Il lago dei cigni al Nuovo Teatro Orione — 2 dicembre 2026
In breve. Il lago dei cigni di Čajkovskij arriva al Nuovo Teatro Orione mercoledì 2 dicembre 2026, interpretato dalla compagnia European Classical Ballet, come indicano l'immagine dello spettacolo sul sito del teatro e la scheda dell'evento pubblicata da Turismo Roma.
Il lago dei cigni di Čajkovskij arriva al Nuovo Teatro Orione mercoledì 2 dicembre 2026, interpretato dalla compagnia European Classical Ballet, come indicano l'immagine dello spettacolo sul sito del teatro e la scheda dell'evento pubblicata da Turismo Roma. L'indirizzo del teatro è via Tortona 7, 00183 Roma, quartiere Appio-Latino; il sito ufficiale lo colloca a pochi minuti dalla fermata Re di Roma della metro A e segnala un ampio spazio auto riservato al pubblico. Orario e prezzi non sono pubblicati né sul sito del teatro né sulla scheda di Turismo Roma. I biglietti si comprano partendo dalla card dello spettacolo sul sito teatrorione.it; per informazioni ci sono il telefono della segreteria, 06 83546662, e la casella info@teatrorione.it. Il tragitto più adatto da casa o dall'albergo si calcola con lo strumento di percorso dell'ATAC.

Il lago dei cigni all'Orione: date, sede e biglietti
I dati che seguono vengono dal cartellone del Nuovo Teatro Orione e dalla scheda di Turismo Roma, il portale turistico del Comune. Dove le fonti tacciono, lo segnaliamo.
La data
Una sola recita, mercoledì 2 dicembre 2026. L'ora d'inizio non è pubblicata.
La sala
Nuovo Teatro Orione, via Tortona 7, 00183 Roma. Sala con platea e galleria, nata negli anni Cinquanta.
La compagnia
European Classical Ballet: il nome è scritto sull'immagine della card dello spettacolo sul sito del teatro, con la dicitura «presentato da BiletItalia», e compare anche nella scheda di Turismo Roma. La presentazione ufficiale parla di coreografie classiche, scenografie e costumi curati e di ballerini provenienti da importanti scuole e teatri europei.
Come prenotare
Dalla card «il lago dei cigni» sul sito teatrorione.it, pulsante di acquisto. In alternativa, Turismo Roma indica il contatto diretto con il teatro allo 06 83546662. Il prezzo non è pubblicato.
European Classical Ballet: che cosa sappiamo della compagnia
La scheda di Turismo Roma descrive uno spettacolo di impianto tradizionale, con la vicenda del principe Siegfried e della principessa Odette trasformata in cigno dallo stregone Rothbart, e l'inganno del Cigno nero, Odile. La definizione scelta per presentarlo è semplice: «Un balletto eterno, capace di emozionare e incantare», si legge su Turismo Roma.
La tournée italiana del 2025
Un anno prima la stessa compagnia aveva portato il titolo in Italia con una tournée di sei date fra il 6 e il 12 novembre 2025, da Torino a Montecatini, con una tappa romana all'Auditorium Conciliazione l'8 novembre. Il Quotidiano di Sicilia, che ne diede notizia, la descriveva come una compagnia internazionale di danza classica diretta da Andrey Scharaev, con 35 professionisti provenienti da vari paesi, Italia compresa, e con la versione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov.
Che cosa non è pubblicato per il 2026
Nel 2025 i ruoli principali erano affidati a Jana Salenko, nel doppio ruolo di Odette e Odile, e a Kalle Wigle come Siegfried, entrambi del Berlin State Ballet. Per la recita dell'Orione nessuna fonte ufficiale indica gli interpreti, il numero di danzatori o la versione coreografica: non è quindi possibile dire se il cast sarà lo stesso.
Come nasce il balletto: Čajkovskij a Mosca
Il lago dei cigni è il primo dei tre balletti di Pëtr Il'ič Čajkovskij, seguito da La bella addormentata e da Lo schiaccianoci. Wikipedia data la composizione fra l'agosto 1875 e l'aprile 1876, a Mosca, dove il compositore insegnava teoria e armonia al Conservatorio, incarico che mantenne fino al settembre 1878.
Il compositore
Čajkovskij nacque a Votkinsk il 7 maggio 1840 e morì a San Pietroburgo il 6 novembre 1893. Dopo gli studi di giurisprudenza si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, appena fondato, diplomandosi nel 1866. Dal 1877 fu sostenuto economicamente da Nadežda von Meck, con la quale intrattenne una corrispondenza durata fino al 1890 senza mai incontrarla di persona. Fra le sue opere più note figurano le ultime tre sinfonie, la Patetica compresa, l'opera Evgenij Onegin e il Concerto per pianoforte n. 1.
Un libretto senza padre certo
Il libretto originale viene attribuito a Vladimir Begičev, direttore dei teatri imperiali di Mosca, e al ballerino Vasilij Gel'cer, ma non esistono prove definitive su chi abbia ideato la trama. Una delle ipotesi più accreditate, ricorda Wikipedia, è un adattamento di Julius Reisinger dalla fiaba tedesca Der geraubte Schleier, il velo rubato.
La prima del 1877: un mezzo insuccesso
Il balletto andò in scena al Teatro Bol'šoj di Mosca il 20 febbraio 1877 secondo il calendario giuliano, il 4 marzo secondo quello gregoriano, con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger e con Pelageja Karpakova come protagonista. L'accoglienza fu tiepida: le cronache lamentavano problemi di partitura, una coreografia giudicata banale e un allestimento debole.
La critica dell'epoca
La Gazzetta Teatrale del 22 febbraio 1877 scrisse che la musica era «piuttosto monotona, noiosa». È uno dei giudizi più citati della storia della danza, proprio perché smentito dalla fortuna successiva della partitura.
Le riprese al Bol'šoj
Il titolo tornò in scena a Mosca il 13 luglio 1880, con la coreografia di Joseph Hansen, e il 28 ottobre 1882 con Lydia Geiten, ma anche queste riprese ebbero risultati scarsi. Fu necessaria una revisione profonda, che il compositore non fece in tempo a vedere.
Petipa e Ivanov: la versione che vediamo oggi
La rinascita del balletto avvenne a San Pietroburgo, al Teatro Mariinskij, il 15 gennaio 1895 secondo il calendario giuliano, il 27 gennaio secondo quello gregoriano, circa un anno dopo la morte di Čajkovskij. La promosse il principe Vsevoložskij, direttore dei teatri imperiali.
Due coreografi per quattro atti
Marius Petipa curò il primo e il terzo atto, quelli di corte; Lev Ivanov firmò gli atti bianchi, il secondo e il quarto, ambientati sul lago. Riccardo Drigo intervenne sulla musica, inserendo anche brani pianistici del compositore orchestrati per l'occasione. Il libretto fu rivisto da Modest Čajkovskij, fratello del musicista: Odette diventa una principessa, Siegfried acquista un carattere più positivo e Rothbart assume il ruolo di antagonista principale.
Pierina Legnani e i fouettés
La versione del 1895 ebbe successo ed entrò nel repertorio di San Pietroburgo, di Mosca e poi dei teatri di tutto il mondo. Il Quotidiano di Sicilia, presentando la tournée 2025 di European Classical Ballet, ricorda che la protagonista di quel debutto fu l'italiana Pierina Legnani, a cui si attribuisce la celebre sequenza dei 32 fouettés.
I personaggi principali
Prima di sedersi in sala conviene avere chiari i ruoli, perché nel balletto la storia si legge solo attraverso i gesti e i costumi.
Siegfried e la Regina madre
Il principe Siegfried è il protagonista maschile, innamorato di Odette; la Regina madre lo spinge al matrimonio e gli affida la scelta della sposa nel ballo di corte. Accanto a lui compare Benno, l'amico che lo segue nella caccia.
Odette, Odile e Rothbart
Odette è la regina dei cigni, stregata insieme alle compagne e riconoscibile dalla corona magica; Odile, in nero, è la figlia dello stregone. Rothbart è il mago malvagio che ha trasformato le fanciulle in cigni e che nella revisione del 1895 diventa l'antagonista principale. Completano il quadro le fanciulle cigno, cioè il corpo di ballo degli atti bianchi.
La trama atto per atto
La vicenda segue lo schema della fiaba romantica, con un amore messo alla prova da un incantesimo e da un inganno.
Primo atto: il compleanno del principe
Siegfried festeggia con amici e contadini. La Regina madre gli regala una balestra e gli ricorda che al ballo del giorno seguente dovrà scegliere una sposa. Al calare della sera il principe e i compagni seguono uno stormo di cigni in volo.
Secondo atto: il lago
Sulla riva i cigni si trasformano in fanciulle. Odette, la regina dei cigni riconoscibile dalla corona, racconta che lo stregone Rothbart le ha stregate e che soltanto una promessa d'amore può sciogliere l'incantesimo. Siegfried giura fedeltà.
Terzo atto: il ballo a corte
Al castello sfilano le candidate al trono, poi arriva Rothbart con la figlia Odile, che ha l'aspetto di Odette. Siegfried, ingannato, promette di sposarla.
Quarto atto: la tempesta
Rothbart si trasforma e il castello piomba nel buio. Siegfried corre al lago, dove Odette lo accoglie piangendo il proprio destino; nella versione originale una tempesta travolge entrambi.
Odette e Odile, il doppio ruolo
Il balletto gioca tutto sulla somiglianza fra le due figure. Odile è la figlia di Rothbart, resa identica a Odette dalla magia del padre; il pubblico la distingue grazie al costume nero, che si oppone al bianco delle fanciulle cigno. Nella pratica teatrale la stessa ballerina interpreta spesso entrambe le parti, ed è questa la prova più attesa di ogni allestimento: la dolcezza trattenuta del secondo atto contro la seduzione brillante del terzo.
Il Cigno nero
Il passo a due del «cigno nero», nel terzo atto, è il momento virtuosistico dello spettacolo; la tradizione legata a Legnani vi colloca i fouettés in serie, il passaggio tecnico più atteso dal pubblico.
La musica: i brani da riconoscere
Anche chi non ha mai visto il balletto riconosce alcune pagine della partitura. Il tema d'apertura, detto primo tema del cigno, è costruito su scale discendenti e ritorna nei momenti chiave.
Valzer e danze di carattere
Wikipedia segnala fra i numeri più noti il valzer del primo atto, le danze dei cigni del secondo, che riutilizzano materiale dall'opera giovanile Undina, il pas de six con le variazioni delle sei candidate e la serie di danze nazionali del terzo atto: czardas ungherese, danza russa, spagnola, napoletana e mazurka.
I piccoli cigni
Nella numerazione della partitura riportata da Wikipedia compare anche la Danse des petits cygnes, la danza dei piccoli cigni, una delle pagine più riconoscibili del balletto anche fuori dal teatro.
Tre finali per una stessa storia
Il lago dei cigni ha cambiato finale più volte. Nell'originale del 1877 Odette muore tra le braccia di Siegfried e una tempesta sommerge i due amanti, mentre sul lago riappare un gruppo di cigni. Nella versione del 1895 Siegfried si trafigge, lo spirito di Rothbart cade morto, il lago scompare e segue un'apoteosi. Nel 1953, in epoca sovietica, la versione di Bourmeister scelse un lieto fine: Siegfried sconfigge Rothbart e Odette ritorna umana.
Quale finale vedremo all'Orione
La presentazione ufficiale della recita romana non indica quale finale sarà adottato: è uno dei dettagli che si scoprono soltanto in sala.
Dal Lago allo Schiaccianoci: i tre balletti di Čajkovskij
Il lago dei cigni apre una trilogia che il compositore completò in meno di vent'anni. Dopo la prima moscovita del 1877, Čajkovskij tornò al balletto più di dieci anni più tardi con La bella addormentata, iniziata nel 1888, e infine con Lo schiaccianoci, commissionato nel 1891 per essere rappresentato nella stessa serata dell'opera Iolanta.
Un compositore sinfonico prestato alla danza
Negli stessi anni Čajkovskij scriveva le sinfonie e le opere che lo hanno reso celebre. La sua scrittura per il balletto, sinfonica e ricca di temi ricorrenti come il tema del cigno, fu una delle ragioni dello scarso successo iniziale: la Gazzetta Teatrale la trovò monotona, e solo con la revisione di Drigo e le coreografie di Petipa e Ivanov, nel 1895, la partitura trovò il successo che non aveva avuto a Mosca.
Due titoli in tre giorni all'Orione
Il cartellone dell'Orione mette in fila il primo e l'ultimo dei tre balletti: Il lago dei cigni il 2 dicembre e Lo schiaccianoci il 4 dicembre 2026. Per il secondo titolo l'immagine della card sul sito del teatro indica il Russian Classical Ballet, presentato come Balletto di Mosca.
Una curiosità sul Nuovo Teatro Orione
Il sito del teatro rivendica un primato di numeri: quarto teatro di Roma per capienza, con 548 posti in platea e 428 in galleria. Fatti i conti, si arriva a 976 poltrone, mentre in un altro passaggio la stessa pagina parla di 980 posti a sedere. Al di là della piccola discrepanza, per un balletto in tournée si tratta di una platea di quasi mille spettatori in una sola sera.
Una galleria da oltre quattrocento posti
La galleria da sola supera i quattrocento posti. Per uno spettacolo come Il lago dei cigni, in cui la disposizione geometrica del corpo di ballo conta quanto la danza dei solisti, è un vantaggio concreto.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Nuovo Teatro Orione
Pochi ricordano che l'Orione è stato per anni anche un cinema, con una sua arena all'aperto. La pagina storica del teatro racconta che negli anni Sessanta cresceva l'uso come sala cinematografica e veniva attivata l'Arena, uno spazio adiacente per le proiezioni estive; negli anni Ottanta l'attività di cinema d'essai andava calando, e negli anni Novanta l'uso cinematografico fu abbandonato del tutto.
Una sala abituata a cambiare
Teatro, cinema e arena estiva hanno convissuto per decenni nello stesso indirizzo di via Tortona. Oggi la nuova gestione dichiara che la struttura sarà oggetto di una profonda rivalutazione, senza però descrivere nel dettaglio i lavori previsti.
Il consiglio che ti do per visitare il Nuovo Teatro Orione
Per Il lago dei cigni il mio consiglio è di puntare sulla galleria. Gli atti bianchi di Ivanov sono costruiti su file, diagonali e cerchi di cigni che si apprezzano davvero solo dall'alto: dalla platea si vedono meglio i volti e la tecnica dei piedi, dalla galleria si capisce il disegno. Se potete scegliere, prendete un posto centrale, così da avere il palco in asse.
L'intervallo
Il foyer della sala ha un bar e una caffetteria, segnalati da Turismo Roma. Durata della serata e numero degli intervalli all'Orione non sono pubblicati: conviene informarsi in biglietteria, e intanto approfittare del bar prima dell'inizio.
Per chi lo vede per la prima volta
Il balletto non ha parole e i cambi di scena sono pochi: leggere la trama dei quattro atti prima di entrare, magari durante il viaggio in metro, permette di riconoscere subito il passaggio dalla festa di corte al lago e di non confondere Odette con Odile quando, nel terzo atto, compare il costume nero.
Parcheggio e metro
Lo spazio auto riservato del teatro è una comodità concreta per una serata infrasettimanale; in alternativa la fermata Re di Roma della metro A dista pochi minuti a piedi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il legame fra l'Orione e la danza non è una novità della stagione 2026/2027. Già negli anni Cinquanta, racconta il sito del teatro, la sala ospitava grandi serate di danza con la ballerina Ivana Gattei. E negli anni Duemila, in un periodo privo di una vera direzione artistica, il teatro era diventato un punto di riferimento per gli eventi di danza e per un circuito di clienti amatoriali e professionali.
Una vocazione che ritorna
Il balletto del 2 dicembre, seguito due giorni dopo da Lo schiaccianoci, si inserisce quindi in una tradizione lunga settant'anni. Dopo la stagione degli eventi di danza per un pubblico amatoriale e professionale, il palcoscenico di via Tortona torna così a ospitare due titoli di grande repertorio nella stessa settimana.
La foto giusta da fare al Nuovo Teatro Orione
A sipario chiuso, la sala vista dall'ultima fila della galleria restituisce bene le proporzioni di un teatro da quasi mille posti; il regolamento dell'Orione su foto e riprese durante lo spettacolo non è pubblicato, quindi prima di qualsiasi scatto a luci spente chiedete al personale di sala.
All'uscita della metro
Nell'atrio della stazione Re di Roma i mosaici di François Morellet e Carla Accardi, nati per il premio Artemetro Roma, offrono un'inquadratura di arte astratta che si presta a un ritratto prima dello spettacolo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Ripercorrendo la storia raccontata dal teatro e le fonti sul quartiere, alcune date aiutano a orientarsi.
Anni Cinquanta: opera e operetta
La sala apre in quel decennio come punto di riferimento culturale per l'Appio-Latino. Il programma alternava titoli d'opera e d'operetta e, accanto al teatro musicale, trovavano posto le grandi serate di danza ricordate dal sito: un repertorio di stampo classico, ben prima della stagione dei musical e dei concerti.
1980: arriva la metro
Il 16 febbraio 1980 entrò in servizio la stazione Re di Roma, parte della prima tratta della linea A fra Anagnina e Ottaviano. Da allora il teatro è collegato direttamente al resto della linea.
Anni Novanta: la televisione
Abbandonato il cinema, negli anni Novanta il palco dell'Orione ospitò allestimenti televisivi, con largo spazio alla rete Mediaset, secondo la pagina storica del teatro.
2024: la nuova direzione
Il 19 settembre 2024 la nuova direzione artistica di Carlo Oldani, Claudio Romano Politi e Gabriele Figus inaugurò la stagione Oltre, Nuovi confini, presentando l'Orione come spazio polifunzionale con doppio palco e uno spazio off. Nella stessa stagione il foyer divenne Scena, un social club aperto dal lunedì al mercoledì.
Chi è passato dal Nuovo Teatro Orione
La pagina storica del teatro allinea nomi molto diversi. Per la danza, la ballerina Ivana Gattei negli anni Cinquanta. Per il teatro di figura, i Piccoli di Podrecca negli anni Sessanta: la compagnia fondata a Roma nel 1914 da Vittorio Podrecca, che arrivò a contare fino a mille marionette e chiamò a disegnare le scene pittori come Enrico Prampolini.
Il cinema e la prosa
Negli anni Settanta Edwige Fenech e Oreste Lionello girarono qui scene del film La pretora; negli anni Ottanta la sala ospitò le prove dei grandi allestimenti di Gigi Proietti e Ugo Tognazzi.
La stagione in corso
Fra gli ospiti più recenti, su estateromana.com trovate Royal Family Europe con Defend the Throne e The Orchestra, Lords of the Sound, in programma nel 2027.
Appio-Latino: il quartiere del teatro
Via Tortona fa parte del quartiere Appio-Latino, che prende il nome dalle vie Appia e Latina. Wikipedia ne riassume una storia lunghissima: la via Appia fu decretata nel 312 a.C., tra il II secolo a.C. e l'inizio del III d.C. vennero costruiti cinque acquedotti nella zona dell'odierna via del Mandrione, e a cavallo fra Ottocento e Novecento nacque l'Alberone, con le sue case popolari, fra i primi rioni operai di Roma; il nome viene da un grande leccio, tagliato nel 1980-81.
Dalle mura all'Appia Antica
Il quartiere confina a nord con le Mura Aureliane fra Porta Metronia e Porta San Giovanni e si allunga fino al Parco dell'Appia Antica, con la valle della Caffarella e, più a sud, il Mausoleo di Cecilia Metella. Dentro i suoi confini c'è anche il parco di Villa Lazzaroni, con accesso da via Appia Nuova.
Altri cigni e altro Čajkovskij a Roma
Nella stagione romana il titolo compare più volte, in sale e versioni diverse. Chi vuole confrontare può guardare al Lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma a dicembre 2026 o a quello al Teatro Ghione nel 2027. Per ascoltare Čajkovskij in sala da concerto c'è Antonio Pappano con Petrassi e Čajkovskij a Santa Cecilia.
Le grandi versioni del Novecento
Fra le riletture citate da Wikipedia ci sono quella di Aleksandr Gorskij per il Bol'šoj nel 1901, la prima integrale fuori dalla Russia, a Praga nel 1907, l'atto unico dei Balletti russi di Djagilev al Covent Garden nel 1911, quelle di Frederick Ashton (1963) con Margot Fonteyn, di John Neumeier ad Amburgo (1976) e di Matthew Bourne al Sadler's Wells (1995), con i cigni affidati a ballerini uomini.
Il lago dei cigni in Europa, in America e in Italia
Dopo il 1895 il titolo ha viaggiato in tutto il mondo, e la sua storia è fatta di molte versioni. Wikipedia ricorda che la ripresa di Aleksandr Gorskij al Bol'šoj, nel 1901, fu la base delle produzioni moscovite successive, comprese quelle del 1956 e del 1969.
Le prime uscite dalla Russia
La prima versione integrale fuori dai confini russi fu quella di Achille Viscusi a Praga, nel 1907. Seguirono Ol'ga Preobraženskaja a Londra nel 1910, i Balletti russi di Djagilev al Covent Garden il 30 novembre 1911 con un solo atto, e Nicholas Sergeev con il Vic-Wells Ballet nel 1934.
Il Novecento e oltre
George Balanchine ne ricavò un atto unico per il New York City Center il 20 novembre 1951; John Cranko lo rilesse a Stoccarda nel 1963 e Kenneth MacMillan a Berlino nel 1964. In Italia Fredy Franzutti ne firmò una versione per il Balletto del Sud a Lecce il 26 novembre 1999, mentre a Stoccolma, il 2 dicembre 2011, Fredrik Rydman presentò Swan Lake Reloaded, contaminato con la street dance.
L'Orione dopo il rilancio
Dal 2024 il teatro si presenta con un'identità dichiaratamente aperta a tutti i generi. Sul sito la direzione indica fra i traguardi da raggiungere in due anni almeno due grandi produzioni proprie, un concerto ogni mese e un lavoro con licei e scuole; Turismo Roma sottolinea l'attenzione per le nuove produzioni e per i gruppi emergenti.
Tecnica di sala
Per la danza contano soprattutto luci e visibilità. Il sito ufficiale descrive un impianto luci di altissimo livello abbinato a un sistema audio Funktion One costruito sulle caratteristiche della sala; fra le recensioni scelte dal teatro tornano spesso la comodità delle poltrone e l'acustica.
Informazioni pratiche
- Spettacolo: Il lago dei cigni, musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
- Compagnia: European Classical Ballet (immagine della card sul sito del teatro e Turismo Roma).
- Data: mercoledì 2 dicembre 2026.
- Orario: non pubblicato.
- Teatro: Nuovo Teatro Orione, via Tortona 7 (CAP 00183), Roma.
- Acquisto: pulsante nella card del balletto su teatrorione.it; il prezzo non è pubblicato.
- Contatti: 06 83546662, info@teatrorione.it.
- Mezzi: metro A, Re di Roma, a pochi minuti secondo il sito del teatro; parcheggio riservato; percorso con il calcolatore ATAC.
Domande frequenti su Il lago dei cigni
Chi danza Il lago dei cigni all'Orione il 2 dicembre?
La compagnia è European Classical Ballet, come indicano l'immagine della card sul sito del teatro e la scheda di Turismo Roma. Nella tournée italiana del 2025 la compagnia era diretta da Andrey Scharaev e schierava 35 danzatori, con Jana Salenko e Kalle Wigle del Berlin State Ballet nei ruoli principali. Per la recita romana del 2026 gli interpreti non sono pubblicati, quindi non sappiamo se il cast sarà lo stesso.
A che ora inizia lo spettacolo?
L'orario non è pubblicato né sul sito del Nuovo Teatro Orione né sulla scheda di Turismo Roma. Di solito compare nella pagina di vendita a cui rimanda il pulsante di acquisto del sito del teatro; in alternativa si può chiamare la segreteria allo 06 83546662. Controllate qualche giorno prima, perché i dati di dettaglio arrivano spesso a ridosso della data.
Quanto costa il biglietto?
Il prezzo non è pubblicato dalle fonti ufficiali consultabili, cioè il sito del teatro e la scheda di Turismo Roma. Lo vedrete al momento dell'acquisto, partendo dalla card dello spettacolo su teatrorione.it. Per sapere in anticipo se esistono riduzioni per bambini o gruppi conviene chiedere alla segreteria del teatro.
Quale coreografia viene usata?
Per la recita del 2 dicembre la presentazione ufficiale parla genericamente di coreografie classiche. Nel 2025 la compagnia dichiarava la versione di Marius Petipa e Lev Ivanov, quella nata al Mariinskij nel 1895 ed entrata poi nel repertorio internazionale. Che la versione sia identica anche nel 2026 non è pubblicato.
Quanto dura Il lago dei cigni?
La durata della recita all'Orione non è pubblicata. Il balletto è in quattro atti, ma il modo in cui la compagnia li distribuisce nella serata e gli eventuali intervalli non sono indicati. Per organizzare il rientro, soprattutto con i bambini o con i mezzi pubblici, chiedete la durata alla biglietteria o leggetela sulla pagina di vendita.
Che differenza c'è tra Odette e Odile?
Odette è la principessa trasformata in cigno dallo stregone Rothbart, il cigno bianco del secondo e del quarto atto. Odile è la figlia di Rothbart, resa identica a lei dalla magia del padre e riconoscibile dal costume nero: è lei a ingannare Siegfried durante il ballo del terzo atto. Spesso i due ruoli sono affidati alla stessa ballerina.
Qual è l'indirizzo email giusto del teatro?
L'indirizzo pubblicato dal sito ufficiale e da Turismo Roma nella scheda del luogo è info@teatrorione.it, con una sola «o». Nella scheda dell'evento, invece, Turismo Roma riporta info@teatroorione.it, con due «o»: per scrivere alla segreteria usate la forma indicata sul sito del teatro, teatrorione.it.
Il lago dei cigni è adatto ai bambini?
La storia è una fiaba, con principi, incantesimi e uno stregone, e la musica contiene pagine molto note, come il tema del cigno e la danza dei piccoli cigni. Il teatro non pubblica un'età minima consigliata né la durata della serata: per i bambini più piccoli chiedete alla segreteria quanto dura la recita e a che ora finisce, prima di comprare.
Come si arriva in via Tortona?
Dalla stazione Re di Roma, sulla linea A, il teatro si raggiunge in pochi minuti di cammino, secondo il sito ufficiale, che segnala anche un ampio parcheggio. Per l'itinerario completo da casa o dall'albergo, con eventuali autobus, usate il calcolatore di percorso ATAC, che tiene conto anche degli orari serali delle corse.
Il consiglio finale su Il lago dei cigni
Il lago dei cigni è oggi uno dei titoli più rappresentati della danza classica, eppure è nato da un insuccesso: vederlo sapendo che la Gazzetta Teatrale lo trovò noioso nel 1877 aggiunge un piacere sottile alla serata. All'Orione lo si può vedere in una sala grande, con una galleria ampia che valorizza le geometrie degli atti bianchi, e con la comodità del parcheggio interno in una sera feriale di dicembre. Prima di comprare verificate orario e prezzo sulla pagina di acquisto collegata dal sito del teatro; se vi appassiona il confronto, segnatevi anche Lo schiaccianoci in programma nella stessa sala due giorni dopo, il 4 dicembre, per due serate ravvicinate dedicate a Čajkovskij.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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