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Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 4 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Domenica 4 ottobre 2026 alle 20:00 il Mattatoio di Testaccio, in piazza Orazio Giustiniani 4 (00153 Roma), ospita Omaggio a Steve Reich, percorso musicale immersivo dell'ensemble romano Blow Up Percussion inserito nel Romaeuropa Festival 2026.

Domenica 4 ottobre 2026 alle 20:00 il Mattatoio di Testaccio, in piazza Orazio Giustiniani 4 (00153 Roma), ospita Omaggio a Steve Reich, percorso musicale immersivo dell'ensemble romano Blow Up Percussion inserito nel Romaeuropa Festival 2026. Il concerto dura circa 105 minuti e si sviluppa fra due spazi del complesso, la Galleria delle Vasche e la Sala T2. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in una decina di minuti. Il biglietto costa 15 euro secondo il sito ufficiale del festival, che indica anche la possibilità di usare il Passepartout 1. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival o al box office del festival, telefono 06 4555 3050.

Il programma mette in fila sette brani di Reich, dal nastro di Come Out del 1966 a Drumming, il grande lavoro per percussioni dei primi anni Settanta. È un concerto che si attraversa camminando: il pubblico si sposta da una sala all'altra e lo spostamento stesso fa parte della musica. Per chi ama il minimalismo americano è una serata rara; per chi non lo conosce è il modo migliore per cominciare.

Omaggio a Steve Reich al Mattatoio in breve

Omaggio a Steve Reich va in scena una sola sera, domenica 4 ottobre 2026 alle 20:00, al Mattatoio di Testaccio, con una durata indicata di 105 minuti. Il festival lo presenta come prima nazionale nella sezione musicale Ultra REF.

Data, orario e durata

Una data sola, domenica 4 ottobre, con inizio alle 20:00. Il sito del Romaeuropa Festival indica 105 minuti complessivi, che comprendono i trasferimenti del pubblico fra la Galleria delle Vasche e la Sala T2. Si esce quindi intorno alle 21:45, un orario che lascia tempo per una cena tardiva a Testaccio.

Prezzo e acquisto

Il biglietto costa 15 euro, secondo la scheda ufficiale dell'evento. Il concerto rientra nell'offerta Passepartout 1 del festival, la formula ad abbonamento che permette di combinare più spettacoli. Il box office del Romaeuropa Festival risponde allo 06 4555 3050 e ha sede all'Opificio Romaeuropa, in via dei Magazzini Generali 20/a, a pochi minuti a piedi dal Mattatoio.

La sezione Ultra REF

Il Romaeuropa Festival 2026, quarantunesima edizione, raggruppa sotto l'etichetta Ultra REF una parte della programmazione musicale. Omaggio a Steve Reich vi figura come prima nazionale: il percorso, nella forma in cui è costruito per il Mattatoio, non è mai stato presentato prima in Italia. Il quadro complessivo del festival è raccontato nella nostra guida al Romaeuropa Festival 2026.

Il programma di Omaggio a Steve Reich, brano per brano

Il programma pubblicato dal Romaeuropa Festival prevede sette brani di Steve Reich eseguiti in successione, in un percorso che parte dalla Galleria delle Vasche, entra nella Sala T2 e torna alla Galleria per il finale. Le esecuzioni sono pensate come parti di un unico flusso.

Pendulum Music, nella Galleria delle Vasche

Si comincia con Pendulum Music, del 1968, presentato come installazione e performance insieme, per una durata di otto o nove minuti. Il pezzo è fatto di microfoni sospesi che oscillano sopra gli altoparlanti ai quali sono collegati: ogni volta che un microfono passa sopra la cassa produce un fischio di retroazione, e man mano che il pendolo rallenta i fischi si allungano fino a diventare un suono continuo. Nessun musicista suona nel senso tradizionale: il brano è il processo fisico stesso, reso udibile. Reich non lo ha mai registrato personalmente; a farlo conoscere a un pubblico più largo, alla fine degli anni Novanta, sono stati i Sonic Youth.

Clapping Music, durante il passaggio

Il pubblico viene accompagnato verso la Sala T2 mentre si esegue Clapping Music, tre o quattro minuti. Il brano del 1972 richiede soltanto due persone e le loro mani. Uno dei due esecutori batte sempre lo stesso ritmo, l'altro sposta il proprio di un ottavo ogni dodici battute, finché dopo 144 battute i due tornano all'unisono. Qui diventa una processione: un gesto performativo che trasforma il trasferimento da una sala all'altra in un pezzo del concerto.

Mallet Quartet

Nella Sala T2 si apre il nucleo centrale del programma, con Mallet Quartet, circa diciassette minuti. Il titolo dice già lo strumentario: un quartetto di strumenti a percussione suonati con le bacchette, i mallet appunto. Aprire la sezione centrale con questo brano significa partire dal colore degli strumenti a tastiera, prima di passare al legno e alle pelli, secondo quella progressione timbrica di crescente intensità che il festival indica come filo del percorso.

Music for Pieces of Wood

Segue Music for Pieces of Wood, del 1973, circa quindici minuti. Il catalogo di Reich lo registra come brano per quattro esecutori: niente pelli, niente metallo, soltanto legno percosso. Il suono è secco e luminoso, e in una sala di archeologia industriale come il Mattatoio rimbalza sulle pareti in modo molto diverso da una sala da concerto.

Marimba Phase

Marimba Phase, circa venti minuti, è la versione per due marimbe del principio sperimentato in Piano Phase nel 1967. Due esecutori suonano la stessa figura; uno mantiene il tempo con precisione assoluta, l'altro accelera impercettibilmente fino a trovarsi sfasato di una nota, e poi si stabilizza. Il ciclo si ripete, e l'orecchio sente emergere melodie che nessuno dei due sta suonando: nascono dalla sovrapposizione.

Drumming, Part I

Il culmine della sezione centrale è Drumming, Part I, diciassette minuti. Drumming è il lavoro del 1970-1971 composto per un ensemble di nove percussionisti con voci femminili e ottavino, e qui se ne ascolta la prima parte. È il pezzo in cui Reich ha raccolto la lezione ricevuta in Ghana, ed è quello che segna l'inizio del suo ensemble stabile. Il festival descrive questa progressione come una crescita di intensità ritmica e timbrica, fra stratificazione, sfasamento e dimensione collettiva del ritmo.

Come Out, nel ritorno alla Galleria

Il pubblico rientra infine nella Galleria delle Vasche, dove la diffusione del nastro di Come Out, dodici o tredici minuti, chiude il percorso. Il brano del 1966 è costruito su una sola frase registrata di Daniel Hamm, un ragazzo nero gravemente ferito dalla polizia a New York. Reich la fa girare su due canali che partono all'unisono e si separano lentamente, poi in quattro, poi in otto, finché le parole diventano ritmo e timbro. Il festival parla di una dimensione di sospensione e di ascolto riflessivo. Chiudere con Come Out, dopo la festa ritmica di Drumming, è una scelta drammaturgica forte.

Un concerto che si attraversa: la forma del percorso

La presentazione ufficiale descrive Omaggio a Steve Reich come un percorso musicale immersivo, in cui lo spostamento del pubblico diventa parte integrante della forma musicale e della drammaturgia dell'evento. Non si resta seduti per 105 minuti nello stesso posto.

Dalla Galleria alla Sala e ritorno

La struttura è circolare: si parte dalla Galleria delle Vasche, si attraversa lo spazio aperto con Clapping Music, si entra nella Sala T2 per quattro brani, si torna alla Galleria per l'ultimo. È un'idea che rispecchia la musica di Reich, costruita su cicli che tornano al punto di partenza trasformati.

Installazione e concerto

Pendulum Music e Come Out non prevedono musicisti che suonano strumenti: il primo è un processo fisico, il secondo un nastro. Collocarli agli estremi del percorso, nella stessa galleria, crea una cornice da installazione d'arte attorno al nucleo strumentale. È un modo intelligente di mostrare le due anime di Reich, quella del laboratorio elettroacustico e quella dell'ensemble di percussioni.

Perché proprio il Mattatoio

Un percorso del genere ha bisogno di spazi ampi, collegati da viali e cortili, e di ambienti con acustiche diverse. Il Mattatoio di Testaccio offre esattamente questo: padiglioni in mattoni e ferro, gallerie lunghe, spazi di passaggio all'aperto. La musica di processo trova qui il suo luogo naturale, fra architetture pensate a loro volta come catena di lavorazione.

Blow Up Percussion: biografia dell'ensemble

Blow Up Percussion è un ensemble di percussionisti nato a Roma nel 2012, che affianca l'interpretazione del repertorio moderno e contemporaneo alla creazione di novità con compositori, gruppi e musicisti di diverse provenienze. La biografia pubblicata dal Romaeuropa Festival lo indica come interprete di riferimento delle opere di Steve Reich.

Le collaborazioni con i compositori

Nel corso degli anni l'ensemble ha lavorato con compositori come F. Filidei, V. Montalti, B. Dessner, C. Cerrone, L. Durupt, F. Antonioni, M. Tadini ed E. Nathan, secondo l'elenco della biografia ufficiale. È una rete che unisce autori italiani e stranieri, e che mostra un ensemble abituato a lavorare con chi scrive musica oggi, prima ancora che sul repertorio storico.

Ensemble e solisti

Fra le collaborazioni figurano gli ensemble PMCE e Prometeo, il duo londinese Plaid e il violoncellista Mario Brunello. È un elenco che copre territori molto diversi: la musica contemporanea d'ensemble, l'elettronica britannica, il grande solismo classico italiano.

Il Novecento americano

Nel repertorio del Novecento l'ensemble si è caratterizzato per le opere di Steve Reich e dei post-minimalisti David Lang, Julia Wolfe e John Luther Adams. Lang e Wolfe sono fra i compositori associati al festival newyorkese Bang on a Can, a loro volta influenzati dallo stile di Reich. Un omaggio a Reich è quindi, per Blow Up, un ritorno alle origini del proprio repertorio.

I dischi

Nel 2017 è uscito il primo album, con brani di Ravera, Filidei, Taglietti, Sanna e Marchettini; nel 2020 un lavoro monografico sul compositore statunitense Elliot Cole, entrambi per EMA Vinci Record. Con Vittorio Montalti l'ensemble ha realizzato The Smell of Blue Electricity, per quartetto di percussioni ed elettronica, un'opera di lungo respiro sul rapporto fra elettronica e interprete, uscita su disco per l'etichetta Col Legno nel 2023.

Cerimoniali Ritmici

Dal 2019 Blow Up organizza la rassegna Cerimoniali Ritmici, in cui l'ensemble insieme ad altri musicisti presenta novità commissionate per l'occasione e opere recenti, aprendo una finestra sulle diverse estetiche musicali del presente. È il segno di un gruppo che non si limita a eseguire, ma costruisce occasioni per la musica nuova.

I festival

Il gruppo si è esibito al Romaeuropa Festival, al Ravenna Festival, al GRAME di Lione, a MITO, a Tempo Reale, a Nuova Consonanza, al Cantiere Internazionale d'Arte, all'Accademia Filarmonica Romana e in molte altre rassegne, fra cui Traiettorie, Contemporanea, Le Forme del Suono e la stagione concertistica dell'Università di Tor Vergata. Il ritorno al Romaeuropa, con una prima nazionale, è un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni.

Steve Reich: biografia del compositore

Stephen Michael Reich, detto Steve, è nato a New York il 3 ottobre 1936 ed è uno dei pionieri del minimalismo musicale nato fra la metà e la fine degli anni Sessanta. Ha vinto il Premio Pulitzer per la musica nel 2009 con Double Sextet.

Gli anni della formazione

Figlio della paroliera di Broadway June Carroll e di Leonard Reich, cresce fra New York e Los Angeles. Comincia il pianoforte a sette anni, poi a quattordici scopre Stravinskij, Bach e il jazz di Miles Davis, Charlie Parker e Kenny Clarke. Decide di diventare batterista e studia percussioni con Roland Kohloff, futuro timpanista della New York Philharmonic. Alla Cornell University si laurea in filosofia nel 1957 con una tesi legata a Wittgenstein, poi studia composizione con Hall Overton, alla Juilliard con William Bergsma e Vincent Persichetti, e infine al Mills College con Darius Milhaud e Luciano Berio.

Il consiglio di Berio

Al Mills College Reich sperimenta la dodecafonia, ma Berio, ascoltando un suo pezzo per archi, nota tendenze tonali e gli consiglia di scrivere vera musica tonale se è quella che vuole fare. Reich lo ricorderà come l'influenza più preziosa di quegli anni. C'è qualcosa di italiano, quindi, all'origine della svolta che porterà al minimalismo.

I nastri: It's Gonna Rain e Come Out

Nel 1965 compone It's Gonna Rain su un frammento di sermone sulla fine del mondo di un predicatore di strada pentecostale noto come fratello Walter, facendo girare le stesse parole su loop di nastro che si sfasano gradualmente. Nel 1966 segue Come Out, lo stesso procedimento applicato alla frase di Daniel Hamm. È la scoperta del defasamento, il principio che segnerà i suoi lavori per anni.

Dal nastro agli strumenti

Nel 1967 Piano Phase porta lo sfasamento dal nastro all'esecuzione dal vivo, con due pianoforti; poi arrivano Violin Phase, Pendulum Music nel 1968, Four Organs nel 1970, la prima sua composizione eseguita in una grande sala da concerto tradizionale, nell'ambito di un programma della Boston Symphony Orchestra.

Il Ghana e Drumming

Nel 1970 Reich trascorre cinque settimane in Ghana per studiare musica con il maestro di percussioni Gideon Alorwoyie. Al ritorno compone Drumming, per nove percussionisti con voci femminili e ottavino, e forma il suo ensemble, Steve Reich and Musicians. Negli anni successivi studia anche il gamelan balinese a Seattle.

Music for 18 Musicians e oltre

Fra il 1974 e il 1976 scrive Music for 18 Musicians, costruita su un ciclo di undici accordi, considerata insieme a Drumming una pietra miliare del minimalismo. Seguono Tehillim nel 1981, il primo lavoro legato esplicitamente alla sua cultura ebraica, The Desert Music, Electric Counterpoint per la chitarra di Pat Metheny nel 1987, Different Trains nel 1988.

Different Trains e i riconoscimenti

Different Trains, per quartetto d'archi e nastro, mette a confronto i viaggi in treno dell'infanzia di Reich fra New York e la California con i treni che nello stesso periodo portavano i bambini ebrei europei verso i campi di sterminio. La registrazione del Kronos Quartet ha vinto il Grammy per la migliore composizione contemporanea nel 1990. Negli anni sono arrivati il Premio Imperiale nel 2006, il Polar Music Prize nel 2007, il Pulitzer nel 2009 e il Leone d'oro alla carriera della Biennale Musica di Venezia nel 2014.

L'influenza

La musica di Reich ha segnato compositori come John Adams e Michael Nyman, i musicisti di Bang on a Can, ma anche Brian Eno, Aphex Twin, i King Crimson, i Sonic Youth, gli Stereolab, i Radiohead, dai quali Reich ha tratto Radio Rewrite nel 2012. Coreografi come Anne Teresa De Keersmaeker e Jiří Kylián hanno danzato sulla sua musica. Vive con la moglie, la videoartista Beryl Korot, nello stato di New York.

Il Mattatoio di Testaccio: la sede del concerto

Il Mattatoio di Testaccio è il macello pubblico progettato nel 1888 dall'architetto Gioacchino Ersoch, dismesso nel 1975 e oggi gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo. Occupa circa 25.000 metri quadrati fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario.

Ersoch e il nuovo macello di Roma capitale

Ersoch aveva lavorato al macello precedente, dietro piazza del Popolo, voluto da papa Leone XII. Con Roma capitale del Regno servivano spazi più grandi e norme igieniche nuove, e la scelta cadde su Testaccio, area che il piano del 1872 destinava a residenze operaie e insediamenti industriali. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema per smaltire gli scarti nel vicino Tevere.

Mattoni, archi e ferro

I padiglioni hanno muri in mattoni, tetti a doppia falda, aperture ad arco scandite a intervalli regolari e strutture interne in ferro. L'impianto è rigorosamente geometrico, quasi una piccola città razionale della lavorazione. È un'architettura ripetitiva per scelta, e la ripetizione è la stessa materia di cui è fatta la musica di Reich: difficile immaginare un accostamento più coerente.

Dopo il 1975

Dismesso il macello, trasferito in viale Palmiro Togliatti, il complesso ha ospitato nel tempo la Facoltà di Architettura di Roma Tre dal 2000, una sede del MACRO dal 2002, la Città dell'altra economia dal 2007 e La Pelanda, inaugurata nel febbraio 2010. Dal 2018 lo gestisce l'Azienda Speciale Palaexpo. La scheda completa del complesso è quella dell'Ex Mattatoio di Testaccio.

Come arrivare al Mattatoio per Omaggio a Steve Reich

Il modo più semplice per arrivare al Mattatoio è la metro B fino a Piramide, poi dieci minuti a piedi lungo via Marmorata. L'ingresso di riferimento è in piazza Orazio Giustiniani 4.

Metro e treno

Piramide, sulla linea B, collega il Mattatoio a Termini e al Colosseo in pochi minuti. Accanto c'è la stazione Roma Ostiense, dove arrivano i treni della linea per l'aeroporto di Fiumicino, e la stazione di Porta San Paolo della ferrovia Roma Lido. Da piazzale Ostiense si imbocca via Marmorata verso il Tevere e si arriva in fondo al rione.

Tram e bus

Il tram 3 percorre via Marmorata e collega Testaccio con Trastevere da una parte e con San Giovanni dall'altra; sulla stessa direttrice passano i bus 83 e 673. La domenica sera le frequenze sono più basse: conviene controllare gli orari prima di uscire.

In auto

Il parcheggio a Testaccio, la sera, richiede pazienza. La domenica è meno difficile del sabato, ma chi non conosce la zona fa meglio a lasciare l'auto e usare la metro. Chi arriva comunque in macchina può cercare posto lungo il lungotevere o verso Ostiense.

Il rientro

Con un'uscita intorno alle 21:45, la metro B è ancora in servizio. Chi si ferma a cena deve tenere d'occhio l'orario dell'ultima corsa, che la domenica è quello ordinario.

Testaccio e i dintorni del Mattatoio

Il Mattatoio sorge ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti di anfore scaricate dal porto fluviale antico. Testaccio è nato come rione operaio intorno al macello e ha conservato un'identità forte.

Piramide e Cimitero acattolico

A dieci minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia e il Cimitero acattolico. Una visita nel pomeriggio di domenica, prima del concerto, è il miglior modo di entrare nello spirito del quartiere.

Il mercato e il rione

Il Nuovo Mercato di Testaccio è il cuore della vita quotidiana del rione, ma la domenica è chiuso. Per un giro completo del quartiere c'è la guida Testaccio: cosa vedere.

L'Opificio Romaeuropa

In via dei Magazzini Generali 20/a, fra Testaccio e Ostiense, ha sede l'Opificio Romaeuropa, dove si trova il box office del festival. Il box office è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, il lunedì dalle 14 alle 18, secondo il sito del festival.

Dove mangiare prima o dopo il concerto a Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri dove la cucina romana di tradizione è più viva, ed è anche la cucina nata dal macello: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata, i piatti del quinto quarto. Mangiarli dopo un concerto nell'ex mattatoio ha una sua logica.

Prima delle 20

Chi vuole cenare prima deve farlo presto: le trattorie romane cominciano il servizio serale intorno alle 19:30, poco compatibile con un concerto alle 20. Meglio un aperitivo o qualcosa di veloce fra via Marmorata e piazza Testaccio, dove si trovano forni, pizzerie al taglio e supplì.

Dopo il concerto

Con l'uscita verso le 21:45 la cena dopo è la soluzione più naturale. La domenica sera molte trattorie sono piene di romani del quartiere: una prenotazione fatta nel pomeriggio evita sorprese.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, per lo più su un solo livello, con viali interni ampi. Il percorso di Omaggio a Steve Reich prevede però due spostamenti a piedi fra la Galleria delle Vasche e la Sala T2: chi ha difficoltà motorie deve chiedere al box office, allo 06 4555 3050, come sono organizzati i trasferimenti e se sono previsti posti riservati.

Scarpe e abbigliamento

Si cammina, si resta in piedi in alcune fasi, si passa all'aperto fra un padiglione e l'altro. Scarpe comode e una giacca leggera sono la scelta giusta per una sera di inizio ottobre.

Con i bambini

Un concerto di percussioni che si ascolta muovendosi può piacere molto ai ragazzi, soprattutto a chi suona uno strumento. Pendulum Music e Clapping Music sono brani che si capiscono al primo ascolto. Per i bambini piccoli la durata complessiva e i fischi di retroazione del primo brano possono essere un problema.

Il suono

Drumming e Music for Pieces of Wood sono brani ad alto volume percepito, per la natura stessa delle percussioni in uno spazio riverberante. Chi è sensibile ai suoni forti può portare tappi auricolari leggeri.

Una curiosità su Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il calendario. Steve Reich è nato a New York il 3 ottobre 1936: il concerto del Mattatoio cade il giorno dopo il suo novantesimo compleanno. Il Romaeuropa Festival non presenta la serata come celebrazione dell'anniversario, ma la coincidenza è evidente, e rende l'omaggio ancora più puntuale. Sono pochi i compositori viventi che arrivano ai novant'anni con un catalogo eseguito ovunque, dai conservatori ai club.

C'è poi una curiosità che lega Pendulum Music a un nome inatteso. Reich non ha mai registrato personalmente il brano: a portarlo a un pubblico più ampio, alla fine degli anni Novanta, sono stati i Sonic Youth, la band newyorkese del rock alternativo. È un esempio perfetto della strana parabola di questa musica, nata nelle gallerie d'arte di New York e arrivata al rock e all'elettronica prima ancora che alle grandi sale da concerto.

Infine il legame con l'Italia. Il consiglio decisivo per la svolta di Reich venne da Luciano Berio, che al Mills College lo invitò a scrivere musica tonale se era quella che sentiva sua. Un compositore italiano all'origine del minimalismo americano, e un ensemble romano che lo celebra in un ex macello di Testaccio: il cerchio si chiude.

Una cosa che non ti dice nessuno su Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che la musica di Reich, dal vivo, è un'altra cosa rispetto al disco. Su disco Drumming o Marimba Phase possono sembrare ipnotici e uniformi. Dal vivo si vede il lavoro: gli esecutori che si guardano, che contano, che si passano i moduli, la fatica fisica di mantenere un tempo perfetto per venti minuti. Marimba Phase in particolare è un piccolo dramma, perché uno dei due musicisti deve accelerare di pochissimo senza perdere il controllo, e il pubblico lo vede succedere.

La seconda cosa è l'acustica. Il Mattatoio non è una sala da concerto: i padiglioni in mattoni e ferro riflettono il suono in modo irregolare, e le percussioni ne escono cambiate. Music for Pieces of Wood, con i suoi claves secchi, in uno spazio del genere produce echi e battimenti che in un auditorium non si sentono. Chi ha già ascoltato questi brani in registrazione dovrebbe andarci anche per questo: per sentire come un edificio suona Reich.

Terza cosa: l'ordine del programma non è casuale. Si comincia con un pezzo senza esecutori e si finisce con un nastro, due momenti in cui l'essere umano è assente o registrato. In mezzo, il corpo dei percussionisti. È un racconto sul rapporto fra macchina e musicista, lo stesso tema del disco di Blow Up con Vittorio Montalti.

Il consiglio che ti do per visitare Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

Il consiglio è di arrivare al Mattatoio almeno venti minuti prima delle 20. Il complesso è grande, gli ingressi non sono tutti uguali e la Galleria delle Vasche va individuata con calma. Arrivare di corsa a un concerto che comincia con Pendulum Music, un pezzo che vive di silenzio e di attesa, significa perderne metà.

Secondo consiglio: durante i trasferimenti non fermarti a guardare il telefono. Clapping Music, eseguita mentre il pubblico cammina, è il brano che dà senso a tutto il percorso. Chi si attarda arriva nella Sala T2 quando il gesto è finito.

Terzo: nella Sala T2 scegli un posto da cui vedere le mani degli esecutori. In Marimba Phase e in Drumming la musica si capisce guardando, più che ascoltando. Se puoi, mettiti vicino, lateralmente, dove si vedono i due musicisti che si sfasano.

Infine, prenota con anticipo. Una prima nazionale con un solo appuntamento, nel fine settimana di chiusura di molte proposte del festival, è il tipo di evento che si esaurisce. Il biglietto a 15 euro è tra i più accessibili del Romaeuropa: non rimandare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Reich è un padre del minimalismo. Si cita meno spesso che la sua musica sia nata dalle percussioni africane e dalla batteria jazz, più che dalla tradizione classica europea. Reich è stato batterista prima che compositore: da ragazzo scelse la batteria perché il suo migliore amico era un pianista più bravo di lui, e studiò con Roland Kohloff. Il viaggio in Ghana del 1970, con le lezioni di Gideon Alorwoyie, gli diede la chiave per Drumming.

Un altro fatto noto e poco citato: Come Out, il brano che chiude il concerto, nasce da una vicenda di cronaca. La frase registrata è quella di Daniel Hamm, un ragazzo nero gravemente ferito dalla polizia. Ascoltarlo sapendolo cambia la percezione: quello che alla fine diventa puro ritmo e timbro è, all'origine, la voce di una persona che racconta una violenza subita.

E ancora: Four Organs, del 1970, è stata la prima composizione di Reich eseguita in una grande sala da concerto, dentro un programma della Boston Symphony Orchestra. Il minimalismo è entrato nelle sale ufficiali quasi di contrabbando, e ancora oggi ci si trova più a suo agio negli spazi industriali, nelle gallerie, nei festival. Il Mattatoio è il posto giusto.

La foto giusta da fare a Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

Durante i brani le foto vanno evitate: il clic e lo schermo acceso disturbano esecutori e pubblico, e in un concerto costruito sul silenzio e sulla concentrazione lo si nota subito. Le foto giuste si fanno prima e nei passaggi.

Prima dell'inizio, nella Galleria delle Vasche, i microfoni sospesi di Pendulum Music sono un'immagine forte: fili, altoparlanti a terra, luce radente. Se lo staff lo consente, è la foto che racconta meglio la serata. Fuori, i padiglioni di Ersoch con i loro archi regolari, al tramonto di inizio ottobre, danno una delle immagini più belle dell'archeologia industriale romana.

Dopo il concerto, uscendo verso via Marmorata, alza lo sguardo al Monte dei Cocci: di sera, con le luci dei locali alla base, è un'immagine molto romana e poco fotografata. Chi vuole un ricordo del concerto può fotografare il programma di sala o il banner del festival all'ingresso: sono immagini semplici, ma restano.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Mattatoio nasce da un progetto del 1888 di Gioacchino Ersoch, e per quasi novant'anni è il luogo dove si macella e si distribuisce la carne di Roma. Intorno al macello cresce il rione operaio di Testaccio, con le sue case popolari, le sue trattorie e la cucina del quinto quarto, legata alla lavorazione delle carni.

Nel 1975 il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e il complesso comincia una seconda vita. Negli anni successivi ospita il Villaggio Globale e diventa luogo di feste e controcultura: vi nasce la Muccassassina del Circolo Mario Mieli, e qui si svolgono le prime tre edizioni del Gay Village, a partire dal 2002, dentro l'Estate Romana.

Dal 2000 arrivano le aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre, dal 2002 una sede del MACRO, prima Macro Future e poi Macro Testaccio. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 viene inaugurata La Pelanda, al termine di un cantiere aperto nel novembre 2006, e il 12 marzo 2010 il padiglione 15A di Roma Tre. Nel 2013 si completano altri padiglioni universitari.

Dal 2018 il Mattatoio è affidato all'Azienda Speciale Palaexpo, che ne ha fatto uno dei poli delle arti performative e visive della città. Il Romaeuropa Festival lo usa da anni come una delle sue sedi principali.

Chi è passato da Blow Up Percussion, omaggio a Steve Reich al Mattatoio — 4 ottobre 2026

Dal Mattatoio sono passati, prima di tutto, gli operai e i macellai di Testaccio, che per novant'anni hanno dato al rione il suo carattere. Poi, dopo la dismissione, le generazioni della controcultura romana: il Villaggio Globale, le serate della Muccassassina del Circolo Mario Mieli, il Gay Village delle origini.

Con il MACRO e poi con l'Azienda Speciale Palaexpo il complesso è diventato una sede dell'arte contemporanea e della performance. Negli stessi giorni di ottobre 2026, per restare al presente, il Mattatoio ospita per il Romaeuropa Festival anche i lavori di Boris Charmatz, coreografo francese già direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. È un luogo dove la scena internazionale passa con regolarità.

Attraverso la musica, in questa serata passano da qui anche le figure evocate dal programma: Luciano Berio, che indirizzò il giovane Reich; Gideon Alorwoyie, il maestro ghanese di Drumming; i Sonic Youth, che fecero conoscere Pendulum Music; Daniel Hamm, la cui voce registrata chiude il percorso. E i musicisti di Blow Up Percussion, che dal 2012 lavorano a Roma su questo repertorio e che con Reich hanno costruito una parte essenziale della loro identità.

Roma a inizio ottobre: il periodo del concerto

La prima domenica di ottobre è uno dei momenti più ricchi dell'anno culturale romano: il Romaeuropa Festival è nel pieno, le stagioni teatrali ripartono, le giornate sono ancora lunghe e miti.

Il clima

A inizio ottobre a Roma si esce la sera con una giacca leggera. La pioggia autunnale può arrivare all'improvviso: per un concerto che prevede passaggi all'aperto fra i padiglioni, un ombrello pieghevole è una precauzione sensata.

Una domenica a Testaccio

Una domenica ben costruita può cominciare con una passeggiata sull'Aventino, scendere alla Piramide e al Cimitero acattolico nel pomeriggio, fermarsi per un aperitivo sotto il Monte dei Cocci e finire al Mattatoio alle 20. Tutto a piedi, senza mezzi.

Domande frequenti su Omaggio a Steve Reich

Quando si tiene Omaggio a Steve Reich al Mattatoio?

Omaggio a Steve Reich di Blow Up Percussion si tiene domenica 4 ottobre 2026 alle 20:00 al Mattatoio di Testaccio, in una sola data. La durata indicata dal Romaeuropa Festival è di 105 minuti, compresi i passaggi del pubblico fra la Galleria delle Vasche e la Sala T2.

Quanto costa il biglietto per Blow Up Percussion al Mattatoio?

Il biglietto per Omaggio a Steve Reich costa 15 euro secondo il sito ufficiale del Romaeuropa Festival, che indica anche la possibilità di accedere con il Passepartout 1. Si acquista sul sito del festival o al box office, telefono 06 4555 3050.

Dove si trova il Mattatoio di Testaccio?

Il Mattatoio di Testaccio si trova in piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma, in fondo al rione Testaccio verso il Tevere. Si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in circa dieci minuti.

Quali brani di Reich esegue Blow Up Percussion?

Il programma di Omaggio a Steve Reich comprende Pendulum Music, Clapping Music, Mallet Quartet, Music for Pieces of Wood, Marimba Phase, Drumming Part I e il nastro di Come Out, in quest'ordine, distribuiti fra la Galleria delle Vasche e la Sala T2 del Mattatoio.

Si resta seduti per tutto il concerto?

No: Omaggio a Steve Reich è un percorso in movimento. Il pubblico comincia nella Galleria delle Vasche, si sposta verso la Sala T2 durante Clapping Music e torna alla Galleria per il finale. Servono scarpe comode e chi ha difficoltà motorie deve contattare il box office.

Chi sono i Blow Up Percussion?

Blow Up Percussion è un ensemble di percussionisti nato a Roma nel 2012, specializzato nel repertorio contemporaneo e in particolare in Steve Reich e nei post-minimalisti americani. Ha inciso per EMA Vinci e Col Legno e organizza dal 2019 la rassegna Cerimoniali Ritmici.

Il concerto è adatto ai ragazzi?

Omaggio a Steve Reich può piacere molto ai ragazzi che suonano o che amano il ritmo, perché brani come Clapping Music si capiscono subito. La durata di 105 minuti e alcuni suoni molto forti lo rendono meno indicato per i bambini piccoli.

In chiusura

Se devi scegliere una sola serata di musica del Romaeuropa, scegli questa. Quindici euro per un'ora e tre quarti di Reich suonato da un ensemble che lo conosce a fondo, in un edificio che sembra costruito per la sua musica, il giorno dopo i novant'anni del compositore. Arriva presto, cammina con il percorso, guarda le mani dei musicisti. E poi fermati a cena a Testaccio: il quartiere del macello è anche quello dove si mangia meglio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento4 Ottobre 2026 20:00
IndirizzoMattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

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