Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all’11 ottobre 2026

La Manifestival 2026 si tiene alla Garbatella da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026, con dibattiti, proiezioni, laboratori, spettacoli, mostre e concerti organizzati dalla redazione del quotidiano il manifesto. Gli orari del festival sono venerdì 16-23, sabato 15.30-23 e domenica 10-22. I luoghi sono sei, tutti nel quartiere: Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano 8, Villetta Social Lab in via degli Armatori 3, Biblioteca Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3a, Casetta Rossa in via Giovanni Battista Magnaghi 14, Teatro Garbatella in piazza Giovanni da Triora 15 e Coworking Millepiani in via Nicolò Odero 13, a cui si aggiungono il locale Pulp in piazza Giovanni da Triora e il giardino del Lotto 14. Si arriva con la metro B, fermata Garbatella, oppure con i bus 716, 715, 792, 679 e 23, attivi fino alle 23.30 circa; dopo, la notturna N716. Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti; alcuni laboratori e le masterclass richiedono la prenotazione. Informazioni sul sito ufficiale del manifesto e all'indirizzo lamanifestival@ilmanifesto.it.

La Manifestival 2026 in breve: date, orari, luoghi

La Manifestival 2026 dura tre giorni, dal 9 all'11 ottobre, ed è la seconda edizione del festival del manifesto alla Garbatella. È gratuita, diffusa in otto spazi del quartiere e promossa da Roma Capitale nell'ambito di Roma Creativa 365.

Gli orari giorno per giorno

Il portale culturale di Roma Capitale pubblica tre fasce: venerdì 9 ottobre dalle 16 alle 23, sabato 10 dalle 15.30 alle 23, domenica 11 dalle 10 alle 22. La domenica è l'unica giornata con un programma anche al mattino, con la passeggiata nel quartiere e l'incontro con la redazione.

Ingresso e prenotazioni

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, ma i posti sono contingentati sala per sala: fino a 540 persone al Teatro Palladium, 240 al Teatro Garbatella, 200 alla Villetta Social Lab, alla Casetta Rossa, alla Biblioteca Moby Dick e al Pulp, 50 al Coworking Millepiani. Le masterclass sull'olio sono per 40 persone con prenotazione, il laboratorio di fumetto di Kalina Muhova per dieci. Il programma, avverte l'organizzazione, può subire variazioni.

Chi lo organizza

Il festival è curato dalla Società Cooperativa Editrice Il Nuovo Manifesto ed è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, come progetto vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il portale indica l'evento come accessibile.

Il tema del 2026: Sindrome americana

Il titolo della Manifestival 2026 è Sindrome americana: alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il festival mette al centro le politiche dell'amministrazione Trump e le loro conseguenze globali.

La presentazione ufficiale elenca i fili del programma: la crisi della democrazia statunitense, le retate dell'agenzia federale per l'immigrazione, la persecuzione dei movimenti antifascisti, le pressioni su Cuba. Il legame con la prima edizione, dedicata a Gaza, resta nel dibattito d'apertura con l'avvocata Diana Buttu e la scrittrice Adania Shibli. Uno sguardo al mondo multipolare arriva con l'incontro sulla Cina, e accanto alla geopolitica ci sono i temi di sempre del giornale: il lavoro, l'ecologia, l'intelligenza artificiale, il fumetto, la musica e il teatro.

La linea è dichiarata, come quella del quotidiano che organizza. Chi va alla Manifestival sa che cosa trova: un festival di parte, di sinistra, con una scaletta di ospiti di rilievo internazionale. Vale la pena anche per chi non legge il manifesto, per una ragione pratica: è raro, a Roma, sentire gratis in un pomeriggio un premio Pulitzer, una ex giudice dell'immigrazione di New York e due esponenti dei socialisti democratici americani.

Il programma di venerdì 9 ottobre

Venerdì 9 ottobre la Manifestival apre alle 16 al Teatro Palladium e chiude alle 21.30 con il concerto dei RÛM alla Casetta Rossa.

Laboratorio Palestina, ore 16

Il talk di apertura, al Teatro Palladium, è dedicato al contesto palestinese. Dopo i saluti di Massimiliano Fiorucci, rettore di Roma Tre, di Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, e della direzione del giornale, parlano l'avvocata Diana Buttu e la scrittrice Adania Shibli. Modera Chiara Cruciati, vicedirettrice del manifesto.

Il pomeriggio, fra le 17 e le 19

Alle 17 partono tre appuntamenti in parallelo. Alla Casetta Rossa la prima masterclass sull'olio extravergine con Valerio Cappio di Italia Olivicola. Alla Biblioteca Moby Dick il talk Tutta nostra la città, con Antonio Di Franco della Fillea Cgil, Carla Mastrantonio dello Spi Cgil e Angela Verdecchia della Rete degli studenti, moderati da Shendi Veli. Al Teatro Garbatella la proiezione di How to change the world, il documentario di Jerry Rothwell sulla nascita di Greenpeace nel 1971. Alle 17.45 alla Villetta Social Lab Andrea Carugati intervista Manuel Minervini, sindaco di Molfetta, nel talk Si può anche vincere.

La sera

Alle 18.30 al Palladium La persecuzione degli antifa, con lo storico Mark Bray e l'avvocata Antonia von der Behrens. Alle 18.45 alla Villetta Gaza, la sfida della solidarietà, con Martina Marchiò di Medici senza frontiere e la scrittrice Widad Tamimi, moderate dall'inviata Rai Lucia Goracci. Alle 19 al Teatro Garbatella L'età del fuoco: il direttore del manifesto Andrea Fabozzi e la direttrice di Greenpeace Chiara Campione ripercorrono la storia comune di due realtà nate nello stesso anno. Alle 20 al Palladium la doppia proiezione Visioni fuorilegge, con The Trials di Marta Massa e The Antifascists di Emil Ramos e Patrik Öberg; in contemporanea, al Pulp, la conversazione Stampa, satira e Tycoon con Fabrizio Tonello, Francesca Coin e il fumettista Tom Tomorrow. Alle 20.30 alla Villetta Ugo De Vita porta Elle come Luana, poemetto dedicato a Luana D'Orazio, l'operaia morta sul lavoro nel 2021 a Montemurlo. Alle 21.15 al Pulp Trump dopo Trump con Guido Moltedo e Mario Ricciardi; alle 21.30 alla Casetta Rossa il concerto dei RÛM, musica tradizionale di Smirne fra Grecia, Turchia e Balcani.

Il programma di sabato 10 ottobre

Sabato 10 ottobre la Manifestival comincia alle 15 al Lotto 14 con la presentazione della mostra fotografica In the name of the law, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, e chiude con il concerto di R.Y.F. e Fucksia alla Casetta Rossa.

Mostre, fumetto e laboratori

Alle 15 al Lotto 14 IACP, in via Vittorio Cuniberti 3, il fotografo Niccolò Filippo Rosso presenta il suo lavoro sui tribunali dell'immigrazione di Manhattan, con Roberto Gualtieri e la giudice Olivia Cassin; modera la photoeditor Veronica Daltri. Alle 15.30 alla Moby Dick si presenta la mostra 55 anni di manifesto, con Francesco E. Guida dell'Aiap e Tommaso Salvatori dell'Isia. Alle 16 al Teatro Garbatella Il fumetto delle donne, con Kalina Muhova, Rita Petruccioli e Zuzu, moderate da Maicol & Mirco. Alle 17 alla Casetta Rossa la seconda masterclass sull'olio. Alle 17.30, alla Villetta Social Lab, due laboratori: Trauma dumping a fumetti con Kalina Muhova, per ragazzi e adulti, e Salvare il mondo è una cosa da piccoli, il laboratorio per bambine e bambini di Maicol & Mirco.

Lavoro, energia, città

Alle 18.30 al Teatro Garbatella Una questione di qualità, sul lavoro agricolo e l'accesso al cibo, con Giovanni Mininni della Flai Cgil, Gennaro Sicolo di Italia Olivicola, Carlo Patacconi della cooperativa Agricoltura Nuova e Fabio Ciconte dell'associazione Terra!. Alla stessa ora alla Moby Dick Finanza civile, con Andrea Baranes di Banca Etica e Sara Capuzzo di ènostra. Alle 19 alla Villetta Spin Time e la guerra alle città, sul caso del palazzo occupato di Roma e sugli sgomberi del Leoncavallo e di Askatasuna, con il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

La sera

Alle 19.15 al Palladium Ice Invaders, con l'ex giudice dell'immigrazione di New York Olivia Cassin e Ron Gochez, cofondatore dell'organizzazione Unión del Barrio di Los Angeles. Alle 20 al Pulp Fratelli d'Europa con Francesco Strazzari, Gad Lerner e Micaela Bongi. Alle 20.45 alla Villetta la stand up comedy di Get up, stand up, con Carlotta Spallino, Horea Sas, Maura Bloom e Pierluca Mariti. Alle 21 al Pulp Illiberalismo: contagio globale con Ida Dominijanni, Luca Celada e Marlene Laruelle, e alla Casetta Rossa il concerto di R.Y.F. e Fucksia, rime militanti e suoni elettronici.

Il programma di domenica 11 ottobre

Domenica 11 ottobre la Manifestival comincia alle 10 con una passeggiata alla scoperta della Garbatella e chiude alle 21 con il concerto di Valentina Magaletti e upsammy alla Casetta Rossa.

La mattina

Alle 10, dalla Casetta Rossa, parte Alla scoperta di Garbatella, un giro fra i lotti con la docente di Roma Tre Francesca Romana Stabile e il giornalista Claudio D'Aguanno, fra architettura, storia, letteratura, cinema e sport. Alle 10.45 la redazione del manifesto commenta le prime pagine del giorno, e alle 11.30 si tiene l'assemblea aperta di lettori, collaboratori e giornalisti. Alle 12 alla Villetta la terza masterclass sull'olio; alle 13.15 alla Casetta Rossa Sospiri, pranzo in musica con il chitarrista Andrea Spiridigliozzi, fra jazz, bossa nova e musica popolare brasiliana.

Il pomeriggio

Alle 14.30 dal Teatro Palladium parte Centocinquantametri, quattro performance itineranti con Fabio Giorgi Alberti, Folwark, Grossi Maglioni, Myriam Laplante e Vieni Fortuna. Alle 16 al Palladium Usa, la democrazia alla fine, con lo scrittore premio Pulitzer Viet Thanh Nguyen e Dominic Hawkins della NAACP. Alle 16 alla Villetta l'ultima masterclass sull'olio, alle 16.15 Cuba sotto assedio con lo scrittore cubano Abel E. Prieto, la fondatrice del manifesto Luciana Castellina, Franco Cavalli di Medicuba Europa e Roberto Livi, moderati da Christophe Ventura di Le Monde diplomatique. Alle 16.30 al Coworking Millepiani il workshop su MeMa, l'intelligenza artificiale del manifesto. Alle 17.45 al Palladium Socialisti d'America, con Julia Salazar e Tiffany Cabán dei Democratic Socialists of America.

Teatro, conversazioni e musica

Alle 18 al Teatro Garbatella Motus riporta in scena in forma di reading Come un cane senza padrone, lo spettacolo del 2003 dalle pagine di Petrolio di Pasolini, con la voce di Emanuela Villagrossi. Dalle 18.15 alla Villetta si susseguono le conversazioni davanti a un bicchiere: Irregolari del pop con Francesco Brusco e Stefano Crippa, Il mio canto contro con Alessandro Portelli e Marco Boccitto, Le scoperte dell'America con Alberto Piccinini e Cristina Piccino. Alle 19 al Pulp Capitali al voto con Radio Popolare e il manifesto. Alle 19.30 al Palladium Futuro multipolare, sui rapporti fra Stati Uniti e Cina, con Mabel Lu Miao del Center for China and Globalization e Zou Jianren della Tsinghua University, moderati da Simone Pieranni. Alle 21 alla Casetta Rossa Valentina Magaletti e upsammy presentano Seismo, progetto nato al Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam.

Le mostre della Manifestival, da venerdì a domenica

Le mostre della Manifestival 2026 restano aperte per tutti e tre i giorni del festival, dal 9 all'11 ottobre, in tre spazi del quartiere e sui muri delle strade.

55 anni di manifesto

Giovani grafici hanno reinterpretato i 55 anni del quotidiano rispondendo a una open call: le loro opere sono stampate su manifesti affissi per le strade del quartiere. È la mostra che non ha orari, perché si vede camminando.

AZIONE! 40 anni di Greenpeace in Italia

Al Teatro Garbatella, dalle 16 alle 20.30, quattro decenni di campagne di Greenpeace in Italia raccontate per immagini, con al centro l'azione diretta nonviolenta.

In the name of the law

Nel giardino del Lotto 14, dalle 9 alle 18, le fotografie di Niccolò Filippo Rosso sui tribunali dell'immigrazione degli Stati Uniti. Rosso segue dal 2018 le migrazioni nelle Americhe; nell'estate del 2025 ha passato quasi ogni giorno nei tribunali dell'immigrazione di Manhattan.

Ognuno a casa sua e tutti su internet

Alla Villetta Social Lab, dalle 16 alle 21, gli Scarabocchi di Maicol & Mirco, il vignettista del manifesto, in mostra.

Chi organizza: la storia del manifesto

Il manifesto è un quotidiano nato a Roma: la rivista mensile uscì il 23 giugno 1969, il quotidiano il 28 aprile 1971. È pubblicato da una cooperativa i cui soci sono i giornalisti e i tecnici, tutti con lo stesso stipendio, e ha sede in via Bargoni 8.

Dalla rivista alla radiazione

La rivista nasce dalla componente più a sinistra del Partito comunista, diretta da Lucio Magri e Rossana Rossanda, con Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Luciana Castellina e Lidia Menapace fra i redattori del primo numero, che esce in 75.000 copie. Il secondo numero contiene l'editoriale Praga è sola, contro l'invasione della Cecoslovacchia. Il 24 novembre 1969 il Comitato centrale del PCI radia Rossanda, Pintor e Natoli con l'accusa di frazionismo; a Magri, Parlato e Castellina non viene rinnovata l'iscrizione.

Il quotidiano

Il 28 aprile 1971 il manifesto diventa quotidiano, con un'impaginazione a sei colonne di Giuseppe Trevisani che richiama L'Ordine Nuovo di Gramsci. Il primo direttore è Luigi Pintor. Il gruppo si presenta anche alle elezioni politiche del 1972, senza entrare in Parlamento, e nel 1974 confluisce nel PdUP per il comunismo. Il giornale, però, resta: e resta indipendente da ogni partito.

Crisi, raccolte, rinascite

La storia del manifesto è anche una storia di crisi superate grazie ai lettori. Nel 2006 una sottoscrizione raccoglie oltre 1.700.000 euro; nel 2008, con la campagna Fateci uscire, 1.800.000. Nel 2012 la cooperativa originaria va in liquidazione coatta e ne nasce una nuova. Il giornale è stato il primo quotidiano italiano con un sito internet, nel 1995. Dal 27 giugno 2023 lo dirige Andrea Fabozzi, con le vicedirettrici Micaela Bongi e Chiara Cruciati: tutti e tre sono sul palco della Manifestival.

Il manifesto e Greenpeace, 55 anni

Il programma del 9 ottobre ricorda che il manifesto e Greenpeace condividono l'anno di nascita, il 1971. È il filo che lega la proiezione di How to change the world, il talk L'età del fuoco e la mostra AZIONE!: un festival che festeggia i 55 anni del quotidiano mettendoli accanto a quelli del movimento ambientalista.

Gli ospiti principali della Manifestival 2026

Fra gli ospiti confermati dall'organizzazione ci sono Diana Buttu, Adania Shibli, Mark Bray, Antonia von der Behrens, Olivia Cassin, Ron Gochez, Viet Thanh Nguyen, Mabel Lu Miao, Zou Jianren, Maicol & Mirco, Zuzu, Kalina Muhova, Valentina Magaletti e upsammy, RÛM, Motus e Ugo De Vita.

Scrittori e studiosi

Viet Thanh Nguyen è presentato come scrittore premio Pulitzer; Adania Shibli è scrittrice; Mark Bray è storico e scrittore. Accanto a loro, nomi noti della cultura italiana come Alessandro Portelli, Gad Lerner, Ida Dominijanni e Luciana Castellina, che del manifesto fu fra i fondatori.

Fumetto, teatro, musica

Il fumetto è rappresentato da Zuzu, Kalina Muhova, Rita Petruccioli e Maicol & Mirco. Il teatro da Motus, la compagnia riminese, e da Ugo De Vita. La musica spazia dal rebetiko di Smirne dei RÛM al rap di R.Y.F. e Fucksia, fino alle percussioni e all'elettronica di Valentina Magaletti e upsammy.

Una curiosità su La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all'11 ottobre 2026

La curiosità è l'età dei due festeggiati. Il programma del 9 ottobre lo scrive in chiaro: il manifesto e Greenpeace condividono l'anno di nascita. Il quotidiano esce il 28 aprile 1971; nello stesso anno un gruppo di attivisti parte per protestare contro i test nucleari in Alaska, e da quell'azione nasce Greenpeace. La Manifestival li mette sullo stesso palco del Teatro Garbatella, con il direttore del giornale e la direttrice di Greenpeace, e dedica alla storia italiana dell'organizzazione una mostra fotografica di quarant'anni di campagne.

La seconda curiosità riguarda il nome della mostra sui 55 anni del giornale. Un quotidiano che si chiama il manifesto festeggia il compleanno con dei manifesti, affissi per le strade della Garbatella. Il gioco di parole è voluto, ed è la mostra più democratica del festival: la vede anche chi passa di lì per caso.

La terza riguarda un episodio celebre della storia del giornale. La mattina dopo le presidenziali americane del 2004, sulla base degli exit poll, il manifesto titolò Good morning America annunciando la vittoria di John Kerry. Vinse George W. Bush, e il giorno dopo il titolo fu Good night America, con le scuse ai lettori. Vent'anni dopo, il festival è dedicato proprio alla sindrome americana.

I luoghi della Manifestival alla Garbatella

La Manifestival 2026 si svolge in otto spazi della Garbatella, tutti raggiungibili a piedi uno dall'altro in pochi minuti, fra piazza Bartolomeo Romano, piazza Giovanni da Triora e le vie intorno.

Teatro Palladium

In piazza Bartolomeo Romano 8 si affaccia il Teatro Palladium, un tempo cinema rionale con il nome di Cinema Teatro Garbatella e oggi teatro dell'Università Roma Tre. È la sala più grande del festival, con 540 posti, e ospita i dibattiti principali.

Teatro Garbatella e Pulp

In piazza Giovanni da Triora 15 ci sono il Teatro Garbatella, 240 posti, con proiezioni, talk, lo spettacolo dei Motus e la mostra su Greenpeace, e il Pulp, dove si tengono le conversazioni davanti a un bicchiere. La piazza è nota al grande pubblico anche per la televisione: il Roma club Garbatella che vi si affaccia è stato usato per gli esterni della bottiglieria della serie I Cesaroni.

Villetta Social Lab, Casetta Rossa, Moby Dick, Millepiani

La Villetta Social Lab, in via degli Armatori 3, è il secondo cuore del programma, con talk, laboratori, stand up e mostre. La Casetta Rossa, spazio pubblico culturale autogestito in via Giovanni Battista Magnaghi 14, ospita i concerti serali e gli appuntamenti della domenica mattina. La Biblioteca Moby Dick, hub culturale in via Edgardo Ferrati 3a, e il Coworking Millepiani, in via Nicolò Odero 13, completano la mappa. Il giardino del Lotto 14, in via Vittorio Cuniberti 3, accoglie la mostra di Niccolò Filippo Rosso.

Una cosa che non ti dice nessuno su La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all'11 ottobre 2026

La cosa che nessuno dice è che gratuito non significa garantito. Ogni appuntamento ha un tetto di posti, dichiarato nel programma: 540 al Palladium, 240 al Teatro Garbatella, 200 alla Villetta, alla Casetta Rossa, alla Moby Dick e al Pulp, 50 al Millepiani. Per i talk più attesi, come quello con Viet Thanh Nguyen domenica alle 16 o il dibattito di apertura del venerdì, è ragionevole arrivare con mezz'ora di anticipo.

Seconda cosa: il programma è fitto di sovrapposizioni. Alle 17 di venerdì ci sono tre appuntamenti in contemporanea, alle 18.30 di sabato due, alle 16 di domenica tre. Il festival è costruito per chi si muove, non per chi resta seduto in una sola sala. La cosa buona è che le distanze fra i luoghi sono brevi; quella meno buona è che la Garbatella è un quartiere in salita, con scalinate e sampietrini. Scarpe comode.

Terza: le masterclass sull'olio e il laboratorio di fumetto per adulti sono su prenotazione, con 40 e 10 posti. Chi le vuole deve scrivere per tempo all'indirizzo del festival, lamanifestival@ilmanifesto.it, o seguire le indicazioni sul sito del manifesto. E il programma, lo scrive l'organizzazione stessa, può cambiare: il giorno prima conviene ricontrollarlo sul portale di Roma Capitale.

Come arrivare alla Manifestival alla Garbatella

La Manifestival 2026 si raggiunge con la metro B, fermata Garbatella, oppure con i bus 716, 715, 792, 679 e 23, in servizio fino alle 23.30 circa; dopo quell'ora c'è la linea notturna N716. Sono le indicazioni ufficiali dell'organizzazione.

In metropolitana

La linea B si prende a Termini, dove si incrocia con la linea A, in direzione Laurentina, e si scende a Garbatella. Chi arriva dalla linea C cambia a San Giovanni sulla A, poi a Termini sulla B. Dalla stazione si sale a piedi verso il quartiere storico e le due piazze del festival.

In autobus

Le linee indicate dal festival sono cinque: 716, 715, 792, 679 e 23. Per il ritorno dopo i concerti delle 21, che chiudono verso le 23, la notturna N716 è la linea da segnarsi.

In treno e in auto

La stazione Roma Ostiense, collegata alla linea B alla fermata Piramide, è comoda per chi arriva con i treni regionali o da Fiumicino. L'auto la sconsiglio: la Garbatella storica ha strade strette e parcheggi scarsi, e in un fine settimana di festival la sosta sarà ancora più difficile.

Il consiglio che ti do per visitare La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all'11 ottobre 2026

Se avete un solo giorno, scegliete la domenica. È l'unica giornata con un programma dalle 10 alle 22, comincia con la passeggiata alla scoperta della Garbatella guidata da una docente di Roma Tre e da un giornalista del quartiere, e concentra alcuni degli ospiti più attesi: Viet Thanh Nguyen, Luciana Castellina, i socialisti democratici americani, il dibattito sulla Cina, i Motus su Pasolini. Si può restare dal mattino alla sera senza ripetersi.

Secondo consiglio: fatevi un programma personale la sera prima, con due alternative per ogni fascia oraria. Le sovrapposizioni sono tante e i posti limitati: se la sala che avete scelto è piena, la seconda opzione è a cinque minuti a piedi.

Terzo: non trascurate le mostre. Le fotografie di Niccolò Filippo Rosso al Lotto 14 sono aperte dalle 9 alle 18, e i manifesti per i 55 anni del giornale sono per strada: una passeggiata fra un talk e l'altro permette di vederle e di vedere il quartiere. Per gruppi che vogliono scoprire la Garbatella con un itinerario su misura, prima o dopo il festival, c'è Tour Leader Pro.

La Garbatella: il quartiere che ospita il festival

La Garbatella è il quartiere fondato il 18 febbraio 1920, quando Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin. Si trova nel Municipio VIII, sui colli che dominano la basilica di San Paolo.

Il porto che non ci fu

Il quartiere nacque per un progetto mai realizzato: il canale navigabile e il porto fluviale immaginati da Paolo Orlando per collegare Roma al mare di Ostia. Le case della Garbatella avrebbero ospitato i lavoratori del porto. Il porto non si fece, ma ne restò l'impronta nei nomi delle strade, dedicati a navigatori e ammiragli. Via degli Armatori, dove ha sede la Villetta Social Lab, è uno di questi.

Il nome

Prima di chiamarsi Garbatella, il quartiere rischiò di chiamarsi Concordia o Remuria. L'ipotesi più diffusa sul nome parla di un'ostessa gentile, la garbata ostella, lungo la strada dei pellegrini delle Sette Chiese. Lo studio di Giorgio Guidoni pubblicato in Garbatella 100 nel 2019 ha identificato l'ostessa in Clementina Eusebi, che gestì l'osteria fra il 1835 e il 1850, e ha legato il nome a quello della madre, Maddalena Garbata.

Lotti, cortili e barocchetto

La Garbatella storica è organizzata in lotti, gruppi di case intorno a cortili con lavatoi, stenditoi e orti, secondo il modello inglese della città giardino. Lo stile dei primi lotti fu chiamato barocchetto dai suoi progettisti, Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini, affiancati da Costantino Costantini, Massimo Piacentini, Mario De Renzi e Felice Nori. Dal 1927 sorsero i quattro Alberghi vicino a piazza Eugenio Biffi, e nel 1929 il lotto 24 accolse i villini modello del XII Congresso internazionale delle abitazioni. La passeggiata della domenica mattina del festival passa proprio fra questi lotti.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la Garbatella è un quartiere di sinistra: operaio, forte appoggio alla Resistenza, come Testaccio e l'Ostiense. Meno citato è quanto questa identità sia nata da una comunità concreta più che da un'ideologia. Nel dopoguerra le donne del quartiere fondarono spontaneamente una società di mutuo soccorso, le Sgarbatelle, che con le quote versate da ciascuna aiutava le famiglie in difficoltà. E l'urbanistica dei lotti, con i cortili condivisi, fu pensata per ricreare in città la rete di solidarietà dei paesi da cui arrivavano gli operai.

C'è poi un fatto che riguarda il festival da vicino. Il manifesto è da sempre un giornale romano, e la scelta della Garbatella per il suo festival ha una logica: uno spazio pubblico autogestito come la Casetta Rossa, un teatro universitario come il Palladium, una biblioteca di quartiere come la Moby Dick. La Manifestival non affitta un centro congressi, usa i luoghi che il quartiere ha costruito da sé.

Infine, il fatto meno citato di tutti: la Garbatella, pur avendo quella fama, ha avuto scelte elettorali tutt'altro che scontate negli ultimi trent'anni. Un quartiere vivo, non un museo ideologico. Ed è forse questo che rende il festival interessante anche per chi non la pensa come il giornale che lo organizza.

La foto giusta da fare a La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all'11 ottobre 2026

La foto giusta alla Manifestival è uno dei manifesti della mostra per i 55 anni del giornale, affisso su un muro della Garbatella, con un pezzo di lotto sullo sfondo. È l'immagine che mette insieme il festival e il quartiere, e ogni manifesto è diverso, perché ciascuno è opera di un grafico diverso.

La seconda è piazza Bartolomeo Romano al tramonto, con la facciata del Teatro Palladium e la coda del pubblico davanti all'ingresso. A metà ottobre il sole tramonta verso le 18.30: la fascia fra le 18 e le 19, quando al Palladium comincia uno dei dibattiti principali della sera, è quella della luce migliore.

La terza è per chi arriva domenica mattina: la scalinata degli Innamorati con la Fontana della Carlotta, in piazza Ricoldo da Montecroce, uno dei punti più riconoscibili del quartiere. La passeggiata del festival parte dalla Casetta Rossa alle 10: con la luce del mattino gli intonaci ocra dei lotti hanno un colore che il pomeriggio non restituisce. Attenzione ai cortili: sono spazi privati dei residenti, e la foto si fa dall'ingresso, con discrezione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della Garbatella comincia ufficialmente il 18 febbraio 1920, con la prima pietra posata da Vittorio Emanuele III in piazza Benedetto Brin. Sull'edificio centrale della piazza una lapide ricorda la fondazione da parte dell'Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e dell'Istituto delle Case popolari; il sindaco era Adolfo Apolloni. Ma il territorio è più antico: nel Parco di Commodilla si apre l'ingresso delle catacombe di Commodilla, con una piccola basilica sotterranea della fine del IV secolo. Nel 1818 Nicola Maria Nicolai fece costruire in via delle Sette Chiese la Chiesoletta dei santi Isidoro ed Eurosia, per i pellegrini diretti alle basiliche.

Negli anni Trenta il quartiere accolse molte famiglie sfollate dalle demolizioni della Spina di Borgo e dalla costruzione di via dei Fori Imperiali. Il 12 settembre 1944 la sedicenne Iole Zedde, che viveva al lotto 28, fu uccisa da una raffica di mitra di un soldato tedesco di guardia ai vagoni della stazione Ostiense; dal 2007 una targa del Municipio la ricorda in via Guglielmo Massaia 22.

Il 3 dicembre 1978 papa Giovanni Paolo II scelse la chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella per la prima delle sue visite ufficiali alle parrocchie di Roma: nel 1946, da giovane sacerdote, vi era stato confessore. Più di recente, il vecchio cinema di piazza Bartolomeo Romano è diventato il Teatro Palladium dell'Università Roma Tre, e oggi le sue sale ospitano i dibattiti principali della Manifestival.

Cosa vedere intorno alla Garbatella

Intorno alla Garbatella si concentrano alcuni dei luoghi più interessanti del quadrante sud di Roma, fra basiliche, archeologia industriale e arte urbana.

San Paolo e l'Ostiense

La basilica di San Paolo fuori le mura, che ha dato il nome ai colli della Garbatella, è a breve distanza scendendo verso la via Ostiense. Ai piedi del quartiere si stende l'Ostiense industriale: la Centrale Montemartini espone sculture antiche fra le macchine di una centrale elettrica, e lungo le vie si incontra la street art dell'Ostiense.

Piramide e Porta San Paolo

Più verso il centro, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, con il Museo della Via Ostiense, chiudono un itinerario che si fa a piedi in un pomeriggio.

Il quartiere verde

Gli Orti Urbani Garbatella sono un esempio di come la tradizione dei cortili coltivati continui oggi in forma collettiva.

Dove mangiare durante la Manifestival

La Garbatella ha una tradizione di trattorie di quartiere, osterie romane e pizzerie frequentate soprattutto dai residenti, con prezzi in genere più bassi del centro.

Durante il festival

Il festival stesso offre qualche occasione: il pranzo in musica di domenica alle 13.15 alla Casetta Rossa, e le conversazioni davanti a un bicchiere al Pulp e alla Villetta. Per una cena vera, le trattorie del quartiere il venerdì e il sabato sera si riempiono presto: con un festival che porta in zona centinaia di persone, prenotare è d'obbligo.

Verso l'Ostiense

Scendendo verso via Ostiense ci sono locali più recenti, birrerie e ristoranti frequentati dagli studenti di Roma Tre, e nell'ex Air Terminal della stazione Ostiense la grande sede romana di Eataly, aperta dal 2012.

Chi è passato da La Manifestival 2026 alla Garbatella — dal 9 all'11 ottobre 2026

Dalle strade della Garbatella sono passati personaggi di prima grandezza. Il re Vittorio Emanuele III, per la prima pietra del 1920. Gli architetti Gustavo Giovannoni, Innocenzo Sabbatini e Mario De Renzi, che ne disegnarono i lotti. Karol Wojtyła, confessore a San Francesco Saverio nel 1946 e poi, da papa, di ritorno nel 1978. Pier Paolo Pasolini, che ambientò fra i lotti molte scene di Una vita violenta: e domenica 11 ottobre i Motus portano al Teatro Garbatella proprio Pasolini, con le pagine di Petrolio.

Poi il cinema: Nanni Moretti attraversa la Garbatella in Vespa in Caro diario, e aveva già usato la scuola di piazza Damiano Sauli come set di Bianca; Alberto Sordi girò scene nell'oratorio di San Filippo Neri; le troupe dei Cesaroni hanno lavorato in piazza Giovanni da Triora, dove oggi si tengono gli incontri del festival. Il cantante Alvaro Amici, voce della canzone romana, visse al lotto 31. Il calciatore Agostino Di Bartolomei tirò i primi calci sul campo dell'oratorio.

Con la Manifestival, alla Garbatella passano il sindaco di Roma, un premio Pulitzer, la fondatrice di un giornale nato più di cinquant'anni fa, una ex giudice dell'immigrazione di New York, due politiche dei socialisti democratici americani, due accademici cinesi. Non è poco, per un quartiere nato per ospitare i lavoratori di un porto che non fu mai costruito.

Roma a metà ottobre: la stagione del festival

Metà ottobre è uno dei periodi migliori per stare all'aperto a Roma: giornate ancora miti, luce calda nel pomeriggio, sere fresche.

Tempo e abbigliamento

Con il sole che tramonta verso le 18.30, i concerti delle 21 si tengono a temperatura serale: una giacca leggera è necessaria. La pioggia d'autunno è possibile, e il festival si svolge in spazi chiusi, ma per spostarsi da un luogo all'altro serve un ombrello.

Domande frequenti sulla Manifestival 2026

Quando si tiene La Manifestival 2026 a Roma?

La Manifestival 2026 si tiene alla Garbatella da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026. Gli orari sono venerdì dalle 16 alle 23, sabato dalle 15.30 alle 23 e domenica dalle 10 alle 22. Le mostre sono aperte per tutti e tre i giorni.

La Manifestival è gratuita?

La Manifestival del manifesto è interamente gratuita: tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Le masterclass sull'olio e alcuni laboratori richiedono la prenotazione. Per i dibattiti più attesi conviene arrivare in anticipo, perché ogni sala ha un tetto di posti.

Dove si svolge La Manifestival 2026?

La Manifestival 2026 si svolge in vari luoghi della Garbatella, nel Municipio VIII: Teatro Palladium, Villetta Social Lab, Biblioteca Moby Dick, Casetta Rossa, Teatro Garbatella, Coworking Millepiani, oltre al Pulp in piazza Giovanni da Triora e al giardino del Lotto 14.

Come si arriva alla Manifestival con i mezzi?

La Manifestival si raggiunge con la metro B, fermata Garbatella, o con i bus 716, 715, 792, 679 e 23, attivi fino alle 23.30 circa. Dopo quell'ora c'è la linea notturna N716. La linea B si prende a Termini.

Chi sono gli ospiti della Manifestival 2026?

Fra gli ospiti della Manifestival 2026 ci sono Diana Buttu, Adania Shibli, Mark Bray, Olivia Cassin, Ron Gochez, Viet Thanh Nguyen, Mabel Lu Miao, Luciana Castellina, Maicol & Mirco, Zuzu, Kalina Muhova, Motus, Ugo De Vita, Valentina Magaletti e upsammy.

Quali mostre ci sono alla Manifestival?

Le mostre della Manifestival sono quattro: 55 anni di manifesto, manifesti di giovani grafici affissi nel quartiere; AZIONE! 40 anni di Greenpeace in Italia al Teatro Garbatella; In the name of the law di Niccolò Filippo Rosso al Lotto 14; gli Scarabocchi di Maicol & Mirco alla Villetta Social Lab.

Ci sono attività per bambini alla Manifestival?

La Manifestival propone sabato 10 ottobre alle 17.30, alla Villetta Social Lab, il laboratorio di fumetto Salvare il mondo è una cosa da piccoli, tenuto da Maicol & Mirco per bambine e bambini, con ingresso gratuito e fino a 40 posti.

Il consiglio finale sulla Manifestival

Alla Garbatella la reazione è sempre la stessa: sorpresa per un quartiere giardino a pochi minuti dalla Piramide. La Manifestival aggiunge a quella scoperta un programma di ospiti che a Roma, gratis, si vede di rado. Il consiglio è netto: andate la domenica, cominciate alle 10 con la passeggiata fra i lotti, scegliete due dibattiti e un concerto, e cenate nel quartiere. È la migliore giornata d'ottobre che si possa passare nel Municipio VIII.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento9 Ottobre 2026 — 11 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi