Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
Io sono verticale, il monologo scritto e interpretato da Francesca Astrei, va in scena sabato 14 novembre 2026 alle 19:00 al Teatro del Lido di Ostia, in via delle Sirene 22 (00121 Roma), una delle sale di Teatri in Comune, la rete dei teatri pubblici di Roma Capitale nei municipi. Lo spettacolo è prodotto da Pallaksch e porta in scena, attraverso la figura evangelica di Lazzaro, l'esperienza della depressione e la fatica di tornare alla vita, con un registro che alterna riflessione e ironia; l'interprete ha vinto il Premio Ubu 2025 come miglior attrice o performer under 35. Da Roma si arriva con la ferrovia Roma Lido, che parte da Porta San Paolo accanto alla fermata Piramide della metro B, fino alla stazione Lido Centro, e da lì si cammina per circa un chilometro verso il lungomare. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale di Teatri in Comune, da cui si accede al circuito di prevendita autorizzato dal teatro; per prenotare il Teatro del Lido risponde al numero 06 5646962 e all'indirizzo promozione@teatrodellido.it.

Io sono verticale al Teatro del Lido in breve
Io sono verticale è un monologo di circa un'ora, di e con Francesca Astrei, in scena per una sola sera, sabato 14 novembre 2026 alle 19:00, al Teatro del Lido di Ostia.
Quando
Una data unica, sabato 14 novembre 2026, con inizio alle 19:00. È l'orario indicato dalla pagina ufficiale dello spettacolo su Teatri in Comune e confermato dal circuito di prevendita e dal portale turistico di Roma Capitale. L'inizio in prima serata è una consuetudine del Teatro del Lido e, per chi arriva dal centro di Roma, significa rientrare a un'ora ragionevole.
Durata
Il Teatro Elfo Puccini di Milano, che ospita lo stesso spettacolo dal 24 al 29 novembre 2026, indica una durata di 55 minuti. È la misura di un monologo compatto, senza intervallo: conviene entrare in sala qualche minuto prima dell'inizio.
Chi lo firma
Testo, regia e interpretazione sono di Francesca Astrei; la produzione è di Pallaksch. Nei crediti ufficiali compaiono i ringraziamenti a Carrozzerie n.o.t., alla Fondazione Teatro di Roma e a NidOramai, realtà che hanno sostenuto il percorso del lavoro.
I premi dello spettacolo
Il monologo ha vinto il Premio della Giuria e il Premio Internazionale YartsProject della rassegna Direction Under30 del Teatro Sociale di Gualtieri. La pagina di Teatri in Comune indica l'undicesima edizione, mentre il sito del Teatro Sociale presenta lo spettacolo come selezionato per la dodicesima: le fonti non concordano sul numero dell'edizione, non sul premio.
Io sono verticale: di che cosa parla lo spettacolo
Io sono verticale racconta con delicatezza, ironia e profondità l'esperienza della depressione, il dolore che isola, il legame con chi resta fuori e la fragile possibilità di rialzarsi.
Il dolore come casa
La presentazione ufficiale parte da un'immagine precisa: il dolore profondo può diventare un rifugio, una casa silenziosa in cui ci si chiude per proteggersi da un mondo che appare troppo faticoso. Quell'isolamento, però, genera altra sofferenza, anche in chi vive accanto. Lo spettacolo esplora proprio questo dialogo difficile fra chi è immerso nel dolore e chi, da fuori, cerca un contatto: due mondi che si sfiorano senza toccarsi, e che pure desiderano capirsi.
Trovare le parole
Il cuore del monologo è la fatica di trovare le parole per comunicare la propria sofferenza nel pieno di una crisi. Il testo descrive la chiusura in se stessi che rende l'apertura sempre più difficile, fino al paradosso di sentirsi quasi al sicuro dentro il proprio dolore. Fuori, intanto, il mondo diventa qualcosa di ancora più pesante.
Nessuna soluzione facile
La presentazione dello spettacolo è netta: non c'è una soluzione. Con il tempo si impara a riconoscere alcuni segnali, a capire che cosa può essere di sostegno, e ci si abitua ad accogliere il proprio vuoto; ogni percorso è diverso e imprevedibile. È una posizione onesta, lontana dai racconti consolatori, e dà al monologo il suo tono adulto.
Leggerezza e ironia
Il tema è serio, il registro no, o almeno non soltanto. Le note di regia indicano la leggerezza e l'ironia come basi per un'analisi più profonda, attraverso diversi punti di vista. Dopo i debutti il lavoro è stato recensito da testate di teatro come Krapp's Last Post e Sipario.
Lazzaro e Sylvia Plath: le due chiavi del monologo
Io sono verticale prende il titolo da un verso di Sylvia Plath e costruisce la sua metafora sulla figura di Lazzaro, l'uomo richiamato alla vita dal sepolcro nella tradizione cristiana.
Il titolo
Il titolo viene dalla poesia di Sylvia Plath nota in inglese come I Am Vertical. Il verso diventa qui una dichiarazione minima e insieme enorme: stare in piedi, essere verticali, è già una conquista quando il corpo vorrebbe restare disteso. Il riferimento alla poetessa americana è segnalato sia dalla scheda ufficiale sia dalla recensione di Krapp's Last Post.
Perché Lazzaro
Nelle note di regia Francesca Astrei richiama il saggio di Andrew Solomon Il demone di mezzogiorno, secondo cui la depressione si può descrivere solo con metafore e allegorie. La metafora scelta è Lazzaro nel sepolcro, chiamato fuori con l'invito ad alzarsi e camminare: indicazioni elementari che permetterebbero al corpo di uscire dalla paralisi. Chi attraversa una crisi, spiegano le note, racconta di non sentirsi né vivo né morto.
Le domande del personaggio
Il monologo pone domande scomode. Lazzaro avrà la forza di tornare alla vita? Che cosa vuol dire, per lui, vivere? E se alzarsi e camminare fossero una condanna invece che una salvezza? I familiari aspettano solo il sollievo di vederlo uscire; restare nel sepolcro significherebbe infliggere loro altro dolore, uscire significa affrontare la fatica di ricominciare.
Non un monologo sul Vangelo
Le note precisano che lo spettacolo non è un monologo sul Vangelo: la tradizione cristiana fornisce solo un immaginario chiaro, la tomba che è anche culla, per raccontare la distanza fra chi è chiuso dentro e chi, da fuori, vede la soluzione più ovvia. Non serve alcuna familiarità religiosa per seguire il racconto.
Francesca Astrei: biografia dell'attrice e autrice
Francesca Astrei, diplomata nel 2018 all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, ha vinto il Premio Ubu 2025 come miglior attrice o performer under 35.
La formazione romana
La formazione di Francesca Astrei passa per l'Accademia Silvio d'Amico di Roma, la scuola da cui è uscita una parte consistente del teatro italiano. Il diploma arriva nel 2018; da lì comincia un percorso che alterna la scena di grandi registi e la scrittura in proprio.
I registi
La biografia ufficiale elenca, fra gli altri, Paolo Rossi, Armando Punzo, Giorgio Barberio Corsetti, Roberto Rustioni, Fabio Condemi, Alessandro Businaro e Tommaso Capodanno. È un elenco che attraversa generazioni ed estetiche diverse: dal teatro comico d'autore di Rossi al lavoro di Punzo, alle regie di Barberio Corsetti, fino ai registi più giovani.
Il teatro integrato
Dal 2020 collabora con la Compagnia di Teatro Integrato Piero Gabrielli, partecipando a spettacoli e progetti nelle scuole con attori e attrici con e senza disabilità. È un dettaglio della biografia che aiuta a leggere il monologo: un teatro attento a chi fatica a trovare spazio e parola.
La drammaturgia contemporanea
Partecipa inoltre a progetti di drammaturgia contemporanea con Federico Malvaldi, Giulia Bartolini, Andrea Dante Benazzo e Consuelo Bartolucci. Il lavoro con autori della sua generazione affianca quello da interprete nelle produzioni più strutturate.
Mi manca Van Gogh e il FringeMi
Nel 2023 vince il FringeMi con Mi manca Van Gogh, monologo scritto, diretto e interpretato da lei. È il primo lavoro interamente suo, e anticipa il metodo di Io sono verticale: un tema personale, un'unica attrice in scena, una scrittura che cerca l'ironia dentro la fragilità.
Le candidature e l'Ubu
Nel 2024 è candidata come miglior attrice emergente al Premio Le Maschere per Il cavaliere inesistente, con la regia di Tommaso Capodanno. Nel 2025 è candidata al premio Virginia Reiter e il suo secondo monologo vince Direction Under30. Lo stesso anno arriva il Premio Ubu come miglior attrice o performer under 35, uno dei riconoscimenti più noti del teatro italiano.
La tournée di Io sono verticale fra Roma, Milano e Bologna
La data di Ostia si inserisce in una tournée che nella stagione 2026-2027 tocca anche il Teatro Elfo Puccini di Milano e il Teatro Basilica di Roma.
Dopo Gualtieri
Il percorso è partito dalla vittoria a Direction Under30 al Teatro Sociale di Gualtieri. Nel febbraio 2026 lo spettacolo è stato all'ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, nel circuito del Teatro dell'Argine, e a maggio Rai Radio 3 lo ha proposto nel ciclo Il Teatro di Radio3 FuturoPresente.
Milano a fine novembre
Dopo Ostia il monologo va al Teatro Elfo Puccini di Milano, in Sala Bausch, dal 24 al 29 novembre 2026. Per chi ha amici o parenti al Nord è un'informazione utile: lo stesso spettacolo in due città nel giro di dieci giorni.
Di nuovo a Roma nel 2027
Il Teatro Basilica di Roma lo annuncia dal 18 al 20 marzo 2027. Chi non riesce a raggiungere Ostia a novembre ha quindi una seconda occasione in città, in un'altra sala della città.
Una curiosità su Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
La curiosità più interessante riguarda la genesi del monologo. Francesca Astrei non è arrivata a Io sono verticale da esordiente: è il suo secondo testo scritto, diretto e interpretato in solitudine, dopo Mi manca Van Gogh, che nel 2023 aveva vinto il FringeMi. Due monologhi, due premi: il primo al festival del teatro indipendente milanese, il secondo alla rassegna Direction Under30 del Teatro Sociale di Gualtieri, con il Premio della Giuria e il Premio Internazionale YartsProject. Nello stesso 2025 l'autrice ha ricevuto anche il Premio Ubu come interprete under 35, un doppio riconoscimento, come autrice e come attrice, che capita di rado.
La seconda curiosità riguarda il percorso del monologo prima di arrivare a Ostia. Io sono verticale è passato anche per la radio: il 7 maggio 2026 Rai Radio 3 lo ha trasmesso nel ciclo Il Teatro di Radio3 FuturoPresente. Un monologo costruito sulla ricerca delle parole si presta bene all'ascolto, e chi ha sentito la versione radiofonica troverà in sala il corpo che mancava: il gesto di alzarsi, di restare in piedi, di tornare a sdraiarsi.
Terza curiosità: nella stessa sera il Teatro del Lido ospita un'artista premiata come miglior interprete under 35 d'Italia in una sala pubblica di periferia da 202 posti, nata da un'occupazione. È il senso della rete di Teatri in Comune: portare fuori dal centro le voci più premiate della nuova scena, a prezzi da teatro di quartiere.
Il Teatro del Lido di Ostia: la sede dello spettacolo
Il Teatro del Lido di Ostia occupa una parte dell'ex colonia marina Vittorio Emanuele III, in via delle Sirene 22, ed è stato inaugurato nel febbraio 2003 come primo teatro di cintura di Roma, pubblico e partecipato.
Un edificio nato per i bambini
Il complesso che ospita il teatro nasce come colonia marina, una struttura per i soggiorni al mare dei bambini, tipica del primo Novecento. Oggi nello stesso edificio si trovano anche la biblioteca comunale Elsa Morante e la libreria Almayer, oltre a servizi sociali di accoglienza.
Anni di abbandono
Dopo varie funzioni, gli spazi restano in disuso per oltre venticinque anni. Nel 1997 un gruppo di artisti e giovani del territorio li occupa e vi avvia un'attività di teatro e di laboratorio, chiedendo per Ostia un teatro pubblico.
La nascita del teatro
Il Comune di Roma ristruttura l'edificio fra il 1999 e il 2003, con un consorzio di associazioni coinvolto nella programmazione. Il teatro apre nel febbraio 2003; nel 2005 la legge regionale del Lazio numero 16 disciplina la rete dei teatri di cintura, pensata per portare spettacolo e formazione nelle periferie.
La sala
La sala è rettangolare, con platea e gradinata ascendente, per 202 posti. Per un monologo è una dimensione ideale: la voce arriva senza amplificazioni eccessive, le espressioni si leggono anche dalle ultime file, e il pubblico condivide lo stesso respiro dell'attrice.
Teatri in Comune
Oggi il Teatro del Lido fa parte di Teatri in Comune, il sistema dei teatri pubblici di Roma Capitale nei municipi insieme al Teatro Biblioteca Quarticciolo, al Teatro Tor Bella Monaca e al Teatro Villa Pamphilj. La programmazione è multidisciplinare: prosa, musica, danza, teatro per ragazzi e laboratori, come la rassegna per famiglie Teatri d'Arrembaggio.
Una cosa che non ti dice nessuno su Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
Quello che raramente si dice è che il Teatro del Lido esiste perché qualcuno lo ha preteso, due volte. La prima nel 1997, quando artisti e ragazzi di Ostia occuparono gli spazi abbandonati della colonia. La seconda il 26 febbraio 2010, quando, dopo la chiusura del giugno 2008, un comitato di artisti, studenti, cittadini ed ex lavoratori lo occupò di nuovo. Seguirono tre anni di mobilitazione, fino a un accordo che ne ripristinò la funzione e avviò la messa a norma.
Questa storia dialoga in modo sorprendente con lo spettacolo. Io sono verticale racconta un corpo chiuso in un sepolcro che deve decidere se rialzarsi; il Teatro del Lido è un edificio che è stato chiuso e abbandonato, e che per due volte una comunità ha rimesso in piedi. Non è un parallelo dichiarato da nessuno, ma chi entra in sala conoscendo la storia della sede lo avverte.
E c'è un dettaglio pratico che le schede ufficiali non riportano. Ostia è Roma, amministrativamente, ma dal centro sono più di venti chilometri, e molti romani ci vengono solo d'estate. A metà novembre il lungomare è quieto e la luce cala presto: arrivare nel tardo pomeriggio, prima di uno spettacolo intimo come questo, cambia il modo in cui lo si ascolta.
Come arrivare al Teatro del Lido per Io sono verticale
Dal centro di Roma il Teatro del Lido si raggiunge con la ferrovia Roma Lido fino alla stazione Lido Centro, da cui si cammina per circa un chilometro verso ovest fino a via delle Sirene 22.
La ferrovia Roma Lido
La Roma Lido parte dalla stazione di Porta San Paolo, accanto alla fermata Piramide della metro B e alla Piramide Cestia. La fermata più comoda è Lido Centro; da lì si va verso il mare per circa un chilometro, un quarto d'ora a piedi. Per orari e coincidenze il riferimento è il calcolatore di percorso di ATAC e del gestore della linea.
In auto
Da Roma si arriva a Ostia con la via del Mare, con la via Ostiense o con la via Cristoforo Colombo. A novembre il parcheggio nella zona del teatro è molto meno complicato che d'estate; per chi vive nei quadranti sud della città l'auto resta la scelta più pratica.
Da Ostia e dal litorale
Per chi abita a Ostia, Acilia, Casal Palocco o Infernetto il teatro è un appuntamento di quartiere. Le linee di superficie cambiano spesso: per scegliere il bus giusto conviene consultare il calcolatore di percorso di ATAC.
Il rientro
Con l'inizio alle 19 e una durata inferiore all'ora, lo spettacolo finisce presto. Chi torna in treno verifichi comunque l'orario delle ultime corse verso Porta San Paolo, soprattutto se pensa di fermarsi a cena.
Il consiglio che ti do per visitare Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
Il consiglio è di arrivare a Ostia almeno un'ora prima e di concedersi una camminata sul lungomare prima di entrare in sala. A metà novembre il sole tramonta sul Tirreno ben prima delle 19; il mare fuori stagione, grigio o luminoso che sia, predispone all'ascolto di un monologo che chiede attenzione e silenzio. Entrare in teatro direttamente dal traffico non è la stessa cosa.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In una sala di 202 posti con platea e gradinata ascendente, le prime file della gradinata offrono il miglior equilibrio: si vede tutto il corpo dell'attrice, e in uno spettacolo che si chiama Io sono verticale la posizione del corpo nello spazio conta. Chi preferisce la vicinanza del volto scelga la platea centrale.
Terzo consiglio: venire in due, o in piccola compagnia, e fermarsi dopo a parlarne. Il monologo non propone soluzioni, apre domande sul rapporto fra chi soffre e chi sta vicino, e sono domande che si sciolgono meglio a tavola che in treno. Per chi vive da vicino queste esperienze, può essere una serata di riconoscimento; vale comunque la pena sapere in anticipo che il tema è la depressione.
Ultimo consiglio, pratico: prenotare. Una sala piccola, un'interprete fresca di Premio Ubu, una sola data: le poltrone possono finire prima del previsto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Ostia è il mare di Roma, e che d'estate il suo lungomare si riempie di stabilimenti e di romani in fuga dal caldo. Si cita poco, invece, che Ostia è anche un luogo di cultura tutto l'anno, e che uno dei suoi presidi più vivi è proprio il Teatro del Lido, primo teatro di cintura di Roma, nato da un'occupazione e riconosciuto poi dalle istituzioni.
Un altro fatto risaputo è che il Premio Ubu è uno dei riconoscimenti più noti del teatro italiano. Si ricorda meno che fra le sue categorie c'è anche quella dedicata agli interpreti under 35, che segnala le voci nuove prima che diventino note al grande pubblico. Vedere un'attrice premiata in quella categoria, pochi mesi dopo, in un teatro pubblico da duecento posti, è esattamente l'occasione che il premio vuole creare.
E un terzo fatto, quasi mai citato: la rete dei teatri di cintura, di cui il Teatro del Lido è stato il primo, è regolata da una legge regionale del 2005. Dietro una sera di teatro a Ostia c'è quindi un'idea di politica culturale precisa, quella di non lasciare la scena contemporanea solo ai quartieri centrali. A nostro giudizio è una delle idee migliori che Roma abbia avuto per il suo teatro negli ultimi decenni.
Ostia e i dintorni del Teatro del Lido
Il Teatro del Lido si trova a Ostia, nel Municipio X, a pochi passi dal lungomare Paolo Toscanelli: un quartiere di mare con una storia propria, a breve distanza dagli scavi di Ostia Antica e dalla pineta di Castel Fusano.
Il lungomare a novembre
A metà novembre gli stabilimenti sono in gran parte chiusi e il lungomare diventa una passeggiata tranquilla, con la spiaggia libera e il ritmo di una città di mare fuori stagione. Prima dello spettacolo è il modo migliore per arrivare in teatro.
Ostia Antica
A pochi chilometri si trova l'area archeologica di Ostia Antica. Chi ha la giornata libera può dedicare la mattina agli scavi e il pomeriggio al lungomare, arrivando al Lido in tempo per lo spettacolo.
La pineta
Verso sud si estende la pineta di Castel Fusano, uno dei grandi spazi verdi del litorale, adatta a una passeggiata nelle ore di luce.
Lo stesso teatro, altre sere
Il Teatro del Lido ospita durante la stagione anche concerti come I Magnifici Anni '80 e spettacoli musicali come Cumma Marie, storie di donne: un teatro di quartiere nel senso pieno.
Dove mangiare a Ostia prima o dopo lo spettacolo
Ostia è il posto giusto per una cena di pesce dopo uno spettacolo che finisce prima delle 20, con trattorie e ristoranti di mare sul lungomare e nelle strade del centro del Lido.
La cucina del litorale
La cucina del litorale romano è semplice e diretta: fritture, primi con i frutti di mare, pesce alla griglia. Molti locali del lungomare lavorano tutto l'anno; il sabato sera, anche a novembre, prenotare è prudente.
Qualcosa di veloce
Chi arriva di corsa trova nel centro del Lido, verso la stazione Lido Centro, bar, forni e pizzerie al taglio. Un pezzo di pizza prima delle 19 basta per arrivare a fine spettacolo senza fretta.
Dopo il teatro
Il monologo dura meno di un'ora: un tavolo prenotato per le 20:15 permette di uscire dalla sala con calma e di continuare la serata parlando di quello che si è visto.
La foto giusta da fare a Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
La foto giusta di questa serata si scatta fuori, prima dello spettacolo. La facciata dell'ex colonia marina Vittorio Emanuele III, con il portico d'ingresso e la scritta in alto, è un edificio che racconta un secolo di storia sociale di Ostia: le colonie per i bambini, l'abbandono, le occupazioni, il teatro pubblico. A metà novembre, alle 18:30, la luce è già quella blu dopo il tramonto e i lampioni accesi della strada danno profondità all'immagine.
La seconda foto è sul lungomare, a pochi passi da via delle Sirene. Una figura in piedi sulla spiaggia vuota, di spalle al mare, è quasi una citazione involontaria del titolo dello spettacolo: essere verticali davanti all'orizzonte orizzontale. È un'immagine semplice che chiunque può fare con il telefono.
La terza foto, dentro, si fa solo prima dell'inizio o agli applausi. In una sala di 202 posti gli schermi accesi durante un monologo si vedono dal palco e disturbano l'attrice e i vicini; in uno spettacolo che lavora sul silenzio e sulla concentrazione, il telefono resta in tasca. Agli applausi, invece, una foto dell'interprete in piedi davanti al pubblico chiude bene il racconto della serata.
Un'ultima idea: la locandina della stagione di Teatri in Comune all'ingresso, con il nome di Francesca Astrei, è il ricordo più semplice di una serata a Ostia.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il Teatro del Lido ha una sala con platea e gradinata ascendente per 202 posti; per esigenze di accessibilità il riferimento è il teatro, al numero 06 5646962 o alla mail promozione@teatrodellido.it.
Platea e gradinata
La gradinata migliora la visibilità ma comporta gradini: chi ha difficoltà di deambulazione chieda un posto in platea al momento della prenotazione.
L'età del pubblico
Il tema dello spettacolo è la depressione, affrontato con ironia ma senza semplificazioni. Il teatro non indica limiti di età; a nostro giudizio è un lavoro adatto a un pubblico adulto e ai ragazzi delle superiori, meglio se accompagnati da un adulto con cui parlarne dopo.
Puntualità
In un monologo di 55 minuti senza intervallo, entrare a spettacolo iniziato significa interrompere l'attrice. Conviene essere in sala un quarto d'ora prima.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro del Lido comincia con la colonia marina Vittorio Emanuele III, costruita a Ostia per i soggiorni al mare dei bambini, in un'epoca in cui le colonie erano una delle istituzioni sociali più diffuse del Paese. Sulla data di costruzione le fonti non concordano: l'enciclopedia libera indica il 1916 e un progetto attribuito a Marcello Piacentini, il portale turistico di Roma parla degli anni Venti. Dopo diverse funzioni, gli spazi restano abbandonati per oltre un quarto di secolo.
Nel 1997 artisti e giovani del territorio occupano i locali di via delle Sirene e vi avviano un'attività teatrale e di laboratorio. Fra il 1999 e il 2003 il Comune di Roma ristruttura l'edificio; si forma un consorzio di associazioni per partecipare alla programmazione. Nel febbraio 2003 il teatro viene inaugurato come primo teatro di cintura di Roma, pubblico e partecipato.
Per cinque anni la gestione coinvolge l'Assessorato alle Politiche Culturali e il Dipartimento Cultura, il Municipio Roma XIII, allora competente su Ostia, e l'Associazione di Associazioni Le Sirene. Il 15 settembre 2005 la legge regionale del Lazio numero 16 disciplina i teatri di cintura. Nel giugno 2008 il teatro chiude.
Il 26 febbraio 2010 un comitato di artisti, studenti, cittadini ed ex lavoratori lo occupa di nuovo; dopo tre anni di mobilitazione un accordo ne ripristina la funzione e avvia la messa a norma. Oggi il teatro fa parte di Teatri in Comune, nel Municipio X.
Chi è passato da Io sono verticale di Francesca Astrei al Teatro del Lido di Ostia — 14 novembre 2026
La storia del Teatro del Lido è fatta più di comunità che di nomi celebri, ed è il suo tratto più riconoscibile. I primi a passare da questi edifici sono stati i bambini delle colonie marine, portati per decenni a Ostia a respirare l'aria del mare. Poi, dal 1997, gli artisti e i ragazzi del territorio che hanno occupato gli spazi abbandonati e hanno inventato un teatro dove non c'era.
Dopo l'inaugurazione del 2003 sono passate di qui le associazioni del consorzio Le Sirene, le compagnie della nuova scena, le scuole del litorale. Nel 2010 sono tornati gli occupanti: artisti, studenti, cittadini ed ex lavoratori dello stabile, che per tre anni hanno tenuto aperta la sala con spettacoli e attività di formazione.
Nella stagione 2026 la sala accoglie musica, teatro di narrazione e teatro per famiglie, dall'Orchestra FanfarOne del teatro diretta da Pino Cangialosi alle voci della canzone popolare. Il 14 novembre tocca a Francesca Astrei, formata all'Accademia Silvio d'Amico, passata per le regie di Paolo Rossi, Armando Punzo e Giorgio Barberio Corsetti, premiata con l'Ubu 2025. È un passaggio che dice molto della funzione del teatro: una delle interpreti più segnalate della sua generazione, in una sala pubblica di periferia, davanti a duecento persone.
Ostia a metà novembre: il periodo dello spettacolo
A metà novembre Ostia è una città di mare in pieno fuori stagione, con il lungomare quieto, le giornate corte e le prime serate fresche.
Il clima
Le sere sul litorale a novembre sono umide e ventilate: una giacca pesante e qualcosa per la pioggia sono prudenti, soprattutto per chi cammina dalla stazione al teatro.
Un sabato diverso
Il 14 novembre è un sabato: chi viene dal centro può trasformare lo spettacolo in una mezza giornata al mare, fra scavi, pineta e lungomare, con il teatro come ultima tappa prima di cena.
Domande frequenti su Io sono verticale al Teatro del Lido
Quando va in scena Io sono verticale al Teatro del Lido di Ostia?
Io sono verticale va in scena al Teatro del Lido di Ostia sabato 14 novembre 2026 alle 19:00, per una sola data. Lo spettacolo, di e con Francesca Astrei e prodotto da Pallaksch, fa parte della stagione di Teatri in Comune, la rete dei teatri pubblici di Roma Capitale.
Di che cosa parla Io sono verticale?
Io sono verticale racconta l'esperienza della depressione attraverso la figura di Lazzaro, l'uomo richiamato alla vita dal sepolcro. Il monologo esplora il dolore che isola, il rapporto con chi resta fuori e la fatica di rialzarsi, alternando riflessione e momenti ironici. Il titolo viene da un verso di Sylvia Plath.
Chi è Francesca Astrei?
Francesca Astrei è un'attrice e autrice diplomata nel 2018 all'Accademia Silvio d'Amico, premio Ubu 2025 come miglior attrice o performer under 35. Ha lavorato con Paolo Rossi, Armando Punzo e Giorgio Barberio Corsetti; nel 2023 ha vinto il FringeMi con il monologo Mi manca Van Gogh.
Quanto dura lo spettacolo?
Io sono verticale dura circa 55 minuti, secondo la scheda del Teatro Elfo Puccini di Milano che ospita lo stesso monologo a fine novembre. È uno spettacolo senza intervallo: al Teatro del Lido conviene arrivare almeno un quarto d'ora prima delle 19.
Come si comprano i biglietti per il Teatro del Lido?
I biglietti per Io sono verticale al Teatro del Lido si acquistano dal sito ufficiale di Teatri in Comune, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Per prenotazioni e informazioni il teatro risponde al numero 06 5646962 e alla mail promozione@teatrodellido.it; i prezzi si leggono al momento dell'acquisto.
Come si arriva al Teatro del Lido di Ostia con i mezzi?
Il Teatro del Lido di Ostia si raggiunge con la ferrovia Roma Lido da Porta San Paolo, accanto alla metro B Piramide, fino alla stazione Lido Centro. Da lì si cammina per circa un chilometro fino a via delle Sirene 22; per le linee bus locali conviene il calcolatore di percorso di ATAC.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Io sono verticale affronta il tema della depressione con delicatezza e ironia, senza scene esplicite. Il Teatro del Lido non indica limiti di età; a nostro giudizio è adatto ad adulti e ragazzi delle superiori, con la consapevolezza del tema e, per i più giovani, un adulto con cui parlarne dopo.
Ci sono altre date di Io sono verticale a Roma?
Oltre alla data di Ostia, Io sono verticale è annunciato a Roma al Teatro Basilica dal 18 al 20 marzo 2027. A fine novembre 2026 lo spettacolo è invece a Milano, al Teatro Elfo Puccini, dal 24 al 29 novembre.
Il consiglio finale su Io sono verticale al Teatro del Lido
Un monologo di un'ora, un'interprete appena premiata con l'Ubu, un tema che molti vivono in silenzio e che raramente trova parole in scena, in un teatro pubblico nato due volte dalla volontà dei suoi cittadini. Il consiglio è di prenotare subito, prendere la Roma Lido nel primo pomeriggio, camminare sul lungomare d'inverno e arrivare in sala senza fretta. È il tipo di serata che a Roma si trova poche volte in una stagione.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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