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Trame di vento e di voce al Museo di Casal de’ Pazzi — 9 ottobre 2026

Trame di vento e di voce è il concerto di Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (chitarra) e Antonio Chiarappa (flauti) in programma venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Museo di Casal de' Pazzi, in via Egidio Galbani 6, 00156 Roma, nella zona di Ponte Mammolo e Rebibbia, sulla riva dell'Aniene. Il parcheggio del museo ha l'ingresso da via Adolfo Marco Boroli. La produzione è de I Suoni della Murgia di Altamura, e la serata è inserita nella rassegna Prove Aperte di Civiltà 2026, organizzata dall'associazione Il NaufragarMèDolce, che nella maggior parte degli appuntamenti prevede ingresso libero o prezzi popolari. Le condizioni di accesso e la prenotazione sono indicate dall'organizzazione sul sito ufficiale ilnaufragarmedolce.it e al numero 351 9073887.

Trame di vento e di voce: data, luogo, interpreti

Trame di vento e di voce va in scena una sola sera, venerdì 9 ottobre 2026 alle 21, negli spazi del Museo di Casal de' Pazzi, il museo del Pleistocene di Roma Capitale nel Municipio IV.

Chi suona

Sul palco tre musicisti pugliesi: Maria Moramarco alla voce, Luigi Bolognese alla chitarra, Antonio Chiarappa ai flauti. Moramarco e Bolognese sono due dei fondatori degli Uaragniaun, il gruppo di Altamura che da decenni riporta in vita il canto popolare dell'Alta Murgia barese.

Chi produce

Il concerto è una produzione de I Suoni della Murgia, l'associazione di Altamura che organizza l'omonima rassegna di musica di tradizione e world music. A Roma arriva grazie a Il NaufragarMèDolce, compagnia e associazione romana che cura la rassegna Prove Aperte di Civiltà.

Il sostegno pubblico

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'avviso pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la SIAE. Il programma può subire variazioni.

Cosa si ascolta in Trame di vento e di voce

Trame di vento e di voce intreccia voce, chitarra e flauti in un viaggio sonoro fra memoria popolare, paesaggi interiori e atmosfere mediterranee, partendo dal canto tradizionale dell'Alta Murgia barese.

Le radici della Murgia

La presentazione ufficiale parla delle radici del canto tradizionale dell'Alta Murgia che si aprono al respiro del vento, evocando storie antiche, figure femminili, riti, partenze e ritorni. È il repertorio che Maria Moramarco ha raccolto in oltre quarant'anni di ricerca: canti a distesa, canti di lavoro, canti d'amore e religiosi, ninne nanne, tarantelle.

Una terra aspra e luminosa

Nella descrizione degli organizzatori la voce di Moramarco, accompagnata dalle trame musicali di Bolognese e Chiarappa, restituisce la forza poetica di una terra aspra e luminosa, dove ogni suono diventa racconto, eco, attraversamento. Chi conosce l'altopiano della Murgia, con i suoi pascoli di pietra, i muretti a secco e le masserie, sa quanto questa descrizione sia precisa.

Una formazione essenziale

Tre strumenti, voce, corde, fiato: una formazione ridotta rispetto agli Uaragniaun al completo, che lascia tutto lo spazio alla voce. È la dimensione giusta per un museo, dove il suono acustico si ascolta da vicino, senza filtri.

Perché il vento

Il titolo non è casuale per un concerto di flauti e voce: il vento è il respiro dello strumento a fiato e quello del cantore, ed è anche il vento che attraversa l'altopiano murgiano. Nel museo di Casal de' Pazzi, costruito sopra l'alveo di un fiume di duecentomila anni fa, la suggestione del paesaggio antico trova un'eco particolare.

Maria Moramarco, la voce dell'Alta Murgia

Maria Moramarco è una cantante di Altamura, custode del canto popolare dell'Alta Murgia barese, cresciuta in una famiglia di cantori e impegnata da oltre quarant'anni nella ricerca e nella riproposta dei canti della sua terra.

La ricerca negli anni Settanta

Nel 1976, con il gruppo Petilia, dal nome antico di Altamura, si occupa di ricerca e studio delle tradizioni popolari: catalogazione delle edicole sacre del territorio, seminari sulla civiltà contadina, la messa in scena di U' trainirre, atto unico di Francesco Fiore. Nel 1977 fonda con Salvatore Livrieri e Michele Lorusso il Canzoniere Altamurano, per raccogliere materiale sonoro da archiviare e riproporre in concerto.

La RAI e Otello Profazio

Nel 1978 incontra la giornalista Bianca Tragni, con la quale nasce una serie di trasmissioni per la sede regionale della RAI, fra cui I Canti della Murgia, con la regia di Raffaele Nigro, poi realizzati anche in versione televisiva. Alla RAI regionale conosce il cantastorie calabrese Otello Profazio: ne nascono concerti, trasmissioni anche sulla rete nazionale e un'amicizia durata fino alla morte di lui. Con Profazio partecipa alla Penultima sagra dei cantastorie, al fianco di cantastorie come Franco Trincale e Nonò Salomone.

Gli Uaragniaun

Con Luigi Bolognese e Silvio Teot fonda il gruppo che dal 1991 si chiama Uaragniaun, nome preso dal Castello di Garagnone, nel territorio di Poggiorsini. Il gruppo rilegge in chiave critica i canti inediti della Murgia barese raccolti sul campo da Moramarco. Nel 2000 l'album Skuarrajazz riceve il premio della critica discografica tedesca nella categoria Folklore e World Music. Negli anni gli Uaragniaun collaborano con Ambrogio Sparagna, Daniele Sepe, Riccardo Tesi, Otello Profazio, Tullio De Piscopo e con il regista Ermanno Olmi.

I dischi a suo nome

Nel 2008 pubblica il libro Paràule, che raccoglie gran parte dei testi recuperati nella sua ricerca. Nel 2018 esce Cillacilla, primo album a suo nome, con i musicisti degli Uaragniaun; nel 2022 Stella Ariènte, per l'etichetta VisAge Music. Nel 2023 firma testi e musiche con Luigi Bolognese e altri musicisti per il docufilm Il grano il cielo il filo spinato di Gianfranco Pannone e Valerio Burli. Nel 2025, con Fabio Mina e Francesco Savoretti, pubblica il disco Pietrafonie.

Una voce riconosciuta

Le presentazioni dei suoi concerti la indicano come una delle figure più importanti del canto popolare del Sud Italia: una voce radicata nella frequentazione dei vecchi cantori contadini della Murgia, di cui è diventata custode. Ha insegnato lingue nella scuola prima di dedicarsi interamente alla musica.

Luigi Bolognese e Antonio Chiarappa

Luigi Bolognese è chitarrista, arrangiatore e direttore artistico del festival Suoni della Murgia, compagno di strada di Maria Moramarco dal 1978.

Dal rock progressivo al canto popolare

Cresciuto in una famiglia musicale, fra il pianoforte, la chitarra, il mandolino e il banjo dei nonni, nel 1974 fonda con Silvio Teot il gruppo di rock progressivo Murgia. Nel 1978, dopo aver conosciuto Maria Moramarco, entra nel Canzoniere Altamurano; pochi mesi dopo nasce il gruppo Ballalaico, diventato Uaragniaun nel 1991. Nelle produzioni del gruppo e nei dischi di Moramarco cura elaborazioni e arrangiamenti partendo dai materiali di tradizione.

I Suoni della Murgia

Nel 2000 crea ad Altamura la rassegna Fieri di Fiore, Tamborra Festival, dedicata al canto sociale a partire dall'esperienza del cantastorie Michele Tamborra. Dal 2003 la rassegna diventa itinerante nei comuni dell'Alta Murgia e prende il nome di Suoni della Murgia; dal 2014, per quattro anni, si svolge nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Nel 2022 l'associazione è fra i fondatori della rete nazionale dei festival di world music.

Antonio Chiarappa ai flauti

Ai flauti c'è Antonio Chiarappa, che completa il trio. Il comunicato della serata non riporta una sua biografia: lo si ascolta sul palco, dove i flauti dialogano con la voce e disegnano il vento del titolo.

Prove Aperte di Civiltà 2026, la rassegna del concerto

Prove Aperte di Civiltà è la rassegna di spettacolo dal vivo ideata e organizzata da Il NaufragarMèDolce con la direzione artistica di Chiara Casarico, giunta nel 2026 alla sesta edizione, dal 25 settembre al 17 dicembre.

Il teatro nei quartieri

La rassegna porta teatro, danza, musica e laboratori nei Municipi IV, VII, X e XI di Roma: fra le sedi, oltre al Museo di Casal de' Pazzi, il Centro Culturale Gabriella Ferri, il Teatro del Lido di Ostia, il Teatro Furio Camillo, il parco ex Meda, piazza Santa Maria Consolatrice. La direttrice artistica la descrive come un modo di vivere lo spettacolo dal vivo come spazio pubblico, dove incontrarsi, ridere, interrogarsi, ricordare.

Il cartellone

Il 25 settembre, proprio al Museo di Casal de' Pazzi, la rassegna si è aperta con Lottavano così come si gioca di Teatro Invito, con Luca Radaelli. In ottobre, oltre a Trame di vento e di voce, Maria Moramarco e I Suoni della Murgia portano anche Cumma Marie, Storie di donne; in programma ci sono poi Vengo anch'io di Teatro Invito, omaggio alla Milano di Jannacci, Gaber e Dario Fo, e la giullarata civile Misteri Buffoni e altre storie. A novembre Madri Costituenti è dedicato alle donne della Repubblica, e la nuova produzione della compagnia è Macbeth Machine.

Il NaufragarMèDolce

Il NaufragarMèDolce è un'associazione culturale attiva a Roma dal 1996, nata come compagnia teatrale indipendente; il nome viene dall'ultimo verso dell'Infinito di Leopardi. Negli anni ha organizzato rassegne come il Teatro in Cortile nelle case popolari delle periferie romane e il festival Agorà, dal 2012 fra le iniziative dell'Estate Romana. La scelta di portare un concerto di canto popolare pugliese in un museo di periferia è pienamente nel suo stile.

Il Museo di Casal de' Pazzi: un fiume di duecentomila anni fa

Il Museo di Casal de' Pazzi conserva, su un'area di circa 400 metri quadrati, una porzione dell'alveo di un antico fiume che circa 200.000 anni fa scorreva proprio dove oggi sorge il museo.

La scoperta del 1981

Nel 1981, durante i lavori di urbanizzazione del quartiere, la benna di una ruspa affondò in un deposito geologico del Pleistocene medio. La Soprintendenza Archeologica di Roma fermò i lavori e avviò uno scavo, diretto da Anna Paola Anzidei, che durò fino alla metà degli anni Ottanta e interessò oltre 1200 metri quadrati.

Cosa c'era nel fiume

Il giacimento era un tratto del letto di un fiume sulla riva destra dell'Aniene, colmato nel tempo da ghiaie e sabbie di origine vulcanica. Furono raccolti circa 2.200 resti ossei, oltre 1.500 reperti litici e un frammento di cranio umano, un parietale, trovato nel livello più basso, quasi sul fondo del bacino. Le ossa appartenevano soprattutto a grandi mammiferi: l'elefante antico (Elephas antiquus), l'ippopotamo, l'uro, il cervo, il rinoceronte, oltre a uccelli acquatici.

L'elefante, simbolo del sito

L'animale diventato simbolo del museo è l'elefante antico, rappresentato soprattutto da zanne: 25 intere e una cinquantina frammentarie, oltre a 60 molari interi e 120 frammentari. Una barriera naturale di tufo litoide, roccia prodotta dal vulcano dei Colli Albani circa 360.000 anni fa, aveva trattenuto in un punto preciso del fiume zanne e ossa di grandi dimensioni, incastrate fra i blocchi.

Gli strumenti dell'uomo

L'industria litica è quasi tutta ricavata da ciottoli di selce, in parte provenienti da affioramenti lontani fino a 50 chilometri. Prevalgono strumenti tipici del Paleolitico medio: raschiatoi, denticolati, intaccature. Un frammento di osso di elefante fu modificato intenzionalmente e usato come strumento.

Da cantiere a museo

Per salvare il sito si arrivò a una variante del Piano Regolatore, con lo spostamento parziale della strada, che permise di conservare circa 300 metri quadrati di deposito. Nel 1996 la Soprintendenza affidò l'area al Comune di Roma; la grande copertura fu completata nel 2000. Dal 2007 l'area esterna è diventata un giardino con piante tipiche del Pleistocene medio. Oggi il museo fa parte del sistema Musei in Comune di Roma Capitale.

Il murale Riflessi

Sul muro perimetrale esterno, lungo via Egidio Galbani, c'è il grande murale Riflessi dello street artist Jerico: un'opera contemporanea che dialoga con il deposito preistorico custodito all'interno.

Ponte Mammolo, Rebibbia e la valle dell'Aniene

Il Museo di Casal de' Pazzi è nel quadrante nord est di Roma, nel Municipio IV, fra Ponte Mammolo, Rebibbia e la valle dell'Aniene.

Una terra di cave e fossili

Dalla metà dell'Ottocento questo territorio era occupato da grandi cave di materiali da costruzione per la città in espansione, e i geologi e i paleontologi vi raccoglievano numerosi fossili. Le località di quei ritrovamenti erano Ponte Mammolo, Monte delle Gioie, Sedia del Diavolo, Saccopastore, Ripa Mammea: nessuno di quei siti è sopravvissuto all'espansione della città. Casal de' Pazzi è l'unico ancora visibile.

Il fiume di oggi

Poco lontano scorre l'Aniene, il fiume che dà il nome alla Riserva Naturale Valle dell'Aniene, uno dei polmoni verdi del quadrante nord est. Il legame fra il fiume antico del museo e quello attuale è evidente anche sulla mappa.

Verso la Nomentana

Scendendo verso il centro, lungo la Nomentana, si incontra il Mausoleo di Santa Costanza, uno dei monumenti tardoantichi più belli di Roma. Più vicino, al parco Nomentano, si tiene l'Aniene Festival.

Come arrivare al Museo di Casal de' Pazzi

Il Museo di Casal de' Pazzi è in via Egidio Galbani 6, nel quartiere Ponte Mammolo; il parcheggio del museo ha l'ingresso da via Adolfo Marco Boroli.

In metropolitana e autobus

Il quadrante di Ponte Mammolo e Rebibbia è servito dalla linea B della metropolitana, che collega la zona con Termini, il Colosseo e la Piramide. Dalle stazioni della B si prosegue in autobus o a piedi; il percorso più comodo dal proprio punto di partenza si calcola con il travel planner dell'azienda dei trasporti di Roma. Per il ritorno dopo il concerto delle 21 controllate l'orario dell'ultima corsa.

In auto

In auto la zona si raggiunge dalla Tiburtina o dal Grande Raccordo Anulare. Il museo indica un parcheggio con ingresso da via Adolfo Marco Boroli: è la soluzione più pratica per una serata in periferia.

In taxi

Per chi viene dal centro o da lontano, il taxi fino a via Egidio Galbani è una soluzione tranquilla, soprattutto al ritorno.

Ingresso e prenotazione

Per Trame di vento e di voce le condizioni di ingresso e di prenotazione sono indicate da Il NaufragarMèDolce, che organizza la rassegna Prove Aperte di Civiltà.

Ingresso libero o prezzi popolari

La rassegna prevede per la maggior parte degli appuntamenti l'ingresso libero, e per alcuni spettacoli un biglietto a prezzi accessibili. Per questa serata conviene controllare sul sito ufficiale ilnaufragarmedolce.it o chiamare il 351 9073887.

La prenotazione

Gli organizzatori raccolgono le prenotazioni online, sul canale indicato nel sito ufficiale della compagnia. In uno spazio museale i posti non sono infiniti, e la prenotazione è il modo più sicuro per non restare fuori.

I contatti

Il NaufragarMèDolce risponde anche all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it e sui propri canali social.

Come organizzare la serata

Il concerto comincia alle 21: arrivare verso le 20.30 permette di parcheggiare, trovare posto e guardare con calma il murale Riflessi sul muro esterno.

Visitare il museo di giorno

Il Museo di Casal de' Pazzi, negli orari ordinari, si visita con prenotazione obbligatoria al numero 060608: è aperto dal martedì al venerdì dalle 9 alle 14, sabato e domenica dalle 10 alle 14, chiuso il lunedì. Chi vuole vedere il deposito e i reperti con calma può tornarci in un altro giorno, magari con una visita guidata.

Il Pleistocene da toccare

Per tutto il 2026 il museo propone Il Pleistocene da toccare, una visita guidata tattile e sensoriale con operatori specializzati, disponibile su richiesta. È un'iniziativa pensata per le persone con disabilità visiva, ma interessante per tutti.

Accessibilità

La Sovrintendenza Capitolina dichiara l'obiettivo di garantire l'accesso al proprio patrimonio al pubblico più ampio possibile. Per esigenze specifiche durante il concerto, conviene contattare prima l'organizzazione.

Con i bambini

Un concerto acustico serale è adatto a ragazzi abituati ad ascoltare musica. Per i più piccoli il museo, con le zanne dell'elefante antico, è un'esperienza straordinaria di giorno: vale la pena tornarci per una visita.

Dove mangiare nei dintorni

Intorno a Ponte Mammolo e Rebibbia l'offerta è quella dei quartieri residenziali di Roma: pizzerie, trattorie di quartiere, bar e rosticcerie.

Prima del concerto

Con l'inizio alle 21 c'è tempo per una cena veloce in una pizzeria della zona o lungo la Tiburtina. Per una serata di canto pugliese, l'ideale sarebbe una cucina del Sud: focacce, orecchiette, taralli.

Dopo il concerto

All'uscita, i quartieri vicini di Monte Sacro e Talenti offrono più scelta per un dopocena.

Altri luoghi della cultura in zona

Nel quadrante nord est la stagione culturale è vivace: a Pietralata il DAF ospita Territori Creativi, rassegna di danza e arti performative, e più verso il centro il parco di Villa Torlonia è una meta perfetta per una mattina di visite.

Ottobre a Roma, il mese dei concerti di quartiere

A inizio ottobre Roma ha serate ancora miti, e le rassegne di periferia come Prove Aperte di Civiltà portano musica e teatro fuori dal centro storico.

Il clima

Il 9 ottobre la sera è fresca ma non fredda: una giacca leggera basta. Il concerto si tiene negli spazi del museo, al riparo.

La rassegna continua

Prove Aperte di Civiltà prosegue fino al 17 dicembre in altri spazi dei Municipi IV, VII, X e XI: chi scopre il concerto di Moramarco può seguire gli altri appuntamenti della rassegna, molti dei quali a ingresso libero.

Una curiosità su Trame di vento e di voce al Museo di Casal de' Pazzi — 9 ottobre 2026

La curiosità più bella su Trame di vento e di voce è l'incontro fra due Murge: il canto dell'altopiano di Altamura e un museo romano costruito intorno ai resti di uomini e animali del Pleistocene.

Altamura e la preistoria

Altamura, la città di Maria Moramarco e degli Uaragniaun, è celebre nel mondo anche per l'Uomo di Altamura, uno scheletro preistorico ritrovato in una grotta della Murgia. Il Museo di Casal de' Pazzi custodisce un frammento di cranio umano del Pleistocene medio, trovato nel livello più profondo del fiume antico. Il concerto porta così in un luogo di preistoria romana una voce che viene da un'altra terra di preistoria.

Un fiume sotto i piedi

Il museo è letteralmente costruito sopra il letto di un fiume che scorreva qui circa 200.000 anni fa, sulla riva destra dell'Aniene. Ascoltare canti di acqua, vento e partenze in un luogo nato da un corso d'acqua preistorico è una coincidenza che gli organizzatori hanno scelto con intelligenza.

Il nome del gruppo

Uaragniaun, il nome del gruppo di Moramarco e Bolognese, viene dal Castello di Garagnone, nel territorio di Poggiorsini, sulla Murgia: anche il nome del gruppo è un luogo del paesaggio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Trame di vento e di voce al Museo di Casal de' Pazzi — 9 ottobre 2026

Quello che pochi sanno è che il Museo di Casal de' Pazzi, nei giorni normali, si visita solo con prenotazione obbligatoria allo 060608 e chiude alle 14: il concerto delle 21 è un'occasione rara per entrarci di sera.

Un museo fuori dai percorsi

Il museo è lontano dai percorsi turistici, ha orari ridotti e si visita solo su prenotazione. È facile passarci davanti senza sapere cosa custodisce dietro il murale.

Il sito sopravvissuto

L'altra cosa che pochi dicono è che il deposito si è salvato per poco. Negli anni successivi allo scavo il giacimento fu protetto da una copertura provvisoria, e nel 2000, prima dei restauri, aveva subito atti di vandalismo e occupazioni abusive. Solo una variante del Piano Regolatore, con lo spostamento della strada, ha permesso di conservarne circa 300 metri quadrati.

Il valore di una serata

Portare qui un concerto significa far conoscere il museo a un pubblico nuovo. È esattamente lo scopo dell'avviso pubblico di Roma Capitale che sostiene la serata: lo spettacolo dal vivo fuori dal centro.

Il consiglio che ti do per visitare Trame di vento e di voce al Museo di Casal de' Pazzi — 9 ottobre 2026

Per Trame di vento e di voce il consiglio è prenotare subito, arrivare mezz'ora prima e, se potete, tornare al museo un altro giorno per una visita guidata al deposito.

Prenotate

Uno spazio museale ha una capienza limitata, e le serate gratuite o a prezzo popolare si riempiono in fretta. Scrivete o chiamate il NaufragarMèDolce appena decidete di andare.

Ascoltate prima

Prima della serata ascoltate Cillacilla o Stella Ariènte, i due album a nome di Maria Moramarco, o Skuarrajazz degli Uaragniaun, premiato dalla critica tedesca nel 2000. Riconoscere un canto a distesa quando arriva dal vivo è un piacere in più.

Lasciate il telefono in tasca

È un concerto acustico, di voce e flauti: il silenzio della sala fa parte della musica. Godetevelo senza schermi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto agli studiosi ma poco citato che il giacimento di Casal de' Pazzi è l'ultimo superstite di una serie di siti pleistocenici romani, tutti distrutti dall'espansione della città fra Ottocento e Novecento.

La Roma delle cave

Dalla metà dell'Ottocento la zona era segnata da grandi cave che fornivano materiali ai cantieri della capitale in crescita. Le cave, le nuove strade e le ferrovie mettevano in luce antiche stratigrafie, e geologi e paleontologi vi raccoglievano fossili prodotti dall'attività del vulcano dei Colli Albani.

I siti scomparsi

Ponte Mammolo, Monte delle Gioie, Sedia del Diavolo, Saccopastore, Ripa Mammea: nell'ordine di scoperta, sono le località dei grandi ritrovamenti. Saccopastore, in particolare, è un nome noto agli studiosi di preistoria. Nessuno di questi siti esiste più. Casal de' Pazzi è l'unica testimonianza ancora visibile di quel complesso territoriale, che ha ancora oggi pochi paragoni.

La seconda campagna

Nel giugno 2013, durante i lavori del giardino esterno, una ruspa ha intercettato di nuovo strati del deposito ancora in posto: ne è seguita una seconda breve campagna di scavo, con la responsabile per la preistoria della Soprintendenza, Anna de Santis. Gli studi sono ancora in corso.

La foto giusta da fare a Trame di vento e di voce al Museo di Casal de' Pazzi — 9 ottobre 2026

La foto giusta a Trame di vento e di voce si fa all'esterno, prima del concerto, davanti al grande murale Riflessi di Jerico, lungo via Egidio Galbani.

Il murale

Riflessi è un'opera di street art sul muro perimetrale del museo: di sera, con l'illuminazione della strada, si presta a una foto che racconta subito il carattere del luogo, un museo della preistoria in un quartiere contemporaneo.

Durante il concerto

In sala meglio evitare foto e video: un concerto acustico si disturba facilmente. Se proprio volete un ricordo, scattate una sola foto prima dell'inizio, con gli strumenti sul palco.

Di giorno

Chi torna per una visita diurna può fotografare le zanne dell'elefante antico nel deposito, previa verifica delle regole del museo: per le riprese fotografiche il sito ufficiale indica una procedura di autorizzazione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Circa 200.000 anni fa, dove oggi sorge il Museo di Casal de' Pazzi, scorreva un fiume che trascinava ossa di elefanti, ippopotami, uri e strumenti di pietra dei primi abitanti del territorio di Roma.

1981, la ruspa

Nel 1981 i lavori di urbanizzazione del quartiere intercettano il deposito. La Soprintendenza ferma il cantiere e comincia lo scavo, con la collaborazione di A.G. Segre per la geologia, P. Cassoli per la fauna, A. Bietti per l'archeologia e M. Ruffo sul cantiere.

Lo scavo degli anni Ottanta

Lo scavo, diretto da Anna Paola Anzidei e finanziato prima dal Comune di Roma e poi dal Ministero per i Beni Culturali, dura fino alla metà degli anni Ottanta: circa 2.200 resti ossei, oltre 1.500 strumenti in pietra, un frammento di cranio umano.

1996-2000, il museo

Nel 1996 la gestione passa al Comune di Roma, che si impegna a musealizzare l'area. Nel 2000 viene completata la grande copertura e il deposito viene restaurato.

2007-2013, il giardino e il nuovo scavo

Nel 2007 un accordo con il Municipio e il Servizio Giardini permette di allargare l'area esterna e di creare un giardino con piante del Pleistocene medio. Nel 2013 i lavori del giardino portano a una seconda campagna di scavo.

2026, la musica

Il 25 settembre 2026 il museo ha aperto la rassegna Prove Aperte di Civiltà; il 9 ottobre accoglie il canto dell'Alta Murgia.

Chi è passato da Trame di vento e di voce al Museo di Casal de' Pazzi — 9 ottobre 2026

Dal Museo di Casal de' Pazzi, prima ancora dei musicisti, sono passati gli studiosi che hanno ricostruito la preistoria di Roma: Anna Paola Anzidei, che diresse lo scavo, e con lei il geologo A.G. Segre, P. Cassoli e A. Bietti.

Gli studiosi

Lo scavo di Rebibbia e Casal de' Pazzi ha contribuito in modo considerevole alle conoscenze sulle fasi più antiche del popolamento umano nel territorio di Roma e della penisola. Nel 2013 la seconda campagna è stata seguita da Anna de Santis, responsabile per la preistoria della Soprintendenza.

Gli artisti

Sul muro esterno ha lavorato lo street artist Jerico, autore del murale Riflessi. Nel 2026 il museo ha ospitato Teatro Invito con Luca Radaelli e il suo spettacolo sulle canzoni di De André, Lolli, Guccini, Gaber e degli Stormy Six, in apertura della rassegna.

I musicisti della Murgia

Il 9 ottobre passano da qui Maria Moramarco, Luigi Bolognese e Antonio Chiarappa, portando a Roma un repertorio raccolto in decenni di ricerca fra i cantori contadini dell'Alta Murgia. E, attraverso di loro, anche un po' della storia degli Uaragniaun e degli artisti con cui hanno lavorato, da Otello Profazio a Ermanno Olmi.

Domande frequenti su Trame di vento e di voce

Quando si tiene Trame di vento e di voce a Roma?

Trame di vento e di voce si tiene venerdì 9 ottobre 2026 alle 21 al Museo di Casal de' Pazzi, in via Egidio Galbani 6 a Roma. È un concerto di Maria Moramarco, Luigi Bolognese e Antonio Chiarappa, prodotto da I Suoni della Murgia di Altamura.

Quanto costa il concerto al Museo di Casal de' Pazzi?

Il concerto al Museo di Casal de' Pazzi fa parte della rassegna Prove Aperte di Civiltà, che prevede per la maggior parte degli appuntamenti l'ingresso libero e per alcuni prezzi popolari. Le condizioni della serata si verificano su ilnaufragarmedolce.it o al numero 351 9073887.

Come si prenota Trame di vento e di voce?

Per Trame di vento e di voce le prenotazioni sono raccolte da Il NaufragarMèDolce, che organizza la rassegna: online sul canale indicato dal sito ufficiale, al telefono 351 9073887 o all'indirizzo info@ilnaufragarmedolce.it. In un museo i posti sono limitati.

Chi è Maria Moramarco?

Maria Moramarco è una cantante di Altamura, voce e fondatrice degli Uaragniaun, che da oltre quarant'anni raccoglie e ripropone il canto popolare dell'Alta Murgia barese. Ha pubblicato a suo nome Cillacilla, Stella Ariènte e Pietrafonie, e il libro Paràule.

Come si arriva al Museo di Casal de' Pazzi?

Il Museo di Casal de' Pazzi è in via Egidio Galbani 6, zona Ponte Mammolo, servita dalla metro B e da linee di autobus. In auto il parcheggio del museo ha l'ingresso da via Adolfo Marco Boroli.

Cosa si vede al Museo di Casal de' Pazzi?

Il Museo di Casal de' Pazzi conserva una parte dell'alveo di un fiume di circa 200.000 anni fa, con resti fossili di elefante antico, ippopotamo, uro e strumenti in selce del Paleolitico medio. Di giorno si visita con prenotazione obbligatoria allo 060608.

Che cos'è Prove Aperte di Civiltà?

Prove Aperte di Civiltà è la rassegna di spettacolo dal vivo de Il NaufragarMèDolce, diretta da Chiara Casarico, alla sesta edizione nel 2026: dal 25 settembre al 17 dicembre porta teatro, musica e laboratori nei Municipi IV, VII, X e XI di Roma.

Il consiglio finale su Trame di vento e di voce

Le serate migliori sono spesso quelle lontane dal centro, in luoghi che nessuno conosce. Una voce della Murgia, due strumenti, un museo costruito sopra un fiume preistorico: prenotate, arrivate presto, e poi tornate di giorno a vedere le zanne dell'elefante. Il Museo di Casal de' Pazzi merita la sua visita, e questa sera è il modo migliore per scoprirlo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento9 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoMuseo di Casal de' Pazzi, Via Egidio Galbani 6, 00156 Roma Roma Città

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