Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
Roma che cambia, la città possibile è aperta dal 16 settembre al 30 ottobre 2026 all'ex Mattatoio di Testaccio, nei Rimessini B12, piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma, tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30. L'ingresso è libero, senza prenotazione. Il Mattatoio si raggiunge con la metro B, fermata Piramide; con il tram 3, fermata Marmorata/Galvani; con il bus 719, fermata Galvani/Zabaglia; con i bus 170 e 781, fermata Largo Marzi. La mostra fotografica è promossa da Roma Servizi per la Mobilità nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità 2026.

Piazze e strade storiche liberate dalle auto, fotografate prima e dopo: è il tema di Roma che cambia, la città possibile, la mostra che il Comune presenta come un viaggio visivo sulle trasformazioni dello spazio pubblico romano. È una mostra piccola e dichiaratamente di parte, perché racconta scelte dell'amministrazione, ma ha il merito di porre una domanda che a Roma torna ogni giorno: a chi appartengono le piazze della città? Molte piazze del centro sono state a lungo parcheggi, e a nostro giudizio l'argomento merita un'ora di attenzione.
Roma che cambia al Mattatoio: le informazioni essenziali
La mostra resta aperta fino a venerdì 30 ottobre 2026, tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30, a ingresso libero. La sede è il padiglione dei Rimessini B12 dell'ex Mattatoio di Testaccio.
Date e orari
Secondo Roma Servizi per la Mobilità, che organizza la mostra, l'apertura è quotidiana dalle 9.30 alle 17.30. Il portale turistico del Comune indica invece un'apertura dal lunedì al venerdì: chi pensa di andare nel fine settimana fa bene a verificare sul sito dell'organizzatore o chiamando lo 060606 prima di partire. Anche sulle date le fonti del Comune non coincidono del tutto: il comunicato della presentazione parlava di un'apertura dal 15 settembre al 31 ottobre, mentre la pagina dell'organizzatore indica dal 16 settembre al 30 ottobre.
Quanto costa
L'ingresso è libero. Non serve biglietto né prenotazione: si entra dal complesso del Mattatoio e si raggiunge il padiglione.
Dove si trova esattamente
La mostra è allestita nei Rimessini B12, uno degli edifici del complesso dell'ex Mattatoio. L'ingresso principale del Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4, ma il complesso ha accessi anche da via Beniamino Franklin, dal lungotevere Testaccio e da largo Dino Frisullo. Una volta dentro, conviene chiedere al personale del complesso l'indicazione per il padiglione B12.
Che cosa racconta Roma che cambia, la città possibile
La mostra è presentata dal Comune come un viaggio visivo sulle trasformazioni delle piazze e delle strade storiche affrancate dalle auto. Il principio è quello del confronto: lo stesso luogo, prima e dopo un intervento di pedonalizzazione o di riorganizzazione della mobilità.
Il tema: lo spazio pubblico restituito
Il titolo dice già la tesi. Roma che cambia è la constatazione, la città possibile è la proposta. Le fotografie servono a mostrare che una piazza senza automobili parcheggiate diventa un altro luogo: si cammina, ci si siede, si guarda l'architettura. È un'idea che chiunque abbia visitato le capitali europee del nord conosce bene, e che a Roma incontra ancora resistenze.
Una mostra di servizio pubblico
Non è una mostra d'arte e non pretende di esserlo. È una mostra di comunicazione istituzionale, allestita da Roma Servizi per la Mobilità. Va letta per quello che è: un racconto delle politiche di mobilità della città, con i loro risultati e con la loro inevitabile parzialità.
Come guardarla
Il consiglio è di guardarla con una domanda in testa: quali di questi luoghi si conoscono già, e come li si ricorda? Chi abita a Roma da molti anni riconoscerà piazze che un tempo erano parcheggi a cielo aperto. Chi viene da fuori troverà un modo diverso di leggere la città: non per monumenti, ma per spazi.
La Settimana Europea della Mobilità 2026 a Roma
Roma che cambia nasce dentro la Settimana Europea della Mobilità, l'iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sensibilizzare i cittadini sull'importanza degli spostamenti urbani sostenibili. A Roma l'edizione 2026 si è svolta dal 16 al 22 settembre.
Il tema dell'edizione 2026
Il tema scelto quest'anno è Mobilità per tutti e tutte, con un'attenzione centrale all'equità fra generazioni: l'accesso sicuro e autonomo alla mobilità in ogni fase della vita, dai bambini che vanno a scuola agli anziani. La Settimana è stata presentata l'11 settembre dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, dal presidente della commissione Mobilità Giovanni Zannola e dalla presidente di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati.
Oltre cento eventi in quindici municipi
Il Comune ha annunciato oltre cento eventi distribuiti in tutti i quindici municipi, fra camminate, pedalate, convegni, spettacoli e iniziative per le scuole. Fra gli appuntamenti: il Color Day nelle strade scolastiche, la misurazione del traffico ciclabile sul GRAB in via Celio Vibenna, la presentazione del Biciplan alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, l'accensione dei varchi della ZTL dell'Appia Antica con una pedalata lungo il GRAB partita dal Colosseo, una giornata di mobilità gratuita con bici in sharing e visite guidate lungo l'anello pedonale monumentale.
La mostra come eredità della Settimana
La Settimana è finita il 22 settembre, la mostra resta. È l'unico appuntamento del programma che dura oltre un mese, ed è il modo più semplice per capire che cosa l'amministrazione intenda per città possibile. Chi si è perso le pedalate e le camminate di settembre trova qui il riassunto per immagini.
Una curiosità su Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
La curiosità è il luogo. Una mostra sulla città liberata dal traffico è ospitata in un complesso nato, alla fine dell'Ottocento, per una delle funzioni più pesanti della logistica urbana: la macellazione e la distribuzione delle carni della capitale. Il Mattatoio di Testaccio fu costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, e l'ingegnere Filippo Laccetti ne progettò il sistema di smaltimento degli scarti verso il Tevere. Per quasi novant'anni qui sono arrivati animali, carri e poi camion, in un flusso continuo che ha dato forma all'intero rione.
Il nome stesso della sede della mostra, i Rimessini, rimanda a questa storia di movimento e di ricovero: rimesse, depositi, spazi di servizio in un complesso pensato come una piccola città razionale, con i suoi viali, i suoi padiglioni, le sue funzioni separate. Nel 1975 il macello si trasferì in viale Palmiro Togliatti e il complesso di Testaccio cominciò una seconda vita.
Oggi, in quegli stessi spazi, si parla di strade dove non passano più le macchine. Il cerchio si chiude in modo quasi ironico: il luogo che per un secolo ha vissuto di traffico ospita la mostra sulla città che cerca di farne a meno. A nostro giudizio vale la pena notarlo, perché il Mattatoio stesso è un esempio di spazio urbano restituito a un uso diverso.
L'ex Mattatoio di Testaccio: storia della sede
L'ex Mattatoio occupa circa 25.000 metri quadrati ai piedi del Monte dei Cocci, fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario. Fu costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch.
Il progetto di Ersoch
Ersoch aveva già lavorato al precedente macello alle spalle di piazza del Popolo, voluto da papa Leone XII. Per la nuova capitale del Regno servivano spazi più grandi e nuove norme igieniche, e la scelta cadde su Testaccio, un'area che dal 1872 era destinata a residenze operaie e insediamenti produttivi.
L'architettura dei padiglioni
Il linguaggio del Mattatoio è ripetitivo per scelta: padiglioni rettangolari in mattoni, tetto a doppia falda, aperture ad arco a intervalli regolari, strutture in ferro. L'impianto è geometrico, quasi una città razionale in miniatura, e si legge ancora oggi camminando fra i viali interni.
Le nuove vite dopo il 1975
Dismesso nel 1975, il complesso ha conosciuto una lunga serie di riusi. Dal 2000 alcuni padiglioni ospitano le aule di Architettura dell'Università Roma Tre; dal 2002 due padiglioni sono diventati una sede del MACRO, prima Macro Future e poi Macro Testaccio; dal 29 settembre 2007 c'è la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 è stata inaugurata La Pelanda, nell'area dove si lavoravano i suini.
La gestione
Fino al 2017 il complesso era gestito dai Musei in Comune; dal 2018 al 2025 dall'Azienda Speciale Palaexpo; oggi dalla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. Il sito ufficiale è mattatoioroma.it.
Una cosa che non ti dice nessuno su Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
Le fonti ufficiali non concordano sui giorni di apertura. La pagina di Roma Servizi per la Mobilità, che organizza la mostra, dice tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30. Il portale turistico del Comune dice dal lunedì al venerdì, stesso orario. E il comunicato della presentazione dava date leggermente diverse, dal 15 settembre al 31 ottobre. È il genere di incongruenza che capita con le iniziative istituzionali, e che rischia di far trovare una porta chiusa a chi arriva di domenica.
Il consiglio è pratico: se potete, andate in un giorno feriale. Sui giorni feriali tutte le fonti concordano, e il Mattatoio durante la settimana è frequentato soprattutto dagli studenti di Architettura di Roma Tre, che danno al complesso un'aria vissuta molto diversa da quella dei weekend.
La seconda cosa riguarda l'orario. La mostra chiude alle 17.30, mentre le mostre d'arte del Mattatoio, nei padiglioni 9a e 9b, restano aperte dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. Chi vuole combinare le due visite deve cominciare da Roma che cambia, entro il pomeriggio, e poi passare alle altre. Fino al 25 ottobre è in corso Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare, a ingresso libero, e fino all'11 ottobre Saverio Ungheri. 100 anni di futuro.
Il consiglio che ti do per visitare Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
Trasformate la mostra in un itinerario. Guardate le fotografie di Roma che cambia, annotate due o tre luoghi che non conoscete o che non vedete da anni, e andateci nei giorni successivi. Una mostra sulla città ha senso solo se poi si esce in strada a verificarla: è l'unico modo di capire se la città possibile è davvero cambiata o se le fotografie raccontano soprattutto un'intenzione.
Per la visita al Mattatoio, il consiglio è di arrivare in metro fino a Piramide e fare l'ultimo tratto a piedi. È coerente con il tema della mostra, ed è anche il modo migliore per arrivare a Testaccio, dove il parcheggio è sempre difficile. Calcolate mezz'ora per la mostra, un'altra ora per le mostre d'arte dei padiglioni 9a e 9b, e poi una passeggiata nel rione.
Se avete con voi ragazzi in età scolare, portateli: una mostra su come cambia lo spazio pubblico è una lezione di educazione civica più efficace di molte ore in classe. Chiedete loro quali strade del proprio quartiere vorrebbero senza auto, e perché. Le risposte, di solito, sono sorprendenti.
Come arrivare al Mattatoio
Il sito ufficiale del Mattatoio indica la metro B, fermata Piramide; il tram 3, fermata Marmorata/Galvani; il bus 719, fermata Galvani/Zabaglia; i bus 170 e 781, fermata Largo Marzi. L'ingresso principale è in piazza Orazio Giustiniani 4.
In metro
La fermata Piramide della metro B è il punto di arrivo più semplice da Termini e dal Colosseo. Dalla stazione si attraversa il rione di Testaccio verso il Tevere fino al Mattatoio. È una passeggiata che permette di vedere la Piramide Cestia e Porta San Paolo.
In tram e in bus
Il tram 3 ferma a Marmorata/Galvani, a pochi passi dal complesso. Il bus 719 ferma a Galvani/Zabaglia; i bus 170 e 781 fermano a Largo Marzi, sul lungotevere. Per orari e percorsi aggiornati usate il calcolatore di percorso dell'ATAC.
In bicicletta e a piedi
Per una mostra dedicata alla mobilità sostenibile, la bicicletta è la scelta più coerente. Il lungotevere Testaccio costeggia il complesso, e da Trastevere si arriva a piedi attraversando il fiume.
In auto
Testaccio è un rione denso, con parcheggio difficile, soprattutto nei giorni in cui il mercato e i locali richiamano gente. Il consiglio, per coerenza con il tema e per semplice buon senso, è di lasciare la macchina a casa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Testaccio è nato attorno al Mattatoio: il piano del 1872 destinava l'area a residenze operaie e a insediamenti industriali, e il macello di Ersoch ne fu il motore. Meno spesso si ricorda che il Mattatoio, dopo la chiusura, è stato un laboratorio di riuso dal basso molto prima di diventare un polo culturale istituzionale.
Negli anni fra la dismissione del 1975 e i restauri del Duemila, nei padiglioni si è insediato il centro sociale Villaggio Globale, e vi è nata la serata Muccassassina del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Dal 2002 il complesso ha ospitato le prime tre edizioni del Gay Village, nell'ambito dell'Estate romana. Solo dopo sono arrivati l'università, il MACRO, la Città dell'altra economia, La Pelanda.
Perché ricordarlo parlando di una mostra sulla mobilità? Perché il Mattatoio è esso stesso un caso di città possibile: un grande spazio produttivo abbandonato che la città ha saputo, un pezzo alla volta e non senza conflitti, restituire a usi pubblici. Le fotografie di Roma che cambia raccontano piazze liberate dalle auto; il padiglione che le ospita racconta un complesso liberato dalla sua funzione originaria. Chi entra nei Rimessini B12 cammina in un esempio di quello che la mostra propone.
La foto giusta da fare a Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
La foto giusta, per una mostra così, è quella che fate voi, fuori. Scegliete una piazza del vostro quartiere, o una di quelle mostrate in esposizione, e fotografatela dallo stesso punto in due momenti diversi: un giorno feriale all'ora di punta e una domenica mattina. È il principio del prima e dopo che è alla base della mostra, applicato alla vostra città.
Al Mattatoio, la foto da fare è sul viale interno principale, con la sequenza dei padiglioni in mattoni che si ripetono verso il fondo. È una prospettiva centrale quasi perfetta, con le aperture ad arco e le coperture a doppia falda che Ersoch aveva pensato come linguaggio unitario del complesso. Nel pomeriggio d'autunno la luce radente accende il laterizio.
La terza inquadratura è il fronte del complesso su piazza Orazio Giustiniani, con il Monte dei Cocci alle spalle del rione. Due secoli di storia urbana in un solo scatto: il Monte dei Cocci, il macello dell'Ottocento, il polo culturale di oggi.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1872: un progetto urbanistico destina l'area di Testaccio a residenze operaie e a funzioni produttive.
1888-1891: Gioacchino Ersoch progetta e costruisce il nuovo mattatoio della capitale, con l'ingegnere Filippo Laccetti.
1975: il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e i padiglioni di Testaccio restano vuoti. Negli anni successivi si insediano il Villaggio Globale e le serate di Muccassassina.
2000: alcuni padiglioni diventano aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre.
2002: due padiglioni diventano una sede del MACRO; comincia la serie delle prime tre edizioni del Gay Village nell'ambito dell'Estate romana.
29 settembre 2007: apre la Città dell'altra economia.
18 febbraio 2010: si inaugura La Pelanda, dopo un cantiere aperto nel novembre 2006.
2018: la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo, che trasforma il complesso in polo di produzione artistica; oggi la gestione è della Fondazione Mattatoio di Roma.
16 settembre 2026: nei Rimessini B12 apre Roma che cambia, la città possibile, nel primo giorno della Settimana Europea della Mobilità.
Testaccio e i dintorni del Mattatoio
Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci ed è circondato da uno dei quartieri più riconoscibili di Roma, nato come rione operaio attorno al macello.
Il Monte dei Cocci
Il Monte dei Cocci è la collina che dà il nome al rione. Per un quadro completo del quartiere c'è la guida Testaccio: cosa vedere, e il Museo diffuso del rione Testaccio racconta la sua storia per le strade.
Piramide e Cimitero acattolico
Verso la metro si incontrano la Piramide Cestia, il Cimitero acattolico e Porta San Paolo: tre tappe che si combinano bene con la mostra, in una passeggiata di un'ora.
Il mercato
Il Nuovo Mercato Testaccio è il punto di riferimento del quartiere per la spesa e per uno spuntino durante il giorno.
Dove mangiare a Testaccio
Testaccio è uno dei quartieri romani dove la cucina di tradizione è rimasta più viva, e la mostra, che chiude alle 17.30, lascia tempo per un pranzo o per un aperitivo nel rione.
Trattorie e cucina romana
Nelle strade fra via Marmorata e piazza Testaccio ci sono trattorie di quartiere frequentate dai romani, con la cucina di tradizione. Il venerdì e il sabato sera conviene prenotare.
Cibo veloce
Per un pranzo rapido, il Nuovo Mercato Testaccio offre banchi di cibo di strada durante il giorno, e fra via Marmorata e piazza Testaccio si trovano forni e pizzerie al taglio.
Aperitivo
I locali alle pendici del Monte dei Cocci aprono presto la sera, e sono comodi per chiudere la giornata dopo le mostre del Mattatoio.
Accessibilità al Mattatoio
L'ex Mattatoio è un complesso industriale riadattato, sviluppato per lo più su un unico livello, con viali interni ampi e percorribili. Per le condizioni specifiche dei Rimessini B12 conviene informarsi presso l'organizzatore o il contact center del Comune, 060606.
Animali
Il regolamento del Mattatoio vieta l'ingresso degli animali nelle sale espositive e nei teatri.
Con i bambini
La mostra, a ingresso libero e di durata breve, è adatta anche ai bambini. I viali interni del complesso sono sicuri e lontani dal traffico, il che, per una mostra sulla città senza auto, è quasi una dimostrazione pratica.
Chi è passato da Roma che cambia, la città possibile al Mattatoio — dal 16 settembre al 30 ottobre 2026
Il primo nome da fare è quello di Gioacchino Ersoch, l'architetto che ha disegnato il complesso e che aveva già lavorato al macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII. Accanto a lui l'ingegnere Filippo Laccetti, autore del sistema di smaltimento degli scarti verso il Tevere.
Per decenni sono passati di qui i lavoratori del macello, gli operai che hanno costruito l'identità di Testaccio. Dopo il 1975 sono arrivati gli attivisti del Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che al Mattatoio ha dato vita a Muccassassina. Dal 2000 gli studenti e i docenti di Architettura di Roma Tre hanno reso il complesso un luogo di studio quotidiano, e con il MACRO, La Pelanda e la gestione Palaexpo sono passati artisti, curatori e performer della scena internazionale.
Quest'autunno il Mattatoio ospita, oltre a Roma che cambia, i dipinti di Giuseppe Modica e le opere di Saverio Ungheri nei padiglioni 9a e 9b. E per la Settimana Europea della Mobilità è passata dal Mattatoio l'amministrazione della città: la mostra è il lascito del programma presentato dall'assessore Eugenio Patanè, dal presidente della commissione Mobilità Giovanni Zannola e dalla presidente di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati.
Il visitatore più importante, però, è quello che la mostra cerca: il romano che attraversa ogni giorno piazze e strade senza chiedersi come potrebbero essere. A lui, più che al turista, è rivolta la città possibile.
Come organizzare la mezza giornata a Testaccio
La mostra dura mezz'ora, ma il Mattatoio e il rione meritano un pomeriggio intero. Una proposta concreta per un giorno feriale.
Primo pomeriggio
Metro B fino a Piramide, arrivo al Mattatoio verso le 14.30. Prima Roma che cambia nei Rimessini B12, finché la mostra è aperta, poi le mostre d'arte nei padiglioni 9a e 9b.
Tardo pomeriggio
Passeggiata verso il Monte dei Cocci, poi la Piramide Cestia e il Cimitero acattolico. Chi ha tempo può salire verso l'Aventino.
Sera
Aperitivo o cena in una trattoria del rione. Per un itinerario privato che tenga insieme Testaccio, l'Aventino e i luoghi della città che cambia, Tour Leader Pro organizza visite su misura.
Dopo la mostra: la città possibile da percorrere
La Settimana Europea della Mobilità 2026 ha indicato alcuni luoghi in cui la città possibile si può già sperimentare. Sono il complemento naturale della mostra, e chi visita Roma può usarli per organizzare le proprie giornate.
L'anello pedonale monumentale
Il 22 settembre il Comune ha proposto visite guidate gratuite di trenta minuti lungo l'anello pedonale monumentale della capitale, con il titolo Cammina nella Storia. L'idea è quella di un percorso a piedi che colleghi i grandi monumenti del centro, dal Colosseo al Circo Massimo. Chi esce dal Mattatoio ha il Circo Massimo a una passeggiata di distanza, oltre l'Aventino.
Il GRAB e l'Appia Antica
Il GRAB, l'anello ciclabile della città, è stato al centro di due appuntamenti della Settimana: una stazione temporanea di misura del traffico ciclabile in via Celio Vibenna, attiva fino al 30 settembre, e una pedalata collettiva partita dal Colosseo il 19 settembre, in occasione dell'accensione dei varchi della nuova ZTL dell'Appia Antica. Per chi ama la bicicletta, l'Appia è la verifica più concreta di una strada storica sottratta al traffico.
A nostro giudizio
Una mostra sulla città senza auto si capisce solo camminando. Il consiglio è semplice: a Roma i luoghi migliori si scoprono a piedi, fra una piazza e l'altra, e i tratti liberati dal traffico sono quelli dove la città si lascia guardare meglio. Roma che cambia è l'invito a provarlo, e vale la pena accettarlo.
Perché vale la pena vedere Roma che cambia
Non è una grande mostra fotografica e non si propone di esserlo. Vale la pena per due ragioni. La prima è il tema: lo spazio pubblico è l'argomento che più di ogni altro decide la qualità della vita in una città, e a Roma se ne parla quasi sempre in termini di polemica. Una mostra che lo racconta con le immagini, per quanto di parte, obbliga a guardare prima di giudicare. La seconda è il luogo: la visita è l'occasione per entrare al Mattatoio, uno dei complessi di archeologia industriale più interessanti della città, e scoprire le altre mostre gratuite che ospita.
Il limite è evidente: è comunicazione istituzionale, e le fotografie raccontano i risultati di cui l'amministrazione va fiera. Guardatela con spirito critico, e poi uscite a verificare di persona. Una mostra gratuita, breve, in un luogo che vale la visita da solo: il rapporto fra tempo speso e cose imparate è comunque favorevole, anche per chi non condivide la tesi. E chi abita a Roma ci troverà, quasi certamente, almeno una piazza del proprio municipio.
Domande frequenti su Roma che cambia al Mattatoio
Fino a quando è aperta la mostra Roma che cambia, la città possibile?
Roma che cambia, la città possibile resta aperta all'ex Mattatoio di Testaccio fino a venerdì 30 ottobre 2026, secondo Roma Servizi per la Mobilità che la organizza. L'orario è dalle 9.30 alle 17.30. Il comunicato del Comune indicava come chiusura il 31 ottobre: in caso di dubbio vale la pagina dell'organizzatore.
Quanto costa la mostra Roma che cambia al Mattatoio?
La mostra Roma che cambia, la città possibile all'ex Mattatoio di Testaccio è a ingresso libero. Non serve biglietto né prenotazione: si entra nel complesso da piazza Orazio Giustiniani 4 e si raggiunge il padiglione dei Rimessini B12.
La mostra è aperta anche nel fine settimana?
Roma Servizi per la Mobilità indica per Roma che cambia un'apertura tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30, mentre il portale turistico del Comune indica dal lunedì al venerdì. Chi pensa di andare il sabato o la domenica fa bene a verificare prima chiamando il contact center del Comune, 060606.
Dove si trova la mostra dentro il Mattatoio?
Roma che cambia è allestita nei Rimessini B12 dell'ex Mattatoio di Testaccio. L'ingresso principale del complesso è in piazza Orazio Giustiniani 4; ci sono accessi anche da via Beniamino Franklin, dal lungotevere Testaccio e da largo Dino Frisullo.
Come si arriva al Mattatoio di Testaccio?
Il Mattatoio di Testaccio si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 fino alla fermata Marmorata/Galvani, con il bus 719 fino a Galvani/Zabaglia o con i bus 170 e 781 fino a Largo Marzi. Sono le indicazioni del sito ufficiale del Mattatoio.
Chi organizza la mostra Roma che cambia?
Roma che cambia, la città possibile è organizzata da Roma Servizi per la Mobilità, nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità 2026, che a Roma si è svolta dal 16 al 22 settembre con il tema Mobilità per tutti e tutte.
Si possono vedere altre mostre al Mattatoio nello stesso giorno?
Sì, il Mattatoio ospita in autunno altre mostre nei padiglioni 9a e 9b, aperte dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20: Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare fino al 25 ottobre, a ingresso libero, e Saverio Ungheri. 100 anni di futuro fino all'11 ottobre.
Il consiglio finale su Roma che cambia
Conviene andarci in un giorno feriale, arrivare in metro o in bicicletta e darsi un compito: uscire dalla mostra con il nome di una piazza da andare a vedere. A nostro giudizio Roma che cambia non è una mostra da ricordare per le fotografie, ma per la domanda che lascia. Il consiglio è poi fermarsi a Testaccio, entrare nei padiglioni d'arte del Mattatoio e chiudere la giornata in una trattoria del rione. Il pomeriggio vale il viaggio anche per chi, sulla città possibile, la pensa diversamente dall'amministrazione.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
