Lo Schiaccianoci al Nuovo Teatro Orione — 4 dicembre 2026
In breve. Lo schiaccianoci, il balletto natalizio di Čajkovskij, va in scena al Nuovo Teatro Orione venerdì 4 dicembre 2026, secondo il cartellone pubblicato sul sito ufficiale del teatro.
Lo schiaccianoci, il balletto natalizio di Čajkovskij, va in scena al Nuovo Teatro Orione venerdì 4 dicembre 2026, secondo il cartellone pubblicato sul sito ufficiale del teatro. L'indirizzo è via Tortona 7, 00183 Roma, nel quartiere Appio-Latino; il teatro dichiara di essere a pochi minuti dalla stazione Re di Roma, sulla linea A, e di avere un ampio spazio auto. Il sito non indica né l'ora d'inizio né il prezzo; l'immagine della card dello spettacolo indica come compagnia il Russian Classical Ballet, con la dicitura «Balletto di Mosca». I biglietti si acquistano dal pulsante presente nella card «lo schiaccianoci» su teatrorione.it; per domande si può telefonare alla segreteria (06 83546662) o scrivere a info@teatrorione.it. Per organizzare il tragitto dal vostro punto di partenza conviene consultare il calcolatore di percorso ATAC.

Lo schiaccianoci in via Tortona: quello che sappiamo
Per questa recita le informazioni ufficiali sono essenziali: titolo, data e collegamento per l'acquisto. Ecco il quadro, con l'indicazione di ciò che manca.
Data e orario
Venerdì 4 dicembre 2026, recita unica. L'orario non è pubblicato.
Indirizzo
Nuovo Teatro Orione, via Tortona 7, 00183 Roma, nel quartiere Appio-Latino, non lontano dalla fermata Re di Roma della metro A.
Compagnia
Russian Classical Ballet: l'immagine della card sul sito del teatro riporta «Balletto di Mosca» e «Russian Classical Ballet», lo stesso nome che compare nella pagina d'acquisto collegata. Nessuna fonte ufficiale aperta descrive però il cast o la coreografia: per questo non possiamo dirvi quali danzatori saliranno sul palco.
Prezzi
Non pubblicati sul sito del teatro. Si vedono al momento dell'acquisto.
Attenzione alle omonimie: due Schiaccianoci lo stesso giorno
A Roma, a dicembre, Lo schiaccianoci è in cartellone in più sale, e il 4 dicembre 2026 il titolo compare almeno due volte. Turismo Roma pubblica infatti anche uno Schiaccianoci al Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, dal 4 al 6 dicembre 2026, con la regia coreografica di Alessia Gatta, con Manuel Paruccini, 23 danzatori e ospiti internazionali: una versione contemporanea in cui Clara, nella notte di Natale, entra in un luna park abbandonato.
Come non sbagliare
Quello dell'Orione è uno spettacolo diverso, in via Tortona, con un'altra compagnia. Al momento dell'acquisto controllate sempre il nome della sala e l'indirizzo: chi vuole la rilettura contemporanea ambientata nel luna park deve scegliere il Brancaccio, chi cerca la sala con parcheggio interno vicino alla metro Re di Roma l'Orione.
Le altre versioni in città
Su estateromana.com trovate anche Lo schiaccianoci del Teatro dell'Opera di Roma, quello del Balletto di Roma al Teatro Olimpico e la versione della compagnia Almatanz al Teatro Ghione.
Dalla fiaba di Hoffmann al libretto di San Pietroburgo
All'origine del balletto c'è un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Schiaccianoci e il re dei topi, pubblicato nel 1815. Il libretto però non segue direttamente Hoffmann, giudicato troppo cupo e cruento, ma la versione più leggera che ne trasse Alexandre Dumas padre nel 1845, Histoire d'un casse-noisette.
La commissione
A volere il nuovo balletto fu Ivan Vsevoložskij, direttore dei Teatri imperiali russi, lo stesso che pochi anni dopo avrebbe promosso la rinascita del Lago dei cigni. Čajkovskij lo compose fra il 1891 e il 1892 come op. 71; secondo la sua biografia su Wikipedia, la commissione prevedeva che andasse in scena nella stessa serata dell'opera Iolanta.
Petipa e Ivanov
Marius Petipa, maestro dei balletti imperiali, fornì le indicazioni generali e affidò la realizzazione della coreografia al suo assistente Lev Ivanov, che firmò così lo spettacolo andato in scena.
La prima del 18 dicembre 1892
Lo schiaccianoci debuttò il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con la direzione musicale di Riccardo Drigo e la coreografia di Lev Ivanov. Wikipedia riporta che la serata non ebbe successo: un destino simile a quello del Lago dei cigni a Mosca, quindici anni prima.
Il primo cast
La Fata Confetto era Antonietta Dell'Era; Pavel Gerdt interpretava il Principe Coqueluche; Ol'ga Preobraženskaja era Colombina e in scena c'era anche Nikolaj Legat. Il ruolo di Clara fu affidato a una bambina della scuola di ballo del Mariinskij, una scelta che Aleksandr Gorskij, nel 1919, abbandonò affidando la parte a una danzatrice adulta.
Una riduzione per pianoforte troppo difficile
La riduzione per pianoforte della partitura fu preparata da Sergej Taneev, allievo e amico del compositore; risultò così ardua che Čajkovskij ne preparò una versione più semplice.
La trama in due atti
Il balletto è diviso in due atti, uno ambientato nella realtà di una casa borghese e uno nel mondo del sogno.
Primo atto: la vigilia di Natale
In una casa tedesca il signor Stahlbaum dà una festa. Lo zio Drosselmeyer arriva con doni e giochi di prestigio; Clara riceve uno schiaccianoci a forma di soldatino, che il fratello Fritz rompe e lo zio ripara. A mezzanotte Clara sogna una battaglia tra topi e soldatini: lo schiaccianoci affronta il Re dei topi, Clara lo aiuta lanciando la sua scarpetta, e il giocattolo, vittorioso, si trasforma in principe. L'atto si chiude con il Valzer dei fiocchi di neve.
Secondo atto: il Regno dei Dolciumi
Clara e il principe arrivano nel Regno dei Dolciumi, dove la Fata Confetto e il Principe Coqueluche danno una festa in onore della bambina. Si susseguono le danze del divertissement, il passo a due e il Valzer dei fiori; alla fine Clara e lo schiaccianoci vengono incoronati e partono su una slitta trainata da renne, prima dell'apoteosi finale.
Un'apoteosi con le api
Il finale originale, descritto da Wikipedia, si chiude con un'apoteosi in cui compare uno sciame di api: un dettaglio da confrontare con il finale scelto dalla compagnia che danza all'Orione, non descritto dalle fonti ufficiali.
I personaggi da riconoscere
Clara, che nella versione originale si chiamava Marie, è la protagonista; Fritz è il fratello dispettoso; Drosselmeyer lo zio prestigiatore che mette in moto la vicenda. Sul fronte fantastico ci sono lo schiaccianoci, il Re dei topi, la Fata Confetto e il Principe Coqueluche.
Clara, Marie, Masha
Il nome della bambina ha cambiato forma molte volte: Wikipedia ricorda che in Hoffmann si chiamava Maria, che nel libretto russo era Marie e che in Russia, dopo la Prima guerra mondiale, divenne Masha per ragioni patriottiche.
Drosselmeyer
Lo zio è il personaggio che collega i due mondi: porta il regalo nel primo atto, ripara lo schiaccianoci rotto da Fritz e mette così in moto il sogno di Clara. All'Orione la lettura scelta dalla compagnia non è descritta, quindi il peso del suo ruolo sarà una delle scoperte della serata.
La celesta e le pagine più famose
La partitura dello Schiaccianoci contiene alcuni dei brani più ascoltati di tutta la musica per balletto. Il più riconoscibile è la danza della Fata Confetto, nella seconda variazione del passo a due, dove domina il timbro cristallino della celesta.
Uno strumento scoperto a Parigi
Čajkovskij aveva ascoltato la celesta a Parigi e la impiegò in alcuni passaggi del secondo atto; non fu il primo a usarla, perché Charles-Marie Widor l'aveva già adoperata nel 1880, e lo stesso Čajkovskij la inserì anche nel poema sinfonico Il Voevoda, op. 78.
Valzer dei fiori e Trepak
Fra le pagine più note figurano il Valzer dei fiori e il Trepak, la danza russa del divertissement. Insieme alla danza della Fata Confetto hanno avuto una vita autonoma in sala da concerto, grazie alla suite.
La suite op. 71a
Il compositore ricavò dal balletto una suite di circa venti minuti, con lo stesso organico orchestrale, e la diresse a San Pietroburgo il 7 marzo 1892, con esito trionfale, prima ancora del debutto scenico. Le fonti non concordano sulla cronologia: la stessa voce enciclopedica colloca la preparazione della suite nell'agosto 1892, cioè dopo quel concerto.
Le versioni che hanno fatto la storia
Come il Lago dei cigni, anche Lo schiaccianoci deve molta della sua fortuna alle riletture del Novecento. Nel 1919 Aleksandr Gorskij lo rimontò per il Bol'šoj affidando Clara a una danzatrice adulta; seguirono le versioni di Lopukhov nel 1929, di Vasilij Vainonen per il Kirov di Leningrado nel 1934 e di Jurij Grigorovič per il Bol'šoj nel 1966.
Europa e Stati Uniti
In Europa occidentale il balletto debuttò a Londra, al Sadler's Wells, nel giugno 1934, con la coreografia di Ivanov; in Italia arrivò alla Scala nel 1938 con la coreografia di Margherita Froman. Negli Stati Uniti lo portò Willam Christensen con il San Francisco Ballet nel 1944, mentre George Balanchine, nel 1954, lo divise in due parti, la realtà e il sogno, per il New York City Ballet.
La Scala, quattro anni dopo Londra
Il debutto italiano alla Scala, nel 1938, arrivò quattro anni dopo quello londinese. La coreografia era firmata da Margherita Froman.
Il cinema
Il balletto è entrato anche nel cinema: dalla Fantasia di Walt Disney al film di Emile Ardolino sulla versione di Balanchine (1993), fino allo Schiaccianoci di Andrej Končalovskij (2010) e a Lo schiaccianoci e i quattro regni di Lasse Hallström (2018). Nel 1988 il settimanale Topolino ne pubblicò perfino una parodia con Minni, a ruoli invertiti fra lo schiaccianoci e il Re dei topi.
L'ultimo balletto di Čajkovskij
Lo schiaccianoci è il terzo e ultimo balletto del compositore, dopo Il lago dei cigni, andato in scena a Mosca nel 1877, e La bella addormentata, iniziata nel 1888. Quando il sipario si alzò al Mariinskij, nel dicembre 1892, a Čajkovskij restava meno di un anno di vita: morì a San Pietroburgo il 6 novembre 1893, ufficialmente di colera, anche se è stata avanzata pure l'ipotesi del suicidio.
Gli anni della maturità
Erano gli anni della Sesta sinfonia, la Patetica, e di una notorietà ormai internazionale: Wikipedia ricorda la tournée negli Stati Uniti in cui il compositore diresse anche i concerti inaugurali della nuova Carnegie Hall di New York. Si era chiusa da poco, nel 1890, la lunga corrispondenza con Nadežda von Meck, la mecenate che lo aveva sostenuto dal 1877 senza mai incontrarlo.
La serata con Iolanta
La commissione del 1891 prevedeva un programma doppio: l'opera Iolanta e il balletto nella stessa sera. Il balletto, nella versione originale, dura circa novanta minuti.
Dicembre all'Orione: il cartellone delle feste
Lo schiaccianoci fa parte di un mese denso per la sala di via Tortona. Il cartellone del sito ufficiale mette in fila, a dicembre 2026, Il lago dei cigni il 2, Lo schiaccianoci il 4, Next Stop Christmas l'11 (con la dicitura «presto in vendita»), Da quei ragazzi dal 18 al 20 e, dal 26 dicembre, il ritorno del musical Forza venite gente su Francesco d'Assisi.
Due balletti di Čajkovskij nella stessa settimana
Per chi ama la danza classica, il 2 e il 4 dicembre offrono la possibilità di vedere a distanza di due giorni il primo e l'ultimo dei balletti di Čajkovskij nella stessa sala. Secondo le immagini delle due card sul sito del teatro, Il lago dei cigni è affidato alla compagnia European Classical Ballet e Lo schiaccianoci al Russian Classical Ballet.
La sala di via Tortona
Il Nuovo Teatro Orione è una sala con platea e galleria nata negli anni Cinquanta. Il sito ufficiale la definisce il quarto teatro di Roma per capienza e ne elenca i posti, 548 in platea e 428 in galleria; altrove indica una capienza complessiva di 980 posti, una cifra che non coincide del tutto con la somma dei due settori, pari a 976.
La direzione e il progetto
Dal 2024 il teatro è diretto da Carlo Oldani, Claudio Romano Politi e Gabriele Figus. Il sito parla di una mentalità «giovane ed audace» della nuova direzione e annuncia per la struttura una forte rivalutazione, con l'obiettivo di arrivare in due anni ad almeno due grandi allestimenti prodotti in proprio, a un concerto al mese e a collaborazioni con licei e scuole.
Servizi e attività
Oltre agli spettacoli in cartellone il teatro si affitta per eventi, ospita il corso di recitazione Attori in corso e indica fra i partner Education First, The Social Hub, This Unique e Scena Factory. L'impianto audio è un Funktion One modellato sulla sala; il sito mette in evidenza anche più di 2.700 recensioni su Google, fra cui quelle che lodano poltrone, acustica, parcheggio interno e prezzi contenuti.
Una curiosità sul Nuovo Teatro Orione
Il foyer dell'Orione non è soltanto uno spazio di attesa. Nella stagione 2024/2025, la prima della nuova direzione, l'atrio fu ripensato come Scena, un social club aperto il lunedì, il martedì e il mercoledì con una programmazione di arte, musica, talk e performance, fra cui un podcast registrato dal vivo intitolato Unboxing, secondo la presentazione pubblicata da European Affairs.
L'aperitivo settimanale
Turismo Roma, nella scheda dedicata al teatro, parla di un aperitivo con musica live una volta alla settimana nel grande foyer, che accoglie anche mostre ed eventi. Giorno e orario non sono pubblicati: chi vuole abbinare lo spettacolo a una sosta nel foyer può chiedere alla segreteria.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Nuovo Teatro Orione
Sul sito dell'Orione gli spettacoli non hanno una pagina di presentazione propria: ogni titolo è una card con immagine, data e pulsante d'acquisto. Per Lo schiaccianoci significa che il nome della compagnia, Russian Classical Ballet, si legge soltanto sull'immagine della card e nella pagina di vendita collegata, mentre coreografia e durata non si leggono sul sito del teatro. Chi vuole sapere di più sul cast prima di comprare deve aprire quella pagina o chiamare la segreteria.
Perché conviene telefonare
La segreteria, allo 06 83546662, è l'unico canale ufficiale per avere conferme su orario, durata, eventuali riduzioni per bambini e regole per il parcheggio. Alcuni portali di spettacoli riportano numeri diversi: fidatevi di quello pubblicato su teatrorione.it.
Il consiglio che ti do per visitare il Nuovo Teatro Orione
Se portate bambini, il mio consiglio riguarda la scelta del posto. Per un bambino la galleria ha il vantaggio di una vista libera sopra le teste, mentre in platea, nelle prime file, il palco è più vicino ma l'adulto davanti può coprire la scena. Arrivate presto: con il parcheggio interno indicato dal sito si evita la ricerca di un posto in strada in una sera di venerdì di dicembre, e resta il tempo per una sosta al bar del foyer.
Raccontare la storia prima
Il balletto non ha dialoghi. Raccontare ai bambini, prima di entrare, la storia della festa, della battaglia con i topi e del viaggio nel Regno dei Dolciumi li aiuta a seguire la scena e a riconoscere i personaggi quando compaiono. Un'altra idea è far ascoltare a casa, nei giorni precedenti, il Valzer dei fiori e la danza della Fata Confetto: ritrovarli in teatro, suonati per la scena, rende la serata più coinvolgente anche per chi non ha mai visto un balletto.
Il ritorno
Se tornate in metro, la fermata Re di Roma della linea A è a pochi minuti; per l'orario dell'ultima corsa controllate il sito ATAC prima della serata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'Orione sia stato un teatro televisivo lo ricordano in molti; si dice meno spesso quanto quel periodo sia stato lungo. Secondo la pagina storica del teatro, già negli anni Settanta la sala veniva usata come teatro di posa per il cinema, con film come La pretora di Lucio Fulci; negli anni Novanta, abbandonata definitivamente la programmazione cinematografica, ospitò allestimenti televisivi, con ampio spazio alla rete Mediaset.
Dal set al palcoscenico
Per lunghi periodi, quindi, il palco di via Tortona ha lavorato per le cineprese e le telecamere oltre che per il pubblico in sala. Il ritorno a una programmazione con biglietto, cartellone e stagione, rivendicato dalla nuova gestione, è anche un ritorno alle origini del teatro, nato negli anni Cinquanta per opera, operetta e danza.
La foto giusta da fare al Nuovo Teatro Orione
Lo scatto da portare a casa è quello del sipario ancora chiuso, ripreso dal centro della galleria con la platea che si riempie: rende l'attesa di una serata di dicembre e la scala di una sala con quasi mille posti. Per i bambini, una foto nel foyer prima dell'inizio, con il biglietto in mano, è il ricordo più semplice del primo balletto.
Durante lo spettacolo
Il sito non pubblica il regolamento su foto e video in sala; prima di fotografare a sipario aperto chiedete al personale, ricordando che flash e schermi accesi disturbano danzatori e pubblico.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo comincia molto prima del teatro. Il quartiere Appio-Latino, secondo Wikipedia, porta il nome di due delle strade più antiche di Roma: la via Latina, frequentata già in età protostorica, e la via Appia, decretata nel 312 a.C.
Acquedotti e medioevo
Nei secoli fra il 144 a.C. e il 212 d.C. l'area dell'attuale via del Mandrione vide sorgere cinque acquedotti. Dopo le guerre greco-gotiche del VI secolo la zona si spopolò, e nel 1122 papa Callisto II fece costruire l'Acqua Mariana per irrigare l'Agro lateranense, cioè le terre intorno alla basilica di San Giovanni in Laterano.
Il Novecento
Fra il 1895 e il 1934 si costruirono le case popolari dell'Alberone, tra i primissimi insediamenti operai di Roma; negli anni Sessanta fu abbandonato il Borghetto Latino, la baraccopoli lungo la via Latina. Il teatro nasce in quel dopoguerra, negli anni Cinquanta, e nel 1980 arriva la metro con la stazione Re di Roma.
Il rilancio del 2024
L'ultima svolta è recente: il 19 settembre 2024 la nuova direzione ha aperto la stagione Oltre, Nuovi confini, con 14 titoli in cartellone, 4 dei quali produzioni originali, e più di 150 artisti, secondo European Affairs. Nelle stagioni successive il cartellone ha continuato ad alternare musical, concerti, comicità e danza, come mostra la programmazione 2026/2027 pubblicata sul sito.
Chi è passato dal Nuovo Teatro Orione
Due nomi della commedia italiana compaiono nella pagina storica del teatro, che negli anni Ottanta ospitò le prove dei loro grandi allestimenti. Ugo Tognazzi, nato a Cremona nel 1922 e morto a Roma nel 1990, aveva cominciato nella rivista con la compagnia di Wanda Osiris e formato con Raimondo Vianello la coppia del varietà televisivo Un due tre, dal 1954 al 1959. Gigi Proietti, romano, nato e morto il 2 novembre, nel 1940 e nel 2020, aveva portato in scena nel 1976 A me gli occhi, please e nel 2003 diede vita al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese.
Danza, marionette e cinema
Prima di loro, negli anni Cinquanta, la sala aveva ospitato le serate di danza della ballerina Ivana Gattei, e negli anni Sessanta i Piccoli di Podrecca, le marionette del teatro fondato da Vittorio Podrecca nel 1914. Negli anni Settanta vi lavorarono per il cinema Edwige Fenech e Oreste Lionello.
Un film con due gemelle
La pretora, il film del 1976 di Lucio Fulci citato dal teatro fra quelli girati nella sala, vedeva Edwige Fenech nel doppio ruolo delle gemelle Viola e Rosa Orlando, con Oreste Lionello e Gianni Agus nel cast.
Oggi
Nella stagione 2026/2027 il cartellone porta in via Tortona, fra gli altri, Michele Mezzanotte con Tutto ok e Morgan Jay con La dolce vita tour.
Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni
Via Tortona è il punto di partenza per luoghi molto diversi. A sud il quartiere si apre verso la valle della Caffarella, parte del Parco regionale dell'Appia Antica, dove sorge la chiesa di Sant'Urbano alla Caffarella, citata da Wikipedia fra i monumenti dell'Appio-Latino. A nord, oltre le Mura Aureliane, c'è l'area di San Giovanni.
Nomi di strade da leggere
Passeggiando nel quartiere conviene fare caso alle targhe. Wikipedia spiega che molte vie dell'Appio-Latino ricordano città e regioni del mondo antico, altre storici come Cesare Baronio, Teodoro Mommsen e Gino Capponi; via dei Cessati Spiriti deve il nome ai malandrini che un tempo infestavano la zona, via di Ponte Lungo alla lunghezza del ponte ferroviario, via della Caffarelletta all'omonima tenuta. L'Alberone, infine, prende il nome da un leccio secolare abbattuto nel 1980-81.
Un'idea per un sabato
Chi arriva da fuori Roma per la recita del venerdì può dedicare la mattina seguente a una passeggiata nella Caffarella, raggiungibile dal quartiere; per percorsi e accessi al parco consultate le indicazioni dell'Ente Parco dell'Appia Antica.
Re di Roma, la stazione del teatro
La fermata della metro più vicina al teatro, secondo il sito dell'Orione, è Re di Roma, sulla linea A. La stazione fu aperta il 16 febbraio 1980, quando entrò in servizio la prima tratta della linea, fra Anagnina e Ottaviano. È sotterranea, con i due binari in gallerie separate e un mezzanino superficiale collegato da scale fisse e mobili.
Mosaici d'autore
Chi passa dall'atrio può vedere alcuni mosaici realizzati per il premio Artemetro Roma da François Morellet e Carla Accardi: un piccolo museo d'arte astratta prima di arrivare in via Tortona.
Quando chiude San Giovanni
In occasione dei grandi eventi davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano, quando la fermata San Giovanni viene chiusa, Wikipedia ricorda che è proprio Re di Roma a sostituirla: un'informazione utile se la serata coincide con una manifestazione in piazza.
Informazioni pratiche
- Spettacolo: Lo schiaccianoci, balletto su musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
- Data: venerdì 4 dicembre 2026.
- Orario e durata: non pubblicati.
- Compagnia: Russian Classical Ballet, secondo l'immagine della card sul sito del teatro.
- Sede: Nuovo Teatro Orione, via Tortona 7, 00183 Roma.
- Biglietti: pulsante d'acquisto nella card dello spettacolo su teatrorione.it; prezzo non pubblicato.
- Contatti ufficiali: 06 83546662, info@teatrorione.it.
- Trasporti: linea A, stazione Re di Roma; spazio auto del teatro; itinerario personalizzato con il calcolatore ATAC.
Domande frequenti su Lo schiaccianoci
Quando si balla Lo schiaccianoci all'Orione?
Venerdì 4 dicembre 2026, in una sola recita, secondo il cartellone del sito ufficiale del Nuovo Teatro Orione. L'ora d'inizio non è pubblicata sul sito; la si trova di norma sulla pagina di vendita collegata alla card dello spettacolo, oppure chiedendo alla segreteria del teatro allo 06 83546662 nei giorni precedenti.
Quale compagnia danza?
Il Russian Classical Ballet, presentato come Balletto di Mosca nell'immagine della card sul sito del teatro; lo stesso nome compare nella pagina d'acquisto collegata. Cast e coreografia non sono pubblicati. Per una conferma prima dell'acquisto conviene rivolgersi direttamente alla segreteria del teatro.
Quanto costa il biglietto?
Il prezzo non è pubblicato sul sito del Nuovo Teatro Orione. Si conosce al momento dell'acquisto, che parte dal pulsante nella card «lo schiaccianoci» su teatrorione.it. Se vi interessano eventuali riduzioni per bambini, famiglie o gruppi, chiedete alla segreteria prima di comprare, perché le condizioni non sono indicate sul sito.
È lo stesso spettacolo del Teatro Brancaccio?
No. Turismo Roma pubblica uno Schiaccianoci al Teatro Brancaccio di via Merulana 244 dal 4 al 6 dicembre 2026, con la regia coreografica di Alessia Gatta e Manuel Paruccini fra gli interpreti, in una versione contemporanea. Quello dell'Orione è un altro spettacolo, in via Tortona 7, il solo 4 dicembre: controllate il nome della sala quando comprate.
Lo schiaccianoci è adatto ai bambini?
È la fiaba di una bambina, Clara, che la notte di Natale sogna una battaglia fra topi e soldatini e un viaggio nel Regno dei Dolciumi, ed è uno dei balletti più legati alle feste. Il teatro non pubblica età minima né durata: nella versione originale il balletto dura circa novanta minuti, ma ogni compagnia può proporre tagli o intervalli diversi.
Che cos'è la danza della Fata Confetto?
È la seconda variazione del passo a due del secondo atto, affidata alla Fata Confetto, la sovrana del Regno dei Dolciumi. La riconoscete dal suono della celesta, lo strumento che Čajkovskij aveva scoperto a Parigi e che usò per alcuni passaggi del secondo atto. È uno dei brani più celebri della partitura.
Da quale storia è tratto il balletto?
Dal racconto di E. T. A. Hoffmann Schiaccianoci e il re dei topi, del 1815, nella versione addolcita che ne fece Alexandre Dumas padre nel 1845. Il libretto si basa su Dumas perché l'originale di Hoffmann era considerato troppo cruento. La coreografia originale fu di Lev Ivanov, su indicazioni di Marius Petipa, per il Mariinskij di San Pietroburgo.
Quanto è grande la sala?
Secondo il sito ufficiale, l'Orione è il quarto teatro di Roma per capienza: 548 poltrone in platea e 428 in galleria, per un totale di 976, anche se un'altra sezione dello stesso sito indica 980 posti. Per uno spettacolo di danza la galleria permette di vedere dall'alto il disegno del corpo di ballo, la platea di stare più vicini ai solisti.
Come si raggiunge il teatro?
Secondo il sito del Nuovo Teatro Orione bastano pochi minuti a piedi dalla stazione Re di Roma, linea A, e chi viene in auto trova un ampio spazio riservato. Per il tragitto completo, compresi autobus e coincidenze da altre zone della città, il riferimento è il calcolatore di percorso ATAC.
Il consiglio finale su Lo schiaccianoci
Lo schiaccianoci all'Orione è un'occasione per chi cerca il balletto di Natale in una sala grande fuori dal centro storico, con parcheggio interno e metro a pochi minuti. Le informazioni ufficiali però sono poche: prima di comprare aprite la pagina d'acquisto collegata dal sito del teatro per leggere orario e prezzo, e in caso di dubbi telefonate alla segreteria. Fate attenzione all'omonimia con lo Schiaccianoci del Brancaccio negli stessi giorni, scegliete la galleria se portate bambini piccoli e raccontate loro la storia prima che si apra il sipario. Chi ama Čajkovskij può abbinare questa serata al Lago dei cigni, in programma nella stessa sala due giorni prima, il 2 dicembre.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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