituzione di un laboratorio: un formato diffuso nelle arti digitali, dove il come si arriva al risultato è parte dell'opera.

Chi è SARV, l'artista visivo di Tours che traduce la musica in spazio

SARV è il nome d'arte di Edgar Schubhan, artista visivo e VJ francese di Tours, specializzato in immagini generative in tempo reale. Il portale culturale di Roma Capitale lo indica con la grafia Savr; il Live Performers Meeting, che lo presenta, usa SARV.

Un autodidatta

Secondo la biografia pubblicata dal Live Performers Meeting, SARV si è formato da autodidatta e ha sviluppato un linguaggio estetico riconoscibile, centrato sull'audioreattività: i suoi sistemi visivi analizzano l'intero spettro di frequenze del suono e traducono la musica in ambienti tridimensionali in continua evoluzione.

TouchDesigner e motori su misura

Lavora soprattutto con TouchDesigner, un ambiente di programmazione visuale molto usato nelle performance audiovisive, con cui costruisce motori personalizzati per il live e per il videomapping. La sua pratica unisce ingegneria e arte digitale, ed esplora le possibilità espressive dei sistemi in tempo reale.

Club, eventi immersivi, performance

I contesti in cui SARV lavora vanno dalla cultura dei club agli eventi immersivi. È un profilo tipico della nuova generazione di artisti visivi: nati come VJ accanto ai DJ, cresciuti fino a firmare ambienti interi. Per il pubblico romano POPs as living matter è un'occasione rara per vedere questo tipo di ricerca dentro una sala costruita apposta.

Visual Sound Academy 2026: la scuola romana delle arti audiovisive

La Visual Sound Academy 2026 è un programma di formazione e sperimentazione per le nuove generazioni di artisti delle arti digitali e audiovisive, in corso dal 10 al 25 ottobre 2026 nella sede di Flyer new media al MAM.

Il programma

L'Academy comprende quattro workshop intensivi nei fine settimana del 10 e 11 e del 17 e 18 ottobre, due residenze artistiche dal 19 al 23 ottobre e l'evento di presentazione pubblica del 24 e 25 ottobre. I temi sono la musica elettronica, le arti visive e le tecnologie digitali.

Chi la organizza

L'Academy è ideata da Flyer, impresa sociale romana, in collaborazione con LPM Live Performers Meeting, e combina formazione teorica, pratica creativa e presentazione pubblica dei risultati. L'obiettivo dichiarato è favorire l'innovazione, l'inclusione e la crescita di una comunità di nuovi professionisti.

Il sostegno pubblico

Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, ed è fra i vincitori dell'avviso pubblico Roma Creativa 365, cultura tutto l'anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È per questo che la restituzione è gratuita e inserita nel calendario culturale cittadino.

Il MAM Media Art Museum: la nuova casa della media art a Roma

Il MAM Media Art Museum è un museo dedicato interamente alla media art, aperto il 9 ottobre 2026 in corso d'Italia 37/D, ideato e curato da Flyer new media.

La sala immersiva

Il cuore del MAM è una sala immersiva di 300 metri quadrati in cui pareti e pavimento diventano un unico ambiente audiovisivo. Il Live Performers Meeting la descrive circondata da 27 proiettori e la presenta come il più grande ambiente d'Europa dedicato alla live performance. È la sala in cui SARV ha lavorato per cinque giorni.

HyperMedia, la mostra inaugurale

Il museo si è presentato al pubblico con HyperMedia, una mostra visitabile dal 9 ottobre 2026 fino alla fine di maggio 2027, che ripercorre oltre vent'anni di creatività digitale, dalla prima Net Art alle installazioni interattive, all'intelligenza artificiale e all'arte generativa. Espone artisti di undici paesi, fra cui Stati Uniti, Australia, Francia, Paesi Bassi e Turchia, e comprende Hypnagogia dell'italiana Alice Felloni.

Un luogo di festival

Nei primi mesi il MAM ospita la ventisettesima edizione del Live Performers Meeting, dal 22 al 25 ottobre 2026, il Live Cinema Festival e il Fotonica Festival. Per le rassegne è stato annunciato un biglietto giornaliero di 20 euro; la restituzione della Visual Sound Academy, invece, è gratuita.

Flyer new media

Dietro il MAM c'è Flyer new media, la realtà romana che produce il Live Performers Meeting, uno dei principali incontri internazionali dedicati ai live performer audiovisivi, arrivato alla ventisettesima edizione. Il museo dà a questa lunga attività una sede stabile.

Come arrivare al MAM in corso d'Italia 37/D

Il MAM si trova in corso d'Italia 37/D, a pochi passi dalla basilica di Santa Teresa d'Avila, sul lato esterno delle Mura Aureliane fra Porta Pinciana e Porta Pia.

In metro e a piedi

La fermata più comoda della metro A è Barberini: da lì si sale verso via Veneto e Porta Pinciana e si prosegue lungo corso d'Italia, in circa venti minuti di passeggiata. Dalla stazione Termini a piedi si impiega poco di più, passando per via XX Settembre e Porta Pia.

In autobus e tram

Corso d'Italia è percorso da diverse linee di autobus ATAC, e i tram di viale Regina Margherita passano a una decina di minuti a piedi. Linee e frequenze cambiano nel fine settimana: il navigatore ATAC, con destinazione corso d'Italia 37, è lo strumento più affidabile.

In auto

Corso d'Italia è una strada di scorrimento a ridosso della ZTL: il sabato e la domenica il traffico è più leggero, ma il parcheggio nella zona di via Po e di piazza Fiume resta difficile. Chi arriva in auto fa bene a cercare un parcheggio in struttura o a preferire i mezzi pubblici.

Da via Veneto e Villa Borghese

Il percorso a piedi più piacevole parte da Villa Borghese: si esce da Porta Pinciana e in pochi minuti si è in corso d'Italia. È un buon modo per unire una passeggiata nel parco alla visita.

Cosa vedere intorno al MAM: Mura Aureliane, Porta Pia e Villa Borghese

Corso d'Italia corre lungo il lato esterno delle Mura Aureliane, il circuito difensivo costruito dall'imperatore Aureliano nel III secolo: il MAM ha davanti uno dei tratti più lunghi e continui delle mura.

Porta Pia

All'estremità orientale di corso d'Italia c'è Porta Pia, la porta ridisegnata da Michelangelo, legata alla breccia del 20 settembre 1870 con cui l'esercito italiano entrò a Roma. Dal MAM sono pochi minuti a piedi.

Villa Borghese e la Galleria

Dall'altra parte, oltre Porta Pinciana, si apre Villa Borghese, con la Galleria Borghese. Il contrasto fra i marmi di Bernini e le particelle di SARV, a un quarto d'ora di distanza, è la giornata romana più interessante che si possa costruire in questo fine settimana.

MACRO e quartiere Coppedè

Poco più a nord, verso via Nizza, c'è il MACRO, il museo d'arte contemporanea di Roma Capitale. Proseguendo verso piazza Buenos Aires si arriva al quartiere Coppedè, con le sue architetture fantastiche degli anni Dieci e Venti del Novecento.

Via Veneto

A dieci minuti a piedi c'è via Veneto, la strada della Dolce vita, oggi più tranquilla, con i grandi alberghi e i caffè storici.

Dove mangiare vicino al MAM

La zona di corso d'Italia, via Po e piazza Fiume è un quartiere residenziale e di uffici con molti bar, pizzerie al taglio, trattorie e ristoranti: si mangia bene senza cercare lontano.

Pranzo veloce

Per chi arriva in mattinata e vuole restare fino al pomeriggio, le vie fra via Po e via Salaria offrono pizzerie al taglio, tavole calde e bar con pranzi veloci, anche la domenica.

Cena

Per la sera il quartiere Salario e il Coppedè hanno trattorie e ristoranti di quartiere; via Veneto e i dintorni di Porta Pinciana offrono locali più formali e hotel con ristorante.

Aperitivo

Un aperitivo in zona piazza Fiume o via Salaria prima di tornare al MAM per le ore serali, se l'apertura fino alle 23.30 sarà confermata, è il modo migliore di vedere l'opera due volte, con luce e pubblico diversi.

Organizzare la giornata intorno a POPs as living matter

POPs as living matter occupa al massimo un'ora, e il MAM si trova in una zona che permette di costruire intorno alla visita una giornata intera, a piedi, fra parco, museo e mura antiche.

La mattina

Chi arriva presto può dedicare la mattina a Villa Borghese e, con prenotazione, alla Galleria Borghese, poi uscire da Porta Pinciana e scendere lungo corso d'Italia verso il MAM per l'ora di pranzo.

Il pomeriggio

Dopo pranzo nel quartiere, il pomeriggio è il momento migliore per la sala immersiva, e per la seconda residenza, Immersive Spaces. Chi ha ancora energia prosegue verso Porta Pia e il MACRO, o verso il quartiere Coppedè.

La sera

Se l'apertura serale indicata dalla scheda dell'appuntamento sarà confermata, il ritorno al MAM dopo cena permette di vedere l'opera con un pubblico diverso. In caso contrario, la serata si chiude bene in zona Salario o in via Veneto.

Accessibilità e bambini a POPs as living matter

POPs as living matter è gratuito e aperto a tutti: per l'accessibilità della sala immersiva e degli ingressi del MAM conviene contattare l'organizzazione allo 06 78147301 o scrivere a info@visualsound.org prima della visita.

Con i bambini

Un ambiente immersivo di particelle che reagiscono al suono e al movimento è un'esperienza che i bambini capiscono subito, spesso meglio degli adulti. L'unica cautela riguarda i più piccoli e le persone sensibili a luci intermittenti e suoni forti: è bene osservare la sala per un minuto dall'ingresso prima di entrare.

Quanto tempo serve

Per POPs as living matter bastano da venti minuti a un'ora, a seconda di quanto si vuole interagire. Con la seconda residenza, Immersive Spaces, e un giro nel museo, la visita si allunga a un paio d'ore.

Il periodo

Fine ottobre a Roma è stagione di festival: il MAM ospita nello stesso fine settimana il Live Performers Meeting, dal 22 al 25 ottobre, e la città è piena di appuntamenti culturali. Una giornata al coperto, in una sala immersiva, è anche una buona alternativa in caso di pioggia.

Una curiosità su POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

La curiosità è tutta nel titolo. Nella presentazione del progetto, POPs sono i Particle Operators di TouchDesigner, gli operatori con cui il software genera e governa migliaia di elementi in movimento, e che il testo del festival chiama le unità fondamentali del linguaggio generativo di SARV. SARV prende questa sigla tecnica, da manuale di programmazione, e la trasforma in un programma poetico. Gli operatori non sono più strumenti di simulazione ma materia vivente, living matter, organismi sottoposti a forze che cambiano con il suono e con i gesti di chi guarda.

È un gioco di parole che dice molto dell'arte digitale di oggi: gli artisti non nascondono il software, lo dichiarano nel titolo, come un pittore che intitolasse il suo quadro al pigmento. Il pubblico non ha bisogno di sapere cosa sia TouchDesigner per godersi la sala, ma sapere che ogni particella è calcolata in tempo reale cambia lo sguardo.

C'è poi un dettaglio sul nome dell'artista: il portale culturale di Roma Capitale lo scrive Savr, il Live Performers Meeting SARV. Il nome anagrafico, Edgar Schubhan, è lo stesso in entrambi i casi: la grafia corretta del nome d'arte, secondo il festival che lo ospita, è SARV.

Una cosa che non ti dice nessuno su POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che quest'opera non potrà essere vista da nessun'altra parte. SARV ha costruito il suo sistema sulle caratteristiche fisiche della sala del MAM: la posizione dei 27 proiettori, la geometria della stanza, la superficie di 300 metri quadrati. Il progetto stesso afferma che le soluzioni trovate durante la residenza non potrebbero esistere altrove. Portata in un altro spazio, l'opera andrebbe riprogettata.

La seconda cosa che non si dice è che le due giornate di restituzione sono l'unica occasione pubblica per vedere il lavoro. La residenza, dal 19 al 23 ottobre, era riservata ai partecipanti selezionati con le borse di studio, mentre il resto dell'autunno del MAM è occupato da mostre e festival a pagamento. Il 24 e 25 ottobre si entra gratis, in un museo aperto da poche settimane, per vedere il risultato di quaranta ore di lavoro.

E infine: l'opera cambia con il pubblico. Una sala piena la domenica pomeriggio e una sala quasi vuota il sabato mattina producono due opere diverse. Chi può, venga due volte.

Il consiglio che ti do per visitare POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

Conviene andarci il sabato 24 ottobre nel primo pomeriggio. Il sabato mattina la sala è ancora in rodaggio, la domenica pomeriggio è il momento più affollato; il sabato fra le 14 e le 17 si trova l'equilibrio fra pubblico sufficiente a far reagire il sistema e spazio sufficiente per muoversi. E l'orario è coperto da entrambe le indicazioni ufficiali, che per la chiusura divergono.

Entrando, fermatevi un minuto al bordo della sala e guardate senza muovervi. Poi camminate, parlate, battete le mani: il sistema è progettato per rispondere al suono e al movimento, e capire come reagisce è metà del piacere. Non tenete il telefono alzato tutto il tempo: la sala è pensata per il corpo, non per lo schermo.

Poi combinate la visita con qualcosa di completamente diverso. Villa Borghese è a un quarto d'ora a piedi, le Mura Aureliane sono davanti alla porta. Uscire da un ecosistema di particelle e ritrovarsi davanti a un muro di diciassette secoli è il tipo di cortocircuito che solo Roma sa offrire, e che dà senso a un museo di media art in questa città.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Roma è la città dell'arte antica e del barocco. Meno citato è il fatto che la città ha una tradizione lunga nelle arti audiovisive dal vivo, e che Flyer new media organizza da ventisette edizioni il Live Performers Meeting, un incontro internazionale dedicato a VJ, artisti di live cinema e performer audiovisivi. L'edizione 2026 si tiene al MAM dal 22 al 25 ottobre, negli stessi giorni della restituzione della Visual Sound Academy.

Il MAM, aperto il 9 ottobre 2026, è il punto d'arrivo di questa storia: la stessa realtà che per anni ha portato a Roma artisti da tutto il mondo si è data una sede permanente, con una sala immersiva che il festival descrive come il più grande ambiente d'Europa dedicato alla live performance. Nel primo autunno di vita il museo ospita anche il Live Cinema Festival e il Fotonica Festival.

Il fatto poco citato, dunque, è che POPs as living matter non è un episodio isolato ma il prodotto di un ecosistema culturale romano costruito in due decenni, sostenuto anche da Roma Capitale con l'avviso Roma Creativa 365. Chi va al MAM per SARV scopre una Roma contemporanea che i circuiti turistici ignorano.

La foto giusta da fare a POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

La foto giusta, in una sala immersiva, non è quella dell'opera da sola ma quella dell'opera con le persone dentro. Le particelle di SARV reagiscono ai corpi: una silhouette controluce, un bambino con le braccia alzate, una coppia al centro della sala avvolta dalla materia visiva sono immagini che raccontano il lavoro meglio di qualunque ripresa frontale.

Tecnicamente, conviene disattivare il flash, che appiattirebbe la proiezione, e usare la modalità notte o una esposizione manuale leggermente sottoesposta per non bruciare le luci. Un video di dieci secondi rende meglio di una foto, perché l'opera esiste nel movimento.

La seconda foto si fa fuori: corso d'Italia con le Mura Aureliane, magari al tramonto, con la luce calda sui mattoni. Messa accanto all'immagine della sala immersiva, costruisce il racconto della giornata in due scatti: diciassette secoli di distanza sulla stessa strada.

Chi fotografa per condividere ricordi di citare l'artista e il programma: SARV, POPs as living matter, Visual Sound Academy 2026 al MAM. Nelle arti digitali la firma dell'autore si perde facilmente nei social, e citarla è una forma di rispetto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il MAM è un museo appena nato, ma corso d'Italia ha una storia lunga. La strada corre lungo il lato esterno delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo dopo Cristo per difendere la città: il tratto fra Porta Pinciana e Porta Pia è fra i meglio conservati dell'intero circuito. Per secoli fuori da queste mura c'erano vigne e ville; la strada moderna nasce con l'espansione di Roma capitale fra Ottocento e Novecento, quando il quartiere Salario e il Pinciano si riempirono di palazzine.

L'avvenimento più celebre della zona è la breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870: l'esercito italiano entrò a Roma attraverso un'apertura nelle mura a poche centinaia di metri dall'attuale MAM, mettendo fine al potere temporale dei papi e aprendo la strada a Roma capitale d'Italia. Porta Pia stessa, nel suo prospetto verso la città, è un'opera ridisegnata da Michelangelo.

Per la storia recente, l'avvenimento è l'apertura del museo, il 9 ottobre 2026, con la mostra HyperMedia, seguita pochi giorni dopo dalla ventisettesima edizione del Live Performers Meeting e dalla Visual Sound Academy. In meno di un mese corso d'Italia è diventato uno degli indirizzi più attivi della città per le arti digitali.

Chi è passato da POPs as living matter, la residenza di SARV al MAM — 24 e 25 ottobre 2026

Nelle prime settimane di vita il MAM ha già accolto artisti da undici paesi con la mostra HyperMedia: pionieri della cultura digitale e della prima Net Art accanto ad autori delle installazioni interattive, dell'intelligenza artificiale e dell'arte generativa, dagli Stati Uniti, dall'Australia, dalla Francia, dai Paesi Bassi e dalla Turchia. Fra le opere esposte c'è Hypnagogia dell'italiana Alice Felloni, che trasforma un paesaggio mentale instabile in uno spazio fisico esplorabile.

Dal 19 al 25 ottobre passano dal MAM i due artisti in residenza della Visual Sound Academy: SARV, con POPs as living matter, e Bruno Tripodi, con Immersive Spaces. Con loro arrivano i partecipanti selezionati con le borse di studio, la nuova generazione di artisti audiovisivi che l'Academy vuole formare, e i tutor dei quattro workshop dei fine settimana precedenti.

Dal 22 al 25 ottobre, infine, il museo ospita la ventisettesima edizione del Live Performers Meeting, che porta a Roma VJ, artisti di live cinema e performer audiovisivi da tutto il mondo. Nella stessa settimana il MAM concentra così una delle comunità internazionali più vive delle arti digitali: chi visita POPs as living matter il 24 o il 25 ottobre la incrocia nei corridoi.

Domande frequenti su POPs as living matter al MAM

Quando si può vedere POPs as living matter al MAM di Roma?

POPs as living matter, la restituzione pubblica della residenza di SARV, si può vedere al MAM Media Art Museum di Roma sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, a partire dalle 11. La chiusura è indicata alle 23.30 dalla scheda dell'appuntamento e alle 18 dalla pagina della Visual Sound Academy.

Quanto costa l'ingresso a POPs as living matter?

L'ingresso a POPs as living matter al MAM è gratuito fino a esaurimento dei posti, come indica il portale culturale di Roma Capitale. Il progetto è sostenuto da Roma Capitale con l'avviso Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Dove si trova il MAM Media Art Museum?

Il MAM Media Art Museum si trova in corso d'Italia 37/D, 00198 Roma, lungo le Mura Aureliane fra Porta Pinciana e Porta Pia. Dalla metro A Barberini sono circa venti minuti a piedi; corso d'Italia è servito da autobus ATAC e i tram di viale Regina Margherita sono a dieci minuti.

Chi è SARV?

SARV è il nome d'arte di Edgar Schubhan, artista visivo e VJ francese di Tours, autodidatta, specializzato in immagini generative audioreattive in tempo reale. Lavora con TouchDesigner, costruisce motori su misura per il live e il videomapping e si muove fra club, eventi immersivi e performance.

Cos'è la Visual Sound Academy?

La Visual Sound Academy 2026 è un programma di formazione sulle arti digitali e audiovisive ideato da Flyer con il Live Performers Meeting, dal 10 al 25 ottobre 2026 al MAM. Comprende quattro workshop, due residenze artistiche e la presentazione pubblica gratuita del 24 e 25 ottobre.

POPs as living matter è adatto ai bambini?

POPs as living matter è un ambiente immersivo di particelle che reagiscono a suono e movimento, un'esperienza che i bambini afferrano subito. Chi è sensibile a luci intermittenti e volumi alti farà bene a osservare la sala dall'ingresso prima di entrare.

Cosa c'è da vedere al MAM oltre a POPs as living matter?

Al MAM, negli stessi giorni di POPs as living matter, si può vedere la restituzione della residenza Immersive Spaces di Bruno Tripodi. Il museo ospita inoltre la mostra HyperMedia, dal 9 ottobre 2026 a fine maggio 2027, e dal 22 al 25 ottobre il Live Performers Meeting.

Una chiusura da professionista: in una città che si visita guardando indietro, POPs as living matter è un'occasione per guardare avanti senza pagare il biglietto. Andateci il sabato pomeriggio, entrate nella sala senza fretta, e poi uscite a camminare lungo le Mura Aureliane. È la Roma di oggi, e merita più attenzione di quanta ne riceva.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsal copertoarteautunnoche fare a Romaeventi romagratismostraRoma

Contact Information

Data Evento24 Ottobre 2026 11:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoMAM Media Art Museum, Corso d'Italia 37/D, 00198 Roma Salario, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi