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Fool’s Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

Fool's Privilege, la mostra di dipinti e sculture di Eva Beresin, è aperta allo Spazio Amanita di Roma dal 17 settembre al 13 novembre 2026, in via dei Banchi Vecchi 24, nel centro storico, dentro il palazzo noto come Palazzo dei Pupazzi. La sede romana della galleria è aperta dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19; per informazioni la galleria indica il numero +39 351 970 0229 e l'indirizzo info@spazioamanita.com. Come di consueto nelle gallerie private d'arte contemporanea non è previsto un biglietto d'ingresso. Via dei Banchi Vecchi parte da corso Vittorio Emanuele II: per linee e fermate dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC. Immagini e testo della mostra sono sul sito ufficiale di Spazio Amanita.

Il Palazzo dei Pupazzi in via dei Banchi Vecchi, sede romana dello Spazio Amanita
Il Palazzo dei Pupazzi in via dei Banchi Vecchi, sede romana dello Spazio Amanita Foto: Foto: Anthony Majanlahti, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

È la seconda personale dell'artista austriaca, nata a Budapest nel 1955, con la galleria, che ha sedi anche a New York. Le opere, realizzate nell'ultimo anno, introducono nella mitologia di Beresin un personaggio nuovo: il folle, il buffone di corte che può dire ciò che agli altri è vietato. Seguono le opere esposte, il tema della mostra, la biografia dell'artista, la storia del palazzo e della strada e i consigli per la visita.

Fool's Privilege di Eva Beresin: date, orari e contatti

Fool's Privilege è stata inaugurata giovedì 17 settembre 2026, dalle 18 alle 20, e resta aperta fino al 13 novembre 2026 allo Spazio Amanita di via dei Banchi Vecchi 24.

Gli orari

La sede romana di Amanita è aperta dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19. Per la domenica e il lunedì la galleria non indica orari di apertura.

I contatti

Il telefono della sede romana è +39 351 970 0229; l'indirizzo di posta elettronica della galleria è info@spazioamanita.com. Sul sito c'è anche un modulo per chiedere informazioni sulle opere.

L'ingresso

La visita alle mostre delle gallerie private è di norma libera negli orari di apertura; per eventi o incontri speciali conviene controllare i canali ufficiali della galleria, a cominciare dal profilo Instagram @amanita.ny.

Il tema di Fool's Privilege: il folle e il bambino

Fool's Privilege, il privilegio del folle, prende il titolo dalla posizione particolare che il buffone ha avuto storicamente accanto al potere: subordinato e insieme parzialmente esente dalle sue regole.

Il buffone di corte

Il testo della mostra, firmato da Isabella Tucci, descrive il folle come intrattenitore, idiota, satirico e talvolta oracolo. Gli è permesso dire l'inopportuno, l'ovvio, perfino la verità, proprio perché nessuno lo prende del tutto sul serio. Il suo privilegio dipende dal fatto di stare fuori dall'autorità convenzionale.

Il neonato

Nelle opere questa condizione trova un parallelo in un'altra figura ricorrente: il bambino. Neonati, bambini, angioletti e putti condividono con il folle una simile libertà dai codici ordinari: nessuno dei due ha autorità, ma entrambi possono fissare, esagerare, giocare, interrompere, sbagliare.

Le parole dell'artista

La galleria apre la presentazione con una frase di Beresin: forse si vede con più chiarezza quando si smette di fingere di sapere tutto, e vedere chiaramente significa rischiare di non appartenere più. È la chiave della mostra.

Le opere di Fool's Privilege

La galleria pubblica sette opere del 2026: cinque dipinti a olio e acrilico su tela e due sculture in bronzo, accanto a una grande tela drappeggiata che ritrae il palazzo stesso.

Fool's privilege

L'opera che dà il titolo alla mostra è un olio e acrilico su tela di 120 per 86 centimetri.

Too sweet to trust e How did the fool become stupid?

Due delle tele grandi, entrambe di 172 per 123 centimetri, olio e acrilico. I titoli giocano sulla dolcezza sospetta e sulla domanda, ironica, di come il folle sia diventato stupido.

I touched where you used to be

Terza tela grande, delle stesse misure, olio e acrilico: un titolo che introduce nella mostra il tema dell'assenza.

A licensed fool I

Un piccolo dipinto di 45 per 28 centimetri, olio e acrilico: il folle con licenza, cioè autorizzato a dire ciò che vuole.

Determined sights of nature, Magic can create salvation

Due sculture in bronzo con lo stesso titolo di partenza, la più grande di 53 per 46 per 40 centimetri, la più piccola di 44 per 30 per 35. In questa scultura, scrive Tucci, il rapporto fra bambino e adulto diventa fisico: un neonato enorme incombe su un adulto molto più piccolo che fatica a sostenerlo.

Il Palazzo dei Pupazzi dentro le opere

La grande tela arazzo drappeggiata in mostra raffigura il Palazzo dei Pupazzi, l'edificio che ospita la galleria, con le stanze abitate dai personaggi di Beresin.

Le stanze come scene

I dipinti più piccoli sembrano scene estratte da questa immagine centrale, come se ognuno offrisse uno sguardo più ravvicinato su una delle stanze. Il palazzo, secondo il testo della mostra, porta con sé secoli di storie, vite, piaceri e violenze accumulati: non è un contenitore neutro.

Finestre e vetrine

Beresin si è interessata agli elementi architettonici della galleria, le vetrine, le finestre, le porte e il pavimento a scacchi, usandoli come strutture per organizzare le opere. Le finestre diventano soglie fra dentro e fuori: chi guarda vede le figure che guardano fuori, senza sapere bene chi osserva chi.

Rinascimento e sezione aurea

C'è un rimando alla storia rinascimentale del palazzo e al suo interesse per la prospettiva e la proporzione: le dimensioni delle tele sono dettate dalla sezione aurea, mentre dentro i corpi si gonfiano, si restringono e si deformano.

Eva Beresin e la pittura: da Pontormo al grottesco

Fool's Privilege è anche una mostra sulla pittura e sulla sua storia: il testo di Isabella Tucci richiama apertamente il Manierismo e la Deposizione di Pontormo.

Il manierismo

Nella deformazione degli ideali rinascimentali di proporzione e maestria c'è qualcosa di quasi manierista: corpi allungati e improbabili, spazi instabili, sostegni fisici impossibili, che ricordano la Deposizione di Pontormo.

Carne e dolcezza

Come sempre nel lavoro di Beresin, l'attenzione è sulla carne, sul grottesco, sul macabro e sul caricaturale, ma anche sull'innocente, sul giocoso e sul dolce. I piccoli neonati diventano putti con riccioli rinascimentali, pericolosamente graziosi.

Sapere dove finisce il corpo

La deformazione, conclude il testo, dipende dalla comprensione della proporzione: l'artista sa dove finisce il corpo prima di spingerlo troppo oltre, e apre la possibilità che ciò che sembra folle, infantile o assurdo valga la pena di essere ascoltato.

Eva Beresin: la biografia

Eva Beresin è nata a Budapest nel 1955 ed è un'artista austriaca, pittrice e scultrice, attiva anche come interior designer e attrice; dal 1976 vive e lavora a Vienna.

L'infanzia a Budapest

È cresciuta a Budapest con la sorella maggiore, figlia di sopravvissuti all'Olocausto. Il padre era dentista e collezionista d'arte e di antiquariato, la madre, Sári Erdélyi, aveva studiato tessuti prima della guerra e disegnava stoffe. La casa era coperta di quadri dal soffitto al pavimento, e Beresin ha cominciato a disegnare da bambina, osservando le signore del caffè Gerbeaud.

La formazione

Dal 1971 al 1974 ha studiato alla scuola d'arte Kisképző di Budapest, con indirizzo in restauro del libro e lavorazione della pelle. Nel 1976 si è trasferita a Vienna.

Gli anni del design

A Vienna ha lavorato a lungo come progettista di interni: fra i lavori ricordati ci sono alcuni spazi delle terme di Bad Vöslau e il locale Neni al Naschmarkt. Negli anni ottanta ha disegnato anche cinture e borse in pelle.

Il diario della madre

La madre, morta nel 2007, ha lasciato un diario sulla sua deportazione ad Auschwitz e Ravensbrück. Dal 2012 Beresin lo ha ricopiato e tradotto dall'ungherese in tedesco, pubblicandolo nel 2015 con il titolo Acht und Neunzig Seiten. Il lavoro sul diario ha cambiato la sua pittura e ha portato, nel 2015, a una mostra alla Galerie Charim di Vienna.

La carriera internazionale di Eva Beresin

La svolta internazionale arriva nel 2019, quando il critico, mercante e curatore Kenny Schachter scopre il lavoro di Beresin su Instagram e la invita alla Felix Art Fair di Los Angeles.

Thick Air all'Albertina

Fra le opere più note c'è Thick Air, nata negli anni della pandemia: la mostra omonima è stata presentata nel 2024 all'Albertina di Vienna, con una trentina di dipinti e numerose sculture realizzati fra il 2020 e il 2024. Lo stesso anno l'editore Hatje Cantz ha pubblicato il volume Thick Air, The Wedding of Humor and Horror.

Le personali

Fra le sue mostre personali ci sono, oltre a quelle con la Galerie Charim, Shared Fictions da Ruttkowski;68 a Düsseldorf, Absorbed by digestion da Althuis Hofland Fine Art ad Amsterdam e, nel 2022, Aktenkundig (On Record) allo Spazio Amanita di New York, prima personale con la galleria.

Sul palcoscenico

Nell'ottobre 2024 Beresin è stata in scena al Kosmos Theater di Vienna in Alte Meisterin, regia di Sara Ostertag, omaggio alla pittrice Maria Lassnig: nello spettacolo dipingeva dal vivo.

I libri

Oltre a Thick Air, nel 2024 Hatje Cantz ha pubblicato un volume di conversazione fra Eva Beresin e Cordula Reyer. Il diario della madre, Acht und Neunzig Seiten, è uscito nel 2015 presso il Verlag für moderne Kunst, con una seconda edizione progettata insieme a Nino Stelzl.

Il metodo

Beresin definisce il suo modo di lavorare freestyle, selvaggio e libero; dipinge un alter ego come non si mostrerebbe mai, e affronta l'orrore con l'umorismo e l'ironia.

Spazio Amanita fra New York e Roma

Amanita è una galleria d'arte contemporanea con sedi a New York, al 313 della Bowery e in 1 Freeman Alley, e a Roma, in via dei Banchi Vecchi 24.

New York

La sede del 313 Bowery è aperta dal martedì al sabato dalle 11 alle 18. È lì che nel 2022 Beresin ha tenuto Aktenkundig, la prima personale con la galleria.

Roma

La sede romana, aperta dal martedì al sabato dalle 12 alle 19, si trova nel Palazzo dei Pupazzi, e la mostra di Beresin è pensata proprio per i suoi spazi, con le vetrine, le finestre e il pavimento a scacchi.

Il programma

Sul sito della galleria, accanto a Fool's Privilege, compare anche la mostra To stand bare di Vittorio Marella.

Via dei Banchi Vecchi e il Palazzo dei Pupazzi

Via dei Banchi Vecchi è una strada del centro storico di Roma che da corso Vittorio Emanuele II raggiunge vicolo del Malpasso, attraversando i rioni Ponte, Parione e Regola.

Il nome

Un tratto della strada era detto semplicemente dei Banchi, per i numerosi banchi che vi esercitavano il credito. Il nome attuale nasce nel Cinquecento, quando la Zecca fu trasferita in una via vicina, che da Canale di Ponte prese il nome di via dei Banchi Nuovi.

La via Mercatoria

Nel Quattrocento l'intero asse, con le vie del Pellegrino e dei Giubbonari, era noto come via Mercatoria. In età romana, secondo la carta archeologica di Rodolfo Lanciani, la strada ricalcava probabilmente tratti della via Triumphalis.

Il Palazzo dei Pupazzi

Il palazzo che ospita la galleria, noto anche come casa Crivelli, deve il nome di Palazzo dei Pupazzi ai trofei in stucco che decorano le finestre del primo piano. Casa Crivelli è elencata fra i palazzi della strada insieme al Palazzetto del Vescovo di Cervia e a Palazzo Sforza Cesarini.

Come arrivare allo Spazio Amanita

Lo Spazio Amanita si trova in via dei Banchi Vecchi 24, nel centro storico, a breve distanza da corso Vittorio Emanuele II.

Con i mezzi pubblici

Corso Vittorio Emanuele II è uno degli assi principali del centro: per scegliere linea e fermata dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.

A piedi

La galleria si raggiunge bene a piedi dal resto del centro storico, ed è il modo migliore per arrivarci, attraversando le strade dei rioni Ponte e Parione.

In auto

Il consiglio è lasciare l'auto e arrivare con i mezzi o a piedi: nel centro storico valgono le regole della zona a traffico limitato, da verificare sul sito di Roma Capitale.

Una curiosità su Fool's Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

Il palazzo che ospita la galleria è entrato nella mostra. Beresin ha dipinto una grande tela drappeggiata, a metà fra quadro e arazzo, che ritrae proprio il Palazzo dei Pupazzi, con le stanze abitate dai suoi personaggi: neonati, bambini, corpi nudi, cani, peluche e, per la prima volta, il folle. I dipinti più piccoli appesi intorno sembrano dettagli ingranditi di quella veduta, come finestre aperte su singole stanze. È un gioco di specchi che funziona solo qui: chi entra in galleria è dentro il palazzo, guarda un quadro che rappresenta il palazzo e, attraverso le finestre dipinte, vede figure che a loro volta guardano fuori. Il nome stesso dell'edificio aggiunge un livello di lettura. Pupazzi, in italiano, sono figure, fantocci, burattini: il soprannome viene dai trofei in stucco che decorano le finestre del primo piano, e Beresin popola il palazzo di altri pupazzi, i suoi putti grotteschi e i suoi buffoni. A nostro giudizio è la ragione migliore per vedere questa mostra a Roma e non altrove: le opere dialogano con l'architettura, con il pavimento a scacchi, con le vetrine, e la sezione aurea che regola le misure delle tele richiama la cultura rinascimentale della prospettiva da cui il palazzo stesso proviene.

Una cosa che non ti dice nessuno su Fool's Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

Spazio Amanita apre a mezzogiorno, non al mattino, e chiude alle 19, dal martedì al sabato. Chi passa per via dei Banchi Vecchi di mattina trova le vetrine chiuse, ed è un peccato, perché le vetrine fanno parte della mostra: Beresin le ha usate come strutture per comporre le opere, e da fuori si vede già una parte del lavoro. Il consiglio è guardare le vetrine dalla strada prima di entrare, come farebbe un passante qualsiasi, e poi varcare la soglia nell'orario di apertura. C'è poi un aspetto che il sito della galleria non sottolinea: Amanita ha due sedi a New York, sulla Bowery e in Freeman Alley, e la sede romana porta nel centro storico un programma internazionale. Il testo della mostra è in inglese, così come le schede delle opere: chi non lo legge con facilità può chiedere in galleria qualche spiegazione, perché i titoli, da Too sweet to trust a How did the fool become stupid?, sono parte integrante del lavoro. Infine, la biografia dell'artista, con la storia della madre deportata ad Auschwitz e Ravensbrück, non compare nel testo della mostra, ma aiuta a capire da dove venga la miscela di orrore e umorismo che Beresin rivendica.

Il consiglio che ti do per visitare Fool's Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

Il consiglio è arrivare a piedi, da corso Vittorio Emanuele II o dalle strade dei rioni intorno, e fermarsi qualche minuto davanti alla facciata del palazzo prima di entrare, per cercare le finestre del primo piano con i trofei in stucco che danno il nome all'edificio. Dentro, conviene cominciare dalla grande tela drappeggiata con il Palazzo dei Pupazzi, che funziona da mappa dell'intera mostra, e poi passare ai dipinti più piccoli, cercando in ciascuno la stanza da cui sembra provenire. A nostro giudizio la scultura Determined sights of nature, Magic can create salvation, con il neonato gigantesco che schiaccia l'adulto, è il pezzo più forte: va guardata girandoci intorno, da tutti i lati, per capire come l'artista sbilanci le proporzioni. Le tele grandi, di oltre un metro e settanta, chiedono invece un passo indietro. Chi vuole approfondire prima della visita può leggere il testo di Isabella Tucci sul sito della galleria: richiama Pontormo e la sua Deposizione, ed è utile averne in mente l'immagine. La visita dura una mezz'ora; il resto del tempo conviene dedicarlo alla strada e ai rioni intorno.

Come leggere le opere di Eva Beresin

La pittura di Eva Beresin è immediata e insieme stratificata: per apprezzarla basta lo sguardo, ma alcune chiavi aiutano a coglierne la profondità.

L'umorismo contro l'orrore

Beresin ha detto di affrontare con humour e ironia ciò che non si può rappresentare. I suoi corpi grotteschi e i suoi putti dolcissimi vanno letti in questa chiave: ridere non significa non prendere sul serio.

L'alter ego

Nelle sue tele ricorre un alter ego, dipinto come l'artista non si mostrerebbe mai: è uno dei modi con cui Beresin mette se stessa in scena, come un buffone che si concede ciò che altri non possono.

Le immagini quotidiane

L'artista dichiara di trarre ispirazione da un enorme archivio di fotografie, scene quotidiane, movimenti e film: tutto ciò che vede lascia un'impronta nelle opere.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che via dei Banchi Vecchi debba il nome ai banchieri è noto a molti romani; meno noto è che la strada, prima di essere vecchia, era semplicemente la via dei Banchi, e che il suo nome attuale nasce da un trasloco. Nel tratto verso il Tevere, fino alla piazza di Ponte Sant'Angelo, si concentravano i banchi che esercitavano il credito, e un edificio della strada ospitò per un breve periodo, nella prima metà del Quattrocento, la Zecca; lo stesso edificio fu poi acquistato da Rodrigo Borgia per ospitarvi la Cancelleria vecchia, e divenne in seguito Palazzo Sforza Cesarini. Nel Cinquecento la Zecca fu spostata in una via poco distante, che cambiò il nome di Canale di Ponte in quello di via dei Banchi Nuovi: da quel momento la strada più antica divenne dei Banchi Vecchi. Nel Quattrocento, inoltre, l'intero asse formato con via del Pellegrino e via dei Giubbonari era conosciuto come via Mercatoria. Prima degli sventramenti post unitari che aprirono corso Vittorio Emanuele II, la strada sfociava nel Canale di Ponte, costeggiando il Palazzo del Banco di Santo Spirito. È un dettaglio che rende curioso il tema della mostra: in una strada nata per il denaro e il potere, una galleria espone il privilegio di chi, come il folle, al potere può dire la verità.

La foto giusta da fare a Fool's Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

La foto giusta comincia fuori. La facciata del Palazzo dei Pupazzi, con i trofei in stucco sulle finestre del primo piano che danno il nome all'edificio, merita uno scatto dal lato opposto della strada, con un obiettivo grandangolare o in verticale, per tenere insieme il piano terra con le vetrine della galleria e le decorazioni sopra. È la stessa architettura che Beresin ha dipinto nella grande tela drappeggiata, e una foto della facciata accanto a una foto della tela racconta la mostra meglio di qualunque didascalia. Dentro, il pavimento a scacchi offre una base geometrica perfetta per inquadrare le sculture in bronzo: conviene abbassarsi all'altezza del neonato gigante di Determined sights of nature, per accentuarne la mole rispetto all'adulto che lo sostiene. Le tele grandi rendono meglio in foto frontali, a distanza, con la luce naturale delle vetrine. Prima di scattare è buona norma chiedere il permesso in galleria. Una foto delle vetrine scattata dalla strada, con il riflesso dei passanti sul vetro, è coerente con il gioco di sguardi fra dentro e fuori su cui l'artista ha costruito l'allestimento.

Come organizzare una passeggiata con la mostra

La visita a Fool's Privilege si inserisce bene in una passeggiata nel centro storico, fra i rioni Ponte, Parione e Regola.

Lungo la strada

Via dei Banchi Vecchi conserva le chiese di Santa Lucia del Gonfalone, Santo Stefano in Piscinula e Santa Maria della Purificazione in Banchi, e i palazzi Sforza Cesarini e del Vescovo di Cervia.

Verso il Tevere

Proseguendo verso il fiume si raggiungono Ponte Sant'Angelo e Castel Sant'Angelo.

Nel centro storico

Fra i luoghi da unire alla visita ci sono via Giulia, Campo de' Fiori, piazza Navona e il Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Dove mangiare intorno a via dei Banchi Vecchi

Via dei Banchi Vecchi e le strade vicine offrono locali di diverso tipo e livello, adatti sia a un pranzo prima della galleria, che apre a mezzogiorno, sia a una cena dopo la chiusura.

Il consiglio

Conviene prenotare la sera, soprattutto nel fine settimana, quando il centro storico è molto frequentato; a pranzo, nei giorni feriali, è più semplice trovare posto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di via dei Banchi Vecchi è la storia del denaro nella Roma dei papi. In età romana la strada, secondo Rodolfo Lanciani, ricalcava probabilmente tratti della via Triumphalis e del Porticus Maximae. Nel medioevo era divisa in due tratti: quello della Chiavica di Santa Lucia, dal nome della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone e di una cloaca all'incrocio con via del Pellegrino e via di Monserrato, e quello detto dei Banchi, per i banchi di credito che vi avevano sede. Nella prima metà del Quattrocento un edificio della strada ospitò per breve tempo la Zecca; acquistato poi da Rodrigo Borgia, divenne la Cancelleria vecchia e quindi Palazzo Sforza Cesarini. Nel Quattrocento la strada faceva parte della via Mercatoria, l'asse commerciale che continuava con via del Pellegrino e via dei Giubbonari. Nel Cinquecento il trasferimento della Zecca creò via dei Banchi Nuovi e diede alla strada il nome attuale. Dopo l'Unità, gli sventramenti per corso Vittorio Emanuele II cambiarono il suo sbocco: oggi termina a largo Ottavio Tassoni, mentre prima sfociava nel Canale di Ponte, lungo il fianco del Palazzo del Banco di Santo Spirito. Il cinema l'ha resa celebre con uno degli scherzi del Marchese del Grillo.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

Fool's Privilege è aperta dal martedì al sabato dalle 12 alle 19, fino al 13 novembre 2026, allo Spazio Amanita di via dei Banchi Vecchi 24.

Accessibilità

Per sapere se gli spazi della galleria sono accessibili con sedia a rotelle o passeggino conviene contattare la sede romana prima della visita, al numero +39 351 970 0229.

Con i bambini

Le opere mostrano corpi nudi e figure grottesche, ma anche neonati, cani e peluche: è una mostra che i bambini possono guardare con curiosità, con un adulto pronto a raccontare chi era il buffone di corte.

Acquisti

Per informazioni sulle opere e sulla loro disponibilità ci si rivolge alla galleria tramite il modulo sul sito o per posta elettronica.

Chi è passato da Fool's Privilege di Eva Beresin allo Spazio Amanita — dal 17 settembre al 13 novembre 2026

Da via dei Banchi Vecchi sono passati banchieri, zecchieri e papi. Rodrigo Borgia acquistò l'edificio che aveva ospitato la Zecca per farne la Cancelleria; il palazzo divenne poi Palazzo Sforza Cesarini. Per secoli la strada fu la via del credito e dei commerci, e la Zecca vi rimase finché non fu trasferita in via dei Banchi Nuovi. Il cinema ci ha portato Alberto Sordi: uno degli scherzi del Marchese del Grillo, quello in cui fa murare la porta di un banco di pegni con un orinatoio di marmo, è ambientato in via dei Banchi Vecchi, anche se la scena fu girata in via di Sant'Angelo in Pescheria. Oggi passano dal Palazzo dei Pupazzi gli artisti del programma di Amanita, come Vittorio Marella, e la stessa Eva Beresin, che ha trasformato il palazzo in un soggetto della sua pittura. Con lei arriva una storia che attraversa il Novecento: la madre Sári Erdélyi, deportata ad Auschwitz e Ravensbrück e liberata nel 1945, il padre collezionista a Budapest, Vienna, l'Albertina, Kenny Schachter e la Felix Art Fair, e Maria Lassnig, a cui Beresin ha reso omaggio in teatro.

Domande frequenti su Fool's Privilege di Eva Beresin

Fino a quando è aperta Fool's Privilege di Eva Beresin?

Fool's Privilege di Eva Beresin è aperta allo Spazio Amanita di Roma fino al 13 novembre 2026. La mostra è stata inaugurata il 17 settembre e si visita dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19, in via dei Banchi Vecchi 24.

Dove si trova lo Spazio Amanita a Roma?

Lo Spazio Amanita si trova in via dei Banchi Vecchi 24, 00186 Roma, nel Palazzo dei Pupazzi, nel centro storico. La strada parte da corso Vittorio Emanuele II; per linee e fermate dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.

Si paga per vedere la mostra?

Spazio Amanita è una galleria privata d'arte contemporanea e non pubblica un biglietto d'ingresso per Fool's Privilege, come di norma per questo tipo di spazi. Per informazioni si scrive a info@spazioamanita.com o si telefona al +39 351 970 0229.

Chi è Eva Beresin?

Eva Beresin è un'artista austriaca nata a Budapest nel 1955 e residente a Vienna dal 1976. Pittrice e scultrice, è stata scoperta a livello internazionale nel 2019 da Kenny Schachter; nel 2024 l'Albertina di Vienna le ha dedicato la mostra Thick Air.

Che opere ci sono in Fool's Privilege?

Fool's Privilege riunisce dipinti a olio e acrilico e sculture in bronzo realizzati nel 2026, fra cui Fool's privilege, Too sweet to trust, How did the fool become stupid? e la scultura Determined sights of nature, oltre a una grande tela drappeggiata che ritrae il Palazzo dei Pupazzi.

Perché si chiama Palazzo dei Pupazzi?

Il Palazzo dei Pupazzi di via dei Banchi Vecchi, noto anche come casa Crivelli, deve il nome ai trofei in stucco che decorano le finestre del primo piano. Eva Beresin lo ha dipinto nella grande tela che fa da centro alla mostra Fool's Privilege.

Quanto dura la visita?

Per Fool's Privilege allo Spazio Amanita bastano in genere trenta o quaranta minuti. Conviene aggiungere il tempo per guardare la facciata del palazzo e per una passeggiata fra i rioni Ponte, Parione e Regola.

Il consiglio finale su Fool's Privilege

A nostro giudizio Fool's Privilege è una delle mostre in galleria più riuscite dell'autunno romano, perché costruisce un dialogo vero fra le opere e l'edificio che le ospita: il palazzo è dipinto, abitato, guardato dalle finestre. Il consiglio è arrivare a piedi, alzare gli occhi sui trofei in stucco della facciata, cominciare dalla grande tela con il palazzo e lasciare per ultima la scultura del neonato gigante. E ricordare, uscendo in una strada nata per i banchieri, che il folle è l'unico a cui il potere permette di dire la verità.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento17 Settembre 2026 12:00 — 13 Novembre 2026
IndirizzoSpazio Amanita, Via dei Banchi Vecchi 24, 00186 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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