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Copiar di Animal Religion al Mattatoio — dal 30 ottobre al 1 novembre 2026

In breve. Dossier pratico. Copiar, spettacolo della compagnia catalana Animal Religion, è in programma al Mattatoio di Roma per la sezione kids + family del Romaeuropa Festival 2026 con cinque repliche: venerdì 30 ottobre alle 18, sabato 31…

Dossier pratico. Copiar, spettacolo della compagnia catalana Animal Religion, è in programma al Mattatoio di Roma per la sezione kids + family del Romaeuropa Festival 2026 con cinque repliche: venerdì 30 ottobre alle 18, sabato 31 ottobre alle 12.30 e alle 18, domenica 1 novembre alle 12.30 e alle 18. Dura 50 minuti ed è indicato dagli 8 anni in su; a spettacolo iniziato l'ingresso non è consentito. Il Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma, nel rione Testaccio; la scheda di vendita collegata dal festival indica come sala il teatro della Pelanda. Il festival riporta un prezzo di 10 euro per i bambini e 15 euro per gli adulti, nella fascia Passepartout 1. I biglietti si acquistano dal link presente sulla pagina dello spettacolo su romaeuropa.net o attraverso la biglietteria del Romaeuropa Festival, al telefono 06 4555 3050 e su WhatsApp al +39 334 3488894, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Il sito del Mattatoio indica la metro B (Piramide), il tram 3 (Marmorata/Galvani), l'autobus 719 (Galvani/Zabaglia) e le linee 170 e 781 (Largo Marzi); per il percorso dal proprio indirizzo conviene usare il calcolatore ATAC.

Foto ufficiale di Copiar di Animal Religion, di Marta Garcia per il Mercat de les Flors
Foto di Marta Garcia (Mercat de les Flors), dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival

Copiar: quando imitare diventa uno spettacolo

Il punto di partenza di Copiar è un gesto che tutti conosciamo e che spesso giudichiamo male: copiare. A scuola copiare è vietato, nel lavoro è sospetto, nell'arte sembra il contrario dell'originalità. Animal Religion ribalta la prospettiva. La presentazione del Romaeuropa Festival lo dice con chiarezza: copiare è, in fondo, uno dei primi modi che abbiamo per imparare, entrare in relazione con gli altri e scoprire il mondo. Un neonato impara a sorridere imitando, un bambino impara a parlare ripetendo, un adolescente costruisce la propria identità copiando e poi tradendo i suoi modelli.

Su questa idea la compagnia costruisce una performance in cui il pubblico non vede attori che hanno provato per settimane, ma un gruppo di bambini che entra in scena senza alcuna prova preliminare. Il festival parla di bambini tra gli 8 e i 10 anni, guidati da un gesto semplice e naturale: osservarsi, imitarsi, seguirsi. Insieme agli artisti di Animal Religion, gesti, movimenti e azioni si trasformano in una performance spontanea e giocosa, dove dall'imitazione nascono forme inattese.

Bambini protagonisti, senza prove

Il festival madrileno Teatralia, che ha ospitato lo spettacolo nel marzo 2026, aggiunge un dettaglio sulla dinamica: all'inizio Quim Giron sceglie otto bambine e bambini tra il pubblico e li porta sul palco. Non c'è preparazione precedente. I partecipanti esplorano l'arte dell'imitazione e diventano interpreti dello spettacolo insieme a lui, accompagnati da luci e suoni immersivi, e il risultato è una coreografia spontanea che coinvolge anche il resto della sala. Le fonti romane non precisano le modalità di scelta per le repliche al Mattatoio, che potrebbero essere organizzate in modo diverso.

Un'idea che arriva dal circo

Animal Religion è una compagnia di circo contemporaneo, e Copiar porta sul palco una delle basi di ogni allenamento circense: la ripetizione. Nel circo si impara guardando chi sa già fare, ripetendo un movimento cento volte, osservando il corpo dell'altro. Trasformare questo processo in spettacolo significa mostrare al pubblico il momento in cui la copia comincia a diventare qualcosa di proprio.

Che cosa vede chi resta in platea

Per chi non sale sul palco l'interesse dello spettacolo consiste nell'osservare il gruppo che si forma davanti ai propri occhi: bambini sconosciuti tra loro che in pochi minuti trovano un linguaggio comune. È una piccola lezione di relazione, in cui il pubblico vede nascere una comunità temporanea. Il festival madrileno parla di un'esperienza che coinvolge anche il resto della sala, quindi è probabile che la platea non resti del tutto immobile.

Chi firma Copiar

La scheda ufficiale del Romaeuropa Festival riporta crediti molto dettagliati, che descrivono bene il carattere collettivo del lavoro. Ideazione, regia e scenografia sono di Animal Religion, con il supporto alla produzione scenografica di Mariona Signes. Il circo è di Quim Giron, la musica e la drammaturgia di Joan Cot Ros, le luci di Jou Serra, con la realizzazione luminosa di Cube Peak. I testi del voiceover sono di Martí Sales e la narrazione è affidata alla voce di Berta Giraut.

Produzione e partner

La produzione amministrativa è di ElclimaMola, la gestione della tournée di Jaume Nieto per Imaginart. Lo spettacolo è una coproduzione del Mercat de les Flors, il centro per le arti del movimento di Barcellona, e di laSala, Centre de Creació d'Arts per a les Famílies di Sabadell. Hanno collaborato lo Espacio Abierto Quinta de los Molinos di Madrid, il CCCB di Barcellona e Can Gassol di Mataró, con il sostegno dell'ICEC, il Dipartimento della Cultura della Generalitat de Catalunya.

Le scuole nel processo creativo

Una scheda della Mostra di Igualada, dove lo spettacolo è stato presentato nell'aprile 2025, ringrazia diverse scuole di Mataró, Sabadell, Sant Jaume de Llierca e Madrid e tutte le classi e le famiglie che hanno accompagnato il processo creativo. Anche il Romaeuropa Festival ringrazia le scuole e le classi coinvolte. Copiar, dunque, è stato costruito insieme ai bambini, osservando il loro modo di imitare prima di trasformarlo in drammaturgia.

Animal Religion, circo contemporaneo da Barcellona

Animal Religion è una compagnia catalana con sede a Barcellona, fondata nel 2012 da Quim Giron e Niklas Blomberg, secondo la scheda del festival Teatralia della Comunidad de Madrid. Nel 2018 si sono uniti alla direzione artistica Jou Serra e Joan Cot Ros, che con Quim Giron formano oggi il trio alla guida della compagnia. Il loro lavoro esplora il circo contemporaneo e le arti interdisciplinari attraverso tre assi: il corpo e il circo, la luce, la musica.

Nove spettacoli in quattordici anni

In quattordici anni di attività la compagnia ha creato nove spettacoli di formati molto diversi. Nel 2019 ha firmato il suo primo lavoro per la primissima infanzia, ...I les idees volen, che ha girato in diversi festival europei. Ha ricevuto commissioni da istituzioni importanti della scena catalana e spagnola: il Teatre Nacional de Catalunya, il Mercat de les Flors, laSala, il Festival elPetit, la Fira Tàrrega, il Festival TNT e l'Auditori di Barcellona.

I riconoscimenti

Copiar ha vinto il premio FETEN 2025 come miglior spettacolo immersivo, secondo la scheda di Teatralia. In precedenza la compagnia aveva ricevuto, nel 2016, un premio speciale della Città di Barcellona per lo spettacolo Sifonòfor, citato dalla scheda della Mostra di Igualada tra i diversi riconoscimenti ottenuti.

Copiare per imparare: il tema dello spettacolo

La presentazione di Teatralia sottolinea un aspetto culturale: copiare è un atto spesso giudicato negativamente, eppure è naturale, perché imitiamo di continuo gli altri, e da una copia può nascere un originale. La scheda della Mostra di Igualada aggiunge che lo spettacolo usa la copia come unico principio guida e la presenta come parte naturale della vita sociale.

Un tema per bambini e per adulti

Per un bambino di otto o nove anni il tema è immediato: sa benissimo che cosa significa imitare un compagno, e sa anche che a scuola copiare può costargli un rimprovero. Per un adulto il discorso si allarga: la moda, i social network, i comportamenti di gruppo sono forme di imitazione collettiva. Copiar mette in scena entrambe le letture senza bisogno di spiegarle, lasciando che siano i corpi dei bambini a mostrarle.

Senza testo, ma con una voce

La scheda di Igualada descrive Copiar come uno spettacolo di circo e danza senza testo parlato; i crediti indicano però testi di voiceover di Martí Sales con la voce narrante di Berta Giraut. Le due informazioni non si escludono: non ci sono dialoghi tra gli interpreti, ma una voce registrata accompagna e orienta la performance. In quale lingua venga proposta a Roma non è indicato dal festival.

Copiar nel programma del Romaeuropa Festival

Il Romaeuropa Festival è nato nel 1986 per iniziativa dell'Associazione degli Amici di Villa Medici, diventata nel 1990 Fondazione Romaeuropa. La sezione kids + family raccoglie spettacoli pensati per il pubblico giovane e per le famiglie, e nel 2026 porta al Mattatoio due lavori nello stesso fine settimana: Copiar, per i ragazzi dagli 8 anni, e BATU di Artefactos Bascos, per i bambini dai 3 agli 8 anni, con repliche il 30 ottobre alle 17 e il 31 ottobre e il 1 novembre alle 10.30 e alle 15.30.

Un weekend per fratelli di età diverse

La vicinanza degli orari rende possibile, per una famiglia con un figlio piccolo e uno più grande, vedere entrambi gli spettacoli nella stessa giornata. La domenica, per esempio, BATU alle 10.30 e Copiar alle 12.30 permettono di passare una mattinata intera al Mattatoio, con una pausa nel mezzo. Il pomeriggio la sequenza si ripete con BATU alle 15.30 e Copiar alle 18.

Le tappe della tournée

Prima di arrivare a Roma, Copiar ha già incontrato pubblici diversi. La Mostra di Igualada, una delle principali fiere catalane di teatro per bambini e ragazzi, lo ha presentato il 3 aprile 2025 a Can Papasseit, a Vilanova del Camí, in due recite alle 10 e alle 15.30, con una durata di circa 50 minuti e biglietti da 6 e 10 euro. Il 7 marzo 2026 lo spettacolo è stato ospite di Teatralia, il festival internazionale di arti sceniche per tutti i pubblici della Comunidad de Madrid, giunto alla trentesima edizione, nell'auditorium del centro culturale di La Cabrera.

Lo stesso spettacolo, contesti diversi

Le schede delle diverse tappe non coincidono in tutto: cambiano l'età consigliata, il formato della presentazione, il modo di raccontare la partecipazione dei bambini. È normale per uno spettacolo che si adatta ogni volta a un pubblico nuovo e a bambini che non hanno mai provato. A Roma le indicazioni da seguire sono quelle del Romaeuropa Festival: dagli 8 anni, 50 minuti, cinque repliche.

Che cosa osservare, da genitori

Uno spettacolo come Copiar offre agli adulti un punto di vista privilegiato su un processo che di solito avviene in modo invisibile: il modo in cui i bambini imparano gli uni dagli altri. Guardare chi imita chi, chi prende l'iniziativa e chi preferisce seguire, come un gesto proposto da uno diventa patrimonio del gruppo, è un piccolo esercizio di osservazione che molti educatori conoscono bene.

Il valore dell'errore

In una performance senza prove l'errore fa parte del gioco. Un gesto copiato male può diventare un gesto nuovo, e lo spettacolo nasce proprio da queste deviazioni. È un messaggio utile per i ragazzi che vivono con ansia la paura di sbagliare: sul palco del Mattatoio sbagliare non è un problema, è un'occasione.

Parlarne dopo

Uscendo, una domanda semplice può aprire una conversazione lunga: chi hai copiato oggi, e chi ha copiato te? Lo spettacolo offre un pretesto per parlare di amicizia, di modelli e di originalità con un linguaggio vicino all'esperienza quotidiana dei ragazzi.

Informazioni pratiche

Orari, età e durata

Le repliche sono venerdì 30 ottobre alle 18, sabato 31 ottobre alle 12.30 e alle 18, domenica 1 novembre alle 12.30 e alle 18. La durata è di 50 minuti e l'età indicata dal Romaeuropa Festival parte dagli 8 anni. Altri festival hanno indicato fasce diverse, come i 6 anni a Igualada, ma per le repliche romane vale l'indicazione del Romaeuropa. L'ingresso non è consentito a spettacolo iniziato.

Biglietti e biglietteria

Il prezzo indicato dal festival è di 10 euro per i bambini e 15 euro per gli adulti. L'acquisto online avviene dal link presente sulla pagina dello spettacolo su romaeuropa.net; per assistenza c'è la biglietteria del festival, al numero 06 4555 3050 o su WhatsApp al +39 334 3488894, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Raggiungere il Mattatoio

Il Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4. Il sito ufficiale suggerisce la metro B fino a Piramide, il tram 3 fino a Marmorata/Galvani, l'autobus 719 fino a Galvani/Zabaglia oppure il 170 e il 781 fino a Largo Marzi. Il complesso è ampio e comprende più padiglioni: conviene arrivare con un margine di almeno un quarto d'ora per trovare la sala.

Il Mattatoio, dalla macellazione alle arti

Il Mattatoio di Roma fu costruito tra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, alle pendici del Monte Testaccio, per la macellazione e la distribuzione delle carni. Rimase in funzione fino al 1975. Oggi è uno dei complessi di archeologia industriale più importanti della città e ospita spazi per l'arte contemporanea, l'università, l'Accademia di Belle Arti, uffici e luoghi di spettacolo. Il sito ufficiale descrive i padiglioni originari come una testimonianza del passaggio dal classicismo alla modernità.

La Pelanda come teatro

La Pelanda, circa 5.000 metri quadrati nell'area dove si lavoravano i suini, è stata restaurata come un sistema aperto e modulare, interamente attraversabile dal pubblico. La pagina ufficiale mostra foyer, due spazi teatrali e la Galleria delle Vasche. È qui che il festival porta molte delle sue produzioni di teatro e danza contemporanea, perché gli spazi possono essere configurati in modi diversi a seconda dello spettacolo.

Una curiosità sul Mattatoio

Una parte degli spazi in cui un tempo si macellavano gli animali è diventata, nel tempo, un luogo di studio per gli architetti. Nel 2000 il padiglione 7 lungo via Aldo Manuzio e quelli lungo via Beniamino Franklin furono trasformati in aule della Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre; il 12 marzo 2010 la facoltà aprì il padiglione 15A, sul lato del lungotevere; nel 2013 fu completata la trasformazione dei padiglioni 2B, 4 e 8, dove si trasferì il Dipartimento di Architettura.

Studiare architettura dentro un'architettura

Per uno studente di architettura è difficile immaginare un'aula più eloquente: un complesso industriale ottocentesco, progettato secondo criteri di funzionalità e igiene, riconvertito con un restauro contemporaneo. Chi arriva al Mattatoio per Copiar incrocerà probabilmente gli edifici universitari lungo il perimetro del complesso.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Mattatoio

Dentro la Pelanda esiste un'aula studio aperta al pubblico, chiamata Aula Studio La Pelanda, che il sito ufficiale presenta come uno spazio per lo studio, la lettura e la condivisione. Fa parte della riqualificazione del complesso, destinato a diventare una Città delle Arti. Per un genitore che accompagna un ragazzo allo spettacolo e vuole aspettare in un luogo tranquillo, o per un adolescente che studia, è una possibilità poco conosciuta, da verificare negli orari sul sito del Mattatoio.

Un cambio di gestione recente

Anche la gestione del complesso è cambiata più volte. Fino al 2017 era affidata ai Musei in Comune della Sovrintendenza Capitolina, dal 2018 al 2025 una parte significativa all'Azienda Speciale Palaexpo; oggi, secondo il sito ufficiale, gli spazi sono assegnati alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. Per questo motivo informazioni e orari pubblicati negli anni passati possono non essere più validi.

Il consiglio che ti do per visitare il Mattatoio

Il mio consiglio è di scegliere la replica delle 12.30, il sabato o la domenica, e di organizzare il pranzo subito dopo nel rione. Lo spettacolo finisce intorno alle 13.20 e Testaccio, con il mercato di via Galvani a pochi passi e molte trattorie storiche, è uno dei quartieri romani in cui si mangia meglio. Se invece si sceglie la replica delle 18, si esce al buio: è il momento giusto per passare davanti ai locali scavati nel Monte dei Cocci.

Parlare dello spettacolo prima

Con un ragazzo di otto o dieci anni vale la pena accennare prima che potrebbe essere invitato a salire in scena. Se è timido, saperlo in anticipo lo aiuta a decidere con calma; se è estroverso, arriverà con la giusta curiosità. In ogni caso nessuno è obbligato, e guardare i coetanei sul palco è già una parte importante dell'esperienza.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Testaccio è noto come il rione popolare per eccellenza, ma pochi ricordano quanto fosse malfamato alla fine dell'Ottocento. La voce enciclopedica dedicata al rione riporta che un'indagine del Comune di Roma del 1884 attribuiva a Testaccio il primato nazionale del consumo di alcolici, legato ai traffici del porto e della sua gente. Era, in sostanza, un angiporto di fiume. Il rione come entità amministrativa fu istituito solo nel 1921, scorporandolo dal vasto rione Ripa.

La culla della Roma

Il rione è anche ricordato come la culla della A.S. Roma, che a Testaccio ebbe il suo primo campo. Una storia sportiva che si aggiunge a quella operaia e a quella festiva delle ottobrate, quando i romani raggiungevano le osterie del monte per le feste d'autunno.

La foto giusta da fare al Mattatoio

La fotografia più evocativa si fa all'interno della Pelanda, nella Galleria delle Vasche, dove il restauro ha conservato le strutture originali legate alla lavorazione dei suini. Le vasche, le strutture metalliche e la grande navata con la ciminiera raccontano, meglio di qualsiasi didascalia, la vita precedente di questi spazi. Prima di scattare durante lo spettacolo conviene sempre chiedere al personale, perché in sala le foto possono essere vietate.

Dall'esterno, la croce sul monte

Fuori dal complesso, alzando lo sguardo verso il Monte Testaccio, si vede la croce piantata sulla cima: ricorda che dal Quattrocento il monte fu il punto d'arrivo della Via Crucis del Venerdì Santo, a simboleggiare il Golgota. Inquadrarla con i padiglioni del Mattatoio in primo piano unisce tre epoche: l'antichità delle anfore, la devozione medievale e moderna, l'industria ottocentesca.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La chiusura del Mattatoio nel 1975 fece parte di un più ampio processo di dismissione delle aree industriali e di servizio lungo la via Ostiense. Il porto fluviale fu di fatto abbandonato nel primo dopoguerra; nel 1963 la Centrale Montemartini uscì di produzione; tra gli anni Sessanta e Settanta chiusero le officine del gas, sostituito dal metano; nel 2003 i vecchi Mercati generali lasciarono l'Ostiense per il Centro Agroalimentare di Guidonia Montecelio, fuori dal Grande Raccordo Anulare.

La riconversione

A partire dagli anni Ottanta l'Ostiense e i suoi edifici produttivi furono prima abbandonati, poi lentamente riconvertiti: l'Università Roma Tre si insediò al posto di parte dei Mercati generali, la Centrale Montemartini divenne un museo, il Mattatoio accolse una sezione del MACRO e il dipartimento di Architettura, mentre al Monte dei Cocci trovò sede la Scuola popolare di musica di Testaccio. Il trasferimento del mercato rionale da piazza Testaccio a via Galvani, nel 2012, completò la trasformazione del rione.

Chi è passato dal Mattatoio

Il primo nome da ricordare è quello del suo architetto, Gioacchino Ersoch, affiancato dall'ingegnere Filippo Laccetti per il sistema di smaltimento degli scarti. Dopo la chiusura sono arrivati gli attivisti del centro sociale Villaggio Globale, dal 2002, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli con la serata Muccassassina, i promotori del Gay Village nelle sue prime tre edizioni, i curatori del MACRO, i produttori della Città dell'Altra Economia, inaugurata nel 2007, e il gruppo Zoneattive, da cui nacque l'idea del restauro.

Le compagnie del festival

Ogni autunno il Romaeuropa Festival porta al Mattatoio artisti da tutto il mondo. Nel 2026 tra le compagnie per ragazzi ci sono Animal Religion da Barcellona e Artefactos Bascos, fondata da un artista basco che lavora in Brasile; nelle stesse settimane gli spazi ospitano anche le produzioni di teatro e danza per adulti in cartellone.

Testaccio, il rione delle anfore

Il rione prende nome dal Monte Testaccio, la collina artificiale di circa 36 metri formata dai cocci delle anfore scaricate nel porto dell'Emporium, in latino mons testaceus. Il suo stemma è un'anfora d'oro su campo rosso. Lo spazio tra il monte e le Mura aureliane era chiamato i prati del popolo romano ed era la meta delle gite di Pasquetta e delle ottobrate.

Le grotte e le osterie

Per secoli, sfruttando le proprietà isolanti dell'argilla, i romani hanno scavato alle pendici del monte grotte che mantengono tutto l'anno una temperatura di circa 10 gradi. Furono cantine e stalle, poi osterie e infine locali notturni e ristoranti. È una delle ragioni per cui, ancora oggi, Testaccio è un rione vivace anche la sera.

Dal porto alle fabbriche

Prima delle fabbriche, la riva del Tevere ai piedi del monte ospitava il porto dell'Emporium, dove arrivavano marmi, grano e vino risaliti da Ostia su chiatte trainate dai bufali, sostituiti dal vapore soltanto nel 1842. Fino alla bonifica avviata dopo il 1870 la zona, pur dentro le mura, era abitata da contadini poveri e pastori, esposta alle piene del fiume e alla malaria. Il piano regolatore del 1873 la destinò all'industria e ai servizi pesanti: ferrovie, mercati generali, l'officina del gas spostata dal Circo Massimo e, appunto, il Mattatoio. Il nome di via Marmorata, che si percorre a piedi da Piramide, conserva la memoria dei marmi sbarcati qui.

Nei dintorni del Mattatoio

Il complesso è raccontato nella scheda sull'ex Mattatoio; per scoprire il rione c'è la guida su Testaccio e cosa vedere e il percorso del Museo diffuso del rione Testaccio. Lungo l'Ostiense, a breve distanza, la Centrale Montemartini mostra un altro caso di riconversione industriale; vicino al Mattatoio si trova anche il Cimitero acattolico.

Altri appuntamenti al Mattatoio

Il festival è presentato nella scheda sul Romaeuropa Festival 2026. Nello stesso complesso la redazione ha segnalato anche Can Can di Giovanni Ortoleva e la mostra Roma che cambia, la città possibile. Per altre idee per famiglie c'è la pagina Roma con i bambini.

Domande frequenti su Copiar di Animal Religion

Quando va in scena Copiar al Mattatoio?

Le repliche sono cinque: venerdì 30 ottobre 2026 alle 18, sabato 31 ottobre alle 12.30 e alle 18, domenica 1 novembre alle 12.30 e alle 18. Lo spettacolo dura 50 minuti. Il Romaeuropa Festival precisa che l'ingresso non è consentito a spettacolo iniziato: con il complesso del Mattatoio così ampio, conviene arrivare con un buon anticipo per trovare la sala e sistemarsi con calma.

Da che età è consigliato?

Il Romaeuropa Festival lo indica dagli 8 anni in su. In altre tappe della tournée sono state indicate età diverse, per esempio dai 6 anni alla Mostra di Igualada, ma per le repliche romane vale l'indicazione del festival. I bambini coinvolti in scena, secondo la presentazione ufficiale, hanno tra gli 8 e i 10 anni. Per i più piccoli, nello stesso fine settimana, il festival propone BATU di Artefactos Bascos.

I bambini salgono davvero sul palco?

Sì, è il cuore dello spettacolo. Il festival spiega che un gruppo di bambini tra gli 8 e i 10 anni entra in scena senza prove preliminari e, insieme ad Animal Religion, si osserva, si imita e si segue. Il festival madrileno Teatralia descrive la scelta di otto bambini tra il pubblico all'inizio della replica. Le modalità precise per le repliche romane non sono pubblicate: conviene chiedere alla biglietteria.

Quanto costano i biglietti?

Il festival indica 10 euro per i bambini e 15 euro per gli adulti, nella fascia Passepartout 1. I biglietti si acquistano dal link sulla pagina ufficiale dello spettacolo su romaeuropa.net oppure con l'aiuto della biglietteria del festival, al telefono 06 4555 3050 e su WhatsApp al +39 334 3488894, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Chi sono gli Animal Religion?

Una compagnia catalana di circo contemporaneo con sede a Barcellona, fondata nel 2012 da Quim Giron e Niklas Blomberg; dal 2018 la direzione artistica è condivisa da Quim Giron, Jou Serra e Joan Cot Ros. Lavora su corpo, luce e musica, ha creato nove spettacoli e ha ricevuto commissioni da istituzioni come il Teatre Nacional de Catalunya e il Mercat de les Flors. Copiar ha vinto il premio FETEN 2025.

Si parla durante lo spettacolo?

Non ci sono dialoghi tra gli interpreti: è uno spettacolo di circo e danza basato sul gesto. I crediti indicano però testi di voiceover scritti da Martí Sales e una narrazione affidata alla voce di Berta Giraut, quindi una voce registrata accompagna la performance. Il festival non specifica la lingua usata nelle repliche romane; per un bambino italiano la comprensione si basa comunque soprattutto sui movimenti.

Come si arriva al Mattatoio con i mezzi?

Il sito del Mattatoio indica la metro B con fermata Piramide, il tram 3 con fermata Marmorata/Galvani, l'autobus 719 con fermata Galvani/Zabaglia e le linee 170 e 781 con fermata Largo Marzi. L'indirizzo è piazza Orazio Giustiniani 4, nel rione Testaccio. Per il percorso migliore e gli orari dei mezzi nel fine settimana conviene usare il calcolatore ATAC.

Si possono vedere Copiar e BATU nello stesso giorno?

Sì, gli orari lo permettono. Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre BATU di Artefactos Bascos, per i 3-8 anni, va in scena alle 10.30 e alle 15.30, mentre Copiar è alle 12.30 e alle 18, sempre al Mattatoio. Una famiglia con un figlio piccolo e uno più grande può quindi abbinare le due esperienze nella stessa mattina o nello stesso pomeriggio, acquistando i biglietti separatamente per ciascuno spettacolo.

Il consiglio finale su Copiar di Animal Religion

Copiar è uno spettacolo che si ricorda per una ragione semplice: i protagonisti sono bambini veri, senza prove, che scoprono davanti a tutti quanto si possa creare imitando. Porta un ragazzo tra gli 8 e i 10 anni, prenota in anticipo, arriva presto perché a spettacolo iniziato non si entra, e lascialo libero di scegliere se partecipare o guardare. Poi resta a Testaccio: tra il mercato, il Monte dei Cocci e i padiglioni di Ersoch, il rione racconta da solo una lunga storia di cose copiate, riusate e trasformate.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Ottobre 2026 18:00 — 1 Novembre 2026
IndirizzoPiazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città