Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
Madri Costituenti va in scena domenica 29 novembre 2026 alle 18:00 alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria, in viale Rousseau 90, nel quadrante nord est di Roma, fra Casal de' Pazzi e Ponte Mammolo. È uno spettacolo di teatro canzone dedicato alle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente, con la drammaturgia di Silvia Mirabelli e la produzione della compagnia romana Il NaufragarMèDolce, dentro la rassegna Prove Aperte di Civiltà 2026. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, dalla piattaforma indicata sulla scheda dell'appuntamento del portale Culture di Roma Capitale; per informazioni la compagnia risponde al numero 351 907 3887 e all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it. La villa che ospita la Casa del Municipio si raggiunge con la metro B: le stazioni più vicine sono Ponte Mammolo e Rebibbia sulla linea principale e Conca d'Oro sulla diramazione B1; per l'ultimo tratto in autobus conviene il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.

Madri Costituenti a Roma in breve
Madri Costituenti è uno spettacolo che intreccia teatro e musica per raccontare le figure femminili che contribuirono alla nascita della Costituzione italiana. La presentazione ufficiale parla di memoria storica e visione contemporanea, di narrazione, canzoni e testimonianze che dialogano con il presente.
Data, ora e luogo
La data è una sola: domenica 29 novembre 2026, alle 18:00. Il luogo è la Casa del Municipio Roma IV intitolata a Ipazia di Alessandria, in viale Rousseau 90, la villa costruita nel 1940 per il gerarca Roberto Farinacci e restituita al quartiere dopo un lungo restauro. La durata dello spettacolo non è pubblicata.
Ingresso e prenotazione
L'ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria. Il link per prenotare è pubblicato sulla scheda di Madri Costituenti del portale Culture di Roma Capitale e sulla pagina della rassegna del sito della compagnia. I posti di una sala municipale non sono quelli di un grande teatro: conviene prenotare appena si decide di andare.
Chi c'è in scena
Il portale Culture indica in scena Chiara Casarico e Desirée Infascelli; il programma pubblicato dalla compagnia aggiunge alle due attrici la stessa autrice, Silvia Mirabelli. Le fonti non concordano sul numero delle interpreti, mentre concordano sulla drammaturgia, firmata da Mirabelli, e sulla produzione del NaufragarMèDolce.
Il contesto: Prove Aperte di Civiltà
Lo spettacolo fa parte di Prove Aperte di Civiltà, la rassegna di teatro, musica e arti performative che il NaufragarMèDolce porta dal 25 settembre al 17 dicembre 2026 in diversi luoghi dei Municipi IV, VII, X e XI. Il progetto ha vinto l'avviso pubblico di Roma Capitale Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro 2026 ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, in collaborazione con la SIAE.
Che cosa si vedrà in Madri Costituenti
Madri Costituenti è teatro canzone: la parola detta si alterna alla musica, e il racconto passa per le biografie di donne vere. La scheda ufficiale descrive uno spettacolo che restituisce voce alle Madri Costituenti attraverso narrazione, canzoni e testimonianze, con l'intento di far riconoscere alle nuove generazioni il valore della democrazia, dell'uguaglianza e dell'impegno civile.
Una drammaturgia under 35
La drammaturgia è di Silvia Mirabelli, segnalata dal programma come autrice under 35. Il dettaglio non è secondario: l'avviso pubblico che finanzia la rassegna valorizza i giovani artisti, e la compagnia ha costruito una parte del cartellone proprio intorno a nuove firme. È una generazione che la Costituente la conosce dai libri di scuola e prova a riportarla sul palco con parole proprie.
Il teatro canzone
Il teatro canzone è una forma che la rassegna frequenta spesso: nello stesso cartellone, a settembre, un altro spettacolo di narrazione e canzoni ha raccontato gli anni Settanta. In Madri Costituenti la musica ha una funzione precisa: le canzoni fanno da ponte fra i documenti del 1946 e 1947 e la sensibilità di chi siede in sala oggi.
Perché proprio adesso
Nel 2026 cadono gli ottant'anni del voto del 2 giugno 1946, il primo a suffragio universale in Italia, e dell'elezione dell'Assemblea Costituente. Uno spettacolo sulle donne della Costituente, in una casa municipale intitolata a una donna di scienza, è una coincidenza che vale la pena notare.
Chi erano le Madri Costituenti
Le Madri Costituenti sono le ventuno donne elette il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente, su 556 componenti complessivi. Fu la prima elezione nazionale in cui votarono anche le donne, con il diritto di voto esteso a tutti gli italiani di almeno ventuno anni.
I numeri dell'Assemblea
La legge elettorale prevedeva 573 deputati, ma nella provincia di Bolzano e a Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara non si poté votare: gli eletti furono quindi 556. L'Assemblea si insediò il 25 giugno 1946, con Giuseppe Saragat alla presidenza, e tre giorni dopo elesse Enrico De Nicola capo provvisorio dello Stato.
Dalla Commissione dei 75 al voto finale
Il testo della Carta fu preparato dalla Commissione dei 75, articolata in sottocommissioni e coordinata da un comitato di redazione più ristretto. La Commissione chiuse i lavori il 12 gennaio 1947; il 4 marzo cominciò il dibattito in aula. Il testo finale fu approvato il 22 dicembre 1947 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre.
Lina Merlin e Teresa Noce
Fra le ventuno, alcune sono entrate nella storia per le leggi che portano il loro nome. Lina Merlin, insegnante nata a Pozzonovo nel 1887, fu anche la prima donna eletta al Senato della Repubblica; il suo nome resta legato alla legge 20 febbraio 1958, n. 75. Teresa Noce, torinese, fra i fondatori del Partito Comunista Italiano, è ricordata per la proposta di legge a tutela della maternità, diventata nel 1950 la legge 860.
Maria Federici e Angela Gotelli
Maria Federici, nata Anna Maria Agamben all'Aquila nel 1899 e morta a Roma nel 1984, antifascista e partigiana, sedette alla Costituente per la Democrazia Cristiana e poi alla Camera dei deputati. Angela Gotelli, nata ad Albareto nel 1905, partigiana anche lei, è ricordata come una delle ventuno elette; tornò a morire nel suo paese, nel 1996.
Ottavia Penna Buscemi e le altre
Ottavia Penna, coniugata Buscemi, nata a Caltagirone nel 1907, è ricordata come la prima donna candidata alla presidenza della Repubblica. Accanto a lei sedevano Nadia Gallico Spano, nata a Tunisi nel 1916; Bianca Bianchi, insegnante e scrittrice di Vicchio; e poi Adele Bei, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Angela Maria Guidi Cingolani, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.
Il NaufragarMèDolce, la compagnia di Madri Costituenti
Il NaufragarMèDolce è un'associazione culturale romana nata nel 1996, che nel 2026 festeggia i trent'anni di attività, con la direzione artistica di Chiara Casarico. Produce spettacoli propri, organizza rassegne e festival e tiene laboratori.
Chiara Casarico
Chiara Casarico dirige Prove Aperte di Civiltà ed è in scena in buona parte del cartellone: nella stessa stagione recita in Misteri Buffoni e altre storie, la giullarata civile ispirata al teatro di Dario Fo, nel percorso itinerante Venti secondi di meraviglia, in Pop Up, Sana e Robusta Costituzione e nella nuova produzione Macbeth Machine. In Madri Costituenti è una delle interpreti.
Le altre rassegne della compagnia
Oltre a Prove Aperte di Civiltà, il sito della compagnia presenta la rassegna Agorà 2026, con teatro e musica fra Roma e i borghi del Lazio, il festival diffuso Urgenze e la sezione TOC TOC Teatro. Fra le notizie più recenti ci sono lo spettacolo Sillabario Pasolini, che ha aperto il festival Antimateria 2026, e un primo premio al concorso Cosa direbbe oggi Pasolini.
Un teatro che va nei quartieri
Il tratto comune dei progetti del NaufragarMèDolce è lo spostamento: il teatro esce dalle sale del centro e va nei centri anziani, nei parchi, nei musei di quartiere, nelle case municipali. Nel 2026 i luoghi di Prove Aperte di Civiltà sono il Museo di Casal de' Pazzi, il Centro Culturale Gabriella Ferri, il Teatro del Lido di Ostia, il Teatro Furio Camillo, il Centro Culturale Artemia, il Centro Sociale Anziani Casal Tidei e la Casa del Municipio Ipazia di Alessandria.
Prove Aperte di Civiltà 2026, il cartellone
Prove Aperte di Civiltà 2026 conta spettacoli, concerti, teatro urbano e laboratori dal 25 settembre al 17 dicembre, per la maggior parte a ingresso libero. Madri Costituenti è l'appuntamento di fine novembre alla Casa del Municipio.
Prima e dopo il 29 novembre
Il giorno dopo, lunedì 30 novembre alle 17:00, il Centro Sociale Anziani Casal Tidei ospita la prima data di Macbeth Machine, tragicommedia contemporanea sul potere ispirata a Shakespeare. Lo stesso spettacolo torna proprio alla Casa del Municipio Ipazia di Alessandria l'11, il 12 e il 13 dicembre, e chiude la rassegna il 17 dicembre al Teatro del Lido di Ostia.
Le altre date del cartellone
Nel cartellone ci sono anche i concerti di Maria Moramarco con il canto di tradizione dell'Alta Murgia, uno dei quali al Museo di Casal de' Pazzi, il teatro canzone di Luca Radaelli su Jannacci, Gaber e Fo e un laboratorio di danza per i bambini della scuola primaria. Il programma completo è sul sito del NaufragarMèDolce.
Una curiosità su Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
La curiosità è nella somma dei due nomi. Uno spettacolo sulle donne che scrissero la Costituzione va in scena in una villa che per trent'anni ha portato il nome di un gerarca fascista e che dall'8 marzo 2024 è intitolata a Ipazia di Alessandria, matematica, astronoma e filosofa del IV secolo. La data dell'intitolazione non è casuale: la Giornata internazionale della donna. E il nome non l'ha scelto un ufficio: secondo la ricostruzione pubblicata da Roma Capitale, è stato scelto con un sondaggio pubblico, con l'intenzione dichiarata di riequilibrare la toponomastica di Casal de' Pazzi.
Chi arriva in viale Rousseau capisce subito il motivo. Le strade del quartiere portano nomi di filosofi, tutti uomini, a cominciare da viale Rousseau, dove si trova la villa. Ipazia è la prima donna del pantheon filosofico del quartiere, e Madri Costituenti porta in quella casa altre ventuno donne che, come lei, hanno lavorato in un mondo quasi tutto maschile. Nell'Assemblea del 1946 erano ventuno su 556, meno del quattro per cento.
C'è poi una terza coincidenza. L'Assemblea Costituente scrisse la Carta fra il 1946 e il 1947; la villa di Farinacci era stata costruita pochi anni prima, nel 1940, per l'uomo che era stato segretario del partito fascista. Dentro le stesse mura, il 29 novembre, si racconta come quel regime venne sostituito dalla Repubblica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
Quello che non dice nessuno è che la Casa del Municipio non è un teatro. È una villa del 1940, con una torre in cortina di mattoni, un patio, portici e pavimenti in marmo, oggi usata come luogo di ascolto e incontro fra cittadini e amministrazione, dove si celebrano anche i matrimoni civili, nella sala intitolata all'architetto Lorenzo Chiaraviglio. Lo spettacolo si adatta allo spazio, e lo spazio fa parte del racconto: non ci sono le poltrone rosse e il sipario, c'è una casa.
La seconda cosa riguarda la prenotazione. Gratuito non significa libero accesso: la scheda ufficiale indica la prenotazione come obbligatoria. Un posto prenotato e non usato è un posto tolto a qualcun altro; se cambiano i programmi, conviene cancellare la prenotazione dalla stessa piattaforma.
La terza riguarda l'orario. Le 18 di una domenica di fine novembre sono già buio pieno: il sole tramonta prima delle cinque. Il parco della villa, che si estende per circa 4.500 metri quadrati, si vede meglio arrivando in anticipo, con l'ultima luce. E il ritorno, di domenica sera, va organizzato tenendo conto delle corse festive dei mezzi pubblici, meno frequenti di quelle feriali.
La Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria, ex Villa Farinacci
La Casa del Municipio Roma IV Ipazia di Alessandria è l'ex Villa Farinacci, in viale Rousseau 90, costruita nel 1940 all'interno della tenuta agricola di Aguzzano e oggi vicina al Parco Petroselli. È di proprietà di Roma Capitale e dal 2018 è gestita dal Municipio IV.
Una casa rurale che non lo era
Il progetto fu presentato come deposito agricolo e casa rurale; la Commissione edilizia lo approvò nell'ottobre 1940. L'architetto Lorenzo Chiaraviglio, vissuto fra il 1910 e il 1973, ne curò anche i lavori di adeguamento per trasformarla in una elegante residenza di campagna, con elementi dell'edilizia rurale romana, fra cui il travertino. Al pianterreno c'erano la rimessa, l'ufficio e il deposito dei cereali; al primo piano le stanze di abitazione; nella torre, su più livelli, il granaio e i serbatoi dell'acqua.
Com'è fatta
La villa è composta da due corpi architettonici principali, con la torre in laterizio, il patio e i portici che la ricostruzione di Roma Capitale definisce di sapore vagamente metafisico. Il fabbricato misura circa 830 metri quadrati; intorno c'è il parco. Il restauro ha riportato la struttura alla conformazione originale anche grazie ai disegni di Chiaraviglio, messi a disposizione dalla famiglia dell'architetto.
Il restauro e la riapertura
I lavori, approvati da Roma Capitale nel 2004, sono stati completati nel 2010 e sono durati sette anni. Hanno eliminato le barriere architettoniche e introdotto un impianto di climatizzazione geotermico e un sistema di riciclo dell'acqua piovana per i servizi e per l'irrigazione del parco. Il Municipio IV ha preso in consegna l'edificio nella primavera del 2018 e l'ha aperto al pubblico nel luglio dello stesso anno.
Accessibilità
Il restauro ha curato in modo particolare l'accessibilità, con l'abbattimento di tutte le barriere architettoniche secondo la ricostruzione ufficiale del Comune. Per esigenze specifiche il giorno dello spettacolo, conviene contattare la compagnia ai recapiti indicati nella scheda dell'appuntamento.
Il consiglio che ti do per visitare Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
Il consiglio è di prenotare subito e di arrivare con mezz'ora di anticipo, per guardare la villa prima che cominci lo spettacolo. La torre in mattoni, il patio e i portici raccontano da soli una parte della storia che Madri Costituenti mette in scena: l'Italia degli anni Quaranta, prima e dopo la guerra.
A nostro giudizio conviene anche un piccolo ripasso. Bastano i nomi di cinque o sei delle ventuno Costituenti, Lina Merlin, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Maria Federici, Angela Gotelli, per seguire con più attenzione le storie raccontate in scena. Lo spettacolo è pensato anche per chi non conosce la materia, ma riconoscere un nome rende tutto più vivo.
Chi ha figli adolescenti farebbe bene a portarli. La presentazione ufficiale dichiara come obiettivo quello di parlare alle nuove generazioni, e un'ora di teatro con canzoni è un modo meno scolastico di arrivare alla Costituzione. Se si viene in compagnia di amici o parenti, ognuno deve avere la propria prenotazione.
Ultimo punto, il rientro. Domenica sera i mezzi pubblici viaggiano con l'orario festivo: prima di uscire di casa conviene controllare le corse di ritorno verso la metro B sul calcolatore dell'azienda di trasporto.
Come arrivare alla Casa del Municipio IV per Madri Costituenti
La Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria, in viale Rousseau 90, è servita dalla metro B: le stazioni vicine sono Ponte Mammolo e Rebibbia sulla linea principale e Conca d'Oro sulla diramazione B1.
In metro
Da Termini la linea B in direzione Rebibbia arriva a Ponte Mammolo; dalla stazione si prosegue a piedi o in autobus verso viale Rousseau. Chi parte da Prati, Flaminio o Parioli può usare la diramazione B1 e scendere a Conca d'Oro. Per l'autobus giusto dalla fermata di arrivo il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana è lo strumento più affidabile.
In auto
Il quartiere è residenziale e la domenica sera la sosta su strada è in genere meno difficile che nel centro storico. La villa non pubblica informazioni su un parcheggio riservato al pubblico: meglio cercare posto nelle vie vicine e non davanti al cancello.
Dalla Tiburtina
Chi arriva a Roma in treno alla stazione Tiburtina trova la metro B e raggiunge Ponte Mammolo nella direzione di Rebibbia.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che nel 1946 le donne italiane votarono per la prima volta in un'elezione nazionale. Meno spesso si ricorda quante furono le donne elette: ventuno, su 556 costituenti, meno di una su venticinque. E ancora meno spesso si ricorda che molte di loro venivano dalla Resistenza: Maria Federici e Angela Gotelli erano state partigiane, Teresa Noce era fra i fondatori del Partito Comunista Italiano.
Dietro ogni nome c'è una biografia che Madri Costituenti prova a restituire. Teresa Noce, che era stata fra i fondatori del Partito Comunista Italiano, firmò la proposta che nel 1950 diventò la legge sulla tutela della maternità. Lina Merlin, maestra elementare, entrò poi nel primo Senato della Repubblica come prima donna eletta. Ottavia Penna Buscemi, siciliana di Caltagirone, fu la prima donna candidata alla presidenza della Repubblica, in anni in cui l'idea sembrava a molti impensabile. Nadia Gallico Spano era nata a Tunisi; Maria Federici all'Aquila; Bianca Bianchi a Vicchio, in Toscana; Angela Gotelli ad Albareto, sull'Appennino emiliano.
La Costituzione che ne uscì, approvata il 22 dicembre 1947, si studia a scuola come un testo compiuto. Lo spettacolo ricorda che qualcuno, in un'aula piena di uomini, ha dovuto scriverla, discuterla e difenderla, articolo per articolo.
La foto giusta da fare a Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
La foto giusta è la torre. La torre in cortina di laterizio è l'elemento che si riconosce da lontano, e al crepuscolo di fine novembre, con le luci della villa accese, disegna un profilo netto contro il cielo. Conviene scattarla dal parco, abbastanza lontano da prendere anche il portico.
La seconda immagine è la targa con il nome di Ipazia di Alessandria all'ingresso: un dettaglio piccolo che dice molto della storia recente dell'edificio, passato dal nome del gerarca a quello della filosofa.
Durante lo spettacolo niente foto né video, per rispetto delle interpreti e del pubblico. Se la compagnia lo consente, una foto degli applausi finali è il ricordo più onesto della serata.
Chi ama la fotografia di architettura trova nel patio e nei pavimenti in marmo i dettagli migliori: il restauro ha rimesso a posto proprio quelle finiture che raccontano il gusto degli anni Quaranta.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della villa comincia nel 1940, quando Roberto Farinacci, già segretario del Partito Nazionale Fascista, la fa costruire sui suoi terreni della tenuta di Aguzzano. Il progetto passa dalla Commissione edilizia nell'ottobre di quell'anno come casa rurale, ma durante i lavori diventa sempre più una residenza di rappresentanza.
Dopo la guerra la villa passa agli eredi, e nel 1966 viene acquistata dalla famiglia Armellini. Negli anni Settanta diventa un ristorante, La Torre. Il cinema la usa per una scena famosa: in Dove vai in vacanza?, nell'episodio Le vacanze intelligenti, Alberto Sordi e Anna Longhi si vendicano dei figli ingozzandosi di pastasciutta e salsicce proprio nei locali del ristorante.
Negli anni successivi l'edificio passa al Comune; le fonti non concordano sull'anno, che la ricostruzione di Roma Capitale indica nel 1977 e l'enciclopedia libera nell'esproprio del 1975. Seguono anni di abbandono e di occupazioni, e nel 1996 due incendi dolosi. Nell'aprile di quello stesso anno la villa viene vincolata come bene storico e artistico. Nel 2002 un protocollo con i ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali la destina a centro di educazione ambientale; i lavori finiscono nel 2010.
Il resto è storia recente: la consegna al Municipio IV nel 2018, l'apertura al pubblico nel luglio di quell'anno, la scelta come Casa del Municipio e l'intitolazione a Ipazia di Alessandria l'8 marzo 2024, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri.
Chi è passato da Madri Costituenti alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria — 29 novembre 2026
Il primo nome è quello del committente, Roberto Farinacci, per il quale la villa fu costruita nel 1940. Il secondo è quello dell'architetto, Lorenzo Chiaraviglio, a cui oggi è intitolata la sala dei matrimoni. Poi c'è il cinema: Alberto Sordi e Anna Longhi, che negli anni del ristorante La Torre girarono qui la scena della grande abbuffata di Dove vai in vacanza?.
La villa entra anche nella letteratura: fa da sfondo alle vicende del libro Storia di mia vita di Janek Gorczyka, pubblicato da Sellerio nel 2024.
In tempi recenti dalla Casa del Municipio sono passati il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti per la cerimonia di intitolazione del marzo 2024, e poi le aperture serali del programma cittadino Felicittà, con spettacoli musicali e teatrali. Nel 2026 arrivano gli spettacoli del NaufragarMèDolce: Madri Costituenti il 29 novembre e Macbeth Machine dall'11 al 13 dicembre.
E c'è, in un certo senso, Ipazia stessa: la filosofa nata ad Alessandria d'Egitto intorno al 355 e morta nel 415, figlia del matematico Teone, a capo della scuola neoplatonica della città. È la prima matematica di cui si conosca con qualche precisione la vita, e la casa del quartiere porta il suo nome.
Ipazia di Alessandria, il nome della casa
Ipazia di Alessandria fu matematica, astronoma e filosofa greca, vissuta fra il 355 circa e il marzo 415, quando la città era parte dell'Impero romano d'Oriente.
La studiosa
Figlia del matematico Teone, insegnò filosofia e astronomia e guidò la scuola neoplatonica della città. L'enciclopedia bizantina Suda, l'unica fonte che elenca le sue opere, le attribuisce un commento in tredici libri all'Arithmetica di Diofanto e un commento, perduto, alle sezioni coniche di Apollonio di Perga.
Perché conta per lo spettacolo
In vita Ipazia fu riconosciuta come insegnante e consigliera; la sua figura è diventata nei secoli un simbolo di libertà di pensiero. Metterla accanto alle ventuno Costituenti, in una stessa sera, crea un filo lungo sedici secoli: donne che hanno preso la parola in luoghi dove la parola spettava agli uomini.
Intorno alla Casa del Municipio: Casal de' Pazzi, Aguzzano, Ponte Mammolo
La Casa del Municipio si trova nel quartiere di Casal de' Pazzi, nel Municipio IV, a due passi dal Parco di Aguzzano e dal Parco Petroselli, in una parte di Roma costruita soprattutto nella seconda metà del Novecento.
Il Parco di Aguzzano
La villa sorgeva dentro la tenuta agricola di Aguzzano, e la campagna di allora è oggi il Parco di Aguzzano, uno dei polmoni verdi del quadrante nord est. Con la luce del primo pomeriggio è una passeggiata tranquilla prima dello spettacolo.
Il Museo di Casal de' Pazzi
Nello stesso quartiere c'è il Museo di Casal de' Pazzi, una delle realtà culturali del Municipio IV. Anche il museo è una sede di Prove Aperte di Civiltà: a ottobre ha ospitato il concerto Trame di Vento e di Voce.
Verso il centro
Con la metro B da Ponte Mammolo si torna verso Tiburtina e Termini. Chi vuole cenare in una zona più animata può spostarsi verso San Lorenzo, vicino alla basilica di San Lorenzo fuori le Mura e al Cimitero del Verano.
Dove mangiare prima o dopo Madri Costituenti
Intorno a viale Rousseau e verso Ponte Mammolo ci sono pizzerie, bar e trattorie di quartiere, frequentati soprattutto dai residenti; per una scelta più ampia conviene spostarsi con la metro verso San Lorenzo o la zona della stazione Tiburtina.
Prima dello spettacolo
Alle 18 di domenica è presto per cenare: la soluzione più comoda è una merenda o un aperitivo in un bar del quartiere e la cena dopo lo spettacolo.
Dopo lo spettacolo
La domenica sera nei quartieri residenziali molti locali chiudono presto o fanno riposo settimanale. Conviene prenotare in anticipo, soprattutto se si è in più persone, e verificare l'orario di chiusura della cucina.
Fine novembre a Roma
A fine novembre Roma entra nella stagione dei teatri e dei concerti, con le giornate corte e le sere fresche. È un buon momento per il teatro di quartiere: il pubblico è quello dei residenti, le sale sono raccolte, gli spettacoli spesso gratuiti. Nello stesso weekend il centro si prepara alle feste di dicembre; chi ha tempo può abbinare allo spettacolo una passeggiata a Villa Torlonia, sulla Nomentana, o una visita al MAXXI nel fine settimana.
Domande frequenti su Madri Costituenti
Quando va in scena Madri Costituenti a Roma?
Madri Costituenti va in scena domenica 29 novembre 2026 alle 18:00 alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria, in viale Rousseau 90. È una data unica, dentro la rassegna Prove Aperte di Civiltà 2026 della compagnia Il NaufragarMèDolce.
Quanto costa il biglietto di Madri Costituenti?
Madri Costituenti è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria. Si prenota dal link pubblicato sulla scheda dell'appuntamento del portale Culture di Roma Capitale; per informazioni la compagnia risponde al numero 351 907 3887 e all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it.
Chi sono le interpreti di Madri Costituenti?
Madri Costituenti ha la drammaturgia di Silvia Mirabelli; il portale Culture indica in scena Chiara Casarico e Desirée Infascelli, mentre il programma della compagnia aggiunge la stessa Mirabelli. La produzione è del NaufragarMèDolce, compagnia romana attiva dal 1996.
Chi erano le Madri Costituenti?
Le Madri Costituenti sono le 21 donne elette nel 1946 all'Assemblea Costituente, su 556 componenti. Fra loro Lina Merlin, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Maria Federici e Angela Gotelli; la Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947.
Come si arriva alla Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria?
La Casa del Municipio IV Ipazia di Alessandria, in viale Rousseau 90, si raggiunge con la metro B, stazioni Ponte Mammolo o Rebibbia, oppure con la diramazione B1 fino a Conca d'Oro. Per l'ultimo tratto in autobus conviene il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
Che cos'è la Casa del Municipio Ipazia di Alessandria?
La Casa del Municipio Ipazia di Alessandria è l'ex Villa Farinacci, costruita nel 1940 e restaurata fino al 2010. Dal 2018 è gestita dal Municipio IV e dall'8 marzo 2024 porta il nome della filosofa e matematica di Alessandria.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Madri Costituenti è pensato anche per le nuove generazioni, secondo la presentazione ufficiale, che parla di ispirare i giovani a riconoscere il valore della democrazia e dell'uguaglianza. Una fascia d'età consigliata non è pubblicata: per i più piccoli conviene chiedere alla compagnia.
Il consiglio finale su Madri Costituenti
Madri Costituenti è uno di quegli spettacoli che valgono più del loro biglietto, anche perché il biglietto non c'è. Una domenica di fine novembre, in una villa che ha attraversato il fascismo, il cinema di Sordi e anni di abbandono, una compagnia che da trent'anni porta il teatro fuori dal centro racconta le donne che hanno scritto la Repubblica. Il consiglio è prenotare subito, arrivare con la luce per vedere la torre e il patio, e uscire con qualche nome in più da ricordare: Teresa Noce, Lina Merlin, Maria Federici, Ottavia Penna Buscemi. A nostro giudizio è il modo più semplice e più giusto per festeggiare gli ottant'anni della Costituente.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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